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giovedì 22 agosto 2013

ago

22

2013

Il Ministro Difesa Mario Mauro (Scelta Civica): Per Berlusconi "Amnistia o indulto" . "L'ultima Cretinata di Mauro" !  



Fonte huffingtonpost.it Il nodo  dell’agibilità politica su Silvio Berlusconi va risolto politicamente e non per via giuridica". 
Mario Mauro pensa a un "provvedimento generale, non individuale", cioè "amnistia e indulto", come ai tempi della guerra, perché "la nostra è un'emergenza sul piano economico anche più complicata". 
In un intervista ad Avvenire, il ministro della Difesa ricorda che le ragioni che hanno portato a mettere insieme forze diverse nel governo delle larghe intese sono ora "più valide" e "interrompere questa collaborazione porterebbe al collasso la nostra economia". 
Mauro insiste: "Non possiamo far diventare il Parlamento  i quarto grado di giudizio, non può essere questa la soluzione", la soluzione, aggiunge, deve essere "politica". "Amnistia e indulto, come nel dopoguerra con l'amnistia di Togliatti". 
Perché oggi, dati gli indicatori economici, la situazione è "anche più difficile di allora" e "chiudere quasi 20 anni di contrapposizioni che ci hanno portato a questa situazione è interesse di tutti".

Su globalist.it  Emanuele Conegliano, tra l’altro scrive : “ Per la serie un democristiano al giorno, la sciocchezza quotidiana c'è stata oggi propinata da Mario Mauro, ciellino, già berlusconiano, oggi miracolato delle larghe intese e ministro della difesa in quota Scelta Civica, ma pur sempre amico del Cavaliere grazie al quale ha fatto una parte della sua carriera politica.
Al pari di Scajola che da ministro dell'Interno parlava con voce grave di cose che non sapeva, anche Mauro - con l'aplomb del politico di lungo corso - inanella banalità e bestialità da bignami inferiore. Così dopo aver passato una giornata al meeting di Cl a esaltare gli F35, l'Afghanistan e perfino (udite, udite) l'Iraq, il nostro ci ha regalato una mirabile perla: «Il nodo dell'agibilità politica di Silvio Berlusconi va risolto politicamente, non per via giudiziaria. E con un provvedimento generale, non individuale. Non possiamo far diventare il Parlamento il quarto grado di giudizio, non può essere questa la soluzione. Una soluzione politica è quella che io propongo: amnistia e indulto. Come nel dopoguerra, con l'amnistia Togliatti».
Dopo aver espresso tutta la nostra solidarietà a Togliatti per essere stato non solo tirato in ballo da Mauro ma per giunta in difesa di Berlusconi, è interessante analizzare questa composita proposta.
Traduciamo: «come nel dopoguerra, con l'amnistia Togliatti». Bene. Ma ci sono alcuni piccoli dettagli da mettere a punto: Togliatti diede l'amnistia ai fascisti ma non a Mussolini. Che era stato fucilato tempo prima. 
La stessa amnistia ai fascisti venne concessa in un contesto storico-politico che produsse la Costituzione che è democratica e antifascista. Quindi: o il paragone storico è una sciocchezza degna del miglior Giovanardi o esige una sua puntuale applicazione: eliminazione di Berlusconi, divieto di fare partiti di proprietà del Cavaliere e poi i vari Bondi, Cicchitto e Schifani passino sereni la loro vecchiaia ai giardinetti.
Con una piccola aggiunta: siete disposti ad ammettere che gli anni del berlusconismo sono stati un regime che ha lasciato in eredità un'Italia tra le macerie? 
Seconda: «provvedimento generale, non individuale». Per salvare Berlusconi salviamo tutti, così non potranno accusarci dell'ennesimo provvedimento ad personam. Caspita. Questa è una genialata che fa impallidire perfino Scilipoti. È chiaro. Non salviamo Silvio, ma salviamo tutti gli evasori, perché siamo nel dopoguerra.


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ago

22

2013

Mario Mauro difende interventi dei Militari all’Estero mentre ne taglia 30 mila in patria e tutti con stipendi bloccati per avere più risorse per “ investimenti” pro Lockheed Martin.  

Quasi nelle stesse ore, in cui Mario Mauro promuoveva il suo “approccio antropologico cristiano“ applicato alle missioni, in Afghanistan una ragazza lanciava ordigno contro mezzo Italiano.


Afghanistan: Mauro, vale la pena restarci con militari  "La pace costa, la libertà` non e` gratis, ha un prezzo"
(ANSA) - RIMINI, 21 AGO - "Vale la pena restare in Afghanistan" : lo dice il ministro della Difesa Mario Mauro al Meeting di CI durante un incontro sulle missioni militari all`estero. Ricordando il sacrificio dei militari italiani nelle missioni in Iraq ed in Afghanistan, Mauro ha ribadito che "la pace costa, e la libertà` non e` gratis.
Ha un prezzo e lo stanno pagando i nostri militari con il loro sacrificio". E, ricordando che "il metodo italiano si basa sulla condivisione tra i popoli ed e` reso possibile da un approccio antropologico cristiano", il ministro della Difesa ha insistito sulla necessita` di mantenere forze di interposizione armate nelle aree a rischio. "Come non lasceremmo mai i nostri carabinieri ed i poliziotti disarmati a difendere la pacifica convivenza in Patria - ha aggiunto - a maggior ragione non possiamo lasciare i nostri militari all`estero indifesi. Perche` per fare interposizione bisogna avere i muscoli necessari, e l`interposizione evita massacri. Come quelli che possono esserci in Egitto".
ANSA/Afghanistan:ragazza lancia ordigno contro soldati  italiani Nessun ferito, ne` danni.  ROMA, 21 AGO - Una bomba lanciata da una ragazza contro un mezzo di soldati italiani in Afghanistan. E la scena ripresa con un telefonino: "propaganda talebana", dicono i militari. E` successo stamattina, vicino al villaggio di Shewan, nei pressi di Baia Boiuk. Al comando del contingente italiano di Herat spiegano che un blindato `Linee`, l`ultimo mezzo di un convoglio di mezzi della Transition Support Unit-South in movimento da Farah a Baia Baluk, "e` stato fatto oggetto di un lancio di un ordigno da parte di una giovane ragazza. L`esplosione, avvenuta nelle vicinanze del mezzo, non ha causato danni a persone ne` a cose". La scena, riferiscono sempre i militari italiani, "sembra essere stata ripresa da un civile con un telefono cellulare, presumibilmente a scopo propagandistico".
 


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ago

22

2013

Berlusconi, ricatto politico al Governo ed al Paese. Il Vocabolario del presente .  

