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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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giovedì 05 settembre 2013

set

05

2013

Crisi Siriana La flotta Russa sbarra la strada all’attacco USA mentre Mario Mauro, ministro dell’ F 35 e del digiuno per la pace, manda due navi da Guerra Italiane . “Il Governo lo sapeva?"  

Navi da Guerra e sottomarini si “ fronteggiano “ ed ora stanno per arrivare 2 navi Italiane. “ politici come Lapo Pistelli e Gioacchino Alfano, involontariamente comici e disinformati sulla situazione”.


La flotta russa sbarra la strada all`attacco Usa, Paolo Mastrolilli su La Stampa, tra l'altro scrive
La flotta russa sbarra la strada all`attacco Usa Dopo le navi-spia, Mosca sposta nel Mediterraneo un incrociatore 
 Navi russe che minacciano di «condizionare un confronto militare», in arrivo davanti alle coste della Siria, e ribelli addestrati dalla Già in Giordania che cominciano a varcare il confine,   per muovere verso Damasco. Mentre il Congresso discute la richiesta di autorizzazione ad usare la forza contro il regime di Assad, e i presidenti Obama e Putin duellano per trasformare il G20 nell`occasione per combattersi sul terreno diplo- L`idea statunitense è quella di indebolire il regime andando oltre ai raid limitati matico, i soldati si preparano al conflitto. Un confronto che sta prendendo il sapore della Guerra Fredda, col rischio di trasformarsi in uno scontro diretto fra Washington e Mosca. Secondo fonti citate dal «New York Times», durante l`incontro con i senatori McCain e Graham il capo della Casa Bianca ha detto che un primo contingente di 50 ribelli addestrati dalle forze speciali americane in Giordania è già entrato in Siria. 
Lo schieramento navale, però, si sta trasformando in una sfida fra Usa e Russia. Gli americani hanno in zona quattro cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke, Uss Barry, Uss Gravely, Uss Ramage e Uss Stout, armati in totale con circa 200 missili Tomahawk. Poi il Pentagono ha ordinato alla portaerei Nimitz di avvicinarsi all`area delle possibili operazioni. Finora Mosca aveva risposto inviando la nave spia Priazyovye davanti alla Siria, dove ha nel porto di Tartus la sua unica base fuori dal territorio nazionale, fondamentale per garantire la presenza nel Mediterraneo. Ieri l`«Interfax» ha rivelato che il Cremlino sta mandando nella zona l`incrociatore lanciamissili Moskva, pezzo pregiato della Flotta del Mar Nero, che ha cancellato una missione a Capo Verde e dovrebbe arrivare il 17 settembre, prendendo il comando della task farce in via di schieramento. Del gruppo fanno parte anche due cacciatorpediniere, fra cui la Nastoichivy, nave leader della Flotta Baltica. Secondo altre fonti, a queste unità si dovrebbero aggiungere anche la fregata Neustrashimy e tré navi d`assalto anfibie, Alexander Shabalin, Admiral Neveisky e Peresvet, accompagnate dalla nave scorta Smetlivy. In seguito dovrebbero sommarsi la Novocherkassk e la Minsk, mentre alcuni sottomarini sarebbero già in zona
Siria: mauro manda le navi ma non lo dice a nessuno Gianandrea Gaiani su analisi difesa.it  , tra l’altro scrive :” Ci risiamo. Come i suoi predecessori anche l’attuale Ministro della Difesa, Mario Mauro, adotta la strategia del silenzio nascondendo notizie ritenute evidentemente scomode o sconvenienti. Dopo essersi distinto in discutibili sortite sul numero degli aerei che verranno rimpiazzati dagli F-35 e sul costo della portaerei Cavour, di fronte all’avvicinarsi della guerra in Siria il ministro ha annunciato nei giorni scorsi che parteciperà “al digiuno indetto dal Papa per la Siria” ma ha dimenticato di dire ai cittadini contribuenti di aver inviato nelle acque del Mediterraneo Orientale il cacciatorpediniere lanciamissili Andrea Doria, che ha già lasciato Taranto, e la fregata Maestrale, che salperà nelle prossime ore. La notizia, trapelata da fonti vicine agli ambienti militari, non aveva nessuna ragione per restare segreta se non forse un qualche imbarazzo di Mauro nel pregare per la pace accanto al Santo Padre dopo aver inviato in zona di guerra 500 militari. L’invio delle due navi ha infatti l’obiettivo di fornire protezione contro  eventuali rappresaglie dei siriani o dei loro alleati (specie Hezbollah) al contingente di caschi blu italiani schierato nel Libano meridionale nell’ambito del contingente Unifil di cui l’Italia ha il comando affidato al generale Paolo Serra. I quasi 1.200 militari italiani, appartenenti per lo più alla brigata Pozzuolo del Friuli, sono privi di armi pesanti, antiaeree e antimissile . Le dichiarazioni degli esponenti politici riportate da Paolo Salvatore Orrù in un articolo pubblicato da Tiscali.it sono di una involontaria comicità. Il viceministro degli affari Esteri, Lapo Pistelli, raggiunto telefonicamente a Tel Aviv (Israele), ci ha spiegato di non aver saputo nulla sull’argomento. “Sono decisioni – ha peraltro commentato l’esponente del Pd – che competono al ministero della Difesa”. Tuttavia, ha anche detto Pistelli, “ritengo che Doria e Maestrale siano salpate perché impegnate in esercitazioni”. Il viceministro ha anche precisato che da quel che gli risulta “non c’è nulla di programmato e che il governo italiano sta prendendo tempo per capire quale sarà l’approccio al problema da parte Congresso americano. Meglio, dunque, non dare giudizi a vista”. Il vice presidente della Commissione Difesa Massimo Artini (M5S) ci ha invece chiesto “tempo” per informarsi, la stessa richiesta ci è stata fatta dal segretario di Stato al Ministero della Difesa Gioacchino Alfano (Pdl).Possibile che nel governo nessuno sapesse dell’invio di due navi italiane in zona di guerra?  Mauro non lo aveva detto a nessuno, neppure al suo sottosegretario Alfano? Della missione di Doria e Maestrale era al corrente almeno il sottosegretario alla Marina, Roberta Pinotti? Le opzioni sono solo due. O  fingono di non sapere per non dover fornire all’opinione pubblica spiegazioni ritenute scomnode, oppure davvero nessuno ne sapeva nulla e allora i 500 uomini e donne imbarcati su Doria e Maestrale sono figli di nessuno, inviati per di più a effettuare “esercitazioni” in  un’area che sta per essere sconvolta da operazioni belliche.     
Tratto da articoli : “La flotta Russa sbarra la strada all’attacco USA , La Stampa, di Paolo Mastrolilli “ e : “siria: mauro manda le navi ma non lo dice a nessuno” , analisi difesa.it, di Gianandrea Gaiani  


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mercoledì 04 settembre 2013

set

04

2013

CoCeR Carabinieri: Il Governo rapina i Militari ! “ENNESIMO INCONTRO INCONCLUDENTE ALLA FUNZIONE PUBBLICA ! “  

Oggi era previsto l’incontro alla Funzione pubblica tra Ministro , Sindacati e Rappresentanze Militari; Il primo comunicato sull’incontro è quello dei rappresentanti del CoCeR CC.


