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bullet sentenza del TAR di Lecce N. 00810/2013 REG.PROV.COLL.
Description: sentenza del TAR di Lecce che ha accolto il ricorso contro due punizioni inflitte al Maresciallo Comandante della Stazione Carabinieri di Taurisano (LE)
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Description: Forse non basta, per loro, il fatto che non abbiamo nessuno all’interno che ci “TUTELI” ? Il fatto che la giurisprudenza costituzionale abbia osservato che non può conside
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Description: Schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale comparto difesa-sicurezza e comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico.
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 II 5 1 0257231 , sez.: "Altro" Cessazione anticipata dal servizio, a domanda, e al collocamento in ausiliaria, per l'anno 2012, degli uffi
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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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Date stamp 24 lug : 16:00
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Description: Senteza su tempistica per proporre domanda al passaggio ruoli civili
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bullet Sentenza su Legge 104
Description: Sentenza su Legge 104
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martedì 11 febbraio 2014

feb

11

2014

PUBBLICATI IN GAZZETTA UFFICIALE I DECRETI SUI PESANTI TAGLI ALLE FORZE ARMATE - DECRETO LEGISLATIVO 28 gennaio 2014, n. 7 e n 8  

Come in foto... Milioni e spese per armi Marina, Milioni e spese per F 35, Milioni e spese per Forza NEC Esercito e.. calci in quel posto al personale senza concertazione e diritti. Il TUTTO pro Lobby !


 
I PROVVEDIMENTI ENTRANO IN VIGORE IL 26 FEBBRAIO 2014 
 
CLICCA QUI PER  DECRETO LEGISLATIVO 28 gennaio 2014, n. 7 Disposizioni in materia di revisione in senso riduttivo dell'assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e d) della legge 31 dicembre 2012, n. 244. (14G00014) (GU Serie Generale n.34 del 11-2-2014 - Suppl. Ordinario n. 12)

CLICCA QUI PER  DECRETO LEGISLATIVO 28 gennaio 2014, n. 8 Disposizioni in materia di personale militare e civile del Ministero della difesa, nonche' misure per la funzionalita' della medesima amministrazione, a norma degli articoli 2, comma 1, lettere c) ed e), 3, commi 1 e 2, e 4, comma 1, lettera e), della legge 31 dicembre 2012, n. 244. (14G00015) (GU Serie Generale n.34 del 11-2-2014 - Suppl. Ordinario n. 12)


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feb

11

2014

DIFESA : M5S " NUOVI ACQUISTI F35 ? MAURO SMENTISCA O SI DIMETTA"  

“Chiediamo al ministro Mauro di smentire immediatamente queste notizie o, in caso contrario, di rassegnare le dimissioni per aver disatteso il voto del Parlamento”


"La rivista specializzata statunitense Defense News, citando fonti del ministero della Difesa, ha scritto nel suo ultimo numero che l'Italia ha gia' avviato le procedure per l'acquisto di 14 cacciabombardieri F-35. 
Secondo la rivista le procedure di acquisizione di questi velivoli erano gia' state avviate al momento del voto del Parlamento dello scorso giugno che aveva bloccato l'acquisto di ulteriori velivoli in attesa della conclusione dell'indagine conoscitiva avviata dalla commissione Difesa della Camera. Chiediamo al ministro Mauro di smentire immediatamente queste notizie o, in caso contrario, di rassegnare le dimissioni per aver disatteso il voto del Parlamento". E' quanto si legge in una nota dei portavoce M5S della commissione Difesa della Camera. "Quando la mozione venne votata - proseguono i deputati M5S - il ministero aveva affermato che gli esemplari di F-35 ordinati erano tre mentre per altri quattro erano state avviate attivita' propedeutiche per l'acquisizione delle componenti che richiedono tempi di lavorazione piu' lunghi. 
Mai nessuno aveva mai parlato di 14 caccia gia' ordinati. Se le notizia fosse confermata - concludono i deputati del M5S - l'Italia si dimostrerebbe il piu' zelante cliente per questo progetto che, come confermano anche recenti rapporti del Pentagono, e' ancora molto lontano dall'aver risolto i suoi innumerevoli problemi tecnici. Neppure la Gran Bretagna, che pure e' il partner industriale piu' importante degli Usa per l'F-35, ha ancora passato alcun ordine definitivo per questo caccia di cui ha solo annunciato l'intenzione di acquisirne 48, contro i 90 annunciati per l'Italia".


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lunedì 10 febbraio 2014

feb

10

2014

IL DIRITTO COSTITUZIONALE DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE NON PUO’ NE’ DEVE ESSERE INTACCATO.Militare dell’ Esercito“segnalato“ per aver espresso legittime critiche al sistema Rappr.Militare  

Dimettersi dalla Rappresentanza Militare, che appare sempre più un Sindacato Giallo e chiedere una manifestazione per i diritti associativi dei Militari, è considerato elemento di segnalazione da vertici dell’Esercito.


