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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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martedì 04 marzo 2014

mar

04

2014

MARO’ - MILITARI ITALIANI ALLA DERIVA SULL’OCEANO INDIANO  



Oltre due anni sono già trascorsi e i due Marò della nostra Marina Militare sono ancora “prigionieri” in un paese lontano, la loro colpa: “aver compiuto il loro dovere su preciso mandato del Ministero della Difesa e del Governo Italiano”. In quaranta anni di servizio militare credevo di aver capito quasi tutto di come funzionava l’apparato statale, ero convinto che un ordine giustificasse l’operato del soldato a cui fosse impartito un “ordine di servizio”, mi sbagliavo. Alla luce di quanto sta succedendo ai nostri due militari, mi sono chiesto cosa posso fare io nel mio piccolo e tutti noi, per contribuire e dare una mano ai colleghi della Marina Militare.




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mar

04

2014

BLOCCO DELLE RETRIBUZIONI.I Sindacati di Polizia chiedono incontro urgente ai capigruppo Senato mentre la Commissione cultura discute lo sblocco degli automatismi stipendiali per la scuola  

I Sindacati di Polizia hanno appena manifestato contro i blocchi stipendiali; I CoCeR che hanno fatto o fanno per evidenziare il problema dei blocchi stipendiali dei Militari ?


I Sindacati di polizia ( Silp-Cgil, Fp Cgil, vigili del fuoco e Forestale) a pochi giorni dal SIT-IN contro i blocchi stipendiali del Comparto Difesa – Sicurezza, al quale ha partecipato, rappresentando i Militari, l’Associazione ASSODIPRO, tornano TUTTI insieme  a sollecitare la Politica sul grave problema del blocco delle retribuzioni chiedendo un incontro urgente ai Capi Gruppo del Senato, mentre in Commissione Cultura-Istruzione si discute lo sblocco degli automatismi per la scuola
 
CLICCA PER LEGGERE DOCUMENTO UNITARIO DEI SINDACATI CON LA RICHIESTA


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mar

04

2014

F-35 il PD diviso sul progetto, c’è chi vuole dimezzarlo. Renzi e Pinotti,che ancora non si pronuncia, dovranno decidere!La Marina,sugli F 35,favorita rispetto all’Aeronautica ? da chi e perchè?  

l`Italia rallenta gli ordini di F-35. Il Nuovo Governo DEVE DECIDERE. RENZI, ( video) in campagna elettorale dichiarò di essere per il DIMEZZAMENTO DEL PROGETTO F 35.


Tratto da articolo di Silvio Lora Lamia per analisi difesa : “ Da qui al 2017 e probabilmente anche più in là, l`Italia acquisterà dagli Stati Uniti meno aerei da attacco F-35 del previsto, riducendo così le attività produttive negli stabilimenti Lockheed Martin/Alenia Aermacchi di Cameri e lungo l`intera filiera industriale nazionale coinvolta nel programma. Una conferma indiretta arriva dal Segretariato Generale della  Difesa/Direzione  Nazionale Armamenti attraverso una nota di commento a un articolo pubblicato nella edizione on-line de "II fatto Quotidiano". Nella nota si cita l`esistenza di un nuova pianificazione degli acquisti, che in prima battuta dimezzerebbe il numero di aerei del lotto di produzione "a basso rateo" LRIP-8 successivo ai due (LRIP-6 e -7) cui appartengono i primi 6 aerei già ordinati - portandolo dai 4 esemplari previsti a 2. Prevista anche una riduzione degli aerei del LRIP-9, da 4 a 3. In totale, 5 aeroplani anziché 8.  Nel frattempo continua a far discutere il documento sul tema JSF stilato all`inizio di febbraio da un membro e dallo stesso capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Difesa della Camera alla conclusione dell`Indagine Conoscitiva sui sistemi d`arma (che non vedrà un atto finale unitario della Commissione). La memoria, resa nota durante la vìsita nel Golfo Persico dell`allora Presidente del Consiglio Enrico Letta, proponeva il dimezzamento della flotta di 90 fra F-35A e F-35B. Il documento, che ha subito provocato reazioni stizzite oltre Atlantico, non è mai assurto ad atto ufficiale del Partito Democratico ed è anzi stato prontamente bloccato (leggi: cestinato) dallo stesso Esecutivo Letta. Ma tanto è bastato per far uscire allo scoperto le posizioni diametralmente opposte sul dossier F-35 all`interno del maggiore partito di Governo. Ad affrontare la questione saranno ora il nuovo Ministro della Difesa Roberta Pinottì, che non si è mai dichiarata contraria al programma, e in prima battuta lo stesso nuovo premier Matteo Renzi. Sul tappeto resta comunque un possìbile rallentamento degli ordini. Non è detto che venga mantenuta così come era stata prospettata nel momento in cui la pubblicammo, ma i segnali di un progressiva - ancorché limitata nel tempo riduzione dei nostri impegni di acquisto ci sono tutti. Attribuito agli uffici dello Stato Maggiore della Difesa, il nuovo crono-programma di acquisto degli F-35A e -B (questi ultimi afflitti da un nuovo problema: i test di fatica sulla struttura sono fermi da settembre dopo la scoperta delle ultime cricche nelle ordinate di forza della fusoliera), appare più conservativo di quello elaborato a suo tempo da Segredifesa: nel periodo 2014-2019 prevede 11 aerei  in meno, 29 anziché 40. Gli ordini rimandati  verrebbero recuperati a partire dal 2020 col primo dei due contratti pluriennali che il Governo dovrebbe stipulare una volta esaurita la produzione annuale a basso rateo. La nuova  pianificazione sarebbe dettata  da quattro  ragioni principali: 1) gli aerei dei lotti a basso rateo, almeno fino all`8, hanno standard generali più bassi di quelli che seguiranno, e i costi di retrofit incidono non poco nel procurement complessivo; 2) presentano costi d`acquisto più alti; 3) riflettono in misura maggiore le problematiche dello sviluppo del nuovo caccia, che ha appena iniziato a entrare nella fase più impegnativa e si concluderà solo nel 2019; 4) i bilanci della Difesa successivi all`attuale pianificazione triennale (2013-2015) vedranno contrarsi le risorse a disposizione di questo programma, sottoposto oltretutto a una continua contestazione trasversale e "sotterranea" cui secondo indiscrezioni non sarebbe estranea neppure la stessa Finmeccanica. Alenia Aermacchi risulterebbe ancora priva di un business pian che proietti le attività industriali di Cameri oltre i primi 8 assemblaggi A meno di correzioni strada facendo, la revisione della pianificazione degli acquisti di F-35 danneggerà particolarmente l`Aeronautica Militare, che riceverà il primo dei previsti 15 Joint Strike Fighter della versione a decollo corto e atterraggio verticale — per la quale continua a nutrire grande interesse, come ha ribadito in autunno alla stampa estera lo stesso Capo di Stato Maggiore Generale Pasquale Preziosa - tré anni più tardi del previsto, nel 2021 anziché nel 2018. Secondo lo stesso piano a quell`epoca l`Aviazione Navale avrà invece già ricevuto la gran parte -10 su 15 - dei suoi F-35B. Un vantaggio che non farà piacere all`Arma Azzurra, ancora e sempre in conflitto con la Marina per le modalità di una (im)possibile gestione comune delle rispettive flotte di F-35 STOVL.