Comunicato CoCeR Carabinieri - Roma, 4 set - «Questo Cocer, al termine dell’ennesimo, inconcludente incontro tenutosi alla Funzione Pubblica, dice basta all’ennesima grassazione perpetrata ai danni del personale in divisa». ( n.d.r. GRASSAZIONE : Aggressione  a mano armata a scopo di rapina;  Termine oggi caduto in disuso, spesso utilizzato durante il periodo del   brigantaggio)     
Lo dichiarano in una nota i delegati del Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Carabinieri. «Basta con le elemosine, basta con l’una tantum su avanzamenti di grado e assegni di funzione: come per altre criticità, anche per il trattamento economico del personale in divisa questo governo provveda urgentemente a reperire i necessari fondi, facendo, magari, economia sui ben noti scandalosi sprechi della P.A. e sulle vergognose prebende delle varie caste».
 «In tale circostanza - sottolinea il Cocer - , accusiamo le istituzioni anche di costringerci ad alzare i toni della protesta, facendoci venir meno, nostro malgrado, alla peculiare, secolare compostezza degli uomini dell’Arma, per poter vincere la loro colpevole indifferenza e, al contempo, richiamare l’attenzione della pubblica opinione. 
Sono anni che questo Organismo si fa interprete, inascoltato, del sempre crescente disagio di un intero comparto, sempre più penalizzato da dissennate politiche di tagli, praticate nella bieca, cinica, vergognosa considerazione che, in quanto militari, non ci è permesso di praticare più adeguate forme di protesta per far sentire la nostra voce». 
«Adesso diciamo basta - conclude la nota - e, stavolta, lo diciamo con forza. E che la responsabilità di quanto dovesse accadere in seguito ricada su costoro»




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set

04

2013

SINDACATI DI POLIZIA contro i Tagli fatti alle forze di Polizia per finanziare il taglio della prima rata IMU OTTENGONO il DIETRO-FRONT DEL Governo. I CoCeR Cosa hanno ottenuto ?  

Rimangono i tagli del Ministero Difesa ?


Imu: sindacati polizia,Governo annullerà tagli assunzioni ps In corso di preparazione un emendamento (ANSA) - ROMA, 4 SET - E' in corso di definizione un emendamento governativo per annullare i tagli alle assunzioni nelle forze di polizia annunciate nei giorni scorsi nell'ambito delle misure per assicurare la copertura del decreto Imu. Lo hanno riferito i rappresentanti del ministero della Funzione pubblica ai sindacati di polizia nel corso di un incontro oggi.
 Il provvedimento che sarà ora cassato tagliava 50 milioni di euro dal capitolo di spesa per le assunzioni tra polizia, vigili del fuoco e forze armate
 Imu: sindacati polizia,Governo annullerà tagli assunzioni  (ANSA) - ROMA, 4 SET - Si è svolta oggi a Palazzo Vidoni una riunione tecnico-informale con i rappresentanti tutte le organizzazioni sindacali dei comparti sicurezza e difesa. I sindacati della polizia di Stato, della polizia penitenziaria e del corpo forestale dello Stato hanno chiesto di conoscere le risorse disponibili per poter avviare le trattative inerenti la previdenza complementare, lo sblocco del tetto salariale e l'avvio del tavolo contrattuale nonché il recupero delle risorse tagliate per le assunzioni. Inoltre, proseguono i sindacati, "è stata chiesta l'omogeneizzazione con alcuni istituti in vigore presso le forze armate, rappresentando che, se nella fase di approvazione definitiva delle legge sullo strumento militare non vi sarà la contestuale approvazione della legge delega sul riordino delle carriere, sarà inevitabile la nostra azione per ottenere la separazione dei comparti Sicurezza e Difesa". 
I rappresentanti della Funzione Pubblica hanno informato i partecipanti al tavolo che dei risultati della riunione sarebbe stato informato il presidente del consiglio Enrico Letta, al fine di predisporre un nuovo incontro con tutti i dicasteri e le amministrazioni interessate. (ANSA). 
NEL DECRETO SULL’IMU ERA PREVISTO :  Il Ministero dell’ Economia dovrà   tagliare 55 milioni di euro previsti dalla Manovra estiva 2008 per assunzioni nelle Forze dell'Ordine in relazione ad «esigenze connesse alla tutela dell'ordine pubblico, alla prevenzione ed al contrasto del crimine, alla repressione delle frodi e delle violazioni degli obblighi fiscali».  Altri 35 milioni di euro arriveranno dall'Anas, e 20 da tagli alla dotazione del Dl 203/2005 che autorizzava l'assunzione di militari delle Fiamme Gialle per migliorare la lotta all'evasione fiscaleBen 50 milioni di euro saranno recuperati dal taglio della dotazione prevista dalla legge di Stabilità 2013 per le assunzioni dei ministeri dell'Interno, della Difesa, dell'Economia e della Giustizia.
TAGLI LINEARI E RIDUZIONE DI CONSUMI per  147 milioni dalla Difesa (74+73)   
Ecco, ministero per ministero, le riduzioni di spesa in milioni di euro
Min. Economia:  644,80 
Min. Sviluppo: 20,99 
Min. Lavoro: 1,01 
Min. Giustizia: 16,72 
Min. Esteri: 9,45 
Min. Interno: 32,84 
Min.Ambiente: 6,80
Min.Trasporti: 81,98 
Min. Difesa: 149,74
Min. Agricoltura 4,10 
Min.Salute 7,36
TOTALE  975,80


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set

04

2013

Cacciabombardiere F-35: bocciato negli Stati Uniti d`America, mentre in Italia si tagliano 40 mila posti di lavoro nella Difesa per comprarne 90 . “ Corruzione della politica Italiota ? “  

“ Un altro caso di corruzione della casta politica italiota, come negli anni `70 per l`Hercules C 130 ? “- I politicanti tricolore forse non hanno letto l`ultimo rapporto del GAO” -