A cura di Assodipro 
L'art. 21 della Costituzione stabilisce che: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  
Periodicamente, da anni, tale diritto fondamentale, riconosciuto a TUTTI i cittadini viene messo in discussione con relative pressioni da settori di vertici militari che appaiono “allergici” al sopracitato diritto costituzionale se ad usufruirne sono i CITTADINI-MILITARI. 
Puntualmente, arrivano segnalazioni e avvii di provvedimenti - anche se ad oggi NON risulta nessun punito/condannato per aver usufruito dell’art. 21 (!). Quello che resta è solo la pressione/intimidazione  su chi si esprime e chiede DIRITTI ed il segnale indiretto che si invia a chi , legittimamente vuole esprimersi e/o partecipare democraticamente ad iniziative di richieste di DIRITTI. 
Provare a punirne uno per educarne 100-1000-10.000 ? 
Conoscendo certi settori, quindi, NON ci sorprende questa ennesima segnalazione di attenti osservatori che vorrebbero soffocare la richiesta DEMOCRATICA E LEGITTIMA di DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI. Gli stessi DIRITTI che , negli ultimi giorni, sono stati chiesti dal CoCeR Interforze a grande maggioranza. GLI STESSI DIRITTI PER I QUALI ASSODIPRO LOTTA DA Più DI 21 ANNI e che ci hanno portato a fare ricorso, gli esiti del quale saranno noti entro qualche mese, alla CORTE EUROPEA DIRITTI UOMO (CEDU) affinchè ai Militari Italiani vengano riconosciuti così come in molti altri paesi europei. 
Ci risulta che ad alcuni  parlamentari della Commissione Difesa, e non solo, è stata inviata la seguante lettera appello : “   Gent.ma Senatrice/Onorevole, sono un graduato in servizio permanente dell'esercito in servizio fin dal 1994, sono anche un militante di (… ) e ricopro l'incarico di componente del collegio di garanzia del (..) regionale in calabria, dal 2008 al 2013 sono stato eletto consigliere comunale a Dinami in provincia di Vibo Valentia dove ho ricoperto l'incarico di assessore dal 2008 al 2011, svolgo servizio presso … ( caserma in Calabria) . Le scrivo per metterla a conoscenza che giorno 27 gennaio 2014 sulla mia bacheca di facebook ho pubblicato questo post: "Cari colleghi, dopo tanta pazienza e ostinazione alla non rassegnazione che le cose potessero cambiare radicalmente in positivo per la categoria rappresentata, mi sono accorto che combattiamo contro i mulini a vento, ho ri-preso atto, così come strutturata, della inutilità della rappresentanza militare a risolvere i problemi della collettività. Io il passo l'ho fatto già da alcuni mesi, mi sono dimesso dal cobar di (…), chiedo a tutti i rappresentanti di ogni livello (COBAR-COIR-COCER) di DIMETTERSI per infruttuosi risultati ottenuti sul terreno di combattimento e allo stesso tempo organizzare una manifestazione di cittadini liberi per il diritto di associazione dei militari. Siamo di fronte a tagli del personale della difesa spaventosi, I DIRITTI INVECE DI AMPLIARLI VENGONO MENO, lo SM ci vuole iniettare un falso riordino per creare una guerra tra poveri e loro continuano a sguazzarci dentro inserendo benefici per chi ha già tanto, ossia: LORO! Non si può più stare a guardare, non tolleriamo più falsi proclami da parte di certi rappresentanti dove si dichiara il giorno pari una cosa e il giorno dispari il contrario del giorno prima! Il tempo passa e i risultati dove sono? REAGIRE, ADESSO, SUBITO! SE NON ORA, QUANDO?" Il mio Comando ha ritenuto opportuno segnalare questo post alle autorità gerarchiche superiori (……) e alla procura militare di Napoli con la motivazione "evento di possibile risonanza mediatica" con eventuale ricaduta di sanzione disciplinare”. 
Come Assodipro seguiremo questo caso in ogni suo sviluppo. Con il massimo appoggio. Come merita. 


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domenica 09 febbraio 2014

feb

09

2014

SICUREZZA: SILP CGIL, IL 26 FEBBRAIO SIT-IN DAVANTI LA CAMERA A DIFESA PREROGATIVE LAVORATORI IN DIVISA-Il Comparto Difesa ?  

Il Comparto DIFESA cosa aspetta ad esercitare il DEMOCRATICO, e COSTITUZIONALMENTE riconosciuto a TUTTI, DIRITTO DI MANIFESTARE ? se NON ORA, con tagli pesantissimi di personale e Blocchi, QUANDO?


