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mercoledì 05 febbraio 2014

feb

05

2014

I CoCeR NON vanno all’incontro con Stato Maggiore sul Riordino. Chiedono Sblocco Contratti, Modifiche alla legge 244 sui Tagli al personale e DIRITTI SINDACALI.  

Dopo il “ risveglio “ i rappresentanti dei Militari continuano a comportarsi da Sindacato. “Politica disattenta e insensibile verso il Comparto”.Mario Mauro in difficoltà politica per aver seguito le strade dei suoi predecessori.


A cura di Assodipro Roma 
E’ un momento di svolta dal quale non si può più indietreggiare. Dopo quasi 2 anni di soporifera rappresentanza il risveglio sembra continuare . Dopo mesi e mesi , durante i quali gli arcaici meccanismi della rappresentanza continuavano a girare a vuoto senza nessun risultato e manovrati da vertici e parti della rappresentanza permeate da un sindacato giallo pro vertice a danno del personale, finalmente, come abbiamo invocato per mesi durante i quali abbiamo informato e combattuto quasi da soli contro tagli pesantissimi, blocchi stipendiali e controriforme,  la parte progressista e che vuole rappresentare dignitosamente sembra essere diventata maggioranza.   Il Ministro Mauro, all’apparire del “ fermento “ nella base , finalmente trasmesso dai CoCeR poco tempo fa in riunioni o documenti, appariva sorpreso ed impreparato in quanto aveva battuto le solite strade che possiamo riassumere così : I vertici decidono senza consultare e concertare con il personale, preparano e appoggiano provvedimenti normativi e tagli come se il personale militare fossero dei sudditi, per poi sottoporli ad una rappresentanza sindacato giallo che tutto accetta e tutto ingoia ! Nell’arcaico sistema della rappresentanza il vertice chiama il ministro per ratificare ed incontrare i rappresentanti senza che questi avessero né informazione ne ruoli concertativi ! Dopo mesi, questa volta non sembra che vada così ed il Ministro MARIO MAURO si è ritrovato , anche per la pesantezza dei provvedimenti sui tagli, sui blocchi e sul riordino, un fermento che non considerava o che era stato abbondantemente sottovalutato da lui e dalle commissioni difesa totalmente sorde e insensibili
Il CoCeR Interforze RIFIUTA di Incontrare i Vertici di Stato Maggiore Difesa che li avevano convocati dopo che gli stessi avevano effettuato 40 (!) riunioni per preparare il riordino senza contattare i diretti interessati ( personale ) . In un documento confermano quanto scritto al Ministro Difesa Mauro e chiedono :DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI “di chiedere al Ministro l’immediata rivisitazione del modello di rappresentanza militare, dando piena attuazione al ruolo di parte sociale degli organi di rappresentanza e dotando gli stessi di: autonomia finanziaria e giuridica, reali ed effettivi poteri di contrattazione di primo e secondo livello (contrattazione integrativa), reali ed effettivi poteri di controllo delle norme contrattuali, reali ed effettivi poteri di tutela collettiva ed individuale.  “ IL BLOCCO ECONOMICO , in ragione della specificità degli ordinamenti e l’assenza di effettivi strumenti di contrattazione, ha prodotto una penalizzazione economica per il personale del comparto sicurezza e difesa ben maggiore di quella patita dal resto del pubblico impiego, creando disparità di trattamento stipendiale, anche tra il personale del comparto stesso, nel presente, ed ulteriori e ingiustificate diversificazioni sul piano pensionistico, nel futuro” – “ LA LEGGE N. 244/2013 di Revisione dello strumento Militare recentemente attuata attraverso due decreti, c.d. discendenti, fortemente voluti dall’attuale Ministro della Difesa e dai suoi predecessori, produrrà nei prossimi anni un notevole decremento della spesa dedicata al personale delle FF.AA. (attraverso un importante ridimensionamento degli effettivi) a vantaggio della spesa per investimenti, senza che nemmeno un euro sia stato destinato al personale che rimarrà in servizio” -  
  Il documento completo:   NO AL RIORDINO – SI AI DIRITTI SINDACALI – SBLOCCO CONTRATTI IMMEDIATO – MODIFICHE ALLA LEGGE CHE TAGLIA IL PERSONALE PER FAVORIRE INDUSTRIA E LOBBY .
in LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO COMPLETO 




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martedì 04 febbraio 2014

feb

04

2014

F 35; FRANCESCO VIGNARCA a Presa Diretta:“ Forti Pressioni sui Parlamentari PD che vorrebbero ridurre l’acquisto di F 35; rimandata la Commissione che si doveva riunire domani per decidere”.  

Vignarca : “ Scanu rivela pressioni “. “c’è l’impressione dell’esistenza di un partito trasversale, che voglia continuare a spendere nel settore armi come nel passato. Senza alcuna trasparenza e senza passare per il vaglio parlamentare“.


Puntata di Presa Diretta; nell’ ottimo programma di inchieste e approfondimenti di Riccardo Iacona su Rai 3 ieri sera Intervista a Francesco Vignarca .“ Il peso della spesa per armi è dell’1,1% del PIL: sono 26 miliardi di euro l’anno. Soldi che verranno spesi anche per il progetto del caccia F35: l’aereo più pazzo del mondo, secondo lo studioso Francesco Vignarca, ospite in studio. Non conosciamo il costo finale del progetto (la Difesa stima 14 miliardi di euro), non conosciamo i motivi per cui i nostri generali e ministri spingono per questo progetto. Sappiamo che sono emersi dei difetti di progettazione, che ne pregiudicano l’affidabilità: rischiamo di pagare miliardi per un aereo che ne costerà altrettanti per la manutenzione. Sono costi che non ci possiamo permettere: allora perché la politica italiana non ne discute? Il Pd ha votato contro la mozione Sel-M5S che chiedeva il blocco dell’acquisto, scegliendo la soluzione di compromesso che prevedeva l’istituzione di una commissione di studio.
Commissione che si doveva riunire a gennaio, così ha spiegato a Presa diretta l’onorevole Scanu del PD e che invece fin’ora non ha fatto quasi niente. Il giornalista e scrittore  Vignarca ha parlato di pressioni sul PD per NON bloccare il progetto: c’è l’impressione dell’esistenza di un partito trasversale, che voglia continuare a spendere nel settore armi come nel passato. Senza alcuna trasparenza e senza passare per il vaglio parlamentare. La politica (e il partito democratico) riusciranno a riprendere il controllo sulle armi ?
CLICCA QUI PER VEDERE LA puntata presa diretta 
Evidenziamo la Parte del Programma dove si è discusso dell’ F 35 , dei suoi problemi e delle dichiarazioni di Vignarca . 
VEDI minuto 57  video su problemi dell’ F 35 – VEDI 1h 03 Intervista a Francesco Vignarca – VEDI 1h 05  I problemi nel PD sull’F 35 , VEDI NEL VIDEO dichiarazioni di Bersani e BerlusconiBerlusconi, nell’ultima campagna elettorale dichiarava che avrebbe ridotto l’investimento e l’acquisto di di F35     e si dichiarava contrario anche alle  portaerei ! – VEDI nel video  1h 07 Brunetta il 2 ottobre 2013 si rivolge a Letta e si prende i meriti di aver salvato lo stop all’ F35  “ si ricorda signor presidente Letta che mi ha ringraziato per quel voto sull’F 35 ?” il riferimento è alla mozione che voleva stoppare l’investimento sull’ F 35 che diversi parlamentari del PD avevano firmato “ ! - VEDI Intervista a Artini e Scanu  1h 11 . a seguire le ulteriori dichiarazioni di Vignarca.


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lunedì 03 febbraio 2014

feb

03

2014

“Diritti di Rappresentanza autonoma e libera per i Militari. E’ ora di Riforme e non si facciano passi indietro. I CoCeR non si facciano ammaliare da Stato Maggiore Difesa”.  



