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venerdì 25 ottobre 2013

ott

25

2013

Militare morto per l'uranio Risarcimento dopo 14 anni.  

L'artificiere Marco Riccardi si era ammalato dopo una missione in Bosnia. Ucciso da un tumore a 27 anni. La sentenza emessa dal tribunale di Mantova


Il nostro delegato Aniello Volo, sempre impegnato sul fronte dei diritti e delle tutele ci segnala questa notizia
 
MANTOVA. Il sergente degli alpini Marco Riccardi di San Martino Dall'Argine morì a soli ventisette anni per una rara forma di tumore, contratta dopo un periodo di sei mesi trascorsi in Bosnia, dal settembre 1997 al marzo dell'anno successivo. Le prime avvisaglie si manifestarono nel 1999: un gonfiore all'inguine. Devastante la diagnosi: rabdomiosarcoma alveolare. Fu operato, ma l'intervento chirurgico non risolse il problema e il giovane militare morì nell'ottobre di quello stesso anno. A distanza di quattordici anni i genitori di Marco hanno vinto la loro guerra. Il giudice Simona Gerola del tribunale di Mantova, accogliendo il ricorso presentato dalla famiglia contro il provvedimento avverso del ministero della difesa, ha riconosciuto al giovane soldato lo status di “vittima del dovere”. La sentenza è diventata definitiva quattro giorni fa ed è inappellabile. La famiglia ha quindi diritto a un cospicuo risarcimento, a un vitalizio e ai farmaci gratuiti. La svolta è arrivata dopo una relazione della scienziata Antonella Gatti presentata alla Commissione d’inchiesta del Senato. La Gatti ha spiegato che gli artificieri in Bosnia sono entrati in contatto con metalli pesanti le cui nanoparticelle si sono legate al Dna, causando devastanti malattie. Marco Riccardi, tra il 1993 e il 1994, aveva partecipato, come aiuto artificiere, anche alla missione Ibis in Somalia. La sua unità si occupava, in collaborazione con il contingente tedesco, di far brillare gli ordigni inesplosi confiscati alle fazioni somale. Due anni dopo, venne inviato a Sarajevo in Bosnia, come armiere. Ci rimase sei mesi. Nel 1999 cominciò ad avvertire i primi sintomi della malattia che non gli lasciò scampo. I familiari si convinsero che il tumore era connesso al periodo trascorso dal figlio in Bosnia, e così, dieci anni dopo, presentarono una prima richiesta di risarcimento alla Difesa. Il ministero avviò l'istruttoria e il 28 maggio 2010 l'ospedale militare di Milano confermò la diagnosi, ma il Comitato di verifica per le cause di servizio diede parere negativo ed escluse il nesso di casualità tra la morte e il lavoro svolto.
I genitori non si arresero e presentarono un'istanza di riesame della pratica. Nel 2011 il ministero chiese un nuovo parere al Comitato di verifica.
Nel frattempo mamma e papà, che avevano potuto accedere agli atti, scoprirono il rapporto informativo del Sesto reggimento trasporti. Rapporto che confermava l'esposizione alle emissioni nocive quando gli automezzi militari attraversavano zone colpite da ordigni. Il Terzo Reggimento Alpini, la Brigata Taurinense, per il quale Riccardi aveva operato in Bosnia, rispose però in modo evasivo, restituendo un rapporto in bianco.
E sulla base di quel rapporto, il Comitato di verifica si espresse ancora in modo negativo. Da qui la decisione del pool di legali di presentare ricorso al giudice civile di Mantova che ha dato ragione alla famiglia che dovrà essere risarcita di oltre 200mila euro, con diritto a spese mediche e assistenziali gratuite e a un vitalizio. Mauro è morto per il suo Paese. Non è un caso che sia stato equiparato, come trattamento, alle vittime del terrorismo.   
Tratto da  gazzettadimantova.gelocal.it


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giovedì 24 ottobre 2013

ott

24

2013

MILITARI E FORZE DELL’ORDINE SCENDONO IN PIAZZA IN PORTOGALLO CONTRO I TAGLI  

I Militati Portoghesi, COSA HANNO PIU' DI NOI Italiani ? dignità, coraggio, voglia di democrazia partecipativa ?


 (ANSA) - LISBONA, 23 OTT - Oltre ai lavoratori, anche i sindacati delle forze dell`ordine scendono in piazza contro la politica di austerità` del Governo portoghese e il bilancio statale 2014 che prevede anche tagli per la Difesa.  L`associazione nazionale dei sergenti delle Forze armate ha annunciato una manifestazione di protesta per il 12 novembre a Lisbona; un`altra protesta, sempre nella capitale, e` stata annunciata dall`Unione delle forze dell`ordine. Queste due ultime iniziative si aggiungono agli scioperi che erano stati proclamati dai sindacati subito dopo l`approvazione del bilancio da parte del Governo. Il 25 ottobre si fermeranno i lavoratori del settore postale; 1`8 novembre sarà` la volta dei dipendenti pubblici, settore particolarmente colpito dal provvedimenti di austerità`; il 9 di novembre lo sciopero riguarderà` i dipendenti del settore trasporti e comunicazione. 
Tra le altre misure impopolari figurano la riduzione dei salari nel pubblico impiego e l`aumento di 5 ore settimanali dell`orario, l`aumento dell`età` pensionabile a 66 anni, il blocco delle pensioni di reversibilità` se il cumulo supera i duemila euro mensili. Il bilancio prevede una manovra di 3,9 miliardi (il 2,3% del PIL) per rispettare i paramenti imposti dalla Troika (UÈ, BCE, FMI) per la concessione di 78 miliardi nel 2011, e che per il 2014 prevedono un disavanzo del 4%. (ANSA).  


