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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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Date stamp 24 lug : 16:00
bullet Circolare n° M_D GMIL II 5 1 2012 0248948
Description: 2° Rep. 5ª Div. - Licenza straordinaria speciale di trasferimento Disposizioni per la concessione della licenza straordinaria speciale di trasferimento al personale militare d
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Description: Senteza su tempistica per proporre domanda al passaggio ruoli civili
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lunedì 23 settembre 2013

set

23

2013

EQUA RIPARAZIONE - Altre decine di Indennizzi riconosciuti con i ricorsi di ASSODIPRO  

Comunicato della Presidenza Nazionale sulla situazione ricorsi.


Pubblichiamo, innanzitutto, i nominativi dei ricorrenti, la cui pratica di Equa Riparazione è stata di recente definita dalla Corte d’Appello di Perugia, gli esiti dei relativi decreti, gli indennizzi rispettivamente riconosciuti e l’annuncio dei provvedimenti da adottare per i casi di rigetto dei ricorsi o di ridotti indennizzi decretati.
Leggi comunicato


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set

23

2013

F-35, il Comitato NO F35 incontra il Ministro Mauro  

Si tagliano 40 mila posti di Lavoro nella Difesa, tra Militari e Civili per risparmiare un miliardo di euro e si programma di spenderne decine in “ investimenti “(sistemi d'arma) .


Tagli  di 40 mila posti di lavoro ( 30 mila Militari e 10 mila civili ) nell’ “ azienda Difesa “ .
Tagli di posti di Lavoro che l’ Italia perderà per sempre mentre per “ investimenti “ in armamenti , tra satelliti – soldato robotico – F 35 - navi, ecc  si programma una spesa notevolmente superiore ai tagli fatti sui lavoratori Militari.
Incontro con il ministro della difesa Mario Mauro sugli F-35, per il Comitato Bresciano No F-35. Nel meeting, che si è svolto sabato 21 settembre, il Comitato ha ribadito la sua posizione contraria a questo acquisto sottolineando alcuni punti: l`acquisto di cacciabombardieri d`attacco risulta essere contrario alla ratio del dettato costituzionale, ed in particolare all`Articolo 11 ( CLICCA E vedi approfondimento su articolo 11 )
il Programma, vecchio di vent`anni e tutt`ora inaffidabile (a detta dello stesso Pentagono) è stato già rivisto, modificato e sospeso da alcuni Paesi (es: Canada, Danimarca, Norvegia, Olanda, Turchia), senza conseguenze penali, ne di messa in discussione della fedeltà all`alleanza NATO; il Programma rientra in un modello di difesa inaccettabile, che non persegue l`obiettivo della prevenzione dei conflitti, della cooperazione, della pace. Questo vecchio concetto di difesa ha portato alle guerre (definite "umanitarie"), che provocano il 90% delle vittime tra i civili, e di queste il 30% sono bambini; i 90 F-35 costerebbero all`Italia 12 miliardi di euro per il solo acquisto e altri 50 miliardi per l`intera vita del programma, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute, lo stato sociale; è necessario un serio dibattito parlamentare su questo tema, che ,in un momento di crisi economica, influisce sui diritti fondamentali dei cittadini, togliendo fondi pubblici alla crescita reale del Paese, al sostegno vero all`occupazione, in particolare per quella giovanile.
Da parte sua, come riferisce il Comitato di Brescia, il ministro ha ribadito la posizione del Governo a sostegno del Programma F-35. «Sono emerse divergenze di fondo, in particolare, sull`interpretazione dell`Articolo 11 della Costituzione, sul ripudio della guerra, sull`utilità delle missioni militari all`estero (Afghanistan in primis) e sul modello di difesa, unilateralmente affidato agli eserciti.
Considerata la complessità dei temi in discussione, il Ministro si è reso disponibile ad ulteriori momenti di confronto». Contemporaneamente all`incontro, il Comitato NO F-35 ha organizzato un volantinaggio per sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di sospendere la partecipazione italiana al Programma F35 (dal 2014).
 


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sabato 21 settembre 2013

set

21

2013

Mario Mauro Contraddittorio e Evasivo su Vaccini e Uranio sugli elicotteri–Militari senza Diritti e tutele, non solo negoziali, anche sulla Salute. Chi tutela i Lavoratori Militari ? Guariniello?  

CoCeR totalmente inefficaci, assenti e rappresentativamente inutili su tagli pesantissimi di personale e blocchi stipendiali; Assenti anche sul Diritto alla Salute !


