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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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lunedì 17 giugno 2013

giu

17

2013

Provvedimenti di Interesse del Comparto Difesa e Sicurezza - I Lavori alla Camera e Senato in settimana  



 - Martedì 18 Giugno DELIBERAZIONI DI  RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO
Alle   Commissioni riunite I e XI: Schema di decreto del Presidente della Repubblica   rerecanteregolamento   in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli atautomatismistipendiali   per i pubblici dipendenti (seguito esame Atto n. 9 – Rel. Domenico Rossi)
 - Alla XI   Commissione: Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante    regolamento per l’armonizzazione   all’assicurazione generale obbligatoria dei requisiti       minimi di accesso al sistema   pensionistico del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto   vigili del fuoco e soccorso pubblico, nonché di categorie di personale   iscritto presso l’INPS, l’ex-ENPALS e l’ex-INPDAP (seguito esame Atto n. 11 –   Rel. Cicu)
 
Mercoledì 19 ore 14.30 
 
 COMMISSIONI   CONGIUNTE 4a SENATO E IV   CAMERA (Camera dei deputati, Sala del Mappamondo)    PROCEDURE INFORMATIVE Audizione   del Capo di Stato maggiore della Marina militare, amm. sq. Giuseppe De Giorgi   


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domenica 16 giugno 2013

giu

16

2013

SpendingReview Militari-Ministro P.A. Giampiero D’Alia:“Abbiamo davanti mesi difficili”–“inesorabili tagli degli organici per il personale in soprannumero“,mobilità guidata e pensione.  

“ Si darà compiuta attuazione alla Specificità del Comparto Difesa e Sicurezza (!) “


A cura di Assodipro Roma : Ad Oggi,  La “Legge truffa” sulla specificità Del Comparto Difesa e Sicurezza è  totalmente inapplicata dagli ultimi Governi  dal 2010.  Ricordiamo i numeri dei tagli della Spending Review nelle ff.aa ( vedi tabelle allegate ) , non solo per chi ha raggiunto i limiti ma anche in riferimento ai posti di lavoro tagliati ai Giovani nelle ff.aa 

Le Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro hanno svolto l'audizione del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D'Alia, sulle linee programmatiche del suo dicastero. 
Ecco una parte della sua audizione : " (LAVORO PUBBLICO) Lo farò partendo naturalmente dal dato di fatto più eclatante e cioè dalla situazione eccezionale di crisi che ha investito il Paese e sulla quale ovviamente non mi soffermo, nei suoi termini generali. Per quanto invece settorialmente riguarda il lavoro pubblico, occorre purtroppo snocciolare una ad una espressioni che a malincuore, tutti credo, abbiamo introdotto nel nostro lessico tecnico e ormai purtroppo sempre più anche in quello quotidiano: blocco della contrattazione, del turnover, precariato, esuberi, soprannumero, taglio degli organici, spending review e così via. Una prima questione da affrontare è proprio questa degli esuberi e della gestione del personale in soprannumero, inesorabile conseguenza dell’altrettanto inesorabile taglio percentuale delle dotazioni organiche che per effetto della spending review ha colpito complessivamente le amministrazioni a livello dirigenziale e non.  Ed una di tali soluzioni ritengo senz’altro sia, per il personale in esubero, la mobilità guidata o, in alternativa, il collocamento a riposo.   A quest’ultimo in particolare si ricorrerà per  quanti siano in possesso dei relativi requisiti o meglio, permettetemi di entrare veramente nel più minuzioso dettaglio, per quanti abbiano maturato o matureranno entro la fine del 2014 i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa in vigore prima del decreto legge n. 201 del 2011, fermo però restando che il trattamento di fine rapporto verrà corrisposto a costoro una volta che lo avranno maturato secondo la normativa oggi in vigore (n.d.r. entro 2 anni ) . A quanti siano sprovvisti di tali requisiti per il collocamento a riposo si applicherà invece la seconda delle due alternative sopra menzionate e cioè: un percorso di mobilità guidata, diretta alla ricollocazione presso uffici di altre amministrazioni; nel caso ciò risulti impossibile, si ricorrerà invece ad altre forme contrattuali a tempo parziale previste per il personale non dirigenziale, con possibilità di riassorbimento se praticabile.  Quanto alle problematiche del blocco contrattuale, esse vanno senz’altro affrontate, almeno da subito per le categorie le cui normative di riferimento lo consentano, come il comparto sicurezza-difesa. Si darà così compiuta attuazione, anche con interventi legislativi, alla specificità riconosciuta a tale comparto appunto dalla legge, la 183 del 2010, in particolare l’art. 19*. ( dalla sua approvazione e dai Governi degli ultimi  3 anni totalmente inapplicato da poter essere definita "legge truffa" per il Comparto Difesa e Sicurezza n.d.r. ) E sempre con riferimento al blocco contrattuale, esso grava oltre misura, ed è a noi ben presente, sulle professioni prive di vere e proprie progressioni di carriera e per le quali pertanto il venir meno delle progressioni anche economiche risulta particolarmente mortificante. Penso ad esempio al corpo docente ed alla funzione eminente da esso assolta nell’interesse della collettività, ed assicuro tutto il mio impegno seguendo del resto, ancora una volta, le chiare attenzioni rivolte al settore dal Presidente del Consiglio, nel più volte citato discorso. E neanche mi sfugge la frustrazione di quelle categorie che, pur vantando professionalità eccellenti, le vedono riconosciute soltanto a metà negli avanzamenti e nelle promozioni. Abbiamo davanti mesi difficili, facciamone un’occasione per assumere decisioni non più rinviabili, per la trasparenza, la moralità, il lavoro, la semplificazione e l’innovazione. Le parole prima ricordate, consegnateci dal momento presente, e cioè rigore e competenza, non sono infatti incompatibili con coraggio e visione. Mettiamoci dunque al lavoro per dare al Paese le risposte che attende e che merita.  * Art. 19.      (Specificita' delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) 1. Ai fini della definizione degli ordinamenti, delle carriere e  dei contenuti  del  rapporto  di  impiego  e  della   tutela   economica, pensionistica e previdenziale, e' riconosciuta  la  specificita'  del ruolo delle  Forze  armate,  delle  Forze  di  polizia  e  del  Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonche'  dello  stato  giuridico  del personale ad essi appartenente, in dipendenza della peculiarita'  dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni  personali,  previsti  da leggi e regolamenti, per le  funzioni  di  tutela  delle  istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e  della  sicurezza  interna  ed esterna, nonche' per i peculiari requisiti  di  efficienza  operativa richiesti e i correlati impieghi in attivita' usuranti. 2. La disciplina attuativa dei principi e degli indirizzi di  cui  al comma 1 e' definita con successivi provvedimenti legislativi,  con  i quali  si  provvede  altresi'  a  stanziare  le  occorrenti   risorse finanziarie. 

