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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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lunedì 07 aprile 2014

apr

07

2014

Famiglia Cristiana : “ Minostro Pinotti NON RICEVA la CAVOUR che rientra dal Tour di VENDITA ARMI nei paesi dove i conflitti macinano morti !”.  

Da Sottosegretario prese le Distanze. Pinotti sarà coerente o cederà a Lobby e vertici che hanno “venduto il tour della Portaerei Cavour“, con grande appoggio mediatico-propagandistico, come una sorta di viaggio di beneficenza umanitaria ?


MINISTRA PINOTTI, NON RICEVERE LA CAVOUR , questo è il titolo dell’articolo di Andrea Palladino per Famiglia Cristiana,come Assodipro concordiamo con l’appello rivolto al neo Ministro Difesa Pinotti; Sarà difficile,  ma ci speriamo ricordando che,
come si legge nell’articolo “ Mentre la Cavour era intenta nel tour africano, in Italia il governo è cambiato. Il nuovo ministro della Difesa Roberta Pinotti al momento sembra voler prendere una corretta distanza dal suo predecessore: «È stato fatto un errore - ha dichiarato durante un`intervista lo scorso 19 marzo - non c`è stato il passaggio in Parlamento. Io all`epoca ero sottosegretario, ma non sono stata coinvolta”.  Palladino scrive : “ L`8 aprile la nostra portaerei rientra a Taranto , dopo aver toccato una ventina di porti della penisolaarabica e dell`Africa. Una missione per mostrare il miglior made in Italy, si era detto alla partenza, compreso l`"umanitario", perché a bordo sono state ospitate anche Ong. Ma come mostrano le foto esclusive che pubblichiamo, il "meglio dell`Italia" portato in giro per il mondo sono state le nostre armi. Il nostro invito alla ministra della Difesa Pinotti: l`accoglienza sia un pontile vuoto. Tutto inizia in una fabbrica anonima del Nord. Gesti meccanici, una fornace, un tornio. Poi la scatola di legno, il trasporto, la logistica che porta lontano, tra dock e navi cargo. È un clic a chiudere la storia: appare lo scenario africano, un bambino che guarda. Cade, morto. Il piano sequenza iniziale del film "Thè lord of war" è una lunga soggettiva di una pallottola. Una qualsiasi, dalle fabbriche dell`Occidente e dell`Est europeo, finite nelle guerre - più o meno civili - del mondo. Un tour virtuale, che spiega magnificamente cosa unisca una catena di montaggio con una morte innocente. In fondo il tour della Cavour è una riproposizione di questa particolare filiera. Nell`hangar normalmente destinato agli aerei da guerra, a fianco alla Federlegno e a un paio di onlus, ci sono gli stand delle fabbriche mortali. Dalla Beretta alla Finmeccanica, passando per i cannoni Oto Melara. È il made in Italy, bellezza. Un biglietto da visita galleggiante costato milioni di euro, partito a novembre e sulla rotta di ritorno in questi giorni, con l`arrivo previsto per il prossimo 8 aprile a Taranto. Giusto in tempo per la Pasqua, così, tanto per non esagerare. C`è poco di umanitario nell`ultimo viaggio della nostra portaerei Cavour, e quasi nulla di difensivo. Vendere armi dove i conflitti macinano morti - questa è l`Africa in fondo per chi produce armamenti e per chi lo promuove - poco ha a che fare con la Costituzione. E quasi nulla con la legge del 1990, visto che il ruolo del ministero della Difesa dovrebbe essere quello di controllore e non di commesso viaggiatore. Le foto che qualcuno ha scattato nell`hangar della portaerei italiana durante la sosta in uno dei tanti porti africani toccati nel wartour - non diciamo il nome per tutelare la fonte lascia poco spazio all`immaginazione. Lo stand della Beretta mostra fucili d`assalto e da cecchino; il grande spazio riservato alle società di Finmeccanica ospitano il materiale Un altro degli stand della Cavour dedicati alla produzione italiana di armamento. informativo su sistemi d`arma decisamente più pesanti. E i clienti? La nave ha ospitato un po` di tutto, raccontano alcune fonti. Imprenditori, rappresentanti di governi, qualche curioso. Pochi i giornalisti, selezionatissimi. E pochissime le fotografie delle esposizioni delle armi, finanziate dagli sponsor ufficiali della missione. Le prime immagini vennero pubblicate lo scorso 2 dicembre dal giornale di Abu Dabi (Emirati Arabi), smentendo clamorosamente l`ex ministro Mauro: in Parlamento l`allora capo della Difesa aveva assicurato che la Cavour non avrebbe venduto armi. Le foto che vi mostriamo sono probabilmente tra le pochissime pubblicate da un media italiano. L’articolo si conclude con le seguenti parole al Ministro PINOTTI “  Tra pochi giorni per il suo governo ci sarà una sorta di prova del nove. Un pontile vuoto ad accogliere la nostra Portaerei sarebbe il miglior segnale”.


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sabato 05 aprile 2014

apr

05

2014

Ancora 2 SUICIDI NEI CARABINIERI. Troppi casi nei Carabinieri, superiori alla media nazionale. Inascoltate le Parole di Carabinieri animati da "spirito di tutela democratica e sindacale".  

“Secondo L’ Arma Sempre e solo motivi strettamente personali”. Rappresentanza e Tutela Assente – “Comandanti burocrati distaccati che, dolosamente o per inerzia, rendono la vita invivibile ai dipendenti”.