A CURA DI  ASSODIPRO  ROMA

Senato (19/09/2013, seduta n 107), ad un interrogazione presentata dall’On.Battista (M5S), che chiedeva,citiamo testualmente dal resoconto stenografico del  Senato:” Vorremmo sapere se e come, nell'attuazione del riordino della sanità militare, importantissime questioni, quali quella dei riconoscimenti dovuti ai militari deceduti o che ancora oggi soffrono degli effetti avversi determinati dall'inoculazione erronea dei vaccini, possano finalmente trovare risposta. Proprio durante l'approvazione del disegno di legge delega per la revisione dello strumento militare di cui dibattiamo oggi, in Senato il Governo ha accolto l'ordine del giorno G2.207, che lo impegnava - e sono passati dieci mesi - ad avviare un riesame di tale casistica per risolvere definitivamente la questione citata: 3.600 casi che attendono giustizia da uno Stato che, in questo caso, è da lei rappresentato, signor Ministro.”Il Ministro della Difesa,On. Mario Mauro rispondeva citiamo ancora testualmente dal resoconto:” Ad oggi, l'ipotesi che i casi di malattie e decessi siano da correlare alla somministrazione di vaccini appare sostenibile solo in ragione di un punto di vista che ha richiesto approfondimenti tecnico‑scientifici, oltre che etico-deontologici. Le modalità di somministrazione, infatti, sono sempre state rispondenti ai principi della buona pratica vaccinale e alle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali, che consentono la somministrazione anche contemporanea di vaccini non viventi o in associazione a vaccini viventi purché in sedi diverse, mentre indicano un periodo di almeno quattro settimane tra inoculi di vaccini viventi qualora non somministrati contemporaneamente..”.   Ebbene,facendo uno sforzo di memoria neanche tanto grande, ....  CONTINUA IN LEGGI TUTTO

CLICCA E VEDI INTERROGAZIONE:
5-00945 ARTINI: Sulla presenza di amianto sugli elicotteri delle Forze armate . E RISPOSTA MAURO




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set

21

2013

Comparto Sicurezza; Continua l’attività dei Sindacati delle forze di polizia Dopo l’Incontro tra il premier Letta ed i Ministri sui temi sollevati dai Sindacati del Comparto  

Lettera congiunta di tutte le sigle sindacali, unite nell’azione di rappresentanza e tutela, per incontro con i Ministri interessati. I CoCeR ed il Comparto Difesa sono solo isolati e perdenti spettatori ?


Dopo la riunione di Gabinetto tra i signori Ministri interessati e il signor Presidente del Consiglio relativamente alle problematiche del Comparto sicurezza e difesa e, più segnatamente rispetto alle criticità che le scriventi OO.SS avevano rappresentato  …

clicca per leggere la lettera UNITARIA delle sigle sindacali


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venerdì 20 settembre 2013

set

20

2013

TRASPORTI GRATUITI MILITARI LAZIO – l’Assessore Michele CIVITA risponde ad ASSODIPRO : Problematica finalmente risolta e regolamentata .  

Basta dubbi e interpretazioni . Finalmente risolta e regolamentata la precedente pasticciata legge/convenzione fatta dalla Regione Lazio nella passata legislatura regionale


Notizia Flash  ASSODIPRO  ROMA 
 
Come ASSODIPRO, anche su richiesta e sollecitazione di numerosi soci e simpatizzanti, ci eravamo già occupati della travagliata e mal fatta  legge regionale sui – Trasporti gratuiti per i Militari nel Lazio – fatta dalla precedenta Giunta Polverini
Alla stessa precedente giunta avevamo ripetutamente chiesto incontri o soluzione chiara della problematica.
I nostri soci, simpatizzanti  e lettori sanno, tramite la nostra informazione, dalla nascita della legge regionale, l'origine strumentale ed elettorale della stessa , tanto che è stata " venduta " per mesi quando ancora era una bozza ed a scopo elettorale.  Praticamente era una legge pasticciata, non finanziata, scritta male e applicata peggio che ha creato numerosi problemi agli utenti militari.
 
Abbiamo inoltrato una richiesta di chiarimenti e/o incontro all’ Assessore regionale alle  Politiche del territorio, Mobilità, Michele CIVITA  - della Nuova giunta  Regionale - che ci ha risposto immediatamente, per vie brevi e dirette, con una cortesia e celerità  istituzionale mai riscontrata prima e della quale lo ringraziamo. 
In estrema sintesi  ci ha comunicato che la problematica è stata DEFINITIVAMENTE regolamentata e risolta in senso positivo. 
I militari in divisa potranno usufruire gratuitamente, per motivi di servizio, dei trasporti regionali. 
Appena avremo la documentazione / regolamentazione  sarà nostra cura pubblicarla.


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set

20

2013

Difesa ; Mauro ed Il Governo “del fare” applicano integralmente e drasticamente i TAGLI solo al Comparto meno Tutelato con il personale senza tutela Sindacale.  