Fallisce il vertice Letta-Alfano Pdl: "Rottura, se passa decadenza".


a cura di r.s. Assodipro Roma
Agibilità : Pensavamo fino ad oggi che era riferita alle case, hanno inventato quella politica.
Berlusconi : ha subito una condanna definitiva e deve ritirarsi dalla scena politica italiana.
Costituzione : Non si riformi e Non si tocchi con “ saggi “ nominati.
Democrazia: Si stà comprimendo da tre anni con Governi Non eletti.
Elezioni: presto e con nuova legge elettorale.
Fiducia nella politica, prima si riconquista e meglio sarebbe per il paese.
Grazia: Mai a Berlusconi sarebbe una ferita mortale per il Paese.
Hammamet: ricorda qualcosa a qualcuno ?
Inciucio: Non è un bel termine ma, nei fatti, è la soluzione politica attuale. Prima finisce meglio è.
Lavoro: Priorità; basta lobby, banche e finanza speculativa che dominano sulla politica.
Macelleria sociale è tagliare ancora posti di lavoro pubblici che già hanno stipendi bloccati.
Napolitano: Non poteva non sapere di condanne e processi di B. poteva evitare di farci arrivare ad  essere ricattati da un condannato.
Oligarchia : Sistema di governo imposto da un gruppo ristretto di persone ed è anche detto governo di pochi, nel quale vi è più un interesse proprio dei componenti politici. Italia oggi?
Politica : Riportiamola subito al termine originario; amministrazione della Polis per il Bene di TUTTI.
Quarto articolo della Costituzione: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Resistenza: Il contrario di Inciucio; Resistenza è il fenomeno storico nel quale vanno individuate le origini stesse della Repubblica Italiana : L'Assemblea Costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la COSTITUZIONE fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della DEMOCRAZIA  e dell' ANTIFASCISMO .
Sovranità : Appartiene al Popolo e NON a Lobby o Gruppi di Potere Politico ed Economico. Appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".
Tribunale : Luogo in cui si amministra la giustizia e si emettono sentenze in “ nome del popolo italiano “.
Uguaglianza: TUTTI i CITTADINI hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. Anche Berlusconi.
Voto: Presto e  senza leggi elettorali definite porcate.
Zavorra: liberiamo, per il bene del paese, l’ Italia dalla Zavorra Berlusconi e dalla Zavorra del Berlusconismo.


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mercoledì 21 agosto 2013

ago

21

2013

P.A. Comparto Difesa e Sicurezza , con STIPENDI E INDENNITÀ BLOCCATI – Comparto Difesa verso il TAGLIO DI 30 MILA POSTI DI LAVORO MILITARI ma la Casta non cambia ed il conto di Montecitorio sale.  

La spending review non tocca la Camera: il conto di Montecitorio continua a salire e questo Governo, Ricattato da Berlusconi, pensa ad un contributo sulle pensioni rischiando ci colpire ancora la classe media.


La spending review non tocca la Camera: il conto di Montecitorio continua a salire  la Casta è un punto fermo nell’Italia che cambia, una storia che non finisce mai.  Alcune voci di spesa certificano che i soldi volano fuori dalle finestre della Camera e che la Casta goda ancora di ottima salute. Come i 165mila euro di quotidiani per consentire a tutti e 630 gli onorevoli di leggere il proprio. Servizi medici interni a Camera e Senato. Ebbene, nulla è cambiato. 
Non si capisce quale morbo si stia debellando laggiù, dove stipendio, diaria e rimborsi consentirebbero agli onorevoli di curarsi privatamente o affidandosi come tutti al SSN. Ma è molto preferibile per loro, a quanto pare, usare i presidi gratuiti (sempre per loro) che a noi sono invece costati 1,2 milioni di euro in sei mesi, 200mila euro al mese
Tra fatture Frau (79mila euro) e di altre nobili marche d’arredo, gli acquisti di beni mobili (di legno) procedono al ritmo di 48mila euro al mese, fino a un totale di 290mila euro.  Conto lavanderia per i dipendenti, che servono gli onorevoli in livrea, in sei mesi è arrivato a 180mila euro, 30mila euro al mese.  
Pensioni, il governo pensa a un contributo per quelle d'oro. Ma rischia di colpire la classe media  Il governo pensa a un contributo per le pensioni d'oro, ma a pagare potrebbero essere - per restare nella metafora agonistica - anche argento e bronzo.  il sottosegretario al Lavoro Carlo Dell'Aringa, intervistato a Radio Anch’io  ha spiegato che nell'agenda dell'esecutivo c'è un "contributo di solidarietà" per gli assegni maggiori. Sulle modalità però, Dell'Aringa ha avanzato due ipotesi. "La prima è di rendere strutturale il blocco delle perequazioni delle pensioni più alte", ha spiegato. "Già ora temporaneamente non sono indicizzate al costo della vita, è una misura d'emergenza che potrebbe essere resta strutturale per le pensioni più alte, progressivamente, per arrivare fino alle pensioni altissime che potrebbero rimanere ferme in termini nominali e non più aumentate. 
Misura minimale ma che nel medio periodo produce comunque effetti notevoli". La norma citata dal sottosegretario  è inclusa nella legge Salva Italia varata da Monti nel 2011 , e ha bloccato l'adeguamento al costo della vita per tutti gli assegni superiori a 1486 euro lordi (tre volte la cosiddetta "minima") fino a fine 2013. 
Misura temporanea che ora il governo potrebbe rendere appunto permanente, dirottando le risorse verso le pensioni più basse. Difficile però parlare di vere e proprie pensioni d'oro, visto che al netto delle imposte, si tratta di importi - circa 1200 euro al mese - più da classe media che da casta pensionistica privilegiata ( secondo i calcoli della CGIL sono 6 Milioni di persone .   
Che l'intervento sia destinato a colpire non soltanto quindi le pensioni molto alte lo ha di fatto puntualizzato anche lo stesso ministro del Lavoro Enrico Giovannini oggi al meeting di Comunione e Liberazione oggi a Rimini. "È fondamentale stabilire dove fissare l'asticella", da quale livello si definiscono d'oro, ha spiegato Giovannini aggiungendo che se per pensioni d'oro si intendono quelle da 20 mila euro al mese a salire le risorse che si possono ricavare per redistribuirle sono "molto limitate". 

Tratto da articoli di di Thomas Mackinson per ilfattoquotidiano.it  e di Flavio Bini per huffingtonpost.it 


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ago

21

2013

Meeting Comunione e Liberazione : Mario Mauro risponde a Grillo, non e' sponda dei politici.  



21 Agosto 2013 - 13:14 (ASCA) - Rimini, 21 ago - Il ministro della difesa Mario Mauro replica a Beppe Grillo che dal suo blog ha criticato il Meeting di Cl a Rimini. ' 'Il metodo del Meeting - ha detto Mauro, storico esponente del movimento fondato da don Giussani - non e' la sponda di un uomo politico o di un partito, e' un metodo che rende possibile a chi partecipa di misurare la verita' delle cose ''. ''In un contesto mediatico continuamente alterato dalla volonta' di piegare la comunicazione e l'informazione ad un progetto di potere, la possibilita' di andare a vedere come effettivamente stanno le cose - ha continuato il ministro della difesa - esorbita dalla propaganda, dalla mistificazione e dal tentativo di qualcuno di alterare il senso della realta'''. 
“ Misurare la verità delle cose !!!!  Il Ministro avrà portato a Rimini  una bilancia per pesare i tagli alla Difesa ? un pallottoliere per contare i 30 mila posti di lavoro di Militari tagliati ? Un Ingegnere Meccanico ed un Economista per verificare i problemi dell' F 35 e l'effettiva convenienza ed utilità della spesa per il progetto ? 
''In un contesto mediatico continuamente alterato dalla volonta' di piegare la comunicazione e l'informazione ad un progetto di potere” !!! Si riferisce a Giornali e Informazione TV, che, fino alla condanna di Berlusconi, hanno , in grandissima maggioranza sostenuto l’alleanza di inciucio di Governo ? 

