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Description: Circolare n° M_D GMIL1 II 5 1 0257231 , sez.: "Altro" Cessazione anticipata dal servizio, a domanda, e al collocamento in ausiliaria, per l'anno 2012, degli uffi
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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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Date stamp 24 lug : 16:00
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domenica 15 settembre 2013

set

15

2013

GRECIA,un anno fà acquisto di sottomarini. Ai soldati mancano i vestiti. In ITALIA parallelismi:Taglio di 40 mila posti di lavoro nella Difesa e si spende 10 volte in più del risparmio sul personal  

Le lobby economiche e delle armi, favorite da certa politica, trionfano massacrando i posti di lavoro anche nella Difesa e peggiorando le condizioni anche dei lavoratori Militari. Tagli sulle persone e aumento delle spese pro lobby


La crisi detona anche tra le forze dell'ordine. Mentre fino a un anno fa lo Stato acquistava da Germania e Olanda Leopard, proiettili per carri armati oggi si registra una drammatica carenze di abbigliamento e calzature per i militari. 
Il tutto mentre si celebra il processo per frode fiscale all'ex ministro della Difesa socialista Akis Tzogatzopoulos  ( in Grecia, per frode fiscale, anche se ex ministro, si và in galera ! come sarebbe logico, democratico e normale)
Altro che piano di salvataggio per la Grecia. I tre memorandum della troika, a cui praticamente secondo tutti gli euroburocrati ne faranno seguito altri, hanno prodotto tagli orizzontali su numerose voci di spesa: con la conseguenza di uno Stato che non ha come far fronte alle esigenze della quotidianità
Si prenda la grande contraddizione rappresentata dal comparto militare dove, mentre fino a un anno fa lo Stato acquistava da Germania Olanda Leopard, proiettili per carri armati senza contare i costosissimi sottomarini targati Siemens Thyssen, oggi si registra una drammatica carenze di abbigliamento e calzature per i militari ellenici: la crisi greca insomma detona anche tra le forze dell’ordine. 
Nell’estate appena trascorsa secondo alcune fonti interne non sono state date ai militari le infradito e in questa settimana, quando è iniziata l’organizzazione per l’autunno che è alle porte, i responsabili della logistica hanno ammesso che mancano giacche imbottite maglioni per l’inverno. Con il freddo che si avvicina (si pensi che molte basi militari sono in montagna) i militari non sono nelle condizioni di poter aspettare le decisioni del ministero dello Sviluppo, che attende ovviamente l’ultimo minuto per l’appalto relativo a queste forniture. 
E non solo per cercare quello al maggior ribasso, ma soprattutto perché lo stesso ministero non ha liquidità per garantire le spese correnti quotidiane, come i servizi ai militari. E dopo che già la troika nella scorsa settimana aveva imposto di liquidare le tre società che si occupano della difesa nazionale e licenziate tutti i dipendenti, bocciando di fatto il piano di Atene per riformare Eas, Elvo e Larco, le tre realtà nazionali di difesa nazionale e di industria militare.  
Un paradosso, l’ennesimo in questa crisi senza fine, se si fa mente locale agli appalti milionari che in questi anni di restrizioni e licenziamenti il ministero della Difesa di Atene ha avallato senza se e senza ma. Nel 2012 un report del Sirpi, istituto che dal 1966 svolge il ruolo di osservatorio mondiale sulla produzione di armi, rivelava come la Grecia fosse stato uno dei Paesi più attivi nellacquisto di armamenti, nonostante il memorandum della troika fosse già operativo, con tre tagli consecutivi a stipendi, pensioniidentità, con la sanità in ginocchio e le casse dell’erario drammaticamente vuote. Ma da Atene arrivò ugualmente il via libera alla “lista del spesa”: due sottomarini al prezzo di quasi un miliardo e mezzo di euro, duecentoventitrè carri armati Leopard II per 403 milioni acquistati da Berlino, sei fregate e quindici elicotteri francesi al prezzo di quattro miliardi di euro Il tutto mentre da tre mesi si celebra ad Atene il processo per frode fiscale al vero deus ex machina del commercio di armi, l’ex ministro della Difesa socialista Akis Tzogatzopoulos, braccio destro del padre padrone della Grecia Andreas Papandreou, accusato di aver costruito una serie di società off shore in mezzo mondo capaci di creare almeno cento milioni di euro di fondi neri. 
Tzogatzopoulos, in carcere dallo scorso maggio …. In Grecia, nella tanto bistrattata Grecia, per frode fiscale si và in 
carcere ! in Italia, per un politico condanno definitivo per frode fiscale, si blocca e si ricatta il paese.    
 
Tratto e rielaborato da articolo di Francesco De palo  per ilfattoquotidiano.it


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set

15

2013

I RISULTATI PRODOTTI DAI RICORSI FATTI CON ASSODIPRO, la vostra Associazione a tutela, lotta e presidio dei DIRITTI. Aderisci al ricorso sui BLOCCHI STIPENDIALI , esercita un tuo DIRITTO .  

Aderire, oltre a un Diritto, è anche mandare un segnale forte ad una politica assente verso i Militari. Riepilogo degli ultimi blocchi di ricorsi di ASSODIPRO che hanno avuto pieno successo


Riepilogo degli ultimi blocchi di ricorsi che hanno avuto pieno successo e prodotto risultati concreti ( indennizzo)  ai ricorrenti  tramite l’ Associazione  ASSODIPRO

Riepilogo Gruppo 1 

Riepilogo Gruppo 2 

Riepilogo Gruppo 3 


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sabato 14 settembre 2013

set

14

2013

Cgia: addizionali Irpef, (ennesima ) stangata in arrivo per lavoratori e famiglie Italiane.  

