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domenica 19 gennaio 2014

gen

19

2014

IL FERMENTO DEMOCRATICO DELLE FORZE ARMATE. SI INCRINANO VECCHI ARGINI POSTI DA VERTICI E POLITICI ARROCCATI IN LOBBY. DIRITTI PER I MILITARI. COM STAMPA CoCeR GDF: BASTA PRENDERCI PER.. Specifici!  

Su susseguono giorni di Dichiarazioni e Comunicati con richieste VERE di Diritti SINDACALI per i Militari mentre c’è chi , nella Rappresentanza Militare , rimane comodamente nelle sedi dei CoCeR Sindacati Gialli.


A cura di ASSODIPRO 
Da circa 4 anni, sulla scia dei provvedimenti inerenti al comparto Difesa/Sicurezza degli ultimi Governi : Blocco Stipendiale e tagli pesantissimi di risorse del Governo/i Berlusconi,  Spending Review, tagli e Revisione strumento Militare del Governo Monti applicata con i decreti dell’attuale governo ( solo per citare alcuni provvedimenti/leggi) , La Battaglia ventennale sui DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI che ASSODIPRO porta avanti da 21 anni trova consensi e si rinforza. Come potete leggere negli articoli precedenti del nostro sito, i comunicati critici  verso vertici e politica, su leggi-provvedimenti-decreti non mancano così come, da un gruppo di delegati CoCeR Interforze, viene la CHIARA RICHIESTA DI DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI. 
I CoCeR meno conservatori e che vogliono strumenti di tutela vera, associativa e sindacale, vedi il CoCeR Finanza sempre in prima linea da anni sul tema ed un parte maggioritaria del CoCeR Aeronautica spronato dal T.C. Bottacchiari,  che “ finalmente “ sembra voler riprendere la BANDIERA DEL MOVIMENTO MILITARI DEMOCRATICI, dignitosamente alzano la testa mentre gruppi di delegati di altri CoCeR rimangono comodamente “ barricati “ nelle sedi di CoCeR che  gozzovigliano rappresentativamente tra VELINE di settori “lobby verticistici” e rifiuto di DIRITTI DEMOCRATICI, nell’attuale sistema di CoCeR-Sindacati Gialli ( vedi parte dei CoCeR Esercito, Marina, Carabinieri )  che non offre nessun strumento di tutela al Comparto DIFESA massacrato da tagli occupazionali e da pesanti ristrutturazioni. 
Nel Quadro DEMOCRATICAMENTE EVOLUTIVO degli ultimi giorni  registriamo il comunicato odierno del 
COCER DELLA GUARDIA DI FINANZA . COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Consiglio Centrale di Rappresentanza

Comunicato Stampa Cocer GDF
Ci risiamo !!! In questo Paese, chi lavora in silenzio, con responsabilità, rispettando le regole è sempre sistematicamente fregato.
Tutti gli altri dipendenti pubblici (quelli privatizzati) hanno potuto utilizzare la contrattazione integrativa, prima, per ottenere, sotto forma di premi, incrementi stipendiali molto superiori ai nostri e, poi, per attenuare gli effetti dei tagli stipendiali, girando gli oneri sul turn-over e sulla funzionalità delle proprie amministrazioni.
Anche il personale della scuola ha recuperato interamente i propri scatti di anzianità 2012 e 2013, attraverso la contrattazione integrativa, con l’utilizzo di risorse attinte dal turn-over e dal MOF (sostanzialmente, lo straordinario delle forze di polizia e le missioni internazionali delle Forze Armate), così come già aveva fatto per il 2010 ed il 2011.
Mentre noi (quelli specifici) abbiamo dovuto sopportare un taglio stipendiale più pesante rispetto agli altri pubblici dipendenti (proprio a causa della specificità delle carriere e della dinamica salariale), subire interpretazioni di norme contrattuali imposte per legge per sovvertire pronunce della giustizia amministrativa e subire il taglio delle spese per missioni, per il vitto e per la sicurezza sul lavoro.
E sempre noi (quelli specifici) non abbiamo ricevuto e non riceviamo nemmeno un euro di tutti i risparmi derivati dal blocco del turn-over (migliaia di unità in meno) e dai processi di razionalizzazione delle nostre amministrazioni,
Ma abbiamo comunque continuato a garantire gli stessi rendimenti e gli stessi servizi.
La nostra amministrazione, infatti, al pari delle altre Forze di polizia ha responsabilmente continuato a garantire tutti i servizi ed a chiedere lo sblocco del turn-over, ma questo se, da un lato, ha mantenuto l’efficienza, dall’altro, non ha consentito di recuperare risorse per le retribuzioni del personale.
Oggi ci presentano provvedimenti legislativi (come il riordino dei ruoli o la riforma della rappresentanza) di mero marketing politico/sindacale, superficiali, disorganici ed assolutamente inidonei a risolvere i cronici problemi del comparto, anzi !
Se qualcuno pensa che specifico è sinonimo di fesso, se qualcuno pensa di comprare il nostro silenzio con un’altra scatola vuota, come si è poi dimostrata la norma sulla specificità approvata nel 2010, stavolta si sbaglia di grosso.
Siamo pronti a discutere, ma prima di pensare al futuro si deve necessariamente sanare il passato.
Più che proporci favole ed illusioni a costo zero, ci aspettiamo proposte concrete per reintegrare completamente le retribuzioni 2013 e cancellare il taglio per il 2014.
Non si può più continuare a prenderci in giro con la favola della specificità.
Non si può più continuare a garantire gli stessi servizi con risorse minori, scaricando costi e sacrifici sul personale.
Non si può più continuare a fare i responsabili in un Paese che continua premiare solo i furbi.
Non possiamo più continuare a lavorare in silenzio, di fronte ad una politica che ci sta costringendo a ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per ottenere uno strumento di rappresentanza esterno all'amministrazione con dignità sindacale già, da tempo, riconosciuto agli altri poliziotti italiani ed europei.

Roma 18 gennaio 2014     IL COCER GUARDIA DI FINANZA
 


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sabato 18 gennaio 2014

gen

18

2014

DIRITTI PER I MILITARI–Il Clamoroso conflitto di interesse; Quando il GENERALE di Stato Maggiore è anche presidente nella Rappr. dei Militari(!). L’UNA TANTUM per l’anno 2013, solo con il 16 %.  

Il Generale Gerometta e il conflitto di interesse nella Rappresentanza dell’Esercito e dei CoCer / Sindacato Giallo.


A cura di Assodipro 
E’ Stato emanato il DECRETO per l’assegnazione dell’ Una tantum al personale delle FF.AA. per l’anno 2013. Per L’erogazione delle somme ( misure perequative ) bisognerà attendere  l’emanazione delle disposizioni applicative da parte della competente direzione generale del personale militare. Nel Decreto ci sono solo le somme complessive per Forze Armate e CC(totali generali per singole voci ).
RICORDIAMO CHE per l’anno 2013 si percepirà SOLTANTO L’ELEMOSINA DEL 16,60 % di quanto sarebbe spettato senza il Blocco Stipendiale
In un periodo di grande richiesta di DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI per poter finalmente tutelare i lavoratori MILITARI, e chiudere definitivamente la parentesi dei CoCeR / Sindacati Gialli, Non possiamo NON mettere in evidenza l’incongruenza – il gigantesco conflitto di interessi -  la certificazione della qualità di Sindacato Giallo delle attuali Rappresentanze, in primis il CoCeR Esercito , quando leggiamo la firma apposta sulla lettera del decreto una tantum inviata dal “ Capo del 1° reparto affari giuridici ed economici del personale dello Stato Maggiore Esercito – ufficio trattamento economico, condizione militare e coordinamento  “. 
Ebbene, il Capo dell’importante reparto di STATO MAGGIORE Esercito è il generale Paolo GEROMETTA che, contemporaneamente è Presidente del CoCeR Esercito nonché Presidente del CoCeR Comparto Difesa che comprende 3 CoCeR ( EI, AM,MM ). Siamo di fronte a quello che è uno dei più grandi “ conflitti di interesse “ per quanto riguarda i diritti e la rappresentanza, un conflitto di interesse che contrasta con le più elementari basi di un sistema democratico di tutela. 
Come se un sottosegretario rappresentasse CGIL – CISL – UIL  nel confronto con il governo per concertazioni o leggi di interesse. Come se uno degli azionisti di un azienda fosse il rappresentanze delle istanze fondamentali dei lavoratori della stessa azienda. 
Vi immaginate le riunioni del solo CoCeR Esercito dove il presidente dell’organo della rappresentanza è contemporaneamente “ Capo del 1° reparto affari giuridici ed economici del personale dello Stato Maggiore Esercito – ufficio trattamento economico, condizione militare e coordinamento” ? secondo voi, cortesi lettori, i delegati stessi sono rappresentanti del personale o ascari subordinati dannosi per il personale che dovrebbero tutelare e rappresentare ? . Sicuramente, per la maggior parte, la seconda ipotesi e nel caso del CoCeR Esercito è evidente nei fatti, nei commenti o comunicati-dichiarazioni-audizioni agli atti dell’attuale mandato e nelle assenze nel chiedere diritti per tutelare veramente il personale. 
A questo deprimente quadro di democrazia rappresentativa si aggiungono anche pressioni a delegati che cercano di comportarsi con “ spirito sindacale vero “ e chiedono DIRITTI per tutti; 
Pressioni che avvengono non solo da chi è in palese conflitto di interesse, ma anche con il supporto di ascari che dovrebbero, se capaci, rappresentare tutti i colleghi e non solo se stessi.