VEDI  NUMERI TAGLI DELLA SPENDING REVIEW  e tabelle NELLE FF.AA

AUDIZIONE D’ALIA  testo completo 


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sabato 15 giugno 2013

giu

15

2013

NON SCHERZIAMO CON LA PAROLA GUERRA ! GIA’ CON SADDAM LE PROVE SU ARMI CHIMICHE E DI DISTRUZIONE NON ERANO CERTE . RILEGGETE E RICORDATE AI LEADER MONDIALI L’ARTICOLO 11 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE  

SIRIA, IL MONITO DEL MINISTRO MAURO: "ECCO LE PREMESSE PER GUERRA MONDIALE"


Mentre la Casa Bianca parla di certezza dell’utilizzo di armi chimiche contro i ribelli, e di sostegno militare in favore di quest’ultimi, per il ministro della Difesa italiana ci sono preoccupanti analogie con il contesto che precedette la seconda guerra mondiale.   “La situazione odierna in Siria è paragonabile a precedente la seconda guerra mondiale, relativamente alla guerra in Spagna”. I timori del ministro della Difesa Mario Mauro espressi a Rai Radio 1 nel corso della trasmissione “Radio Anch’io”. 
Il rischio da scongiurare è la realizzazione di “una sorta di guerra mondiale dall’incendio che potrebbe generarsi nell’intera area del Mediterraneo con destabilizzazione fino al Golfo Persico”. La infinita guerra in Siria va avanti, e in queste ore gli Stati uniti appaiono sempre più determinati verso il “sostegno militare” ai ribelli per la raggiunta certezza dell’utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad. L’ufficializzazione dell’intervento potrebbe avvenire a breve. Ma per Mosca questa certezza è menzogna paragonabile alle bugie che furono dette dagli americani in merito alle armi di distruzione di massa dell’ex dittatore iracheno Saddam Huessein. La certezza è invece “franca valutazione” per il premier inglese Cameron; mentre la Francia si è espressa non ritenendo possibile l’istituzione di una no – fly zone in Siria, in mancanza di un improbabile voto favorevole da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Quest’ultime dovrebbero ottenere il via libera del governo siriano nel poter indagare liberamente sull’utilizzo di armi chimiche; questione rispetto alla quale è difficile venirne a capo effettuando una operazione di verifica sul posto, per i rischi annessi. Intanto la guerra, in corso da due anni e due mesi, ha prodotto oltre 90.000 vittime nel Paese arabo, tra le quali migliaia di bambini; un numero sufficientemente grave da arrestare con qualsiasi soluzione politica, e da non accrescere con una paventata guerra mondiale.   
Art. 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.


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giu

15

2013

INVECE CHE TAGLIARE MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO NELLE FORZE ARMATE, ANCHE PER I GIOVANI, MENTRE I GENERALI DICONO CHE SONO TAGLI INDISPENSABILI. IL SINDACATO CHIEDE DI ASSUMERE I VFP4.  