In merito alle decisioni prese quest’anno arrivano altre stangate per i redditi dei lavoratori , con le retribuzioni bloccate da anni, e delle famiglie


Mentre leggiamo i dati dell'ennesima stangata sui lavoratori  con retribuzioni bloccate da anni, pensionati e famiglie Italiane , nelle stesse ore il Premier Letta dichiarava : " «Questi sono fatti, non annunci: sono fatti. Lo dico a tutti quelli che raccontano altre storie»: così Enrico Letta ha risposto oggi alle critiche al governo, elencando i risultati raggiunti dall'esecutivo ". (!) Il premier ha parlato durante la cerimonia di inaugurazione della 77ª Fiera del Levante di Bari. 
 
ROMA 14 settembre - Dal 2010 ad oggi le addizionali regionali e comunali Irpef hanno subito un vera e propria impennata. A dirlo è la Cgia di Mestre che ha analizzato gli effetti di questi aumenti sulle retribuzioni degli operai e degli impiegati residenti nei 40 Comuni capoluogo di Provincia che hanno già deciso per l'anno in corso l'aliquota dell'addizionale Irpef comunale. In particolare, per un'operaio l'Irpef pesa 89 euro in più, per un impiegato di 117 euro, per un quadro di 284 euro. Ecco il calcolo, nel dettaglio, fatto dalla Cgia.

Per un operaio con un reddito annuo di 20.000 euro (pari a una retribuzione mensile netta di 1.240 euro) l'aggravio fiscale maturato tra il 2010 ed il 2013 è di 89 euro. In merito alle decisioni prese quest'anno, nel 2014 dovrà versare ben 401 euro.

Per un impiegato con un reddito annuo di 32.000 euro (che corrisponde ad una retribuzione mensile netta di quasi 1.840 euro) la maggiore trattenuta fiscale avvenuta sempre tra il 2010 ed il 2013 è stata di 117 euro. Alla luce delle decisioni prese nel 2013, l'anno prossimo il peso delle addizionali Irpef sarà di 664 euro.

Infine, per un quadro con un reddito annuo di 60.000 mila euro (pari a uno stipendio mensile netto di quasi 3.100 euro) la maggiore trattenuta fiscale verificatasi sempre nello stesso periodo di tempo è stata pari a 284 euro. L'anno venturo saranno 1.328 gli euro che dovrà versare alla Regione e al suo Comune di residenza.




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venerdì 13 settembre 2013

set

13

2013

Maledetta Spending Review che taglia posti di lavoro per i Giovani Volontari delle FF.AA – Gioacchino ALFANO risponde in modo NON SODDISFACENTE all’interrogazione del Senatore CARDIELLO.  

Da lungo tempo Assodipro denuncia la macelleria sociale in termini di occupazione della Spending Review e della Revisione dello strumento Militare. Gli effetti dei tagli ora sono concreti sulla pelle dei giovani volontari.


Dall’apparire sulla scena politica dei provvedimenti detti “ Spending Review “ e Revisione dello Strumento Militare “ , come ASSOCIAZIONE ASSODIPRO, ci siamo opposti ed abbiamo criticato metodo e merito dei provvedimenti. Abbiamo Manifestato per contrastarli  mentre  non si levava nessuna voce a tutela dei Militari e mentre troppi erano disattenti e passivi, abbiamo informato, con numerosi articoli e tabelle con i crudi numeri dei TAGLI al Personale e continueremo a farlo.
Avevamo denunciato da subito le conseguenze della Spending Review , approvata con solerzia impietosa e impassibile dal precedente Governo con il ministro tecnico ammiraglio Di Paola  che ha reso il Comparto Difesa il primo a tagliare personale con l’aggravante di TAGLIARE POSTI DI LAVORO PER I GIOVANI DEL NOSTRO PAESE che cercano un occupazione nelle FF.AA.
I TAGLI ALL’OCCUPAZIONE MILITARE continueranno, con l’attuale Governo e Mario Mauro ha quasi completato l’opera iniziata da Di Paola, tra spending review e revisione dello strumento militare.
Un GOVERNO TECNICO non eletto ed un GOVERNO non voluto dagli elettori  stanno portando a compimento tagli storici di personale nelle FORZE ARMATE ed il tutto accade senza nessun strumento di tutela sindacale con i CoCeR poco più che spettatori  incapaci anche di capire la gravità delle conseguenze che erano evidenti già da quando i provvedimenti erano bozze. Ora, purtroppo, come scriviamo da mesi,gli effetti sono concreti e visibili e giungono pesanti su chi non ne era informato in modo corretto e su chi non è tutelato da DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDALI.  La conferma, che avevamo facilmente previsto al momento della presentazione dell’interrogazione del Senatore CARDIELLO , è nella risposta data dal sottosegretario alla Difesa Gioacchino ALFANO che non è considerata né soddisfacente né completamente veritiera dal Senatore Cardiello.
 
Leggi il testo della risposta del sottosegretario alla Difesa e della replica del Senatore Cardiello. Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 102 del 12/09/2013
 PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00200 sull'immissione in ruolo dei vincitori di concorso nelle Forze armate nel 2012.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
ALFANO Gioacchino, sottosegretario di Stato per la difesa. Signora Presidente, onorevoli senatori, in via preliminare faccio notare che, a carattere generale, la questione relativa all'intervento in chiave riduttiva delle unità da reclutare nell'ambito del concorso richiamato dal senatore Cardiello è stata già affrontata di recente in risposta ad un atto dell'onorevole Rosato. Pertanto, come già rappresentato nell'ambito della predetta risposta, non posso che confermare che tale questione deve porsi in relazione alla stringente necessità di pervenire a risparmi per effetto della cosiddetta spending review, prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 aprile 2012, che ha imposto a tutte le amministrazioni di concorrere concretamente alla riduzione della spesa pubblica. Conseguentemente, è stato inevitabile per questa amministrazione intervenire drasticamente, operando un indispensabile ridimensionamento delle spese relative al settore del personale della Difesa, con conseguenti ripercussioni anche sull'entità complessiva dei reclutamenti previsti nel 2012, per l'esercito, la marina e l'aeronautica. Tale intervento in chiave riduttiva evidentemente ha interessato, in varia misura, anche il reclutamento del personale dei diversi ruoli delle Forze armate, tra cui anche i volontari in ferma prefissata quadriennale, i cosiddetti VFP 4.
 