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venerdì 17 gennaio 2014

gen

17

2014

DIRITTI E TUTELA PER I MILITARI. Delegati della Rappresentanza Militare Interforze Chiedono DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI.  

Finalmente si apre una breccia nel Sistema di Rappresentanza Militare, ridotto a Sindacato Giallo da regole e incapaci a rappresentare. Ringraziamento e Appoggio a coloro che, dignitosamente, chiedono DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI.


ROMA, 17 GENNAIO 2014 COMUNICATO STAMPA CoCeR  Interforze   
DIFESA: PIU’ DIRITTI E PIU’ TUTELE PER I MILITARI ITALIANI.   Mentre il Governo della Repubblica Serba, alle prese con enormi difficoltà economiche per il recupero dell’apparato industriale distrutto dai bombardamenti NATO del 1999, attua le riforme statali che chiede l’Europa per accedere alla candidatura per il suo ingresso in U.E., concedendo il sindacato autonomo all’esercito, il Ministero della Difesa Italiano , invece, propone una revisione del sistema rappresentativo del personale militare che richiama a dettami ante 1978, anni in cui venne “concessa” la prima forma di rappresentanza (Co.ce.R.) inserita nel sistema gerarchico con le conseguenti oggettive limitazioni. Ricordiamo alla Politica che sono pendenti presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ricorsi proposti da associazioni e liberi cittadini riguardo i divieti imposti in Italia per i militari ad iscriversi ad associazioni di categoria e ad organizzazioni di tipo sindacale e che altri ricorsi sono in arrivo presso la stessa Corte. Ribadiamo la necessità che anche nel nostro Paese nell’ambito del programma per la creazione del futuro esercito europeo non è più possibile rinunciare all’esigenza del riconoscimento dei diritti associativi o di altre forme democratiche di rappresentanza che esulino dal controllo gerarchico. Per quanto sopra ci auspichiamo che il Parlamento liberi da questi anacronistici vincoli i militari italiani in analogia a quanto già avviene nella gran parte dei paesi europei. Auspichiamo, quindi, l’apertura di un tavolo di confronto con il Ministro e le Commissioni Parlamentari al fine di arrivare ad una scelta condivisa e partecipata per la riforma dello strumento di rappresentanza militare nell’interesse delle istituzioni e nel rispetto dei dettami europei in materia di diritti associativi dei cittadini, anche militari. Servono più diritti e maggiori tutele per il personale e certamente la proposta del Ministero non soddisfa assolutamente queste esigenze ; l’Italia deve tornare ad innovare e non restare più a guardare. 
Lo dichiarano i delegati del Cocer Interforze Antonsergio Belfiori (AM), Alfio Messina (AM), Guido Bottacchiari (AM), Alessandro Gagliarducci (AM), Giuseppe D’Alò (AM), Antonello Ciavarelli (MM), Antonio Colombo (MM), Francesco Carlucci (MM), Vito Alò (MM), Franco Saccone (MM), Giordano Andreoli (MM), Sergio Belviso (MM), Daniele Tisci (GdF), Eliseo Taverna (GdF), Ignazio Martiradonna (GdF), Guglielmo Picciuto (GdF), Giovanni Cutrupi (GdF), Antonio Serpi (CC), Andrea Cardilli (CC), Gianni Pitzianti (CC), Pasquale Cocco (EI), Gianfranco Pipitone (EI)
Ringraziamento e Appoggio a coloro che, dignitosamente, chiedono DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI. Da una prima lettura dei nomi evidenziamo la LATITANZA DEI DELEGATI dei MARESCIALLI, PRINCIPALMENTE, DELL’AERONAUTICA MILITARE, che, dopo l’assenza e la latitanza nel contrastare la decimazione dei Marescialli nella revisione dello strumento militare, continuano a dimostrare la loro incapacità rappresentativa e incapacità a svolgere il ruolo di “ delegati “. 
Incapaci anche a chiedere DIRITTI.


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gen

17

2014

BLOCCO DEGLI STIPENDI DEI DIPENDENTI PUBBLICI: per tutti ma non proprio tutti…. figli, figliastri, caste e castine e alla fine il blocco vale solo per chi indossa una divisa.  

“E’ notizia freschissima, 17 gennaio ore 12,28, che gli insegnati possono stare tranquilli il consiglio dei ministri ha sbrogliato la vicenda scatti..” – “ministro Carrozza, non è che potrebbe fare il ministro della difesa per una mezza giornata…”


A cura di Diego Spadafora.     
I primi giorni dell’anno, in particolare la settimana immediatamente dopo la riapertura delle scuole, la notizia che ha generato un vasto interesse tra l’opinione pubblica è stata la procedura di restituzione, avviata dal ministero dell’economia e finanze, delle somme impropriamente ricevute dagli insegnanti per i pagamento degli scatti di anzianità. Emolumenti che, in considerazione del principio di congelamento della massa stipendiale dei dipendenti pubblici, introdotta dalla legge 78/2010, risultano bloccati. Vero è che, gli aumenti automatici di stipendio che vanno di pari passo con la progressione della carriera bloccati dal ministro Tremonti poi, sono stati parzialmente ripristinati sino al 2012, pescando tra varie voci del bilancio pubblico (cioè con i risparmi generati dalla riforma Gelmini e attingendo al fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, il c.d. Mof). Nel 2013, invece, il problema degli aumenti per il personale della scuola è tornato a galla e il governo Letta, con un provvedimento ad hoc, ha bloccato nuovamente gli scatti di anzianità. A partire dall’8 gennaio si è scatenata una piccola guerra contro il ministro Saccomanni  e, dopo le proteste dei sindacati ch minacciavano uno sciopero e le sollecitazioni del ministro dell'istruzione, Carrozza, dopo confuse dichiarazioni e smentite nell’arco poche ore la questione è stata immediatamente risolta e il premier Letta ha imposto una retromarcia al suo ministro esattore cui spetta anche l’onere di ricercare le risorse. E’ notizia freschissima, 17 gennaio ore 12,28, che gli insegnati possono stare tranquilli il consiglio dei ministri ha sbrogliato la vicenda scatti, un decreto oltre a confermare quanto percepito stabilisce inoltre, che non  ci saranno retrocessioni delle classi stipendiali per il personale che (in qualche modo) ne abbia acquisita una nell’arco del 2013
La notizia è data dal ministro della difesa Mauro. Che dire, felicitazioni per il personale della scuola che avendo subito come tutti gli altri dipendenti pubblici un iniquo e ingiusto doppio blocco stipendiale, uno legato al contratto ed uno correlato alle progressioni di carriera, si è giustamente visto riconosciuto il trattamento economico della carriera grazie al forte, determinato e risolutivo intervento del ministro Carrozza che deve avere avuto argomentazioni convincenti per incrinare il monolite alieno che rappresenta il MEF. Cosa aggiungere, l’amarezza che dopo il personale della magistratura che grazie alla sentenza 223/2012 è stato escluso dal blocco, dopo che gli insegnanti hanno visto riconosciute le progressioni di carriera restano ben pochi i dipendenti pubblici veramente bloccati e impoveriti tra cui i circa 450.000 che per il loro lavoro indossano una divisa. L’amarezza è aggravata dal fatto che proprio il ministro della difesa Mauro dia la lieta notizia che riguarda gli insegnanti quando essendo a capo di un ministero nulla ha fatto per il suo personale che soffre un profondo disagio anche sociale senza pari per un blocco che riguarda non solo le anzianità ma anche le promozioni, i passaggi di ruolo, le carriere e molto altro e, che pur essendo “specifico” pur essendo tutelato da leggi dello stato non riesce in alcun modo a vedere riconosciuto il proprio quotidiano lavoro. In conclusione non si può che rendere il giusto riconoscimento al ministro Carrozza per il suo determinato, autentico e leale intervento a difesa e tutela dei diritti e degli interessi degli insegnanti. A proposito signor ministro Carrozza, non è che potrebbe fare il ministro della difesa per una mezza giornata sono sicuro che prederebbe a cuore la drammatica condizione che le donne e gli uomini in divisa sono costretti a subire, con Lei si risolverebbero molti dei problemi che ancora oggi a distanza di anni, nonostante fiumi di parole e rassicurazioni, restano irrisolti, sono sicuro che con qualche ora in più riuscirebbe anche a far rientrare i nostri due marò.   
Cameri 17 gennaio 2013     
Diego Spadafora