Roma, 8 feb. (Adnkronos) - Per il Silp Cgil ''la notizia apparsa oggi sui giornali secondo cui il ddl relativo alla riforma sulle carriere non sarebbe, per la ragioneria dello stato, in linea con la spending review costituisce, qualora confermata, l'ennesima beffa nei confronti delle donne e degli uomini del comparto sicurezza''. 
A giudizio del segretario generale del Slp Cgil Daniele Tissone ''dopo il blocco dei contratti e degli automatismi stipendiali ulteriormente prorogato a tutto il 2014, la notizia di una ulteriore battuta d'arresto in materia di revisione delle carriere del personale della polizia di stato, strumento che garantira' una migliore funzionalita' degli apparati in favore della collettivita', appare assolutamente nongiustificabile ne, tantomeno, accettabile''. 
Anche per questo motivo, conclude Tissone, ''Silp Cgil e Fp Comparto Sicurezza e Vv.Ff. si vedranno impegnate durante un sit-in che si terra' davanti a Montecitorio il prossimo 26 febbraio, a difesa delle retribuzioni, delle funzioni e delle prerogative del mondo del lavoro in divisa che chiede, a gran voce, lo sblocco del contratto, degli automatismi relativi alla progressione di carriera e degli scatti di anzianita''.
Il Comparto Difesa - Forze Armate, OLTRE ai motivi comuni citati nel comunicato del Silp-Cgil, ha ANCHE il problema dei pesantissimi TAGLI di 35 mila Militari che creeranno pesanti conseguenze economiche, sociali, lavorative e familiari a migliaia di MIlitari. Il Comparto DIFESA cosa aspetta ad esercitare il DEMOCRATICO, e COSTITUZIONALMENTE riconosciuto a TUTTI, DIRITTO DI MANIFESTARE ? SE NON ORA, con tagli pesantissimi di personale e Blocchi, QUANDO ?


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sabato 08 febbraio 2014

feb

08

2014

Militari, le richieste degli ultimi tempi : SI AI DIRITTI SINDACALI PER I MILITARI, NO AI TAGLI DI PERSONALE SENZA DIRITTI E TUTELE, SBLOCCO DEI CONTRATTI . Presentata PETIZIONE CONTRO IL RIORDINO .  

PETIZIONE “NO AL RIORDINO DELLE CARRIERE NELLE FORZE ARMATE E SBLOCCO IMMEDIATO DELLE RETRIBUZIONI”


CLICCA QUI PER IL LINK SULLA PETIZIONE 

In Breve , cos’è una PETIZIONE : In base alle finalità, è possibile classificare le petizioni come:  precettistiche, se invogliano il legislatore ad approvare delle norme che colmino un vuoto legislativo (vacatio) di sensibilizzazione, se hanno lo scopo di focalizzare l'interesse del destinatario su una particolare tematica. abrogative, se invogliano il legislatore ad abrogare una determinata norma giuridica 
Per una petizione non è necessaria l'autentica di firma con la registrazione degli estremi di un documento d'identità, per questo le raccolte di firme su Internet hanno lo stesso valore legale anche quando non utilizzano meccanismi di autenticazione dell'utente come la firma digitale.  La legge italiana prevede:50.000 firme per depositare un disegno di legge in Parlamento, inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione.500.000 per indire un referendum abrogativo, inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione. Per finalità di sensibilizzazione non esiste invece un valore-soglia da superare, o la necessità di convalida delle firme. 
Il  Parlamento Europeo  prevede: Qualsiasi cittadino può presentare una petizione, individualmente o in associazione con altri. Nel diritto statunitense il diritto di petizione è contemplato nel primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (Petition Clause):


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feb

08

2014

“battuta“ sui dipendenti civili dell’Ammiraglio De Giorgi,ricordato anche per “l’ordine tartine e champagne” quando saliva a bordo da capo squadra navale, provoca reazione dell'UGL  

“ il personale civile è poco scattante agli ordini,và sostituito con militari”. Forse non sono scattanti come quelli che servivano tartine mandorle e champagne quando De Giorgi saliva a bordo !


A cura di Assodipro
Il Capo di Stato Maggiore Marina, ammiraglio De Giorgi, ricordato anche per L'ordine, destinato a soddisfare i 'bisogni' del Comandante in capo della squadra navale italiana,  datato otto settembre 2012  destinato al personale dell'incrociatore Mimbelli, di stanza a Taranto;l’ordine fu discusso in una interrogazione parlamentare presentata da  Augusto Di Stanislao (Idv)  “ Quando il comandante sale a bordo scatta la chiamata. A quel punto “il personale addetto dovrà essere in tenuta di rappresentanza pronto a servire mandorle tostate e spumante/champagne” . Ma non è tutto: “La cucina dovrà approntarsi, nel caso in cui il Sig. Cinc sia in Base Navale, a preparare bruschette e pizzette calde da servire in Quadro Ufficiali”.   
Clicca e Vedi articolo " Tartine, mandorle e champagne, l’ammiraglio sale a bordo".

Marina Militare: Ugl, no a sostituzione personale civile con militare
Marina Militare: Ugl, no a sostituzione personale civile  con militare (ASCA) - Roma, 7 feb 2014 - "E` inaccettabile   che il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, abbia dichiarato che il personale civile andrebbe sostituito con personale militare perche` meno "scattante" agli ordini dei superiori". Lo dichiara, in un comunicato, il responsabile del Coordinamento Difesa dell`Ugl Intesa Funzione Pubblica, Giancarlo Lustrissimi, che commenta le parole del Capo di Stato Maggiore della Marina, pronunciate durante l`incontro con i sindacati, spiegando che "emerge con chiarezza il retro pensiero dell`Amministrazione Difesa sul ruolo che deve avere il personale civile in questo dicastero, ma la Ugl Intesa non intende accettare lo svilimento della professionalità` e della dignità` dei lavoratori". Per il sindacalista "appare evidente l`esigenza del Ministero della Difesa di avere una tabella di transito che permetterà` l`occupazione dei posti nell`area amministrativa, controvertendo la tanto evocata civilizzazione in una militarizzazione della pubblica amministrazione". "Inoltre - conclude - l`incontro non ha eliminato le ombre sui progetti di riorganizzazione ne tantomeno ha chiarito il futuro dei lavoratori della difesa. Si concretizzano ancora più` le nostre preoccupazioni di notevoli quote di esubero che questa revisione dello strumento Militare potrebbe avere come conseguenza e a questo punto comprendiamo perche` non si hanno risposte quando si chiedono certezze per il futuro dei lavoratori della difesa". 



