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mercoledì 24 luglio 2013

lug

24

2013

MARIO MAURO ; IL PARLAMENTO NON DEVE DECIDERE SUI SISTEMI D’ARMA  

Un articolo di Toni De Marchi, sull’audizione, si conclude così :” Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,/sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto./Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:/pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo”.


Mario Mauro è intervenuto durante un’audizione in commissione Difesa alla Camera riguardante Indagine Conoscitiva sui sistemi d’Arma, in vista del Consiglio europeo di dicembre 2013. 
Il ministro è reduce da una settimana di incontri con i sindacati civili e militari  ( per i militari il termine sindacato è improprio in quanto i CoCeR non hanno nessun ruolo negoziale e sono trattati, spesso comportandosi anche come tali , da SINDACATI GIALLI ), durante i quali ha illustrato loro gli effetti dei tagli previsti dalla spending review voluta dal suo predecessore Giampaolo Di Paola. Un ingente ridimensionamento del personale e un lungo elenco di basi, caserme, comandi, dipartimenti e uffici che saranno chiusi, dismessi o accorpati con pesanti conseguenze economiche , sociali, familiari e lavorative per migliaia di militari . Tutto questo senza che I CoCeR facciano nulla se non assistere, presentare liste della spesa negli incontri sul tema, o, addirittura dichiarando che " il nostro parere non vuole essere un parere di discordanza sul provvedimento (!)- CoCeR AM 18 luglio - . Se non si contestano democraticamente, con tutti i mezzi Costituzionali, provvedimenti di tale portata e di tali conseguenze cosa si esiste a fare come Rappresentanza ? cosa si Rappresenta ? Chi si tutela ?  Come si giustificano comunicati di pochi mesi fà dove si " minacciava di passare il rubicone - o inneggiava ai Samurai in opposizione a leggi penalizzanti ? "Prima di toccare il fondo, di incapacità e volontà rappresentativa, perchè non ci si dimette come segnale ultimo contro provvedimenti da " macelleria sociale " ?
Toni De Marchi su –Il fatto Quotidiano, con un articolo intitolato “  Mauro alla Camera: gli armamenti ? Sono cose per grandi -  tra l’altro scrive : “  Il Parlamento vuol decidere sui sistemi d’arma? Non ci pensate proprio, non è affar vostro ha detto citando leggi e costituzioni ma significativamente omettendone passaggi decisivi. In assoluta continuità con il verbo quirinalizio secondo cui la destinazione delle spese militari è una riserva di caccia del Governo, Mario Mauro ha martedì preso a sonori schiaffoni la commissione Difesa della Camera che ha osato metter in piedi una indagine conoscitiva sui sistemi d’arma. La storia è nota: dopo il disastro delle mozioni sugli F-35, la strana maggioranza che regge questo Paese ha deciso di vederci chiaro sui costi degli armamenti facendo una indagine conoscitiva……. Non una parola sulle spese per armamenti, se non per ribadire che noi spendiamo sempre poco, troppo poco. Anzi, il signor ministro (quello che vorrebbe mandare l’esercito a difendere la libertà religiosa dei cristiani in Africa) si è anche arrabbiato quando Donatella Duranti, di Sel, ha osato chiedere conto dell’F-35. “Già sapete tutto” ha sbottato, e ha citato una “intervista al generale Esposito, direttore generale degli armamenti aeronautici, pubblicata sul sito della Difesa (intervista è tra molte virgolette perché l’intervistatore del mega-generale è Giuseppe Lupoli, un altro generale, suo dipendente tra l’altro). Questa è l’idea che Mauro ha dell’informazione al Parlamento: leggetevi il nostro house organ
Leggi articolo integrale di Toni De Marchi


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lunedì 22 luglio 2013

lug

22

2013

I TAGLI AL PERSONALE MILITARE – RELAZIONE TECNICA CON I NUMERI DEI TAGLI ANNO PER ANNO E DELLE CONDIZIONI DI USCITA DALLE FF.AA. I pesanti e dolorosi numeri che denunciamo da più di un anno.  

Macelleria occupazionale e sociale da sommare a tutte le chiusure ed accorpamenti previsti. Ridotte le retribuzioni per i volontari in ferma annuale. Aspettativa riduzione quadri solo dal 2016 ed a due anni dal limite di età.


La Relazione tecnica sui tagli al personale è un documento ricco di dati ed informazioni. Come prima informazione sintetica evidenziamo i seguenti passaggi che troverete nella stessa : L’obiettivo quantitativo delle 190.000 unità al 2021 è stato superato dal decreto legge n.95 del 2012 e dal conseguente DPCM 11 gennaio 2013 ( Spending Review ), che ha rideterminato in 170.000 unità l’obiettivo di riduzione delle dotazioni organiche delle FF.AA., da realizzare entro il 1° Gennaio 2016.
Le economie realizzate dalla Spending review per il personale militare saranno indirizzate verso il contenimento e la stabilizzazione della finanza pubblica. Diversamente, le minori esigenze finanziarie della componente personale militare, a partire dal 1° gennaio 2016, saranno tendenzialmente considerate nel processo di riequilibrio dei principali settori di spesa della Difesa, in linea con la ratio che sottende l’intero disegno di revisione dello strumento militare.
LE ECONOMIE SARANNO ORIGINATE anche DA: Sostanziale riduzione complessiva delle promozioni , da attuare con D.M. annuali. Riduzione dei cicli di promozione.
SOLO A DECORRERE DAL 2016 ed una volta completata la fase di contrazione degli organici operata dalla Spending Review, previa individuazione dei contingenti annuali nell’ambito di apposita programmazione triennale scorrevole, PER LA GESTIONE DEGLI ESUBERI SARANNO ADOTTATI I SEGUENTI STRUMENTI DI INTERVENTO :
Transito nei ruoli civili della P.A.  
 Esenzione dal servizio : consente di chiedere l’esenzione dal servizio nei dieci anni precedenti la data di raggiungimento dei limiti di età per la cessazione del servizio con decurtazione della retribuzione del 50 %.
Aspettativa per riduzione quadri ( ARQ ) estensione al personale non dirigente a due anni dal limite di età dell’applicazione dell’istituto della ARQ previsto dall’articolo 906 del codice per il solo personale dirigente.
VFP 1  :Si prevede che il trattamento economico connesso al grado di caporale, che prima veniva dato al terzo mese di servizio, venga dato all’atto della rafferma ( circa  9 mesi dopo il termine precedente) .
UNA VOLTA ESAURITI I TAGLI DI PERSONALE CON GLI EFFETTI DELLA SPENDING REVIEW E SI SARA’ RAGGIUNTO L’OBIETTIVO DI FF.AA.  a 170 mila, il personale diminuirà ancora con i seguenti numeri  vedi allegato 3 pag. 12 relazione.
UFFICIALI – da 20.342 a 18.300  ;
PRIMI MARESCIALLI : DA 7.487  a 4.650;
MARESCIALLI da 16.930 a 13.550 ;
SERGENTI da 33.347 a 22.320 ;
VSP DA 65.233 a 56.480 .
VFP4 E VFP1 che nell’organico a 170.000 sono 26.571 ; diventeranno 34.700.
 