Sul Meeting e su CL Grillo ha affermato - "Cos'è Comunione e Liberazione e cosa rappresenta per la politica italiana? Perchè ogni anno ministri e presidenti del Consiglio sentono la necessità di chiederne la benedizione andando in pellegrinaggio a Rimini come una volta i re con i papi?". Così Beppe Grillo in un post pubblicato sul suo blog, dal titolo "Comunione e Disperazione. Rimini chiede aiuto".  "Un contenitore che ha accolto Andreotti, benedetto - annota - sia il suo nome, come una rockstar. Un movimento che ha protetto e riverito Forminchioni per decenni e che ora prende nel suo capace grembo gli ectoplasmi Letta e Lupi, due democristri dell'inciucio, oggi ribattezzato larga intesa, come chiamare escort una prostituta".  "Comunione e Fatturazione - sostiene Grillo - è un'ingerenza ecclesiale nella politica. Chi la protegge  fa carriera, diventa un intoccabile, e CL ricambia sempre con affetto peloso. Rimini è una città martire. Invasa ogni anno dalle truppe cammellate di democristiani vecchi e nuovi. I suoi abitanti ci lanciano un grido di dolore. Liberiamola e liberiamo l'Italia". 
Ricordiamo che lo stesso Meeting è stato usato da  Schifani, di passaggio al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, in avanscoperta tra le linee inciuciste, che ha messo a punto  il suo sabotaggio delle larghe intese: “Da Napolitano ci aspettavamo di più. Sulla legge elettorale non ci sono margini di avvicinamento tra Pdl e Pd”. “Per noi tutto si tiene: se ci sarà una chiusura pregiudiziale del Pd sul percorso di approfondimento sulla legge Severino che chiediamo, per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune”, getta lì mentre esce dal raduno ciellino.  


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martedì 20 agosto 2013

ago

20

2013

Difesa:Tagli e Blocco Stipendi “CoCeR Carabinieri Imbavagliato e gli altri CoCeR dormono” mentre nel VUOTO dei palazzi romani di Agosto sembra che i CoCeR sono convocati, a spese dell’Amm. (!)  

Antonio Pappalardo:“la battaglia della sindacalizzazione dei Militari è iniziata e non può avere che una sola conclusione“ a Napolitano:“Basta con lo pseudo sindacato( CoCeR )pagato dallo stato o prima della rivolta popolare inizierà quella militare"


Napoleone Bonaparte era solito dire: “La fantasia governa il mondo”. Ma aggiungeva: “Bisogna che una cosa sia fatta, perché si confessi di averci pensato”. Ed infine: “Soldati, sono contento di voi!”. I nostri boriosi generali, che di fantasia ne hanno ben poca, e che andavano cantando in Accademia Militare che erano lì ad imparare l’arte di Napoleone, non solo si sono scordati il sensodella loro missione e le parole dell’imperatore dei Francesi, preferendo svendere la loro dignità al politico, che li favorisce nelle loro squallide carriere, ma addirittura hanno obliterato che essi sono lì a comandare perché c’è qualcuno che si vuol far comandare. E in un regime democratico ciò deve avvenire per intima convinzione. Oggi con questi insipidi generali, non c’è un solo soldato o carabiniere che obbedisce perché intimamente convinto. Con quegli stipendi favolosi che costoro prendono, ma chi gli va appresso ? I generali sono messi lì, dai regolamenti militari, perché da comandanti debbono tutelare il personale dalle insidie dei politici, ma soprattutto dalle loro angherie, come l’ultima, che si è registrata, con il decreto varato dal Consiglio dei Ministri sui comparti del pubblico impiego, compreso difesa e sicurezza.
Se sapesse il buon Cotticelli, generale a tre botte, attuale Presidente del COCER Carabinieri , che grande potere ha, se ne sbatterebbe della sua carriera ormai all’apice, e tirerebbe calci a questi ladri e incapaci, accusandoli di tutte le nefandezze che stanno commettendo in danno del popolo italiano !
In questo momento storico, di grave crisi per il nostro Paese, non si sa cosa succederà a settembre al rientro delle ferie. Ed ecco che entra in gioco "l'incantatore di serpenti", che si pone come l'interfaccia non solo del COCER Carabinieri, ma di tutto il comparto difesa e sicurezza, dato che le altre sezioni CoCeR dormicchiano o sono tenute in scarsa considerazione.
Qualcuno ha ottenuto la proroga perché ha dato assicurazione che nell'Arma nessuno farà casino! Il COCER è ben imbavagliato. 
Cotticelli e i delegati del COCER debbono sapere che il treno della storia passa davanti a ciascuno di noi una sola volta. Non fate il gioco di colui che, quando non servirete più sarete buttati a mare. Siate voi i protagonisti della storia che oggi si sta scrivendo, non solo per i 110.000 Carabinieri, che attendono da voi un segnale per seppellire questi maledetti politici, che hanno rovinato l’intero Paese, ma per tutti gli Italiani."Il Consiglio dei Ministri ha approvato - contrariamente alle assicurazioni fornite dai competenti ministri e nonostante le ennesime operazioni di immagine con cui l’esecutivo tenta di rassicurare i cittadini preannunciando una sicurezza che, allo stato attuale, non potrà mai esserci sebbene ve ne sia una richiesta maggiore a causa dell’escalation criminale che sta minando i diritti fondamentali di ogni cittadino - una serie di provvedimenti che, oltre a mortificare ancora unavolta gli uomini e le donne del Comparto Sicurezza, annullano l’operatività della funzione di polizia".
Lo affermano in una nota congiunta i sindacati delle forze dell´ordine e del comparto sicurezza ( clicca e vedi comunicato firmato dai Sindacati di Polizia e da un solo CoCeR, quello della GdF )     che si conclude così : “  i sindacati e COCER Gdf proclamano lo stato di agitazione e, al fine di informare l’intera collettività e tutelare la dignità professionale dei lavoratori rappresentati, preannunciano azioni di mobilitazione con possibilità di vere e proprie manifestazioni di piazza qualora il governo non corregga il «tiro».
Nella nota non vedo citati i Carabinieri, proprio coloro che se si muovessero,farebbero cadere questo governo, come è accaduto nel 2000 con il governo D’Alema. Perché stanno fermi proprio loro, che gli Italiani guardano con tanta ammirazione? Che sta succedendo al COCER Carabinieri, da sempre il più intrepido e il più battagliero nella difesa dei diritti del personale? Giustamente qualcuno ha sottolineato che “chi dovrebbe alzare i toni del confronto si è lasciato andare a dichiarazioni di circostanza quanto mai pacate e tranquille che servono solo a prendere tempo, considerato che più di qualcuno ha avuto l’ardire di sostenere che la riapertura delle trattative è un minimo passo avanti, consentirà la ripresa del dialogo dopo 4 anni e di affrontare in modo serio la regolamentazione di istituti giuridici che le recenti riforme avevano sottratto all’autonomia negoziale, ma servono impegni concreti, e soprattutto risorse … non rinnovare il contratto e pretendere che questi stessi lavoratori, in condizioni così difficili, rendano efficienti e modernizzino le nostre pubbliche amministrazioni è quantomenoirrealistico...”. Se questa è contestazione, il prossimo anno il blocco delle retribuzioni dei pubblicidipendenti, siatene certi, sarà rinnovato ancora per il 2015.
Di fronte a questo disastro che si fa? Diamo un consiglio ai delegati dissidenti del COCER Carabinieri, che non sono pochi: convincete gli altri a cambiare atteggiamento. Se non lo faranno, organizzatevi in un gruppo che si pone all’opposizione, in modo da distinguervi.Quindi cercate alleanze, all’esterno, nella società civile, che vuole il cambiamento. Noi del SUPU saremo al vostro fianco. Anche perché la battaglia della sindacalizzazione dei Militari è iniziata e non può avere che una sola conclusione, perché in nessuna parte del mondo un sindacato è pagato dallo Stato, se non in regimi dittatoriali. Il Presidente della Repubblica, che mi legge tramite i suoi uffici di Presidenza, deveconsiderare, nella sua veste di Comandante Supremo delle Forze Armate e di ex comunista, che ha lottato per i diritti dei lavoratori, che non può permettere la sopravvivenza anche di un solo giorno di uno pseudo sindacato, pagato dallo Stato e più di una volta rinnovato dal governo, inmassima parte ignorato e disprezzato dal personale. Caro Presidente Napolitano, qui prima della rivolta popolare inizierà la rivoluzione nel mondo militare. Intervenga subito!     16 Agosto 2103  * Antonio Pappalardo   
 * Antonio Pappalardo (Palermo, 25 giugno 1946) è un politico, militare e sindacalista italiano, nonché compositore e scrittore. Figlio di un brigadiere dei Carabinieri, e di una casalinga, dopo aver frequentato l'Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri a Roma, fu nominato tenente dell'Arma. Destinato come primo comando in Calabria, ivi ottenne la promozione a capitano. Proseguì il servizio a Pordenone, operando nel 1976 nell'attività di soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto del Friuli. Conseguita la laurea in giurisprudenza presso l'università di Padova, e frequentato il master in studi europei presso l'Istituto Alcide De Gasperi di Roma, fu chiamato al Comando Generale dell'Arma. Era tenente colonnello, quando nel 1981 fu eletto nel COCER (organo di rappresentanza) dei Carabinieri, di cui mantenne l'incarico di presidente dal 1988 fino al 1991. Attualmente è presidente del S.U.P.U.  
 