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ott

24

2013

Milioni di Euro sprecati in Kossovo  

“Velo pietoso pure sull`Italia, che in Kosovo ha rimesso in piedi municipalità e macchina statale, ricostruito ferrovie, vigilato sul crimine, mantenendo tuttora un migliaio di militari e di funzionari”


 
*A quasi quindici anni dalle bombe, a più di cinque dalla proclamazione d`indipendenza, nessuno sa con esattezza quanti soldi la comunità internazionale abbia finito per sborsare in un Paese grande quanto l`Umbria, molto più progredito e meno problematico dell`Afghanistan o dell`Iraq, eppure ancora (e chissà per quanto) incapace di fare da sé. Nessun dopoguerra moderno è costato tanti soldi, in proporzione. Oggi un kosovaro su tré tira a campare con 30 euro al mese: avessero ricevuto direttamente un decimo di quel che s`è speso finora tra Nato, Onu, Uè e Fondo monetario, albanesi, serbi e rom vivrebbero meglio d`un tedesco. La missione civile Eulex — la più grande e dispendiosa mai intrapresa nella storia dell`Europa comunitaria, azzoppata dai cinque Paesi mèmbri che non hanno mai riconosciuto il nuovo Stato indipendente, comunque un inutile doppione dello storico contingente Unmik delle Nazioni Unite — è un pozzo nero che la Corte dei conti di Lussemburgo ha finalmente messo sotto i riflettori: stipendi principeschi, risultati quasi nulli, staff in molti casi inadeguati, sterili rivalità con gli Usa, corruzione e connivenza con una classe politica (i vecchi capi Uck, l`esercito di liberazione del `99) che in gran parte vive di traffici illeciti. Velo pietoso pure sull`Italia, che in Kosovo ha rimesso in piedi municipalità e macchina statale, ricostruito ferrovie, vigilato sul crimine, mantenendo tuttora un migliaio di militari e di funzionari: dove sono i contratti promessi, le aziende chiamate a investire, le vere opportunità di sviluppo, dov`è il ritorno economico e politico di tutti questi sforzi? A fare un po` di chiarezza, tanto per cambiare, sta provando la Germania. Che ha cambiato il capomissione, cacciato qualche fannullone, fatto arrestare qualche impresentabile. Poca cosa. L`anno prossimo l`Europa, così occhiuta sui bilanci mediterranei, dovrà decidere se finanziare ancora questo scialo balcanico. Probabilmente lo farà. Chi ti colpisce con le pietre, dice un adagio albanese, non colpirlo mai col pane  
*Francesco Battistini per il corriere della sera ( Il pozzo nero della missione Eulex grande spreco europeo in Kossovo)


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mercoledì 23 ottobre 2013

ott

23

2013

Strage Ustica, il supertestimone nella sala operativa:"Ecco cosa successe con il Mig libico, i due Mirage e il Tomcat".Intervista al super testimone di Ustica, un maresciallo dell’AM  

Spadolini disse : “non c’è cosa più schifosa di quando i generali si mettono a fare i politici “ – “Chi ha imbrogliato non è stata l’Aeronautica. È stato un numero ben preciso e ristretto di persone dentro l’Aeronautica”.


Intervista di Andrea Purgatori per Huffingtonpost.  

Intervista al super testimone di Ustica , un maresciallo dell’Aeronautica .  …(…) Spadolini mi ricevette in biblioteca, indossava una vestaglia da camera rossa. Mi conosceva bene, lavoravo già da qualche anno nella sua segretaria particolare, mi chiamava per nome. Gli consegnai il documento. Lui si sedette, cominciò a leggere. Erano sette o otto pagine: il resoconto dettagliato di ciò che era accaduto quella sera, con allegate alcune carte del Sismi, il servizio segreto militare. Si parlava di due Mirage, di un Tomcat, si parlava del Mig. Mi resi subito conto che quello che c’era scritto non gli piaceva, scuoteva la testa. Finché a un certo punto sbattè un pugno sulla scrivania. Era infuriato. Ricordati, Giuseppe - mi disse - non c’è cosa più schifosa di quando i generali si mettono a fare i politici. Ma alla fine, controvoglia, firmò”….(…) “Nella relazione del Sismi controfirmata da Spadolini si parlava di due Mirage, e all’epoca quei caccia li avevano solo i francesi, e di un Tomcat, che era un caccia imbarcato sulle portaerei americane”. (….) Chi  aveva lanciato l’allarme ? “I due piloti che poi sono morti nell’incidente delle Frecce tricolori a Ramstein nel 1986, Nutarelli e Naldini. Loro hanno incrociato il DC9 tra Bologna e Firenze e hanno visto quello che si muoveva intorno al velivolo civile.. (….) Chi ha gestito questa storia, chi era in determinati posti di comando e controllo, ha fatto carriere inimmaginabili. Generali che sono diventati capi di stato maggiore e sottufficiali che hanno avuto trasferimenti lampo in sedi dove c’era una lista d’attesa di quindici anni. Chi ha imbrogliato non è stata l’Aeronautica. È stato un numero ben preciso e ristretto di persone dentro l’Aeronautica. Gli altri ci hanno solo rimesso”.(…..) La sera del 27 giugno, due di noi si trovavano a Monte Scuro, sulla Sila. Dove poi furono rimandati il 18 luglio a vedere ufficialmente i resti del Mig che avevano già visto segretamente il 27 giugno”.(….)   
 