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feb

08

2014

Fermento nelle Forze Armate: Richieste di Diritti Sindacali,richieste economiche,NO ai tagli di personale e NO al Riordino delle Carriere. Ragioneria Generale dello Stato BLOCCA IL PIANO DI RIORDINO.  

Mentre in rete viene promossa una petizione :“NO RIORDINO DELLE CARRIERE E SBLOCCO IMMEDIATO DELLE RETRIBUZIONI” la Ragioneria blocca il Riordino di Alfano e Mauro.


CLICCA QUI per il LInk della PETIZIONE " NO AL RIORDINO DELLE CARRIERE E SBLOCCO DELLE RETRIBUZIONI "

SPESA PUBBLICA  INTERVENTI Esercito e polizia. La Ragioneria  blocca il piano di riordino Bocciato il progetto dei ministri Alfano e Mauro "Contrasta con le politiche di spendingreview"    
FRANCESCO GRIGNETTI La Stampa - ROMA Quel riordino, così come lo vorrebbe fare il governo, non s`ha da fare. È severa la reazione della Ragioneria generale dello Stato all`ipotesi di una legge che riorganizzi le carriere nelle forze armate e di polizia. L`indiscriminato avanzamento di grado, l`estensione della dirigenza (ne entrerebbero a far parte i commissari di polizia come i maggiori delle forze armate) non solo avrebbe contraccolpi economici non adeguatamente quantificati dal governo, ma creerebbe inevitabili squilibri con il resto del personale, incentivando nuove rincorse salariali, e infine l`unificazione verso l`alto dei ruoli direttivi e dei dirigenti «si pone in netto contrasto con la politica di riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali perseguita per tutto il pubblico impiego». E una brutta battuta di arresto per un progetto caldamente coltivato dai ministri Angelino Alfano e Mario Mauro, alle prese con il malessere del personale dello Stato in divisa. Era 1`8 agosto scorso, infatti, quanto un consiglio dei ministri licenziò un decreto legislativo di riforma delle carriere militari. Un provvedimento sospirato nel comparto sicurezza da almeno 11 anni. In quell`occasione si annunciò un nuovo ddl che rivedesse complessivamente le carriere di poliziotti e militari e lo stanziamento di 24,7 milioni per il 2014 e di 119 milioni per il 2015. Seguì l`esultanza dei sindacalisti. Una battaglia storica sembrava vinta. Seguì invece la doccia fredda: l`iter per il ddl si è rivelato particolarmente complicato. Troppo alti i costi. Tanto che ora la Ragioneria generale dello Stato pone il suo veto. «Il disegno di legge proposto si pone in netto contrasto con la politica di revisione della spesa pubblica». E non manca il richiamo alla serietà. Prevedere un ruolo unificato e poi lasciare i commissari al vecchio stipendio, per dire, «appare difficilmente perseguibile». Eppure c`è chi si è sforzato di avanzare proposte innovative. Il Cocer della Guardia di Finanza ha appena terminato un documento che stigmatizza il blocco stipendiale («È stata realizzata una completa separazione fra le funzioni svolte e le retribuzioni gettando nel disordine il funzionamento delle organizzazioni»), ma avanza proposte innovative: «Crediamo scrive il Cocer - che la valorizzazione delle persone non corrisponda all`attribuzione indiscriminata del grado superiore o, addirittura, nella creazione di nuovi gradi senza alcun concreto senso organizzativo, lasciando poi le persone a fare esattamente quello che facevano in precedenza ».


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venerdì 07 febbraio 2014

feb

07

2014

La pensione raddoppiata dei vice com. dei Carabinieri. “Ci vogliono regole precise che aggancino le pensioni ai contributi versati. I parlamentari continuano ad opporsi a questo principio".  

"I vice-comandanti dei Carabinieri si sono fatti raddoppiare la pensione mentre milioni di italiani erano chiamati a pesanti sacrifici. C’è chi si oppone a chiedere contributi di solidarietà a chi riceve pensioni non giustificate ..."