A cura di  -email-    tratto dal sito  www.sindacatosupu.it   parte di articolo titolato - Stipendi bloccati 
 


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ago

20

2013

SICUREZZA: SILP CGIL, POLIZIOTTI ESCLUSI DA PREVIDENZA COMPLEMENTARE e CHIEDE L’AVVIO DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE.  

il SINDACATO rappresenta veramente, a differenza della fallimentare, male interpretata e vuota, forma di rappresentanza del Comparto Difesa. IL SINDACATO COMUNICA concretamente ED HA VISIBILITA’ CON L’OPINONE PUBBLICA che conosce condizioni e tagli.


(AGI) - Roma, 19 ago. - Il Silp per la Cgil ha chiesto al ministro della Pubblica amministrazione, Gianpiero D'Alia, "l'immediata attivazione delle procedure di concertazione con le rappresentanze per la costituzione del fondo di comparto e l'avvio della previdenza complementare" per il personale della Polizia di Stato. "La facolta' di aderire alla previdenza complementare - spiega Daniele Tissone, segretario generale del sindacato - e' difatti preclusa per i circa 80mila appartenenti alla Polizia di Stato che necessiteranno di valutare, per mantenere un futuro adeguato tasso di sostituzione, se aderire o meno alla "previdenza complementare". "Questa forma di integrazione alla futura rendita pensionistica - sostiene Tissone - che prevede una contribuzione volontaria da rivalutare, viene sostanzialmente negata al personale a causa del mancato avvio della costituzione del fondo di categoria, un ritardo inescusabile e notevole, di ben 18 anni". 
Secondo Tissone "cio' produce un grave nocumento per coloro che volessero compensare il 'gap' riduttivo che si profilera' nel tempo in particolare per i 'neo assunti' ai quali non viene data, di fatto, l'opportunita' di conferire il Tfs ai fondi pensione (commutandolo volontariamente in Tfr) e quindi aderire alla previdenza complementare". Il personale della Polizia di Stato - ricorda il Silp-Cgil - e' oggi composto da 102.561 unita' con una eta' media di 55 anni per i direttivi e di 45 anni per i restanti ruoli. La prevalenza del personale (circa l'80%) risulta inoltre immesso in ruolo oltre il 25 giugno 1982 (data di entrata in vigore della legge di riforma 121/81) risultando, cosi', destinatario del sistema misto o esclusivamente contributivo del futuro calcolo del trattamento pensionistico. "Per questo - conclude Tissone - si rende piu' che mai necessario un confronto urgente con l'attuale governo". 
Il SINDACATO RAPPRESENTA VERAMENTE, A DIFFERENZA DELLA FALLIMENTARE E VUOTA FORMA DI RAPPRESENTANZA CHE HA IL COMPARTO DIFESA. La conferma è nella lettera che il Silp scrive al Ministro D’Alia che si conclude così : “il SILP PER LA CGIL è un’organizzazione sindacale costituita da appartenenti alla Polizia di Stato in attività di servizio, è dotata di rappresentatività e, per quanto ivi d’interesse, è portatrice e titolare di un interesse concreto, attuale e direttamente tutelabile in ordine all'avvio e conclusione dei procedimenti <<negoziali>> di cui si discute. 
LA LETTERA INVIATA AL MINISTRO DAL SILP  


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lunedì 19 agosto 2013

ago

19

2013

DIFESA, TAGLI MILITARI– ESUBERI FF.AA. RICORDIAMO IL DOCUMENTO COMPLETO Già PUBBLICATO IL 24 LUGLIO che dal prossimo mese potrebbe essere approvato salvo una crisi di Governo su Berlusconi  

Assodipro NON propone FINTE anteprime di documenti già noti da giorni. Se il caso Berlusconi provocherà la fine del Governo Letta, Mauro rimarrebbe con il cerino dei tagli in mano.


Dal Mese di Settembre La ristrutturazione del comparto Difesa, attività fortemente voluta e perseguita dal Ministro Mauro, si avvierà verso il suo iter parlamentare finale. 
Riteniamo utile riproporvi il contenuto del provvedimento così come già pubblicato il 24 luglio scorso.  
 