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set

13

2013

I SINDACATI DEL COMPARTO SICUREZZA SCRIVONO AL PREMIER LETTA-“risposte o la mobilitazione diventerà protesta“-Si và verso la separazione del comparto Sicurezza/Difesa?– Chi tutela i Militari?  

Il Comparto Difesa tartassato da tagli di personale pesantissimi e senza tutela rappresentativa rischia di rimanere isolato. Senza risultati la Rappresentanza Militare rischia la sconfitta definitiva ? I CoCeR delle FF.AA. a cosa e chi servono ?


A cura di Assodipro Roma
Altro passo dei SINDACATI a tutela del personale rappresentato; 
Lettera unitaria di TUTTE LE SIGLE SINDACALI che preannunciano un riordino delle Carriere per il Comparto Sicurezza mentre il Comparto Difesa ( EI – AM – MM ) subisce tagli epocali e pesantissimi.  I CoCeR, più simili ad un sindacato giallo che ad una minima forma di rappresentanza, già  passivi e sconfitti sui tagli ( spending review , revisione strumento militare ) sono nudi davanti ai risultati pesanti per il personale e di fronte a provvedimenti che, in gran parte, non hanno saputo né capire né affrontare. La separazione dei comparti potrebbe essere il liberarsi di una zavorra per i sindacati e l’affondare definitivamente di uno strumento ( rappresentanza militare ) totalmente inefficace  e mai così male interpretato come negli ultimi 2 anni.  Di fronte al quadro che tutti possono vedere, di fronte a ulteriori fatti concreti ( es. decreto fesi e decreti sulla revisione portati in cdm dal Ministro Mauro senza neanche un parere consultivo), Di fronte a settori della rappresentanza che neanche chiedono migliori Diritti Associativi / Sindacali per tutelare e rappresentare tutti,  sarebbe il caso di riflettere sulle  dimissioni dei CoCeR per palese inutilità collettiva.  
Ecco il testo della lettera inviata, dal cartello sindacale del Comparto sicurezza, al Presidente del Consiglio Enrico Letta e al ministro della Pubblica Amministrazione Giampiero D’Alia 
Roma, 12 settembre 2013 On. Enrico Letta Presidente del Consiglio dei Ministri e, p.c. On. Gianpiero D’Alia Ministro Pubblica Amministrazione e Semplificazione Signor Presidente, lo scorso 4 settembre si è svolta presso il Ministero della Funzione Pubblica la riunione concernente le problematiche del Comparto Sicurezza-Difesa. 
Premesso il carattere prevalentemente tecnico della riunione, nel corso del dibattito è emersa chiaramente l’esigenza di ottenere un chiarimento politico circa la reale disponibilità delle risorse e degli strumenti indispensabili a consentire alle parti di programmare una serie di interventi normativi in tema di previdenza complementare, T.F.R., nel rispetto della specificità del comparto e della categoria. La stessa esigenza è stata ravvisata con riferimento alla praticabilità di un superamento delle attuali limitazioni imposte col tetto salariale, che rappresentano un serio rischio per la tenuta organizzativa del sistema di sicurezza di questo Paese. 
Certi che il Ministro D'Alia Le abbia reso noti gli esiti della predetta riunione, le scriventi OO.SS. - che rappresentano la totalità dei lavoratori del Comparto Sicurezza-Difesa – giudicano positivamente il fatto che il Governo abbia già manifestato l’impegno a procedere al varo di una legge delega sul riordino delle carriere delle Forze di Polizia prima della definitiva approvazione della revisione dello strumento militare. Anche in questo caso, però, v'è poi l' ineludibile esigenza di procedere all'avvio di un ragionamento politico che consenta di verificare se oggi vi siano ancora le condizioni per il mantenimento di un unico Comparto contrattuale Sicurezza-Difesa, come peraltro emerso dalla predetta riunione, o se, invece, non si renda necessaria una soluzione diversa, nell’ambito della quale le problematiche afferenti i citati settori vengano affrontati e risolti separatamente, per esaltare le rispettive peculiarità professionali e individuare le soluzioni più congeniali a risolvere le diverse problematiche. 
Oggi, in vista della ripresa autunnale dei lavori, nella prospettiva di una possibile riacutizzazione delle tensioni di piazza, appare più che mai ineludibile l’esigenza di ottenere una risposta celere ed esaustiva in ordine agli intendimenti del Governo rispetto a rivendicazioni che registrano la sensibile attenzione di tutti i lavoratori in uniforme. 
In questa ottica, Le chiediamo di far tenere al più presto la fissazione di un incontro con le scriventi OO.SS., da cui far scaturire l'avvio di un percorso di confronto costruttivo e auspichiamo fruttuoso che consenta di verificare appieno la reale volontà del Governo di discutere delle esigenze rappresentate, avendo ovviamente a riferimento la specificità della categoria stabilita per legge. Ad ogni buon fine, siamo anche in qualche misura costretti a rappresentarle che lo stato di agitazione della categoria già in atto, non potrà che sfociare in una serie di iniziative di protesta che potrebbero apparire inevitabili laddove dovesse malauguratamente materializzarsi una risposta negativa o, peggio, una altrettanto significativa inerzia interlocutoria sui temi prospettati. Confidando nella Sua sensibilità istituzionale, invero più volte manifestata nei confronti delle donne e degli uomini in divisa, restiamo in attesa di cortese riscontro e, con l'occasione, Le inviamo sentimenti di rinnovata stima. 
POLIZIA DI STATO :SIULP; SAP; SIAP – ANFP SILP PER LA CGIL; UGL-Polizia di Stato; COISP; UIL Polizia; 
POLIZIA PENITENZIARIA : SAPPE; OSAPP; SINAPPE;  FNS-CISL Penitenziaria; FP CGIL; UGL  Penitenziaria; CNPP 
CORPO FORESTALE DELLO STATO: SAPAF; UGL-Forestale; F.E.S.I.F.O; FNS CISL; FP-CGIL    