Sarebbe lungo l’elenco dei tagli e delle riforme promesse, mai attuate o attuate in parte dagli ultimi Governi. Con i Militari si taglia pesantemente l’occupazione, a favore di lobby, senza tutele negoziali per il personale


Difesa: Mauro, riduzione organici e contrazione promozioni a gradi superiori ( n.d.r. con un numero ridotto pesantemente di personale, non solo saranno contratte le carriere a gradi superiore in percentuali minime , ma saranno ancor più compressi gli avanzamenti e le carriere in TUTTI  i gradi ).
Per vendere meglio i Tagli pesantissimi di personale si parla solo della minima riduzione della dirigenza senza mai parlare delle conseguenze su tutto il personale, sia quello tagliato, sia quello che rimarrà. 
 
Roma, 19 set. (Adnkronos) - "Sotto il profilo del personale militare di Esercito, Marina e Aeronautica, ai fini del raggiungimento degli organici a 170.000 unita` al 1 gennaio 2016, con un taglio di 20.000 unita` pari al 10,5%, sono stati operati i seguenti provvedimenti: riduzione del  20% dei reclutamenti (attestati su circa 16.000 unita` l`anno); riduzione degli organici degli ufficiali e dei dirigenti militari per l`anno 2013, prevista nel decreto del Presidente della Repubblica Spending Review; riduzione con decreto ministeriale in corso di finalizzazione degli organici degli ufficiali e dei dirigenti militari per l`anno 2014". Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, in rispondendo al Question Time, in Aula al Senato. "La revisione dello strumento militare -ha spiegato il titolare della Difesa- sotto un profilo normativo vede la vigenza dei provvedimenti discendenti dalla spending review e l`esame parlamentare dei decreti legislativi discendenti dalla legge n.244 del 2012". "Parallelamente alla riduzione  degli organici -ha rimarcato Mauro- e` stata prevista anche una conseguente contrazione delle promozioni ai gradi superiori in relazione all`andamento dei ruoli ai fini del raggiungimento dei nuovi cicli di promozione individuati dalla spending review per l’anno 2016.


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set

20

2013

Difesa – Mauro: “ l’Ipotesi che malattie e decessi tra i Militari dipendano dai vaccini è poco sostenibile “!  



= (AGI) - Roma, 19 set. - "II tema della presunta nocivita` dei vaccini somministrati ai nostri militari e` da me considerato di assoluta rilevanza. Proseguire le indagini con totale apertura e trasparenza costituisce una priorità` assoluta, affinchè` possano essere raggiunte definitive certezze, nell`interesse del personale coinvolto, delle loro famiglie e dell`istituzione".  Lo ha assicurato il ministro della Difesa Mario Mauro in question time al Senato. "Ad oggi - ha premesso - l`ipotesi che i casi di malattie e decessi siano da correlare alla somministrazione di vaccini, appare poco sostenibile sia dal punto di vista tecnico-scientifico che etico-deontologico".
 Per il ministro, "le modalità` di somministrazione sono sempre state rispondenti ai principi della buona pratica vaccinale e alle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali".
"L`ipotesi di un`eventuale associazione tra le vaccinazioni e i tumori dell`apparato emolinfopoietico - ha concluso Mauro - e` stata approfondita in sede scientifica dall`Iss che ha ampiamente revisionato la relativa letteratura scientifica internazionale, da cui e` emerso che sono stati effettuati pochissimi studi, i cui risultati, nell`insieme, sono poco coerenti e l`evidenza e` inconsistente".


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giovedì 19 settembre 2013

set

19

2013

SINDACATI DI POLIZIA; INCONTRO TRA IL Presidente Letta-Ministri Comparti Sicurezza. SUL TAPPETO QUATTRO PRIORITA’: riordino carriere, blocco tetto salariale e contrattuale,previdenza, turn over.  

Primi comunicati dei Sindacati di Polizia sulla lotta che stanno facendo a tutela del personale rappresentato in modo completo, dignitoso e SINDACALE. In caso di mancate risposte positive proseguirà la mobilitazione. Mentre I CoCeR Dormono.


Il tutto accade mentre il Comparto DIFESA VIENE TAGLIATO PESANTEMENTE senza tutela e rappresentanza di tipo sindacale, senza nessun ruolo concertativo con CoCeR  auto sconfitti dalla loro incapacità e volontà rappresentativa.
Il tutto accade mentre la maggior parte dei CoCeR, a livello rappresentativo, è peggio di un SINDACATO GIALLO.
I Sindacati proseguono la loro azione per la quale si realizzano incontri ai massimi livelli governativi, con informazione, attenzione rappresentativa massima e con l’uso di tutti gli strumenti concessi dal Democratico Diritto Sindacale. 

Al momento, sull’incontro, sono disponibili i seguenti Comunicati. 
 