.:: RELAZIONE TECNICA COMPLETA DI TABELLE


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lug

22

2013

Difesa – Marina; Latorre e Girone, processo in autunno e poi torneranno in Italia. Intanto, dal rientro in India, come assistenti dell’addetto militare hanno uno stipendio di 6.400 euro.  

Nell’accordo siglato con l’India per il rientro dei marò c’era l’impegno che non venivano arrestati.


Da pochi giorni si conosce “ l’ affidavit “ , il documento che è servito al governo Monti a rispedire i Marò in India, dopo aver deciso pochi giorni prima di trattenerli in Italia.
La comunicazione porta la data del 21 marzo ed è stata consegnata dall’ inviato del governo, Staffan De Mistura, ai parlamentari del Movimento 5 Stelle durante una recente audizione. L’ambasciata indiana si impegna su due punti fondamentali. Il primo che i due marò non verranno arrestati se rientrano nei tempi stabiliti dalla corte suprema indiana per il permesso che era stato concesso di rientrare in Italia;  poi si sostiene che saranno rispettate tutte le condizioni già previste come la possibilità di poter restare in ambasciata.
Dal rientro in India le condizioni dei due marò sono ulteriormente migliorate  e con il nuovo incarico come assistenti dell’ addetto militare hanno uno stipendio mensile di 6400 euro netti.
I familiari vanno a trovarli regolarmente ed alloggiano in due piccoli ma confortevoli appartamenti.
Il fatto che i marò sono da  15 mesi in India e che non saranno processati in Italia rimane; al punto due si legge – secondo la consolidata giurisprudenza indiana il caso dei marò non rientra nella categoria che può comprendere la pena capitale quindi su questo riguardo non si può nutrire alcuna preoccupazione. Il 10 Luglio, Latorre e Girone sono stati interrogati; sulle accuse di aver ucciso i due pescatori hanno preferito non rispondere.
Oramai il governo Letta sembra rassegnato al processo indiano e ad una possibile condanna che poi verrebbe scontata in Italia.
 
Tratto da articolo di Fausto Biloslavo su – il Giornale – dal titolo “ Ecco il documento che tiene in ostaggio i marò.


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domenica 21 luglio 2013

lug

21

2013

Esercito – SMEMBRAMENTO del 1° FOD di Vittorio Veneto–TREVISO Cosa si può nascondere dietro la Spending Review e termini come “ Razionalizzazione dei comandi “.  

Veneto; Pesanti problemi per centinaia di militari dell’ Esercito.“Anche un grande spreco di soldi probabilmente per far stare i Generali vicini ai salotti romani ?”.Chi tutela i Militari penalizzati ?


A cura di  ASSODIPRO  sezione di TREVISO,  La sede di Treviso è ha disposizione di tutti i militari del Veneto. 
La vicenda della soppressione del FOD di Vittorio Veneto crea molte discussioni a livello locale ed interrogazioni parlamentari che comunque tengono poco conto del disagio e dei problemi logistici economici e familiari di centinaia di Militari interessati e delle loro famiglie. Militari senza diritti associativi e sindacali e senza tutela; Militari che possono solo concentrarsi di più su questo tema e sperare di avere gli stessi diritti di tutela di tutti gli altri lavoratori così come accade in molti paesi europei anche per i militari  .  Gli attuali strumenti di rappresentanza  inutili nei fatti e, ancor peggio,  interpretati da molti “ cosi-detti rappresentanti “ come Sindacati Gialli, neanche sfiorano argomenti che  colpiscono direttamente l’attività lavorativa e la vita di lavoratori militari e famiglie. 
In un articolo dell’Unità di Claudia Cucchiarato , dal titolo – Difesa, se la spending review costa 20 milioni allo stato – tra l’altro si legge : “ La scelta di concentrare una struttura ora distribuita in 6 edifici ( recentemente ristrutturati !! ) in uno solo sembrerebbe facile e indolore ma ha poco di sensato. 
Altro che spending review !  La firma dell’ Ammiraglio Di Paola , ministro tecnico del governo Monti spicca su uno degli ultimi atti dello stesso governo, un decreto ministeriale del 20 febbraio 2013 firmato solo 4 giorni prima delle elezioni (!) e subito entrato in vigore nonostante fosse pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 2 luglio.  Prevede lo SMEMBRAMENTO del 1°  FOD ed il suo quasi immediato trasferimento tra Firenze e Padova.
Il 1° FOD è un comando con sede a Vittorio Veneto dal 1953 nel quale sono impiegati 500 militari e che ha ad i suoi ordini 20 mila persone in tutto il nord e parte del centro Italia. Tale operazione si colloca, di fatto, al di fuori della Spending Review e al di fuori della legge delega 244 ( revisione strumento militare del 31 dicembre 2012 ). Probabilmente la Toscana è vista dai generali  come una sede più comoda ai salotti romani rispetto alla provinciale cittadina Veneta
continua... leggi tutto.





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sabato 20 luglio 2013

lug

20

2013

“MILITARI SENZA RAPPRESENTANZA E RAPPRESENTANTI”.Nell’ Incontro con Il Ministro Mauro “eseguito concerto di violini“ da alcuni CoCeR di fronte al provvedimento pesantissimo di tagli .  

Tagli pesantissimi , Enti chiusi a centinaia, Mobilità, Pre Pensionamenti , pesanti conseguenze economiche sociali, lavorative e familiari ed i Violinisti dei CoCeR Suonano violini al Ministro Mauro !