CACCIABOMBARDIERE F 35: BOCCIATO NEGLI STATI UNITI D`AMERICA. UN ALTRO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO IN ITALIA. C`È` CORRUZIONE AL GOVERNO E IN PARLAMENTO?  
di Gianni Lannes Pubblicato da  PentothaI.it  il 3 settembre 2013 :" I politicanti tricolore forse non hanno letto l`ultimo rapporto del GAO (Government Accountability Office), ovvero la Corte dei conti nordamericana sul programma F-35 Joint Strike Fighter, pubblicato il 20 marzo 2012
O forse lo hanno volutamente ignorato, come hanno fatto i mass media d`Italia (carta stampata e tv). 
Magari i parassiti al vertice delle istituzioni per conto terzi ignorano la lingua inglese
Nel rapporto è scritto a chiare lettere che i nuovi cacciabombardieri (di cui l`Italia vuole comprare 90 unità a un costo di almeno - attualmente - 10 miliardi di euro) sono gravemente difettosi e richiederanno modifiche progettuali che ne faranno lievitare ulteriormente i costi. Dalla lettura del dettagliato documento del GAO emerge chiaramente che il Governo USA, e gli alleati (Italia compresa), stanno gettando ingenti quantità di denaro pubblico in un pozzo senza fondo per delle macchine da guerra che ancora non funzionano perché non collaudate.  
Ecco qualche stralcio illuminato, pardon, illuminante: «Lo sviluppo dei sistemi che garantiscono la capacità di combattimento del Joint Strike Fighter rimane in ritardo e a rischio: ad oggi - si legge nel documento - solo il 4 percento dei requisiti sono stati verificati (...). I caschi dei piloti con i display integrati si sono rivelati il problema più rischioso (...). Altri problemi ci sono con i radar, con il processore integrato, con gli equipaggiamenti di comunicazione e navigazione e con le capacità di guerra elettronica" (...). Lo scorso ottobre i collaudatori hanno denunciato problemi anche con il sistema di visione notturna e con la manovrabilità del velivolo e in generale una scarsa affidabilità. Lo sviluppo del software di bordo, il più complesso mai realizzato, sta prendendo più tempo del previsto e pone rischi tecnici significativi (...). La variante del velivolo per le portaerei non si è dimostrata adatta all`imbarco per problemi con l`uncino di coda, richiedendo una riprogettazione" (...). "Vanno ancora fatti i collaudi sul volo a bassa quota, sul funzionamento dei sistemi d`arma e di attacco in picchiata e potrebbero riservare altre sorprese». Il rapporto spiega come le modifiche resesi necessario finora per «rimediare alle deficienze emerse nel corso dei collaudi» abbiano già fatto raddoppiare dal 2001 a oggi il costo complessivo del programma (da 183 a 312 miliardi di euro) e di ogni singolo aereo (da 63 a 127 milioni di euro): ma il peggio, lascia intendere il Gao, deve ancora venire. «Il numero di modifiche al programma rimarrà molto elevato fino al 2019 (...). Con il passaggio alla fase di sviluppo dei software più complessi e delle capacità avanzate, il Jsf presenterà problemi costosi. Con la maggior parte dei collaudi di volo ancora da fare, il programma subirà ancora molte revisioni progettuali e continue modifiche del processo produttivo (...) con prevedibile ulteriore crescita dei costi». Infatti: «II numero di modifiche al programma rimarrà molto elevato fino al 2019 (...). Con il passaggio alla fase di sviluppo dei software più complessi e delle capacità avanzate, il Jsf presenterà problemi costosi. Con la maggior parte dei collaudi di volo ancora da fare, il programma subirà ancora molte revisioni progettuali e continue modifiche del processo  produttivo (…) con prevedibile e ulteriore crescita di costi. ti».
 Un altro caso di corruzione della casta politica italiota, come negli anni `70 per l`Hercules C 130 ? Possibile che il capo supremo dello Stato, Giorgio Napolitano lasci correre impunemente?  Singolare coincidenza: di mezzo c`è ieri come allora, la Lockheed Martin. 
Do you remember? Cumshaws? Bustarelle? «Dal `70 al `74 abbiamo speso tré miliardi per corrompere politici e funzionari  pubblici italiani, per convincerli ad accettare gli Hercules» ebbe a dichiarare pubblicamente il presidente della Lockheed, Daniel J. Haughton. All`epoca la storia della corruzione fu spiegata al sottocomitato del senato USA dal vice presidente del consiglio d`amministrazione, tale Archiba Karl Kotchian. Il resto della vicenda è riassunto nel rapporto Church". 
 


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set

04

2013

Incredibili e stupefacenti Lacrime di Coccodrillo di Mario Mauro e di certi partiti! Coloro che da anni fanno tagli pesantissimi si lamentano degli ultimi tagli per L’IMU che loro hanno voluto fare.  

Governi e Politici tagliano 40mila posti di lavoro nella Difesa per “risparmiare” e spendono 10 volte i “risparmi fatti sul taglio di posti di lavoro” in investimenti/armamenti; Fanno anche i Coccodrilli dicendo “basta“!


Piangere lacrime di coccodrillo" è un modo di dire  di uso comune in italiano  che ha corrispettivi in numerose altre lingue. Si riferisce a chi finge di provare dispiacere quando in realtà è disinteressato (o, a volte, anche compiaciuto) rispetto al fatto causante dolore”
Mario Mauro, che porta avanti senza il minimo indugio i tagli storici di 40 mila posti di lavoro nella Difesa allo scopo di recuperare risorse per “ investimenti /armamenti ” che costano 10 volte tanto, impostati dal precedente governo tecnico, continuati con l’attuale governo e prossimi agli ultimi passaggi  parlamentari, rispettando in pieno il detto “ piangere lacrime di coccodrillo “ dopo che si mangia 40 mila posti di lavoro della Difesa …. Trova il tempo di “piangere“ lamentando gli ultimi tagli fatti alla Difesa ( vedi precedenti articoli sul sito) per fare un piacere politico a Berlusconi e cercare di far sopravvivere il Governo ! 
Caro Ministro Mauro e partiti del precedente e attuale governo, SE PASSA L’ATTUALE PIANO DI TAGLI PER IL PERSONALE, dopo, ci sarà ben poco da tagliare sui soliti noti dipendenti pubblici militari con gli stipendi bloccati da anni !   
Mauro: per abolire l`Imu taglio del 15% alle spese della Difesa
Il ministro della Difesa, Mario Mauro, rivendica il primato del suo dicastero, quello «che ha contribuito di più ai tagli di spesa per reperire le coperture del decreto Imu, oltre il 15% del totale. Negli ultimi dieci anni la Difesa ha ridotto   il suo bilancio del 19%, una quantità di gran lunga superiore aq qualsiasi Paese evoluto - ha detto in un colloquio con l`Agi - E la media dei tagli negli ultimi tre anni supera il 3%».   In programma, inoltre, ci sono ulteriori riduzioni di personale civile e militare per 43 mila unità in virtù dei decreti attuativi della «Revisione dello Strumento militare nazionale». Provvedimenti che attendono il si delle commissioni competenti per il varo definitivo e che porterebbero in dieci anni a un risparmio di 1,3 miliardi.  
«Basta tagli» è il coro unanime che arriva dal folto gruppo che protesta contro i fondi sottratti alla sicurezza, al quale ieri si sono aggiunte le sigle sindacali della polizia Anfp e Siap. Il ministro Anna Maria Cancellieri,   intanto, aspetta di conoscere la portata del colpo di scure che andrà a colpire il comparto giustizia. «Le decisioni sui tagli si svilupperanno nei prossimi giorni - ha detto dalla Festa democratica di Genova - Dobbiamo ancora vederne l`esatta dimensione. Poi, se necessario, prenderemo delle contromisure per far fronte al problema». Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, ha annunciato che il Pdl si farà sentire se il Tesoro vorrà «ridurre le risorse già stanziate per gli organici delle forze armate, di poliziotti e vigili del fuoco. 
Parole che fanno indignare Scelta Civica. Per i centristi il centrodestra avrebbe bisogno di «maggior coerenza nelle richieste politiche», ha dichiarato il capogruppo in commissione Difesa della Camera, Domenico Rossi. «Incredibili  le dichiarazioni di esponenti del Pdl - ha detto Prima hanno voluto con assoluta determinazione l`abolizione dell`Imu su tutte le prime case, e ora si lamentano per i tagli ad assetti importanti quali quelli relativi al settore difesa e sicurezza e soccorso».  I democratici Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, ed Ettore Rosato, hanno annunciato battaglia per convincere il governo a trovare altre le fonti di copertura. «Il decreto sottrae 55 milioni ai fondi per lo sblocco del turn over del comparto sicurezza - hanno scritto in una nota congiunta - E questo non  può essere accettato».