CLICCA E VEDI VIDEO. Nel video di 30 secondi, RENZI ,in campagna elettorale ed in confronto con Bersani afferma: “ Io propongo il Dimezzamento degli F 35 !” 



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mar

04

2014

I PESANTI TAGLI ALLA POLIZIA E L’ELENCO DELLE CHIUSURE DI 267 PRESIDI DI POLIZIA - ANCHE PER I CARABINIERI PREVISTA CHIUSURA DI 200 CASERME.  

Sindacati pronti a concertare- dare pareri-manifestare. Chi TUTELA e RAPPRESENTA i Carabinieri senza DIRITTI associativi e sindacali ? Cosa pensa , fà o pensa di fare il CoCeR Carabinieri ?


Dopo aver perfezionato i pesantissimi tagli della Difesa, a vantaggio e per favorire lobby e rilevanti investimenti in armamenti, con il taglio previsto di 35 mila Militari , chiusura di decine di Enti e Caserme con pesanti conseguenze economiche, sociali, lavorative e familiari per migliaia di Militari SENZA DIRITTI e TUTELE Associative-Sindacali; Cambia Governo ma la musica continua ed i tagli si rivolgono verso il Comparto Sicurezza, nel mirino Polizia e Carabinieri .  
 
Tratto da articolo di Claudia Fusani per unita.it : " Questori e prefetti hanno il piano dei tagli sulle rispettive scrivanie dalla metà di febbraio. Si attende il loro parere, che in ogni caso non è vincolante come quello dei sindacati, per poi procedere «entro l'estate» come è già scritto sulle circolari che portano la firma del ministro dell'Interno Angelino Alfano e del capo del Dipartimento di pubblica sicurezza Alessandro Pansa. L’Unità è in grado di anticipare parte della spending review che riguarda il comparto sicurezza. Si tratta di 267 presidi di polizia in tutta Italia, sud compreso, uffici, soprattutto specialità come Postale, Ferroviaria, stradale, che verranno chiusi per un risparmio stimato di circa 600 milioni. Nessun intervento sul personale che sarà accorpato in altre sedi, però saranno chiusi uffici e commissariati da Agrigento ad Alessandria passando per Aosta, da Palermo a Torino passando per Napoli. Non si salva quasi nessuno: 101 province su 110 avranno una caserma o un posto di polizia, comunque un presidio di sicurezza in meno

È la spending review del Viminale, il report già inviato al commissario Carlo Cottarelli. Siamo in grado di documentare solo quella della Polizia di Stato. Ma fonti tecniche assicurano che «anche l’Arma dei Carabinieri dovrà far fronte alla chiusura di circa 200 caserme» con un risparmio più o meno analogo. Il piano è stato presentato dal ministro Alfano quando era ancora in carica il premier Letta. I nuovi inquilini di Palazzo Chigi lo hanno confermato.  
Tratto da articolo di Claudia Fusani per unita.it   
 
CLICCA PER L’ELENCO COMPLETO DEI POSTI DI POLIZIA PREVISTI IN CHIUSURA IN TUTTA ITALIA 


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lunedì 03 marzo 2014

mar

03

2014

TAGLI e CHIUSURE ALLE FORZE DI POLIZIA. Tagli chiamati “ rivisitazione della dislocazione ”nei CARABINIERI. Sindacati di Polizia sul piede di Guerra.  