s.rullo@tin.it
 
TAGLI PESANTI E DOLOROSI” – “ SACRIFICI PESANTI “ – “ TAGLIAMO 30 MILA MILITARI PER AVERE PIU’ RISORSE PER ESERCIZIO ED INVESTIMENTO “ . Queste parole e concetti sono espressi da mesi sia da vertici militari che politici. 
Se chi i tagli li ha programmati politicamente e chi li attua; se i “ tagliatori” usano questi termini, i “tagliati Militari” ed i presunti rappresentanti cosa dovrebbero dire se non chiedere profonde modifiche, tutelare occupazione ed occupati e contrastare il provvedimento chiedendo la massima concertazione sindacale su provvedimenti con conseguenze lavorative, economiche, sociali e familiari pesantissime per migliaia di Militari ? 
Con grande amarezza dobbiamo invece constatare, leggendo cosa hanno detto al Ministro Mauro il CoCeR A.M.  ed il CoCeR Esercito, che non c’è né Rappresentanza nè Rappresentanti . Una cosa è lo strumento inadeguato, altro è fare sviolinate o inginocchiarsi senza minimamente e dignitosamente rappresentare
Il CoCeR Aeronautica, tra sviolinate ed una lista della spesa, tra inutili ed assurdi ammonimenti politici ad un ministro che ha votato tutte le finanziarie ed i tagli COMPRESO il Blocco dei Contratti ( dalle ultime del governo Berlusconi alla spending review e revisione strumento militare del Tecnico Di Paola ) si inginocchia con 2 frasi, 2 passaggi  che sono simboliche  e proprie di un Sindacato Giallo, 2 frasi  che certificano la volontà di non rappresentare ma soltanto essere un sindacato giallo interno e dipendente non dai rappresentati ma solo dall’Amministrazione. 
Due frasi simbolo di chi non vuole lottare per tutelare tutti e si sente impotente e sconfitto, forse anche incapace di rappresentare.  Le frasi / passaggi in questione sono queste 1 -  “ Il nostro non vuol essere un parere di discordanza da quanto previsto dagli atti in essere” (!) ( non si ha neanche il “coraggio” di dire che si è in disaccordo ? temevano di offendere il principe dicendo che NON erano d’accordo ?  quando il minimo sarebbe stato dire che il provvedimento sui tagli fa inorridire prima nel metodo e poi nel merito) 
2 – “Ci aspettiamo che queste nostre istanze vengano prese nella giusta considerazione. ( manca coraggio e dignità rappresentativa e per giunta si chiede una specie di grazia nell’attesa, smentita dai fatti da anni, che il principe lasci qualche briciola ai sudditi del palazzo )  
NEL COCER ESERCITO È IL MOMENTO DI VIOLINI , LANCIO DI FIORI E SPRUZZATE DI OTTIMISMO FUORI LUOGO ED ANESTETIZZANTE.  Il Generale Gerometta, presidente del CoCeR Esercito appare  lanciatissimo nel percorrere le stesse strade del suo predecessore Gen. Rossi. Generale Rossi che ha interpretato così bene il ruolo di presidente CoCeR da ottenere un posto sicuro  in lista  in Scelta Civica ( grazie al porcellum ) curiosamente nello stesso partito dell’ attuale Ministro Difesa. 
Il presidente Gerometta, preso dall’estasi da incontro con il Ministro Mauro, nella sua pagina FB  suona il violino, tranquillizza e anestetizza con parole studiate come le seguenti : “Il Ministro ha assicurato che dedicherà una costante attenzione, insieme al Sottosegretario delegato Gioacchino Alfano, alle problematiche del personale militare sopratutto in materia di tutele del personale militare ed alla specificità della funzione militare. Il percorso di confronto proseguirà attraverso lo svolgimento di tavoli tecnici.
Personalmente ritengo che il confronto si sia sviluppato in un clima reciprocamente molto rispettoso, costruttivo, aperto e caratterizzato da una palpabile attenzione sulle problematiche illustrate dai delegati intervenuti". ( n.d.r. Visti i precedenti negli anni passati , mi immagino i tavoli, i tecnici ed i risultati )  - “Inoltre, il Ministro ha preannunciato che la problematica relativa al blocco stipendiale - molto sentita da tutto il personale - sarà esaminata forse già nel prossimo Consiglio dei Ministri. Questa è una buonissima news poiché significa che le cassandre avevano intonato i loro canti funebri troppo in anticipo”.  ( Aspettiamoci nel prossimo consiglio dei ministri lo sblocco degli stipendi mentre la commissione bilancio ha dato parere favorevole con osservazioni al blocco a tutto il 2014 ).
      

Leggi gli interventi del CoCeR AM  ed il Commento del Generale Gerometta tratti da pagine FB. 




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lug

20

2013

“ SENZA VERGOGNA per la Barba Sullo Stomaco”: 4 Delegati del CoCeR Esercito scrivono una lettera di genuflessa adorazione al Generale che vuole tutti senza barba a pizzetto.  

I tagli di personale penalizzano moltissimo anche il personale dell’ Esercito e 4 delegati CoCeR trovano il tempo di tutelare, non i rappresentati, ma il Generale Lops, autore della lettera su “ barba e pizzzetto “.

[html]
E’ di pochi giorni fa la notizia, trattata anche dal nostro sito, della lettera del Generale Lops ai suoi soldati con “ l’invito “ a tagliare barba e pizzetto “. Molti i commenti sulla originale lettera del generale ma, da ieri, compare sulla pagina FB di un delegato del CoCeR Esercito un commento, pubblicato anche da siti internet, a difesa e tutela non richiesta del generale. Curioso che dei 4 delegati non si conosca un commento pubblico su pesanti provvedimenti, come la spendig review e la revisione dello strumento militare, che colpiranno migliaia di militari, anche dell’ Esercito, che avrà più di cento enti interessati( tra chiusure ed accorpamenti ) .   Il titolo del commento dei  4  è
 SENZA PELI NE SULLA FACCIA NE’ SULLA LINGUA  !  Già  il titolo lo troviamo incompleto in quanto poteva essere, visto il contenuto, “SENZA PELI NE’ SULLA FACCIA NE’ SULLA LINGUA MA CON TANTI PELI SULLO STOMACO “.
La definizione di “ pelo sullo stomaco “, significativamente appropriata al caso, è la seguente : “AVERE IL PELO SULLO STOMACO; QUESTO MODO DI DIRE SI RIFERISCE ALLE PERSONE COMPLETAMENTE PRIVE DI SCRUPOLI E DI MORALITÀ, CHE NON HANNO ESITAZIONI A COMMETTERE AZIONI ANCHE DISCUTIBILI SENZA TEMERNE LE CONSEGUENZE.
IN SENSO FIGURATO UNA PERSONA DOTATA DI PELO SULLO STOMACO (CIOÈ PRIVA DI SCRUPOLI) NON SI PREOCCUPA DELLE CONSEGUENZE DELLE SUE AZIONI PERCHÉ È IN GRADO DI SUBIRE INSULTI E ACCUSE SENZA PROVARNE ALCUN DISAGIO, COME SE AVESSE SULLO STOMACO UNO STRATO DI PELO PROTETTIVO CHE ATTUTISCE I COLPI ED EVITA DI AVVERTIRNE IL FASTIDIO. 
Nel caso dei 4 delegati si potrebbe parlare di una vera e propria BARBA SULLO STOMACO! I Delegati del Co.Ce.R. Esercito XI Mandato  Francesco GENTILE, Gennaro GALANTUOMO, Pietro RICCI, Rossano MORACCI, Distratti su riforme che creeranno pesanti conseguenze sociali, economiche, lavorative e familiari e migliaia di militari , ma attentissimi alla tutela dei vertici, tra l’altro scrivono : “Carissimi Colleghi, 
purtroppo in un momento delicato di crisi che attanaglia il nostro mondo militare, ci ritroviamo a leggere, con stupore, articoli che ironizzano e mistificano la realtà di intendi dei Veri Comandanti.
Non vogliamo, di certo, difendere o enfatizzare la figura del Decano dei Bersaglieri, Gen.C.A. Vincenzo Lops, noi siamo noi, di certo, quelli preposti a difenderlo (!)…. – “Travolti, in questi giorni, dalle polemiche scaturite dalle false interpretazioni di una “lettera amica” inviata da un Comandante ai propri uomini, dove all’interno si evincono sentimenti nobili di un vero soldato, ci duole dover leggere e sentire che i colleghi hanno interpretato tale “invito” come un’imposizione o una mobbizzazione nei propri confronti” – “Abbiamo fatto una cosa più semplice, abbiamo letto la lettera del Comandante Lops, e con molta sincerità il nostro stato d’animo è stato colmato dal senso di vera appartenenza al mondo con le stellette” –
Se il generale Lops dovessere scrivere un'altra lettera con invito ad eliminare anche  i peli o le barbe sullo stomaco sarebbe un grosso problema per i nostri 4  Paladini dei vertici

LEGGI Le lettera/commento dei 4 delegati Esercito 




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venerdì 19 luglio 2013

lug

19

2013

Ministro Mario Mauro:“Amnistia e Indulto non sono parole di cui vergognarsi”- DIRITTI E SINDACATO INVECE SONO PAROLE DA NON PRONUNCIARE e Diritti da NON concedere ai Militari.  