CLICCA PER LEGGERE L’INTERVISTA INTEGRALE 


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ott

23

2013

Sindacati Polizia: Siulp – E’ stata indetta manifestazione nazionale contro il blocco contratti. “ Nessuno si meravigli se la polizia si farà da parte lasciando entrare manifestanti nei palazzi  



Sicurezza: Siulp; allarme rosso, governo dia risposte concrete  (ANSA) –
ROMA, 22 OTT – “Aprire immediatamente un tavolo di discussione che possa accompagnare l’iter parlamentare della legge di stabilità, in modo da far comprendere al Parlamento il gravissimo disagio e lo scoramento totale delle donne e degli uomini in uniforme che quotidianamente si sacrificano in ogni angolo del Paese per la sicurezza e la coesione sociale”. E’ quanto afferma il segretario del Siulp Felice Romano sottolineando che la manovra economica “non contiene alcuna risposta alle esigenze della sicurezza”.
“Straordinari non pagati da oltre un anno, missioni e indennità di ordine pubblico arretrati da circa 11 mesi, doppi turni e servizi pesanti – afferma Romano – hanno creato una miscela esplosiva che corre il rischio di assumere pieghe imprevedibili e incontrollabili. È ormai allarme rosso per la sicurezza, per i suoi operatori e per tutto ciò che questo può innescare”. Il Siulp annuncia che è già stata indetta una manifestazione per protestare contro la proroga del blocco contrattuale e del tetto salariale, che provocano “un insopportabile danno e denigrazione” per i poliziotti.
Se il governo “non darà risposte concrete ed immediate al disagio degli operatori della sicurezza – conclude Romano - oltre alla manifestazione nessuno si meravigli se poi al prossimo corteo, come hanno preannunciato alcuni colleghi a trasmissioni televisive, si faranno da parte e lasceranno entrare i manifestanti nei palazzi”.


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ott

23

2013

AMMIRAGLI E VERTICI SEMPRE LOQUACI SE C’è DA CHIEDERE MEZZI , MAI UNA PAROLA SUI TAGLI PESANTI di 33 mila MILITARI.  

Segrtetario UIL PA: “ Con i soldi STANZIATI PER LA MARINA SI POTREBBERO RINNOVARE I CONTRATTI PER 3,5 MILIONI DI LAVORATORI


Nell’ultimo anno sono state molte le dichiarazioni di vertici che chiedono investimenti e spese miliardarie, con la sottolineature delle conseguenze occupazionali per le aziende molto interessate, e nessuna sui pesantissimi di occupazione, sulle condizioni  e tagli al personale Militare con le collegate chiusure di decine di enti e tutte  le conseguenze familiari, sociali, economiche e familiari per migliaia di militari.
Ultima voce che si aggiunge è quella dell’Ammiraglio Confessore che ha dichiarato : “(ANSA) - TARANTO, 22 OTT - "Come ammiraglio di un Centro addestramento che fra i suoi compiti ha quello prioritario di addestrare gli equipaggi delle navi non posso non evidenziare che la nostra Marina sta vivendo uno dei periodi più` difficili della sua storia per le scarse risorse disponibili in tutti i settori". Lo ha sottolineato l`ammiraglio di divisione Claudio Confessore nel corso della cerimonia del passaggio di consegne al contrammiraglio Marcelle Bernard del comando del Centro addestramento aeronavale di Tarante (Maricentadd). "In particolare, come ha più` volte rappresentato il nostro Capo di Stato maggiore, la flotta - ha precisato Confessore - e` a rischio di estinzione. La gran parte delle navi hanno già` raggiunto il limite della vita operativa poiché` sono state costruite 20-30 anni fa". E` urgente, secondo l`ammiraglio, "una nuova legge navale che avvii un piano di costruzioni e che sicuramente concorrerebbe a rilanciare la cantieristica nazionale, scongiurando la cassa integrazione per migliaia di operai. Investendo in nuove costruzioni potremmo avere una grande opportunità` di sviluppo e rilancio dell`economia".
E’ veramente interessante vedere molti vertici  che, come dei veri “ sindacalisti “, ed a tratti improvvisati economisti,  mentre negano diritti associativi e sindacali al loro personale e sono molto attenti nel far cancellare tagli alla dirigenza militare, comparsi e poi cancellati sulla legge di stabilità,  si  preoccupano dell’occupazione degli operai della cantieristica o di altri settori mentre non fanno cenno e appoggiano il taglio di 33 mila posti di lavoro Militari nella Difesa per sempre .
Mario MAURO “ concorda “ e dichiara : “22 OTT Ansa - Mario Mauro "non capisce" le polemiche sollevate nei giorni scorsi sui miliardi stanziati nella legge di stabilita` per il rinnovo della flotta militare. Una proposta - dice - fatta "dai ministeri che hanno competenza specifica negli investimenti", che sarebbe una quelle "misure di natura keynesiana in grado di  trascinare l`economia" ed "invocate da più` parti". Senza contare che "le condizioni della nostra flotta sono ben conosciute" e che "anche in audizione parlamentare ho parlato di possibile default funzionale".
(AGI) - Roma, 22 ott. - Nel Ddl di stabilita` sono stanziati  7 mld per il programma di ammodernamento della marina militare, la stessa cifra che servirebbe per rinnovare il contratto nazionale triennale di 3,5 milioni di lavoratori pubblici. E` quanto fa notare il segretario generale della Uil Pa Benedetto Attili che domanda: "Siamo veramente convinti che non si sarebbe raggiunto un risultato più` efficace per innescare la ripresa economica andando ad iniettare 7 miliardi di liquidità` nel mercato interno". "Ma - aggiunge - per far questo serve una cosa che sicuramente manca al governo Letta: serve coraggio".  In questa situazione - conclude Attili - le 4 ore di sciopero annunciate da Cgil, Cisi e Uil "rappresentano un doveroso primo passo, per nulla affrettato, cui dovranno seguire ulteriori, più` incisive azioni".


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lunedì 21 ottobre 2013

ott

21

2013

TAGLI MILITARI - Ai pesantissimi tagli della revisione strumento Militare si somma la legge di stabilità. Migliaia di euro persi sui contratti e sul TFR ritardato.  

Dopo la sparizione dei parziali tagli alla dirigenza rimangono, tra l'altro, i pesanti danni economici sul blocco contratto-indennità ed il FURTO sul TFR-TFS. Mauro intanto studia le carte su Berlusconi.