SUICIDI NEI CARABINIERI. Secondo L’ Arma Sempre e solo motivi strettamente personali. MAI disagi dovuti al servizio. 
A cura di Salvatore Rullo Vice Pres. Assodipro s.rullo@tin.it
Ebbene si, dolorosamente lo dobbiamo scrivere e sottolineare. ALTRI 2 Carabinieri Suicidi e la cosa NON è una notizia, non deve essere una notizia; Il Carabiniere deceduto suicida non deve fare notizia, il Militare o Carabiniere morto è una notizia e fa notizia, diventa anche evento mediatico, solo quando fa comodo a certi settori politici, governativi o di vertice.  Le notizie sugli ultimi due suicidi le troviamo quasi solo cercandole con pazienza, in organi di stampa locali o comunque relegate in poche righe ! SARA’ sempre tardi, considerando i TROPPI CASI ,  ma indispensabile, analizzare e discutere il fenomeno, trovare colpe e responsabilità, cause e motivi. Vanno colmate evidenti lacune di Rappresentanza e tutela del personale Non rappresentato e tutelato da organi stile sindacato giallo utili solo ad un POLITICA stile “ non disturbare il conducente o manovratore “ ed a vertici poco lungimiranti e burocraticamente conservatori . Caste che sopravvivono anche schiacciando tutele e diritti fondamentali come quelli sul LAVORO e SALUTE.   
Appuntato dei carabinieri suicida in caserma: rinviati i funerali. Disposta l'autopsia.
4 Aprile 2014 - Era di Cava dei Tirreni l’appuntato dei carabinieri 40enne, sposato e padre di 3 figli, che si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola all’interno della caserma “Arena e Pezzutto” del comando provinciale di Salerno.SALERNO. E' stata disposta l'autopsia sul corpo del carabiniere che ieri mattina si è sparato un colpo alla testa in caserma a Mercatello. La decisione rende ancora più fitto il giallo su quanto accaduto. Intanto a Cava de' Tirreni, dove il militare viveva con la sua famiglia, i manifesti funebri sono stati coperti e sostituiti con altri. Un attimo. È tutto un attimo. Un attimo nel quale, all’improvviso, il buio avvolge la mente e il freddo s’impossessa del cuore. È quello che deve aver provato ieri mattina S.D.F. quando ha preso la propria pistola d’ordinanza e si è sparato un colpo alla testa. Un unico colpo che lo ha ucciso al momento. Almeno così ritiene il medico legale che ieri mattina è accorso al comando provinciale dei carabinieri di Salerno per accertare il decesso dell’appuntato. 
La Spezia, 4 aprile 2014UNO sparo, sentito dai colleghi; la corsa, frenetica, da una stanza all’altra per capire cosa fosse successo. E poi, l’agghiacciante scoperta, che ha gettato nel dramma l’intera caserma dei carabinieri. E’ lì che ieri pomeriggio, un appuntato  ha deciso di porre fine alla propria vita, sparandosi con l’arma d’ordinanza. Francesco Testai, 35 anni originario della provincia di Pisa, era un carabiniere in forza oramai da anni al comando spezzinoMancavano pochi minuti alle 19, quando il militare si è presentato in caserma, dove prestava servizio da diverso tempo. Non doveva neppure esserci: era in licenza. Tutto è successo in pochi attimi. Il 35enne ha salutato qualche collega, per poi mettere in atto i suoi tragici propositi. Si è diretto verso gli spogliatoi 
n.d.r. : DALLA “Relazione sullo stato della Disciplina militare e dell’organizzazione delle Forze Armate”, presentata al Parlamento l’11 dicembre 2012, Prendiamo i dati sui suicidi: nel 2007, 18 suicidi, di cui 11 nell’Arma; nel 2008, 18 suicidi, di cui 14 nell’Arma; nel 2009, 22 suicidi, di cui 12 nell’Arma; nel 2010, 29 suicidi di cui 22 nell’Arma; nel 2011, 23 suicidi, di cui 15 nell’Arma. Nel quinquennio 2008-2012, 110 suicidi, di cui 74 nell’Arma (circa il 67%). Un dato impressionante. Dati sul mobbing e sullo stalking : Dal 2008 solo due casi di mobbing e 34 di stalking, per lo più molestie sessuali. Possiamo definirli dati irreali, surreali, quasi inaccettabili ? Dal 1996 al 2011, in 15 anni, nelle Forze Armate si sono verificati 349 suicidi. Il dato è impressionante perché le Forze armate dovrebbero avere personale selezionato e sulla carta meno esposto a tendenze suicide. Un altro dato che fa pensare è che il più alto numero di suicidi si verifica fra i gradi più bassi della gerarchia.  Anche su questo drammatico e purtroppo attuale tema è evidente il fallimento dello strumento attuale di rappresentanza militare. NOTA 17 della relazione :  “il più alto numero di suicidi per il 2011 nelle F.A. si è registrato tra il personale militare di Truppa”. Inoltre emerge che nel 2011 solamente all’interno dell’Arma si sono suicidati ben 15 carabinieriono suicidati ben 15 carabinieri. L’anno precedente il gesto estremo è stato compiuto da ben 22 Carabinieri. (Relazione trasmessa dal ministero della Difesa al Parlamento l’11 dicembre 2012, ). Considerato l’organico di quell’anno, il dato equivale a una percentuale pari a circa 20 ogni 100.000 cittadini-militari. In quello stesso anno, la percentuale dei suicidi in ambito civile in Italia era di circa 5 ogni 100.000 cittadini (fonte: dati ISTAT). A far riflettere e a destare preoccupazione non è solo l’alta percentuale di suicidi - QUATTRO VOLTE SUPERIORE AL DATO NAZIONALE - quanto, piuttosto, il fatto che il dato nazionale ricomprende anche i soggetti affetti da malattie psichiche congenite, che non avrebbero mai potuto superare gli assai rigidi e selettivi test psicoattitudinali con cui si selezionano gli appartenenti ai Corpi militari.>> ....
CONTINUA IN LEGGI TUTTO ( anche con una sintesi di un interessante  studio del fenomeno suicidi )





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venerdì 04 aprile 2014

apr

04

2014

Rossana Dettori:La Ministra della F.P. MADIA parla ma non dice nulla! tranne che NON VUOLE RINNOVARE I CONTRATTI.Intanto i lavoratori della PA, DIFESA E SICUREZZA compresi, perdono migliaia di Euro  

Fp CGIL a Madia: SCAMBIO tra Irpef ( i famosi 80 euro ! non per tutti ) e contratto è UNA BEFFA.


Rossana Dettori, segretaria generale della Funzione Pubblica  Cgil, commenta le dichiarazioni rilasciate dalla ministra della Funzione pubblica Marianna Madia, in sede di audizione alla Camera: “Non bastano le buone intenzioni della ministra, in alcuni casi condivisibili. Sullo sblocco del turn over per il personale delle pubbliche amministrazioni e sulla staffetta generazione ci siamo da subito detti disponibili al confronto. Ma servono proposte chiare e misurabili sul piano della concretezza”. 

Dissentiamo totalmente con la ministra – continua la sindacalista - quando invece sostiene che ridurre l'Irpef per un valore di 80 euro in busta paga equivarrebbe a rinnovare i contratti nel pubblico impiego, bloccati da un lustro con una perdita media mensile di 250 euro per lavoratore, e che comunque questo rinnovo non sarebbe possibile altrimenti
Rifiutiamo questa impostazione perché il contratto non serve solo a riconoscere aumenti salariali, ma soprattutto a governare i processi di riforma, a riorganizzare i servizi e a investire in formazione. Non è uno scambio alla pari, perché non colma le perdite passate e ne causa di future, ben più ingenti degli 80 euro promessi. Sacrosanti e necessari in questa fase, purché non si utilizzino come un diversivo per beffare ulteriormente i lavoratori”. 