Felice Romano – SIULP : “ Assumete i giovani volontari in polizia, CC e Gdf “


Basta scelte demagogiche e da campagna elettorale sulla sicurezza mentre si continua a tagliare l’occupazione nel Comparto Sicurezza e Difesa
Roma, 14 giu - «L’allarme che sta montando nelle varie città metropolitane, alcune delle quali come ad esempio Roma, da attribuire più alla strumentalizzazione partitica e politica piuttosto che ai dati reali, e che è arrivato nell’agenda prioritaria del Ministro Alfano come dimostra la rassegna stampa odierna, sta facendo emergere l’ennesimo errore da parte della politica nell’affrontare un tema delicato e vitale per i cittadini e per lo stesso futuro economico e sociale del nostro Paese. La paura dei cittadini a fronte di fatti eclatanti che incidono più per l’efferatezza e quindi per la qualità e non per la quantità, necessita di interventi professionali e concreti e non dell’ennesima operazione di facciata come quella preannunciata dai mass media e attribuita al Governo».
Lo afferma in una nota Felice Romano – Segretario Generale del SIULP – commentando gli articoli di stampa che hanno attribuito al Ministro Alfano la volontà di "rispolverare" l’impiego dei militari (speriamo non i carri armati) e i sindaci sceriffi anziché ripristinare le risorse necessarie alla Polizia di Stato e alle Forze dell’Ordine più in generale. 
«Oltre 4 miliardi di tagli negli ultimi anni, 13 mila poliziotti in meno (altrettanti carabinieri e in proporzione altrettanti finanzieri), carenza di fondi persino per la benzina e per avere autovetture efficienti, continua Romano, sono i risultati nefasti e concreti prodotti dagli interventi demagogici e di facciata negli ultimi anni dalla politica distratta e non interessata a dare risposte concrete in tema di sicurezza ai cittadini italiani. Il tutto pensando che su un terreno così delicato e vitale per la vita del Paese si potesse agire con campagne “pubblicitarie”di facciata come in alcuni "teatrini" della peggiore politica». «Prima di "riesumare" anche le ronde (una delle tante chicche di queste campagne di facciata), incalza Romano, ci auguriamo che il Ministro, che ad oggi ha trovato tempo per tutti tranne che confrontarsi con i propri poliziotti, ci convochi e coinvolga i professionisti della sicurezza sulle strategie da individuare per dare risposte efficienti ed efficaci per liberare i cittadini italiani dalla paura che li sta aggredendo ogni giorno di più. È sintomatico che questa paura della paura incalzi a margine delle campagne elettorali, che come al solito hanno strumentalizzato la sicurezza; ecco perché in attesa che il Ministro Alfano trovi il tempo di parlare con gli unici che poi la dovranno garantire la sicurezza ovvero i poliziotti, come SIULP vogliamo lanciarli un suggerimento. Anziché spendere soldi con l’impiego dei militari in una professione che non è la loro, si adoperasse per far transitare i 4000 giovani già vincitori di concorso nella Polizia di Stato nell’Arma dei Carabinieri e nella Guardia di Finanza, (VFP4) che oggi vengono pagati per fare i militari. Questi giovani sono bloccati da una norma nata circa 10 anni fa che, per paura che nessuno andasse nelle Forze Armate, ha previsto il “trattenimento coatto” per 4 anni di questi giovani, nelle Forze Armate». «Oggi le stesse Forze Armate hanno capito che per le loro esigenze bastano i volontari in ferma breve per un anno. Sarebbe molto più semplice, conclude Romano, fare un intervento normativo per liberare questi 4000 giovani e mettere nelle città poliziotti, carabinieri e finanzieri anziché militari che sono professionisti nel loro campo, anche perché oggi i giovani nelle Forze Armate, per un anno ci vanno volentieri».


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venerdì 14 giugno 2013

giu

14

2013

Generale Graziano E.I. in commissione Difesa : “ tagli e scelte delicate, dolorose ma indispensabili – chiusura di 87 Enti e riorganizzazione di 127.  

“ Il parlamento deve aiutare contro le resistenze locali nei casi di soppressione e trasferimento – Riflettete sugli effetti negativi della riforma pensioni e del Blocco delle Retribuzioni “ .