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gen

17

2014

ULTIMORA ASSODIPRO : “Gli insegnanti possono stare tranquilli». Mario MAURO, a margine del Consiglio dei ministri, ha commentato il via libera al decreto legge sugli scatti degli insegnanti”.  

Siamo Contenti per gli Insegnanti ma noi (comparto difesa), caro Ministro, NON siamo tranquilli, tutt’altro. Il Ministro pensi di più al " suo " personale che sta sacrificando con tagli pesantissimi chieste da lobby economiche.


A cura di Assodipro.
Il Ministro che, tra spending review e revisione strumento militare, taglia migliaia di militari che NON hanno Diritti e Tutele di tipo associativo/sindacale, rassicura gli insegnanti al termine dell’odierno consiglio dei Ministri (!) Ci ricordiamo di aver letto,  indiscrezioni giornalistiche nei giorni della nascita dell'attuale Governo, dove si leggeva che Mario Mauro avrebbe gradito molto Fare il Ministro della Pubblica Istruzione, chiedere un cambio con il Ministro Carrozza potrebbe essere una battuta facile. 
Il Ministro pensi di più al " suo " personale che sta sacrificando con tagli pesantissimi chiesti da lobby economiche o tragga logiche conclusioni politiche.

"Via libera del consiglio dei ministri al decreto che sbroglia la vicenda degli «scatti» di stipendio del personale della scuola. Il decreto conferma lo stop alla restituzione degli scatti stipendiali del personale della scuola già percepiti nel 2013 con una trattenuta di 150 euro mensili. Stabilisce, inoltre, che non ci sarà retrocessione a una classe stipendiale inferiore per il personale della scuola che ne abbia acquisita una superiore nel 2013 in virtù dell’anzianità economica attribuita nello stesso anno.
«Gli insegnanti possono stare tranquilli». Così il ministro Mario Mauro, a margine del Consiglio dei ministri, ha commentato il via libera al decreto legge sugli scatti degli insegnanti".


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gen

17

2014

Effetti della Spendig Review e Revisione Strumento Militare:Tagli pesantissimi al personale Militare e chiusure enti. Dopo gli ultimi decreti approvati, Assemblea Nazionale della R.M. Aeronautica.  

Il CoCeR Aeronautica Militare chiede di svolgere una assemblea nazionale. L'ultima assemblea nazionale risale a 3 anni fà ! Gli altri CoCeR cosa aspettano a confrontarsi con la base ? da quanti anni non si confrontano con la base?


Il Rappresentanti Militari  dell’ Aeronautica hanno chiesto una assemblea plenaria di tutti i delegati di base Nazionali per discutere dei pesanti provvedimenti approvati ed in itinere. 
In una delibera approvata 3 giorni fa si legge : “ VISTA: altresì le norme di cui alla legge 122 del 30.07.2010 in tema di blocco salariale e gli interventi modificativi relativamente agli  Istituti giuridici ed economici tipici dei militari;   VISTA:la Legge 244/2012 ed i relativi decreti discendenti esaminati con emissione di parere da parte delleCommissioni Difesa della Camera e del Senato relativamente al  processo di revisione dello Strumento Militare Nazionale;; 
CONSIDERATA: la necessità di procedere ad un urgente incontro tra il Co.Ce.R., Co.I.R. ed i Co.Ba.R. della F.A., al fine di confrontarsi con l’intero corpo elettivo della Rappresentanza Militare dell’A.M. sull’attività da svolgere,  per meglio raccogliere le istanze provenienti dalla base nonché  per procedere  ad un esame congiunto dei sottoindicati provvedimenti approvati ed in  itinere: Decreti Spending Review, Decreto armonizzazione previdenziale, Legge 244/2012 e relativi Decreti discendenti relativamente al processo di revisione dello Strumento Militare Nazionale, Decreto “Una Tantum” per l’anno 2013, Legge di stabilità per l’E.F. 2013, FESI  E.F. 2013/2014, ipotesi Riordino delle carriere; 
CONSIDERATO: che l’ultima riunione plenaria della Rappresentanza Militare dell’A.M. risale a più di tre anni fà
DELIBERA di chiedere un apposito ed urgente incontro tra il Co.Ce.R. ed i delegati tutti della R.M. Intermedia e di Base dell’A.M. da svolgersi preferibilmente a Roma nel periodo Marzo/Aprile 2014; 
La presente delibera viene approvata all'unanimità. Roma,  14 Gennaio 2014 - 
IL SEGRETARIO  (1° Av. Capo Sc. GAGLIARDUCCI Alessandro)  IL PRESIDENTE  ( Col. Giovanni BOCCI)


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giovedì 16 gennaio 2014

gen

16

2014

On. Vincenzo D’Arienzo (PD) Presenta 2 Interrogazioni al Ministro MAURO;1) “Lo Stato Maggiore Difesa è ritenuto ostacolo alla Rappr. Mil.“–“Lo Stato Maggiore è avulso dal personale ".  

Vincenzo D’ARIENZO Membro PD Commissione Difesa Camera dei Deputati 2) “Il Ministro SOSPENDA la NEGATIVA proposta di riforma della Rappresentanza Militare” .


L’onorevole Vincenzo D’ ARIENZO ( clicca e vedi scheda ) ha presentato oggi 2 interessanti interrogazioni al Ministro Difesa; la prima  su fatti degli ultimi giorni relativi all’approvazione dei PESANTISSIMI decreti sui tagli di 30 mila militari che avranno pesanti conseguenze economiche, sociali, lavorative e familiari sia per il personale in esubero e sia per le conseguenze  di accorpamento-chiusure di numerosi enti-caserme.   La seconda sulla SCANDALOSA “RIFORMA”  DELLA RAPPRESENTANZA proposta al personale, che noi di ASSODIPRO abbiamo commentato nel precedente articolo sul nostro sito .