A cura di Diego Spadafora.   
Dopo anni di parole, promesse mai mantenute e illusori confronti la Rappresentanza Militare unita imbocca la strada dell’autoriforma.     Può non sembrare vero ma, dopo un lungo, lunghissimo periodo caratterizzato dalla costante difficoltà nel potersi confrontare con interlocutori competenti ed affidabili e dal completo disinteresse istituzionale subito nel poter essere parte coinvolta nei processi di formazione dei molteplici provvedimenti normativi che hanno effetti sul personale, dopo le divisioni e gli arroccamenti, anche interni, su errate posizioni di rendita, nonostante il duro lavoro svolto dai delegati per poter rappresentare comunque qualcosa, dopo tutto questo è molto di più finalmente la Rappresentanza Militare ha ritrovato un’inedita unitarietà nel rivendicare con determinazione il ruolo centrale di “rappresentanza” della tutela degli interessi del personale militare nel confronto con la parte politica. Non sono certo passate inosservate le posizioni, dure, assunte all’unanimità nel mese di dicembre dal CoCeR Interforze quando ha rimandato direttamente al mittente politico, il ministro Mauro, la lettera con cui si formalizzava l’irricevibilità delle bozze sul riordino delle carriere pensate e generate esclusivamente dagli Stati Maggiori senza il minimo interessamento della rappresentanza in merito, posizione che si è ulteriormente consolidata con il rifiuto di partecipare ad un incontro con lo stesso ministro. A tale atto è seguito un immediato confronto diretto tra i delegati e il ministro da cui è emerso quanto meno un certo appannamento nella completezza e trasparenza dei rapporti tra S.M.D. e la parte politica. Ma ormai la strada è presa e, proprio recentemente il CoCeR interforze ha nuovamente tirato per la giacchetta in modo diretto la parte politica, ossia, senza utilizzare le tradizionali delibere è il processo valutativo, decisionale e “mitigatorio” che le caratterizzano attraverso lo Stato Maggiore Difesa, il CoCeR ora, come doveva esserlo da sempre, si confronta in modo legittimo con la parte politica al pari di tutte le altre rappresentanze sindacali obbligando lo Stato Maggiore ad assumere il ruolo, come doveva esserlo da sempre, di “organo tecnico” della politica e non parte coinvolta nel confronto. La strada è presa, di fatto siamo di fronte ad una sorta di autoriforma della Rappresentanza Militare, si proprio una riforma intesa come una modificazione sostanziale, attuata con metodi non violenti, di uno stato di cose, un’istituzione, un ordinamento, una modificazione rispondente alle diverse necessità ma soprattutto alle esigenze di rinnovamento e di adeguamento ai tempi. Questo è ciò che sta succedendo, dove anni, decenni di parole spese, d’impegni politici ed istituzionali mai mantenuti, di tesi e confronti interminabili che si sono arenati nel nulla, dove anche l’ultima proposta di cambiamento o pseudo riforma dell’istituto non rappresenta che un ulteriore forma di bavaglio, divisione e regimentazione dei delegati, dove tutto ciò ha miseramente fallito, la gravissima e pesantissima situazione sofferta oggi dal personale del comparto difesa e sicurezza è riuscita a far assumere una posizione chiara ed univoca della rappresentanza che ha avviato un processo legittimo e generato dal suo interno teso al raggiungimento di quell’autonomia, quella libertà e soprattutto il concreto riconoscimento contrattuale che gli occorre per tutelare realmente il personale in divisa. Oggi fare passi indietro rappresenterebbe un ulteriore sconfitta non solo per i delegati ma per tutto il personale del comparto difesa e sicurezza soprattutto alla luce di un periodo che mai si era vissuto nel passato, anni in cui chi indossa una divisa è sotto un vero attacco da parte delle istituzioni che in ogni occasione, anche attraverso falsificazioni mediatiche come ad esempio il cd scivolo d’oro, provano a minarne la dignità, la funzionalità e la stessa esistenza. Per questo motivo il CoCeR interforze non deve farsi ammaliare dalle lusinghe o da un improvviso coinvolgimento da parte di SMD, ma deve mantenere saldamente la posizione che ha assunto nel richiedere ed esigere un ruolo negoziale nei soli confronti della parte politica e, pertanto, se SMD è considerato un organo tecnico della politica, i delegati non devono fare lo sbaglio di partecipare all’incontro organizzato il 5 febbraio sulla bozza di schema di decreto di revisione delle carriere del personale, andarci rappresenterebbe vanificare quanto fatto sinora. L’attenzione pertanto è rivolta ai delegati del CoCeR cui si chiede di proseguire sulla strada intrapresa senza incertezze come, c’è altrettanto interesse alla sensibilità e acume politico-amministrativo che dimostrerà la parte politica nel rendersi conto che è arrivata l’ora di provvedere a riformare realmente l’istituto della rappresentanza militare per offrire al personale del comparto difesa-sicurezza una reale, concreta, autonoma e libera possibilità di tutela dei pochi diritti rimasti.     

Cameri 03 febbraio 2014        Diego Spadafora


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feb

03

2014

il PD Giano Bifronte tra le posizioni di Scanu e Pinotti ? Budget ridotto per gli F35 ? In attesa di parole e scelte chiare su un argomento importante di politica e di spesa.  

Il PD faccia chiarezza su scelte importanti di spesa, sui tagli al personale Militare, sui blocchi stipendiali e sulle richieste di DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI fatte dal personale.


A Cura di Assodipro   
E’ di pochi giorni fa la notizia che alcuni parlamentari del PD in commissione Difesa, Scanu tra questi, al termine dell’ Indagine parlamentare conoscitiva sui sistemi d`arma,  valutano la possibilità di dimezzare l’acquisto degli F 35 ( per le motivazioni vedi articolo precedente sul nostro sito ). Ricordiamo che Scanu è tra quelli che hanno maggiormente lottato affinchè le scelte sulle spese militari vengano fatte in Parlamento tanto da  entrare anche in polemica, qualche mese fa, con le conclusioni del Consiglio Supremo di Difesa il quale si schierava nettamente a favore del programma di acquisto di 90 F 35.  Il Tempo, in un articolo di Flavia Giacobbe, parla di posizioni differenti nel PD e della possibilità che la questione “ F 35 “venga mediata dal Sottosegretario Roberta Pinotti ( renziana ) e nota per le scelte politiche pro-industria militare. Intanto il PERSONALE MILITARE aspetta risposte sui tagli di personale, sui blocchi stipendiali, sulle richieste di DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI per tutelare tutti a fronte di pesanti tagli e scelte imposte senza diritti e ruolo negoziale.  La notizia del possibile dimezzamento/ripensamento sulla spesa per l’ F 35 ha suscitato le reazioni di ambienti politici-industriali-lobbistici favorevoli al costoso e molto discusso programma di spesa per il caccia bombardiere della Locheed Martin tanto che oggi  registriamo quanto scritto in un articolo di Flavia Giacobbe per il Tempo (Aviazione Budget ridotto per gli F35 Renzi e il Pd in imbarazzo) :”  È bastato un rapporto del Pentagono in cui emergevano critiche trasparenti sul programma F35 per riaccendere il fuoco delle polemiche in Italia. E poco male se i generali Usa hanno criticato anche il presunto sbilanciamento produttivo della Lockheed Martin a favore del nostro Paese. Senza considerare gli impatti sulle relazioni internazionali e sugli investimenti delle imprese nazionali coinvolte come contractor, alcuni parlamentari del Pd (Scanu e Galli) hanno scritto un documento in cui si propone di dimezzare il budget italiano destinato programma al centro delle polemiche sostenendo la bontà dell`Eurofighter, il velivolo europeo alla cui realizzazione partecipa Alenia e che recentemente ha registrato un investimento di 200 milioni per il cambio del radar. I due mezzi non sono paragonabili fra loro ma il punto è politico e investe il  neo segretario del Pd. Renzi infatti non sarebbe rimasto entusiasta della iniziativa "singolare" dei suoi deputati. Il documento non è stato sottoposto alla preventiva attenzione dei gruppi. La stessa Federica Mogherini, che ha la delega su questi temi nella segreteria del Pd, non ne sapeva nulla. A largo del Nazareno se ne dovrebbe discutere mercoledì ma è possibile che Renzi preferisca tenersi lontano da questo fronte polemico che sta provocando una reazione di stizza negli ambienti UsaIl dossier probabilmente finirà sulla scrivania di Roberta Pinotti, sottosegretaria renziana alla Difesa e punto di equilibrio fra il partito, le forze armate e le industrie. Il sindaco di Firenze potrebbe far leva sulla dialettica parlamento-governo per smontare un fronte polemico di cui avrebbe voluto fare a meno".  


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sabato 01 febbraio 2014

feb

01

2014

Sindacati dei dipend. civili della difesa Cgil-Cisl-Uil "Recepite nostre modifiche ai decreti sui tagli al personale".I Militari? SENZA DIRITTI, sacrificati pro lobby tagliati e inascoltati  

Militari senza diritti e tutele rimangono inascoltati sulle richieste di modifiche ai tagli, su blocchi economici, riordini e diritti a rappresentanza sindacale .“potremmo andare in piazza come già successo“.