Come scritto ieri, il Ministro Difesa Mauro ha incontrato i CoCeR ed i Sindacati dei Lavoratori civili della Difesa. Dell'incontro esiste solo un resoconto telegrafico e ufficiale.


Dell’incontro Con i " rappresentanti " di Migliaia di Militari, esiste solo un brevissimo resoconto pubblicato sul sito della Difesa.
Migliaia di Militari non sono informati dettagliatamente sui contenuti e su tutti gli interventi fatti da chi " rappresentanti " esercita un ruolo per Delega e nei fatti appare come un Sindacato Giallo.
L’unica frase nota, l’unico contenuto dell’ Incontro con i CoCeR è una frase pronunciata dal Ministro : No ai diritti sindacali. L'Istituto del sindacato è incompatibile con la specificità del mondo militare. Se cercavate un Ministro disponibile su questo piano, io non sono quel Ministro !”
Il Ministro Mauro ieri ha fatto anche altri incontri e visite: "Amnistia e indulto non sono parole di cui vergognarsi, sono nei fondamenti della Costituzione e devono essere coraggiosamente presi in considerazione dal Parlamento per alleggerire la situazione delle carceri". Non ci sia più timore nel parlare di questi provvedimenti . Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, al termine della sua visita al carcere di Rebibbia.
CONSTATIAMO CHE c’è, viceversa, TIMORE E VERGOGNA NEL Parlare di Diritti . Il Ministro sà, che In COSTITUZIONE, sono riconosciuti anche i DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI, ad oggi, e per ora, negati ai Militari, in attesa del pronunciamento, su tale compressione di Diritti Costituzionali, da parte della CEDU ( Corte Europea dei Diritti Dell' Uomo ) o di una politica che sia coerente con i discorsi o pronunciamenti fatti riguardo a integrazione Europea delle Forze Armate. 
Dei distinti incontri  con CoCeR e Sindacati esistono solo due brevissime note pubblicate dal sito difesa.it;
Due note brevi ma significativamente differenti anche nella loro brevità :  
Il Ministro Mauro incontra i rappresentanti del COCER Il Ministro della Difesa Mario Mauro, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha incontrato oggi nella Sala Diaz di Palazzo Esercito, i rappresentanti del Consiglio Centrale di Rappresentanza (COCER) Nel corso della riunione sono stati affrontati i temi riguardanti i decreti legislativi discendenti dalla legge 244/2012, sulla revisione dello strumento militare nazionale.Nell’occasione, Il Ministro ha assicurato che dedicherà una costante attenzione, insieme al Sottosegretario delegato Gioacchino Alfano, alle problematiche del personale militare ed, in particolare, alla specificità della funzione militare. Il percorso di confronto proseguirà attraverso lo svolgimento di tavoli tecnici.La riunione odierna segue quella dello scorso 10 giugno 2013.
Il Ministro Mauro incontra i rappresentanti delle organizzazioni SINDACALI della Difesa Il Ministro della Difesa Mario Mauro, accompagnato dal Sottosegretario di Stato Roberta Pinotti, delegato per le relazioni sindacali, ha incontrato oggi a Palazzo Baracchini, le Organizzazioni Sindacali nazionali del personale civileNel corso della riunione sono stati affrontati i temi riguardanti i decreti legislativi discendenti dalla legge 244/2012, sulla revisione dello strumento militare nazionale.
Le Organizzazioni sindacali, nell’esprimere apprezzamento per l’incontro odierno, hanno assicurato la disponibilità a fornire il proprio contributo, fatta salva l’esigenza di garantire la professionalità del personale civile ed i relativi livelli occupazionali.
Nell’occasione, Il Ministro ha sottolineato che seguirà con scrupolosa attenzione, insieme al Sottosegretario delegato, le problematiche del personale civile della Difesa ed ha assicurato che il percorso di confronto, auspicato dalle parti sociali, proseguirà mediante tavoli tecnici.
La riunione odierna segue quella dello scorso 10 giugno 2013. Foto tratta dal sito difesa.it


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lug

19

2013

Incendi Boschivi in Italia; Speriamo solo nella clemenza del tempo? Interrogazione parlamentare del Senatore Cotti (M5S) sul taglio delle risorse per Canadair e mezzi antincendio.  

Canadair ridotti del 50 % ; quanti milioni di danni potremmo avere da questa riduzione ? Quanti aspetteranno invano un Canadair che non c’è per difendere terreni e proprietà pubbliche e private ?


Ansa Roma, 18 Luglio : “ Con una mano si dà il via libera al programma di acquisto degli F 35 e con l’altra si mettono in atto i tagli per la lotta agli incendi “. Così il Senatore Roberto Cotti del M5S che ha presentato una interrogazione parlamentare con cui si chiede al Governo se non ritenga di riconsiderare la previsione di spesa per gli F 35 in favore di una migliore gestione operativa degli aerei CANADAIR , la cui dotazione è stata ridotta del 50 % , per la lotta contro gli incendi. 
Per il Senatore Cotti, l’azione di contrasto agli incendi boschivi è una emergenza ben più reale ed urgente del dotarsi di aerei di attacco, tanto più per l’ allarme sollevato da Antonio Jiritano, responsabile nazionale USB Vigili del Fuoco:” Sono stati ridotti i mezzi a disposizione senza un decreto, senza niente, però ci sono i soldi per gli F 35 “.
Cotti ricorda che nel 2012 si sono registrati 8.700 incendi che hanno distrutto quasi 100 mila ettari di superficie, oggi non abbiamo i Canadair sufficienti per spegnere gli incendi.

LEGGI DEI TAGLI AI MEZZI ANTINCENDIO 


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giovedì 18 luglio 2013

lug

18

2013

SINDACATI DI POLIZIA IN PIAZZA CONTRO IL BLOCCO DEI CONTRATTI; Manifestano anche per i MILITARI senza DIRITTI e TUTELE.  