Tratto da lavoce.info a cura di  Tito Boeri e Giuseppe Pisauro
Todos Generales
Secondo Giampaolo Galli  “i pensionati di oggi non percepiscono un centesimo di più di quanto lo Stato ha promesso loro nel corso dei decenni”. In virtù di questa convinzione, assieme ai deputati del Pd, di Sel e di altri partiti (ad eccezione dei soli “Fratelli d’Italia”) si è opposto strenuamente a qualsiasi contributo di solidarietà sulle pensioni più elevateche hanno potuto giovarsi e continuano a giovarsi di un forte premio rispetto ai contributi versati. Vogliamo allora sottoporre alla sua attenzione un caso interessante, forse noto fra gli scranni di Montecitorio, ma certamente non ai comuni mortali, che ci è stato oggi riferito.
Fino a poche settimane fa, i vice comandanti dell’Arma dei carabinieri sono andati in pensione con la stessa retribuzione del comandante generale. Come mai? Si deve sapere che ancora oggi il personale militare quando cessa dal servizio per raggiunti limiti di età non solo viene promosso al grado superiore (diciamo, il giorno prima della cessazione), ma rimane anche formalmente a disposizione, per possibili richiami, per ulteriori cinque anni e percepisce un compenso pari alla pensione, integrata da una indennità (indennità di ausiliaria) calcolata in modo da consentire di rimanere agganciati nel periodo alle retribuzioni di chi è ancora in servizio (e che poi verrà considerata nel calcolo della pensione definitiva, quindi a vita). Nel nostro caso, avviene che il comandante generale dell’Arma dei carabinieri (come anche il comandante generale della Guardia di finanza, il capo della Polizia e i capi di stato maggiore delle forze armate) percepiscano un emolumento aggiuntivo alla retribuzione, noto come Sip (speciale indennità pensionabile) pari attualmente a 273mila euro lordi l’anno. L’indennità è percepita in attività di servizio e, quindi, legittimamente, entra nel calcolo della pensione del comandante generale.
Paradossalmente, ai vice comandanti dei Carabinieri fino a oggi la Sip è stata riconosciuta dopo la cessazione dal servizio, per via del meccanismo di calcolo del trattamento economico che spetta al personale militare quando va in ausiliaria. Poiché al momento della cessazione si è promossi al grado superiore (un capitano diventa maggiore, un colonnello diventa generale e così via), ecco che per i vice comandanti l’aggancio, secondo un’interpretazione delle norme decisamente generosa (a rigore ricoprono già il grado massimo, che è quello di generale di corpo d’armata), fa incassare anche la Sip. Pensioni che raddoppiano, con un esborso complessivo, dal 2005 (da quando cioè l’importo della Sip ha avuto l’ultimo importante incremento) a oggi di svariati milioni. Il tutto nel mezzo di una crisi pesantissima, mentre venivano chiesti duri sacrifici a milioni di italiani.
Se si considera che i vice comandanti non possono rimanere in carica per più di un anno e che nel 2013, come in altri anni precedenti, se ne sono avvicendati anche tre, si può rapidamente comprendere l’entità dell’onere finanziario complessivo annuo che si è innescato.
 
LA DECISIONE DELLA CORTE DEI CONTI La questione ha ricevuto l’attenzione della Corte dei conti che, in passato, ha emesso delibere e sentenze non sempre tra loro concordanti, alimentando l’incertezza interpretativa. Ma il nuovo codice dell’ordinamento militare, entrato in vigore a ottobre 2010, ha messo qualche puntello in più, che ha aiutato a uscire dall’impasse. Alla fine, la Corte dei conti (sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato) è stata chiamata a pronunciarsi per dirimere la controversia tra l’organo di controllo della spesa della Ragioneria generale dello Stato e il ministero della Difesa. Per fortuna (e meglio tardi che mai), con delibera n. 21/2013 (adunanza del 12 dicembre), la Corte ha dovuto dire basta, almeno per i vice comandanti transitati in ausiliaria a far data dall’entrata in vigore del citato codice. Una soluzione da male minore, ma che, portando con sé anche il recupero delle somme percepite dalla fine del 2010 a oggi, è verosimile pensare non chiuda definitivamente la vicenda: probabili i ricorsi da parte degli interessati. L’auspicio è che non vi siano dannosi ripensamenti.
La morale è semplice: l’applicazione delle norme lasciata all’interpretazione degli apparati, senza il controllo della pubblica opinione, comporta spese ingiustificate, specie se si tratta di questioni che riguardano stipendi dei vertici della burocrazia, civile o militare che sia. Ci vogliono regole precise che aggancino le pensioni ai contributi versati. I parlamentari che continuano ad opporsi a questo principio, non stanno affatto tutelando i pensionati. Al contrario hanno, più o meno esplicitamente, scelto di proteggere posizioni di privilegio come quelle qui raccontate.
 


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feb

07

2014

Rappresentanza Militare ad uso e titolo personale.5 Delegati ignorano il NO dei CoCeR all’incontro con SMD. Gerometta, Sinesi, Bilello, Foti, Cocco ignorano documenti proposte e richieste di diritti  

Pochi giorni fa il NO del CoCeR Interforze, con 38 voti, che rifiutava l’incontro con SMD sul riordino e faceva proposte e richieste; 5 Delegati stile Sindacato Giallo si sono recati comunque all’incontro (!)