A cura di Assodipro
Basta scorrere gli articoli nel nostro sito per documentarsi sul “ fermento” nel comparto Difesa creato da tagli pesantissimi della revisione dello strumento militare e dai decreti dello stesso con richieste inascoltate di modifiche
Critiche e malumori anche sui blocchi stipendiali e su riordini delle carriere rispediti al mittente, nel caso, vertici e stato maggiore difesa. Risuonano come un eco le parole “ I militari sono già stati in piazza, in anni passati, a manifestare il loro dissenso, potrebbe riaccadere “. I Militari chiedono di avere una rappresentanza modello ASSOCIATIVO / SINDACALE. 
INTANTO, proprio sui tagli collegati alla revisione dello strumento militare e sui decreti applicativi, criticati dal personale, I SINDACATI DEI DIPENDENTI CIVILI sono stati ascoltati come previsto DALLA LEGGE SULLE RAPPRESENTANZE SINDACALI , hanno svolto il loro compito-ruolo di Sindacati e….....

DIFESA: CGIL-CISL-UIL "RECEPITE NOSTRE MODIFICHE AI DECRETI"   ROMA(ITALPRESS) - "I decreti attuativi della riforma del ministero della Difesa hanno recepito le nostre indicazioni. Il confronto resta aperto. I provvedimenti vanno ancora migliorati a partire dalle priorità`: sblocco del turn-over, investimenti nelle eccellenze produttive e nella professionalità` specifiche dei lavoratori". Questo il commento emerso dall`assemblea dei quadri e dirigenti sindacali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa riuniti oggi a Roma per discutere della revisione dello strumento militare. I sindacati, in mobilitazione da mesi per garantire tutele occupazionali e salariali ai lavoratori, commentano positivamente i cambiamenti inclusi nei due decreti che danno attuazione alla legge delega: "Per la prima volta si prevede una distinzione netta tra compiti attribuiti al personale civile, le funzioni tecnicoamministrative, e compiti riservati al personale militare, le funzioni operative e di comando", rimarcano le federazioni di categoria, sottolineando il valore di una misura che "dovrebbe portare possibilità` di ulteriore risparmio". "Siamo riusciti a far inserire un impegno forte per la formazione - proseguono i sindacati -, da un lato infatti parte dei risparmi derivanti dalla razionalizzazione saranno destinati alla qualificazione professionale, dall`altro e` prevista per il personale civile una riserva di posti nei corsi attivati dalle scuole militari". Le risorse risparmiate attraverso la riorganizzazione, d`altra parte, saranno destinate anche a incrementare il fondo per la produttività` dei lavoratori, su cui confluirà` anche quello portato in dote dai militari in transito verso l`amministrazione civile. Resta escluso l`esonero volontario, il cosiddetto `scivolo d`oro` per i militari. Mentre per i lavoratori della Difesa che andranno in mobilita` si aprono le porte di una riserva di posti nei concorsi banditi dalle altre amministrazioni pubbliche". (ITALPRESS)  31 Gen 



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feb

01

2014

F 35, continua il dibattito. Secondo il PD Costano troppo, meglio gli Eurofighter e il Pd dimezza l`acquisto degli F35.  



Come Assodipro ci siamo spesso occupati del “ tormentone F 35 “. Abbiamo sempre informato e commentato su questo importante elemento di spesa per la Difesa; delle scelte fatte per aumentare le risorse per gli investimenti in armamenti pro industria e Lobby a danno del personale militare tagliato a migliaia senza diritti e tutele. Il giorno dopo le nostre osservazioni sulle scelte del PD sull’ argomento F 35 e dell’ analisi completa del generale Gagliardi  pubblicata da Assodipro, leggiamo un articolo di 
ALBERTO CUSTODERO per Repubblica ROMA Dimezzamento del programma F35 che, attualmente, è sospeso.   Rilancio del velivolo Eurofighter made in UE. E risparmio di un miliardo all`anno per gli armamenti del Paese. Sono questi, in sintesi, i punti principali che mercoledì prossimo saranno presentati dai 21 componenti del Pd della Commissione Difesa della Camera al gruppo parlamentare democratico. L`"Indagine parlamentare conoscitiva sui sistemi d`arma" s`è conclusa, anche se manca l`audizione del ministro della Difesa. «La ricca documentazione raccolta ha dichiarato il deputato Pd Carlo Galli — ha dato dignità istituzionale ai tanti dubbi sulla opportunità del programma F35». «Quel che è emerso ha aggiunto Galli — è che L`Italia a Nord è ben protetta da solide alleanze. Ma a Sud lo "stivale" affonda in una palude perché i Paesi del Nord Africa costituiscono , parafrasando il latino mare nostrum, in un mare di guai nostri. Ecco perché è assolutamente necessario dotarci di sistemi d`arma moderni». Ma quali? I lavori non termineranno con una relazione della Commissione, ma ogni partito utilizzerai dati raccolti per formulare un proprio documento politico. Quello del Pd è il più atteso perché il partito di Renzi era quello che aveva voluto fortemente l`"indagine" conoscitiva, osteggiato da M5S e Sel che vedevano in quello studio il tentativo di insabbiare il problema. E invece, per la prima volta nella storia della Repubblica è stata restituita la piena sovranità alle Camere in materia di armamenti. La vera rivoluzione consiste nel fatto che il documento politico del maggior partito di governo rilancerà ilprogetto dell`aereo militare del consorzio europeo che era stato stoppato da due ex ministri della Difesa La Russa e Di Paola, e da quello in carica Mauro.  La vera posta in gioco che si cela dietro il dibattito sull`F35, va detto, è di strategia politico-militare. L`F35 significala totale sudditanza per il futuro ai sistemi aerei militari americani. L`Eurofighter significa puntare a costruire un sistema di difesa integrata UE che non finirà certo nella produzione dei velivoli. Ma proseguirà, ad esempio,nel creare una logistica militare che faccia da sinergia tra i vari Paesi mèmbri. Un esempio: che senso ha che ogni Stato disponga di un poligono quando ne basterebbe uno europeo comune per tutti? Solo con questa politica europea si potrà raggiungere lo scopo che la Commissione s`era data di risparmiare un miliardo l`anno. La proposta del Pd dunque prenderà in esame un dimezzamento dell`F35, da 90 a 45 velivoli E la rinascita dell`aereo made in Europa. Le ricadute in termini occupazionali non sono da poco. «Ogni euro perl`F35—spiega Carlo Galli—finirà nelle casse della americana Lokheed. Inoltre, dai lavori iella Commissione è emerso che i cantieri di Cameri per l`assemblamento delle ali lavoreranno in perdita». «Il progetto di aereo europeo, invece— i aggiunge il deputato democratico — comporterà per noi un indubbio vantaggio economico  e occupazionale, in quanto ogni euro investito, sarà restituito all`Italia dal consorzio Ue in termini di commesse». L`"Indagine conoscitiva" ha fatto emergere, a sorpresa, quanto poco sia coesa la strategia della Difesa italiana. Dopo cinque mesi di discussione su quanto fosse obsoleta la nostra aeronautica, a spiazzare tutti è stato l`ammiraglio Giuseppe De Giorgi.Agli attoniti commissari-deputati, infatti, il comandante della Marina militare italiana ha svelato, a sorpresa, che l`emergenza è la nostra flotta, che si trova in condizioni critiche, forse peggiori di quelle dei velivoli militari. «La nave più giovane ha vent`anni», ha spiegato.E il suo allarme è stato talmente grave che il governo ha ritenuto di assegnare subito alla Marina un contributo di 5,8 miliardi di euro per i prossimi 20 anni per l`adeguamento dei mezzi navali militari.


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venerdì 31 gennaio 2014

gen

31

2014

F 35-Fulvio Gagliardi (ex Generale A.M.) analizza i numerosi problemi e aspetti del caccia bombardiere d’attacco.“La scelta sui sistemi d'arma non può essere piegata alle esigenze di aziende  

“La guerra che in questo periodo combattiamo è quella della grave crisi finanziaria, economica e di lavoro. Essa non può essere vinta con gli F35”