Audizione del Capo di Stato maggiore dell'Esercito, generale di corpo d'armata Claudio Graziano  Resoconto stenografico n. 2 Comm. Congiunte 4a e IV Seduta n. 3 del 5 giugno 2013    - Domande dei Parlamentari : BASILIO (M5S), deputata  CORDA (M5S) che rivolge una interessante domanda sulla tutela del personale colpito dai tagli e dalle chiusure ,DIVINA (LN-Aut), GUALDANI (PdL),senatore ROSSI (SCpI),   VILLECCO CALIPARI (PD). A cura di Assodipro Roma ; Visto il ritardo con il quale è stato pubblicato sul sito del Senato il resoconto dell’audizione, vi possiamo proporre solo oggi una sintesi della stessa con i passaggi che riteniamo di maggiore interessa e la versione integrale allegata. Presidente : Con la presente audizione prosegue il lavoro che abbiamo avviato con l'audizione del ministro della difesa Mauro e dell'ammiraglio Binelli Mantelli sulle linee programmatiche nel settore della difesa, anche in relazione alle scelte, particolarmente rilevanti, alle quali siamo chiamati in questa legislatura. Graziano :  Il processo di razionalizzazione della Forza armata, avviato con l'ormai nota legge delega n. 244 del 2012,  va ad  incidere su tutti i settori  imponendo l'adozione di scelte delicate, talora dolorose, ma evidentemente indispensabili. Si tratta di un processo decisamente importante, perché dovrà determinare l'efficienza operativa delle forze nei prossimi 30 anni, ma anche complesso, perché coinvolgerà un numero elevato di militari, civili, unità ed Enti della Forza armata. L’Esercito passerà da 112.000 uomini circa 90.000 unità entro il 2024. ( in pratica si taglieranno 22 mila posti di lavoro in Italia solo per l’Esercito mentre si parla tanto di disoccupazione e disoccupazione giovanile – n.d.r. ) Tale processo comprende inoltre una riduzione del 30 per cento dei dirigenti e del 30 per cento delle strutture organizzative. Tale riduzione andrà conseguita entro il 2018 e quindi in anticipo rispetto alla scadenza del 2024.   La riduzione del personale dovrebbe, a modello conseguito, consentire di riequilibrare le voci di spesa nella misura tendenziale del 50 per cento per il personale, del 25 per l'investimento e di 25 per l'esercizio, in misure che possono essere lievemente diverse tra le singole Forze armate in relazione alle esigenze specifiche. In realtà, questo riequilibrio potrà essere completato solo a partire dal 2024, cioè solo al raggiungimento dell'entità complessiva dell'organico. Opereremo in tre fasi che sono anche quelle dettate dalla legge. La prima fase, già avviata, prevede di raggiungere per l'Esercito, entro il 31 dicembre 2015, le circa 100.000 unità, in linea con il dettato della spending review ( tutti i posti di lavoro che si perderanno saranno prevalentemente per il ruolo volontari, posti di lavoro in meno per i giovani Italiani – n.d.r.). Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto senza particolari problemi, in base al flusso normale del personale che fuoriesce. La seconda fase avrà termine nel 2018, quando dovremo aver concluso la razionalizzazione delle strutture e ci ridurremo a circa 98.000 unità. La terza fase, traguardata al 2024, prevede la riduzione a 90.000 unità militari, con la clausola di poter far slittare gli obiettivi numerici se non vengono raggiunti per un certo numero di anni. Occorre minimizzare i trasferimenti del personale, evidentemente per ragioni sociali, ma anche di costo. Complessivamente, stiamo parlando della chiusura di 87 enti ed unità e della riorganizzazione di 127 enti, da completare entro il 2018. La soluzione ideale per l'Esercito, come ho già detto in occasione di un'audizione tenutasi lo scorso anno, è quella di concentrare l'intera Forza armata in 15-20 macro-basi. Un altro aspetto importante è il sostegno del Parlamento, perché nella fase di attuazione dei provvedimenti di revisione, con particolare riferimento a quelli di soppressione e trasferimento delle unità, è lecito attendersi resistenze a livello locale per gli impatti socio-economici acuiti dalla attuale congiuntura finanziaria, di cui si legge abbastanza sovente.  

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Testo integrale dell'audizione






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giu

14

2013

EQUA RIPARAZIONE  

Corte di Appello di L'Aquila


Pubblichiamo l'ultimo decreto di Equa Riparazione ricevuto dallo Studio Legale Coronas.
 
 
.:: Leggi l'allegato
 


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giu

14

2013

Pinotti - Sottosegretario Difesa : " 15 F35 Essenziali per la nostra Marina " - Mauro : Per rifinanziare la missione in Afghanistan servono 300 milioni di euro.  

Pinotti : " Comunque c'è una discussione in Parlamento, aspetto quello che deciderà il parlamento "


Ansa Roma 13 Giugno : Quanti caccia F-35 vorrebbe il sottosegretario della Difesa Pinotti ( PD ) ? ; " Non ho un desiderio specifico su questo. Attualmente ci sono 296 aerei in linea . Gli F-35 dovrebbero sostituirli. Si, ma quanti ? Secondo me - dice, intervenendo ad - un giorno da pecora - su Radio 2, c'è un esigenza, essenziale, perchè senza quelli non funziona la portaerei, ed è di 15.  Perchè sono 15 quelli che servono se vuoi far funzionare una portaerei, ne abbiamo una ora. Ma è vero che attualmente ne stiamo aspettando 90 ?, le viene chiesto, Non ne stiamo aspettando 90, non è un programma in cui tu compri degli aerei, è un programma in cui tu partecipi alla costruzione, decidi di comprarne sulla base dell'esigenza che hai. Serve L'Aeronautica per proteggere i tuoi militari in missione ? Allora ho bisogno di un tot numero di aerei. Decidi di non avere più l' Aeronautica ? Allora non ti servono aerei .
Comunque c'è una discussione in Parlamento, aspetto quel che deciderà il Parlamento.
ASCA - Roma, 13 giu - ''L'operazione in Afghanistan deve essere rifinanziata alla fine di settembre. Chiederemo al Parlamento la fiducia che ha sempre dimostrato a ranghi compatti: si tratta di una cifra tra i 250 e 300 milioni di euro''. Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, intervenendo ad Agora', su Rai Tre.
 


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giovedì 13 giugno 2013

giu

13

2013

F-35, di nascosto il Governo ne ordina altri sette ? (e fanno dieci)  

“ pare che qualche appassionato di fumetti che sta (o stava) al Governo abbia fatto lo stesso con l’F-35 e nei mesi (settimane?, non si sa) scorsi abbia ordinato alla chetichella altri sette F-35 oltre ai tre che già sapevamo” .