La conferma per il quinto anno del blocco degli stipendi fa aumentare gli effetti negativi in busta paga . Non si può definire una sorpresa, perché le premesse erano già scritte nella prima manovra estiva 2011 (DI 98/2011) che con inedita proiezione al futuro si occupava dell`indennità di "vacanza contrattuale" fino al 2017. La conferma per il 2014 del blocco dei rinnovi contrattuali e i trattamenti economici individuali dei dipendenti pubblici, che ancora una volta guarda però fino al 2017 con il congelamento dell`indennità di vacanza contrattuale, agita il mondo del pubblico impiego, alza la temperatura dei rapporti fra sindacati e Governo e promette di occupare stabilmente il dibattito che accompagnerà l`iter parlamentare della legge di stabilità. Problemi inevitabili, del resto, perché il prossimo sarà il quinto anno di stasi delle buste paga per i dipendenti pubblici, con un blocco che tra statali e famiglie riguarda milioni di persone. In termini di mancati aumenti, mette sul piatto cifre importanti: cifre che non saranno più recuperate, per espressa previsione di legge.
Nei fatti, quindi, la legge di stabilità conferma per un altro anno la fotografìa delle retribuzioni ormai ingiallita dagli anni, e non esclude il suo mantenimento fino al 2017.
. Il sacrificio è naturalmente proporzionale al peso dello stipendio di ogni dipendente pubblico: un impiegato ministeriale,per esempio,guadagna in media (dati della Corte dei conti, come specificato nel grafico) qualcosa meno di 27.500 euro lordi, e ha già visto sfumare per mancati aumenti 2mila euro nel 2010-2012, ne ha persi altri 411 nel 2013 e deve rinunciare ad altrettanti nel 2014 (l`indice Ipca su cui si calcolerebbero gli aumenti contrattuali, è analogo per quest`anno e il prossimo). In tutto fanno 2.879 euro all`anno a regime, che diventano 4.003 se lo stop ai contratti fosse confermato per 2015 e 2016. ( n.d.r. il calcolo si basa SOLO su aumenti che sarebbero derivati dai contratti bloccati e Non tiene conto delle somme perse considerando i blocchi sugli scatti stipendiali, la Pensione ed il TFR !)
Morale della favola: il blocco fino al 2014 impone ai dipendenti pubblici un sacrificio pari al 10,5% dell`attuale stipendio di riferimento, e il costo salirà al 14,6% se la macchina dei contratti non dovesse ripartire fino al 2017.
Buonuscita a rate sempre più lunghe -
Tfr e Tfs. Dal 2014 corresponsione in unica franche solo fino a 50mila euro Buonuscita a rate sempre più lunghe.
Per tutti i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1°gennaio 2014, la legge di stabilità riduce il primo scaglione a 50.000 euro e il secondo a 100.000 euro. in pratica, dunque, solo per i trattamenti fino a 50.000 euro sarà possibile la corresponsione in un`unica volta. Tra 150.000 e i 100.000, le rate saranno due, la prima di 50.000 euro e la seconda per la rimanenza. Se poi si oltrepassano il 1oo.ooo euro, il pagamento avverrà in due rate da 50.000 euro ciascuna e la terza per la differenza. Resta ferma la scansione temporale. La norma, come detto, si applica, dal 2014 a tutti i dipendenti che maturano un diritto a pensione.
Facciamo l`esempio di un dirigente ( n.d.r ma l’esempio, nelle modalità e tempi è calzante per tutti ) che, maturati i requisiti per la pensione anticipata, si dimette nel 2014 e la sua liquidazione ammonti  a 160.000 euro (ipotesi del tutto normale se la maggior parte  del servizio sia stato prestato presso una Pa). Questo si vedrà corrisposti i primi 50.000 euro di trattamento o indennità entro i 27 mesi; i secondi 50.000 euro entro un ulteriore anno, e si arriva a 39 mesi; i rimanenti 60.000 euro dopo un altro anno, e si totalizza 51 mesi. Il tutto, ovviamente, senza la corresponsione di interessi. Nell`esempio sopra riportato, la perdita, calcolata facendo riferimento al rendimento dei titoli di stato a medio termine, si aggira tra i 16.000 e i 22.000 euro. In altre parole, tré/quattro anni di liquidazione.
 
* tratto da articoli di gianni trovati ( statali, senza contratto tagli del 10,5 % )  tiziano grandelli e mirco zamberlan ( Buonuscita a rate sempre più lunghe ) per il sole 24 ore . n.d.r. a cura della redazione assodipro.
 
 


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ott

21

2013

Legge di STABILITA'- SAP : POLIZIOTTI PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA , basta con la “ Farsa “ chiamata strade sicure . SILP CGIL : “ percorso di mobilitazione”.  

Sindacati di Polizia pronti alla mobilitazione contro la legge di stabilità e il blocco dei contratti; chiedono, tra l’altro, il riordino delle carriere e la previdenza complementare.


(AGENPARL) - Roma, 21 ott - "Il disegno di legge di stabilita' approvato dal Governo e' negativo per il comparto sicurezza e ci prepariamo ad un nuovo e forte percorso di lotta, dissenso e mobilitazione". E' quanto afferma Nicola Tanzi, segretario generale del sindacato di polizia Sap, uno dei maggiori. 
"Sono inaccettabili - dice Tanzi - la previsione di un’ulteriore proroga del blocco contrattuale anche per il 2014, la diminuzione delle risorse destinate al trattamento accessorio in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio e, soprattutto, le risorse concesse ai militari per il proseguimento di quella farsa chiamata operazione strade sicure".
"Il Governo e il Parlamento - conclude il sindacalista - possono e debbono apportare modifiche, trovando risorse significative per la Polizia di Stato. Non accetteremo sconti o papocchi. E non accetteremo neppure generici impegni. Altrimenti, non restera' che la via della piazza alla quale ci stiamo preparando. Perche' a tutto c’è un limite"
Lunedi' 21 ottobre 2013 11:57 (AGI).