A Cura di Fulvio Gagliardi per Assodipro.
F 35: è da circa un anno che combatto contro la decisione di inserirlo nell'inventario dell'AMI e della MMi, purtroppo senza successo. Ora finalmente anche il Pentagono ammette che non è del tutto valido. A fine febbraio farò una conferenza 
( organizzata da Assodipro ) in cui tratterò anche di questo problema.
Non sarebbe giusto affermare che il F 35 non sia valido come impostazione di progetto, purtroppo all’inizio della sua vita operativa avrà problemi di gioventù...alcuni dei quali richiederanno di prolungare lo sviluppo con l’inevitabile aumento dei relativi costi.
Non è una novità infatti che lo sviluppo debba continuare almeno fino al 2017 e che il costo totale possa lievitare fino a circa 40 MLD di dollari, visto che ad es. buona parte del software è tutto ancora da provare. Performance del SW“inaccettabile”: è questo il recente giudizio di Michael Gilmore, il responsabile del Pentagono incaricato di provare i nuovi sistemi d’arma. Secondo il direttore delle valutazioni operative, l’F35 non è ancora in grado di integrare i "sistemi di missione, armi e altre attrezzature necessarie per l'impiego in operazioni militari" . Detta in parole semplici, è ancora molto lontano dal poter svolgere il suo ruolo di cacciabombardiere. 
Non bisogna per questo sottovalutarne i rischi, condizionati da problemi di design, produzione e software, con 24 milioni di linee di codice richiesto.
All’Italia, di questo ulteriore prosieguo dello sviluppo toccherebbe il 5%, valutabile in circa 1 mld in totale (un altro mld in più di dollari da spendere).
Quanto sopra ad essere ottimisti! Non dimentichiamo infatti i recenti problemi al motore del velivolo F 35 B che non possono non preoccupare, ricordando i problemi avuti a suo tempo con lo Spey del AMX, e i problemi nel “vertical landing”
I test su questi velivoli di nuova generazione hanno manifestato seri problemi durante la fase di atterraggio. Allo stato attuale dello sviluppo i Joint Strike Fighter non sarebbero in grado di atterrare in presenza di particolari condizioni climatiche, “con una temperatura calda, umida e caratterizzata da bassa pressione”, condizioni queste frequenti in quei paesi dove potrebbe essere più probabile effettuare missioni di peace keeping. La variante Stovl non riesce ad atterrare verticalmente su piste ad alte temperature, con umidità e con pressione bassa senza dover scaricare in mare i carichi pesanti. “Buffet e transonic roll-off—wing drop in high-speed turns”, associati a movimenti asimmetrici delle onde d’urto influenzano ad oggi tutte le varianti del JSF, nonostante modifiche apportate alle leggi di controllo. L’ulteriore programma di sviluppo in volo per affrontare questo problema mostra che si è raggiunto un limite di ciò che può essere fatto intervenendo sulle leggi di controllo. Ulteriori modifiche degraderebbero significativamente la manovrabilità o sovraccaricherebbero la struttura. E’ stata rilevata una criticità nella capacità del JSF a tollerare incidenti o danni nel combattimento. La capacità di diagnosi del “health monitoring system”, ad oggi, non consente una immediata individuazione degli eventuali danni in combattimento al sistema lift-fan del velivolo, cosa che potrebbe risultare catastrofica prima che il pilota possa rendersene conto e reagire, in particolare durante la fase di transizione alle condizioni di atterraggio verticale. Per questo, per lo sviluppo nell’avionica, nel SW e nel “weapon integration” vi è ad oggi un elevato livello di incertezza su quali potranno essere le “combat capabilities” che il JSF potrà assicurare nel 2018. 
In un rapporto del Pentagono dello scorso anno veniva lamentata l'eccessiva riduzione dello spessore del serbatoio che potrebbe rendere l'F35 soggetto a esplosione se il caccia dovesse essere colpito da un fulmine. A febbraio 2013 Pierre Sprey, il creatore degli F-16, intervistato da Presa Diretta ha sostenuto che si tratta del "peggior aereo mai costruito", in quanto ha "una pessima aerodinamica" e subisce "restrizioni alla velocità perché altrimenti si brucia la coda. È un aereo infiammabile perché il carburante sta intorno al motore". Ma non basta, il problema più grave - è scritto nel documento del Pentagono - riguarda la visibilità posteriore dell'F-35. Nei duelli aerei, infatti, il pilota non riuscirebbe a vedere nulla di chi o cosa gli vola dietro, e il pericolo di venire abbattuto sarebbe dunque gravissimo. Il display nel casco di volo, inoltre, non fornirebbe un orizzonte artificiale analogo a quello reale. Il radar in alcuni voli di collaudo si è mostrato incapace di avvistare e inquadrare bersagli, o addirittura si è spento. La Looked Martin per ridurre i costi è giunta persino ad utilizzare alcuni componenti “made in China”. E’ pur vero che sono componenti non strategici, ma comunque importanti: magneti per il radar, parti meccaniche del carrello, altro hardware... Se si volesse sostituire questi con parti non cinesi si avrebbe una nuova anche se non importante lievitazione dei costi (25.000 ore di lavoro in più e 10,8 milioni di dollari). Si sottolinea inoltre lo svantaggio di avere dipendenza da fornitori di uno stato potenzialmente nemico, con un conseguente impatto strategico negativo …
Comunque non sono questi gli aspetti, pur gravi, che dovrebbero preoccupare maggiormente! 
Gli aspetti del programma che più sono negativi per il nostro Paese ritengo che siano i seguenti:...
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gen

31

2014

Mentre l’ F 35 accumula problemi più di uno scaldabagno di sottomarca, gli ultimi sono riferiti a software e problemi di struttura, Il PD fa Primarie per bombardieri ?  

Sugli F 35 Renzi dichiarò: “Non capisco perché buttare così una dozzina di miliardi” . Ora, e dopo le ultime notizie sui problemi del caccia, cosa ne pensa ?


A.Bai Per l’ Espresso : “ F35/PD SPACCATO PRIMARIE PER BOMBARDIERI. II Partito democratico  ci ha proprio preso gusto a fare le primarie. L`ultima idea, infatti, è quella di chiamare a raccolta i militanti anche per decidere sul destino degli F35, i costosissimi cacciabombardieri da 14 miliardi di euro in dotazione alla nostra Aeronautica. La proposta arriva dagli iscritti delle sezioni del milanese e del novarese, dove sorge la base di Cameri che ospita l`assemblaggio degli F35. Ora manca soltanto il regolamento attuativo, strumento previsto dallo statuto Pd ma non ancora operativo. 
Tra parentesi, l`argomento "spese della Difesa" scotta parecchio in casa democrat. Il sindaco-segretario Matteo Renzi, da parte sua, aveva sparato ad alzo zero proprio contro gli F35: «Non capisco perché buttare così una dozzina di miliardi», mentre il compagno di partito Francesco Boccia ha remato in direzione opposta considerandoli utili. Peccato, però, che li avesse scambiati per "elicotteri salvavita".  


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gen

31

2014

Il Governo Letta, mentre TAGLIA 35 mila posti di lavoro a Militari senza diritti e tutele e con gli STIPENDI BLOCCATI, Considera le SPESE Militari in ARMAMENTI come INVESTIMENTI !  

Aumento delle spese fino a 1 mld. E vantaggi fiscali per i produttori bellici.Il piano del ministro Mauro per le Spese in Armamenti mentre il PERSONALE dichiara che potrebbe scendere in piazza e CHIEDE RAPPRESENTANZA DI TIPO SINDACALE .