Tratto da articolo di Davide DI Santo - Mauro: per abolire l`Imu taglio del 15% alle spese della Difesa - per IL Tempo. 



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martedì 03 settembre 2013

set

03

2013

Difesa – MANNAIA sul personale Militare - i risparmi alle spesa per la Difesa si fanno SOLO sulla pelle del personale militare e tagliando posti di lavoro Militari.  

Governo e Mario Mauro vanno avanti con i Tagli al personale Militare che NON ha Rappresentanza Sindacale per tutelarsi e concertare. I CoCeR inermi accetteranno senza azioni ?


Ministeri. Pronto il decreto che punta a tagliare in dieci anni il personale militare di 20mila unità.  
Alla Difesa risparmi per 1,3 miliardi — Addio a generali e marescialli. A sergenti e a caporali. E via a una massiccia fuoriuscita di dirigenti e di impiegati civili. La nuova cura dimagrante per le forze armate di casa nostra, missioni di "pace" o meno che ancora resisteranno, ha una nuova dead line ormai scritta nero su bianco: il 2024.
E una mission di ferro: tagliare il personale militare di altre 20mila unità in dieci anni e ridurre sempre entro la stessa data il personale civile del ministero della Difesa di altri 7.026 posti. Il 25% in meno di oggi. Obiettivo: risparmiare a regime oltre 1,3 miliardi. Un risparmio ulteriore che va ben oltre l`asticella già fissata per la Difesa dalla spending review targata Mario Monti. Se Enrico Letta frena sulla missione in Siria, il Governo promette intanto di mettere in qualche modo anche un argine alle spese militari. Lo sta per fare con un decreto legislativo ad hoc che trae spunto da una delle ultimissime leggi della passata legislatura - quella sulla «revisione dello strumento militare nazionale» (la legge n. 244 del 2012) - che a questo punto darà almeno qualche boccata d`ossigeno in più anche ai conti pubblici. Proprio mentre il Governo è più che mai a caccia di risorse in vista della legge di stabilità 2014 e a tamponare le promesse che fanno tremare i partiti tra Imu da azzerare. Iva da non rincarare e Cig da rifinanziare.     Sia chiaro: solo una coincindenza quella della messa a punto del Dlgs - un rompicapo di 15 articoli in 31 fittissime pagine destinato per i suoi infiniti rimandi ai cultori (e interessati) della materia - che detta le linee sulla riduzione del personale militare e civile della Difesa «nonché sulla funzionalità dell`amministrazione» con le esigenze sempre più pressanti di contenimento della spesa pubblica.    Una coincidenza felice, però, a questo punto. E non a caso la stretta del decreto che applica la legge del 2012 arriva proprio in questo momento. Con una mannaia sul personale militare che - dopo la riduzione da 190 mila  a 170 mila unità entro il 2016 già previsto con la spending review - porterà  i dipendenti militari a 150 mila unità entro il 2024.   DECIMATO IL RUOLO MARESCIALLI . 
Ma sia chiaro: non c`è esercito senza scivoli o paracadute. E così il decreto, tra freni ai cicli delle promozioni di stelletta in stelletta e dei profili di carriera evitando però improvvisi colpi di scure, non nega ciambelle di salvataggio per i militari in esubero: dal transito ad altre amministrazioni civili dello Stato alle esenzioni dal servizio, passando per l`aspettativa per «riduzione quadri». Insomma, le scappatoie per evitare drastici colpi di cesoie e penalizzazioni improvvise non mancheranno.   Non ultima, la previsione di rivedere le agevolazioni per l`inserimento nel mondo del lavoro e le riserve di posti nei concorsi pubblici a favore dei volontari «in ferma prefissata senza demerito» delle Forze armate, estendendo alcune agevolazioni anche a favore dei volontari in servizio permanente.
Tratto da articolo di Roberto Turno de ilsole24ore – Alla Difesa Risparmi per 1,3 Miliardi. 


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set

03

2013

Siria, soldati Usa contro l’attacco: “Obama, non combatto per Al Qaeda”. I Soldati:“ svegliatevi gente !”.  

Su Facebook alcuni militari in servizio hanno pubblicato foto in cui, a volto coperto, si oppongono a un eventuale intervento a Damasco. E dicono al presidente degli Stati Uniti: "Non mi schiero a fianco dei tuoi ribelli. Svegliatevi gente".


Cresce negli Stati Uniti l’opposizione popolare a un intervento militare in Siria
Non solo tra i pacifisti  Occupy Su Facebook è partita una clamorosa campagna: soldati e ufficiali Usa in divisa che si fotografano con il volto nascosto ( per evitare provvedimenti disciplinari ) da cartelli su cui scrivono frasi come “non sono entrato nell’esercito per finire coinvolto in guerre civili di altri paesi: stiamo fuori dalla Siria!”; “Obama, io non andrò a combattere per i tuoi ribelli in Siria.
 "Svegliatevi gente!” e ancora: “Non mi sono arruolato in Marina  Al Qaeda nella guerra civile siriana”. 
A colpire non è solo il fatto che militari in servizio si schierino contro la guerra, ma che denuncino l’aspetto più inquietante della vicenda siriana, vale a dire la predominanza di gruppi qaedisti tra i ribelli sostenuti dall’Occidente
Tra i commenti, c’è poi chi ringrazia i soldati per il loro senso critico: “ Grazie mille agli uomini e alle donne delle forze armate che non si limitano a seguire ciecamente gli ordini ”.
 