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set

13

2013

La Marina Militare ferma i voli di elicotteri AB 212 e AB 412 dopo verifiche positive sulla presenza di Amianto.  



La Marina militare ha disposto sospensione di tutte le attività di volo con elicotteri AB 212 e AB412, a seguito di alcune immediate verifiche con esito positivo rispetto alla presenza di amianto. Un fermo dei velivoli con la sola eccezione delle attività di soccorso in mare.
La presenza dell’amianto su alcuni elicotteri era nota al ministero delle Difesa fin dal lontano 1996: ora, il carteggio tra l’azienda produttrice Agusta Westland e il Ministero della Difesa, pubblicato anche dalla Notizia, il conseguente avvio di indagini giudiziarie, la presentazione di un’interrogazione parlamentare e la visita di un gruppo di deputati in una delle caserme ove si trovano gli elicotteri, hanno fatto uscire allo scoperto anche il Mario Mauro che in un primo momento aveva dichiarato di non saperne nulla. Il ministro ha avviato un’indagine interna dopo aver disposto la bonifica degli elicotteri.   

clicca per Leggere tutto articolo di  Andrea Koveos per  lanotiziagiornale.it


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set

13

2013

Altre nubi sul progetto F-35 . La Norvegia divorzia dall’Italia ? notizie non positive per i fautori del progetto F – 35  



Tratto da articolo  Silvio Lora Lamia su  analisidifesa.it   
"L’ultima notizia, una notizia non buona per l’Italia, arriva dalla Norvegia. Secondo quanto riportato da Defense News, la settimana prima delle elezioni per il nuovo Parlamento il responsabile del procurement militare del Governo di Oslo si è incontrato con l’omologo britannico per gettare le basi di una collaborazione bilaterale fra la Gran Bretagna e il paese scandinavo per la manutenzione e il sustainment delle loro flotte di F-35, da estendere poi all’addestramento di piloti e specialisti. Due dei cinque partner europei del programma JSF decidono insomma di mettere a fattor comune le loro risorse in una logica “pooling and sharing” ispirata al contenimento dei costi di esercizio di questi aeroplani, anche attraverso un coinvolgimento diretto delle rispettive industrie.
La nota di Defense News non cita però un particolare importante, e cioè che la Norvegia s’era già accordata a suo tempo con l’Italia. Il nostro paese ha investito circa 800 milioni di euro in una catena di montaggio (gli ultimi pagamenti sono attesi per fine 2014) con la dichiarata volontà di trasformarla poi – non senza ulteriori opportuni oneri finanziari – in un grande hub europeo per il ben più cospicuo business della manutenzione, del sostegno tecnico-logistico e dei progressivi upgrade delle flotte continentali e addirittura “mediterranee” di F-35.  I futuri impianti Repair, Overhaul and Upgrade (MRO&U) di Cameri sono lo snodo cruciale della nostra partecipazione al programma statunitense, e la girata di spalle dei norvegesi non è certo il viatico migliore. Le attività MRO&U avranno una valenza economica maggiore di quelle manifatturiere, ma soprattutto dovrebbero portare più o meno direttamente ai ritorni di know-how tecnologico negati alle industrie che partecipano alla produzione con la mera fornitura di parti dell’aereo. 
Oltre a Gran Bretagna e Norvegia restano solo altri due “soci” F-35 come possibili fruitori delle nostre facilities MRO&U, la già ricordata Olanda e la Danimarca. La seconda deciderà solamente nel 2015 se acquistare l’aereo americano o in alternativa il Super Hornet, il Typhoon o il Gripen New Generation; in ogni caso Copenhagen ha già deciso che sceglierà tout court la soluzione che le avrà garantito il maggior ritorno occupazionale. Posto che decida per il JSF, dovrà comunque occuparsi del suo sustainment solo a partire dalla fine del decennio".  


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giovedì 12 settembre 2013

set

12

2013

Comunicazione del SILP CGIL su incontro tra Presidente del Consiglio Letta con i Ministri del Comparto Difesa e Sicurezza  



Comunicazione Silp CGIL  Polizia : Il 18 Settembre  è previsto un incontro di natura, esclusivamente politica, a Palazzo  Chigi, presieduto dal  Presidente del Consiglio dei  Ministri On. Enrico Letta con tutti i ministri del Comparto Sicurezza e Difesa per un  approfondimento delle questioni pregiudiziali poste . si sta lavorando inoltre, in sede tecnica, con le altre amministrazioni per una bozza condivisa di legge delega sul riordino. Vi terremo informati in merito agli sviluppi della cosa.


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set

12

2013

DIFESA : Forze Armate; La Commissione Difesa approva in sede referente un DL per eliminare i limiti di altezza. Mario Mauro è CONTRARIO, deciderà un voto del Parlamento.  

Parere Contrario del Governo e di Mauro ai testi congiunuti presentati dai Senatori Cardiello e Amati.