A cura di Assodipro 
Il CoCeR Interforze , che comprende i delegati di EI, CC, AM,GdF e MM, pochi giorni fa ha prodotto un documento dove si diceva un secco NO all’incontro con Stato Maggiore Difesa sul contestatissimo Riordino delle Carriere e si facevano una serie di importanti proposte economiche e sui diritti sindacali; Un documento che è un tentativo di “ svolta “ dove la rappresentanza assume un ruolo sindacale chiedendo di interloquire e negoziare direttamente con la parte politica che è anche il tentativo di uscire da uno schema “ Sindacato Giallo “ nel quale è costretto il Comparto Difesa ed i CoCeR. Incapacità rappresentative di singoli e interpretazioni personalistiche del ruolo di “ delegati “ hanno rallentato per quasi 2 anni questo percorso di richiesta di ruolo negoziale e di diritti che traspare dal documento nel quale si dice NO all’incontro con SMD facendo richieste nette e concrete ( vedi articoli precedenti sul nostro sito ). 
Dalla pagina FB del delegato CoCeR di lotta e di stato maggiore Foti , con grande stupore, apprendiamo che l’incontro si è svolto ugualmente con la presenza di solo  5 delegati che, come numero, corrispondo a quelli che hanno votato contro il NO all’incontro.  La mini pattuglia di “ delegati a titolo personale “ traditori della maggioranza e presumibilmente contrari anche alla richiesta di diritti ,era composta  da: Generale Paolo GEROMETTA ( in foto tratta da video audizione cocer al senato  ) , portatore sano di un mostruoso e antidemocratico conflitto di interessi in quanto è, contemporaneamente,  Presidente del CoCeR Esercito, Presidente del CoCeR Comparto Difesa che comprende 3 CoCeR ( EI, AM,MM ) e Capo del 1° reparto affari giuridici ed economici del personale dello Stato Maggiore Esercito – ufficio trattamento economico, condizione militare e coordinamento”. M.llo AM Sinesi ( in foto  tratta da video audizione cocer al senato), probabilmente non pago di aver assistito, inerme e rappresentativamente incapace, alla macelleria sociale dei tagli ai Marescialli , solo in Aeronautica ridotti a meno di un terzo dell’attuale organico, senza tutele e diritti  dai tagli della 244 e contemporaneamente bloccati per lustri nei gradi, che continua il percorso monastico di palazzo  senza risultati ne comunicativi, né informativi  né effettivi per i MARESCIALLI  che “dovrebbe  rappresentare “; Anche Ignorando e buttando nel cestino la storia dei Marescialli dell’ Aeronautica storicamente e democraticamente pro-diritti .  In Italia, si sà, i figli son piezz e core… e ancor di più e specialmente quando fanno servizio, curiosamente, nello stesso ente del papà e vicino al paesello; prendiamo atto che capita anche questo. Un altro componente di questa penta-delegazione a titolo personale è il S.M. di lotta e di stato maggiore Bilello (EI) al quale forse i troppi caffè dell’iniziativa dei Sergenti contro il riordino hanno dato alla testa ed anche lui ....
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giovedì 06 febbraio 2014

feb

06

2014

Mario Mauro, Tagli con l’accetta al personale militare mentre la Difesa è un “ asset “ . La pubblicità che usa la bandiera nazionale volante ( FRECCE TRICOLORI ) VALE 1,2 milioni di Euro.  

Mario Mauro, mentre taglia con l’accetta il personale militare e deve affrontare la contestazione dei militari che chiedono correzioni ai tagli, sblocco degli stipendi e diritti sindacali, chiarisce quanto vale la sponsorizzazione.


Mario Mauro, mentre taglia con l’accetta il personale militare e deve affrontare la contestazione dei militari che chiedono correzioni ai tagli, sblocco degli stipendi e diritti sindacali, chiarisce quanto vale la sponsorizzazione di quello che da molti è considerato emblema e vanto ( il tricolore volante delle Frecce ) . Militari tagliati senza diritti e tutele mentre la Difesa è un “ *asset “ – clicca qui e vedi articolo con dichiarazioni di Mauro “ nella Difesa tagli con l’accetta “.