Dettori conclude dicendo come “non capiamo davvero quale sia il confine tra i nobili propositi della ministra, le necessità comunicative, e la sostanza. Di certo, esclusa la notizia della mancata volontà di rinnovare i contratti dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni non ha detto nulla di nuovo”.
in foto : Madia, Renzi, Dettori.


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apr

04

2014

L'Associazione dei Militari Spagnoli (AUME) al Parlamento Europeo per i Diritti dei Militari.Il presidente di AUME Jorge BRAVO con il presidente Euromil Emmanuel JACOB discutono di Diritti.  

L'Associazione Unificata dei Militari Spagnoli ( AUME) , rappresentata dal Presidente Jorge BRAVO, ha effettuato a Bruxelles, una visita di lavoro al Parlamento Europeo.


A cura di Assodipro. 
Riceviamo dai Colleghi e Amici dell’ Associazione Spagnola AUME ai quali esprimiamo profonda solidarietà, stima e appoggio, nella loro lotta per i DIRITTI DEI MILITARI
L’obiettivo della visita è stato quello di spostare l’attenzione dei Parlamentari Europei sulla situazione dei diritti fondamentali dei membri delle Forze Armate Spagnole, che stanno incontrando gravi ostacoli circa la loro implementazione. Jorge BRAVO ha parlato della preoccupante situazione relativa alla libertà di espressione, la persecuzione e la mancanza di sostegno e la mancanza di supporto alle Associazioni professionali. Jorge BRAVO , che era accompagnato dal presidente di EUROMIL , Emmanuel JACOB,  ha avuto un incontro con il parlamentare  Michael GALHER (Gruppo Popolare) , che è stato particolarmente interessato alla situazione dei militari spagnoli, in termini di vincoli all' uso della libertà di espressione e del diritto di associazione professionale e l'anacronismo della pena detentiva , inflitta senza intervento giudiziario .  È stata dedicata una attenzione particolare, durante il colloquio per discutere la situazione problematica risultante dall'applicazione e lo sviluppo della legge sui Militare di carriera . - Inoltre ... 
continua in leggi tutto




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giovedì 03 aprile 2014

apr

03

2014

Difesa: Pinotti, possibili 8 mila trasferimenti a ministero Giustizia. LA PRIORITA' è TAGLIARE IL PERSONALE. Le Perplessità di Assodipro sulla proposta del Ministro Pinotti  

Riduzione forze armate, Pinotti: "Proveremo a fare prima del 2024". I TAGLI DI POSTI DI LAVORO nella DIFESA sono una PRIORITA’ per il paese (!) VIDEO Intervista


(ASCA) - Firenze, 3 apr 2014 - Il governo sta studiando la possibilita' che 8 mila posti di cancellieri che mancano alla Giustizia possano essere coperti con trasferimenti anche dal personale della Difesa. Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, a margine della firma di un accordo con il vicesindaco di Firenze Dario Nardella. ''La riduzione delle forze armate - ha ricordato - discende da una legge e gia' ci sono decreti attuativi che sono stati approvati. La previsione e' quella di scendere da qui al 2024 da 190 mila a 150 mila unita' per quello che riguarda la parte militare e da 30 mila a 20 mila per quello che riguarda i dipendenti civili. Io penso che le condizioni del Paese ci impongano anche di provare a fare prima, di anticipare un po' i tempi previsti, anche facendo passaggi interessanti.
 Noi abbiamo un numero molto alto di personale perche' la programmazione per una parte di questo personale era stata fatta per forze armate col modello di leva. Col passaggio al professionale non si erano messi a punto degli strumenti che potessero modificare la struttura interna. Ma parlando, ad esempio, col ministro della Giustizia, viene fuori che a loro mancano 8 mila cancellieri e che altrimenti non riusciamo a far funzionare la giustizia in Italia.
 Immediatamente ho colto questa disponibilita' e ho detto che potremmo individuare 8 mila profili che possono transitare dalle Forze Armate al Ministero della Giustizia per svolgere questi compiti che sono essenziali, perche' nel frattempo noi non abbiamo piu' bisogno di alcunefigure. Non si tratta di esuberi - ha concluso - non e' che le persone sono inutili, e' cambiato il modello e la gestione delle forze armate. Siamo pronti a muoverci rapidamente''. afe/cam
LE nostre PERPLESSITA’ SULLA PROPOSTA DEL MINISTRO . Solo Pochi mesi fa, il 18 gennaio 2014, Il Ministro Cancellieri dichiarava : “ Dipendenti degli enti locali per rinforzare gli organici dei tribunali “ . Stiamo parlando di un altro settore dello stato che è soggetto di TAGLI E RIORGANIZZZIONI, quindi, non appare molto chiaro come da settori dove si praticano tagli pesantissimi di occupazione senza nessuna concertazione e tutele ( FF.AA. ) si possa transitare personale in ESUBERO, di fatto e dichiarato tale da Ministri e testi approvati ( anche se il Ministro Pinotti non usa o evita il termine esubero), in altre amministrazioni  ugualmente soggette  a tagli e riorganizzazioni. 
La Proposta del Ministro PINOTTI ci lascia perplessi ANCHE perché , LO  RICORDIAMO AI CORTESI LETTORI,  solo pochi mesi fa è stato approvato il taglio dei tribunali Decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14 ”Disposizioni integrative, correttive e di coordinamento delle disposizioni di cui ai decreti legislativi 7 settembre 2012, n. 155 e 7 settembre 2012, n. 156, tese ad assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari”.In dettaglio vengono eliminati: 30 tribunali ; 271 sezioni distaccate ; 667 giudici di pace -  Mentre vengono recuperati o integrati: 386 magistrati ; 3326 amministrativi ; 7 dirigenti di seconda fascia - 1655 personale addetto alle esecuzioni, alle notifiche e ai protesti ; 1924 magistrati onorari ; 2081 addetti in sostituzione dei giudici di pace. Ancora non abbiamo trovato il numero TOTALE dei Cancellieri in Organico nei tribunali e a quanto ammonta la carenza -  8.000 transiti (!) di Esuberi Militari nei tribunali ci appare un numero non realistico se NON è confortato da dati e proposte omogenee e integrati nella giungla di TAGLI pesantissimi nella Pubblica Amministrazione. 