Tratto da articolo di  Enrico Piovesana per ilfattoquotidiano.it  


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lunedì 02 settembre 2013

set

02

2013

Crisi Siriana; Altro autorevole commento che conferma le grandi perplessità che, noi di ASSODIPRO, abbiamo dichiarato, analizzato, proposto e ripetuto in forma scritta, più volte nei giorni scorsi.  

Crisi Siria : LA FARSA SIRIANA - Video Commento di Gianandrea Gaiani di Analisi Difesa.


Dai primi minuti dell’apparire sulla scena Internazionale e Nazionale del problema Guerra in Siria, NOI di ASSODIPRO, abbiamo scritto autonomamente e proposto diversi articoli/commenti  sull’importante argomento.   

Ora vi proponiamo il VIDEO COMMENTO di  Gaiani che, tra le altre cose afferma : “  Intervento Siria assume toni da farsa “  - “ Altre fonti poco pubblicizzate dai media riferiscono di uso dei gas fatto dai  ribelli “ – “ Apprezzabile la posizione Italiana che dichiara il NON intervento senza ONU -  “ A 12 anni dall’11 Settembre potrebbe accadere la seguente farsa :  Usa e Al Qaeda  fianco a fianco contro Assad ! “ ….. mentre si combattono in stati vicinissimi all’area Siriana ! 

CLICCA PER IL VIDEO COMMENTO di Gianandrea Gaiani 


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set

02

2013

PER LO STOP IMU , Il Provvedimento che consente altri mesi di vita al Governo ed un piacere politico a Berlusconi, per la copertura, si taglia ANCORA Difesa e Sicurezza .  

Meno soldi per occupazione; Meno soldi per assunzioni nel Min. Difesa e dell’ Interno.Tagli per l’assunzione di nuovi Finanzieri. DIFESA PIU' TAGLIATA. MAURO promette risorse per blocco contratti mentre si fa “ tagliare “ ancora.


Pagheremo L’ IMU  sotto altro nome e forse anche di più, questo lo accerteremo tra qualche mese, intanto per un “ piacere politico “ e per “ sopravvivenza politica “ si TAGLIA ANCORA sempre nelle stesse direzioni
Il Ministero dell’ Economia dovrà   tagliare 55 milioni di euro previsti dalla Manovra estiva 2008 per assunzioni nelle Forze dell'Ordine in relazione ad «esigenze connesse alla tutela dell'ordine pubblico, alla prevenzione ed al contrasto del crimine, alla repressione delle frodi e delle violazioni degli obblighi fiscali». 
Altri 35 milioni di euro arriveranno dall'Anas, e 20 da tagli alla dotazione del Dl 203/2005 che autorizzava l'assunzione di militari delle Fiamme Gialle per migliorare la lotta all'evasione fiscale
Ben 50 milioni di euro saranno recuperati dal taglio della dotazione prevista dalla legge di Stabilità 2013 per le assunzioni dei ministeri dell'Interno, della Difesa, dell'Economia e della Giustizia.
TAGLI LINEARI E RIDUZIONE DI CONSUMI per  147 milioni dalla Difesa (74+73)  

Meno soldi per occupazione e tagli alla lotta per l'evasione Per trovare la copertura economica al decreto Imu, il governo ha dovuto rivedere i finanziamenti previsti per creare posti di lavoro, per la lotta all'evasione e per le rinnovabili. Ridotta anche la manutenzione alla rete ferroviaria. Un miliardo di tagli La scure non ha risparmiato nemmeno un settore nevralgico come quello dei trasporti: la manutenzione della rete ferroviaria avrà 300 milioni di euro in meno, una falciata alle risorse per il gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale, finalizzata, tra l'altro, agli investimenti per la rete e per la manutenzione straordinaria.

Sforbiciate che non mancheranno di far discutere in quanto vengono sottratte risorse là dove secondo il parere di molti economisti ce n'è più bisogno: il fronte dell'occupazione, un capitolo dolente in Italia dove il  tasso dei senza lavoro è arrivato al 12% e quello dei giovani disoccupati al 39%.

Ecco, ministero per ministero, le riduzioni di spesa in milioni di euro

Min. Economia:  644,80 
Min. Sviluppo: 20,99 
Min. Lavoro: 1,01 
Min. Giustizia: 16,72 
Min. Esteri: 9,45 
Min. Interno: 32,84 
Min.Ambiente: 6,80
Min.Trasporti: 81,98 
Min. Difesa: 149,74
Min. Agricoltura 4,10 
Min.Salute 7,36
TOTALE  975,80

 
Fonte ilsole24ore.it : Stop Imu: tagli lineari e di spesa, ecco da dove arrivano 975 milioni di copertura e repubblica.it  : Meno soldi per occupazione e tagli alla lotta per l'evasione 


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set

02

2013

Crisi Siria, MOSCA: ‘Gas? Dubbi su prove Usa’. VATICANO: ‘Rischio guerra mondiale’ - Per il Cremlino i documenti di Washington sulle armi chimiche presentano "incongruenze".  

Anche la Cina è contraria a un attacco militare. La Nato spinge per l'intervento. Il ministro della Difesa Mauro: "Bene pausa di riflessione". La Lega araba parla di una nuova "guerra fredda".