  "Malgrado le rassicurazioni ottenute dal ministro Gianpiero D'Alia, la Legge di Stabilita' contiene pesanti tagli imposti al personale del comparto sicurezza e al suo lavoro straordinario". A denunciarlo sono Fabrizio Fratini,segretario nazionale Fp-Cgil e Daniele Tissone, segretario generale Silp-Cgil. "Avevamo indicato le emergenze - spiegano i due rappresentanti sindacali - le priorita' da affrontare per migliorare la funzionalita' dei Corpi di polizia e chiesto il rispetto dei diritti degli operatori, evidenziato l'urgenza di una ripresa delle relazioni sindacali, dello sblocco del turn-over, del rinnovo del Contratto nazionale, chiesto lo svincolo immediato del fermo imposto sia alle indennita' accessorie e funzionali che agli automatismi stipendiali per le progressioni di carriera, il riordino delle carriere e l'avvio della previdenza complementare. Di tutto cio' non c'e' traccia nelle azioni del governo". Visto questo mutismo e la mancanza di confronto - concludono i due - lanceremo un percorso di mobilitazione  (AGI) 
 


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domenica 20 ottobre 2013

ott

20

2013

Ministro Difesa Mario Mauro : " Sulla decadenza di Berlusconi vedrò le carte e valuterò " (!) - Sui tagli pesantissimi al personale Militare non ha carte da valutare con attenzione ?  

Non basta una condanna definitiva in Cassazione e 2 anni di interdizione, Mauro ha bisogno di " valutare le carte " per votare la decadenza di Berlusconi !


(ANSA) - ROMA, 20 OTT - "Io ho interrotto una storia politica perche' ritenevo che l’Italia avesse bisogno di un governo. Sono
ancora di quell’idea". Lo afferma a Repubblica il ministro della Difesa Mario Mauro dopo la rottura di Mario Monti da Scelta
civica. Alla domanda se sia un altro divorzio, dopo quello dal Pdl?, Mauro replica: "Credo invece che questa sia l’occasione
per recuperare nel dialogo le ragioni dell’unita'.
Del resto quel che unisce chi ci vota e' piu' forte delle divisioni interne.
Scelta civica e' il terreno buono per arrivare a una prospettiva piu' larga, che unisca tutti gli elettori che non si riconoscono
nel dirigismo e nello statalismo della sinistra". Alla domanda se stia chiedendo un congresso, spiega: "E' assolutamente nelle
mie intenzioni". Alfano, Quagliariello, Lupi sono i nuovi partner? "Ricordo a tutti - spiega Mauro - che siamo loro
alleati nel governo. Non mi sembra che non esistano le condizioni per trovare con loro dei punti di incontro". Sulla
decadenza di Silvio Berlusconi, Mauro prende tempo: "Come gruppo discuteremo con grande attenzione", "vedro' le carte, le
valutero' “ . 


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ott

20

2013

Militare dell’Esercito Morto per Leucemia; Il TAR di Salerno obbliga la Difesa a verificare compiutamente se le condizioni di impiego ne hanno causato la Morte.  

Luca De Marco di Salento è deceduto a 23 anni dopo la missione della Nato nell’ex Jugoslavia. Accolto il ricorso dei genitori, si apre la strada per il riconoscimento del decesso per causa di servizio.


A cura di Assodipro. 

Il Nostro delegato   Aniello  VOLO  ci segnala questa importante notizia mentre continua il suo importante lavoro di impegno a tutela dei DIRITTI ; per avere Diritti Associativi e Sindacali per Tutelare Tutti i Militari su  Lavoro , condizioni economiche , diritto alla salute sul lavoro. 
* Morì di leucemia a 23 anni, dopo aver partecipato alla missione di pace Nato “Joint Guardian” nell’ex Jugoslavia, ora il Tar apre strada verso il riconoscimento della morte per causa di servizio. Luca De Marco, originario di Salento, nel 2002 si era arruolato nell’esercito ed era stato assegnato al reparto comando e supporti tattici “Pinerolo” della caserma” Vitrani” di Bari. Ma, dal 7 dicembre 2002 al 12 gennaio del 2003, fu inviato a Durazzo, in Albania, per partecipare alla missione militare svolta dalle forze armate nazionali per la pacificazione nella ex Jugoslavia
Luca muore il 9 agosto del 2004. I familiari chiesero subito giustizia: interrogarono il mistero della difesa e chiesero il riconoscimento della morte per causa di servizio. Ma la risposte del ministero fu negativa: «L’infermità sofferta dal militare è riconosciuta non dipendente da causa di servizio».
 I familiari del militare non si persero d’animo, impugnarono il provvedimento del ministero e il 10 ottobre scorso il Tar di Salerno si è finalmente pronunciato accogliendo il ricorso e obbligando il ministero «a verificare nuovamente e compiutamente le effettive condizioni ambientali ed operative in cui ha prestato servizio il caporale e valutare la rilevanza causale che tali condizioni hanno potuto assumere ai fine della malattia e del decesso del militare». 
L’avvocato Bartolo De Vita, legale della famiglia De Marco, afferma: «Tale sentenza – afferma - nelle intenzioni dei familiari può e deve avere il ruolo di apripista verso un pieno riconoscimento dei princìpi di precauzione e prevenzione che devono guidare i datori di lavoro, tanto più nel caso in cui il datore è lo Stato italiano, impegnato in azioni militari di pace all’estero.
*( tratto da lacittadisalerno.it) 
Clicca e  Vedi l’articolo integrale di Vincenzo Rubano per lacittadisalerno.it   


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sabato 19 ottobre 2013

ott

19

2013

MARIO MAURO DOVREBBE DIMETTERSI DA MINISTRO DIFESA; richiesta dell'On. Librandi (SC)  

Sc: Librandi, Mauro dovrebbe dimettersi da ministro . NEL FRATTEMPO MARIO MAURO è convinto di dare la linea a Obama sulla politica estera militare (!)