Diranno, come per i tagli ai Militari.“Razionalizzazione, tagli e chiusure, è bello ed utile per migliorare(?!)”. Tagli da macelleria sociale, dopo le Forze Armate, anche per Polizia e Carabinieri ?


A cura di Assodipro.
Avanti tutta con i TAGLI, Difesa e Sicurezza continuano a subire colpi pesantissimi. I Sindacati NON resteranno a Guardare, I CoCeR che " dovrebbero rappresentare " i Militari senza diritti associativi e sindacali, faranno il solito comunicato da Sindacato Giallo o continueranno sulla richiesta di Diritti per tutti i Militari ? manifesteranno dignitosamente insieme a Sindacati e Associazioni ?
Alberto Custodero, per repubblica.it, tra l’altro scrive : “ROMA - Il ministero dell'Interno taglia un miliardo e 800mila euro agli stipendi delle forze dell'ordine, proprio mentre si fa un gran parlare di lotta alla mafia, con Saviano che lancia un appello contro l'economia criminale,  il premier che promette cinque punti  per aggredire i patrimoni mafiosi, il presidente dell'Antimafia che sprona ad appovare un decreto per i reati spia, il sottosegretario ai servizi segreti che conferma che la MAFIA durante la crisi si è RAFFORZATA .  
Ma il Viminale non taglia solo gli stipendi: propone la chiusura di undici commissariati; la soppressione di due compartimenti e 27 presidi della Stradale; la cancellazione di 73 sezioni di polizia ferroviaria. In un momento in cui si denunciano nuovi reati telematici, elettronici compreso il cybercrime, saranno chiuse 73 sezioni provinciali della polizia postale, deputata a fronteggiare questa nuova frontiera del crimine online. E in un momento in cui in Italia si registra un'emergenza immigrazione, con flussi migratori che attraversano soprattutto le frontiere Schengen (oltreché il Mediterraneo), saranno chiuse due zone di frontiera e 10 presidi minori. Tutte le 50 squadre nautiche infine saranno soppresse, quattro sezioni di sommozzatori, undici squadre a cavallo e perfino quattro nuclei artificieri. È in corso anche la riduzione delle scuole di formazione.  
Le forze dell'ordine sono sul piede di guerra, nei giorni scorsi la Silp-Cil ha inscenato una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio ( alla quale ha partecipato anche l’ Associazione ASSODIPRO contro i tagli anche al personale MILITARE,i BLOCCHI Stipendiali  e per i Diritti Associativi e Sindacali per i Militari ) . Il malumore serpeggia anche tra i carabinieri che, essendo privi di formazioni sindacali, ufficialmente non parlano. Ma anche tra le alte sfere c'è chi lamenta che prima dei piani di riordino, il governo dovrebbe saldare agli agenti e ai militari i conti dei loro salari. Dal 2011 a oggi, infatti, i tagli fatti dai governi Berlusconi, Monti e Letta alle buste paga delle forze dell'ordine (tra tagli agli scatti di carriera, promozioni, indennità) ammontano a 1 miliardo e 800 mila euro. Facendo una media, è come se ad ogni operatore della sicurezza fosse stato tagliato lo stipendio per 1300 euro all'anno negli ultimi tre anni.
Domani, martedì, alle 18, tutte le sigle sindacali della polizia di Stato (dall'Anfp al Siap, dal Coisp al Siulp, dall'Ugl al Sap) saranno ricevute dal capo vicario Alessandro Marangoni per discutere il piano di riordino. Del resto, la  circolare di "razionalizzazione" firmata dal direttore degli Affari Generali Gaudenzio Truzzi non lascia presagire nulla di buono fin dalle prime righe.
La sicurezza sarà parametrata su 94mila addetti con gli stipendi decurtati. I commissariati saranno tagliati a Osimo (Ancona), Teviglio (Bergamo), Bressanone (Bolzano), Alassio (Savona), Duino (Trieste), Tolmezzo (Udine), Descia (Pistoia), Colleferro, Frascati e Genzano (Roma), Porto Tolle (Rovigo). 
CLICCA PER LEGGERE IL DOCUMENTO DEL MINISTERO INTERNO CON RIFERIMENTI ANCHE AI CARABINIERI 


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mar

03

2014

Dipendenti Statali, si avvicina la Mobilità. La Spending Review potrebbe prevedere l’obbligatorietà ad accettare la mobilità.  

E gli esuberi Militari ? I transiti ipotizzati e difficili nella P.A. previsti nel piano di Esuberi delle FF.AA. come, in che modo e con quali tutele si applicherà? E la mobilità dei Militari degli Enti Chiusi e Accorpati ? PINOTTI Risponda .