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE Al MINISTRO DELLA DIFESA, per sapere, premesso che:
sono venuto a conoscenza delle dinamiche che hanno contraddistinto recentemente e negativamente il rapporto tra il Consiglio Centrale di Rappresentanza, il Ministro della Difesa e lo Stato Maggiore della Difesa;
in particolare ho rilevato il grave contrasto esistente tra il Co.Ce.R. Interforze e lo Stato Maggiore della Difesa. Anzi, quest'ultimo e' ritenuto essere dai rappresentanti eletti del personale militare una delle cause del non funzionamento dei rapporti fra Ministro e Co.Ce.R. Interforze
;
Inoltre:
- con una palpabile tensione, che rappresenta lo stato d'animo del comparto, e' stato chiesto al Ministro di fermare l'iter procedurale dei decreti di cui alla legge 244/2012 che sarebbero solo frutto dell'elaborato dello Stato Maggiore della Difesa senza il coinvolgimento e la partecipazione dei vari contributi forniti dalle Rappresentanze militari Forze Armate, espressi anche con formale delibera;
- è stato contestato che lo Stato Maggiore della Difesa procede nelle sue attività ritenute avulse da quelle che sono le varie realtà vissute dal personale. Ne sarebbe l'esempio l'attività di studio effettuata sul riordino dei ruoli con numerose riunioni tecniche interforze che non hanno coinvolto i rappresentanti del CoCeR., pur avendo gli esiti concrete ripercussioni sul personale;
- i delegati Co.Ce.R. hanno lasciato un successivo incontro constatata la presenza dello Stato Maggiore della Difesa ritenuto un ostacolo alle attività della Rappresentanza militare;
- l'elaborato sul riordino dei ruoli in questione conterrebbe scelte non rispondenti alle esigenze reali del personale e vi sarebbero previsioni orientate da criteri di opportunità.
Ritengo che la Rappresentanza Militare sia l'unico Organismo verso il quale possiamo affermare esistere la piena fiducia da parte del personale militare e, pertanto, credo che debbano essere riconosciuti il ruolo e la funzione con atti concreti. Quindi, quali azioni intende porre in essere il Ministro della Difesa affinché le legittime aspirazioni del personale siano compiutamente portate a termine positivamente dai propri rappresentanti senza che a questa siano frapposti inutili ostacoli da parte di chiunque.
Roma, 16 gennaio 2014

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE  AL MINISTRO DELLA DIFESA, PER SAPERE, PREMESSO CHE:
E' stata inviata, per la prevista condivisione, all'Organo Centrale della Rappresentanza militare una proposta di modifica della norma che ne regola le funzioni;
La medesima si distingue negativamente perché anziché affrontare il diffuso malcontento esistente tra il personale militare e delle Forze di Polizia ad ordinamento militare, lo Stato Maggiore della Difesa si preoccupa di ridurre i diritti dei lavoratori del comparto;
La riduzione degli Organismi della Rappresentanza, del numero dei delegati e degli spazi democratici di dissenso sono la negazione della credibilità che gli Organismi riscuotono verso il personale. Ricordo, infatti, che si
tratta degli unici Organismi elettivi e non gerarchici;
Non si mette mano ai veri nodi che impediscono alla Rappresentanza di tutelare compiutamente i diritti inalienabili dei militari;
CHIEDE al Ministro Mauro:  di sospendere la proposta in questione;  se non ritenga che sia più che necessario avviare un confronto nella Commissione Difesa per affrontare il tema in modo da invertire la tendenza
negativa in atto e, quindi, non alimentare ulteriormente lo scontro deleterio all'interno delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento militare.

Roma, 16 gennaio 2014




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gen

16

2014

Il Ministro Mario MAURO, mentre ancora si stanno analizzando le pesanti conseguenze dei tagli ai militari, propone una SCANDALOSA RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA.  

Non a caso e probabilmente per sottrarre attenzione ai pesanti tagli di personale, spuntano in pochi giorni 2 ELEMENTI DI DISTRAZIONE DI MASSA; Il Riordino e la Riforma della Rappresentanza.


A cura di Assodipro

Nell’anno 2014 D.C.  mentre in molti stati, ultimo in ordine di tempo  la Serbia, è concesso ai militari il diritto di costituire ASSOCIAZIONI A CARATTERE SINDACALE che possano rappresentare gli interessi degli stessi, avere uno strumento di tutela e svolgere un effettivo ed autonomo ruolo negoziale, in ITALIA si continua a negare i DIRITTI.
Si negano DIRITTI SINDACALI che sarebbero stati quanto mai INDISPENSABILI per Tutelare il Personale Militare dai tagli occupazionali di 35 mila unità e dalle pesanti conseguenze economiche, sociali,lavorative e familiari delle numerose chiusure previste di decine di Enti-Caserme. Mentre siamo in regime di blocchi economici dal 2009; Mentre si affida il benessere del personale a società private ! ( vedi Marina Militare )   Mentre ancora siamo intenti a districarci tra i numerosi articoli dei decreti sui pesantissimi tagli di militari e di riorganizzazioni con chiusure ed accorpamenti di decine di enti-caserme e sui quali continueremo le nostre battaglie, arrivano 2 ELEMENTI DI DISTRAZIONE DI MASSA Che sono: Una VERGOGNOSA PROPOSTA di  “Riforma” della Rappresentanza Militare ed un RIORDINO (?) DELLE Carriere che i Sindacati di polizia, con un comunicato congiunto fatto ieri hanno già rispedito al mittente come presumibilmente faranno anche i CoCeR. Nel quadro che vi descriviamo si aggiunge una proposta fatta dalla DIRIGENZA MILITARE per avere  un autonomo ruolo negoziale insieme ai sindacati per essere rappresentata meglio (!).
La finissima opera “ politica “ di Lobby di potere, volta a non concedere diritti ed agire quasi esclusivamente pro industria e interessi di casta, continua apparentemente inarrestabile a danno dell’occupazione e delle legittime aspettative del personale e dei lavoratori. 
Direttamente dall’ufficio del Ministro della Difesa Mario Mauro è giunta sul tavolo delle rappresentanze militari una scandalosa proposta di “ riforma “ della rappresentanza militare.
Bisogna affermare che Mario Mauro è coerente con quanto disse in un incontro, in risposta a richieste di diritti associativi e sindacali : “ Se cercate un ministro che concede i sindacati alle FF.AA, quello non sono io !“
In politica, come ci dimostra lo stesso Ministro Mauro,  si cambia partito, si cambiano o scaricano  leader ( vedi Berlusconi e Monti ) e la coerenza politica si applica quando e se fa comodo a se stessi o a lobby di riferimento. NELLA SCANDOLOSA PROPOSTA SULLA RAPPRESENTANZA, premesso che il SISTEMA RAPPRESENTANZA viene mantenuto all’interno dell’amministrazione militare e strutturato in modo gerarchico senza nessun tipo di  autonomia ( già questo basta e avanza per bocciarla !) , tra l’altro, troviamo, le seguenti proposte ( sottolineate ) : - Prevedere che il CoCeR   abbia posizione autonoma “ delle sola parte economica” dei provvedimenti (!) da quelli dei Ministeri di appartenenza; presenti una propria proposta negoziale ed esprima un parere indipendente dal testo finale . Queste prime proposte in pratica sono l’auto denuncia di quanto siano inutili i CoCeR ora e di come siano Sindacato Giallo ! in pratica si ammette quello che accade da sempre: Solo I vertici trattano con il Governo/Ministero per i Contratti e lo fanno sia sulla parte Normativa che Economica. Al termine della procedura di concertazione conferire efficacia semi-vincolante all’approvazione da parte del CoCeR della “ parte economica “ dei provvedimenti..  semi vincolante al punto che nel caso di una seconda sessione di lavori i contratti si approvano comunque ! e senza poter fare azioni, sit-in, mobilitazioni per fare pressioni anche mediatiche sulla politica come possono fare e fanno i Sindacati di Polizia. Ridurre i Delegati CoCeR da 63 a 40 prevedendo 20 “delegati di categoria”  più altrettanti delegati “ generali  ” eletti cioè a prescindere dalla categoria.   Tra le tante proposte che abbiamo letto negli anni e tra i tanti disegni di legge sull’argomento, mai abbiamo visto un passaggio così assurdo, arretrato e fuori da una minima concezione di democrazia dei diritti, tanto da far rimpiangere, addirittura, il buon Ramponi ! Venti delegati “ generali “ eletti a prescindere dalla Categoria è una proposta stile ventennio mentre siamo nel 2014 D.C.  ed i Europa i Diritti sono concessi a molti. Non paghi delle proposte sopra citate , le menti che hanno partorito questa SCANDALOSA PROPOSTA si sono superate scrivendo : Prevedere anche delegati  “ di categoria “ per i dirigenti.  Nei 40 delegati che dovrebbero rappresentare EI, AM, MM, CC e Gdf , secondo i relatori dell’ufficio del Ministro, ci dovrebbero essere 5 o 6 Generali ! Prevedere che le Delibere del CoCeR siano assunte a maggioranza semplice dei partecipanti al voto e non dei presenti come avviene ora – o – Ridurre il numero legale alla metà più uno in prima convocazione e a due quinti dalla seconda convocazione.    Quindi… facciamo 2 conti; I delegati sono 40, per avere il numero legale ne servono 21 in prima convocazione e  16 in seconda. Sommando i 4-5 Generali delegati + 10 ufficiali ( 2 per ogni CoCeR ) siamo quasi al numero legale ! IN PRATICA IL COCER DEI GENERALI.
Queste  " PROPOSTE " , pervenute dall’ufficio di diretta collaborazione del Ministro, SI ha il coraggio di definirle “ Interventi legislativi in materia di rappresentanza militare “ !
Non serve fare ulteriori analisi delle Proposte pervenute, visti i contenuti, BASTA UN AUTOPSIA ! 