Fonte : ilfattoquotidiano.it  A pochi giorni dal G20, che si terrà a San Pietroburgo il 5 e 6 settembre, si mantiene alta la tensione tra Mosca e Washington sulla questione siriana. 
Il Cremlino rimane contrario all’intervento militare e ribadisce di non credere alle parole degli Stati Uniti, certi di avere trovato le prove dell’uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad. “Ci hanno mostrato alcuni materiali che non contengono nulla di concreto e che non ci convincono. Non ci sono né mappe geografiche né nomi. Inoltre ci sono molte incongruenze, restano moltissimi dubbi”, ha detto il ministro degli Esteri Lavrov. 
Cresce anche il timore del Vaticano che, dopo le dure parole di papa Bergoglio durante l’Angelus, ribadisce per voce di monsignor Mario Toso, del dicastero vaticano Giustizia e Pace, l’urgenza di una soluzione diplomatica per evitare che il conflitto sfoci in una “terza guerra mondiale” mentre per la Lega araba le tensioni tra Usa e Russia segnano l’inizio di una nuova forma di “guerra fredda”. Il segretario Nabil Arabi chiede che “tutte le iniziative punitive contro il regime siriano siano nell’ambito della carta Onu e l’accordo per il bando all’uso delle armi chimiche” e l’associazione dei Paesi arabi, pur non essendo certa che i gas siano stati usati da Assad, aggiunge che in ogni caso “la responsabilità ricade sul governo in carica, che deve proteggere il popolo siriano”. Vaticano: “Rischio terza guerra mondiale - La tensione sul piano internazionale allarma anche lo Stato pontificio che invita a escludere l’intervento armato per evitare lo scoppio di una terza guerra mondiale. Con un attacco militare, ha spiegato monsignor Mario Toso del dicastero vaticano Giustizia e Pace in un’intervista a Radio vaticana, “la violenza non ne verrebbe diminuita”. Al contrario, prosegue, c’è “il rischio che deflagri e si estenda ad altri Paesi. Il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali”. “La via di soluzione dei problemi della Siria non può essere quella dell’intervento armato: il conflitto contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali e, in ogni caso, nessuno uscirebbe indenne da un conflitto e da un’esperienza di violenza”. Toso, all’indomani dell’intervento di Papa Francesco che ieri, nel corso dell’Angelus ha proclamato per il 7 settembre una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo, ha aggiunto che “non è mai l’uso della violenza che porta alla pace: la guerra chiama guerra -sottolinea monsignor Toso, riprendendo le parole del Pontefice- anche perché intrappola i popoli in una spirale mortale. La guerra porta in sé una visione distorta del potere inteso come sopraffazione e dominio ed accentua il pregiudizio che tutti cercano di distruggere gli altri. Su tali presupposti, l’altro rimane sempre un antagonista, un nemico da sconfiggere; non sarà mai un fratello. La guerra non finisce mai e le ragioni della giustizia sono disattese”.  


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set

02

2013

Difesa-Tagli al Personale- Guido BOTTACCHIARI, vice pres. CoCeR A.M.:“ fortissimo malcontento”–“contro i Decreti sui Tagli al personale”–“Riforma della R.M. con norme Europee.  

“ Dal ministro Mauro Solo impegni formali senza sostanza” - “ Leggi penalizzanti e Solo incontri di facciata in cui al Cocer non è stato riconosciuto alcun ruolo di parte sociale”


Poco tempo fa Mauro ha affermato, in un incontro con i CoCeR  : “ L 'Istituto del sindacato è incompatibile con la specificità del mondo militare. Se cercavate un Ministro disponibile su questo piano, io non sono quel Ministro ! ". 
Bottacchiari , VICE PRESIDENTE del CoCeR Aeronautica, tra l’altro, afferma: “  è  deludente constatare che il Ministro della Difesa Mauro non abbia fatto tesoro della sua esperienza di europarlamentare ! Chissà cosa ne pensano di questa esternazione i suoi ex colleghi olandesi, tedeschi o belgi, rappresentanti di Paesi in cui vige il DIRITTO SINDACALE NELLE FF.AA. DA MOLTI ANNI.   -  sui TAGLI : “ A titolo di esempio la Germania per irdurre circa 16.000 unità ha stanziato ben un miliardo di euro per PRE-PENSIONARE 6.000 uomini.  Da noi invece si pensa di raggiungere gli obiettivi di riduzione degli organici e di risparmi di spesa senza prevedere forme di esodo agevolato od incentivi. Come si può pensare che  oltre  18.000 persone se ne andranno volontariamente accettando forme di esodo più o meno penalizzanti e talora frustranti ?   
Da interviste come questa, con giuste domande NON precotte o preconfezionate, vengono elementi di chiarezza di opinioni , elementi di testimonianza,  progettuali e di relazione, che mancano nella grandissima parte degli attuali rappresentanti militari . In altri ruoli, ad esempio e principalmente, quello Marescialli , ( il ruolo nei fatti più colpito dalla macelleria sociale dei tagli) , latitano opinioni e testimonianze, latita qualsiasi forma di comunicazione, coinvolgimento o relazioni  concrete, anche per incapacità totale di rappresentare di troppi attuali rappresentanti che stanno facendo passare TAGLI STORICI, con, e tra la loro  inqualificabile passività e incapacità, unite in un miscuglio micidiale.  Si leggono solo  e troppo spesso insignificanti ed evidentemente  condizionati  comunicati stampa modello polpettone dove non si usano neanche parole vere o termini attuali.  
Intervista di Antonella Manotti pubblicata sul  nuovogiornaledeimilitari.it    29 agosto, più di due ore di incontro tra il Ministro della Difesa ed il Cocer interforze per verificare se esistono  concrete possibilità che si riesca ad invertire il percorso finora seguito dal governo sulle riforme che riguardano il Comparto Difesa.  Abbiamo chiesto al V. Presidente del Cocer Aeronautica T. Col. Guido Bottachiari, se si sente “rassicurato” dalle risposte fornite dal Ministro Mauro   “Riconosco che il Ministro della Difesa  ha ascoltato con attenzione il documento del Cocer che certamente non ha fatto mistero del profondo disagio e fortissimo malcontento del personale militare in ordine ai provvedimenti varati; ricordo il   prolungamento del blocco stipendiale anche  per  il  2014 e la nostra  totale contrarietà sia per come è stata gestita l’emanazione dei decreti legislativi discendenti dalla Legge n. 244 del 31 dicembre 2012., ma soprattutto per i loro contenuti….”.
 D NGM  - Sembra che il Ministro si sia mosso  abilmente su tutti  i fronti prendendo tempo per approfondire questioni a lui poco note come quella degli alloggi e aprendosi  al confronto anche  in sede parlamentare, sui decreti discendenti alla legge.244/12....sia sul blocco stipendiale.  R - “Si, ma ora per il ministro arriva  la parte più difficile, ovvero passare dalle  parole ai fatti. Già, perché finora mi sembra  che alle tante promesse ed impegni formali, non sia corrisposta  la “sostanza” degli interventi e soprattutto si sia  proceduto sulle varie materie, senza che il Cocer abbia potuto esprimere un ruolo attivo, privato com’è  di agibilità politica e compresso da vincoli non comprensibili ne più accettabili. Sono ormai troppe le azioni di velata compressione e condizionamento, messe in atto nei confronti dei delegati. E mi consenta di sottolineare come questo problema sia stato inserito al primo punto del nostro documento a conferma, contrariamente a quanto taluni pensano e scrivono, di come molti delegati ritengano  ormai insopportabile il peso delle restrizioni, della  scarsa considerazione del ruolo della rappresentanza e delle modalità con cui devono esercitare il loro mandato… Questo è quanto abbiamo scritto chiaramente nel documento, ma nel mio intervento  ho voluto ulteriormente rafforzare questo aspetto, ribadendo la necessità che vi siano ora e subito precise  indicazioni politiche e indirizzi  innovativi  circa l' esercizio dell' azione rappresentativa.  Rimuovendo gli attuali vincoli borbonici e aprendo contestualmente un vero confronto con il Cocer,  per una riforma più organica del sistema di rappresentanza. Come e con quale strumento, si valuterà insieme,  alla luce di un rigoroso rispetto dei principi costituzionali,  di un attento esame delle norme giuridiche nazionali ed europee ed un adeguato confronto con le altre realtà europee..... Su questo  tema ci aspettiamo molto e rapidamente..... 
D. NGM - Veniamo ora al tema dei decreti legislativi che applicano la riforma dello strumento militare (legge delega) voluta dall’ex ministro Di Paola ed approvata dal parlamento nel dicembre 2012…Lei, anche in questo caso, non ha risparmiato forti critiche sia durante l’iter per l’emanazione della legge delega sia in questa seconda fase attuativa..  R - Si, L’ho già detto in una precedente intervista al suo giornale; questa è una riforma che avrebbe richiesto maggiore approfondimento e soprattutto più lealtà nell’esplicitare i concreti vantaggi che essa porterà  in termini di risparmi e di efficienza dell’organizzazione militare e, soprattutto consapevolezza sui “costi” che il personale sarà chiamato a sostenere… Qualunque ristrutturazione aziendale e la gestione di eventuali esuberi di personale è una questione che deve essere affrontata con delicatezza e accompagnata da misure che garantiscano i lavoratori e assicurino che gli obiettivi vengano rispettati. Questo vale anche per il personale militare oggi al centro di quella che è stata definita da più parti come  una “riforma epocale””.  Ebbene, al fine di evitare ciò che è accaduto con la legge delega, approvata come si ricorderà, in fretta e furia dalla maggioranza PD - PDL gli ultimi giorni del 2012 dopo le dimissioni del governo Berlusconi e l’avvento del governo Monti, sarebbe stato quanto mai opportuno riservare a questa fase applicativa della Riforma, un serio e approfondito confronto con sindacati e rappresentanze. Mi sembra invece che alle tante promesse, nei fatti si sia proceduto senza tenere in grande considerazione le nostre proposte. Ma andiamo in ordine. 
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set