(AGI) - Roma, 19 ott. - "Visto che Mario Mauro anche oggi nell'intervista a La Stampa ha dichiarato di voler superare Scelta Civica per costruire, insieme a Casini, Cesa e altri
senatori, un soggetto politico piu' maturo, immagino a questo punto che non ci tenga piu' a fare il ministro di Scelta Civica".
Lo dichiara in una nota il deputato di Scelta Civica, Gianfranco Librandi. "Immagino quindi anche che si offrirà di lasciare il posto che ora occupa a chi, eletto con Scelta Civica, continuera' a farne parte: a lui, a Casini, a Cesa e agli altri protagonisti del nuovo soggetto politico spetteranno l'onere e l'onore di contrattare con il premier Letta la loro quota all'interno della compagine governativa", conclude Librandi. 

Riguardo allo stop all'intervento in Siria " Mauro sembra essersi convinto della sua stessa narrativa, quella che - siccome noi abbiamo 5600 uomini nelle missioni Onu siamo noi a dare consigli agli americani -. Non è che lo scontro domestico con Mario Monti gli stia facendo perdere un tantino la lucidità, il realismo e soprattutto il senso della misura politica?

Clicca e leggi l'articolo di repubblica " Mauro, il ministro che dà la linea a Obama " 


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ott

19

2013

I Diritti dei Militari e le richieste di avere strumenti di tutela associativa e sindacale – CoBaR Finanza ancora sugli scudi, anche dai rappresentanti Campani richiesta di Sindacato.  

Chi rappresenta, ed aspira a farlo nel migliore dei modi lo fa a testa alta. Come la linea seguita da Assodipro, anche con il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Uomo. Mentre da certi CoCeR, ultimo E.I. ancora e soltanto parole passive e vuote.


I Diritti dei Militari e le richieste di avere strumenti di tutela associativa e sindacale.  
CoBaR Finanza ancora sugli scudi, anche dai rappresentanti Campani richiesta di Sindacato
Chi rappresenta, ed aspira a farlo nel migliore dei modi lo fa a testa alta e CHIEDENDO DIRITTI. 
Come la linea seguita da Assodipro, anche con il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Uomo
Mentre da certi CoCeR, ultimo E.I. ancora e soltanto parole, vuote e  lamentose.   
IL Cobar Campania GdF, dopo numerosi organi di base e intermedi della stessa Finanza,  si aggiunge alla grande e numerosa  famiglia fatta di moltissimi militari , di numerosi organi di rappresentanza   e di Associazioni come ASSODIPRO che lottano e chiedono DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI PER TUTELARE TUTTI i componenti del Comparto.
La “ luce “ di una dignitosa e forte richiesta di DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI illumina un quadro attuale da “ medioevo dei Diritti “ dove operano rappresentanze centrali, in maggior parte,  nei fatti, nei risultati, negli atti e nei comportamenti, ogni giorno di più si possono paragonare a Sindacati Gialli. GLI OTTIMI RAPPRESENTANTI DEL COBAR GDF DELLA CAMPANIA si aggiungono al già cospicuo numero di militari che chiedono DIRITTI associativi e sindacali. 
Nella loro DELIBERA, tra l’altro scrivono : “ l'assoluta ed improcrastinabile necessità di procedere ad una riforma dell'istituto di tutela e rappresentanza del cittadino europeo che riveste lo status di militare, in conformità con i principi di rappresentanza, tutela e dignità riconosciuti dal diritto dell'Unione Europea e dalle numerose sentenze interpretative del medesimo, emesse dalla Corte di Giustizia Europea  o dal Tribunale di Prima Istanza, con particolare riferimento a quanto sancito dall'art. 12 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, annessa al Trattato di Lisbona e come tale avente forza di diritto sovrannazionale: "Libertà di riunione e di associazione: 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione a  tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico, il che implica il diritto di ogni individuo di costituire sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa del propri interessi':: ATTESO CHE l'art. 14 C.E.D.U. (Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo) stabilisce che: " godimento dei diritti e delle Iibertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l'Origine nazionale o sociale, l'appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita o ogni altra condizione; PREMESSO che l'art. 11 C.E.D.U. garantisce il diritto alla libertà di associazione e il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati o di aderirvi per la tutela dei propri interessi; CONSIDERATO che l'art. 12 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea del 07.12.2000, adottala a Strasburgo il 12.'2.2007 ed avente lo stesso valore giuridico dei trattali, ai sensi dell'art. 6 del Trattato sull'Unione Europea. riconosce ad ogni individuo il diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione a tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico,   incluso il diritto di fondare sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri interessi; TENUTO CONTO che gli organi di rappresentanza militare sono disciplinati dagli art 1476 58 del Olgs. n.66/2010, ai quali sono attribuite funzioni prevalentemente consultive e propositive per la tutela di interessi collettivi propri della condizione militare, limitatamente alle specifiche materie sancite dall'art. 1478, facendone di fatto scaturire una natura ·pubblica- di diretta istituzione statale, con scarsissima rilevanza ed incidenza sulla tutela dogli interessi medesimi; RITENUTO prioritario il dettato costituzionale sancito all'art 18 Cost. che riconosce la libertà di associazione a lutti i cittadini, all'art. 39 Cost. che ribadisce la libertà assoluta dell'organizzazione sindacale; DELIBERA di chiedere al COCER, per il tramite del COIR Italia Meridionale, di promuovere ogni utile iniziativa ed attività  finalizzata ad attivare nelle sedi competenti la procedura di modifica degli articoli 1475 e 1478 del D.Lgs. nr, 66/2010 T.U.O.M, onde poter addivenire alla formulazione di un nuovo impianto normativa favorevole alla realizzazione della riforma dell'Istituto della Rappresentanza, oramai non più procrastinabile. 
Delibera approvata all'unanimità in dala 24/09/2013. VOTANTI: 15 (Contrari O Astenuti O Favorevoli 15)
Clicca e Scarica delibera completa

Clicca e Vedi il link con il RICORSO DI ASSODIPRO ALLA CORTE EUROPEA DIRITTI DELL’UOMO al quale la Delibera si ispira.