Il temporale si avvicina. Almeno sembra. E’ notizia di questi giorni che nei provvedimenti relativi alla Spending Review sarà definito tra gli altri anche quello relativo alla mobilità nel pubblico impiego. , Non si conoscono ancora le cifre ovvero quanti e quali dipendenti saranno interessati al futuro provvedimento. Si conoscono invece quali saranno i passaggi che porteranno alla mobilità, che poi sono quelli già a conoscenza di tutti salve eventuali sorprese. , Innanzitutto si inizierà facendo un monitoraggio su tutti i dipendenti che prossimi al compimento del requisito per la quiescenza. Si utilizzerà il concetto di accompagnamento alla pensione. Quindi operata questa scrematura ci sarà un ulteriore monitoraggio per capire se vi è ulteriore personale in esubero. Questo personale che risulterà in esubero dovrà o potrà optare per il passaggio presso un’altra amministrazione pubblica avente carenze di organico. , La spending review potrebbe prevedere l’obbligatorietà per questi dipendenti pubblici  ad accettare il trasferimento ad evitare altre conseguenze al momento ignote. Operata questa fase del processo, la legge prevede la possibilità per il dipendente dichiarato in esubero di optare per il regime part-time, quindi il suo servizio non sarà più full time ma par time. Questo determinerà inevitabilmente il dimezzamento dei contributi ai fini pensionistici per tutto il periodo di part time. Terminata questa fase ove mai dovesse esserci ancora personale in esubero costoro saranno collocati in mobilità con relativa retribuzione tabellare nonché quella fissa e continuativa ridotta del 20%. Quindi si percepirà per i successivi due anni l’80% dello stipendio. La messa in mobilità è quindi l’ultimo momento sicuramente il più drammatico per quanti saranno posti in mobilità ovvero dichiarati in esubero. ; Ritengo che le amministrazioni che si apprestano a dichiarare gli esuberi ( tra le altre cose non è ancora ben comprensibile quali saranno le modalità per la dichiarazione di un esubero del personale ovvero se si terrà conto della popolazione o dei profili professionali )avranno sicuramente dei limiti da rispettare e invalicabili. Innanzitutto si dovrà tener conto di quanti usufruiscono di particolari tutele per legge e mi riferisco in particolare a quanti hanno la 104/92 con connotazione di gravità personale o perché assistono persone in situazione di gravità, a quanti sono diversamente abili, a quanti hanno un nucleo familiare con anziani, disabili o prole minore…è ovvio che siamo solo all’inizio di un processo che sicuramente creerà molti problemi e criticità dal punto di vista sociale.  
Tratto da dipendentistatali.org a firma di Giancarlo Ranalli .


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mar

03

2014

Crisi Russia – Ucraina. In Crimea c’è un invasione, una occupazione o cosa ?  



A cura della redazione Assodipro: Illustri politologi, analisti , politici, giornalisti, esperti militari, ci “spiegheranno” per giorni cosa sta accadendo in Ucraina-Crimea con l’intervento Russo, anche se prima dovrebbero spiegare meglio la celebrata “ rivoluzione “ Ucraina con una piazza protagonista per qualche tempo di cronache quotidiane e che in pochi giorni ha cambiato leader e governo. Da chi era composta, aiutata, finanziata quella piazza ? Quali forze politiche e quali orientamenti avevano-hanno i “ Rivoluzionari Ucraini ?“.
Gli stessi analisti , politici, giornalisti, esperti militari ci dovrebbero anche spiegare perché non hanno previsto la reazione Russa che appariva prevedibile sia per una questione di confini, sia per interessi geo-strategici-economici e sia per una delle “ varie scuse “ usate negli ultimi 15 anni, anche da altri, USA e alleati in primis, quali quella della “lotta al terrorismo – rovesciamento di governi legittimamente votati – ordine mondiale e interessi nazionalobbystici  ( L’Egitto era il penultimo esempio ); le situazioni e condizioni di Afghanistan, Iraq, Libia, Siria  sono sotto gli occhi di tutti . Per non arrivare fino alla Somalia, bagnata da sangue Italiano nel luglio del 1993, dove, a distanza di 23 anni da un intervento militare, non sembra che regni un nuovo ordine democratico né diritti, né progresso !
La Russia è protagonista di un Occupazione ?   di un invasione ? o cosa ? - Notizie del 2 Marzo ( agi ) riferiscono che : “I militari ucraini che prestano servizio in Crimea si stanno schierando massicciamente dalle parte delle autorita' locali filo-russe: lo sostiene il corrispondente dell'Interfax dalla penisola. Secondo l'agenzia russa, molte postazioni militari ucraine in Crimea sono state disertate dai militari, il cui posto e' stato preso da uomini delle forze di autodifesa russe. Secondo il corrispondente, gran parte dei militari ucraini della penisola starebbero disertando per schierarsi con la nuova leadership della Crimea, alleata di Mosca”-.
L’Europa assiste e non appare poter andare oltre comunicati di circostanza mentre singoli paesi Europei, a cominciare dall’ Italia dovrebbero riflettere sui tanti errori di una Politica spesso inetta e inadeguata che, tra i tanti errori, negli anni, non ha programmato un serio piano energetico nazionale per dare al paese un minimo di indipendenza energetica. Putin muove pericolosamente le truppe in un Risiko reale con una mano sul grilletto e l’altra sulla leva del GAS dal quale dipendono interi stati e l’ Italia e tra questi.  La speranza è che non ci sia altro sangue e che le armi non inizino a crepitare; con l’economia così fragile e con finanza ed economia stessa che domina le politiche Europee ed interi Stati, a pagare per primi – iniziando con i costi dell’energia che aumentano - sarebbero i milioni di cittadini ridotti in sofferenza economica da politiche prodotte da incapaci e avvoltoi finanziari Nazional- Europei-Mondiali. Ci rifiutiamo di considerare l’ipotesi di un conflitto alle porte dell’Europa anche perchè, ad oggi osserviamo che  gli “invasi” non combattono gli “ invasori “ o passano in gran numero dalla loro parte.  Illustri politologi, analisti , politici, giornalisti, esperti militari…. Spiegatecelo voi cosa è accaduto e perché in Ucraina, Cosa accade da 2 giorni e perché non lo avete previsto; forse lo sapevate e  non lo avete detto. Modestamente , come Assodipro, ci permettiamo di ricordare che da  sempre c’è chi da conflitti e GUERRE trae profitti, grandi profitti .
Redazione Assodipro Roma.