Sarà che mi è sfuggito qualche passaggio, e attendo smentite in questo caso, ma a me risultavano solo tre ordini. Lo disse anche il generale di squadra aerea Claudio Debertolis, Segretario generale della Difesa, il 1° febbraio 2012 alla commissione Difesa della Camera: “Noi intendiamo stipulare un contratto per tre aerei che ci serviranno a validare la FACO e per dimostrare che riusciamo a realizzare la produzione” (Resoconto stenografico dell’audizione, pagina 15). Ma gli aerei adesso sono dieci, quando la FACO ancora non ha cominciato a produrre. Dunque che validazione è stata fatta con i primi tre? Nessuna. Un’altra delle tante cose inventate e buttate là al Parlamento sperando che si accontenti, a cominciare dai fantomatici 80 milioni di dollari per aereo che lo stesso Debertolis disse sarebbe stato il costo degli F-35 comperati dall’Italia, salvo poi essere smentito pochi mesi dopo .  È vero che l’ammiraglio-ministro Di Paola disse che avremmo comperato 91 F-35 delle varie versioni, ma nessuno aveva mai detto che l’intenzione si stava tramutando in ordini. Rendendo così inutile e vuoto il dibattito che c’è da mesi in Parlamento sulla questione. Perché, se gli ordini sono stati fatti, tutto diventa più difficile. Non si potranno annullare se non pagando forti penalità, mentre finora non c’erano impegni definiti e dunque nessuna penale eventualmente da pagare nel caso si fosse cambiato idea........
 
Leggi articolo integrale di Toni De Marchi


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giu

13

2013

Caso Marò : L’India vuole interrogare i colleghi di Latorre e Girone presenti sulla nave. Il processo potrebbe subire i tempi politici delle elezioni indiane.  

Sembra che la soluzione migliore che al momento gli indiani hanno prospettato per il caso dei due marò sia Condanna e poi pena da scontare in Italia, grazie a un accordo già firmato l’anno scorso.


La polizia indiana vorrebbe interrogare (giustamente dal suo punto di vista) gli altri 4 fucilieri di Marina che erano imbarcati sulla Enrica Lexie
Secondo un rapporto della Marina, i periti balistici della polizia indiana hanno verificato che i 4 proiettili italiani recuperati nel corpo dei 2 pescatori e nel loro peschereccio provenivano da fucili diversi da quelli assegnati ai marò Girone e Latorre i quali avrebbero usato quindi, le armi assegnate agli altri 4 Marò
Un interrogatorio, quindi, sarebbe comprensibile: i giudici vogliono farlo in India; il governo italiano – comprensibilmente – rifiuta. Letta, Bonino e Mauro hanno creato un gabinetto di crisi con il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Hanno accentrato la comunicazione e la gestione dei messaggi pubblici che il governo lancia sul caso. Hanno deciso di continuare ad avvalersi di un inviato come l’ex ambasciatore Onu Staffan De Mistura che ha dichiarato : “La Nia, ha detto a New Delhi dove si trova in missione, 'sta lavorando sodo' e fra poco affrontera' anche il nodo dell'interrogatorio dei testi italiani. 'Ho potuto verificare dagli incontri avuti, anche con il ministro degli Esteri Salman Khurshid - ha aggiunto - che le indagini stanno procedendo nello spirito di un processo veloce ed equo'. 'Ci sono stati dei ritardi nell'inchiesta - ha indicato - causati da discussioni necessarie per definire le modalita' dell'utilizzazione dei testimoni'. Fra questi i quattro maro' (Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte) che erano sulla Enrica Lexie con Latorre e Girone e che le autorita' indiane vorrebbero ascoltare a New Delhi. Una ipotesi che pero' non piace al governo italiano. 'Non posso entrare nei particolari di questo perche' stiamo ancora discutendo - spiega De Mistura - ma certo ci sembra che un loro interrogatorio possa essere fatto anche in Italia'. Per quanto riguarda poi la prima inchiesta svolta dalla polizia del Kerala (annullata dalla Corte Suprema per mancanza di territorialita',), ha spiegato l'inviato, 'non tutto verra' rivisitato dalla Nia, ma solo quelle parti in cui e' apparso che gli inquirenti keralesi fossero prevenuti e cercassero di fabbricare conclusioni prestabilite' Per De Mistura, 'appena terminata questa nuova inchiesta dovra' iniziare il processo per direttissima guidato da un solo giudice nel quale siamo pronti ad utilizzare tutti gli argomenti a disposizione a favore dei nostri marò'. Apparentemente si arrivera' all'appuntamento in un quadro di relativa serenità. 'Ne' la stampa indiana ne' alcuna piazza - ha rilevato - ha avuto negli ultimi mesi, e sono gia' tre, iniziative non solo di ostilita', ma neppure di antipatia o di non favore nei confronti dei nostri marò'. I due, bloccati dal febbraio 2012, dopo varie peripezie e dopo anche un periodo nel carcere di Trivandrum, ora vivono e 'lavorano come funzionari' nell'ambasciata d'Italia e si preparano al processo in cui dovra' emergere la verita' sull'incidente di quel 15 febbraio, quando morirono due pescatori indiani a bordo del St.Antony. 
I quattro Marò Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte sono stati già ascoltati dai Magistrati italiani . Leggi articolo. 


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giu

13

2013

Tra pochi giorni sarà l’anniversario della strage di Ustica, diffuso l’audio del pilota poco prima dell’esplosione dell’areo. Domenico Gatti era un ex pilota dell’ A.M.  