Di fronte a quest’ennesima e pura richiesta di Diritti dei rappresentanti della GdF, di contro e come notizia evidenziamo che; IL COCER ESERCITO, “in attesa di finire le scorte di sconcerto, rammarico e delusione”  , dopo annunci inesatti su “  incontri dei CoCeR , con vertici e politica, con effetti positivi sui rappresentati e promesse “ dopo, annunci inesatti della cancellazione del blocco stipendiale (!) “ 
ANCORA è FERMO e IMPEGNATO NELLA  LETTURA DELLE BOZZE DELLA LEGGE DI STABILITA’ (!) e chiede SOLTANTO di essere convocato dal Ministro Mauro; Lo stesso Ministro che ha presentato in Parlamento  Decreti Attuativi su tagli pesantissimi di Personale facendosi beffa dei CoCeR e senza concedere il minimo ruolo negoziale. Di fronte alle forzature fatte, DAL Ministro e dai Vertici, per approvare rapidamente tagli pesantissimi, senza risposte su blocchi economici, il massimo che si fà, alla stregua di un Sindacato Giallo, è ribussare con il cappello in mano di fronte a porte chiuse in faccia violentemente. Alla faccia della dignità rappresentativa.
...... continua in LEGGI TUTTO 




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ott

19

2013

F 35 LE TROPPE INESATTEZZE SUI DATI OCCUPAZIONALI CHE POTREBBE CREARE – Pansa dimezza le previsioni del Segr. Generale Difesa , di vertici e di Politici.  



* Ulteriore ritocco al ribasso per i ritorni del programma F-35 in Italia sia in termini di commesse che di posti di lavoro
 La seconda audizione dell`amministratore delegato di Finmeccanica, Alessandro Pansa, alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati è stata largamente incentrata sull`acquisizione di 90 cacciabombardieri statunitensi da parte di Aeronautica e Marina e sul ruolo dell`industria nazionale nella commessa a Lockheed Martin. Il sistema costruito intomo al programma dell`Fgs «porta a casa ricavi potenziali di io miliardi di dollari» (7,4 miliardi di euro), ha detto Pansa aggiungendo che lo sviluppo di queste potenzialità industriali e occupazionali «dipendono dalla nostra capacità di utilizzare le infrastrutture create per la costruzione delle componenti anche per attrarre la manutenzione della parte avionica e elettronica dei velivoli inglesi, olandesi e norvegesi oltre a quelli Usa di stanza in Europa.
 Nel momento in cui fossimo in condizione di poterli attrarre, e pensiamo di poterlo fare, l`occupazione  complessiva che negli anni si potrebbe generare è di 5000 persone», ha aggiunto l`ad precisando che «le società italiane coinvolte nel programma sono attualmente 90 e i contratti stipulati finora ammontano a 765 milioni di dollari 565 dei quali per Finmeccanica».
Gli ultimi dati diffusi dalla Difesa in estate riferivano di oltre 6 mila posti di lavoro (solo un anno fa Segredifesa ne annunciò addirittura oltre 10 mila) con ricadute industriali stimate 14,7 miliardi di dollari (10,7 miliardi di euro) a fronte di una spesa prevista per l`acquisto dei 90 velivoli e del relativo supporto di 12,1 miliardi di euro più i 2,5 spesi negli anni scorsi per lo sviluppo del programma e la realizzazione dello stabilimento di Cameri (Faco) dove Alenia Aermacchi produrrà 800 ali e verranno eseguite assemblaggio e manutenzione degli aerei destinati alle forze italiane e olandesi
Le valutazioni di Pansa, se da un lato rivedono al ribasso le previsioni di business più volte enfatizzate dal ministero della Difesa e dai vertici militari, dall`altro rischiano di apparire troppo ottimistiche. La mole di lavoro prevista  a Cameri è in netto ribasso dopo che l`Olanda ha tagliato la sua commessa da 85  a 37 velivoli F-35 al punto che la Faco ha carichi di lavoro previsti pari, negli anni di lavoro più  intensi per il programma F-35, a meno di un aereo al mese.
Pansa, che nella prima audizione in commissione Difesa il 26 settembre aveva precisato che sull`F-35 Finmeccanica è un «esecutore intelligente di scelte altrui», ha confermato che la riduzione della commessa italiana da 130 a 90 velivoli decisa dal governo Monti ha fatto scendere «da 1000 a 8oo» le ali di F-35 da costruire nel nostro Paese ma ha mostrato ottimismo circa il costo dei velivoli indicato in 90-95 milioni di euro ognuno. Un dato diffìcile da stabilire sia perché il velivolo, nonostante gli esemplari già prodotti abbiano raggiunto complessivamente le 10 mila ore di volo. non ha ancora completato il suo sviluppo e secondo il Pentagono deve ancora risolvere molti problemi tecnici.
Non sembra quindi ancora possibile prevedere quale sarà il costo finale del velivolo ma vale la pena ricordare che l`ordine per 112 Eurofìghter Typhoon Tranche 3 (i jet europei che hanno piena capacità di attacco al suolo e che la Germania adotta in questo ruolo invece di acquistare l`F-35) da parte delle forze aeree italiana, tedesca, spagnola e britannica comportò nel 2009 un costo di 9 miliardi di euro, pari a 80,3 milioni a velivolo
* Tratto da articolo di Gianandrea Gaiani per il Sole 24 ore “F35, prospettive in ribasso per commesse e occupazione in Italia “


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venerdì 18 ottobre 2013

ott

18

2013

IL MINISTRO MAURO TRA “TRADITORE“ DI MONTI E RAPPRESENTANTI MILITARI CHE LO INVITANO A “ MANTENERE LA PAROLA DATA”.  