Comunicato Sindacato  SAP  Polizia : "Alla presenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e del Vice Premier e Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, si e' svolto stamani l’annunciato incontro con i Ministri responsabili delle Amministrazioni di riferimento dei Comparti Sicurezza e Difesa. Un incontro importante - presente anche il Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa -, frutto del lavoro e dell’azione del SAP e di un compatto fronte sindacale, nel quale sono stati messi sul tappeto tutti i principali problemi relativi alle Forze dell’Ordine e dove il Ministro Alfano, prendendo atto del grande disagio esistente tra il personale, ha chiesto di trovare una soluzione ad alcune priorita': Riordino delle carriere, blocco stipendiale, contrattazione e previdenza complementare, turn over. Una soluzione da ricercarsi nell’ambito della prossima Legge di Stabilita' con risorse da recuperare attraverso risparmi e razionalizzazioni, come suggerito piu' volte anche dal Sindacato Autonomo di Polizia. 
Comunicato  Sindacato COISP  Polizia Il Capo della Polizia ha partecipato all'incontro di questa mattina a Palazzo
Chigi, con i Ministri del Comparto Sicurezza e Difesa: sono state analizzate le principali priorita' del Comparto gia' emerse alla Funzione Pubblica lo scorso 4 settembre. Il Ministro Alfano nel sottolineare il grande impegno delle Forze
dell'Ordine e lo stato di forte malessere in atto, ha chiesto sulle quattro priorità (riordino, eliminazione blocco tetto salariale e contrattuale, previdenza complementare turnover) di individuare nella prossima legge di stabilità le risorse necessarie anche in relazione ai risparmi conseguiti con le carenze organiche che si sono determinate.
 
Comunicato Sindacato  Silp CGIL  Roma, 19 set. (TMNews) - "Ci attendiamo dalla convocazione, da parte del presidente Letta, dei ministri del comparto Sicurezza e Difesa sulle problematiche del comparto che vengano finalmente
affrontati i principali aspetti che riguardano le donne e gli uomini delle forze dell'ordine già rappresentati, di recente, in funzione pubblica". Lo afferma il segretario generale del Silp-Cgil Daniele Tissone. "Occorre dare risposte urgenti alla categoria sui temi che riguardano il blocco stipendiale, gli assegni di funzione, la previdenza complementare e le carriere", aggiunge Tissone. Per il Silp-Cgil, in caso di mancate risposte su questi importanti temi, aggiunge Tissone, si proseguirà con la mobilitazione della categoria, iniziative che seguiranno il  sit-in già effettuato a Roma il 6 agosto scorso.
 


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set

19

2013

Milioni di Dipendenti pubblici con le retribuzioni bloccate, Comparto DIFESA e SICUREZZA in primis, mentre certa POLITICA È SENZA VERGOGNA.  

Casta, i deputati siciliani non si tagliano lo stipendio: 11mila euro? Troppo pochi


Il deputato regionale Pd Cracolici si dimette da presidente della commissione che dovrebbe applicare la spending review di Monti: "I colleghi puntano sempre al rinvio". Impossibile finora far passare un piccolo taglio da 2mila euro al mese. Nel nulla anche due proposte del M5S per ridurre prima a 2.500 e poi a 5mila la retribuzione Undicimilacento euro lordi, per dodici mesi, per cinque anni di legislatura, sono troppo pochi.
Almeno per i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana, che dall’inizio dell’anno si riuniscono per tentare di tagliarsi lo stipendio. Un taglio minimo, di appena duemila euro lordi al mese, come previsto dal decreto Monti, ma che evidentemente deve essere sembrato troppo corposo ai parlamentari siciliani. “Come si permettono da Roma a mettere il naso nella nostra busta paga?” si saranno chiesti i deputati della commissione sulla spending review, creata appositamente per recepire il decreto legge numero 172 del 2012, che impone un taglio agli stipendi di tutti gli amministratori. 
Autotassarsi però è sempre difficile, soprattutto in periodo di crisi, anche se attualmente in Sicilia i deputati regionali non sono esattamente al verde, dato che portano a casa ben 13 mila euro lordi al mese
La commissione per la spending review ha avuto quindi vita difficile. 
E il presidente, il deputato del Pd Antonello Cracolici, ha ben pensato di dimettersi, evitando di prestare la faccia alla cupidigia dei colleghi. “Qualcuno voleva traccheggiare, si riunivano prima della seduta della commissione e cercavano il rinvio” ha detto il parlamentare democratico. 
A far saltare il tavolo è stato, come spesso capita sull’isola, il nodo della famosa Autonomia della Regione Sicilia. Concetto troppo spesso levato a mo’ di scudo per difendere prebende e privilegi che in altre regioni semplicemente non esistono. 
In Sicilia, infatti, una legge del 1965 equipara l’Assemblea parlamentare al Senato della Repubblica, e anche lo stipendio dei deputati è equiparato a quello dei senatori: che tra diaria, gettoni e indennità possono arrivare a guadagnare anche 15 mila euro lordi al mese
Potevano gli onorevoli deputati rinunciare a tutto ciò, accontentandosi di “appena” undicimila euro e spiccioli? Ovvio che no. “La casta sta solo aspettando che l’opinione pubblica si stanchi di affrontare i temi riguardanti gli sprechi della politica. E intanto, anche in questo caso stavolta ha pensato bene di conservare i propri privilegi” ha stigmatizzato Giancarlo Cancelleri, capogruppo del Movimento Cinque Stelle all’Ars
 