Riduzione forze armate, Pinotti: "Proveremo a fare prima del 2024". "La riduzione delle forze armate discende da una legge e da decreti attuativi già approvati. Adesso si tratta di gestire concretamente" ha dichiarato il ministro della Difesa Roberta Pinotti a Firenze. Entro il 2024 l'obiettivo è di ridurre di 50mila unità complessive, tra dipendenti militari e civili, le forze armate. "Io penso che le condizioni del paese ci impongano di provare a fare prima" ha spiegato il ministro.
CLICCA PER IL VIDEO CON LA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO PINOTTI


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apr

03

2014

Novità sul LAVORO: I LAVORATORI PRECARI SARANNO ANCORA PIÙ PRECARI. Il sogno di IMPRENDITORI e certi “VERTICI “ avere un ESERCITO DI DIPENDENTI DA LICENZIARE IN TRONCO e SENZA GIUSTIFICAZIONI !  

l’Associazione nazionale giuristi democratici, la storica associazione fondata tra gli altri da Umberto Terracini e Lelio Basso, ha denunciato l’Italia e il presidente del consiglio Matteo Renzi alla Commissione europea per il decreto Renzi-Poletti


tratto da nanopress.itIn data 21 marzo il Governo presieduto da Matteo Renzi ha introdotto una serie di nuove norme, che andranno a rivoluzionare in parte il mondo dei contratti di lavoro. A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge numero 34 “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”, sarà soprattutto il contratto a tempo determinato a subire le maggiori modificazioni. Sebbene l’obiettivo promosso da Renzi sia quello di rilanciare l’economia ormai immobile del Paese e soprattutto ridurre la rigidità del sistema contrattuale, le nuove regole non sembrano davvero risolvere la questione dei lavoratori precari, sempre più scontenti della loro situazione. 
Ma guardiamo alle principali novità volute e introdotte dal Premier Renzi. Prima fra tutte, la durata del contratto a tempo determinato sale da 12 a 36 mesi. Viene poi eliminato l’obbligo di inserire una “causale per specificare i motivi produttivo-organizzativi che determinano l’apposizione di un termine al contratto. L’acausalità fino a 36 mesi si applica nel limite dei tre anni. Ma le novità che renderanno sempre più precari i già precari, riguardano in particolare le norme relative alle proroghe. Se in precedenza infatti, la proroga dei contratti a termine era prevista per una sola volta con esplicita causale, con il Dl 34 la proroga è ammessa fino ad otto volte senza che vada inserita apposita causale e l’unico obbligo rimane il riferimento alla stessa attività lavorativa. Altra novità riguarda il numero complessivo di contratti a termine stipulati da ciascun datore di lavoro che non potrà superare il limite del 20% dell’organico complessivo presente nella stessa azienda. Questo limite non viene applicato alle aziende che occupano fino a 5 dipendenti.
Incompatibile con le norme Ue», il decreto Poletti deferito a Bruxelles   Asso­luta e totale incom­pa­ti­bi­lità con la nor­ma­tiva euro­pea sui con­tratti a ter­mine. Per que­sto l’Associazione nazio­nale giu­ri­sti demo­cra­tici, la sto­rica asso­cia­zione fon­data tra gli altri da Umberto Ter­ra­cini e Lelio Basso, ha denun­ciato l’Italia e il pre­si­dente del con­si­glio Mat­teo Renzi alla Com­mis­sione euro­pea per il decreto legge Renzi-Poletti.
Un esito quanto mai annun­ciato a cui farà seguito un espo­sto simile da parte del movi­mento 5 Stelle inten­zio­nato con i sena­tori Nun­zia Catalfo, Sara Paglini e Ser­gio Puglia secondo i quali l’articolo 1 del prov­ve­di­mento viola la diret­tiva 70 del 1999 secondo la quala la «forma comune dei rap­porti di lavoro» che con­tri­bui­sce «alla qua­lità della vita dei lavo­ra­tori e a miglio­rarne il ren­di­mento» è il rap­porto di lavoro a tempo indeterminato.
Entrambe le richie­ste chie­dono l’apertura di una pro­ce­dura di infra­zione nei con­fronti dello Stato ita­liano «per la cla­mo­rosa e fron­tale vio­la­zione del diritto comu­ni­ta­rio, non­ché dei prin­cipi fon­da­men­tali della Carta Sociale Euro­pea e delle con­ven­zioni dell’Organizzazione Inter­na­zio­nale del Lavoro» spie­gano in una nota i giu­ri­sti demo­cra­tici. Il decreto è ille­gale per­ché «libe­ra­lizza i con­tratti a ter­mine ed eli­mina nel con­tratto di appren­di­stato l’obbligo di for­ma­zione e di sta­bi­liz­za­zione al ter­mine del con­tratto». Su que­ste basi, «i con­tratti di lavoro pre­cari, privi di tutela e sot­to­pa­gati, diver­ranno la forma di gran lunga pre­va­lente, e dun­que la regola, di accesso al mer­cato del lavoro». Così facendo, l’idea stessa di un lavoro a tempo inde­ter­mi­nato resterà un mirag­gio.
Sul sito dell’associazione giuristidemocratici.it è inol­tre sca­ri­ca­bile il modulo che i sin­goli lavo­ra­tori, come le asso­cia­zioni inte­res­sate, potranno sca­ri­care e rein­viare all’indirizzo mail -email-
Mar­tedì 8 aprile, dalle 15,30, si terrà alla Fon­da­zione Basso di Roma un’assemblea dove giu­ri­sti, sin­da­ca­li­sti e poli­tici faranno il punto della situazione.


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apr

03

2014

Forze Armate e Forze di Polizia: Effetto BLOCCO CONTRATTI,Le Retribuzioni diminuiscono erose dagli aumenti. I lavoratori Pubblici, bloccati e tagliati dalla Politica per fare cassa e coprire i buchi .  

Pubblicato il Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei Pubblici Dipendenti. I Lavoratori Pubblici colpiti per coprire i buchi causati da ben altri settori !


A cura di Assodipro
E’ stato pubblicato dall’ ARAN ( Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ) il Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei Pubblici Dipendenti. 
Per la parte di Interesse del Comparto DIFESA e Sicurezza vi proponiamo una sintesi ed alcuni dati dello stesso.   
Nel Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti , tra l’altro si legge: “ Il 2014 si apre con il proseguimento delle misure di contenimento delle dinamiche salariali nel pubblico impiego. La legge di stabilità, approvata a fine dicembre, elimina anche per il biennio 2013-2014, la possibilità di dar corso alle procedure di rinnovo contrattuale, escludendo altresì qualsiasi forma di recupero della parte economica. In modo analogo, vengono prorogati tutti i limiti già vigenti sul 2013; dai vincoli sui fondi accessori, all’invarianza dei trattamenti retributivi individuali, fino alla sola valenza giuridica delle progressioni di carriera. L’annualità 2010 costituisce il riferimento invalicabile per l’applicazione dei blocchi, cui si aggiunge peraltro la fissazione anche per gli anni 2015-2017 dell’indennità di vacanza contrattuale in godimento al 2013.