Oltre ai tagli di personale, nella legge di stabilità ci sono ulteriori penalizzazioni per il Comparto Difesa. I CoCeR ? tra qualche sussulto e solito sconcerto; litanie sterili e inefficaci, da sindacato giallo.


Il Ministro Difesa, in servizio effettivo con il PdL e temporaneamente distaccato a Scelta Civica comanda il plotone che fa dimettere Monti dal suo partito.
* MARIO MONTI SI ARRENDE : “ Rassegno le dimissioni da presidente di scelta civica “. Era una decisione in parte attesa , Monti si era accorto che gli stavano svuotando il partito ed il suo progetto di rifondare un centrodestra liberale e non Berlusconiano. Monti se la prende con gli 11 Senatori che hanno tradito schierandosi con l’asse creata da ex DC, parlamentari e ministri Alfaniani. Nelle scorse settimane si era aperto un cantiere politico formato dall’asse Alfaniani, Casini e Mauro e due giorni fa c’è stato un pranzo al Ministero Difesa tra Mauro e Silvio Berlusconi e tra i tanti boatos smentiti, uno non lo è stato, si sarebbe parlato anche dell’ipotesi che , nel prossimo voto al Senato sulla decadenza di Berlusconi , il gruppo Mauro-Casini ( 14 unità ) possa votare nel segreto per salvare BERLUSCONI. Un progetto che potrebbe diventare la prima missione  del nuovo gruppo parlamentare destinato a nascere tra breve e formato dalla confluenza Mauro-Casini con gli ex PdL che non entreranno in Forza Italia.” *(Tratto da articolo di Fabio Martini per La Stampa- il ministro “traditore” e il sospetto del voto contro la decadenza).
Mentre nella legge di stabilità ci sono ulteriori penalizzazioni per il Comparto Difesa  leggiamo soliti comunicati di “ sconcerto “.  
Mario Mauro si stà muovendo con grandissima abilità politica da mesi; dopo essere stato sostenitore della grazia a Berlusconi e tra i più decisi sostenitori nel convincere i dubbiosi del PdL a votare la fiducia al Governo prosegue la sua attivissima azione politica con la creazione di un nuovo gruppo-partito-area  senza mai dimenticare i suoi trascorsi nel PdL ed il suo ottimo rapporto con Berlusconi. Nel frattempo incombono i tagli da “ macelleria sociale “ delle Forze Armate, con le loro pesanti conseguenze sociali, lavorative, economiche, familiari per migliaia di militari, con i decreti attuativi sugli stessi che sono all’esame del parlamento. Con lo stesso piglio decisionista che usa con abilità nella scena politica Mario Mauro, approfittando del fatto che i Militari ancora non hanno diritti associativi/sindacali, scavalcano tutte le rappresentanze, senza nessun ruolo negoziale, senza accettare modifiche ha portato i tagli da “ macelleria sociale per il personale di Esercito-Marina-Aeronautica “ in parlamento auspicando una rapida approvazione.
I CoCeR  ?  tra qualche sussulto e solite litanie sterili e inefficaci da sindacato giallo !
Il CoCeR A.M. invita, molto tardivamente , il Ministro a mantenere la parola data, Il CoCeR Carabinieri si autodefinisce , ancora e come fà da anni, sconcertato (!) ma quando si stancheranno di essere sconcertati ? Manca solo il rammarico/sconcerto dei CoCeR  Esercito e Marina e poi il “ coro delle voci gialle “ dei Sindacati Gialli, sarà completo ed avrà offerto il suo unico repertorio già sentito da sempre.
continua in leggi tutto i comunicati di CoCeR AM e CC




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giovedì 17 ottobre 2013

ott

17

2013

Comparto Difesa ; Legge di stabilità, testo approvato, Le penalizzazioni per il personale. Cancellati i tagli alla dirigenza.  

I tagli parziali alla dirigenza militare,che comparivano in bozza, cancellati dal testo finale. CONTRATTI 2013-2014 solo parte normativa SENZA RECUPERO ECONOMICO !


A cura di Assodipro Roma
 
Come vi abbiamo scritto ieri, su alcuni tagli nella legge di stabilità era opportuno attendere il testo definitivo nel quale compare una ulteriore penalizzazione sul fronte CONTRATTI.
Dalla bozza del 13 Ottobre , clicca per leggerla e vedi da pag 36, ART.11 , sono spariti i tagli che avevano scritto per la dirigenza militare che sommavano a 150 milioni di euro fino al 2018; i tagli all'ausiliaria ed al trascinamento, il taglio del 5 % sullo straordinario, che avrebbero inciso, prevalentemente, sulle fasce di reddito più alte del Comparto. 
Sarebbe interessante sapere con cosa li hanno compensati.  
Nella testo finale , clicca per leggerlo da pag. 42 , ART.11 si possono verificare i tagli cancellati, quelli confermati ( citati nel nostro articolo di ieri )  e l’ulteriore novità penalizzante sul fronte contrattazione che è la seguente :
 
" All’articolo 9, comma 17, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo periodo, le parole “relative al triennio 2010-2012”, sono sostituite dalle seguenti “relative al periodo 2010-2014”( BLOCCO CONTRATTI FINO A 2014);  b) è aggiunto, in fine, il seguente periodoSi dà luogo, alle procedure contrattuali e negoziali ricadenti negli anni 2013-2014 del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche così come individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, per la sola parte normativa e senza possibilità di recupero per la parte economica”.
 


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