Tratto da articolo di  Giuseppe Pipitone   ilfattoquotidiano.it 


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mercoledì 18 settembre 2013

set

18

2013

La COSTITUZIONE è LA VIA MAESTRA. La Costituzione da attuare e difendere.  

12 ottobre: manifestazione nazionale a Roma


Ecco il testo dell'appello da cui scaturisce il percorso di mobilitazione per la difesa e l'applicazione della Costituzione.  

1. Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione. La difesa della Costituzione non è uno stanco richiamo a un testo scritto tanti anni fa. Non è un assurdo atteggiamento conservatore, superato dai tempi. Non abbiamo forse, oggi più che mai, nella vita d’ogni giorno di tante persone, bisogno di dignità, legalità, giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata alla Costituzione? Non abbiamo bisogno d’una profonda rigenerazione bonificante nel nome dei principi e della partecipazione democratica ch’essa sancisce? 

Invece, si è fatta strada, non per caso e non innocentemente, l’idea che questa Costituzione sia superata; che essa impedisca l’ammodernamento del nostro Paese; che i diritti individuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico; che la solidarietà sia parola vuota; che i drammi e la disperazione di individui e famiglie siano un prezzo inevitabile da pagare; che la partecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli; che il governo debba essere solo efficienza della politica economica al servizio degli investitori; che la vera costituzione sia, dunque, un’altra: sia il Diktat dei mercati al quale tutto il resto deve subordinarsi. In una parola: s’è fatta strada l’idea che la democrazia abbia fatto il suo tempo e che si sia ormai in un tempo post-democratico: il tempo della sostituzione del governo della “tecnica” economico-finanziaria al governo della “politica” democratica. Così, si spiegano le “ineludibili riforme” – come sono state definite –, ineludibili per passare da una costituzione all’altra. 

La difesa della Costituzione è dunque innanzitutto la promozione di un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. È un impegno, al tempo stesso, culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura della posta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibile raggiungere e mobilitare. Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa. 

2. Eppure, per quanto si sia fatto per espungerla dal discorso politico ufficiale, nel quale la si evocava solo per la volontà di cambiarla, la Costituzione in questi anni è stata ben viva. Oggi, ci accorgiamo dell’attualità di quell’articolo 1 della Costituzione ....
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set

18

2013

Ministro Mario Mauro - Torna a sventolare i tagli di 43 mila posti di lavoro nella Difesa, un settore dove il personale è senza diritti e tutele.  

I CoCeR Impassibili e passivi su tagli pesantissimi. Migliaia di Militari meriterebbero un vero strumento di tutela e non un modello “sindacato giallo” gerarchizzato come l’attuale.


Il Ministro della Difesa più loquace della storia torna sui tagli pesantissimi e continua a “dichiararli e sponsorizzarli” senza la minima risposta concreta di coloro che dovrebbero rappresentare il personale a cominciare dal CoCeR Esercito, che è il “ sindacato giallo “ che rappresenta il maggior numero di personale della Difesa, allineato e coperto sui tagli mentre il personale è penalizzato e tagliato.
Migliaia di posti di lavoro in meno, decine di enti chiusi e accorpati con conseguente mobilità forzata mentre il personale NON ha nessuna tutela e nessun ruolo negoziale su tagli storici.
DIFESA: MAURO, REVISIONE STRUMENTO MILITARE LA PIÙ` PROFONDA MAI REALIZZATA
Roma, 17 set. (Adnkronos) - Questo governo  "oggi dovrà` entrare sui temi dell`abbattimento del costo del lavoro e mettere più` soldi in tasca alle persone", questo "entro dicembre" e allo stesso tempo "dovremo far dimagrire lo Stato", lo afferma il ministro della Difesa Mario Mauro durante la trasmissione di Rai Tré, Agorà`. Con questo obiettivo, spiega il ministro "ho portato il 9 agosto all`attenzione del Consiglio dei Ministri e poi all`attenzione delle Camere una revisione dello strumento militare con un taglio di 43 mila unita`, che sono persone. E noi non possiamo fare tagli senza spiegare alle persone perche` le tagliamo. Da quando esiste la struttura della Difesa e` la più` grossa revisione, la più` profonda riforma di uno strumento che serve al Paese e credo che vada spiegato". "Siamo anche quel Paese che dal 2009 blocca gli stipendi e lo fa per non licenziare le persone - rimarca - A causa di questo pero`, ci sono centinaia di migliala di persone
che dal 2009 hanno ricevuto una promozione, lavorano al fianco di uno collega che con il suo stesso grado guadagna due o tré cento euro in più`. A queste persone va spiegato perche` lo Stato deve dimagrire, possiamo farlo solo se ci sarà` la fiducia dei cittadini per il governo".
 