Il comandante Domenico Gatti, oltre ad essere un ingegnere, era un pilota esperto con 7429 e 23’ ore di volo all'attivo nell'Aeronautica civile e militare


Ricordiamo Domenico Gatti e tutte le vittima della Strage di Ustica. 
Ecco una parte di un intervista che il fratello del pilota,Edoardo Gatti , rilasciò il 13 sett. 2011 . “ ricordo che l’ospedale di Palermo era attrezzato per ricevere cinque cadaveri. Ne arrivarono 38. Nei sotterranei andare a ricercare il corpo di mio fratello è stata una cosa veramente raccapricciante. Non auguro a nessuno di dover fare una cosa simile. Dovrebbe dare la misura a chi la fa, del valore dell’essere umano. Va bene battersi, combattere, lavorare, ma siamo ben poco in ultima analisi. Questo perché dopo tre giorni i nostri corpi sono già in uno stato drammatico. Ma voglio ricordare che  l’aereo , che si trovava a 12.000 metri d’altezza ci mise quattro minuti e mezzo a cadere in mare. Sui corpi straziati delle vittime recuperate si poteva notare come queste si fossero accorte di quello che stava accadendo. Qui mi fermo, quello che ho visto trentuno anni fa è orribile. Ho ancora i brividi.  Lei dice di credere nel destino, perché quel giorno doveva essere anche lei a bordo del Dc 9 Itavia. Sì. Su quell’aereo dovevo esserci anche io.  Allora io correvo in auto. Dovevo essere a Pergusa in Sicilia in pista con la mia Osella. Ma la mia auto non era pronta. Così non partii. Io credo nel destino delle persone. Nel fato. Pensi. Ero in autoscuola. Arrivò un mio vicino di casa, agente di commercio, arrabbiato perché aveva perso l’aereo. Quell’aereo e disse. “Vabbè domani andrò in Veneto”. Alle cinque del mattino in Veneto, quell’uomo morì comunque in uno scontro contro un Tir.

AUDIO DEL PILOTA 


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mercoledì 12 giugno 2013

giu

12

2013

Senatore Mario Ferrara rivolto a due Poliziotti "Mi multate? Fatemi il saluto militare". Peggio della pessima frase “ lei non sa chi sono io !”.  

Il Brutto episodio assume valori ancor peggiori In un periodo di crisi economica pesantissima che condiziona la vita di milioni di Italiani disoccupati o con retribuzioni bloccate.


A cura di -email-
La politica, certi  politici non diminuiscono né i loro redditi né la loro supponenza. La politica, certi politici offendono la dignità di chi fà il proprio lavoro con retribuzioni bloccate dal 2010. La politica, certi politici con determinati comportamenti, non si rendono conto della siderale distanza che contribuiscono ad aumentare tra loro ed il paese. 
il senatore MARIO FERRARA dovrebbe chiedere scusa ai due poliziotti ed a tutti i lavoratori italiani, a cominciare da quelli del comparto Sicurezza e Difesa.
di ROMINA MARCECA repubblica.it  Palermo 
La querelle sabato pomeriggio in via Emerico Amari davanti a decine di automobilisti. Il parlamentare è stato fermato a un posto di blocco, gli agenti gli hanno contestato la revisione scaduta e la mancata esposizione dell'assicurazione Protagonista il senatore di Grande Sud Mario Ferrara, da sempre vicino a Gianfranco Micciché. Il parlamentare è stato fermato ad un posto di blocco in via Emerico Amari mentre era alla guida della sua Audi A4. Si doveva trattare del solito controllo di routine, invece in via Emerico Amari è andata in scena una querelle tra il politico e i poliziotti, durata quaranta minuti, e alla quale hanno assistito decine di automobilisti incuriositi.
Dopo il saluto da parte dei due poliziotti, Ferrara ha consegnato la sua patente. Fin qui tutto a posto. La reazione del senatore, finita su una relazione stilata dai due agenti e già consegnata al loro superiore, arriva dopo la contestazione della mancata esposizione del tagliando assicurativo e l'accertamento della mancata revisione dell'auto, scaduta nell'aprile del 2012. "Le dobbiamo contestare due contravvenzioni al codice della strada", hanno detto i due agenti. "Sono un senatore della Repubblica e esigo il saluto militare ", avrebbe detto per tutta risposta Mario Ferrara ai due poliziotti. In via Emerico Amari sarebbe arrivato anche un funzionario della questura che avrebbe chiesto ai due poliziotti, per cercare di arrivare a un accordo, di fare il saluto militare. Eppure c'è un decreto del Presidente della Repubblica del 28 ottobre1985 che NON prevede il saluto militare a un senatore, ma ai sottosegretari di Stato per l'Interno, al capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza, e verso le altre autorità dello Stato. Ovviamente il saluto militare, riporta il decreto, "è previsto anche per gli altri superiori gerarchici o funzionali, se in divisa o se conosciuti".
Ma il senatore non si sarebbe fermato a quella richiesta, infatti avrebbe anche minacciato di chiamare il prefetto per metterlo a conoscenza di quanto stava accadendo.
SENATORE  MARIO FERRARA Regione di elezione: Sicilia -Nato il 2 aprile 1954 a Lercara Friddi (Palermo) 
Residente a Palermo -Professione: Ingegnere Elezione: 24 febbraio 2013 
Proclamazione: 6 marzo 2013  Presidente del gruppo GAL Membro della Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari

leggi  l'articolo completo 
 


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giu

12

2013

"Studio Legale Coronas- Assodipro. Dalla Corte dei Conti di Ancona una nuova positiva sentenza in tema di indebito pensionistico dei militari"  