Difesa: Mauro, pubblicita` con Frecce? E` valorizzazione *asset Difesa: Mauro ha risposto ad una interrogazione di Scelta civica, illustrata dal deputato Andrea Romano (prima firmataria Irene Tinagli) nella quale si chiedeva di "fare chiarezza circa le modalità` e le finalità` della partnership tra le Frecce tricolore, un corpo pubblico e Fastweb, un`azienda privata". Scelta civica chiedeva inoltre, tra l`altro, di "rendere noto il valore del corrispettivo pagato da Fastweb", di "rendere più` trasparente l`impiego dei fondi cosi` reperiti da parte delle Forza Armate"
(ANSA) - ROMA, 5 FEB - La pubblicità` di Fastweb che utilizza le immagini delle "Frecce tricolori", e dunque la partnership di questa azienda privata con l`Aeronautica militare, rientra "nell`ambito delle attività` di valorizzazione degli asset delle Forze armate", come previsto dalla legge. Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, durante il Question time. Attualmente e` la società` Difesa Servizi Spa, in base ad un`apposita convenzione, a stipulare contratti con terzi per la concessione in licenza degli stemmi e gli emblemi dell` Aeronautica. Con una gara pubblica la licenza d`uso del marchio Aeronautica Militare e` stata affidata "all`unica Società` intervenuta a manifestare interesse, la Professional Licensing Group (PLG) di Milano con contratto, per il quinquennio 2013-2017, del valore minimo garantito per complessivi euro 8.758.000, che prevede per l`aggiudicatario una remunerazione pari al 7,8 % al raggiungimento di questa soglia minima garantita, ripartita per anno. A tutt`oggi - ha detto Mauro non risulta sia stato instaurato contenzioso al riguardo". Successivamente, ha ancora ricostruito il ministro, Difesa Servizi ha approvato l`aggiudicazione del contratto di sub-licenza a Fastweb al termine delle attività` condotte dalla PLG, "valutate sotto il profilo della compatibilita` con il prestigio ed i valori del marchio in questione", dando mandato all`Ad di procedere all`approvazione del contratto "per l`utilizzo in esclusiva, da parte di Fastweb, dell`emblema e della denominazione `Frecce Tricolori`". L`importo che Fastweb riconoscerà` a Difesa Servizi e` pari a 600 mila euro più` Iva annuo, per 2 anni (2014-2015), con possibilità` di una opzione per un terzo anno (2016), alle stesse condizioni economiche. "Fermo restando che le prime risorse derivanti da tali attività` di valorizzazione affluiranno solo nel corso del 2014, le stesse - ha spiegato il ministro saranno impiegate dalla Forza armata nei settori individuati" da uno specifico decreto interministeriale.

  *Asset è un termine inglese traducibile in italiano con il termine cespite, o anche con attività (reale, materiale o immateriale, oppure finanziaria). Il termine è usato per indicare i valori materiali e immateriali facenti capo ad una proprietà. Nello stato patrimoniale coincidono con le attività.


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mercoledì 05 febbraio 2014

feb

05

2014

ROMANO (SC),MINISTRO MAURO FACCIA CHIAREZZA SU SPOT FRECCE TRICOLORE  



(AGENPARL) -Roma, 05 feb -“E’ opportuno fare chiarezza circa le modalità e le finalità della partnership tra le Frecce tricolore, un corpo pubblico e Fastweb, un'azienda privata”. 
Lo ha detto il capogruppo di Scelta Civica alla Camera, Andrea Romano, presentando al ministro della Difesa Mario Mauro un’interrogazione a risposta immediata, a prima firma della deputata di Sc Irene Tinagli, a proposito del nuovo spot pubblicitario dell’azienda di telecomunicazioni. 
Scelta Civica chiede di rendere noto il valore del corrispettivo pagato da Fastweb ai fini dell'utilizzo di immagini di repertorio relative alle Frecce tricolore all'interno del proprio spot pubblicitario – ha aggiunto Romano – nonché di rendere più trasparente l'impiego dei fondi così reperiti da parte delle Forza armate; di verificare se siano state rispettate le procedure ed i principi di trasparenza, efficienza ed economicità e se altre imprese private rispetto a Fastweb abbiano manifestato il proprio interesse o presentato la propria candidatura”.


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feb

05

2014

On. D’ ARIENZO Vincenzo ( PD ) presenta risoluzione e chiede al Governo di finanziare il fondo perequativo per compensare il taglio alle FF.AA e alla FF.PP. Per il 2014.  



Atto Camera  - Risoluzione in commissione 7-00250 presentato da  D'ARIENZO Vincenzo  Martedì 4 febbraio 2014, seduta n. 166 La IV Commissione,
premesso che: 
con parere espresso il 19 giugno 2013 le Commissioni riunite I e XI hanno motivato il favore sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti (tra cui rientra il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco), formulando, tra gli altri, la seguente condizione: «provveda, pertanto, il Governo a tenere in considerazione, ai fini della definitiva emanazione del provvedimento, il complesso delle indicazioni e proposte prospettate in premessa e, in questo contesto, ad adottare ogni opportuna iniziativa finalizzata a consentire, immediatamente dopo l'entrata in vigore del decreto in esame, la ripresa della contrattazione collettiva ai soli fini normativi, modificando lo schema di decreto nella parte in cui lo stesso ha congelato fino al 31 dicembre 2014 la stessa contrattazione collettiva, fermo restando che la contrattazione per la parte economica potrà esplicare i suoi effetti a decorrere dall'anno 2015»; 
il blocco concerne i meccanismi di progressione stipendiale dei pubblici dipendenti, sterilizza ai fini contrattuali gli anni 2013 e 2014 e annulla gli incrementi contrattuali eventualmente previsti a decorrere dall'anno 2011 per tutte le amministrazioni pubbliche, blocca gli incrementi dell'indennità di vacanza contrattuale (analoga previsione è contenuta nell'articolo 1, commi 452 e 453, della legge di stabilità 2014 n. 147 del 2013) prevedendone per il triennio contrattuale 2015-2017 il ricalcolo senza riassorbimento degli importi bloccati
i tagli imposti, alle retribuzioni del personale del comparto difesa sicurezza e soccorso pubblico solo per il 2014 ammonteranno ad una cifra di oltre 969 milioni euro. All'importo vanno aggiunti i 770 milioni accumulati in forza legge n. 350 del 2003 e destinati al riordino delle carriere, sottratti al personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico con l'articolo 9, comma 30 del decreto-legge n. 78 del 2011; 
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feb

05

2014

Riconosciuta una concausa tra somministrazione vaccini e linfomi.  