Spesso i titoli sono ingannevoli e capita di leggere informazione mal proposta. Accade anche oggi,  Una lettura superficiale, o solo dei titoli della notizia, darebbe l’impressione di una problematica risolta e che interessa molti ragazzi e ragazze che aspirano ad entrare nelle FF.AA.  Per comunicare ed informare nel modo più corretto possibile proponiamo la notizia nel modo più completo; se ci limitiamo, senza approfondire , a certi titoli come : “ Forze armate: anche i bassi potranno vestire l`uniforme ” si darebbe un informazione non del tutto corretta. La Commissione Difesa del Senato  ha approvato in sede referente un disegno di legge per abolire i limiti minimi di altezza per l’accesso nelle FF.AA   MA, se il DL non verrà confermato da un voto dell’aula non avrà né valore né effetto. Il Ministro Difesa Mario Mauro ed il Governo, sul DL, hanno espresso PARERE CONTRARIO.
 
ANSA/ Forze armate: anche i bassi potranno vestire l`uniforme Ok in sede referente a ddl che abolisce limiti minimi altezza  (ANSA) - ROMA, 11 SET - Via il limite minimo di altezza - un metro e 65 per gli uomini e un metro e 61 per le donne previsto per l`accesso nelle Forze armate: lo prevede un disegno di legge approvato in sede referente dalla Commissione Difesa del Senato, con l`astensione di Lega Nord, Scelta civica e il Governo che, in extremis, fa sapere di essere contrario, a causa dei "rilevanti aspetti di criticità`" presenti nel ddl. Ora la legge verrà` sottoposta al vaglio dell`Aula. La Commissione Difesa di Palazzo Madama ha trattato congiuntamente due testi - presentati da Franco Cardiello (Pdl) e Silvana Amati (Pd) - entrambi finalizzati ad eliminare gli attuali limiti di altezza previsti nel codice dell`ordinamento militare per vestire l`uniforme.
Solo che il ddl Cardiello abbassa esplicitamente il limite minimo a un metro e mezzo, mentre nel disegno di legge Amati - che poi e` stato adottato dalla Commissione come testo base ed ha assorbito l`altro - ci si limita a sostituire il requisito dei limiti di altezza "con parametri atti a valutare l`idoneità` fisica del candidato al servizio" militare. Parametri "correlati alla composizione corporea, alla forza muscolare e alla massa metabolicamente attiva", secondo tabelle stabilite da un regolamento da varare entro tré mesi dall`approvazione della legge. Parametri fisici, inoltre, che devono essere "unici e omogenei" per il reclutamento del personale delle Forze armate cosi` come per quello della Polizia di Stato, della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale dello Stato.
"La ratio alla base dei disegni di legge - ha ricordato la relatrice Amati durante i lavori parlamentari - e` senz`altro condivisibile. Entrambi si propongono, infatti, di superare una disciplina ormai ingiustificata, vetusta e fortemente discriminatoria al fine di consentire l`accesso alle carriere delle Forze armate a numerosi giovani e, soprattutto, a numerose donne desiderosi di servire il Paese.
Peraltro, un`altezza non eccessiva sarebbe già` richiesta oggi come requisito per prestare servizio in particolari reparti, come, ad esempio, i carristi e i paracadutisti". Valutazioni che hanno visto d`accordo tutti.
Si sono astenuti solo il senatore Albertini, di Scelta Civica, e il presidente leghista della Commissione, Divina, che in apertura di seduta aveva letto una missiva del ministro della Difesa ("pervenuta da pochi minuti") con cui, in sostanza, si esprimeva il parere negativo del governo, mai prima manifestato.
La lettera, si legge nel resoconto parlamentare, "sottolinea la presenza di rilevanti aspetti di criticità` nel ddl (rappresentati, oltre che dalla Difesa, anche da altri settori del comparto difesa e sicurezza), in base ai quali sarebbe opportuno mantenere  parametri fisici omogenei, al fine di non ingenerare asimmetrie per il reclutamento di personale che, in alcuni casi, seppur appartenente a istituzioni diverse, svolge di fatto analoghe funzioni".
Nonostante questi rilievi il disegno di legge e` stato approvato con soddisfazione bipartisan. "E` un`ottima notizia soprattutto per i giovani che, in un momento di difficolta` come quello attuale, possono trovare nell`arruolamento un`importante occasione di lavoro e di crescita professionale", dice la relatrice Amati. Sull`altro versante dello schieramento, il senator Cardiello esprime "piena e viva soddisfazione per quelle migliala di ragazzi e ragazze che prima non possedevano i requisiti adatti e che in futuro, dopo la ridefinizione da parte del governo di nuovi parametri, avranno finalmente  l`opportunità` di partecipare ai concorsi".


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set

12

2013

Oggi pomeriggio al Senato risposta all’interrogazione presentata dal Senatore Cardiello al Ministro Difesa su concorso volontari dell’anno 2012  

Oggi è prevista la risposta del Ministro Difesa all’ interrogazione presentata dal Sen. Cardiello supportato dalla consulenza del Delegato CoIR A.M. VOLO Aniello


Come gia scritto nell’articolo del 17 Agosto -
Clicca per vedere articolo precedente
 
Oggi pomeriggio ci sarà la risposta del Ministro Difesa all’ interrogazione presentata dal Sen. CARDIELLO . “si chiede di sapere: per quali ragioni il Ministero non abbia proceduto all'immissione in servizio dei vincitori del concorso indetto per il 2012 e se ciò avverrà nel corso del 2013; per quali ragioni il Ministro in indirizzo, nonostante non si fosse esaurita la graduatoria del concorso indetto per il 2012, abbia indetto un nuovo concorso per l'anno 2013; se e quali iniziative intenda assumere per tutelare i vincitori del concorso indetto per il 2012.
 
vi informeremo della risposta del Ministro e degli esiti appena possibile.