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mercoledì 15 gennaio 2014

gen

15

2014

NOTA INFORMATIVA DI ASSODIPRO E NUOVO GIORNALE MILITARI SUL RICORSO CONTRO LE PENALIZZAZIONI DEL D.L. N° 78/2010 A SEGUITO DELLE SENTENZE NN.304 E 310 DEL 2013 DELLA CORTE COSTITUZIONALE.  




 (....) “ A fronte delle due decisioni/sentenze in titolo , Assodipro e Nuovo Giornale dei Militari, acquisite le opportune valutazioni legali, ritengono che siano venuti meno i presupposti per proporre il ricorso organizzato e, pertanto, procederanno a restituire agli aderenti all’azione il contributo (10 euro) già versato a titolo di spese ed onorari per la partecipazione alla stessa. Ciò nella doverosa, oltre che realistica, considerazione che, a questo punto, il ricorso sarebbe destinato, con alta probabilità, ad essere immediatamente rigettato dal T.A.R. del Lazio, senza neppure il rinvio alla Consulta, e, per di più, con il serio rischio di condanna alle spese di giudizio, non sembrando sostenibile o, comunque, essendo molto improbabile che quanto affermato nelle suddette sentenze, condivisibile o meno che sia, non trovi applicazione anche al personale del Comparto Difesa e Sicurezza ". (...) 
Visto lo stile e la correttezza che caratterizza il nostro operato  riteniamo di aver fatto la scelta più giusta verso i ricorrenti ringraziandoli del consenso, della fiducia che ci hanno dimostrato e della vicinanza alla nostra associazione che ci dimostrano giornalmente, anche seguendo il nostro sito ed il Giornale dei Militari.    
AS.SO.DI.PRO.  Il  Presidente  Emilio Ammiraglia   - Nuovo Giornale Militari, il direttore D.ssa Antonella Manotti   
Roma 15 Gennaio 2014

LEGGI LA NOTA INFORMATIVA COMPLETA DI ASSODIPRO in leggi tutto.




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gen

15

2014

I MILITARI NELLA TERRA DEI FUOCHI CON COMPITI DI POLIZIA; MA QUANDO VENGONO TAGLIATI COME ESUBERI NON POSSONO TRANSITARE NELLE FORZE DI POLIZIA !– OPERANDO IN TERRA DEI FUOCHI AVRANNO TUTELE ?  

Militari nella terra dei fuochi, per operare AVRANNO TUTELE PER LA SALUTE E ATTREZZATURE IDONEE ?


A Cura di Assodipro
 Numerosi articoli oggi riportano, alcuni anche con eccessiva enfasi, l’impiego di centinaia di Militari nei territori avvelenati della TERRA DEI FUOCHI. La Politica ha approvato il provvedimento per l’impiego dei militari con una solerzia non comune … QUASI a volersi difendere da anni di colpevole incuria e disinteresse sul dramma della Terra dei Fuochi.
Nelle troppo frequenti emergenze del nostro paese ci si ricorda dei militari mentre si TAGLIA IL PERSONALE MILITARE IN MODO PESANTISSIMO e sono con stipendi ed indennità bloccate dal 2009
Al momento Non abbiamo trovato articoli o dichiarazioni dove si parlava o spiegava di eventuali ed idonei strumenti di tutela ed equipaggiamenti a tutela della salute dei militari impiegati. Nello stesso provvedimento non sembra che sia evidenziato il fatto che chi andrà ad operare dovrà avere una idonea attrezzatura/equipaggiamento. Come ASSODIPRO Osserviamo anche che In casi emergenziali , come già accaduto, ai Militari vengono concesse le funzioni di agenti di pubblica sicurezza; Mentre  gli stessi Militari vengono TAGLIATI di 30 mila unità, con la previsione di transito nella P.A.,  viene negata la possibilità di transito nelle forze di Polizia. Difatti, nei recenti e pesanti decreti con i quali si tagliano 30 mila posti di lavoro militari nelle FF.AA. , tra l’altro, è  espressamente vietato il transito nelle forze di polizia. «ART. 2209-quater. Piano di programmazione triennale scorrevole - ( ESUBERI ) 1. Ai fini del progressivo raggiungimento delle dotazioni organiche complessive di cui all’articolo 798, comma 1, a decorrere dall’anno 2016 e sino all’anno 2024 ovvero al diverso termine stabilito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 244, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione e della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è adottato ogni anno un piano di programmazione triennale scorrevole per disciplinare le modalità di attuazione: a) dei transiti del personale militare in servizio permanente non dirigente e non soggetto a obblighi di ferma, appartenente all’Esercito italiano, alla Marina Militare, escluso il Corpo delle capitanerie di corpo, e all’Aeronautica Militare, nei ruoli del personale civile dell’amministrazione della difesa e di altre amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, escluse le Forze di polizia, di cui all’articolo 16 della legge 1° aprile 1981, n. 121, e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco…


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gen

15

2014

IN PERIODO DI TAGLI PESANTI 1 MILIONE DI EURO ALLE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMI. La POLITICA risponde ad ASSODIPRO sull’ ATTUALITÀ di alcune associazioni e sulla TRASPARENZA Bilanci  

Dopo l’articolo pubblicato il 13 Gennaio da Assodipro alcuni parlamentari della Comm. Difesa Camera ( ROSSI – ARTINI – CALIPARI – MARCOLIN ) - rispondono. Intanto Il Contributo aumenta di ULTERIORI 300 mila Euro !