Clicca per Articolo 24 luglio  sui tagli con relazione e sintesi   
 
Clicca per RELAZIONE COMPLETA SUI contenuti dei TAGLI e le loro modalità di applicazione degli stessi  già pubblicata il 24 Luglio  
 
Unica, dicasi unica, variazione sostanziale  di interesse per il personale non dirigente è la seguente  evidenziata in rosso : 2209-sexies prevede che, durante il periodo transitorio, il personale militare non soggetto a vincoli di ferma possa essere esentato dal servizio, a domanda, nei dieci anni precedenti alla data di raggiungimento dei limiti di età ordinamentali previsti per la cessazione dal servizio permanente, nei limiti dei contingenti massimi fissati con la programmazione triennale di cui all’articolo 2209-quinquies, contestualmente introdotto. Il trattamento economico complessivamente goduto dal personale militare corrisposto dal Ministero della difesa durante il periodo di esenzione, ivi comprese le competenze fondamentali fisse, continuative ed accessorie, è pari al 50 ( 85 % )  per cento di quello del pari grado in servizio.  Modifica che hanno ottenuto i sindacati dei dipendenti civili della difesa ed estesa al personale militare interessato dalle programmazioni triennali sui tagli .  
Tratto da repubblica.it Berlusconi chiama a raccolta i suoi: "Io non mollo, resto capo del centrodestra" Schifani: "Pd indisponibile? Impossibile continuare". E nel Popolo delle libertà torna il pressing in vista del voto sulla decadenza in Senato. Scetticismo di Napoli sul Quirinale: "La vicenda va risolta in sede Parlamentare". Rotondi: dimissioni dei parlamentari in caso di voto negativo del Pd in Giunta. Ma il capogruppo al Senato lo smentisce e sul discorso di Napolitano a Rimini: "ci aspettavamo di più". I berluscones insistono. Il conto alla rovescia per il voto in Giunta sulla decadenza del Cavaliere da senatore è partito. Letta da Rimini ha risposto duramente alle minacce di crisi ("Sarà punito chi pensa a interessi personali"). Ma il tasto è sempre lo stesso: la "agibilità politica" per il leader condannato in via definitiva per la vicenda dei diritti tv. “Se decade Silvio ci dimettiamo tutti”, dice intanto Gianfranco Rotondi torna a evocare lo spettro delle dimissioni di massa dei parlamentari Pdl che significherebbe la fine del governo delle grandi intese.
Una ipotesi che però viene per ora smentita dal capogruppo Renato Schifani: "Non sono all'ordine del giorno. Ci batteremo in Giunta perchè le nostre argomentazioni senza ostruzionismo vengano recepite".
 
Schifani comunque avverte: "Se il Pd vota contro un approfondimento sulla legge Severino che chiediamo per noi sarebbe impossibile parlare di un percorso comune". E sul discorso tenuto da
 Napolitano all'apertura del meeting di Cl a Rimini l'ex presidente del Senato non nasconde la la delusione: "Non ho trovato quello che avevamo chiesto, ci aspettavamo di più". E sulla possibilità di una "maggioranza diversa" che sostenga un governo Letta bis ammonisce "non ci sarà il Pdl nè nessuno dei suoi parlamentari". 
(AGI) - Rimini, 18 ago Mario Mauro : “ non c'e' ragione di spaventare un governo che ha come sua principale ragione di esistere il fatto di essere indispensabile a fronte delle condizioni difficilissime che il nostro Paese vive". Rispondendo a chi gli chiedeva se il governo andra' avanti e se personalmente abbia dei timori sul futuro dell'esecutivo, Mauro si e' detto fiducioso che "il governo andra' avanti". Lo stesso Mauro aggiunge di non essere spaventato dalle prospettive future dell'esecutivo. "L'Italia ha bisogno di ben altro e di molto altro: vale a dire di far si' che le forze politiche si sostengano reciprocamente per potere sostenere le necessita' del Paese".  
Rimane agli atti la grande fretta con la quale lo stesso Ministro Mauro ha portato in Consiglio dei Ministri, l’8 Agosto, scavalcando anche il minimo parere non vincolante delle Rappresentanze Militari, i decreti sulla Revisione Strumento Militare ed il Blocco dei Contratti che ora dovranno affrontare un percorso parlamentare che si presuppone accelerato e condizionato dalle forti turbolenze  politiche in atto. 


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domenica 18 agosto 2013

ago

18

2013

Difesa: per NON dimenticare i provvedimenti in corso, del Governo e del Ministro Difesa Mario Mauro. Al rientro dal periodo feriale si proverà a chiudere con i TAGLI pesantissimi al personale Militar  

Per NON dimenticare il Blocco delle Retribuzioni e reagire ANCHE con migliaia di ricorsi contro il Blocco. Usb già ha dichiarato lo sciopero per il 18 ottobre. Sindacati di Polizia sono mobilitati. NOI NON RIMARREMO SOLO A GUARDARE.


A SETTEMBRE e da Settembre RIPARTIREMO DA QUI E NON STAREMO SOLO A GUARDARE ma parteciperemo, come ASSODIPRO,  a TUTTE le iniziative  democratiche  di contrasto ai provvedimenti che si realizzeranno . 
Dopo il periodo di Ferie, per chi le ha potute fare, RIPARTIREMO DAI TAGLI PESANTI AL COMPARTO DIFESA “La ristrutturazione del comparto Difesa è frutto di un’attività fortemente voluta e perseguita dal Ministro Mauro”.
RICORDIAMO I CONTENUTI DEGLI ULTIMI PROVVEDIMENTI riproponendo il comunicato dell’ultimo Consiglio dei  Ministri che ha approvato, senza la minima concertazione con Rappresentanze Militari inermi, passive e scavalcate, due distinti D.L. sui tagli di 30 mila posti di lavoro militari ed IL BLOCCO DELLE RETRIBUZIONI.  
Parte del Comunicato del CdM
Il Consiglio dei Ministri, ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e del Ministro della Difesa Mario Mauro (di concerto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e per la Semplificazione e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze), l’esame preliminare di due decreti legislativi recanti disposizioni in materia revisione dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate e di riduzione degli organici. 
Due provvedimenti che avviano un profondo mutamento del sistema della difesa per renderlo più sostenibile sotto il profilo finanziario senza intaccare l’efficienza operativa ed introducendo importanti garanzie per il personale.    Gli interventi previsti dalla legge di delega, ed ora in corso di concretizzazione, infatti, non sono volti a realizzare la “riforma” del vigente modello di difesa, bensì hanno l’obiettivo di attuare una revisione in senso riduttivo delle dimensioni strutturali ed organiche dello strumento militare nazionale, resa indispensabile dalla particolare congiuntura di finanza pubblica. A questo scopo il Consiglio dei Ministri ha varato due distinti schemi di decreti legislativi riguardanti, rispettivamente, la riduzione del personale militare e civile della Difesa e la riorganizzazione dell’assetto strutturale ed organizzativo delle Forze armate in termini riduttivi. In particolare: 
1. Schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di personale militare e civile del ministero della difesa, nonché misure per la funzionalità della medesima amministrazione”. Questo provvedimento è volto a revisionare, in continuità con le disposizioni - già in fase di attuazione - della legge denominata “Spending Review”:  le dotazioni organiche complessive del personale militare dell'Esercito italiano, della Marina militare (escluso il Corpo delle capitanerie di porto) e     dell'Aeronautica militare, riducendole a complessive 150.000 unità entro l’anno 2024;  le dotazioni organiche complessive del personale civile del Ministero della difesa, riducendole a 20.000 unità entro l’anno 2024.   Le procedure per la riduzione del personale è previsto che siano sviluppate attraverso piani triennali scorrevoli, assistiti da misure di garanzia che intendono evitare provvedimenti finali di natura autoritativa. 
2. Schema di decreto legislativo recante “disposizioni in materia di revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze Armate”.   Questo provvedimento mira a realizzare la razionalizzazione e l’ottimizzazione delle strutture ordinative centrali e periferiche delle Forze Armate, perseguendo l’obiettivo di conseguire una contrazione delle stesse non inferiore al 30 %. Questo sarà realizzato mediante successivi provvedimenti di soppressione e riconfigurazione di enti, comandi e strutture delle Forze Armate; queste ultime, in relazione alle proprie caratteristiche, procederanno ad un riassetto complessivo della propria organizzazione nelle aree operative, logistiche, formative, territoriali e periferiche. La ristrutturazione del comparto Difesa è frutto di un’attività fortemente voluta e perseguita dal Ministro Mauro.
Il Consiglio ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere espresso dalle Commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, un regolamento che PROROGA IL BLOCCO DELLA CONTRATTAZIONE ECONOMICA E DEGLI AUTOMATISMI STIPENDIALI PER I PUBBLICI DIPENDENTI.   
LEGGI TUTTO 




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sabato 17 agosto 2013

ago

17

2013

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE E DDL A TUTELA DEI VOLONTARI DELLE FORZE ARMATE presentate dal Senatore CARDIELLO .  