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mercoledì 11 settembre 2013

set

11

2013

Mario Mauro annuncia ANCORA i TAGLI all’occupazione nella DIFESA, omettendo di dire che il tutto viene imposto senza la minima concertazione da una politica insensibile alle istanze del personale.  

«Il personale sarà ridotto del 20 per cento». Il tutto equivale a 35 mila posti di lavoro in meno per “risparmiare“ mentre si spende almeno 10 volte in più dei risparmi sul personale in armamenti.


REDIPUGLIA (GORIZIA)  10 settembre - «Ci sarà una riduzione del personale delle Forze armate intorno al 20%». Lo ha sottolineato il ministro della Difesa Mario Mauro rispondendo a una domanda sulla riorganizzazione dello strumento militare. «La revisione dello strumento militare è un processo epocale di razionalizzazione delle Forze armate e deve fare i conti con le condizioni di finanza pubblica e di bilancio della Stato», ha detto il ministro.

Poco tempo fa Mauro ha affermato, in un incontro con i CoCeR, che dovrebbero rappresentare il personale, ad una precisa richiesta di Diritti Sindacali per il personale : “ L 'Istituto del sindacato è incompatibile con la specificità del mondo militare. Se cercavate un Ministro disponibile su questo piano, io non sono quel Ministro ! ". 
A parte le critiche che Assodipro muove al provvedimento, nel merito e nel metodo,  da quando è stato presentato al Parlamento dal precedente Ministro Di Paola, che sarà ricordato come  il Ministro  più duro con il personale al quale ha imposto tagli epocali , e quello più vicino all’industria e lobby; senza elencare le decine di comunicati debolmente critici e sempre passivi delle Rappresentanza, evidenziamo solo le parole del vice pres. Del CoCeR A.M. T.C.  Bottacchiari , che in un recente intervista ha, tra l’altro, dichiarato: “  è  deludente constatare che il Ministro della Difesa Mauro non abbia fatto tesoro della sua esperienza di europarlamentare ! Chissà cosa ne pensano di questa esternazione ( sul Sindacato )  i suoi ex colleghi olandesi, tedeschi o belgi, rappresentanti di Paesi in cui vige il DIRITTO SINDACALE NELLE FF.AA. DA MOLTI ANNI.   -  sui TAGLI : “ A titolo di esempio la Germania per irdurre circa 16.000 unità ha stanziato ben un miliardo di euro per PRE-PENSIONARE 6.000 uomini.  Da noi invece si pensa di raggiungere gli obiettivi di riduzione degli organici e di risparmi di spesa senza prevedere forme di esodo agevolato od incentivi. Come si può pensare che  oltre  18.000 persone se ne andranno volontariamente accettando forme di esodo più o meno penalizzanti e talora frustranti ?".  


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martedì 10 settembre 2013

set

10

2013

Marina Militare: De Giorgi, effetti drammatici da blocco paghe – Perché non si DIMETTE per dare senso compiuto alle sue affermazioni ?  

Da anni i contratti sono Bloccati ed il Blocco è confermato fino al 2014. Il CSMM pone il problema del blocco in modo tardivo e retorico mentre accetta anche tagli pesanti di personale.


40 mila posti di lavoro tagliati nella Difesa tra Militari e Dipendenti Civili, retribuzioni bloccate da anni e fino al 2014. Centinaia di Enti chiusi e accorpati - Tagli di occupazione anche per favorire le lobby e le industrie con investimenti che costano 10 volte il risparmio dai tagli di occupati nelle FF.AA. 
Non è abbastanza per far riflettere qualche vertice ? è un sogno quello di immaginare che qualcuno “ metta il cappello sulla scrivania del Ministro e della Politica ? magari  affermando, rendendo effettive e concrete le parole spese : “ NON concordo con Forze Armate tagliate e con le retribuzioni bloccate ! le gestisca lei “. 
(ANSA) - BRINDISI, 9 SET - Secondo il capo di stato maggiore della Marina militare, ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi, "il nostro personale militare e civile, la seconda colonna della Marina insieme alle navi della Marina militare, e` ancora oggi soggetto a un blocco delle retribuzioni, incluse quelle per l`avanzamento".
"A fronte di aumenti di responsabilità` - ha detto nel corso di una cerimonia a Brindisi - non corrisponde alcun incremento stipendiale e le conseguenze sono avvertite in maniera drammatica soprattutto nei gradi più` bassi che già` percepiscono retribuzioni minime". "Un altro problema non più` rinviabile - ha rilevato - e` rappresentato dal blocco del turn-over che sta comportando la progressiva capacita` di perdita produttiva e di know-how dei nostri arsenali. 
Si tratta di un patrimonio prezioso e irrinunciabile, assai difficile da ricreare una volta perduto. Sono questi i due aspetti che auspichiamo che il Parlamento affronti in maniera organica dando un orizzonte almeno decennale alle proprie decisioni, perche` il coinvolgimento decennale della nostra industria consentirà` di sviluppare nuovi progetti, di dare un impulso allo sviluppo non solo all`industria della cantieristica ma anche a un indotto amplissimo".


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set

10

2013

PENSIONI MILITARI: Aumento dell’Età pensionabile; era già noto, ora è Ufficiale lo stralcio del Comparto Difesa e Sicurezza. L’informazione e la comunicazione arriva solo dai Sindacati .  

Lo stralcio fa anche comodo a vertici e politica che vogliono applicare i Pesanti tagli di personale nel comparto Difesa. Appare un compromesso al ribasso accettato dai CoCeR in cambio dei tagli di migliaia di Militari.