02

2013

Avevamo già definito, come Assodipro, “ gioco delle tre carte “ la soluzione trovata sull’IMU. Silp-Cgil "dai tagli per coprire L’ IMU ci saranno 5000 poliziotti in meno"  

SILP CGIL : “La copertura dell'Imu comportera', attraverso i tagli lineari al ministero dell'Interno, un ulteriore taglio alle risorse per la sicurezza.


(ANSA) - ROMA, 1 SET - "La copertura dell'Imu comportera', attraverso i tagli lineari al ministero dell'Interno, un ulteriore taglio alle risorse per la sicurezza per un importo non inferiore a 50milioni di euro. Tutto cio' equivarra' ad incrementare le gia' sofferenti vacanze negli organici nella polizia di stato con un turn-over penalizzato di oltre un 50% annuo".
Lo afferma il segretario del sindacato di polizia Silp-Cgil Daniele Tissone.
Secondo Tissone, "i provvedimenti previsti peseranno enormemente sull'attuale cronica carenza di personale che, nei prossimi tre anni, comportera' una diminuzione in organico di oltre 20mila unita' per la sola polizia di Stato. Ulteriori 5mila operatori di polizia in meno, in una particolare situazione rispetto alla quale si ricercano risorse in ogni ambito per la prevenzione come per la lotta alla criminalita' con particolare attenzione agli aspetti che riguardano, anche, il controllo dei flussi migratori - aggiunge - non ci consentono di prevedere un roseo futuro per la sicurezza nel nostro paese tenuto conto, peraltro, dei crescenti sacrifici che vengono continuamente richiesti agli operatori". 


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domenica 01 settembre 2013

set

01

2013

Difesa - Crisi Siriana - sarebbe altamente auspicabile, necessario e indispensabile che prevalga la Politica. Fornire prove certe e documentate dei motivi del dichiarato attacco alla Siria .  

Bisogna fare massima chiarezza e fare di tutto per evitare ogni dubbio. Massima chiarezza affinchè NON si possano ripetere SCENARI DI FALSE PROVE e MENZOGNE come accaduto con L’ Iraq.