Grazie anche all’opera ed all’attività DEL delegato CoIR A.M. Aniello VOLO che opera per la tutela collettiva ed i diritti di tutti i militari come è nel dna di Assodipro


Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00200 Atto n. 3-00200 (con carattere d'urgenza) Pubblicato a luglio 2013, nella seduta n. 56

CARDIELLO - Al Ministro della difesa. -
Premesso che: il Ministero della difesa, con decreto interdirigenziale 11 ottobre 2011, n. 306, ha indetto per l'anno 2012 un concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 3.756 volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP 4) nell'Esercito, nella Marina militare e nell'Aeronautica militare, riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP 1), in base al quale sono stati riservati 2.900 posti per l'Esercito, ripartiti in 1.450 posti per la prima immissione e 1.450 posti per la seconda immissione; con successivo decreto interdirigenziale 6 dicembre 2011, n. 380, è stato elevato il numero di volontari da reclutare a 4.230, di cui 3.374 per l'Esercito; successivamente alla pubblicazione della graduatoria di merito relativa ai candidati idonei per la prima immissione, con decreto interdirigenziale 6 agosto 2012, n. 168, il Ministero ha disposto una riduzione del contingente da reclutare, portando a 2.075 i posti nell'Esercito; da quanto risulta all'interrogante, i vincitori del concorso non sono stati chiamati in servizio in ferma quadriennale, e neanche gli idonei posizionati in graduatoria nei primi 2.075 posti; nonostante non sia stata ancora esaurita la graduatoria di cui al concorso indetto per il 2012, con decreto interdirigenziale del 3 gennaio 2013, il Ministero ha indetto, per l'anno 2013, un concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 2.409 VFP 4 nell'Esercito, nella Marina militare e nell'Aeronautica militare, riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP 1); dei posti messi a concorso, 1.972 sono stati riservati all'Esercito, 
si chiede di sapere: per quali ragioni il Ministero non abbia proceduto all'immissione in servizio dei vincitori del concorso indetto per il 2012 e se ciò avverrà nel corso del 2013; per quali ragioni il Ministro in indirizzo, nonostante non si fosse esaurita la graduatoria del concorso indetto per il 2012, abbia indetto un nuovo concorso per l'anno 2013; se e quali iniziative intenda assumere per tutelare i vincitori del concorso indetto per il 2012.

MODIFICHE AL CODICE DELL’ORDINAMENTO MILITARE, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO  15 MARZO 2010, N. 66, IN MATERIA DI ABBASSAMENTO DEI LIMITI DI ALTEZZA PER  L’AMMISSIONE AI CONCORSI PER IL RECLUTAMENTO NELLE FORZE ARMATE. 
LEGGI DDL 



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venerdì 16 agosto 2013

ago

16

2013

SINDACATI Polizia di Stato. Elicotteri all'amianto, forte la preoccupazione dei sindacati: "Adiremo a tutte le vie legali possibili". Chi tutela i Militari senza diritti sindacali?  

I SINDACATI CON LA LORO ATTIVITA’ “Tutelano indirettamente” anche i Militari che sono senza diritti associativi e sindacali, con un sistema di rappresentanza (CoCeR) inefficace e silente.


I SINDACATI DI POLIZIA, giustamente, non mollano la presa sul caso elicotteri e si muovono a tutela del loro personale. 
Si muovono anche, giustamente, a tutela del diritto alla salute che è di tutti i lavoratori.
I CoCeR attuali , in larghissima parte,  oltre che passivi e silenti anche di fronte a problematiche che interessano la salute e la vita dei lavoratori MILITARI; Scavalcati e non considerati in fatti importanti negli ultimi tempi ( fesi e decreti sulla revisione strumento militare ) , neanche chiedono di migliorare un sistema di rappresentanza, decrepito ed inefficace, in senso associativo e/o sindacale per tutelare degnamente tutti. 
Gli elicotteri all’amianto ce l’hanno solo i militari? L’inchiesta dell’Huffington Post sul carteggio fra Difesa e AgustaWestland, che ha rivelato la presenza di velivoli “inquinati”, sta accendendo sirene d’allarme anche fuori dalle forze armate, invadendo il campo del Ministero dell’Interno. Data la gravità delle possibili implicazioni, tre sindacati di polizia – SIAPSILP-CGIL e COISP – hanno già alzato la guardia nel timore che la questione asbesto investa nello stesso modo anche mezzi in uso alla Polizia di Stato. “Le vite degli uomini delle forze dell’ordine, così come quelle dei militari, sono già quotidianamente messe a rischio per loro stessa natura” argomenta all’HuffPost Giuseppe Tiani, segretario generale Siap, che tiene a sottolineare come il suo sindacato rappresenti il grosso degli elicotteristi. “Non possiamo quindi permetterci la leggerezza di non verificare la sicurezza dei materiali per il personale. Preso atto dell’esistenza di quei documenti chiederemo al Ministero dell’Interno di verificare che gli elicotteri menzionati siano effettivamente adoperati anche da noi”. A Tiani la questione amianto risulta nuova, ma certo non per questo meno seria: “Se dovesse essere effettivamente riscontrato il loro utilizzo fra i mezzi in uso alla Polizia di Stato, ci riserviamo di chiederne al dicastero [se la bonifica non fosse interamente possibile] l’immediata dismissione. Bisognerà quindi sottoporre ad accertamenti sanitari tutto il personale che ha avuto in uso il mezzo, per le ore di volo in cui lo si è utilizzato. Se infine i poliziotti dovessero veramente averne ricevuto un danno, non esiteremo ad adire a tutte le vie che la legge consente per tutelare il nostro personale e l’interesse stesso della Polizia di Stato”.
 LEGGI ARTICOLO COMPLETO SU huffingtonpost.it


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mercoledì 14 agosto 2013

ago

14

2013

MINISTERO DIFESA caso Elicotteri – SINDACATI intervengono I CoCeR tacciono. Amianto su elicotteri polizia ? Silp-Cgil chiede risposta al Viminale. Dubbi anche su rischi per velivoli forze armate.  

Le rappresentanze militari ( CoCeR ) tacciono anche su questo punto; Ad oggi hanno anche taciuto sul caso Vincenzo Riccio ed i tanti malati e deceduti per contaminazioni e vaccini. Sempre più come Sindacati Gialli.