CAMERA DEI DEPUTATI  Martedì 14 gennaio 2014  Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa per l'anno 2013, relativo a contributi ad associazioni combattentistiche e d'arma. Atto n. 73. 
Domenico ROSSI (PI), relatore, osserva che lo schema di decreto ministeriale di cui oggi la Commissione avvia l'esame provvede al riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa per l'anno 2013 e destinato all'erogazione di contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed Altri organismi vigilati dal medesimo Ministero. ….. (… )  Al riguardo, segnala che in fase di conversione del decreto-legge tali contributi sono stati vincolati alla rendicontazione e alla pubblicazione delle spese effettuate dalle medesime associazioni e ne è stato disposto l'incremento di ulteriori 300.000 euro, che il provvedimento in titolo non prende in considerazione.  Massimo ARTINI (M5S), alla luce di quanto ha disposto il più recente decreto-legge di proroga del finanziamento delle missioni internazionali, chiede al rappresentante del Governo se sono da prevedere novità sul piano della rendicontazione da parte delle associazioni destinatarie dei contributi. Al riguardo auspica che il parere di questa Commissione contenga un'indicazione esplicita su tale aspetto. Segnala, poi, che talune associazioni sembrano avere finalità alquanto anacronistiche o quanto meno superate e dunque solleva l'opportunità di considerare nuove modalità di contribuzione al loro lavoro, sulla base dei progetti realizzati e non solo di criteri astratti, come le finalità statutarie o il numero di associati. 
Marco MARCOLIN (LNA), in linea con le considerazioni del collega Artini, evidenzia che la Commissione sta esaminando un provvedimento riferito all'anno passato in assenza di ogni elemento riconducibile ad una sorta di rendicontazione da parte delle associazioni o di motivazione posta a sostegno di contributi ripartiti sulla base dei progetti realizzati. 
Rosa Maria VILLECCO CALIPARI  (PD) ringrazia il Governo per il chiarimento dato sul tema dei maggiori importi destinati alle associazioni e non presi in considerazione dal provvedimento in esame, come auspicabilmente il parere della Commissione dovrà evidenziare. Sul tema della rendicontazione, sollevato dai colleghi finora intervenuti, osserva che tale profilo rappresenta già un obbligo di legge, cui sono soggette le associazioni in questioni, i cui bilanci sono peraltro pubblici…..(…)  Auspica, infine, un impegno fattivo da parte delle associazioni ai fini dell'integrazione delle rispettive attività, ottimizzando sedi, infrastrutture e gli stessi contributi, che sono sensibilmente diminuiti rispetto al passato.  Massimo ARTINI (M5S) richiama la questione della trasparenza per segnalare alla collega Villecco Calipari che i bilanci delle associazioni non sono di facile reperimento. Quanto al versante della progettualità, sottolinea che di ogni iniziativa, pur meritevole nelle caratteristiche, occorrerebbe potere avere riscontri sul piano dei risultati, trattandosi di contributi pubblici. 
Elio VITOpresidente, auspica che il relatore possa predisporre già in occasione della prossima seduta una proposta di parere, completa degli spunti emersi in questo dibattito. Marco MARCOLIN (LNA) chiede al rappresentante del Governo di chiarire se la richiesta di contributi avanzata dalle associazione sia limitata all'importo indicato nel provvedimento in titolo o includa le maggiori somme disposte in loro favore con l'ultimo decreto-legge sulle missioni  Internazionali. Ribadisce che l'elemento davvero anacronistico concerne, a suo avviso, l'esame nel 2014 di una situazione riferita all'anno già trascorso. 
Il sottosegretario Roberta PINOTTI precisa che le associazioni non ricevono contributi sulla base delle proprie richieste ma di parametri tra cui le loro finalità statutarie o il numero di associati e non i progetti realizzati. Dato l'interesse suscitato, si riserva di fare pervenire nel prosieguo dei lavori documentazione di dettaglio sui rendiconti presentati dalle singole associazioni beneficiarie.
Elio VITOpresidente, preannunciando che tale materiale sarà naturalmente messo a disposizione della Commissione, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta
 
Tratto dagli interventi fatti ( clicca per vedere testo integrale


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gen

15

2014

I MARO’ sono ANCHE SULLE NAVI DA CROCIERA (!). Costa Crociere: amica del comandante si fa fotografare con un mitra di un Marò. Tentativo di estorsione.  

La MARINA, dopo la pubblicazione della foto, comunica che farà verifiche. I Militari, grazie alla legge voluta da La Russa, sono anche SOTTOPAGATI rispetto a contractors privati !


A cura di Assodipro.
Nel gennaio del 2013, proprio nei giorni del primo tragico anniversario dell’incidente della Costa Concordia, il comandante della nave Costa Atlantica che si trovava in crociera nel golfo di Aden, ha portato un’amica rumena in sala comando e l’ha fatta fotografare con il mitra del marò imbarcato come scorta anti-pirateria. Per fortuna, la leggerezza dell’ufficiale non ha avuto conseguenze per la sicurezza dei passeggeri. Ma, come rivela il settimanale «Oggi»  in edicola, quel gesto avventato è approdato comunque alla Procura di Genova. Sasha Alexandra, l’amica del comandante, infatti, con la foto scattata in plancia, che «Oggi» mostra in esclusiva, ha tentato di ricattare la compagnia di navigazione, che l’ha subito denunciata. Costa Crociere ha preso anche provvedimenti disciplinari, rimuovendo dal suo incarico l’ufficiale che ha violato i regolamenti.
Marina Militare: in corso verifiche dopo articolo su settimanale. ROMA (ITALPRESS) - La Marina Militare interviene con una nota "in riferimento a quanto segnalato dall`agenzia TMNews delle 12.09 che riporta: `il comandante della nave Costa Atlantica che si trovava in crociera nel golfo di Aden, ha portato un`amica rumena in sala comando e l`ha fatta fotografare con il mitra del maro` imbarcato come scorta anti-pirateria", servizio pubblicato dal settimanale `Oggi`". E precisa che "sono in corso le verifiche ed adotterà` i procedimenti disciplinari previsti dall`ordinamento militare".  
Proprio negli ultimi giorni si parla moltissimo della vicenda La Torre Girone riguardo gli ultimi sviluppi su eventuali accuse e condanne; Per ora Non si parla di responsabilità politiche ; di errori  procedurali durante i noti fatti e neanche di eventuali errori nella catena di vertice; ci appare utile ricordare quanto scritto circa un anno fà.
tratto da articolo di lettera 43.it  del  23 febbrario 2012 : “ OCEANO E MEDITERRANEO STESSA INDENNITÀ. Per scortare mercantili e petroliere, i militari del San Marco ricevono uno stipendio di imbarco che è identico sia per le rotte nel Mediterraneo sia per quelle dell'Oceano Indiano. La cifra massima è di 230 euro a trasferta per un maresciallo (come Latorre), e di 130 euro circa per un sergente (come Girone). Complessivamente, tra salario e indennità, un sottufficiale anziano imbarcato si ritrova in busta paga tra i 2 mila e i 2.500 euro al mese.
LA SCORTA COSTA CIRCA 3 MILA EURO AL GIORNO.
A versare lo stipendio è il ministero della Difesa a cui l’armatore aggiunge le indennità. Mediamente un team di sei uomini (come quello a bordo della Enrica Lexie) costa all'impresa armatrice - considerando tutte le spese -  circa 3 mila euro al giorno, dunque 30 mila euro per un viaggio della durata di 10 giorni.  Più oneroso, invece, è il costo dei contractor, cioè vigilanti privati che o si affiancano ai nostri 'marine' o scortano autonomamente il cargo. Secondo i dati dell’Indipendent maritime security associates (Imsa), l'armatore versa all'agenzia che li recluta circa 5 mila dollari al giorno (3.700 euro circa), per un totale di circa 37 mila euro durante l'arco della missione".
DECRETO-LEGGE 12 luglio 2011 , n. 107 (vedi testo completo Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri;  Frattini, Ministro degli affari esteri ; La Russa, Ministro della difesa;  Maroni, Ministro dell'interno;  Alfano, Ministro della giustizia;  Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze;Visto, il Guardasigilli: Alfano Missioni internazionali delle forze armate e di polizia -
Art. 5 Ulteriori misure di contrasto alla pirateria -  1. Il Ministero della difesa, nell'ambito delle attivita'internazionali di contrasto alla pirateria al fine di garantire la liberta' di navigazione del naviglio commerciale nazionale, puo' stipulare con l'armatoria privata italiana e con altri soggetti dotati di specifico potere di rappresentanza della citata categoria convenzioni per la protezione delle navi battenti bandiera italiana in transito negli spazi marittimi internazionali a rischio di pirateria individuati con decreto del Ministro della difesa, sentiti il Ministro degli affari esteri e il Ministro delle infrastrutture e  dei trasporti, tenuto conto dei rapporti periodici dell'International Maritime Organization (IMO), mediante l'imbarco, a richiesta e con oneri a carico degli armatori, di Nuclei militari di protezione (NMP)  della Marina, che puo' avvalersi anche di personale delle altre Forze armate, e del relativo armamento previsto per l'espletamento del servizio.
2. Il personale militare componente i nuclei di cui al comma 1 opera in conformita' alle direttive e alle regole di ingaggio emanate dal Ministero della difesa. Al comandante di ciascun nucleo, al quale  fa capo la responsabilita' esclusiva dell'attivita' di contrasto militare alla pirateria, e al personale da esso dipendente sono attribuite le funzioni, rispettivamente, di ufficiale e di agente di  polizia giudiziaria…..  
Vedi anche  LEGGE 2 agosto 2011 , n. 130, di conversione del decreto  sopra citato.
 


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gen

15

2014

PER I MILITARI SENZA DIRITTI I TAGLI PESANTISSIMI, ED ANCHE PRO LOBBY, SI IMPONGO. CON GLI ALTRI E CON I DIRITTI SINDACALI SI CONCERTANO! SICUREZZA: BUBBICO,COINVOLGERE SINDACATI POLIZIA IN RIORGAN.  