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sabato 01 marzo 2014

mar

01

2014

Roberta Pinotti. La ministra con l’elmetto-"E’ sbagliato far diventare-cattivi- gli F 35"(!). Pinotti:“dobbiamo domandarci se l’ Aeronautica serve o se la vogliamo chiudere “(!?)  



Sofia Basso su left.it  tra l’altro scrive : “ Qualcuno già la chiama «la ministra con l’elmetto». Roberta Pinotti, del resto, non si è mai preoccupata di nascondere la sua vicinanza agli interessi militari e industriali. «Il mio primo impegno come sottosegretario alla Difesa sarà per Fincantieri», ha dichiarato subito dopo la sua nomina nel governo Letta. E puntualmente nella successiva legge di stabilità sono spuntati 5,8 miliardi di euro per la cantieristica militare (dieci navi in 20 anni). Genovese, 52 anni, due figlie, ex insegnante di italiano ed esponente locale del Pci-Pds-Pd, Pinotti è passata senza colpo ferire dalle marce per la pace alle parate delle Forze armate. Ben vista dai vertici militari, ha una carriera fulminante: eletta presidente della commissione Difesa della Camera nel 2006, otto anni dopo siede già sullo scranno più alto di Palazzo Baracchini. In mezzo è stata ministra ombra, responsabile del Forum Difesa Pd e sottosegretaria. Sempre segnando il record di “prima donna” in un mondo dominato da divise e stellette. «Una donna dalle ambizioni sfrenate», ha detto di lei l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi. Certo, tra le due signore non corre buon sangue. Nel febbraio 2012 si sono sfidate alle primarie per la prima poltrona di Genova, uscendone sconfitte entrambe: vinse l’outsider Marco Doria con il 46 per cento dei voti (Pinotti arrivò terza col 23,6). La sua nomina a ministro della Difesa pesta decisamente i piedi al fronte che vuole ridurre la spesa militare. Anche perché dal 2006 a oggi Roberta Pinotti si è sempre fatta notare per le continue richieste di fondi. Persino quando era all’opposizione, fino ad accusare l’allora ministro della Difesa La Russa di aver fatto solo «tagli e propaganda». Tutte le volte che si è trovata alle prese con lo scottante capitolo degli F35 Roberta Pinotti è stata inamovibile: «Dal programma non si esce». Pur senza escludere una riduzione del numero dei caccia, non vuole rinunciare all’investimento già fatto (quasi 3 miliardi di euro) e al ritorno legato all’impianto di Cameri (che molti esperti mettono in dubbio).
Leggi articolo completo di sofia basso

La Neo Ministra Difesa , in un intervista a SKY ha dichiarato : " Nessun atto d'accusa contro gli F35. Il neo ministro della Difesa Roberta Pinotti ha voluto tenersi lontano dalle polemiche sull'acquisto dei nuovi cacciabombardieri. «Non so da cosa si deduca che io sarei amica degli F35, non certo dagli atti che ho compiuto politicamente», ha detto a Sky tg24 Pinotti.
RIVEDERE I PROGRAMMI. Per il ministro «dobbiamo rivedere complessivamente quelli che sono i programmi di armamenti, anche in un'ottica di spending review, dobbiamo vedere cosa può essere tagliato. Ma far diventare un programma il cattivo per eccellenza è sbagliato». Dobbiamo cioè «domandarci se l'Aeronautica militare ci serve o se la vogliamo chiudere. Se ci serve, bisogna capire se gli F35 possono essere uno strumento con un'utilità e se sì valutare quanti ne possono servire», ha spiegato Pinotti.  PARERE DEL PARLAMENTO. «C'è un'indagine parlamentare in corso», ha concluso il ministro «e c'è un impegno da parte del governo ad aspettare il parere del Parlamento prima di decidere ulteriori acquisizioni. Nel documento di programmazione che faremo rispetto ai progetti futuri, noi valuteremo tutti i programmi di arma, non solo gli F35, ma certo anche gli F35».