I LAVORATORI DELLA P.A. sono 3.343.999 – di questi  542.236  il  16%  è nel comparto sicurezza ( Corpi di polizia 320.404 Forze armate 187.324 - Vigili del Fuoco 34.508) Fonte: elaborazioni Aran su dati RGS - IGOP. Dati aggiornati al 16/12/2013 Clicca e Vedi tabella 1   

STIPENDI : Il personale non dirigente della PA mostra, nell’ultimo biennio, la consueta variazione nulla, mentre, per gli effetti della sentenza della Corte costituzionale, la dirigenza della PA presenta un aumento dello 0,5%. In particolare, la dirigenza pubblica non contrattualizzata riporta un +1,3%, quale esito dell’adeguamento stipendiale al personale di magistratura ed equiparati.  
EFFETTI DEL BLOCCO STIPENDIALE : L’andamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici non contrattualizzati (comparti forze armate, dell’ordine e vigili del fuoco) è anch’esso fermo sul valore del marzo 2011 ; L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività mostra un andamento in costante crescita dalla fine del 2008. 
CLICCA E VEDI Tabella 2   
 
- “Sulle riduzioni lineari degli occupati (e della spesa pubblica) molto si è detto. Vi è una diffusa consapevolezza degli effetti collaterali negativi che esse hanno sull’organizzazione della PA, ma se ne giustifica la messa in campo sulla base delle necessità di agire subito e con risultati certi (in termini di cassa e di bilancio). Anche in questo rapporto, si sono più volte messi in luce i rischi derivanti da un utilizzo prolungato di meccanismi di riduzione lineare sul fronte occupazionale. Se ne sono mostrati, ad esempio, gli effetti in termini di incremento dell’età media della forza lavoro (gli ultimi dati collocano l’età media intorno ai 50 anni, con solo il 3% del personale sotto i 30 anni), con le evidenti ricadute negative su motivazione e competenze professionali “ -   l’indebolimento del capitale umano presenta anche una dimensione di tipo quantitativo
Anche su questo punto, le analisi svolte all’interno di questo Rapporto (ed altre che pure sono state condotte sull’argomento) consentono di mettere a fuoco la problematica. Problema che non sembra riguardare tanto il numero complessivo di occupati, che appare in linea con gli standard degli altri Paesi. Vi sono, invece, chiari segnali di criticità sul piano della corretta allocazione delle risorse – vi sono squilibri nella distribuzione del personale a livello territoriale e tra processi di lavoro, che richiedono una più accurata analisi dei fabbisogni per individuare con maggiore precisione ambiti che presentano sofferenze ed ambiti che presentano ridondanze e, contestualmente, adeguati incentivi e misure per favorire la mobilità del personale, i cui numeri, allo stato, appaiono del tutto inadeguati –  il tema della non ottimale distribuzione del personale va affrontato lavorando congiuntamente sull’analisi dei fabbisogni e sulle misure per favorire la mobilità del personale; possibili misure per questo tipo di problematica sono: adottare misure per incrementare sensibilmente i flussi di mobilità di personale tra amministrazioni, sedi territoriali o funzioni, rimuovendo ostacoli di natura amministrativa, prevedendo misure incentivanti di carattere retributivo e rafforzando, contestualmente, la capacità di orientare e governare tali flussi in funzione dei fabbisogni - favorire l’incontro tra domanda (amministrazione che manifestano un fabbisogno) e offerta di lavoro (persone interessate a cambiare lavoro o sede di lavoro) all’interno del sistema PA, attraverso il web, sul modello delle “borse lavoro”.

Clicca per leggere il rapporto completo



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apr

03

2014

IMPORTANTISSIMO RISULTATO di ASSODIPRO- La nostra Associazione AMMESSA a Costituirsi PARTE CIVILE al Processo di Padova per i danni causati ai MILITARI colpiti da Malattie derivanti da Amianto.  

Importantissimo risultato della nostra Associazione. ASSODIPRO a tutela dei DIRITTI dei Militari da 22 anni.


Confortati dal crescente seguito della nostra Associazione continueremo le nostre battaglie a tutela di tutti i MILITARI e per il riconoscimento pieno dei DIRITTI Associativi e Sindacali, per una effettiva e più concreta tutela di Diritti Fondamentali : Salute – Lavoro – Famiglia – Economici.   
Segniamo con orgoglio questo risultato mentre siamo in attesa del giudizio della Corte Europea ( CEDU ) sul ricorso da noi presentato per il riconoscimento, anche in Italia, del DIRITTO ASSOCIATIVO E SINDACALE per i Militari Italiani. 
 
Clicca e LEGGI IL COMUNICATO 


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mercoledì 02 aprile 2014

apr

02

2014

Dobbiamo stare in guardia contro le richieste, NON giustificate dalla realtà, del complesso industrial-militare. Esiste il pericolo della sua DISASTROSA INFLUENZA. Il POPOLO và allertato e informato  

F 35 Il Governo vuole rinviare la questione ma Il gruppo PD, con il Capo gruppo Giampiero SCANU, è per la sospensione di contratti e sensibile riduzione del progetto F 35.