SILP-CGIL FAVOREVOLE ALL’UNIFICAZIONE DEI CORPI DI POLIZIA.


(ANSA) - ROMA, 14 GEN - Il viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, ha incontrato oggi al Viminale i rappresentanti dei sindacati di polizia (Siulp, Sap, Siap, Silp per CGIL, Ugl, Federaione Cisp, Consap-ADP, Federazione Uil). 
Al centro dell'incontro, la riorganizzazione periferica dell'amministrazione della Pubblica Sicurezza in seguito al disegno di legge Delrio sulla soppressione delle Province.  Durante l'incontro, il viceministro ha sottolineato come il ddl Delrio contenga una novita' rispetto alla vecchia impostazione. "Come si legge espressamente nell'articolo 29 del disegno di legge - osserva - non c'e' una relazione diretta tra superamento delle Province e riorganizzazione dell'articolazione territoriale e periferica dello Stato". "Dal proficuo confronto di oggi - prosegue Bubbico – emerge la necessita' di un maggiore coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nelle decisioni che si dovranno prendere in merito alla riorganizzazione territoriale della pubblica sicurezza. Un impegno che e' non solo auspicabile, ma che e' utile mantenere perche' e' nell'interesse di tutti arrivare a conclusioni il piu' possibile condivise e partecipate. Mi pare ci sia concordanza sulla necessita' di un cambiamento nell'organizzazione della pubblica sicurezza per recuperare efficienza, migliorare il rendimento degli investimenti pubblici e rendere un servizio piu' efficace ai cittadini. E' chiaro, pero', che e' necessario governare il processo di trasformazione di medio e lungo periodo, difendendo e valorizzando cio' che ha dato buona prova di funzionamento fino ad oggi".
 SICUREZZA: SILP-CGIL, UNIFICARE CORPI DI POLIZIA
(ANSA) - ROMA, 14 GEN - Riorganizzare il comparto sicurezza unificando i corpi di polizia. Lo chiede Daniele Tissone,
segretario del sindacato di polizia SIlp-Cgil, commentando l'incontro oggi al Viminale tra il viceministro dell'Interno,
Filippo Bubbico ed i sindacati del settore.
Secondo Tissone non puo' essere evitata la "revisione di modelli obsoleti per i quali non ci sono piu' spazi. Se e' vero
che resta rigorosa l'osservanza della nostra Costituzione, tutto il resto puo' essere modificato, cosa che, per il Silp-Cgil equivale a porre sotto il ministero dell'interno polizia e Arma dei carabinieri
".
La politica, prosegue l'esponente del Silp, "e' oggi chiamata a rivedere modelli organizzativi che vanno adeguati ai tempi premesso che una vera revisione degli apparati di sicurezza passa attraverso l'unificazione vera dei corpi che consentira' risparmi veri e maggiore efficienza in favore dei cittadini".



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lunedì 13 gennaio 2014

gen

13

2014

TEMPO DI TAGLI PESANTISSIMI AL PERSONALE MILITARE; Comunque la politica trova 1 Milione di Euro per Finanziare Associazioni Combattentistiche e d’ Arma. Comm. Difesa relatore Sen Vattuone PD  

Un Milione di Euro; Dall’ Associazione Nazionale Uff. in Congedo ( presieduta dal Generale S.A.Giovanni Tricomi) alla Lega Navale ( presieduta dall’ ammiraglio Paoli ) con vice presidenti altrettanti Generali e Ammiragli.


La Commisione Difesa del Senato  ( relatore Senatore Vattuone  - PD -  Residente a Casarza Ligure GE
Professione: Impiegato bancario .  4^ Commisione Difesa  ) dovrà esaminare il 15 Gennaio lo schema di decreto trasmesso dal ministro Mauro con i contributi da Assegnare alle Associazioni combattentistiche e D’ Arma. 
Il totale dei contributi, per l'anno 2013, ammonta a circa Un Milione di Euro ( 674.000 Euro per le Associazioni Combattentistiche e 237.000 per le Associazioni d’ Arma ) . Tra queste troviamo : “ Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in Guerra ( 135.650 Euro ) ; Associazione nazionale fra mutilati e invalidi di guerra ( 131.250 Euro ); Associazione nazionale reduci dalla prigionia dall’internamento e dalla guerra di liberazione ( 69.800 Euro ) ; Associazione nazionale combattenti e reduci ( 67.950 Euro ) ; Federazione italiana volontari della libertà ( 57.800 Euro ) ; Associazione nazionale combattenti e reduci della guerra di Liberazione inquadrati nei reparti regolari delle Forze Armate ( 39.900 Euro ) ; Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’ Italia ( 32.000 Euro ) ; Lega Navale Italiana ( 14.450 Euro ). Associazione Nazionale ciechi di Guerra ( 15.150 Euro ) . 
Poltrone per Generali e Ammiragli ricevono ancora finanziamenti pubblici mentre si taglia il personale con i freschi decreti sulla revisione strumento militare  la politica distribuisce finanziamenti a probabili bacini elettorali. Non si vuole discutere, in generale, il valore dell’istituto delle Associazioni d’Arma, ma nel contesto di tagli fatti alla Difesa riguardo al personale senza pietà e senza ascoltare rappresentanze ed Associazioni, che vivono solo con le risorse dei loro soci e chiedono diritti e tutele per i militari, suscita perplessità leggere di certe cifre nonché l’opportunita politica-ecomomica-sociale riguardante l’utilità di alcune tra quelle che accedono ai fondi. Sarebbe interessante conoscere come sono stati spesi i soldi ricevuti dai finanziamenti pubblici
Ricordiamo anche quanto scritto da Piero Sansonetti per lanotizia giornale.it riguardante i Finanziamenti per l’anno 2012: “  Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola firmò un decreto con cui, a valere sul 2012, si distribuivano 674 mila euro a 16 enti. Il mandato effettivo di pagamento, però, risale allo scorso 9 maggio 2013 , quando Di Paola era appena stato sostituito dall’attuale ministro Mario Mauro. Anche qui ci sono diverse sorprese. Un assegno da 67.950 euro è stato staccato a favore dell’Associazione nazionale combattenti e reduci. Poi ci sono 57.800 euro per la Federazione italiana volontari della libertà,10.800 per l’Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini e 10.750 euro per l’Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna. La curiosità è che queste quattro organizzazioni, qualche tempo fa, finirono in una lista di 232 enti grosso modo “inutili” ai quali la manovra 2010, predisposta dell’allora ministro dell’economia Giulio Tremonti, tentò di sottrarre finanziamenti pubblici. E qui, visto anche il precedente, ricorre la stessa domanda: ha ancora senso dare soldi ai reduci garibaldini e agli antifascisti di Spagna? Perché è vero che parliamo di finanziamenti previsti dalla legge, per i quali si attinge dal bilancio dei dicasteri. Ma è altrettanto vero che i ministeri possono deciderne l’entità. O addirittura la cancellazione”
clicca per vedere schema decreto per i fondi alle associazioni  d’arma e combattentistiche per l’anno 2013.
 