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set

18

2013

F-35: l`Olanda taglia l`ordine da 85 a 37 , l`Italia resta senza lavoro e “vittima delle bugie sui posti di lavoro “  

Ancora problemi per l’ F 35, questa volta sui pneumatici che si consumano troppo in fretta.


Toni De Marchi  per ilfattoquotidiano.it  scrive : " Dovevano essere 85, da assemblare a Cameri nel lussuoso stabilimento costato al contribuente italiano 800 milioni di euro. In cambio gli olandesi avrebbero assemblato i motori per gli aerei italiani. Oggi (l`annuncio ufficiale verrà fatto probabilmente in serata dal ministro della Difesa Jeanine HennisPlasschaert) l`Olanda ha deciso che 37 F-35 sono più che sufficienti e ha ridotto l`ordine in conseguenza. Costo: 4,5 miliardi di euro, cioè quasi 122 milioni di euro a esemplare e oltre 270 milioni di dollari l`anno per farli volare. Lo rivela il quotidiano De Telegraaf che anticipa la conclusioni di una lunga verifica condotta dal ministero della Difesa dell`Aja di fronte ai costi crescenti e insostenibili del nuovo aereo. Per l`Italia è una pessima notizia, visto che fino a stamattina i nostri plurigallonati responsabili dell`Aeronautica e il nostro cattolicissimo ministro che digiuna per la Siria ma brinda agli F-35 spiegavano come si sarebbero creati moltissimi posti di lavoro (erano 10rnila, poi sono scesi a 6mila, ora non si sa) grazie al fatto che avremmo assemblato da noi anche gli aerei olandesi. In tutto 176 aerei, considerando i nostri 91. In realtà adesso siamo a 125 (due olandesi sono già stati costruiti negli Usa), e a questo punto non è detto che i caccia dei tulipani passeranno da Cameri prima di atterrare ad Amsterdam. La pessima nuova si aggiunge a quella arrivata alcuni giorni fa da Oslo, quando è stato annunciato che norvegesi e britannici avrebbero collaborato nella manutenzione dei rispettivi F-35. L`Italia, che sosteneva esistesse un accordo con i nordici per la manutenzione qui da noi dei loro aerei, è rimasta ancora una volta prigioniera delle proprie bugie".
 
NUOVI PROBLEMI PER L`F-35, PNEUMATICI SI CONSUMANO  TROPPO IN FRETTA DIFETTI IN QUELLI DELLA VERSIONE A DECOLLO  CORTO ADOTTATA ANCHE DALL`ITALIA
Washington, 17 set. (Adnkronos/Bloomberg  News) - Nuovi guai per i caccia F-35 della Lockheed Martin, il sistema d`arma più` costoso mai commissionato dal Pentagono, al cui sviluppo aderiscono anche altri Paesi, tra cui l`Italia.  Gli pneumatici realizzati dalla Duniop Aircraft Tyres per la versione del caccia adottata dal corpo dei Marines, la F-35B a decollo corto e attcrraggio verticale, che verrà` acquistata anche da Italia e Gran Bretagna, "hanno mostrato un livello di usura inaccettabile nell`impiego  come velivolo convenzionale", secondo Joe Della Vedova, portavoce del Dipartimento della Difesa Usa per il programma F-35.
Della Vedova in una nota riferisce inoltre che gli pneumatici, del costo di circa 1.500 dollari l`uno, mostrano invece una "usura adeguata" quando l`aereo esegue decolli corti e atterraggi verticali.
Il Pentagono, afferma ancora Della Vedova, sta ora lavorando con la Lockheed Martin e la Duniop Tyres, con sede a Birmingham, in Gran Bretagna, su un nuovo disegno per gli pneumatici, che verrà` introdotto il prossimo anno.
Nel frattempo, Dunlop ha fornito nuovi pneumatici che sono stati "migliorati ma rimangono inaccettabili".
 