Comunque positivo il risultato di “ stralciare il comparto Difesa e Sicurezza “ dalle norme sull’aumento dell’età pensionabile ma bisogna considerare che, per il Comparto Difesa, è anche anche un modo per facilitare l’uscita ed il pre pensionamento forzato di Migliaia di Militari
Pensioni: Tissone (Silp Cgil), bene stralcio articoli comparto.  Ora discussione seria su blocco contratti e previdenza 
Roma, 9 settembre - "Il Silp Cgil valuta positivamente lo stralcio degli articoli riferiti al comparto sicurezza e difesa, da parte del Consiglio dei ministri di oggi, nel corso dell'approvazione del regolamento di armonizzazione pensionistica per alcune categorie escluse dalla riforma del 2011". Lo afferma il segretario generale del sindacato dei lavoratori di polizia  affiliato alla Cgil, Daniele Tissone. "Ora però - aggiunge il dirigente sindacale -  è necessario porre fine ai provvedimenti unilaterali e cominciare a trovare per il comparto sicurezza soluzioni ai problemi del blocco contrattuale". "Inoltre - conclude Tissone - bisogna iniziare a discutere seriamente anche di tematiche sulla previdenza, convocando un tavolo specifico con tutte le parti interessate". 
 PENSIONI: SIULP, BENE SPECIFICITA’ POLIZIA, ORA VIA TETTO SALARIALE Roma, 9 set. (Adnkronos) 
– ”L’esclusione del Comparto sicurezza e difesa dal provvedimento di armonizzazione previdenziale, approvato dal Cdm, e’ il primo segnale di riconoscimento della specificità degli operatori del Comparto, peraltro già prevista da un’apposita norma, e il primo concreto riconoscimento dell’esecutivo alle donne e gli uomini in uniforme”. Lo afferma Felice Romano, segretario generale del Siulp che, nel commentare positivamente la decisione del Consiglio dei ministri circa l’esclusione dei poliziotti dal regolamento di armonizzazione, sottolinea come ”questo risultato, ottenuto grazie all’impegno costante del Siulp sia il primo dei riconoscimenti che i poliziotti attendono dal governo”. Ci aspettiamo ora -conclude Romano- che a questo primo segnale seguano gli altri inerenti il tetto salariale, il riordino delle carriere e la razionalizzazione del modello che oggi, rispetto alle risorse disponibili, presenta duplicazioni e in alcuni casi veri e propri sprechi, in modo da garantire una trattamento dignitoso agli operatori e una funzionalità effettiva ed efficace dell’azione di polizia”.  
Estratto del comunicato del Consiglio dei Ministri nr. 23 del 9 settembre 2013 Pensioni: armonizzazione requisiti minimi per alcune categorie escluse dalla riforma pensionistica del 2011 Sulla base del processo avviato dal Governo precedente, e di quanto previsto dalla legge di conversione del Decreto "Salva Italia" del dicembre 2011, il Consiglio dei Ministri ha approvato il regolamento che armonizza i requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico per alcune tipologie di lavoratori per le quali la riforma del 2011 non aveva trovato immediata applicazione. Si tratta di categorie - tra cui il personale viaggiante dei servizi di trasporto, alcuni lavoratori marittimi, gli sportivi professionisti, i lavoratori dello spettacolo - per le quali la particolarità dell'attività svolta richiede una declinazione specifica dei requisiti pensionistici generali e, in particolare, di quelli anagrafici e contributivi. Il testo del regolamento, approvato dal Consiglio dei Ministri in via preliminare nell'ottobre del 2012, è stato sottoposto all'esame del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari. Queste ultime, esprimendo il proprio parere favorevole, nel giugno scorso, lo hanno condizionato allo stralcio dei 4 articoli inizialmente dedicati ai comparti della Difesa e della Sicurezza.
Pensioni: D`Alia, armonizzazione Difesa-sicurezza dopo tavolo ( Ricordiamo che all'ultimo incontro, Il Ministro NON si è presentato)
(ANSA) - ROMA, 9 SET - Dal provvedimento che regola l`armonizzazione dei requisiti minimi di accesso al pensionamento per alcune categorie (personale iscritto presso l`Inps, l`ex Enpais e l`ex Inpdap) approvato oggi in Consiglio dei ministri e` stato stralciato il personale del comparto Sicurezza e Difesa e quello dei Vigili del fuoco. Lo spiega una nota del Dipartimento della Funzione pubblica, che chiarisce come "al fine di coniugare le richiamate esigenze di armonizzazione con il riconoscimento della specificità` dei comparti interessati, il coinvolgimento di questi settori potrà` essere disposto, come indicato dalle competenti commissioni parlamentari, all`esito di un percorso di confronto e consultazione con le rappresentanze dei lavoratori dei settori in questione". 




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lunedì 09 settembre 2013

set

09

2013

ULTIM'ORA - Piccinin: Devo dirlo: NON è stato Assad a usare il gas"  

Al ritorno in Belgio, parla lo storico e compagno di prigionia dell'inviato de La Stampa. "Catturati a Qusayr dall'esercito ribelle, poi consegnati alla brigata Abu Ammar. Squilibrati, più banditi che islamisti. Abbiamo tentato due volte la fuga.


Fonte repubblica.it  
BRUXELLES - Domenico Quirico, il giornalista dellaStampa rapito cinque mesi fa in Siria e rientrato  ieri in Italia dopo la liberazione, "ha subito due false esecuzioni con una pistola". Lo ha rivelato lo storico belga Pierre Piccinin, il suo compagno di prigionia, alla radio Bel RTL. Il docente ha inoltre raccontato che con Quirico hanno cercato di scappare due volte. Uno dei tentativi si è tradotto in una fuga durata due giorni, poi la cattura e la punizione "molto pesante", ha commentato Piccinin.