Mentre Oggi il Ministro Mauro ha incontrato i CoCeR e nulla si conosce dell’incontro se non una sola frase del Ministro: “ NO ai Diritti Sindacali”


OGGI c’è stato l’incontro tra il Ministro Difesa ed i CoCeR, al momento NULLA si conosce e NULLA si sa riguardo all’incontro; Militari senza DIRITTI e con rappresentanze modello SINDACATO GIALLO sono allibiti di fronte a giganteschi cambiamenti ed altrettanto giganteschi vuoti di Tutela, Rappresentanza e Informazione. 
CoCeR sempre più con comportamenti da  Sindacati Gialli e Silenziosi, Non comunicano nulla. 
Unica frase che è rimbalzata in rete, tramite FB, sull’incontro è la seguente : “ Ministro Mauro al Cocer Interforze - No ai diritti sindacali. L'Istituto del sindacato è incompatibile con la specificità del mondo militare. Se cercavate un Ministro disponibile su questo piano, io non sono quel Ministro !”

Roma, 18 lug. - AGI "Gli stipendi della Polizia di Stato sono fermi da quattro anni per via del blocco contrattuale. Oggi siamo in piazza per chiedere al Governo che dia attuazione alla legge approvata dal parlamento nel 2011 che consente di utilizzare il Fondo unico della giustizia per le esigenze della sicurezza e del personale delle forze dell'ordine". E' l'appello lanciato oggi nel corso di un sit-in organizzato al Pantheon dal segretario dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, Enzo Marco Letizia. 
"Questa legge - ha detto ancora Letizia - e' stata ignorata nel 2012 dal Governo Monti e ora chiediamo a Letta di darne corso poiche' i poliziotti, ma anche i carabinieri, Guardia di finanzia fino ad arrivare all'Esercito non ce la fanno piu'. Una sicurezza dove il personale non e' sereno e ha problemi economici e' debole per definizione". Nel Fondo unico della giustizia confluiscono i beni sequestrati e confiscati alla criminalita' e sarebbero gia' utilizzabili un miliardo di euro.


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lug

18

2013

Difesa: La Russa, ex Ministro Difesa, ricordato per le Maserati ai Generali, i Blocchi stipendiali alle Forze Armate ed il costoso Spot Chiamato “ Mini Naia “, sta per perdere la Mini Naja.  

LA COMMISSIONE DIFESA CAMERA CHIEDE ( finalmente ) La fine della Mini Naja, e delle spesa per la stessa, sprecati milioni di euro per uno spot senza risultati con risorse che si potevano impiegare per i ruoli più bassi delle FF.AA.


Sembra finalmente prossima alla fine quella che ci era apparso subito come un costosissimo spot, anche politico elettorale, chiamata Mini Naja che era stata confermata, con relative spese, anche dall' Ammiraglio Tecnico Di Paola.
Mercoledì 17 luglio, la Commissione Difesa della Camera, ha espresso parere favorevole con osservazioni in merito alla Relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dal Ministero della difesa, relativa all'anno 2012. 
Nella relazione della Commissione si legge, tra l’altro : “La IV Commissione Difesa, 
esaminata la Relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dal Ministero della difesa, relativa all'anno 2012, denominata «Rapporto di performance 2012», presentata lo scorso 14 giugno 2013 ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007;  condivisa l'opportunità che la Commissione, nell'esercizio della propria funzione di indirizzo e in un'ottica di continuità e sinergia interistituzionale, partecipi al processo di analisi e valutazione della spesa pubblica, comunemente denominato spending review, di cui al decreto-legge n. 95 del 2012 convertito con legge n. 135 del 2012, in vista della prossima manovra di finanza pubblica e, in particolare, della relazione annuale al Parlamento sul rendiconto generale dello Stato, predisposta dalla Corte dei Conti; 
DELIBERA IN SENSO FAVOREVOLE CON LE SEGUENTI OSSERVAZIONI  
   si valuti, in attuazione della riforma dello strumento militare, di cui alla leggePag. 179n. 244 del 2012, quale obiettivo primario del processo di razionalizzazione della spesa del Comparto difesa e sicurezza quello del riequilibrio degli oneri per personale, esercizio e investimento, provvedendo affinché gli obiettivi programmati in termini di riduzione delle dotazioni di personale siano realizzati scongiurando un impatto negativo sulla capacità operativa dello strumento militare e sulla sicurezza dei militari e garantendo, nella revisione degli organici, un rapporto equilibrato tra gradi, con particolare riguardo a quelli dirigenziali, e le funzioni corrispondenti, fermo restando il principio di equiordinazione con le Forze di Polizia ad ordinamento militare e l'eventuale esigenza di rivedere la struttura del trattamento economico del personale militare; 
   conseguentemente, si valuti, con riferimento alle priorità politiche e agli obiettivi strategici, l'opportunità di riconsiderare il progetto «Vivi le Forze Armate, Militare per tre settimane», altrimenti noto quale «mini-naia», essendo necessario che le relative risorse siano comunque proficuamente utilizzate per contribuire con efficacia alla formazione dei volontari; 
   si provveda senza ritardo ad implementare una strategia efficace per la realizzazione di un piano di alloggi per il personale militare sulla base di una rigorosa valutazione delle cause dei mancati risultati conseguiti fino ad oggi, per quanto riguarda la vendita e la costruzione di nuovi alloggi, nonché l'esercizio della facoltà di riscatto
   si promuova il maggior ricorso all’insourcing in modo da coinvolgere prioritariamente settori ad alto valore aggiunto e personale adeguatamente formato; 
   in vista delle programmazioni future si auspica una più efficiente gestione degli stanziamenti tale da promuovere la progressiva ulteriore diminuzione dei residui passivi, provvedendo fin da ora ad individuare le dinamiche che hanno determinato l'emergere di tali somme; 
  infine, con riferimento alle attività svolte in zone terremotate e in aree altrimenti colpite da calamità, trattandosi di funzioni rientranti a tutti gli effetti nei compiti istituzionali delle nostre Forze Armate in concorso alle strutture della Protezione civile, si valuti l'opportunità del superamento dell'onerosità di tali interventi a carico dei comuni prevedendo il ricorso ai fondi stanziati a favore degli interventi Protezione civile.


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lug

18

2013

F 35; Audizione del Generale Debertolis che non dà alcuna risposta alle domande di alcuni parlamentari. Sindacati : “ Debertolis non faccia dichiarazioni un tanto al chilo”  

Secondo la FIM Cisl e FIOM CGIL l’occupazione derivante dall’ F 35 sarà di poche centinaia di posti.