A cura di ASSODIPRO
Tratto da lettera43.it  - INCHIESTA ( Armamenti, per il Governo sono investimenti )
 Mario Mauro. Il governo Letta ha chiesto al parlamento il via libera per l`aumento delle spese militari all`interno del bilancio dello Stato fino a 1 miliardo di euro l`anno e, allo stesso tempo, ha proposto un regime fiscale vantaggioso, con imposte più basse rispetto alle aziende degli altri settori, per le industrie italiane che producono armi in cooperazione con imprese belliche degli altri Paesi dell`Ue e della Nato.
L`INTERVENTO DI MAURO. Giovedì 23 gennaio, il ministro Mario Mauro si è presentato in audizione davanti alle commissioni Difesa di Camera e Senato, riunite in seduta congiunta per l`importanza della richiesta. Il grimaldello per questa operazione è il progetto della Commissione europea, reso noto il 16 gennaio ma studiato nel Consiglio europeo di dicembre 2013, che trasforma le spese militari, fino a oggi inserite alla voce «consumi» o costi, in «investimenti per lo sviluppo»  I costi possono aumentare fino a 1 miliardo di euro l`anno.  Ciò permetterebbe all`Italia, secondo i primi calcoli ufficiosi di fonti riservate del ministero della Difesa, di incrementare gli acquisti di aerei da combattimento (come gli F35, la cui poca efficienza e problemi è stata evidenziata dall`ennesimo report del Pentagono), di navi da guerra, carri armati, missili e altri ordigni per un importo oscillante tra i 500 milioni e il miliardo di euro all`anno rispetto ai 5,3 miliardi di euro di spese militari (fonte commissione Difesa della Camera) inseriti nella manovra finanziaria 2014 e ai 5,1 previsti per ora per il 2015. Già oggi, circa il 30% degli acquisti di armi sono a carico del ministero per lo Sviluppo economico guidato da Flavio Zanonato (Pd), mentre soltanto il 70% è inserito nel bilancio del dicastero diretto da Mauro
ARMI PER LO «SVILUPPO ECONOMICO». Il ministro della Difesa, la scorsa settimana, ha illustrato la posizione del governo per circa 20 minuti. E ha concluso dicendo che «prima di passare la palla al parlamento» per il via libera di fatto all`aumento delle spese militari, si augura «di poter entrare presto in questa fase tanto attesa» nella quale gli acquisti militari escano dalle voci di «spesa» e «consumi» del bilancio statale per essere inseriti all`interno degli «investimenti per lo sviluppo», come le autostrade, le reti energetiche e ferroviarie, e tutte le infrastrutture di sostegno all`economia. Auspicando che le commissioni delle due Camere possano presto «articolare un percorso comune». DA CONSUMO A MOTORE DI RIPRESA. Se la riforma dovesse passare, l`acquisto di F35, di Eurofighter, delle fregate del programma Frem, degli elicotteri Agusta (tanto per fare qualche esempio) sparirebbe all`interno del calderone degli investimenti. E sarebbe dunque più facile far passare una fornitura di carri armati, droni o lanciamissili per la Marina come sostegno alla ripresa della nostra economia. Spese che oggi sono considerate «consumi», perché un missile, come un proiettile, una volta che è stato utilizzato non esiste più e dunque è un bene deperibile, non una infrastruttura che rimane sul territorio e che può essere utilizzata da imprese private, enti pubblici e in certi casi - come i trasporti e le reti idriche - anche dai cittadini.
IL RAPPORTO SPESA MILITARE-PIL. Difficile dire esattamente quale sia oggi il rapporto in Italia tra Pil e spesa militare. Secondo l`ultimo rapporto della Cia, l`agenzia dei servizi segreti Usa, nel 2012 l`Italia spendeva in armi l`1,8% del proprio prodotto interno lordo. Gli economisti di Lavoce.info, invece, stimano l`impegno del nostro governo   per gli acquisti di aerei, navi e sistemi d`arma intorno allo 0,9%. Le cifre variano secondo i parametri, non sempre troppo chiari, dei bilanci statali. La «tagliola» per i parlamentari: nessuna obiezione al piano di difesa    Dopo le dichiarazioni di Mauro, ai parlamentari sono stati lasciati appena 12 minuti per le domande, gli interventi e le richieste di chiarimento. Ma nessun deputato o senatore, nemmeno quelli del Movimento 5 stelle o delle altre forze di opposizione, ha espresso critiche, riserve e obiezioni a quello che il ministro ha definito come il «nuovo modello di difesa» per il nostro Paese: un totale rinnovamento dei sistemi d`arma di cielo, terra e mare, considerati obsoleti perché risalenti ai «tempi della Guerra fredda» e quindi non più idonei a rispondere alle «nuove minacce per la sicurezza» che, secondo il governo Letta, possono arrivare anche da direzioni al momento sconosciute. AUDIZIONE TOP SECRET. L`audizione di Mauro del 23 gennaio è avvenuta nell`aula della commissione Difesa del Senato alla presenza anche dei mèmbri dell`omologo organismo della Camera. Ma a tutt’oggi, a differenza della prassi seguita normalmente, il resoconto stenografico della seduta non è ancora stato pubblicato sul sito di Palazzo Madama e nemmeno su quello di Montecitorio. Dal canto suo, la commissione Difesa della Camera, presieduta da Elio Vito. nella seduta dell`8 gennaio aveva messo all`ordine del giorno «l`esame del documento conclusivo dell`indagine conoscitiva sui sistemi d`arma destinati alla difesa in vista del Consiglio europeo di dicembre 2013». Un documento prezioso, perché illustra lo stato della difesa in Italia, l`efficienza del sistema e, soprattutto i costi degli armamenti. IL TEMPOREGGIAMENTO DELLA POLITICA. Lo studio avrebbe dovuto essere pronto già l`anno scorso, ma il lavoro si è prolungato. E l`8 gennaio, quando si sarebbe dovuti arrivare alla conclusione e al voto sul dossier, il Pd, con i deputati Giampiero Scanu e Rosa Maria Villeco Calipari, ha chiesto e ottenuto che l`esame sia rinviato a data da destinarsi, senza un termine preciso. Scanu, col sostegno di Michele Piras di Sei, aveva in realtà chiesto solo due settimane di lavoro aggiuntivo, ma Calipari. a nome del partito, ha detto: «Come termine indicherei non una data, ma il raggiungimento dell`obiettivo che la commissione si pone», cioè una data indefinibile, fluida e ulteriormente rinviabile inqualsiasi momento. Nessun partito, nemmeno le opposizioni come Forza Italia, Lega, Sei e 5 Stelle, si è opposto alla richiesta del Pd di posporre l`esame del bilancio militare sino alle calende greche ".  
Tratto da “ rivista Notizia Giornale “ : “Paghe bloccate divise ai ferri corti col ministro Mauro LO SCONTRO Paghe bloccate Divise ai ferri corti col Ministro Mauro. Messe alla fame, le FORZE ARMATE e di POLIZIA sembrano ormai decise ad andare allo scontro con quello Stato che le spreme senza dare nulla In cambio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso ( mentre sono programmati tagli di 35 mila militari imposti senza diritti e tutele – Chiusure e riorganizzazioni di decine di enti e caserme con pesanti conseguenze economiche , sociali, lavorative e familiari per migliaia di militari e famiglie ) - Blocchi stipendiali a fronte di spese miliardarie in armamenti pro industria e lobby  - è stata la bozza di legge approntata dalla Difesa per il riordino delle carriere. Il testo è stato definito dal comitato di rappresentanza interforze irricevibìle. I militari hanno chiesto al ministro di sbloccare gli stipendi e di rivedere il problema della rappresentanza degli uomini in divisa, per poter avere voce in capitolo nelle scelte da fare e per andare verso un modello di rappresentanza Autonomo e di tipo Associativo/Sindacale. "Le forze dell`ordine sono abituate a reagire".    


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giovedì 30 gennaio 2014

gen

30

2014

Marina Militare-Davide GRASSI il signornò, AVEVA RAGIONE! Dopo 12 anni il Tar riabilita Davide Grassi, oristanese, ex tenente di vascello:non ubbidì a un ordine del suo capitano e finì agli arresti  

“..dopo quel no trattati da ammutinati ,subì umiliazioni… la carriera bloccata, il clima al lavoro invivibile..”


di Michela Cuccu ORISTANO.
Si usa dire che la coerenza ha un prezzo, spesso molto alto da pagare. Se si indossa una divisa militare, ad esempio, può costare una punizione severa ma ingiusta. E ci possono volere anni prima che qualcuno, ad esempio la magistratura – il Tar di Genova, in questo caso – rimetta, almeno in parte, le cose a posto. Lo sa bene Davide Grassi, dodici anni fa tenente di vascello, congedatosi con il grado di capitano di corvetta, nato e vissuto a Oristano fino al momento di arruolarsi in Marina. Il tenente Davide Grassi, che nella città di Eleonora ha conseguito la maturità scientifica al liceo Mariano IV e ha fatto tanto sport con l’Atletica Oristano, il 23 febbraio del 2002 non obbedì a un ordine del suo capitano. Oggetto: sversare in mare migliaia di litri di liquidi oleosi provenienti dal motore del vascello e che si erano accumulati nella sentina.
«Signornò», fu la risposta del giovane ufficiale (all’epoca aveva appena 30 anni), imbarcato sulla nave militare Maestrale nella
missione Enduring Freedom nel Corno d’Africa. Le conseguenze per quel rifiuto furono pesanti: quindici giorni di arresto, ma soprattutto, l’innesco di una serie di meccanismi che gli pregiudicarono la carriera militare, abbandonata due anni fa. «Quel rifiuto di eseguire ordini illegali costò a me a ai miei colleghi una situazione impossibile da sostenere – racconta Grassi –, il trattamento a noi riservato nei quattro mesi di navigazione successivi fu quello applicato agli ammutinati. Mi hanno tenuto sempre sotto controllo, seguito anche quando andavo in bagno. Terminata la missione, sbarcati a La Spezia, mi hanno messo in ferie forzate per 60 giorni – prosegue Davide Grassi – fino a negarmi la possibilità di entrare all’Accademia di Livorno dove avrei voluto insegnare. Anzi, mi hanno trasferito a Genova, costringendomi per nove anni ad una vita da pendolare. Tutto
questo per aver voluto evitare un disastro ambientale».
Era ben consapevole il tenente di vascello, che scaricare tutto quell’olio di macchina in mezzo all’oceano avrebbe provocato enormi danni all’ambiente e che un’operazione di questo tipo poteva essere fatta, come stabiliscono le normative internazionali recepite dalla Comunità europea, solo in un porto e con l’ausilio di una ditta specializzata.
«Signor capitano non lo possiamo fare. E se lo dovesse fare lei, sappia che ho già scattato foto e girato filmati che invierò a chi di dovere, anche alla stampa se necessario, per far sapere cosa è accaduto a bordo». Questo disse il 23 febbraio del 2002 Davide Grassi. Il tenente ha dovuto aspettare dodici anni prima che una istituzione gli desse ragione. È di qualche giorno fa, infatti, la sentenza dei giudici del Tribunale amministrativo di Genova che hanno stabilito come il tenente di vascello «non avesse apertamente violato il dovere di obbedienza nei confronti dei superiori gerarchici. La sua condotta – scrivono i magistrati del Tar – ha impedito un episodio di ingiustificabile danneggiamento dell’ambiente marino». Invece il tenente Grassi dopo quel no subì umiliazioni, trasferimenti e valutazioni “sospette” in pagella. La Marina è stata anche condannata a pagare un risarcimento di 1500 euro. Cifra molto distante, dai costi ben più elevati di una causa durata più di dieci anni. «Soprattutto non cancella ciò che ho trascorso: la carriera bloccata, il clima al lavoro invivibile con l’impossibilità di spiegare persino ai miei familiari l’inferno nel quale ero sprofondato. Pensate – aggiunge Davide Grassi – ne ho parlato solo ora con mio figlio che ha dieci anni e ho voluto tenere lontano da questa storia fin che ho potuto».
Un risarcimento dei danni subiti, sollecitato dal tenente, non è stato riconosciuto dai giudici. Nonostante la vita di Davide Grassi per quell’ordine non eseguito (una richiesta illegittima, ha stabilito il Tar) sia cambiata radicalmente: il tenente due anni fa ha deciso di cambiare lavoro (oggi è ingegnere civile) abbandonando la divisa, che pure portava con onore e con grandi aspirazioni.
«Ciò che mi fa più male è il silenzio, assoluto, da parte della Marina – conclude Davide Grassi – Pensate: il giorno dell’udienza li ho avvisati io. Per correttezza».