Abbiamo recuperato  in rete alcune informazioni sulle associazioni comprese nell’elenco per l’anno 2013.     
Sarebbe interessante anche  conoscere come ha impiegato i fondi ricevuti, e verso quali militari o famiglie di militari L’ ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMIGLIE CADUTI E DISPERSI IN GUERRA . ENTE MORALE  ( FINANZIATA con 135.650 Euro ) "cui per legge è attribuita la rappresentanza esclusiva e la tutela dei Congiunti dei Militari, dei Partigiani e Militarizzati Caduti e Dispersi in guerra, in difesa delle Istituzioni Democratiche e della Pace e di quelli comunque deceduti nel compimento del dovere"    .     Art. 1   -   dello Statuto Sociale vigente             L’Associazione Nazionale tra le Famiglie dei Caduti e dei Dispersi in guerra, per la causa della libertà, nell’adempimento del dovere e per la difesa delle istituzioni democratiche e della pace, è Ente Morale di distretto privato senza fini di lucro ed ha sede in Roma.
Nel nome dei predetti Caduti, del cui sacrificio, patrimonio ideale tramandato ai propri eredi naturali, assume simbolicamente  la più significativa espressione, l’Associazione accoglie ed unisce tutti gli aventi causa  componenti di ciascun nucleo famigliare dei soggetti specificati al successivo art. 2, ed ha la rappresentanza esclusiva dei loro interessi morali e materiali.
Art. 2   -   dello Statuto Sociale vigente             Sono considerati: Caduti in guerra, i militari i partigiani e i militarizzati che sono morti in azioni di   guerra o in seguito a ferite, lesioni od infermità riportate od aggravate per cause di servizio di guerra;Dispersi in guerra, i militari, i partigiani ed i militarizzati dichiarati irreperibili; Deceduti nell’adempimento  del dovere, i militari chiamati ad assolvere l’impegno di servizio in conformità al dettato di cui all’ art. 52 della Costituzione; Caduti in difesa delle istituzioni democratiche o per la causa della pace, i militari ed i militarizzati deceduti nello svolgimento delle loro funzioni, in opposizione ad ogni forma di eversione e terrorismo, ovvero nell’espletamento di missioni in nome e per conto delle organizzazioni internazionali alle quali l’Italia aderisce.   
ASSOCIAZIONE NAZIONALE EX INTERNATI , FINANZIATA CON 15.800 Euro ( sito internet non operativo e formato solo da una pagina copertina ) , ha una pagina FB che “ piace “ a 57 persone.  L' Associazione Nazionale Ex Internati È un Ente Morale ... 
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sabato 11 gennaio 2014

gen

11

2014

Anche i SINDACATI DI POLIZIA SBAGLIANO e fanno valutazioni che appaiono STUPEFACENTI ! Sindacati di Polizia : “ la riforma delle Forze Armate è schiaffo ad agenti”.  

Il Pesante provvedimento di Tagli alle FF.AA. viene descritto, addirittura,dai Sindacati di Polizia “Inaccettabile e vergognoso aver, ancora una volta, favorito una fuga in avanti dei militari a danno dei poliziotti”.


A cura di Salvatore Rullo vice presidente Assodipro 
Da due anni, come ASSODIPRO, combattiamo e continueremo a farlo,  la Revisione dello strumento militare che ieri ha trovato il suo compimento con la presentazione dei decreti attuativi in CdM. Da ieri leggiamo  dei trionfalistici e  propagandistici proclami della Difesa, ripresi da tanti organi di stampa che fanno da “coro” ad un altro provvedimento pesante del governo che avrà gravi conseguenze sociali, economiche, familiari e lavorative per migliaia di Militari; 
Stampa che , senza approfondire i contenuti né con le Rappresentanze né con la nostra associazione fa solo da grancassa propagandistica al Governo
I tagli alla Difesa ed al suo personale li  potremmo riassumere, sinteticamente e parzialmente cosi : E’ un taglio pesantissimo all’occupazione militare fatto esclusivamente per recuperare risorse pro lobby ed industria militare e favorire investimenti in armamenti che appaiono, in alcuni casi, fuori dalla situazione economica e sociale del paese e rispecchiano solo il motto “ COMUNIONE CON LE LOBBY E LIBERAZIONE DAL PERSONALE  -  E un provvedimento che si fonda di dati di partenza falsi quando si dichiara per anni che c’è uno squilibrio tra risorse per la Difesa e spesa per le Retribuzioni del personale - Tra Spending Review ( 12 mila posti di lavoro in meno in organico tra i GIOVANI volontari nelle FF.AA.) e Revisione dello strumento militare i Militari tagliati sono circa 33 mila !   e questi saranno posti di lavoro che il “ sistema paese “ perderà per sempre - Il provvedimento è stato imposto ed assolutamente NON concertato con Rappresentanze Militari trattate da Sindacati Gialli – Tutte le rappresentanze sono fortemente critiche sul provvedimento  e sono state passive e disattente durante la discussione dello stesso – Come Assodipro, abbiamo anche fatto un sit-in , prima volta nella storia, davanti alla Camera, contro il provvedimento quando è stato votato in fretta e furia negli ultimissimi giorni del Governo Monti – E’ un provvedimento che prevede la chiusura di decine di Enti e Caserme ( solo per l’Esercito saranno più di 100 ) senza nessuna garanzia lavorativa, sociale, familiare ed economica per il personale militare che sarà mobilitato, trasferito e accorpato in altri enti/caserme, senza nessuna tutela Sindacale  – Il transito nella P.A. , tanto decantato dal ministero e governo, è colmo di incognite per personale che perderà il suo status militare ed una volta transitato, tra l’altro, potrà andare in pensione a 66 anni dopo averne passato circa 30 di vita militare. 
Di fronte a questo è STUPEFACENTE leggere le critiche dei SINDACATI DI POLIZIA e li invitiamo ad approfondire i contenuti e le conseguenze del testo su migliaia di militari.  Lo è ancor di più per NOI di ASSODIPRO che da 21 anni lottiamo per la tutela ed i Diritti dei militari e per avere i DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI anche per le FF.AA. Italiane a similitudine di molti paesi Europei  e sul modello della rappresentanza sindacale delle forze di polizia italiane; Su questo stiamo aspettando gli esiti del ricorso alla CORTE di GIUSTIZIA EUROPEA che noi abbiamo promosso . NOI di Assodipro, che siamo stati a fianco dei sindacati nella battaglia  ( vinta ) contro la riforma pensioni dei comparti Difesa e Sicurezza, invitiamo i Sindacati a riflettere sulla considerazioni sbagliate che hanno fatto sul pesante provvedimento dei TAGLI alle FF.AA ed al personale militare I sindacati di polizia, in alcuni comunicati, tra l’altro hanno dichiarato : “(ANSA) - ROMA, 10 GEN - Siulp-Sap-Ugl Polizia-Consap, stato agitazione e manifestazione  L`approvazione in Cdm della revisione dell`assetto delle forze armate, il cosiddetto `strumento militare`, "costituisce, da parte del Governo Letta e del Ministro dell`Interno, l`ennesimo, gravissimo sgarbo nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e per questo da oggi i Sindacati Siulp, Sap, Ugl Polizia e Consap, annunciano l`awio di una nuova, forte mobilitazione che si concretizzerà` con una manifestazione nazionale". "Il Ministro Angolino Alfano - scrivono in una nota congiunta i sindacalisti Felice Romano, Nicola Tanzi, Valter Mazzetti e Giorgio Innocenzi - si e` impegnato più` volte a far si` che l`approvazione della riforma delle carriere delle Forze di Polizia e il citato strumento militare corressero di pari passo. Lo stesso Esecutivo, nel corso del Consiglio dei Ministri dell`8 agosto 2013, aveva dichiarato che `per tutto il Governo e` comune e stringente l`impegno nel procedere, con altrettanta tempestività`, a dare corso ad una completa revisione dei ruoli ed al riordino delle carriere di tutto il comparto difesa e sicurezza, tale da soddisfare le legittime aspettative del personale civile e militare, avviando, sin da subito, le attività` di elaborazione di un apposito disegno di legge`. Inaccettabile e vergognoso aver, ancora una volta, favorito una fuga in avanti dei militari a danno dei poliziotti che la sicurezza la fanno in strada ogni giorno e la fanno rischiando la vita per i cittadini. Allo stato, pertanto, diventa ineludibile, come da tempo auspicato, la separazione del comparto sicurezza da quello difesa". 
Se i Sindacati di polizia vogliono fare la loro battaglia prioritaria sul riordino delle carriere non vediamo perché la debbano fare strumentalizzando un provvedimento pesantissimo per il personale militare con valutazioni sbagliatissime. 
Altro che fuga in avanti ! Per esempio, il ruolo marescialli sarà TAGLIATO di un terzo e, nel quadro della perdita di 35 mila posti di lavoro, saranno aumentati i Ruoli inferiori ed i precari delle FF.AA. per spendere di meno nel monte stipendi
Se questo e tanto altro accadeva con il personale di Polizia, i SINDACATI, l’avrebbero ritenuto un provvedimento che li favoriva ? 
s.rullo@tin.it


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