Fonte il Fatto Quotidiano : Come prevedibile, nel corso dell’audizione alle commissioni Difesa di Camera a Senato, il segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, generale Claudio Debertolis, è stato bersagliato di domande sul programma di acquisizione degli F 35. Non ci sono stati chiarimenti, agli interrogativi più stringenti avanzati da M5S ( Artini ) e Sel ( Duranti) sullo stato di avanzamento del piano di acquisizione dei cacciabombardieri e sul costo dei primi F 35 acquistati, Debertolis non ha dato alcuna risposta, rimandando all’indagine conoscitiva parlamentare che verrà aperta la settimana prossima e si concluderà a Dicembre.
Massimo MASAT coordinatore nazionale della FIOM CGIL  del gruppo Finmeccanica ha dichiarato ( Adnkronos) : “ La scelta del Senato di confermare sostanzialmente l’adesione al programma di acquisizione degli F 35 mostra la distanza che c’è tra alcune decisioni che vengono assunte in Parlamento rispetto ai veri problemi del paese – Sostenere, come ha fatto il Ministro Difesa, che la costruzione degli F 35 produrrà occupazione significa fare un affermazione non del tutto fondata. Ciò perché se a Cameri ci saranno delle assunzioni di operai queste saranno inferiori allo scarico di lavoro che coinvolgerà operai, tecnici, ingegnieri delle linee di progettazione e montaggio di altri nostri velivoli, a partire dagli Efa. Questa dell’ F 35 non è una operazione industriale ma, piuttosto, una forma di assoggettamento a tecnologie straniere ( USA ) che produrra solo elementi di impoverimento dell’Industria aeronautica nazionale, cioè uno dei nostri punti di forza industriale. Il “Governo del fare” , nel caso F 35, eviti di fare del male al nostro Paese”.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - "Sulla vicenda relativa al coinvolgimento italiano nel programma F-35 sarebbe opportuno ripristinare verita' e responsabilita', al di la degli schieramenti". Lo dichiarano in una nota Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl e coordinatore industria aerospaziale e difesa e Gianni Alioti responsabile ufficio internazionale dei metalmeccanici Cisl all'indomani dell'audizione parlamentare sul programma per i nuovi caccia del segretario generale della Difesa, generale Claudio Debertolis. "Sarebbe, a questo fine, piu' corretto che esponenti dell'Aeronautica Militare conoscano le ricadute industriali e ingegneristiche del progetto. Il numero di persone coinvolte direttamente a oggi (e in futuro) nel programma, non solo a Cameri ma nell'intero settore - sottolineano i due sindacalisti - non superera' le 600 unita'.
Cifra lontanissima dai 10.000 occupati dichiarati e ben al di sotto del personale impegnato in precedenza in altri programmi aeronautici europei. Tra questi, l'EFA (i caccia europei Eurofighter Typhoon) che rischia di subire un disinvestimento nelle sue necessarie nuove configurazioni, generando sofferenze occupazionali nell'area torinese. Il Generale Claudio Debertolis, prima di fare dichiarazioni 'un tanto al chilo' - aggiungono - farebbe, quindi, bene a procurarsi gli accordi sindacali firmati in questi anni in ambito Finmeccanica con Alenia Aermacchi, sui processi di riorganizzazione e gestione degli esuberi. Si accorgerebbe che, in Italia, il saldo occupazionale nel settore aerospaziale - in particolare nella difesa - e' negativo e che le fonti di finanziamento per l'innovazione e
ricerca del settore sono state completamente azzerate, fondi, peraltro, che venivano usati su programmi proprietari (civili e militari), in cui siamo protagonisti tecnologici e con ampie ricadute occupazionali e ingegneristiche e non semplici fornitori".

VIDEO DELL'AUDIZIONE DEL Generale Debertolis


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lug

18

2013

Generale Lops; tra BLOCCHI STIPENDIALI – TAGLI PESANTISSIMI DI PERSONALE – CHIUSURA DI CENTINAIA DI CASERME…. parliamo di “ Barba e Pizzetto “.  

35 mila posti di lavoro in meno nella Difesa, solo per L’Esercito saranno più di 100 le Caserme interessate a Chiusure o Accorpamenti, precariato diffuso e senza garanzie pensionistiche; Occupiamoci di Barbe e Pizzetti.


“ Tagli dolorosi e pesanti “ Parole usate anche da Ministri e Vertici nell’ultimo anno e mezzo.
Mai si ricorda una riforma delle Forze Armate così pesante per il personale che da anni è con le retribuzioni bloccate e  senza tutela rappresentativa. Marescialli decimati; in totale, per ridurre le spese si diminuiranno gli occupati nelle Forze Armate di 35 mila unità togliendo per sempre al sistema paese ed alla relativa occupazione posti di lavoro, anche per i giovani;
Migliaia di Giovani volontari senza la garanzia di una pensione dignitosa o con la prospettiva di un lavoro a termine. Mobilità anche Non volontaria, Trasferimenti senza garanzie per chiusura di Enti e Caserme, Pre-Pensionamenti o “ licenziamenti “ nel caso si rifiuti il transito all’impiego civile. Pesanti conseguenze sociali, familiari, lavorative ed economiche; Questo ed altro è nel presente e nel futuro delineato da leggi e decreti riguardanti le Forze Armate e si preferisce parlare di PIZZETTI E BARBE.
Ansa, 17 Luglio : Stop a pizzetti , barbe e barbone oggi tanto in voga tra i militari in Afghanistan ed i veterani delle missioni. Quello del Generale Vincenza Lops non è un ordine ma un “ invito “ rimesso alla libera scelta di tutti gli uomini alle sue dipendenze ( 20 mila del 2° Fod, Comando delle forze di difesa ); nel nome di un ritorno ad una esemplare cura e fisicità militare della persona, perché un volto pulito e rasato garantisce quel senso di pulizia e di cura quotidiana del corpo fondamentale dal punto di vista della marzialità, della disciplina e dell’aspetto esteriore, segno di vigore ed ordine militare. Il generale Lops ha preso carta  e penna e scritto una lettera aperta al personale per chiedere ai suoi uomini una prova di valore forse mentale e morale, una personale prova di rispetto del mio modo di comandare. Barbe e pizzetti  aboliti per puntare a volti completamente puliti”; Quando in realtà la barba è tollerata a patto che sia curata. La lettera aperta termina così : “ la scelta adesso spetta solo a voi ! ed invita i militari a non farsi condizionare da quanto, a volte, le mogli e le fidanzate forse pretendono affettivamente, né tanto meno da manie di reducismo e di maturità militare”, mi aspetto, per mia intima convinzione che tutti possano staccarsi da barbe e pizzetti. Ove così non fosse, non abbiate remora a scegliere diversamente né preoccuparvene, perché quando non si tratta di un ordine, allora c’è spazio per ogni libertà di scelta, che indipendentemente dalle motivazioni, và comunque sempre rispettata.
n.d.r. La chiusura della lettera mal si concilia con alcuni passaggi… tipo “  chiedere ai suoi uomini una prova di valore forse mentale e morale, una personale prova di rispetto del mio modo di comandare. Meno male che nel decreto del FESI siamo riusciti a far cancellare  il punto che un semplice giorno di consegna semplice si pagava con la NON percezione dell’indennità . Un filo di barba o pizzetto fuori posto, una scarpa leggermente non lucida, un bottone sbottonato  poteva costare dai 300 ai 500 euro in meno di reddito l’anno, che, in questo periodo sarebbe stata un cosa “ vergognosamente ingiusta “.
R.S.