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gen

30

2014

Di Paola,il tagliatore di teste e posti di lavoro di Militari a favore di Lobby e Industrie,tra i carciofi ricevuti da chi contesta i tagli e l’ufficio pronto in Finmeccanica.  

Ci sono carciofi pronti anche per l'attuale Ministro e Governo se....


A cura di Assodipro
"Cronologia DiPaoliana" - Roma, 19 dicembre 2011 - Quello che interesserà le forze armate “sarà un ridimensionamento molto significativo e consistente in uomini e prospettive”, ha spiegato il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola durante l’annuale conferenza stampa in occasione del Natale. “Il piano di sacrifici” richiesti per uscire dalla crisi “riguarda tutti gli italiani. I militari sono anche italiani e dunque i sacrifici riguarderanno anche loro”, ha detto il ministro.    
Il 18 Dicembre 2012, l’ammiraglio tecnico ministro Di Paola  a pochi giorni dal termine del  suo tristemente e negativamente ricordato incarico politico dichiarava : “ Difesa : Di Paola, in un anno ho ricevuto più carciofi che fiori - ma la riforma dello strumento militare era il mio obiettivo da ministro e l'ho raggiunto. La riforma dello strumento militare era il mio grande obiettivo da ministro, che mi ero proposto di raggiungere quando ho accettato l'incarico e che ho raggiunto. Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola si dice "soddisfatto" per la sua esperienza di governo, giunta oramai quasi al termine. Abbiamo impostato il cammino verso la modernizzazione", sottolinea. Di Paola non nasconde che "il lavoro è stato pesante, soprattutto per i tempi compressi, visto che avevamo un impegno di poco superiore a un anno. E anche dati i tempi difficili: diciamo - afferma con un sorriso, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno a palazzo Savorgnan, sede del Circolo delle Forze armate - che ho ricevuto più carciofi che fiori...". Sono soddisfatto - conclude il ministro della Difesa - che, pur nel momento convulso di fine legislatura, il Parlamento e tutte le forze politiche abbiano avuto la sensibilità istituzionale per approvare la legge". 
Gennaio è il mese in cui il
re dell’orto, il CARCIOFO, si affaccia sui banchi dei mercati, ci siamo , ci sono altri Carciofi, molti altri,  che attendono in una sorta di  par condicio tra Ministri Difesa e Governi se i tagli di personale, voluti da Di Paola con la revisione dello strumento militare e ratificati da Mauro e Governo Letta ,e le penalizzazioni dei Militari ( vedi anche i BLOCCHI STIPENDIALI) , non saranno corretti/modificati-cancellati.  
In un articolo del Sole 24 ore del 29 Gennaio 2014 ( Finmeccanica, Di Paola fermato dall’antitrust ) firmato G.D. leggiamo : “ Il parquet rifatto e le pareti intonacate di fresco, l`ufficio era già pronto in una controllata di Finmeccanica in via Piemonte 60,per accogliere il nuovo consulente per le strategie. Ma l`ammiraglio GiampaoloDi Paola, ex ministro della Difesa del governo Monti, non è mai entrato nel "suo" ufficio. L`atterraggio di Di Paola su
Finmeccanica, anticipato dal Sole 24 Ore il dicembre scorso, è stato fermato in extremis. «L`ammiraglio Di Paola gode di tutta la nostra stima ma non è consulente di Finmeccanica», va precisando da qualche settimana la holding della difesa. Secondo fonti autorevoli, è stato l`Antitrust, interpellato dal ministero dell`Economia, a stoppare Di Paola,per «incompatibilità» con il precedente incarico ministeriale, in base alla legge sul conflitto d`interessi. Chi è stato «titolare di cariche di governo» per 12 mesi non può avere incarichi in «società aventi fini di lucro che operino prevalentemente in settori connessi con la carica ricoperta». Il limbo di Di Paola durerà fìno al 27aprile......


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mercoledì 29 gennaio 2014

gen

29

2014

Le Truppe sono in fermento, insoddisfatte e alla fame e il Governo fa spallucce mentre Mauro si fa il Partito ed i generali rincorrono le maxi indennità.  

Inascoltate le dichiarazioni dei CoCeR che hanno dichiarato “I Militari possono andare in piazza a manifestare, è già accaduto e potrebbe riaccadere“.Quali saranno le azioni successive dei Rappresentanti dei Militari a tutela dei “rappresentati“?