A cura di Assodipro
Nel governo  dobbiamo stare in guardia contro le richieste non giustificate dalla realtà del complesso industriale militare. Esiste e persisterà il pericolo della sua disastrosa influenza progressiva. Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione metta in pericolo la nostra democrazia. Solo il popolo allertato e informato potrà costringere ad una corretta interazione la gigantesca macchina da guerra militare….in modo che sicurezza e libertà possano prosperare insieme”.
QUESTE PAROLE non sono di un pacifista ma di Dwight Eisenhower, 34esimo presidente degli Stati Uniti d’America, pronunciate il  17 Gennaio 1961 nel suo discorso di commiato atto pubblico conclusivo dei suoi 2 mandati prima di passare le consegne a John F. Kennedy. Eisenhower era il classico conservatore americano, come tutti i veri militari  non amava la guerra. Sapeva con Von Clausewitz , che aveva studiato a West Point, che essa diventa necessaria quando le ragioni della buona politica sono impotenti. Ma il tempo della pace è della politica. Così come l’uso razionale della forza, non la violenza, è la regola della guerra.
 In quel discorso di commiato Eisenhower avrebbe potuto limitarsi al rendiconto di quanto avevano fatto le sue amministrazioni con il bilancio largamente positivo. Ma scelse un altro taglio: parlò, lui presidente militare, di industria militare e della influenza negativa sul meccanismo della decisioni in democrazia. Parlava al popolo americano del domani e precorreva i tempi. Guardava avanti anche se sapeva che le preoccupazioni contingenti dell’opinione pubblica erano ben altre.
Né più, né meno quanto accade oggi. Possiamo proiettare le parole del Generale Eisenhower nella nostra situazione , nei nostri giorni e nei riguardi delle spese militari a cominciare dall’ F 35. “ stare in guardia contro le richieste non giustificate dalla realtà del complesso industriale militare e dalle Lobby “ – “Solo il popolo allertato e informato potrà costringere ad una corretta interazione la gigantesca macchina da guerra militare in modo che sicurezza e libertà possano prosperare insieme”.  
F35. GOVERNO IN PRESSING PER RINVIO, MA PD VUOLE STOP AL PROGETTO TRA I DEMOCRATICI CRESCE LA FRONDA CONTRO I CACCIA-BOMBARDIERI (DIRE) Roma, 1 apr. - Braccio di ferro tra governo e maggioranza sugli F35. Vigilia tormentata per la seduta della commissione difesa della Camera che oggi affronta l`ultimo passaggio dell`indagine conoscitiva sui sistemi d`arma. Il monitoraggio e` stato chiesto dal Parlamento nel luglio scorso, dopo che il dossier F35 ha riportato d`attualità` il tema dei tagli alla Difesa. Elaborata nel corso di sette mesi di dibattito, l`inchiesta parlamentare potrebbe dare i suoi frutti OGGI  a Montecitorio. I gruppi parlamentari in commissione Difesa dovranno decidere sugli orientamenti da segnalare al governo nell`acquisto degli armamenti. A quanto apprende l`agenzia Dire da fonti parlamentari, l`orientamento del governo e` di prendere altro tempo, in vista della definizione del "libro bianco" della Difesa, documento che dovrà` fissare entro fine anno il quadro strategico di riferimento per lo strumento militare, gli obiettivi di efficacia e di efficienza. Questo, spiegano, e` il segnale inviato nelle scorse ore ai gruppi parlamentari di maggioranza. Il programma degli F35, in sostanza resterebbenel limbo, ne` cancellato ne` promosso. 
Ma lo schema fin qui proposto dalla Difesa non piace neppure a tutto il Pd. In commissione i Democratici sono decisivi, coi loro 20 mèmbri su 42 componenti in totale.Il grosso del gruppo `dem` concorda con la posizione del capogruppo Gianpiero Scanu, in linea con le conclusioni all`indagine conoscitiva, che prevede la sospensione immediata di ogni contrattualistica, con la possibile sensibile riduzione aregime del progetto stesso. "Almeno quindici commissari del Pd pensano che non bisogna andare avanti. Nè adesso, nè quando sarà` pronto il libro Bianco", spiega un deputato democratico, che chiede l`anonimato, tirando le somme delle diverse `sensibilità`.A loro potrebbero facilmente aggiungersi i sette voti dei Cinque Stelle e i 2 di Sel, una maggioranza di 24 in grado di bloccare ogni diversa ipotesi proveniente dal governo. Per dipanare la matassa e mettere in linea il Pd di governo con quello della Camera, i Democratici si affideranno a una riunione di gruppo, da convocare nelle prossime ore.


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martedì 01 aprile 2014

apr

01

2014

Pensioni Governo Renzi: riforma con calcolo contributivo. Per chi, come e quando. Esempi TAGLI. Inps conferma la possibilità.  

Sulle PENSIONI, dal Governo Renzi NON abbiamo sentito parole di estrema chiarezza. Sarebbe molto opportuno, da parte del Governo, approfondire-chiarire !


Assodipro Roma

Si toccano le pensioni ? su questo punto non si accettano titoli o annunci ; C’è Bisogno di estrema Chiarezza;
Con le RETRIBUZIONI BLOCCATE dal 2010 e con il provvedimento che potrebbe apparire come “mancia elettorale degli  80 euro” promessi è preoccupante, per TUTTI I Lavoratori e Pensionati, leggere quanto segue tratto da WebMasterPoint.org  : “Ricalcolare la pensione con il sistema contributivo per tutti, anche per coloro che sono già usciti dal lavoro è possibile. Lo conferma anche ufficialmente l'Inps. E sarebbe una ipotesi che per alcune pensioni il Governo Renzi vi starebbe lavorando.
L'Inps si prepara al ricalcolo degli assegni pensionistici di tutti i lavoratori applicando il sistema contributivo: a comunicare tale possibilità il direttore generale dell'Inps Mauro Nori che, in audizione alla Commissione Lavoro della Camera, ha detto: “Far passare al contributivo i vecchi assegni è possibile”, ma il rischio è che chi riceve oggi 1.800 euro si potrebbe veder ridotta la pensione a 1.300 euro. L’operazione sarebbe stata pensata da Inps e governo per riequilibrare gli squilibri tra sistema retributivo, in vigore antecedentemente l’entrata in vigore della legge pensionistica Fornero, e sistema contributivo, ormai esteso a tutti con l’avvento delle nuove norme.
Come si procederà nel lavoro di ricalcolo…?
Tratto da: WebMasterPoint.org  clicca e leggi articolo completo



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apr

01

2014

Forze Armate : Militari SENZA DIRITTI E TUTELE. Senza Diritti Associativi e Sindacali rimangono solo Interrogazioni Parlamentari. Rimangono Tagli Imposti con arroganza politica al personale.  

In settimana alla Camera interrogazioni di D’ Arienzo e Piras-Duranti. Intanto provvedimenti penalizzanti e non concertati sono passati con i CoCeR trattati da Sindacati Gialli e Militari senza una vera Rappresentanza Sindacale.