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mercoledì 17 luglio 2013

lug

17

2013

BLOCCO CONTRATTI E TAGLI PERSONALE.18 Luglio SINDACATI DI POLIZIA in piazza contro il blocco ed i tagli.I “RAPPRESENTANTI” DEL Comparto Difesa COSA DICONO? COSA FANNO? Cosa dirà loro il Ministro?  

Mentre i Militari colpiti anche dai pesantissimi tagli di personale e chiusura, rimangono senza ascolto, rappresentanza e tutela se non quella di una sorta di SINDACATO GIALLO, I Sindacati di Polizia Manifestano Democraticamente i loro Problemi.


Il 18 Luglio il Ministro Difesa incontrerà i CoCeR (!) Non è una notizia nel senso che NON è stata pubblicata da nessuno, ci sarà l’incontro tra il Ministro difesa ed i CoCeR ma si apprende SOLO da messaggi su FB da parte di qualche delegato di Buona Volontà. Migliaia di Militari NON sanno quando i loro “ rappresentanti “ incontrano vertici politici o Militari. NON sanno cosa viene detto in questi incontri dei quali NON ci sono MAI resoconti dettagliati o video registrati che sarebbe doveroso, corretto e indispensabile avere. Questo è ancora più grave di fronte ai pesantissimi tagli dovuti alla Spending Review e revisone strumento militare con pesanti tagli di personale e decine di chiusure di enti con pesanti conseguenze sociali, lavorative, economiche e familiari per moltissimi militari. 
Il COMPARTO DIFESA , nei fatti e nei progetti stà peggio, molto peggio, che il COMPARTO SICUREZZA che, nel frattempo è rappresentato degnamente e….. 
Giovedì 18 luglio dalle ore 9 alle ore 13, il SIAP e l'ANFP Manifestano in Piazza con un presidio e volantinaggio a Roma presso Piazza della Rotonda, di fronte al Pantheon, ubicata a pochi metri dalla Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica per denunciare il disagio che i poliziotti e le loro famiglie stanno vivendo a causa del blocco contrattuale e del trattamento economico complessivo: siamo allo stremo ! 
Sindacato SIAP Polizia I tagli operati dal 2008 ad oggi hanno tolto al Comparto Sicurezza risorse pari a circa 3 miliardi di euro che hanno inciso negativamente sui i mezzi e le assunzioni che sono bloccate al 50%, con conseguente diminuzione dell’organico e dell’innalzamento dell’età degli operatori. Quindi è sotto gli occhi di tutti il ridimensionamento della capacità operativa delle Forze di Polizia. Inoltre, al personale del Comparto Sicurezza e Difesa dai loro stipendi negli anni 2012 e 2013 sono stati sottratti ben 721 milioni di euro. I poliziotti ed il sistema sicurezza è allo stremo. Il blocco economico presenta seri profili di incostituzionalità, poiché si arriva al paradosso che i promossi di questi anni ricevono un trattamento stipendiale inferiore rispetto a coloro che sono più in basso nella scala gerarchica. Negli anni passati i politici hanno riempito giornali e televisioni di dichiarazioni rassicuranti dicendo che i soldi sequestrati alle mafie sarebbero stati spesi per la sicurezza del Paese. E’ ora che i cittadini sappiano che i poliziotti, nonostante i rischi che corrono quotidianamente nel contrasto al crimine e nella tutela dell’ordine pubblico, non hanno visto un centesimo di ciò che hanno sequestrato e confiscato alle mafie.
Sono queste le questioni di primaria importanza per la categoria e, conseguentemente, per la sicurezza dei cittadini che hanno indotto queste organizzazioni sindacali, SIAP e ANFP, ad organizzare questa giornata di protesta con l’odierno volantinaggio finalizzato a denunciare ancora una volta in maniera decisa la cinica indifferenza del governo rispetto alla difficilissima condizione degli operatori di Forse di Polizia e della Sicurezza del Paese.
Occorre domandarsi quanto costa la criminalità e l’insicurezza al sistema Paese per tornare ad investire sulla sicurezza precondizione per lo sviluppo economico, bene si sta facendo per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione con le imprese ma occorre trovare altre risorse, nettamente inferiori rispetto ai debiti da saldare, per sbloccare i contratti ed il trattamento economico dando così ossigeno sia ai poliziotti sia alla ripresa dei consumi interni. Basta con queste politiche che strangolano gli uomini che garantiscono l’ordine pubblico e mettono alle corde il sistema Italia.


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lug

17

2013

Aeronautica-I Pezzi DELLE FRECCE TRICOLORI coinvolte nello scontro di Ramstein venduti al demolitore, alcuni rimasti raccontano la storia di uomini eroici morti prima di testimoniare su Ustica.  

Alcuni rottami dei velivoli di Nutarelli e Naldini, che erano in volo su un F104 la notte di USTICA, morti a Ramstein in uno scontro in manovra, sono sopravvissuti alla demolizione.


Il  Macchi di Nutarelli come un meteorite impazzito e, stranamente, con il carrello abbassato, precipitava sul pubblico che assisteva all’esibizione delle Frecce Tricolori, a Ramstien in Germania uccidendo 77 persone e ferendone oltre trecento.
Era il  28 Agosto 1988, una pagina nera nella storia della PAN, Il Fratello del Colonnello Ivo Nutarelli, ( solista )  morto nell’incidente insieme al Colonnello Mario Naldini ( capo formazione), che lotta per la riapertura/approfondimento dell’inchiesta  sull’incidente dei Piloti dell’ AM coinvolti anche nei Misteri di Ustica, lamenta in un intervista alla – Voce di Romagna – che dei resti di quegli aerei non resta più nulla. Nutarelli e Naldini erano in volo la notte dell’incidente di Ustica, in coppia su un F 104 e volarono vicini al DC 9 poi precipitato nelle acque di Ustica; Una delle ipotesi sull’ incidente di Ramstein è quella che non fu un “ incidente “ ma un tentativo riuscito di NON far testimoniare i due ufficiali si quanto sapevano della NOTTE DI USTICA
Eppure alcune parti dei relitti dei velivoli delle Frecce esistono ancora, si trovano in un capannone di un demolitore storico ed ora in pensione, Federcio Placucci, a Gambettola; lo storico demolitore di Gambettola racconta la storia dei relitti dei Macchi AM della Pattuglia: "dopo l’incidente i rottami vennero raccolti dai tedeschi e messi in un container ed abbandonati senza nessuna cura tanto che l’acqua ha fatto molti danni ai -reperti -; dopo circa 10 anni furono portati in Italia, a Rivolto, e l’ Aeronautica decise di venderli. 
Furono acquistati dal rottamatore, le ali furono acquistate dal Museo Dell’ Aeronautica  di Rimini con l’intento di esporli al pubblico ma non vi restarono molto, secondo il rottamatore non vi restarono perché l’ Aeronautica si rese conto di aver fatto un errore nel vendere i pezzi, forse ritenendo Ramstein una macchia da cancellare in tutti i modi
Li ritirò dai titolari del museo in cambio della costruzione di un monumento con all’interno alcuni pezzi non visibili. 
Alla domanda del giornalista – Cosa ti ha colpito di più nel vedere quella mole di rottami ? – il rottamatore Placucci risponde : “ tante cose come il fatto che ogni pezzo era schedato e corredato di un foglio, i tedeschi hanno controllato ogni cruscotto e smontato molto per prendere i dati del volo al momento dell’impatto. Acquistai anche un pezzo di carlinga lungo circa 2 metri, al suo interno c’era lo scarponcino di volo del pilota oltre al fodero del coltello che si porta legato alla caviglia, in particolare mi ha colpito una piccola radiotrasmittente del kit di sopravvivenza spezzata nel punto più solido; ho venduto molti pezzi ma conservo alcune parti del cruscotto e materiali vari come un pezzo di carlinga con il logo delle frecce tricolori”. – Cosa si pensa vendendo questi pezzi ? : “ Il mio lavoro è stato quello di demolire materiale che acquistavo alle varie aste ma la mia è un attività impersonale, in parte vivevo quei pezzi, guidati un tempo da uomini, ed il mio punto d’onore è stato conservare quanto potesse avere un valore ideale e personale. Non guardo solo l’aspetto materiale e commerciale. Non mi interessa se a Ramstein fu incidente o altro, so che sono testimonianza di uomini coraggiosi.  
TRA I ROTTAMI DELLE FRECCE DI RAMSTEIN c’è anche il vademecum della sopravvivenza del pilota in caso di caduta in mare ; al punto 29 si legge : “ se avvisti squali o pesci voraci augurati che ti scambino per un relitto !!!!! Se uno ti attacca, non fuggire ma sparagli un bel calcio sul naso (!). 
S.R. - Tratto e rielaborato da un articolo di Piero Vasini della Voce di Romagna.