A cura di Assodipro
Come abbiamo scritto in articoli precedenti sul nostro sito, informando liberamente e puntualmente, senza veline o bollettini di vertice trasmessi a SITI internet e pubblicati dagli stessi SITI che si spacciano per siti militari mentre sono S.r.l. o propaggini dei siti istituzionali, Il fermento documentato nelle forze armate rimane e resta, per ora, inascoltato.
Circa due mesi fa in commissione difesa in una pseudo audizione ( 5 CoCeR furono auditi alla presenza di un solo senatore (!) ) I Rappresentanti dei militari si espressero chiaramente affermando, tra l’altro e riguardo alle critiche verso i tagli al personale ed i blocchi stipendiali, che “ I militari sono già scesi in piazza in precedenti occasioni e potrebbe accadere ancora “. Non meno dure sono le critiche espresse in un documento di pochi giorni fà del CoCeR Interforze; anche queste senza esito / risultati dove si chiedeva anche un sistema di Rappresentanza di tipo Associativo/Sindacale autonomo e svincolato dal “ Sistema Sindacato Giallo attuale”. Coerenza e logica impone che  gli organi di Rappresentanza non lascino le loro dichiarazioni solo sulla carta deludendo totalmente le migliaia di militari “ rappresentati “;  osserveremo attentamente se e quali sviluppi ci saranno nei prossimi giorni.   
Antonio Rossi su – notizia giornale – in un articolo intitolato “La truppe sono alla fame e il Governo fa spallucce” scrive : “  
Le truppe sono alla fame e il Governo fa spallucce, Nel settore sicurezza manca anche il minimo. Scontro col ministro Mauro . Se i generali si arrabbiano e ricorrono alle carte bollate per avere indennità maxi ( nota assodipro: il riferimento è ad alcuni  generali che hanno ricorso al TAR per il riconoscimento di una speciale indennità maxi-superbonus) , le truppe sono prive anche delle retribuzioni mini. Sottufficiali e soldati sono alla fame. E i rapporti tra le rappresentanze delle forze armate e il ministro difesa Mario MAURO sono sempre più tesi. Tanto i militari quanto in generale il comparto sicurezza è da anni in affanno, con stipendi medi che si aggirano sui 1.300 euro, Altro che maxi emolumenti. Quanti ogni giorno rischiano la pelle a difesa dei cittadini, in patria o nelle missioni di pace all`estero, non riescono neppure ad arrivare alla fine del mese e il futuro, quello in cui dovrebbero andare in pensione è ancora più nero. Non si contano più le proteste. dei sindacati e dei consigli centrali di rappresentanza, i cosiddetti Cocer. Gli stipendi sono stati bloccati per cinque anni e, mentre ad esempio per gli insegnanti il Governo una soluzione l`ha trovata, gli appelli di chi indossa una divisa sono caduti sinora nel vuoto. Bloccata anche la progressione economica, assegni funzionali e indennità, che dava un po` di ossigeno alle truppe e rappresentava un piccolo incentivo. Ma c`è di più. Senza risolvere il problema delle truppe rimaste con la pancia vuota e senza speranze, è in atto la cosi detta Revisione dello Strumento Militare. Una piccola rivoluzione, che dovrebbe tradursi in una serie di tagli per ridimensionare il numero degli effettivi e in maggiori costi per investimenti. Poi c’è il cosi detto Riordino delle Carriere, Un provvedimento  che non va proprio giù ai militari, "In questo Paese - hanno di recente sostenuto i rappresentanti dei finanzieri - chi lavora in silenzio, con responsabilità, rispettando le regole, è sempre sistematicamente fregato". Il Cocer, scrivendo al ministro  Mauro per contestare il provvedimento così come è stato approntato, è stato ancor più diretto, definendo il testo sul riordino delle carriere irricevibile. Il consiglio di rappresentanza dei militari ha poi specificato che, per tornare a discutere sul tema, è indispensabile risolvere subito il problema degli stipendi per i militari, facendo arrivare loro un minimo di sostegno, ed eliminare il blocco degli stipendi, che da norma transitoria, finalizzata a risolvere problemi contingenti di crisi, nel comparto difesa sta diventando un taglio definitivo. Va bene insomma fare sacrifici e tirare la cinghia, ma a farli non possono essere sempre e solo i servitori dello Stato. A forza di tirare la cintura quanti indossano la divisa sono ormai arrivati all`ultimo buco e loro non ce la fanno davvero più”.
NASCE IL PARTITO “POPOLARI ITALIANI” DI MARIO MAURO
28 Gennaio . Con il Ministro della Difesa anche l’associazione PPIE Popolari Italiani per l’Europa. Si è appena conclusa presso Palazzo Santa Chiara a Roma la conferenza stampa del Ministro della Difesa Mario Mauro per l’ufficializzazione del nuovo partito “POPOLARI ITALIANI”. Presenti, oltre all’Europarlamentare On Potito Salatto Vice-Presidente della Delegazione Popolari per l’Europa, anch’esso firmatario del neonato partito, gli onorevoli Olivero, Marazziti, Gargani e Giro, nonché una folta delegazione dell’Associazione PPIE Popolari Italiani per l’Europa che nei mesi scorsi si sono dedicati alla nascita del nuovo partito. “Saremo un tassello fondamentale per la crescita dei “Popolari Italiani” afferma Renata Jannuzzi coordinatrice PPIE del Lazio che sottolinea “dobbiamo ripartire dai territori e sono mesi che stiamo lavorando affinché i cittadini comprendano che il nostro obiettivo è quello di stare tra e con la gente, miriamo a riportare le persone a credere nella politica e soprattutto a far capire loro che l’unica strada è quella del Partito Popolare Europeo sconfiggendo in questo modo l’anti europeismo a cui stiamo assistendo da parte del Movimento 5 Stelle e di Berlusconi” la Jannuzzi prosegue “Credo che oggi insieme al Ministro Mauro possiamo parlare di cambiamento e noi come Popolari Italiani per l’Europa siamo pronti ad intraprendere questo cammino insieme”. Il Ministro Mauro nel corso della conferenza stampa ha dichiarato: “Il nostro è un cantiere aperto a forze, movimenti ed associazioni che si riconoscono nella visione popolare, essere popolari è una battaglia verso la libertà, soprattutto verso la libertà di educazione e di fare impresa per incidere sulla crisi che stiamo vivendo perché ancor prima di essere economica la nostra è una crisi di valori”.


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martedì 28 gennaio 2014

gen

28

2014

Usa: Tra i militari, diversi ufficiali NON gentiluomini nuovi episodi mettono in imbarazzo il Pentagono.  



(ANSA) - NEW YORK, 27 GEN - Non tutti gli alti ufficiali delle forze armate Usa sono gentiluomini, anzi, dal punto di vista etico alcuni di loro lasciano molto a desiderare: si lasciano andare a relazioni extraconiugali multiple, bevono pesantemente alcol anche in servizio, commentano con aggettivi non proprio eleganti incontri con deputate del Congresso.
Appellandosi al Freedom of information Act, il Washington Post ha chiesto di poter visionare i rapporti
di episodi di cattiva condotta tra i comandanti di Esercito, Marina e Aeronautica sin dal primo ottobre 2012, e sono cosi` venuti alla luce diversi casi quantomeno imbarazzanti. Come quello del generale Bryan Roberts, che la scorsa primavera ha pubblicamente ammonito i suoi soldati nella base di Fort Jackson che l`esercito "ha tolleranza zero per quanto riguarda molestie e aggressioni sessuali". Peccato che lui stesso fosse in quei giorni sotto inchiesta per aver aggredito fìsicamente una sua amante. Nell`ambito delle indagini, e` poi venuto fuori che il generale, che e` sposato, aveva anche un`atra relazione sessuale con una impiegata civile sua subordinata. La scorsa estate, indagando il generale dell`esercito Joeffry Sinclair per aggressione sessuale e adulterio i procuratori militari si sono imbattuti in alcune e-mail del marzo 2011 che l`ufficiale si era scambiato con altri due generali. Al centro dello scambio la deputata Renee Ellmers, con cui uno dei tré ufficiali, l`alierà colonnello Martin Schweitzer, aveva avuto un incontro di lavoro. Sembra molto "calda", aveva scritto. E poi aveva anche scritto di essersi masturbato "tre volte in due ore" dopo aver incontrato la deputata. Un generale della US Air Porce, David Uhrich, e` stato a sua volta indagato per una impropria relazione extraconiugale, e si e` scoperto che teneva una bottiglia di vodka nella sua scrivania.
Il problema e` sentito al punto che già` all`inizio del 2012 l`allora segretario alla Difesa Leon Ranetta aveva ordinato una revisione degli standard etici per gli alti ufficiali.
Il suo successore Chuck Hagel alla fine dello stesso anno ha dato disposizioni affinchè` si verificasse in che modo ai militari vengono insegnati "i valori fondamentali e la leadership etica".


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gen

28

2014

Marò; Bonino:“La colpa è di La Russa“.La politica si rimbalza responsabilità mentre i 2 Marò sono agli arresti in India.I Vertici della Marina vollero fortemente il decreto per l'imbarco.  

Errori da chiarire mentre pagano solo i 2 Marò. Se di errori si tratta sono da verificare errori sia politici che di vertici della Marina


A cura di Assodipro.
Noi di assodipro abbiamo sempre trattato il caso dei 2 marò senza demagogia e facili populismi, puntando subito sulle lacune del decreto che metteva dei militari al servizio di compagnie marittime con procedure e direttive tutte da verificare per altro sottopagandoli rispetto a contractor civili. Cui prodest ?
Al momento si leggono discussioni sulle azioni politiche dalla nascita del decreto, che consentiva l'uso di militari su navi civili, fino agli eventi di questi giorni mentre si svolge una visita di parlamentari italiani in India, ma non si chiarisce se e quali lacune ci sono state nelle direttive della Marina Militare , nelle regole di ingaggio, nelle modalità di applicazione delle stesse né si conosce dettagliatamente cosa successe sulla nave e cosa/come coordinarono gli eventi la catena gerarchica della Marina Militare.
Nelle dichiarazioni di Ieri viene affermato e confermato  che i Vertici della Marina spinsero, insieme a Confitarma per mettere dei Militari al servizio di compagnie marittime. Come era formata la catena di comando dei Marò ? Cosa comunicò ? quali decisioni ? esistono nastri di comunicazioni tra vertici e marò ? esistono video del fatto ?  Ieri, il ministro degli esteri Emma Bonino, in un intervista a  Radio 24 ha dichiarato : “  La vicenda dei marò, nasce da una legge più che discutibile, è una situazione di cui sono all`origine personaggi che si agitano molto,mi riferisco alla legge La Russa, un decreto che prevedeva inopinatamente militari su navi civili senza stabilire per bene le linee di comando. Tutto questo sarà utile rivederlo a conclusione, io credo positiva, della vicenda perché certamente vi sono molti punti da chiarire nella gestione del caso”.
Il coordinatore del partito dell’ex ministro La Russa , Crosetto, afferma che la Bonino non dice una parola su chi rimandò i marò nelle fauci del sistema indiano che prevede la pena di morte e soprattutto fa finta di ignorare che il decreto legge in questione fu a lungo bloccato dalle perplessità dell`allora ministro La Russa e sulla scorta di un disegno di legge bipartisan fu poi presentato dal governo e convertito in legge dal Parlamento da tutte le forze politiche a maggioranza quasi assoluta. In una nota del partito di La Russa e Crosetto, tra l’altro si dichiara : “  un ministro minimamente sereno e informato non dovrebbe fare finta di non sapere che l`allora ministro della Difesa Ignazio La Russa espresse, quasi solitariamente, dura contrarietà e forti dubbi quando venne presentato il disegno di legge bipartisan sostenendo che fosse più opportuno il ricorso solo ai "contractors" (si vedano in tal senso anche le agenzie di stampa dell`8 febbraio 2011 che titolavano "La Russa, difesa navi ? Meglio guardie giurate". «Inoltre, il testo del decreto si legge ancora nella nota firmata dall`ufficio stampa di Fdl - venne presentato solo dopo che, in un ramo del Parlamento, era in fase avanzata l`iter del disegno di legge bipartisan e che, a suo favore, insistevano oltre che i parlamentari presentatori anche Confitarma e i vertici della Marina Militare con esplicita dichiarazione dei suoi vertici.