Roma, 14 ago. (TMNews) – dopo la notizia pubblicata anche da noi ( “ La flotta di elicotteri delle nostre forze armate è a rischio contaminazione: innumerevoli modelli attualmente in dotazione a Esercito, Marina, Aviazione e Carabinieri sarebbero in pratica scatole volanti piene di amianto. E questa situazione andrebbe avanti da oltre quindici anni, nel silenzio più assoluto delle autorità. È ciò che si scopre leggendo una recentissima quanto belligerante corrispondenza fra il Ministero della Difesa e l'azienda che li ha fabbricati, l'AgustaWestland. Compagnia che, per prima, li definisce testualmente “inquinati” 
LEGGI TUTTO L’ARTICOLO sul caso elicotteri)   
Il sindacato di polizia Silp-Cgil chiede al ministro dell'Interno Angeli Alfano di avviare accertamenti per verificare se esiste un rischio amianto sui velivoli in uso alle forze di polizia dopo le notizie recentemente apparse sulla stampa che denuncerebbero la presenza di amianto o materiali pericolosi a bordo di velivoli in uso a militari e forze dell'ordine. Lo riferisce il segretario generale del Silp-Cgil, Daniele Tissone. 
In particolare, il Silp-Cgil chiede al ministero dell'Interno "se anche i modelli in uso alle forze di polizia contengano asbesto e se gli equipaggi fossero mai stati informati della presenza dell`amianto a bordo degli elicotteri come dei rischi alla salute ai quali essi erano o sono eventualmente esposti né, tantomeno, delle misure di sicurezza che avrebbero dovuto adottare in tal caso". 
"Nell'auspicare una immediata verifica tesa a scongiurare una simile ipotesi, qualora venisse confermata una presenza dei materiali in questione - conclude Tissone - il Silp-Cgil chiede al Ministero di mettere in atto, nel più breve tempo possibile, ogni possibile azione per garantire la massima tutela della salute del personale che opera presso i reparti volo".


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ago

14

2013

DIFESA – Mario Mauro “non convince sugli F 35”, ripete sempre lo stesso mantra “dicendo anche cose inesatte”. Ecco come si smontano le affermazioni di Mauro.  

Intanto il Codacons afferma : “ Aerei di stato ?, Letta rinunci piuttosto agli F35.


tratto dal sito analisidifesa.it , articolo di Ermanno Graffi F35: perchè il Ministro Mauro non convince .
"Il Ministro della Difesa Mario Mauro, appare molto convinto di quello che dice quando parla, e lo fa tantissimo, dell`F-35. Proviamo a vedere se quello che dice è tutto così "convincente". Cominciamo con gli aerei che i 90 F-35 andranno a sostituire. Mauro si riferisce agli Harrier della Marina e agli AMX e ai Tornado dell`AM destinati ad essere sostituiti dai JSF. Il problema è che questi aerei non sono 256. Possibile che il Parlamento non si sia mai chiesto se quanto affermato dal ministro della Difesa e dai vertici di AM e Segredifesa sia vero? 256 è il totale degli aerei dei tré tipi di aereo effettivamente   entrati in servizio a partire dal 1981 (100 Tornado, 136 AMX e 18 Harrier) escludendo gli esemplari in azienda per i test. 
Ma oggi in Italia sono rimasti in servizio solo 52 AMX (gli unici aggiornati ACOL) e circa una sessantina di Tornado, peraltro tutti aggiornati o ancora in corso di aggiornamento. A questi si aggiungono i 16 Harrier della Marina dei 18 acquistati.   Il totale fa circa 130, dunque un rapporto di sostituzione più vicino a 1 a 1 che a meno di I a 2 come dichiarato da Mauro. Il ministro si dice certo della assoluta trasparenza americana e di sapere "in ogni momento, dove sono i problemi" che sono con certezza e decisione risolti! Ebbene proprio la trasparenza e i problemi tecnici irrisolti e in parte irrisolvibili rendono il programma JSF come il simbolo dell`inefficienza e dello strapotere dell`industria della Difesa americana sugli organismi di governo e sulle forze armate e che gli stanno creando problemi in tutto il mondo
Laddove governi democratici hanno cominciato a vederci poco chiaro, la macchina perfetta di lobby-pressioni diplomatiche-marketing messa in piedi dagli USA e da LM, che ha funzionato così bene anche in Italia, e che prevedeva un acquisto senza gara, ha cominciato a scricchiolare. Siccome non tutti i paesi sono come  l`Italia e i Parlamenti hanno un ruolo serio e incisivo e non tutti i governi sono incapaci di far fronte alle richieste degli americani, in Canada il programma si è bloccato di fronte all`emerge di menzogne sui costi totali del programma ripetutamente fatte dal governo in carica al Parlamento che ha dunque deciso di assoldare un consulente finanziario per verifìcare i veri costi del programma. Ne è emerso che i veri costi di procurement ed esercizio erano tré volte quelli  annunciati dai "marketing manager" del governo.
In Olanda, come detto, dopo aver ordinato i primi due aerei a ben 400 milioni di dollari l`uno, si e` deciso di congelare il programma.  La Turchia ha semplicemente detto che visto che costano troppo e sono pieni di problemi tecnici, l`ordine dei primi due sarà fatto quando le condizioni economiche e lo standard operativo saranno decenti. Il Regno Unito si e` impegnato per soli 48 esemplari, in versione -B per le portaerei, lasciando intendere che se ne riparlerà, forse, con il prossimo piano quinquennale. La Danimarca, anche in questo caso a seguito di dibattito parlamentare, ha semplicemente detto che di acquisizione diretta non se ne parla neanche e che si va ad una vera e propria gara con Eurofighter e F-18.  

In realtà il JSF è ancora in fase di sviluppo (dopo 11 anni dal primo volo!), i problemi tecnici sono enormi e proprio perché per alcuni di essi sarà impossibile risolverli le specifiche per quanto riguarda alcuni parametri di volo e di performance sono già state abbassate. L`assunto che il JSF e` americano, e sarà dunque, per definizione, sarà un ottimo aereo, è errato come insegna la storia: F101 Vodoo, Vigilante, F-lll, F-105 e lo stesso F-104 che gli americani non hanno mai voluto in servizio appioppandolo però in gran numero agli alleati, sono classici esempi di aerei che non hanno mai raggiunto le specifiche previste, sono costati molto di più di quanto pianificato e che sono stati utilizzati per compiti non previsti e ridotti rispetto quelli per cui erano stati progettati. 
Una domanda sorge spontanea: La Francia e la Germania, paesi che hanno bilanci della difesa molto più importanti del nostro, hanno forse deciso di fare a meno di un`Aeronautica e di partecipare a missioni di coalizione? Non ci sembra, eppure non ci pensano neanche a prendere il JSF e invece hanno deciso di procedere, visti i tagli ai bilanci, per una flotta di aerei da combattimento su un solo tipo diaereo, il Rafale per la Francia e l`Eurofighter per la Germania....
continua in LEGGI TUTTO 





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martedì 13 agosto 2013

ago

13

2013

P.A. Angeletti, con stop contratti conflitto inevitabile - D'Alia: '200 mila prepensionati nella P.A.”? Falso .  