Nel frattempo, Quirico, è arrivato in procura a Roma intorno alle 11.30. Il giornalista è negli uffici del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, a Palazzo di giustizia, alla presenza dei sostituti procuratori Sergio Colaiocco e Francesco Scavo. I pm, che avevano aperto un fascicolo per il reato di sequestro di persona con finalità di terrorismo, sentiranno l'inviato di guerra per ricostruire questi ultimi cinque mesi di sequestro.
"Non è stato Assad a usare il gas". "E' un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco". Così ancora Pierre Piccinin alla radio RTL-TVi, motivando così le sue convinzioni: "Ne abbiamo la certezza perché abbiamo sorpreso una conversazione dei ribelli. Anche se mi costa dirlo perché dal maggio 2012 sostengo la giusta lotta della democrazia dell'esercito libero siriano".
"Per il momento, per una questione di etica, Domenico ed io siamo determinati a non fare uscire (i dettagli di) questa informazione", ha affermato Piccinin facendo riferimento all'interrogatorio di Quirico in programma oggi e al suo quotidiano. "Quando la Stampa riterrà che è venuto il momento di dare dettagli su questa informazione, lo farò anch'o in Belgio".
Piccinin racconta che, quando lo scorso 30 agosto lui e Quirico hanno appreso dell'intenzione degli Usa di agire in seguito all'uso, attribuito al regime, delle armi chimiche "avevamo la testa in fiamme", perché "eravamo prigionieri laggiù, bloccati con questa informazione e per noi era impossibile darla".


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set

09

2013

I due marò e l`Italia dimentica  

“ Quanto al comportamento delle nostre autorità militari e civili esso appare biasimevole, debole e incerto da molti punti di vista” - “sembra ci si stia rassegnando alla scappatoia di far scontare in patria una eventuale condanna inflitta altrove”


DI MARIO PIRANI I due marò e l`Italia dimentica Repubblica 9 sett. 2013  
 Le elezioni generali in India sono previste per la prossima primavera. Si spera, ma nulla lo garantisce, che quella scadenza induca le autorità giudiziarie di New Delhi a concludere in base alle norme del diritto internazionale la indegna vicenda che ha portato all`arresto dei due marò. Se ne parliamo ancora una volta è per l`atmosfera di dimenticanza e di rassegnazione che sembra avvolgere quel fatto e basta pensare alle prolungate campagne di solidarietà che hanno accompagnato i rapimenti di altri nostri connazionali ad opera di Al Qaeda per far risaltare il paragone negativo. Quasi l`inaccettabilità del terrorismo islamico rendesse equiparabile e in fondo tollerabile subire una azione con caratteristiche similari se commesse da una grande potenza che vanta la sua democrazia. Quanto al comportamento delle nostre autorità militari e civili esso appare biasimevole, debole e incerto da molti punti di vista. Una volta ancora è rifulsa la innata tendenza ad affondare nelle brutte figure, tanto che si può dire che gli unici a salvarsene sono stati i due marò che in ogni apparizione pubblica hanno mostrato una esemplare compostezza, una eleganza degna di una forza armata di livello internazionale, il silenzio dignitoso di chi è fedele, anzitutto, alla Bandiera, non pietisce favori, pretende giustizia. Per contro sembra ci si stia rassegnando alla scappatoia di far scontare in patria una eventuale condanna inflitta altrove. Un precedente gravissimo in cui da parte italiana si riconoscerebbe l`obbligo di sottoporre a giudizio penale, condotta da forze estere, mèmbri delle proprie forze armate per un`azione svolta nell`ambito e secondo le regole di una missione internazionale.
Neppure in regime armistiziale dopo l`8 settembre subimmo una umiliazione simile
All`assenza di una forte strategia da parte nostra ha fatto riscontro il manifestarsi patetico di chi ha creduto opportuno presentarsi come il campione di un "buonismo" post coloniale mescolato alla presunta furbizia del mercante pronto a risolvere ogni controversia tramite mance generose,corruzioni sottobanco, laute cauzioni non richieste. 
Così si è degradata la trattativa ad un livello volutamente basso, invece di portarla a livello Nato, dove avremmo  potuto far valere le nostre alleanze internazionali e il valore contrattuale della nostra presenza nelle missioni. 
Non si è neppure tenuto in conto che l`India non è più da tempo quel paese tollerante, spirituale e pacifico come piace descriverlo da tanti acritici ammiratori occidentali  ma una potenza che anzitutto basa la sua politica estera sulla logica dei rapporti di forza, nazionalista e poco incline al negoziato. 
Così ha finito per avere un effetto negativo il comportamento querulo da parte italiana, tipico di uno Stato debole e incerto. Un balbettio che evitando di portare la vicenda a un livello internazionale condiviso e risentito della Nato non ha saputo esercitare su Delhi la pressione che nasce dal desiderio di diventare membro del Consiglio di Sicurezza.
Pretesa ben nota e prioritaria dove i rapporti in sede Onu dell`Italia avrebbero potuto giocare nel comprovare o meno che l`India è una nazione rispettosa degli obblighi internazionali, disposta a fare ogni sforzo nella lotta antiterroristica alla pirateria, non sacrificandola a spicciole vicende di elezioni locali indiane.  Da ultimo resta un aspetto gravissimo, non ancora risolto neppure dopo questa crisi: la confusione nelle linee di comando che governano l`impiego della marineria militare italiana imbarcata su navi civili come scorta. Questi marò non sono contractors (malgrado la sprovveduta Lady Ashton li ha chiamati tali) anche se la loro spesa è rimborsata dagli armatori al ministero della Marina.  
Mèmbri delle Forze Armate hanno diritto di operare nell`ambito di regolari catene di comando e di non essere soggetti alle trovate improvvide di qualche armatore privato, aduso a compravendite di contrabbando .


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