A cura di Assodipro
L’ENNESIMA plastica e drammatica evidenza dell’ ASSENZA di DIRITTI E TUTELE SINDACALI del personale Militare appare nella semplice lettura dei lavori della Camera di questa settimana. Nel Calendario dei lavori appaiono le Interrogazioni Parlamentari dell’ On. D’Arienzo ( PD -  pubblicata da noi qualche mese fa – clicca per leggere ) e dell’ On. Piras, Duranti ( SeL – clicca per leggere ).
GRAZIE A QUESTE INTERROGAZIONI, resta almeno un segnale di attenzione, denuncia di fatti, informazione e constatazione di come i Militari SUBISCANO SEMPRE PROVVEDIMENTI senza DIRITTI E TUTELE Associative/Sindacali . Nell’interrogazione D’ Arienzo si tratta dei contrasti tra Ministro Difesa Mauro , Stato Maggiore Difesa e CoCeR sulla assoluta mancanza di concertazione sui decreti della legge 244 – TAGLI PESANTISSIMI DI PERSONALE MILITARE -  che l’ex Ministro Mauro ha prepotentemente, con arroganza politica e l’accordo di Stato Maggiore Difesa portato all’approvazione nonostante si chiedesse di fermare l’iter degli stessi dimostrando concretamente come considera il personale MILITARE !  
D’ ARIENZO :
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE Al MINISTRO DELLA DIFESA, per sapere, premesso che: sono venuto a conoscenza delle dinamiche che hanno contraddistinto recentemente e negativamente il rapporto tra il Consiglio Centrale di Rappresentanza, il Ministro della Difesa e lo Stato Maggiore della Difesa; in particolare ho rilevato il grave contrasto esistente tra il Co.Ce.R. Interforze e lo Stato Maggiore della Difesa. Anzi, quest'ultimo e' ritenuto essere dai rappresentanti eletti del personale militare una delle cause del non funzionamento dei rapporti fra Ministro e Co.Ce.R. Interforze; Inoltre: - con una palpabile tensione, che rappresenta lo stato d'animo del comparto, e' stato chiesto al Ministro MAURO  di fermare l'iter procedurale dei decreti di cui alla legge 244/2012 che sarebbero solo frutto dell'elaborato dello Stato Maggiore della Difesa senza il coinvolgimento e la partecipazione dei vari contributi forniti dalle Rappresentanze militari Forze Armate, espressi anche con formale delibera;
- è stato contestato che lo Stato Maggiore della Difesa procede nelle sue attività ritenute avulse da quelle che sono le varie realtà vissute dal personaleRICORDIAMO AI NOSTRI LETTORI che senza DIRITTI SINDACALI RIMARRA’ solo una risposta vaga , che arriva dopo mesi e quando i giochi sono chiusi.  
L’interrogazione DURANTI e PIRAS riguarda il FESI argomento sul quale Assodipro ha condotto una battaglia ( clicca per leggere )  ed ha contribuito a migliorare il testo rispetto al primo decreto emanato che escludeva anche chi aveva un minimo provvedimento disciplinare. Piras-Duranti : “risulta agli interroganti che lo Stato Maggiore della Difesa, contravvenendo alle leggi ed alle norme soprarichiamate, abbia sottoposto alla firma del Ministro della difesa il decreto di attribuzione del fondo efficienza servizi istituzionali (FESI) relativo all'E.F. 2012 senza il previsto parere della rappresentanza militare (COCER);il Cocer Comparto Difesa ha chiesto di ritirare il provvedimento relativo al F.E.S.I. anno 2012 al fine di riportarlo in un alveo democratico e di legittimità. Anche in questo caso ricordiamo ed evidenziamo che il provvedimento è stato approvato senza il previsto parere ! Camera, la settimana in commissione Difesa Mercoledì` 2 aprile, proseguirà` l`esame del documento conclusivo dell`indagine conoscitiva sui sistemi d`arma destinati alla difesa in vista del Consiglio europeo di dicembre 2013. Giovedì` 3 aprile svolgerà` le seguenti interrogazioni: Bernini, collocamento fuori ruolo dei componenti elettivi del Consiglio della magistratura militare; D`Arienzo, rapporto tra il Cocer e lo Stato Maggiore della difesa. P Bernini, costi diretti ed indiretti sostenuti dall`Italia per lo stazionamento delle Forze armate statunitensi ed il mantenimento delle loro basi sul territorio italiano; Piras, previsto parere del Cocer ai fini della definizione dei criteri per l`attribuzione del Fondo efficienza servizi istituzionali (Fesi) per gli anni 2012 e 2013.


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lunedì 31 marzo 2014

mar

31

2014

F-35 - il Governo Amletico, Renzi taglia, la Ministra “ Ammiraglia” Pinotti li tiene - Tagliamo, non tagliamo, tagliamo…. ?  



A cura di Assodipro Roma
Venerdì sera , Matteo Renzi a Bersaglio Mobile su La7 ha detto: "Le spese militari in Italia vanno ridotte. Punto. E noi le riduciamo”. Il balletto Amletico continua.
Renzi : “Obama si arrabbia? Ha fatto la stessa cosa, In America ha ridotto le spese militari. Come le riduci? Abbiamo un calendario triennale". E sugli F-35 ? "Quando la commissione sugli F-35 avrà chiaro cosa si può fare - ha risposto – vi diremo qual è la riduzione su quel capitolo”.
Nello STESSO GIORNO La Ministra “ Ammiraglia” Pinotti aveva detto che non si tornava indietro rassicurando I vertici militari: “ state sereni…. (!)” sempre Venerdi il Capogruppo PD Speranza dichiarava: “ Gli F 35 NON sono Inutili (!)” .
IERI SERA, intervistato da Fazio, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, sugli F 35  ha detto: “ La mia opinione è che una revisione del programma F 35 sia necessaria, il governo ridurrà di 3 miliardi le spese militari e credo che sia incluso anche il programma F 35.
La Ministra Difesa Pinotti ed i Vertici, oggi, saranno un po’ meno…. Sereni !


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domenica 30 marzo 2014

mar

30

2014

Dopo la petizione CONTRO gli F 35 lanciata con successo dal Gen. Gagliardi e appoggiata da ASSODIPRO; un'altra petizione (On-Bolognesi) che appoggiamo e invitiamo a firmare insieme alla precedent  

Spese militari e F35 Quando a mobilitare la rete sono un ex-Generale , un Parlamentare e ASSODIPRO ,un Associazione di Militari e Cittadini.


A cura di ASSODIPRO Roma, – 
Dopo il grande consenso suscitato dalla petizione lanciata dall’ex-Generale dell’Areonautica Militare - appoggiata da ASSODIPRO -  per chiedere prima a Letta e oggi a Renzi di non acquistare gli F35, oggi su Change.org il Presidente dell’associazione familiari vittime di strage ha lanciato la campagna #BastaSprechiForzeArmate  per chiedere più trasparenza e controllo dei costi per l’acquisto di nuove armi. 43.000 firme per l’appello #NoF35 dell’ex-Generale Aeronautica Militare La petizione #BastaSprechiForzeArmate per riformare acquisto armi 
www.change.org/nof35   - www.change.org/bastasprechiforzearmate  