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domenica 26 gennaio 2014

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26

2014

Tagli al Personale della Difesa-“Tagli ai MARESCIALLI e al personale? Finalmente!” -Lobby Finanziarie, Analisti filo industriali, Politica e Vertici continuano ad ESULTARE per i TAGLI al Personal  

Continuano a suonare le trombe dei fautori dei tagli Mentre il personale è “ in fermento “ e chiede correzioni e revisioni ai tagli, fine dei blocchi stipendiali e DIRITTO di avere uno strumento di rappresentanza modello Sindacale.


La sequenza mediatica continua: Solo negli ultimi giorni registriamo:  l’intervista di Mario Mauro al Sole 24 Ore che magnifica i tagli di personale;  l’intervista del Capo di Stato maggiore Difesa Binelli Mantelli che loda i tagli di migliaia di posti di lavoro nella difesa sul Corriere della Sera ed ora , puntuale, Anche gli “ analisti “ esultano ! è il turno di Pietro Batacchi direttore di RID : Tagliano il personale e i Marescialli :“ Finalmente “. 
Pietro Batacchi  direttore di  RID ( Rivista italiana difesa ) ha elaborato un completo ed articolato commento sul BILANCIO DELLA DIFESA per il 2014. Tralasciamo la parte riguardante gli obiettivi strategici ed operativi e ci limitiamo a dire che, oltre ad essere molto completa, è impregnata di una logica totalmente filo-industrial-lobby-interventistica MENTRE IL PERSONALE È TRATTATO COME DEI NUMERI , i TAGLI PESANTI allo stesso e le conseguenze per migliaia di militari SONO SALUTATI IN MODO TRIONFALISTICO, nessuna riflessione per i militari senza tutele colpiti dai tagli e per  perdita di occupazione nelle forze armate. Solo lodi ai tagli di personale che portano più risorse per lobby industriali . Solo lodi mentre si tagliano posti di lavoro militari ( 35mila ) che il sistema paese perderà per sempre .
Mettiamo in evidenza solo le parti che riguardano spese per il personale
tratto da Pietro Batacchi , II Bilancio della Difesa 2014 . Bilancio  della Difesa 2014 si presenta anche quest`anno - come del resto già accaduto nel 2012 e 2013 - privo di tutta la parte riguardante le spese per i programmi di ammodernamento. Una prassi ormai consolidata, figlia della situazione di crisi economica in cui ancora il Paese si dibatte e dei conseguenti provvedimenti straordinari di natura economico-finanziaria che costringono anche la Difesa a un costante riorientamento della pianificazione finanziaria. La Nota Aggiuntiva allo Stato di Previsione della Difesa 2014, pertanto, lascia ancora diverse questioni aperte che potranno meglio essere affrontate quando, entro il mese di aprile 2014, sarà predisposto il Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa, nel quale, oltre ad essere esposto il quadro completo delle misure introdotte dalla Legge di Stabilità 2014, saranno esposte le linee programmatiche mediante le quali assicurare il coerente equilibrio delle risorse comunque destinate alle esigenze di ammodernamento delle Forze Armate. (…. ) Il bilancio 2014: considerazioni generali Dopo un anno in crescita - seguito all`anno "nero" della Difesa del 2012 - quest`anno la spesa per la Difesa è tornata a diminuire. Lo stanziamento complessivo per la Difesa -  si attesta su 20,266 miliardi di euro che, rispetto al bilancio approvato dal Parlamento per il 2013 (20,702 miliardi di euro), significa un decremento di 435,9 milioni, ovvero una variazione del 2,1% in termini percentuali. Il personale  II capitolo riguardante il personale risente chiaramente della ristrutturazione in atto nelle Forze Armate e degli effetti della Spending Review che porteranno le stesse FA ad una configurazione organica pari a 170.000 unità entro il 2016. Secondo la Nota Aggiuntiva, per il 2014 è prevista una tabella organica di 175.900 unità rispetto alle 177.300 del 2013. La diminuzione più consistente - finalmente! - interessa i marescialli che scendono di 1.850 unità, da 54.602 a 52.752(con, in parallelo, l`altrettanto positivo incremento di unità dei Sergenti che aumentano da 16.766 a 17.268). Tuttavia, siamo ancora lontani da un livello ottimale, commisurato ad uno strumento operativamente moderno, spendibile e ad alta prontezza. Molto, pertanto, dipenderà dalla Riforma Di Paola, e da come questa riuscirà nei prossimi anni ad incidere su questo settore. Per l`Esercito è prevista una consistenza organica di 101.794 tra uomini e donne: 64.348 volontari, 7.758 sergenti, 16.711 marescialli e 12.179 ufficiali. Per la Marina, la tabella organica 2014 comprende 31.989 uomini e donne: 9.954 volontari, 4.276 sergenti, 12.722 marescialli e 4.543 ufficiali. Infine, per l`Aeronautica si prevede un organico di 42.117 tra uomini e donne 7.163 volontari, 5.234 sergenti, 23.323 marescialli e 5.832 ufficiali. Se questi sono i numeri, da un punto di vista qualitativo la stessa Nota precisa che fino al 1 gennaio 2021 vigerà un regime transitorio, una sorta di "modello a 170.000", che prevede 100.211 unità per l`Esercito, 30.421 per la Marina e 39.368 per l`Aeronautica. Entro questa data, la composizione interna per categoria dovrà riequilibrarsi come segue: 20.432 ufficiali, 24.417 marescialli che, di conseguenza, rispetto alle consistenze attuali dovranno ridursi di oltre la metà entro ( nota di assodipro : per poi ridursi ancora), 33.347 sergenti, 65.233 volontari in servizio permanente e 26.571 volontari in ferma prefissata. In pratica il "modello a 170.000" prevede, oltre che meno della metà dei marescialli, un numero quasi doppio di sergenti e circa 14.000 volontari in servizio permanente in più.  Il termine per il conseguimento del riequilibrio interno allo strumento, 1 gennaio 2021, è tuttavia molto lontano e, per di più, molto vicino al termine fissato per il completamento della Riforma Di Paola che, non dimentichiamolo, prevede entro il 2024il conseguimento di un livello organico di 150.000 unità per tutte e 3 le FA. È chiaro che se, formalmente, possono esprimere degli organici di 170.000 tra uomini e donne, è dura scendere in soli 3 anni a 150.000. E questo la dice lunga sulle reali intenzioni circa l`attuazione della Riforma Di Paola... Per il personale militare, i finanziamenti scendono da 8,576 miliardi di euro a 8,394 miliardi di euro, 182 milioni di euro. 
Gli investimenti - Sostanzialmente, gli investimenti si mantengono in linea con gli ultimi bilanci, eccetto quello del 2012, che scontava la mazzata del "salva Italia", ma ciò non permette di recuperare quel gap createsi proprio nel 2012. Pertanto, il coerente proseguimento di alcuni programmi, nonché l`avvio di nuovi programmi dipendono, come ormai prassi, dai fondi del Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) che, come dato conto da RID (RID 9/2013), nel 2013 hanno superato i 2 miliardi di euro. Con questi fondi è possibile mantenere una soglia di spesa per l`investimento attorno ai 5 miliardi di euro che, in un momento di crisi come questo, è comunque accettabile per continuare un, seppur lento, ammodernamento dello strumento militare. L`apporto del MiSE è, dunque, fondamentale e poco importa se molti lo hanno messo sotto accusa bollandolo come un`inutile spesa per le Forze Armate. In realtà le spese in nuove capacità militari vanno oltre lo stesso risultato in termini di sicurezza che possono produrre e concorrono in misura rilevante ad accrescere 11 patrimonio tecnologico ed industriale di una nazione e, quindi, in ultima analisi la sua stessa identità e la sua stessa proiezione nel futuro
TAGLI AI  Carabinieri ... 
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