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venerdì 28 febbraio 2014

feb

28

2014

ULTIMORA ASSODIPRO . Lapo PISTELLI (PD) vice Ministro Esteri – Domenico ROSSI ( Popolari per l’ Italia ) Sottosegretario Difesa  

Governo Renzi, il Consiglio dei ministri nomina 44 sottosegretari e 9 viceministri. Confermato l'altro sottosegretario Difesa Gioacchino Alfano (Ncd)


Di seguito la lista dei sottosegretari oggi nominati dal Consiglio dei Ministri pubblicata sul sito di Palazzo Chigi: 
Luca Lotti, Sandro Gozi, Domenico Minniti detto Marco (Presidenza del Consiglio); Angelo Rughetti (Pubblica amministrazione e semplificazione); Maria Teresa Amici, Luciano Pizzetti, Ivan Scalfarotto (Rapporti con il Parlamento e riforme); Gianclaudio Bressa (Affari regionali); Filippo Bubbico, Gianpiero Bocci, Domenico Manzione (Interni); Lapo Pistelli, Mario Giro, Benedetto Della Vedova (Esteri); Enrico Costa, Cosimo Maria Ferri (Giustizia); Luigi Casero, Enrico Morando, Pier Paolo Baretta, Giovanni Legnini, Enrico Zanetti (Economia); Franca Biondelli, Teresa Bellanova, Luigi Bobba, Massimo Cassano (Lavoro); Riccardo Nencini, Umberto Del Basso de Caro, Antonio Gentile (Infrastrutture); Giuseppe Castiglione, Andrea Olivero (Politiche agricole); Silvia Velo, Barbara Degani (Ambiente); Francesca Barracciu, Ilaria Borletti Buitoni (Cultura); Gioacchino Alfano, Domenico Rossi (Difesa); Carlo Calenda, Claudio De Vincenti, Simona Vicari, Antonello Giacomelli (Sviluppo economico); Vito De Filippo (Salute); Roberto Reggi, Angela D’Onghia, Gabriele Toccafondi (Istruzione). 
Tra i 44 sottosegretari succitati assumeranno l’incarico di viceministri: Filippo Bubbico (Interni), Lapo Pistelli (Esteri), Enrico Costa (Giustizia), Luigi Casero ed Enrico Morando (Economia), Riccardo Nencini (Infrastrutture), Andrea Olivero (Politiche agricole), Carlo Calenda e Claudio De Vincenti (Sviluppo economico). Il sottosegretario Domenico Minniti detto Marco assumerà l’incarico di Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica.


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feb

28

2014

Successo per il Convegno di Assodipro con interventi di rilievo e spessore.  

Nel ringraziare TUTTI i partecipanti pubblichiamo le relazioni integragli degli intervenuti al convegno


 
  
Clicca per leggere la Relazione del presidente Assodipro  Emilio AMMIRAGLIA : " Le FF.AA. nello scenario Europeo "
 
Clicca per leggere la Relazione  di Fulvio GAGLIARDI : " l' F 35 può mettere in crisi la difesa dello spazio aereo italiano, sia per i suoi rilevanti problemi, sia per la sua caratteristica esclusiva di aereo di attacco " !
  
Clicca per leggere la relazione di Guido BOTTACCHIARI : " Diritti associativi e sindacali per i militari. il fattore umano in primo piano" .

  
Clicca per leggere la relazione di Maurizio SIMONCELLI  - vice pres. Archivio Disarmo : " La politica di Sicurezza e Difesa Europea".
  
Clicca per leggere la relazione di Emmanuel JACOB -Presidente Euromil : Le Forze Armate Italiane nella scena Europea, idee per  un cambiamento.
  
 
Appena tecnicamente possibile saranno inseriti i video integrali di Tutti gli interventi.

SINTESI dell'intervento dell' On. Domenico ROSSI ( Commissione Difesa - oggi nominato SOTTOSEGRETARIO DIFESA ) : " :” Sono troppi anni che manca un “ Libro Bianco “ sulla Difesa, solo con questo fondamentale documento di riferimento si può fare un punto sulle FF.AA. E’ dovere del Parlamento assolvere a questo impegno ....  (continua in leggi tutto) 
 






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feb

28

2014

Dopo il SIT–IN di ASSODIPRO, del 26 Feb. che ha RAPPRESENTATO il Comparto DIFESA, con Silp-Cgil Polizia, PA, e VV.FF. CONTRO i Blocchi Stipendiali e per i DIRITTI per i Militari. Anche Gallitelli..  