Sentenza Tribunale Ferrara in favore di Finessi


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feb

05

2014

Trasferimento Sede Sezione ASSODIPRO di Udine  



                        ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA' DIRITTO E PROGRESSO
 
                Sezione regionale del FVG via Villalta, 66 - 33100 Udine- tel. e fax 043221112 
c/c postale 11070331 e-mail: asdpfvg@gmail.com  
sito web nazionale:www.militariassodipro.org  

Informiamo i soci  Assodipro che ci siamo trasferiti nella nuova sede in Via Villalta, n° 66 – 33100 Udine Orari di apertura:  Lunedì  e  mercoledì  ore 17.00 – 19.00 recapito telefonico : telefax  0432-21112
 
.:: Leggi la locandina


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feb

05

2014

I CoCeR NON vanno all’incontro con Stato Maggiore sul Riordino. Chiedono Sblocco Contratti, Modifiche alla legge 244 sui Tagli al personale e DIRITTI SINDACALI.  

Dopo il “ risveglio “ i rappresentanti dei Militari continuano a comportarsi da Sindacato. “Politica disattenta e insensibile verso il Comparto”.Mario Mauro in difficoltà politica per aver seguito le strade dei suoi predecessori.


A cura di Assodipro Roma 
E’ un momento di svolta dal quale non si può più indietreggiare. Dopo quasi 2 anni di soporifera rappresentanza il risveglio sembra continuare . Dopo mesi e mesi , durante i quali gli arcaici meccanismi della rappresentanza continuavano a girare a vuoto senza nessun risultato e manovrati da vertici e parti della rappresentanza permeate da un sindacato giallo pro vertice a danno del personale, finalmente, come abbiamo invocato per mesi durante i quali abbiamo informato e combattuto quasi da soli contro tagli pesantissimi, blocchi stipendiali e controriforme,  la parte progressista e che vuole rappresentare dignitosamente sembra essere diventata maggioranza.   Il Ministro Mauro, all’apparire del “ fermento “ nella base , finalmente trasmesso dai CoCeR poco tempo fa in riunioni o documenti, appariva sorpreso ed impreparato in quanto aveva battuto le solite strade che possiamo riassumere così : I vertici decidono senza consultare e concertare con il personale, preparano e appoggiano provvedimenti normativi e tagli come se il personale militare fossero dei sudditi, per poi sottoporli ad una rappresentanza sindacato giallo che tutto accetta e tutto ingoia ! Nell’arcaico sistema della rappresentanza il vertice chiama il ministro per ratificare ed incontrare i rappresentanti senza che questi avessero né informazione ne ruoli concertativi ! Dopo mesi, questa volta non sembra che vada così ed il Ministro MARIO MAURO si è ritrovato , anche per la pesantezza dei provvedimenti sui tagli, sui blocchi e sul riordino, un fermento che non considerava o che era stato abbondantemente sottovalutato da lui e dalle commissioni difesa totalmente sorde e insensibili
Il CoCeR Interforze RIFIUTA di Incontrare i Vertici di Stato Maggiore Difesa che li avevano convocati dopo che gli stessi avevano effettuato 40 (!) riunioni per preparare il riordino senza contattare i diretti interessati ( personale ) . In un documento confermano quanto scritto al Ministro Difesa Mauro e chiedono :DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI “di chiedere al Ministro l’immediata rivisitazione del modello di rappresentanza militare, dando piena attuazione al ruolo di parte sociale degli organi di rappresentanza e dotando gli stessi di: autonomia finanziaria e giuridica, reali ed effettivi poteri di contrattazione di primo e secondo livello (contrattazione integrativa), reali ed effettivi poteri di controllo delle norme contrattuali, reali ed effettivi poteri di tutela collettiva ed individuale.  “ IL BLOCCO ECONOMICO , in ragione della specificità degli ordinamenti e l’assenza di effettivi strumenti di contrattazione, ha prodotto una penalizzazione economica per il personale del comparto sicurezza e difesa ben maggiore di quella patita dal resto del pubblico impiego, creando disparità di trattamento stipendiale, anche tra il personale del comparto stesso, nel presente, ed ulteriori e ingiustificate diversificazioni sul piano pensionistico, nel futuro” – “ LA LEGGE N. 244/2013 di Revisione dello strumento Militare recentemente attuata attraverso due decreti, c.d. discendenti, fortemente voluti dall’attuale Ministro della Difesa e dai suoi predecessori, produrrà nei prossimi anni un notevole decremento della spesa dedicata al personale delle FF.AA. (attraverso un importante ridimensionamento degli effettivi) a vantaggio della spesa per investimenti, senza che nemmeno un euro sia stato destinato al personale che rimarrà in servizio” -  
  Il documento completo:   NO AL RIORDINO – SI AI DIRITTI SINDACALI – SBLOCCO CONTRATTI IMMEDIATO – MODIFICHE ALLA LEGGE CHE TAGLIA IL PERSONALE PER FAVORIRE INDUSTRIA E LOBBY .
in LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO COMPLETO 




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