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lunedì 16 settembre 2013

set

16

2013

Sap – polizia. I Sindacati di Polizia UNITI per rappresentare il personale e ottenere risultati.Chi rappresenta e tutela il personale Militare? Il Fallimento dello strumento rappresentanza militare  

“Dialogo continuo e confronto serrato, ma anche mobilitazione permanente perché un Sindacato che possa definirsi davvero tale non può e non deve escludere mai la via del dissenso e del conflitto”


Il Fallimento dello strumento  rappresentanza militare, e di come viene interpretato, è sotto gli occhi di tutti.

Comunicato di Nicola Tanzi, Segretario del Sindacato SAP  Polizia Dal Flash n.37 del 16 settembre 2013 : " La partita che stiamo giocando in queste settimane, anche grazie a una ritrovata unità sindacale, sta cominciando a dare i suoi frutti.  ( clicca e vedi comunicato unitario ) 
Al riconoscimento della Specificità della professione in materia di tassazione Imu, tenacemente inseguito e ottenuto dal SAP, si sono aggiunti l’annullamento dei previsti tagli per le nostre assunzioni e – negli ultimi giorni – la definitiva esclusione dei Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico dal Regolamento di armonizzazione pensionistica. 
Si tratta di risultati importantissimi che ci rafforzano nella convinzione di restare mobilitati e di continuare a lottare per arrivare a risolvere questioni di assoluta rilevanza come quelle del Riordino delle carriere, del tetto stipendiale e del Contratto, del finanziamento dell’assegno una tantum e della previdenza complementare.

Sono temi che abbiamo posto al tavolo della Funzione Pubblica e che hanno portato il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, a convocare il 18 settembre una riunione con i Ministri competenti per le Amministrazioni di riferimento dei nostri Comparti.
Al Presidente Letta abbiamo anche consegnato una lettera con la firma del SAP, del SAPPe, del SAPAF e delle principali Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale.
Lo sblocco del tetto stipendiale e il finanziamento dell’assegno una tantum, che va reso anche liquidabile e pensionabile, sono due obiettivi che ci prefiggiamo in maniera prioritaria.

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set

16

2013

Di Paola inizia e predispone, Mario Mauro completa tagli pesantissimi ed ora diventa il difensore di ulteriori tagli per la Difesa. 43 mila posti di lavoro Militari in meno.  

Tagli storici, programmati e durissimi sul personale e Mauro dichiara:“niente tagli, è l`ora di razionalizzare spesa (!)”–Sul personale si agisce con l’accetta mentre si difendono le spese del “soldato robotico”.


A cura di Assodipro Roma. 
Personale decimato dai tagli, un terzo delle strutture sarà chiuso, la Difesa è il Ministero tra i più penalizzati, in termini di tagli programmati all'occupazione, imposti senza concertazione, dagli ultimi 2 governi.
Politicamente si difendono solo i programmi industriali pro Lobby degli armamenti sacrificando migliaia di posti di lavoro nella Difesa che il paese perderà per sempre.
Finanza, Lobby e Economia, nel settore Difesa, come e quasi più di tutti gli altri settori, dominano la politica e impongono scelte che penalizzano il fattore umano / sociale / occupazionale.
Il Ministro Mauro dice " basta " solo se si vogliono intaccare grandi spese e  grandi interessi industriali.
 
(AGI) - Roma, 15 set. - "E` finita l`epoca dei tagli lineari,  e` giunto il momento di razionalizzare la spesa".
Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, in un`intervista alla Stampa, riferendosi ai tagli alla difesa. Mauro si e` poi dichiarato fiducioso sul fatto "che non mancherà` l`unita` di intenti della maggioranza" riguardo al finanziamento della missioni internazionali. "C`è` in Europa - spiega Mauro - una contrazione costante dei bilanci della Difesa. In Germania, Francia e Gran Bretagna i bilanci sono stati ridotti dell`1-3% in 10 anni. In Italia la riduzione e` stata del 19%". "Spendiamo molto e male - aggiunge il ministro - Faccio un esempio: siccome miriamo tutti agli stessi obiettivi e agli stessi tagli, e` praticamente scomparsa nel contesto europeo la capacita` portaerei". Per questo occorre "recuperare efficienza". In Italia, spiega, "abbiamo chiesto al ministro Saccomanni di lasciarci gestire i nostri risparmi: noi Difesa faremo a meno di 43 mila unita`, chiudendo un terzo delle nostre infrastrutture; tu Economia ci permetti di indirizzare gli investimenti nell`addestramento e nei nuovi sistemi d`arma che devono sostituire i vecchi o addirittura obsoleti, che rasentano la pericolosita`". Quanto alle missioni, "precisiamo: dobbiamo finanziare solo l`ultimo trimestre del 2013, ci servono circa 300 milioni. Ci rendiamo conto che il dibattito in Parlamento non sarà` semplice. Giustamente il Parlamento vorrà` chiarirsi le idee su tutti gli scenari, dal Libano all`Afghanistan, considerando la complessità` del dramma siriano. Confidiamo che non mancherà` l`unita` di intenti della maggioranza". Armamenti e  l`annosa questione degli F35 e non solo. Riuscirete a comprare tutti gli aerei e le navi e i carri armati che vi prefìggete? «Ricordo solo che l`Aeronautica deve sostituire 256 velivoli, soprattutto Tornado e Amx. La Marina entro un decennio manderà in disarmo 47 su 60 navi che compongono la flotta. L`Esercito attende il programma del soldato tecnologico». In definitiva, ministro, ci ricorda quando spende il suo ministero? «Spendiamo una ventina di miliardi. Di questi, però, 6 sono per l`Arma dei carabinieri e sostanzialmente gestiti dal ministero dell`Interno».
 