Il Giudice unico delle pensioni dott.ssa Maria Nicoletta Quarato, all’udienza del 13 dicembre 2012, con l’assistenza del Segretario signor Ettore Colella, ha pronunciato la seguente 
SENTENZA 
sul ricorso iscritto al n. 21417/PM del registro di segreteria proposto dal signor M. G. (C.F. OMISSIS), nato a OMISSIS, residente in OMISSIS, rappresentato e difeso dagli avvocati Salvatore e Umberto Coronas del Foro di Roma, elettivamente domiciliato presso il loro studio in Roma,via Giuseppe Ferrari n. 4, 
 
PEC
salvatorecoronas@ordineavvocatiroma.org
umbertocoronas@ordineavvocatiroma.org
contro 
INPDAP – ora INPS – Sede centrale e Direzione provinciale di Ascoli Piceno; INPS, Sede centrale e Direzione provinciale di Ascoli Piceno; Ministero della Difesa.
 
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giu

12

2013

Carabinieri : il maresciallo Masi dichiarò: "Mi impedirono di catturare Provenzano". Presentata interrogazione parlamentare.  



ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00754 Dati di presentazione dell'atto Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 30 del 06/06/2013 Firmatari Primo firmatario: CURRO' TOMMASO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 06/06/2013 Ministero destinatario: ·        MINISTERO DELLA DIFESA ·        MINISTERO DELLA GIUSTIZIA ·        MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE ·        MINISTERO DELL'INTERNO  
  Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 06/06/2013

  Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00754 presentato da CURRÒ Tommaso testo di Giovedì 6 giugno 2013, seduta n. 30 CURRÒ, CANCELLERI, TURCO, D'UVA, GRILLO, NESCI, RIZZETTO, TACCONI, PRODANI, BARONI e MARZANA. — Al Ministro della difesa, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:  

il 14 maggio 2013, nel corso di una conferenza stampa, i legali dei sottufficiali dell'Arma Salvatore Fiducia e Saverio Masi denunciavano agli organi d'informazione gli ostacoli e le omissioni frapposte fra il 2001 ed il 2004 prima alla caccia al capomafia Bernardo Provenzano e poi, circa due anni fa, in relazione ad «un'indicazione affidabile» che faceva ritenere che si trovasse in Sicilia quello che viene considerato l'attuale reggente di Cosa nostra Matteo Messina Denaro; 
queste circostanze sono state oggetto di denuncia alla Guardia di finanza di Palermo da parte del luogotenente Salvatore Fiducia, tale denuncia ha fatto seguito ad un esposto del maresciallo Saverio Masi; 
i due militari dell'Arma hanno dichiarato che nell'eseguire le loro rispettive indagini, in servizio al comando provinciale di Palermo, le relazioni di servizio con le quali riferivano ai loro superiori siano state «ignorate e talvolta corrette, con sottrazioni di alcune parti»; 
inoltre sia Masi che Fiducia riferiscono, per tramite dei loro legali, «di aver individuato casolari dove avrebbero potuto rifugiarsi i latitanti e anziché essere incoraggiati, sono stati stroncati»; 
se quanto denunciato in premessa fosse vero si sarebbero verificati, nell'ambito dell'Arma, comportamenti che avrebbero contribuito alla compromissione di importanti indagini contro la criminalità organizzata, ivi compresa la cattura di pericolosissimi latitanti –: 
se siano state avviate indagini in relazione ai fatti in premessa alla luce dell'esposto e della denuncia presentati; 
quali iniziative intenda intraprendere, nel rispetto ed indipendentemente da eventuali indagini della magistratura, per accertare se nella catena di comando si siano verificate anomalie e per chiarire quanto descritto in premessa. (4-00754)


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giu

12

2013

Ammiraglio De Giorgi : “ nuove navi da guerra per Marina e Eni”. Chi paga? Anche I Ministeri “civili”.  

De Giorgi : "La flotta si sta pericolosamente assottigliando e a breve non sarà più in grado di tutelare gli interessi nazionali". In realtà la sfida per un piano di riarmo navale è tutta "interna" per ristabilire l'equilibrio con EI e AM


“E’ necessario e urgente avviare nuovi programmi di investimento per rinnovare la flotta della marina militare che si sta pericolosamente assottigliando nei numeri e nelle capacità e a breve non sarà più in grado di tutelare gli interessi nazionali: solo così si salva la marina militare, che altrimenti nel 2025 cesserà di esistere come forza operativa”. De Giorgi vuole che la sua forza armata non sia più “la cenerentola in termini di budget rispetto ad esercito e aeronautica”, come ha detto qualche settimana fa, e per questo oggi chiede per la Marina “rinnovate attenzioni da parte della nazione”. 
Come a dire: basta parlare solo dei cacciabombardieri F-35 perché anche la Marina ha le sue esigenze. Che non si limitano alle dieci famose fregate multi-missione Fremm da 5,68 miliardi, per le quali il nuovo sottosegretario alla Difesa, Roberta Pinotti, ha appena sbloccato un nuovo finanziamento da 749 milioni di euro promettendone un altro entro fine anno L’ammiraglio si riferisce infatti a un nuovo programma di riarmo navale del quale, fino a poche settimane fa, nessuno aveva mai sentito parlare: quello per l’acquisizione di dodici unità multiruolo di tipo Lcs (Litoral Combat Ship, ovvero navi da combattimento costiero). Le nuovi navi verranno almeno 300 milioni l’una. Il che significa 3,6 miliardi per l’intero programma.  In questa stessa intervista De Giorgi ha dichiarato che, pur essendo il programma ancora in fase iniziale, “lo Stato maggiore ha già dato l’autorizzazione preliminare per l’acquisizione di sei navi”. Buono a sapersi. Ma chi sarà a pagare per queste mini-Fremm ? A rigor di logica De Giorgi farebbe meglio ad andare a battere cassa da Paolo Scaroni, visto e considerato che – come accennato dallo stesso capo di Stato maggiore della Marina in una recente intervista a Milano Finanza – queste nuove navi potranno tornare utili per proteggere dai pirati i nuovi giacimenti di gas naturale offshore scoperti dall’Eni in Mozambico e per scortare le petroliere del cane a sei zampe che solcano le rischiose acque dell’Oceano Indiano.
Anche i pericolosi "PIRATI" fanno il gioco delle Lobby ? 