Personale Tagliato e Demotivato. La Politica ascolti ! Assodipro continuerà le sue Battaglie contro i Tagli, blocchi stipendiali e per i Diritti Associativi-Sindacali per i Militari


(ANSA) - ROMA, 27 FEB - Tre mesi fa era stato il capo della polizia Alessandro Pansa a lamentarsi per i tagli alle forze dell'ordine. Oggi e' toccato al comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli, lanciare un forte appello alla politica affinche' intervenga a favore degli uomini e delle donne in divisa, il cui morale e' in picchiata a causa dei blocchi stipendiali. Come conferma anche la mobilitazione di sindacat i e Cocer .
Gallitelli ha parlato davanti alla commissione Antimafia. "E' ora - ha detto - di ripristinare l'attenzione verso le risorse
da dare alle forze dell'ordine, perche' altrimenti il personale si demotiva quando non si danno promozioni e si bloccano gli stipendi per quattro anni
". Quest'esigenza, ha aggiunto, "si fa pressante anche per il numero di personale che ci manca: i Carabinieri sono 103mila, quando dovrebbero essere 118mila". Il comandante dell'Arma ha voluto poi manifestare tutto il suo orgoglio per i presidi dei carabinieri presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale. "Ci sono – ha sottolineato Gallitelli - 4.608 stazioni e 55 tenenze dei carabinieri sul territorio e noi difendiamo a tutti i costi questo presidio che non appartiene all'Arma ma agli italiani e non vogliamo privare gli italiani della sicurezza ravvicinata".  Infatti, ha proseguito, "assistiamo ad una progressiva desertificazione della struttura pubblica vicina al cittadino: dagli uffici postali alle banche, dalle scuole ai presidi sanitari: non priviamo il cittadino della sicurezza. Piu' del 50% degli italiani - ha aggiunto - ha come unico riferimento istituzionale la stazione dei carabinieri". Gallitelli non l'ha detto esplicitamente, ma questo richiamo accorato potrebbe essere legato al piano di razionalizzazione dei presidi delle forze dell'ordine sul territorio che il Dipartimento della pubblica sicurezza sta predisponendo. Proprio a causa dei tagli degli organici - anche la polizia e' sotto di 15mila unita' - si punta a sinergie ed accorpamenti dei presidi delle diverse forze di sicurezza in Italia, con soppressioni per evitare duplicazioni. Un piano contro cui si sono gia' mobilitati i sindacati di polizia che paventano la "chiusura selvaggia di centinaia di uffici".
All'appello del comandante dell'Arma si e' cosi' associato il sindacato di polizia Silp-Cgil recente protagonista di un Sit-In con l'adesione di ASSODIPRO. "L'allarme demotivazione da parte delle forze dell'ordine a seguito del blocco degli stipendi e delle promozioni lanciato dal gen. Gallitelli - ha detto il segretario Daniele Tissone - non fa che confermare il disagio che vivono tutti gli operatori della sicurezza a causa dei tagli inferti ai capitoli di spesa delle diverse amministrazioni nonche' ai diritti delle donne e degli uomini in divisa". (ANSA).


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giovedì 27 febbraio 2014

feb

27

2014

CONVEGNO ASSODIPRO – OGGI 27 FEBBRAIO 2014 - LE FORZE ARMATE ITALIANE NELLO SCENARIO EUROPEO: IDEE PER UN CAMBIAMENTO. Sala delle Bandiere, Parlamento Europeo Via IV Novembre, 149 ROMA  

Relazioni:Ammiraglia,Simoncelli,Bottacchiari,Accame,Gagliardi,Silvestri,Jacob– INTERVENTI On. Artini, Vice presidente Comm. Difesa,On. Duranti, Capogruppo Comm. Difesa,On. Rossi, Capogruppo Comm. Difesa,On. Rughetti, Comm Bilancio


A Cura di Assodipro - Ingresso libero a TUTTI.    
ASSODIPRO Associazione Solidarietà Diritto e Progresso  
Convegno : LE FORZE ARMATE ITALIANE NELLO SCENARIO EUROPEO: IDEE PER UN CAMBIAMENTO  

GIOVEDI' 27 FEBBRAIO 2014 Sala delle Bandiere, Parlamento Europeo – Ufficio d'Informazione in Italia Via IV Novembre, 149.
 
PROGRAMMA: Presiedono Alberto Tuzzi e Salvatore Rullo Vice Presidenti di Assodipro Ore 13:45   -
 Inizio lavori Ore 14:00  - Relazione introduttiva Emilio Ammiraglia, Presidente Assodipro Ore 14:20–
 Modera Toni De Marchi. 
Guido Bottacchiari, Ten. Colonnello, Vice presidente CoCeR Aeronautica - La riforma dello strumento militare: diritti, efficienza e fattore umano.
Maurizio Simoncelli, Vice presidente Archivio Disarmo, Istituto di Ricerche Internazionali - La Politica di Sicurezza e Difesa europea.
Falco Accame, Presidente della Ana-Vafaf (Ass. Naz. Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate) - Le tutele del personale militare. 
Fulvio Gagliardi, Ufficiale Generale dell’Aeronautica Militare - Sistemi d’arma ed industria militare.  
Luciano Silvestri, Responsabile CGIL Area Legalità e Sicurezza - Il lavoro militare nella riforma delle Forze Armate.
Emmanuel Jacob, Presidente Euromil (European Organisation of Military Associations)  - Uno sguardo su gli altri Paesi europei: Siamo pronti per una difesa europea?  
Interventi On. Massimo Artini, Vice presidente Commissione Difesa On. Donatella Duranti, Capogruppo Commissione Difesa On. Domenico Rossi, Capogruppo Commissione Difesa On. Angelo Rughetti, Commissione Bilancio   
 