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set

16

2013

Tagli nel COMPARTO SICUREZZA: IL CORAGGIO DELLE SCELTE. RIFORME STRUTTURALI O PAGHERA' SEMPRE IL PERSONALE. Analisi di delegati del CoCeR Finanza  

Delegati CoCeR Finanza – Taccalozzi, Martiradonna, Caso; la brutale lezione dei tagli: senza riforme strutturali paga e continuera’ a pagare il personale , in particolare quello piu’ debole.


Pubblichiamo, insieme al Nuovo Giornale dei Militari,  una interessante analisi della situazione in cui versa il personale visto dall’ottica del comparto sicurezza in un articolo  dei delegati del CoCeR Finanza, Gianluca Taccalozzi, Ignazio Martiradonna e Arcangelo Caso.  L’attenta analisi è vista dalla prospettiva  del Comparto Sicurezza e non tiene conto dei pesantissimi tagli imposti al personale del Comparto Difesa ( EI – AM – MM ) tra spending review e revisione dello strumento militare
I conti pubblici devono essere risanati ed il Paese ha un estremo bisogno di una Pubblica Amministrazione efficiente, trasparente e funzionale. Mercati, Europa non ammettono più rinvii, almeno sotto il profilo dei conti. Tanto per essere chiari, il pubblico impiego è, da tempo, gestito da una sorta di irresponsabile “cogestione” che ha garantito vantaggi ai soggetti interni (politica, dirigenza e sindacato) ed ha portato ad una pubblica amministrazione generalmente inefficiente ed autoreferenziale a fronte di una spesa fuori dalla realtà economica. Già negli anni novanta si cercò di porre rimedio ai mali atavici del pubblico impiego, con la c.d. “privatizzazione”. 
Dopo quasi vent’anni si può però affermare che quella riforma non ha prodottoapprezzabili risultati in termini di trasparenza e produttività,mentre ha determinato, soprattutto attraverso l’uso distorto e debordante della contrattazione integrativa, un incrementodelle retribuzioni di gran lunga superiore ai salari privati, all’inflazione ed al PIL[1]
Tuttavia, anche nei settori rimasti esclusi dalla privatizzazione,le cose non andate meglio. 
Nel comparto sicurezza e difesa, per esempio, sono stati adottati provvedimenti figli di rivendicazioni e compromessi[2], finalizzati più ad “accontentare” i soggetti interni che a rispondere ai reali interessi generali (promozioni regalate, avanzamenti di carriera e stipendia lei legati alla sola anzianità di servizio, riforme strutturali pensate più il personale che per le reali esigenze operative, riduzione dell’orario settimanale, ecc., ecc.). E se le cose sono andate un pochino meglio dal punto di vista dell’efficienza[3], lo si è dovuto, in larga parte, al limitato “potere contrattuale” del personale, che spesso si è “spinto” oltre il dovuto (straordinari non pagati, utilizzo di mezzi privati, vitto non pagato, anticipo delle spese di missione, licenze e recuperi non usufruiti, ecc., ecc..). Da qualche anno, però, la musica è cambiata. La crisi, le istituzioni internazionali ed i mercati hanno “costretto” a mettere mano al “tabù” pubblico impiego, ma la nostra politica lo ha fatto nel peggiore dei modi. Si è pensato solo a fare cassa ed in nome di un generalizzato principio di equità si è tagliato tutto, senza distinguere tra virtuosi ed irresponsabili, tra necessario e superfluo, tra utile e spreco, tra produttivi e lavativi. Prima sono arrivati i tagli lineari delle spese di funzionamento/investimento ed il blocco del turn-over, ovvero si è cercato di fare risparmi senza “urtare” troppo gli attori interni, facendo pagare cittadini (in termini di meno servizi) e precari e giovani (in termini di meno opportunità di lavoro).

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Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

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