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martedì 16 luglio 2013

lug

16

2013

Difesa; Militari, L’ Italia è ancora il Paese dove ai Militari non vengono riconosciuti DIRITTI Costituzionali. La Sonora Sconfitta dello Stato Maggiore E.I. che paga pure i danni.  

La battaglia di Marianna, mamma soldato che solo con il Tribunale vede riconosciuti i suoi DIRITTI.


IN ATTESA CHE ANCHE AI MILITARI VENGANO RICONOSCIUTI I DIRITTI COSTITUZIONALI GARANTITI A TUTTI DALLA LEGGE SUPREMA; In Attesa di veder riconosciuti anche DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI a similitudine della Polizia e di Molti Stati Europei; è ancora una volta la Magistratura - il TAR ed il Consiglio di Stato – che premiano chi lotta per i propri DIRITTI.
 La Battaglia per i DIRITTI è la nostra Battaglia ed ASSODIPRO la continuerà fino a raggiungere l’obiettivo.
 Tutti i Militari devono usufruire dei Diritti Fondamentali, a cominciare dalle donne, a volte usate  come vetrina , per comandi di navi varate 25 anni fa,  ma, come leggiamo, ostacolate pesantemente quando devono usufruire del diritto alla tutela della Famiglia e dei figli.  
Per chi come noi di ASSODIPRO, da anni lotta per migliorare i Diritti, questa di Marianna è una bella storia per come si è conclusa. Rafforza i principi delle nostre democratiche richieste e democratici obiettivi.  
Democrazia – Diritti  e Forze Armate sono 3 termini che, nonostante potenti pressioni di vertice e Lobby, devono rimanere legati.  Forze Armate con più DEMOCRAZIA E DIRITTI rafforzano la Società e la DEMOCRAZIA STESSA. 
Marianna Di Luzio, 30 anni, due bambini di 3 e 4 anni e un marito con un’impresa edile a Bari; Lei è caporal maggiore dell’esercito, ha ottenuto dai giudici del Consiglio di Stato l’applicazione della legge che tutela la maternità. Due missioni operative in Afghanistan. Poi la maternità e la necessità – certificata dal medico – di dover stare vicino al più piccolo che soffriva della lontananza della mamma. Ma l’esercito non concede il trasferimento.
 Marianna,  Caporal maggiore. Lavora a Bologna e quella distanza si fa sempre più pesante. Così ha inziato una difficile battaglia personale. E ora il Consiglio di Stato, con sentenza depositata il 10 luglio, le ha dato ragione: aveva diritto al trasferimento temporaneo da Bologna a Bari per ricongiungersi con la sua famiglia e lo Stato dovrà risarcirla con 10 mila euro più le spese processuali.  «Il Consiglio di Stato, ha applicato il 42 bis della legge 151 del 2001 che prevede l’assegnazione temporanea dei lavoratori ad altri uffici. Si applica a tutte le amministrazioni, anche alle forze armate in forza dell’articolo 1493 del nuovo codice militare entrato in vigore a fine 2010 – spiega l’avvocato Adriano Garofalo dello Studio legale Chiaia Noya e associati di Bari che l’ha difesa -è la prima sentenza definitiva contro il ministero della Difesa sul tema: il Consiglio di stato con questa sentenza dice che tutte le norme sulla maternità e paternità si applicano anche ai militari». Sentenza che ribalta la giurisprudenza, perché finora il Consiglio di stato non si era mai espresso sull’applicazione delle nuove norme e l’esercito di norma le richieste di ricongiungimento familiare le rigettava 
In primo grado il Tar dell’Emilia aveva sospeso il provvedimento con cui lo Stato maggiore dell’esercito aveva negato il trasferimento ma il ministero aveva risposto che non l’avrebbe eseguita perché faceva ricorso: «fortunatamente grazie all’umanità dei giudici del Tar la sentenza di merito è stata fissata entro pochi mesi. Dopo 5 giorni la donna era a Bari». Siamo nell’aprile del 2012. Oggi il Consiglio di Stato ha stabilito il risarcimento dello Stato di 10 mila euro più le spese processuali, 3 mila.
Le cose stanno cambiando, racconta Garofalo. Non però nel senso di aiutare le madri e più in generale i genitori a conciliare lavoro e famiglia: «Ci arrivano molti provvedimenti ’fotocopia’ che dicono che per esigenze di servizio le richieste vengono rigettate». Infatti il trasferimento non è automatico ma si devono tener conto delle esigenze organizzative. «Si incomincia a temere che sia applicato l’articolo 42 bis - continua l’avvocato - C’è una resistenza fortissima da parte dello Stato maggiore dell’esercito in particolare, nell’affermare questa norma sull’unità familiare, tutelata dal punto di vista costituzionale».   Fino ad aprile 2015, la caporal maggiore Di Luzio rimarrà a Bari poi dovrà tornare a Bologna. Ora sta bene ma la sua è stata una battaglia condotta per prima e in solitario. Anche altri cominciano a fare ricorso.  
Tratto ed elaborato da un articolo de  La Stampa.it  


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