Angeletti : “ un conflitto sarà inevitabile '' - Il ministro D'Alia smentisce la notizia del piano di 200 mila licenziamenti.


Rischio autunno caldo anche su fronte pubblico impiego.   
ROMA  - ''Sono quattro anni che bloccano i contratti'', gli statali sono ''l'unica categoria sottoposta a questo trattamento: un conflitto sarà inevitabile''. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, parla così del rischio autunno caldo sul fronte del pubblico impiego, ospite di Radio Anch'io.
''Siamo preoccupati di un sistema di uomini politici che, a tutti i livelli - aggiunge Angeletti - non ha nessuna idea su come rendere efficiente la P.A. e l'unica cosa che si limitano a fare è bloccare i contratti''. 
Assodipro, aggiunge, alla considerazione di Angeletti : … E l'unica cosa che si limitano a fare è bloccare i contratti e TAGLIARE POSTI DI LAVORO nella P.A. Comparto Difesa in Primis''. 
ROMA - Un piano da 200 mila prepensionamenti per gli statali? "Questi numeri non li abbiamo, e non li abbiamo dati. La notizia non corrisponde al vero. Ci sono varie ipotesi allo studio che potremo confermare solo dopo una verifica condivisa in Consiglio dei ministri", chiarisce il ministro della P.A., Gianpiero D'Alia, ospite di Radio Anch'io.  Sul fronte del pubblico impiego si va verso un autunno caldo? ''Io mi auguro di no'', risponde il ministro della P.A., Gianpiero D'Alia, ospite di Radio Anch'io. Che aggiunge: ''Penso che il confronto con il sindacato sia necessario'', bisogna aprire un canale di dialogo ''sulle priorità''.  


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ago

13

2013

DIFESA – TANTI TIFOSI PER I TAGLI DI DIPENDENTI PUBBLICI SEMPRE PENALIZZATI PER COPRIRE I FALLIMENTI DELLA POLITICA. Sindacati della P.A. pronti a scendere in piazza contro gli ulteriori tagli.  

Il Messaggero parla di un piano per tagliare 200mila dipendenti pubblici e “ scopre “ ora il taglio di 20 mila MILITARI parlandone con qualche inesattezza.


A cura di salvatore rullo ; s.rullo@tin.it
E’ storia purtroppo nota che, per  le voragini nei conti dello stato, create anche da politiche inette e sbagliate, da sprechi e ruberie miliardarie dai tempi di tangentopoli, dai costi della politica e da inespugnabili  fasce di elevatissimi redditi da lavoro o pensionistici totalmente assurdi, di fronte a blocchi contrattuali  disoccupazione  e deficit di stato a livelli record, i primi a pagare siano di Dipendenti Pubblici , Comparto Sicurezza e Difesa in Primis. 
Ieri, ne abbiamo dato notizia anche noi, il Messaggero ha scritto di un “ piano “ del Governo, stile Grecia almeno a livelli di numeri, per il taglio di altri 200 mila dipendenti pubblici.
Oggi, in approfondimento, alla notizia del piano di tagli stile Grecia, Il Messaggero in un articolo di Luciano Costantini  dal titolo “Tagli agli statali ora nel mirino del governo 20 mila militari”  parla dei tagli MILITARI noti da tempo e se ne parla in modo non totalmente esatto.  Nell’articolo, tra l’altro ed in riferimento ai tagli del personale militare si legge :”
ROMA Potrebbe scattare dal ministero della Difesa il piano del governo per produrre i duecentomila tagli nell`organico dell`amministrazione pubblica. Però mai, come in questo caso, il condizionale è rigorosamente d`obbligo perché le organizzazioni sindacali di categoria stanno già alzando un muro preventivo ( logicamente per organizzazioni sindacali il riferimento è alle organizzazioni dei lavoratori del pubblico impiego, i Militari hanno, per ora e soltanto un sistema di rappresentanza interno, non autonomo economicamente e gerarchicamente organizzato dalle caratteristiche di un sindacato giallo e dove non si alza, purtroppo e neanche nessun muro preventivo, al massimo si fa un comunicato dichiarando “ sconcerto e preoccupazione ! “).
Nell’articolo si legge ancora : “Nel mirino dei tecnici del Lavoro e delle Finanze è comunque la Difesa. Più esattamente  20.000 militari e 10.000 civili che avrebbero i requisiti per essere prepensionati. Per quanto riguarda il comparto militare, verrebbero presi in considerazione i dipendenti «non di punta», cioè coloro che svolgono mansioni non squisitamente operative. Oltre tutto c`è da considerare che gli alti gradi già oggi possono usufruire della cosiddetta «aspettativa quadri». Che vuoi dire poter andare in pensione, percependo lo stipendio e magari svolgere un secondo lavoro senza limite di cumulo. La norma - si dice - dovrebbe essere allargata anche ai sottufficiali. Un passaggio che, in concreto, produrrebbe migliaia di fuoriuscite, pure se nell`arco di qualche anno. E avrebbe tuttavia un costo per l`erario. «Sòldi - sottolinea un sindacalista - che potrebbero invece essere spesi sul fronte degli esodati»”     La scorsa settimana la decisione del governo di prorogare il blocco delle retribuzioni dei pubblici dipendenti".  
Nelle poche righe che parlano dei tagli al personale militare ci sono delle imprecisioni :Intanto il Comparto è sotto tiro e “ nel mirino “ sin dall’approvazione della Revisione dello strumento militare, approvata all’ultimo minuto utile del Governo dei tecnici e che proprio in questi giorni vede completare i decreti attuativi. Nella revisione erano e sono previsti, da un anno, i numeri citati dal Messaggero e le modalità di uscita. NON è completamente esatto scrivere che verranno presi   in considerazione i “ dipendenti non di punta “ ( già di per sé questa frase non è felicissima ); Certo ci sarà un aumento delle risorse e mezzi per la componente operativa  ma i criteri di uscita per i prepensionamenti sono esclusivamente improntati sull’anzianità di servizio, quindi generali e senza distinzioni tra “ dipendenti di punta e non di punta “ Osserviamo anche che senza i “ secondi “, i primi non potrebbero operare; è elementare osservare che un “ operativo “ senza un “ logistico “ non esiste o dura poco; NON è completamente esatto scrivere, come fa Luciano Costantini sul messaggero  “Oltre tutto c`è da considerare che gli alti gradi già oggi possono usufruire della cosiddetta «aspettativa quadri». Che vuol dire poter andare in pensione, percependo lo stipendio e magari svolgere un secondo lavoro senza limite di cumulo. La norma - si dice - dovrebbe essere allargata anche ai sottufficiali”…  NON “ si dice “ ma è già scritto che la aspettativa riduzione quadri spetta anche al personale non dirigente, con una significativa differenza : è subordinata o viene dopo il transito ad altra pubblica amministrazione e / o a due anni dal limite di età.  
Domenica il Messaggero ha rivelato l`esistenza di un piano dell`esecutivo per tagliare di 200 mila unità il numero degli statali, scrivendo, tra l’altro: “Attenzione, nelle ipotesi allo studio non è previsto nessun licenziamento, ma esodi (non agevolati) per i dipendenti over 57” .
Ieri la reazione durissima dei sindacati, pronti-assicurano - a scendere in piazza contro il piano ! 


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