Segreteria organizzativa: Tel: 06/44361156  E-mail: -email-


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mercoledì 26 febbraio 2014

feb

26

2014

Assodipro 26 Febbraio 2014 . In Rappresentanza del Comparto Difesa, Presente al SIT-IN dei Sindacati di Polizia per dire  

BASTA AL BLOCCO DELLE RETRIBUZIONI e per i DIRITTI ASSOCIATIVI SINDACALI PER I MILITARI



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martedì 25 febbraio 2014

feb

25

2014

SCHIZZANO SPESE PER GLI F 35, SECONDO RETE DISARMO ARRIVATI A COSTARE 135 MILIONI L’UNO. Che farà RENZI ? Min. Difesa Roberta PINOTTI in una intervista dichiarò: “Dal programma F 35 NON si esce.  

GIOVEDI al Convegno di Assodipro, tra gli altri, interverrà anche Simoncelli, vice pres. di Archivio Disarmo. INVITIAMO il neo Ministro DIFESA, Roberta PINOTTI a PARTECIPARE AL CONVEGNO per far conoscere le sue opinioni ed i suoi programmi-progetti


A cura di ASSODIPRO.
In un articolo di Carmine Gazzani per LA NOTIZIA GIORNALE tra l’altro si legge: - F 35 COSTI SCHIZZATI ALLA STELLE in un dossier i numeri shock e  crife shock in un dossier della rete italiana per il disarmo; i costi degli F 35 stanno schizzando alle stelle ed ogni aereo, stimato all’inizio 100 milioni di Euro, è arrivato a costarne 135, finora stanziati 2,5 miliardi per una spesa totale che può arrivare a 52 miliardi. Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto presentato dalla campagna “ taglia le ali alle armi “ della Rete Italiana  per il disarmo ( con dentro Acli – Arci – Amnesty e sindacati ) . Numeri che lasciano senza fiato e superano di gran lunga tutte le stime ufficiali presentate negli anni, senza che ci sia, per altro, il benché minimo ritorno occupazionale che pure era stato previsto. Insomma, quello che sembra è che il programma sugli F 35 continua ad essere un programma fallimentare. Su ogni fronte. Che farà Renzi ?NON CAPISCO perché BUTTARE VIA COSì UNA DOZZINA DI MILIARDI per GLI F 35 “  Era il 6 Luglio 2012 ed a parlare era proprio il nuovo presidente del Consiglio che, di lì a poco, avrebbe addirittura proposto il dimezzamento dei finanziamenti per gli F 35. Chissà se il premier farà seguire alle parole i fatti. Il Parlamento, stando agli atti depositati, non sembra aspettare altro; ad oggi son ben 16 le mozioni tramite cui si chiede una modifica, sostanziale o parziale, del programma sugli F 35. Il Governo Letta non le ha prese in considerazione, lo farà Renzi ? La nuova titolare della Difesa, Roberta PINOTTI, in una passata intervista fù categorica : “ Dal programma F 35 NON si esce “. …. Ora ? .
La neo Ministra Roberta PINOTTI potrebbe raccogliere l'invito pubblico che le facciamo per il nostro convegno a ROMA di Giovedì prossimo 27 Febbraio ( vedi locandina nel sito ) per far conoscere, a noi ed all'opinione pubblica, il parere del governo sul tema ed il suo autorevole parere.
Assodipro Roma 25 febbraio 2014


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feb

25

2014

ASSODIPRO, Domani 26 febbraio, SIT-IN, INSIEME a SILP CGIL– FP CGIL Sicurezza – FP CGIL vv.ff . CONTRO i tagli di Militari, a difesa delle retribuzioni, NO ai BLOCCHI Stipendiali  

SE NON ORA QUANDO ? Vi aspettiamo numerosi, DOMANI, 26 Febbraio. A difesa e tutela del personale del Comparto DIFESA –Sicurezza. Per i Diritti Associativi-Sindacali per I Militari.


A cura Di ASSODIPRO

Gli effetti negativi determinati dal blocco triennale dei contratti del  personale del Comparto SICUREZZA – DIFESA e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco protratto a tutto il 2014, sommati a quelli riguardanti gli automatismi relativi alle progressioni di carriera e agli scatti di anzianità, stanno generando un crescente impoverimento delle retribuzioni delle donne e degli uomini in divisa.
Per i Diritti Associativi-Sindacali per I Militari , Contro i tagli di Militari , a difesa delle retribuzioni, delle funzioni e delle prerogative del mondo del lavoro in divisa CHIEDIAMO a gran voce lo SBLOCCO del contratto, degli automatismi relativi alla progressione di carriera e degli scatti di anzianità. 
DIFENDIAMO LE RETRIBUZIONI del COMPARTO DIFESA E SICUREZZA26 Febbraio 2014, Ore 10.00 sit-in a Montecitorio 


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sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

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