PER VEDERE E VOTARE LE DUE PETIZIONI CLICCA SUI LINK :
www.change.org/nof35     ( petizione Gagliardi )
www.change.org/bastasprechiforzearmate    ( petizione Bolognesi )
Fulvio Gagliardi, ex Generale dell’Aeronautica Militare, che aveva gestito in prima persona lo sviluppo dei velivoli AMX e contribuito allo sviluppo dei più importanti programmi aeronautici militari europei tra cui il Tornado e l’Eurofighter, a fine giugno aveva lanciato su Change.org la petizione “No agli F35” per chiedere al Governo Letta di non procedere all’acquisto degli F35. Oggi, cambiato il Governo il destinatario è diventato Matteo Renzi e l’ex-Generale ha raccolto oltre 43.000 adesioni. “Nella attuale situazione geopolitica – si legge nella petizione lanciata da Gagliardi su Change.org – non abbiamo bisogno di F35: la flotta di Tornado e AMX non è obsoleta e in termini di costo/efficacia è sufficiente a far fronte alle esigenze della Difesa. Non capisco perché ci si ostini con l’acquisto degli F35”. 
 A lanciare oggi la campagna #BastaSprechiForzeArmate su Change.org è stato l’Onorevole Paolo Bolognesi, Presidente dell’associazione familiari vittime di strage, che nei giorni scorsi ha depositato la proposta di legge per introdurre nuove norme in un settore fino ad oggi carente di trasparenza informativa e finanziaria su costi, tempi ed effettive necessità di acquisire missili, aerei, sommergibili e quant’altro. Ispirata al Nun-McCurdy Act in vigore negli Stati Uniti, la proposta di legge prevede il potenziamento del ruolo del Parlamento: alle Commissioni parlamentari competenti sarebbero trasmessi tutti gli schemi di contratto d’acquisto con il potere di bloccarli se non effettivamente necessari o se dovessero aumentare costi e tempi.  Per vigilare sulla correttezza, trasparenza ed economicità delle procedure, verificando conti e contratti, verrebbe creata un’Autorità di vigilanza composta da esperti, presieduta da un Magistrato della Corte dei conti il quale, se dubiterà che un contratto d’acquisto o ammodernamento di sistemi d’arma causi un danno erariale, potrà segnalarlo alla procura generale della Corte dei Conti. Infine, ogni anno, il Ministro della Difesa sarebbe obbligato ad inviare una dettagliata relazione al Parlamento e all’Autorità di vigilanza con dati chiari su contratti stipulati, stato di realizzazione, costi e tempi. “Mancano ancora in Italia regole che garantiscano trasparenza sui costi, i tempi e i criteri di compensazione e acquisizione di nuove armi – dichiara l’Onorevole Bolognesi – Questa lacuna accresce notevolmente il bilancio dell’Amministrazione della Difesa. Una condizione non più accettabile nella fase di crisi economica che sta vivendo attualmente il nostro Paese”. “Ho deciso di lanciare una mobilitazione su Change.org per dare la possibilità a chi crede che ci sia bisogno di più trasparenza e controllo sulla gestione degli acquisti di armamenti di far sentire la sua voce. Io dalla mia parte ho presentato una proposta di legge che se approvata impedirà di sprecare denaro pubblico nell’acquisto di armamenti e mezzi militari con programmi che durano decenni senza controllo sugli oneri e senza possibilità di sospenderli”, prosegue Bolognesi.  
Per monitorare in tempo reale l’andamento delle due petizioni e VOTARLE : www.change.org/nof35 www.change.org/bastasprechiforzearmate  


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mar

30

2014

Gen. Fabio Mini risponde -all’integralista pro F 35-Gen. Camporini:“pensi alla realtà“–“di quale giaguaro sono amici certi generali?”–Si toglie. taglia al personale per dare a industrie  

“Dobbiamo finirla (noi militari) di fare i portatori d’acqua alle avventure politiche”.” Siamo stufi di dirigenti privati e pubblici, in divisa o in frac, che sanno soltanto mungere e fare comunelle politiche”.


A cura di Assodipro 
Difesa, F35 e spesa militare. Fabio MINI  risponde a Camporini tramite il Nuovo giornale dei Militari 
sabato 29 marzo 2014  Al Direttore Il Nuovo Giornale dei Militari  
Gentile Direttore, 
un paio di giorni fa il generale Camporini è intervenuto su Huffington Post on line per muovere dure critiche ad alcune paginette di conclusione dell’indagine conoscitiva del PD sui sistema d’arma italiani. Per un commentatore che diceva di non conoscere il testo della relazione la puntigliosità delle osservazioni mi è sembrata eccessiva. Ma per me, che non conosco la relazione e che ho forti perplessità su quel poco che si riesce a capire dal documento, le argomentazioni di Camporini sono preziose: offrono lo spunto per riflessioni altrettanto appassionate, ma leggermente diverse dalle sue. Tralascio ogni commento sugli aspetti formali e gli svarioni del documento del PD segnalati in rosso e blu dal maestro Camporini. Sono talmente evidenti e inconsistenti da rendere ingenerosa ogni ulteriore menzione. Tralascio anche il commento alla sostanza del documento: lo trovo nebuloso e ambiguo, volutamente politichese da non compromettere nessuno e e scontentare tutti. Aspetto di vedere l’intera relazione e capire il percorso concettuale e metodologico che ha permesso di arrivare a quelle conlusioni. Forse non tutto è da buttare e comunque non si può escludere che il dibattito parlamentare non lo faccia a pezzi, grazie anche al “tempestivo” intervento di Camporini. Ed è questo che a me interessa: puntualizzare alcuni aspetti dei commenti di un militare di vertice che non è stato e non è parte indifferente del processo che ha portato le nostre forze armate alla situazione attuale. Penso che questo possa interessare anche i suoi lettori.....
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mar

30

2014

Il direttore de’ il Nuovo giornale dei Militari, Antonella Manotti:“ Sulle spese militari l’Italia deve scegliere autonomamente dove e come tagliare”.  



Roma . Obama ha detto che  sulle  Spese militari, “ognuno deve fare  la sua parte per la difesa Nato'' e che la differenza tra quanto spendono gli Usa e quanto spendono i paesi europei della Nato "sta diventando troppo significativa" . <<Ci auguriamo che questa “esortazione”  venga interpretata dal governo italiano come un invito a spingere per una maggiore integrazione europea nel campo della Difesa e non utilizzata come alibi per giustificare investimenti militari nazionali non compatibili con la difficile situazione economica del Paese e a prescindere dal modello di Difesa di cui il Paese si vuole dotare>>.  Così il direttore del Nuovo Giornale dei Militari, Antonella Manotti. 
Non dimentichiamo  che nel suo Paese  il presidente OBAMA ha firmato una legge  che impone risparmi per miliardi di dollari  alle spese per gli armamenti. Nel maggio del 2009, il presidente degli Stati Uniti affermava che:  ''L'obiettivo di questa legge e' quello di limitare l'aumento dei costi prima che la spirale vada fuori dal nostro controllo e di riformare un sistema in cui i contribuenti vengono tassati troppo per un sistema di armamenti spesso consegnati in ritardo''. Il provvedimento, che ha ottenuto il supporto unanime del Congresso, consente al governo maggiori controlli sul budget militare e sullo sviluppo e gli ordini dei sistemi di armamento.
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Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

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