Articolo integrale di  Enrico Piovesana  ( ilfattoquotidiano.it)  


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giu

12

2013

Ministro Difesa Mauro. Scanu PD :“ Specificità -Ci dica qualche parola per togliere il blocco degli stipendi !”- “Il Parlamento è sovrano su tutta la politica militare”.  

M5S : “In Afghanistan Siamo in Guerra, una guerra che abbiamo perso “- SeL“ Più cooperazione meno guerra “- Lega : “ Cosa ci guadagniamo a stare in Afghanistan?”. Discussione alla Camera sull’informativa del Ministro Difesa .


Sintesi degli Interventi, fatti oggi alla Camera, dopo l’ Informativa del Ministro Difesa Mauro , UNICO Membro del Governo presente in aula
GIAN PIERO SCANU. PD - Ci si sta infatti a cuore che quel gruppo di donne e di uomini che ci rappresentano in maniera così dignitosa e alta abbia piena contezza della vicinanza convinta del Parlamento. E accenniamo anche all'augurio di buona guarigione per i feriti. Ci auguriamo davvero che possano riprendere subito a servire il Paese con onore, come hanno fatto. 
  Signor Ministro, non mi sono scandalizzato quando lei, nell'esercizio di una funzione che ritengo  fisiologicamente corretta, se, come in questo caso, svolta in un contesto parlamentare, ha ritenuto di dover esprimere un giudizio politico sulla consistenza numerica dei deputati in Aula. Credo che questo, anche da parte di chi sostiene il Governo che lei in questa sede rappresenta, costituisca un atto di onestà intellettuale. È bene certe cose dirsele con molta franchezza, ma io sarò altrettanto franco, anche perché vale la reciprocità, per cui, con lo stesso atteggiamento costruttivo che lei ha voluto declinare nel sottolineare lo scarso numero di deputati, mi permetto, in maniera costruttiva, di svolgere alcune considerazioni. Signor Presidente, le chiedo un minuto, non di più, di tolleranza, perché il Ministro ha parlato di molte altre cose. Ritengo che sia normale potere avanzare questa richiesta.  Lei ha parlato di addestramento, signor Ministro. Siamo d'accordo: la sicurezza viene al primo posto e, se i fondi non sono necessari, può essere e deve essere costruita eventualmente anche con una riduzione delle spese militari.  Lei ha parlato di ISAF, signor Ministro: il mio modesto punto di vista è che almeno negli ultimi cinque anni ci sia stata un'identificazione tra ISAF e Enduring Freedom, che sono due cose completamente diverse. Per cui, tanto più alla vigilia dell'interruzione della nostra presenza, è opportuno che ci sia una vigilanza perché soltanto l'ISAF venga portata avanti. 
  Si è parlato di specificità. Ci dica qualche parola per fare in modo che venga tolto per il comparto difesa e sicurezza il blocco degli stipendi. Ci dica che cosa intende fare al Consiglio d'Europa e ci dica anche, signor Ministro, se in quelli che saranno i prossimi appuntamenti ci sarà da parte vostra la piena e totale disponibilità ad attuare ciò che la riforma impone: la decisione in termini di titolarità sovrana da parte del Parlamento nella definizione di tutta la politica militare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). 
 ALESSANDRO DI BATTISTA M5S  Ma la guerra ci fa schifo, Ministro, e siamo in guerra da dodici anni. Tra l'altro è una delle guerre più durature del Novecento ed è una guerra ! Il fatto stesso che lei dica che la missione cambierà, che la prossima missione sarà non combat significa che dove siamo adesso è una missione combat. Perché vi smentite da soli ? Perché (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ? Noi chiediamo un po’ di onestà intellettuale in quest'Aula. Siamo in guerra ed è una guerra che abbiamo perso, lo sapete tutti quanti, ne parlavamo prima anche alla buvette. La guerra è persa, perché tutte le guerre quando si iniziano sono perse, perché la guerra fa schifo, perché ci piace la pace e perché non crediamo che l'unico mezzo di risoluzione dei conflitti, anche dove ci sono, non terroristi, magari criminali, ma non terroristi, che comunque non ci hanno mai attaccato, Ministro, e questo anche dobbiamo considerarlo, perché l'articolo 11 della Costituzione parla chiaro: l'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. 

INTERVENTI INTEGRALI  




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sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
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