A cura di Assodipro Roma 
La preoccupante situazione di attacco annunciato alla Siria ci ha fatto pensare e riflettere a quanto accaduto dopo l’ 11 Settembre con la Guerra all’Iraq. Vi proponiamo un articolo di pochi mesi fa, scritto da  Valter Vecellio e pubblicato da www.articolo21.org  il 22 marzo 2013  dal titolo “dieci-anni-fa-la-guerra-contro-saddam-le-menzogne-e-i-tradimenti.  
E vi Proponiamo la  Trascrizione  di un intervisa e  il video dove l’ex Generale Americano Wesley Clark, dieci anni fa, parlava di programmazioni di Guerre.. “dopo L’Iraq,  Libia, la Siria….”. 
Articolo di Vecelio : " Dalla Situation Room della Casa Bianca,in video-conferenza l’allora presidente degli Stati Uniti d’America George W.Bush, nella sua veste di Comandante in capo si rivolge al suo segretario alla Difesa Donald Rumsfeld: “Mr. Secretary, for the peace of the world and the benefit and freedom of the Iraqui people, I hereby give the order to execute operation Iraqui Freedom. May God bless the troops”, “Signor ministro, per la pace nel mondo e per il bene della libertà del popolo iracheno, do l’ordine di avviare l’operazione ‘Irak freedom’. Dio benedica le truppe”. Era il 19 marzo di dieci anni fa, e quelle parole danno ufficialmente il via alla seconda guerra contro Saddam; guerra da Bush e dalla sua amministrazione fortissimamente voluta, e che vide accodarsi il leader britannico Tony Blair, Silvio Berlusconi e tanti altri della famosa coalizione dei “volenterosi”. Cosa poi è accaduto, lo sappiamo tutti. Conquistata Bagdad, rovesciato il regime, giustiziato Saddam, quell’area di mondo continua a essere tormentata e dilaniata da mille sanguinose lotte di faida. Che Bush e Blair abbiano mentito ai loro popoli e al mondo per scatenare la guerra è un fatto acclarato; tutti noi ricordiamo bene il segretario di Stato Colin Powell, lo stesso che in una telefonata con il collega britannico Jack Straw aveva definito “fucking crazies” (pazzi fottuti) Richard Cheney, Rumsfeld, Paul Wolfozitz e gli altri fautori della guerra, mentre al Palazzo di Vetro dell’ONU, il 5 febbraio 2003 mostrava le “prove” della pericolosità dell’armamento iracheno. Ha impiegato “solo” cinque anni, il 2008, Powell per ammettere che quel giorno l’ha vissuto come “l’umiliazione più terribile della mia vita”. Fatto è che quelle prove erano fasulle, inventate di sana pianta, per giustificare l’intervento. Menzogna, dunque, e non solo. Giuseppe Cassini, ex ambasciatore italiano in Libano – un osservatorio da sempre molto interessante per comprendere e seguire le vicende mediorientali – ha scritto un interessante saggio, “Anatomia di una guerra”, che costituisce un importante contributo per la conoscenza dei fatti e della verità. Nel suo lavoro, che ho letto nella sua forma dattiloscritta, l’ambasciatore Cassini  racconta che Bush, in combutta con Cheney, ha fatto sparire una quantità “di documenti elettronici di rilievo storico per sapere l’intera verità”. Cassini sottolinea che “i ‘vuoti di memoria’ coincidono con momenti salienti dei preparativi bellici (2002-2003) e si protraggono fino al 2005: cancellate migliaia di e-mail scambiati tra Casa Bianca, Pentagono, CIA e Dipartimento di Stato; spariti interi files che avrebbero comprovato le manipolazioni mirate a giustificare l’invasione; distrutti i video che documentavano i metodi ‘muscolari’ usati dalla CIA per interrogare i detenuti; scomparse intere giornate di comunicazioni in entrata ed uscita dalla Casa Bianca…”. Fatti di inaudita gravità. Il Presidential Records Act impone alle amministrazioni uscenti di consegnare ogni documento agli Archivi Nazionali, che ne devono “curare la custodia, il controllo e la conservazione”. Solo i documenti lesivi per il buon nome degli ex presidenti o dei loro consiglieri possono essere trattenuti (ma non distrutti) per dodici anni prima di essere depositati: “Tuttavia appena insediato Bush emanò un decreto esecutivo che autorizzava a trattenere ‘indefinitamente’ qualsiasi dossier in suo possesso…”. Trattenere, tuttavia non significa distruggere. E questo dovrebbe valere anche se Cheney, nell’inchiesta aperta a suo carico all’inizio del 2009 – e insabbiata – rivendicò il diritto di essere “il solo competente a decidere quali documenti sono da considerare vice-presidenziali e quali personali”, ossia non trasferibili negli Archivi Nazionali.     Qui siamo nel campo dell’alto tradimento. Che in America, ancora scottati dalla vicenda Richard Nixon e dal suo traumatico impeachment, si preferisca soprassedere, e si sia siglato un tacito patto tra democratici e repubblicani (tanto più che entrambi i partiti erano schieratissimi per l’intervento); che si abbia il timore che troppi imbarazzanti “altarini” possano essere scoperchiati, è cosa che si può ben comprendere. Tutto “logico”, insomma. Ma certo non è giusto, e chi “copre” si assume una grave responsabilità politica e storica, al pari di chi dopo aver sostenuto il falso ha nascosto e distrutto le prove della macchinazione. Insomma: si può concludere con sufficiente certezza che la guerra del 2003 poteva essere evitata. Non solo perché le due ragioni principali per giustificare l’attacco non erano vere: non c’erano armi di distruzione di massa e neppure impossibili abbracci strategici tra Saddam Hussein e il vertice di Al-Qaeda, ma perché fu fatta fallire la più realistica delle soluzioni: l’esilio del dittatore iracheno. Se questa strada fosse stata seguita si sarebbero evitate decine di migliaia di vittime da una parte e dall’altra, e forse oggi il paese sarebbe meno instabile di quel che non sia. Tanto più che Saddam era disponibile ad accettare l’esilio; come condizione aveva solo posto che la richiesta non venisse da parte “occidentale”, ma dalla Lega araba. Per questo motivo si svolse un vertice straordinario della Lega araba a Sharm el-Sheik il primo marzo del 2003. E qui si dispone di una testimonianza in diretta, quella dell’inviato del “Corriere della Sera” Antonio Ferrari: “La proposta, presentata dagli Emirati Arabi, doveva essere approvata. Chi mandò tutto all’aria, con una sceneggiata che seguimmo prima in diretta televisiva dall’ufficio stampa di Sharm el-Sheik e poi ascoltammo, con l’aiuto dell’interprete, senza vedere più nulla perché la tv egiziana si era dimenticata di spegnere l’audio, o forse lo aveva lasciato aperto perché tutti potessero capire. La provocazione di Gheddafi che fece il diavolo a quattro, compresi i pesanti interventi delle sue guardie del corpo donne, indebolì la volontà dei fratelli e la proposta dell’esilio si diluì, anzi si spense in un generico e pavido “bla bla”. Nessuno può dire che cosa sarebbe successo se la proposta dell’esilio a Saddam fosse stata sostenuta con vigore. L’attacco all’Irak, voluto da troppi a tutti i costi, avvenne il 19 marzo e sappiamo tutti come è andata a finire”. Com’è finita, sì. Ma ancora non sappiamo come è cominciata. Quanto al perché, a suo tempo si scandiva lo slogan: “No blood for oil”. Temo si sia sottovalutato il ruolo da sempre giocato dalla fortissima lobby del complesso militar-industriale statunitense. Giocato allora, e probabilmente anche ora, e in grado di mettere a tacere tantissime voci.

Clicca per Video del generale Clark  lingua originale

Clicca per Video del generale Clark da FB con sottotitoli

Intervista scritta del Generale Clark  : "   l generale Clark: Libia nel mirino da anni, e ora Siria e Iran   Circa dieci giorni dopo l’11 Settembre mi sono recato al Pentagono e ho visto il segretario alla Difesa, Rumsfeld, e il vicesegretario Wolfowitz. Sono sceso a salutare alcune persone dello Stato maggiore che lavoravano per me e uno dei miei generali mi chiamò dicendomi: «Venga, le devo parlare un minuto». E io: ma lei avrà da fare. Lui disse: «No, no. Abbiamo preso una decisione: attaccheremo l’Iraq». Io gli chiesi: ma perché? E lui: «Non lo so. Penso che non sappiamo cos’altro fare». Domandai: hanno trovato informazioni che collegano Saddam Hussein con Al-Qaeda? «No, non c’è niente di nuovo», disse, «hanno soltanto deciso di fare la guerra all’Iraq: penso che la ragione è che non si sa cosa fare riguardo al terrorismo, però abbiamo un buon esercito e possiamo rovesciare qualsiasi governo». Sono tornato a trovarlo alcune settimane più tardi e all’epoca stavano bombardando l’Afghanistan. Gli chiesi: bombarderanno sempre l’Iraq? Lui mi rispose: «Molto peggio». 
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set

01

2013

Il Governo del fare taglia 30 mila posti di lavoro nella Difesa e Privatizza anche la sicurezza. SILP-CGIL , 'PRIVATIZZAZIONE' INCIDENTI NON RISOLVE PROBLEMI .  

A ORGANICO POLIZIA STRADALE MANCANO 2.000 UNITA' - NESSUN VANTAGGIO PER CITTADINI


Roma, 1 set. (Adnkronos) - ''La *notizia secondo la quale non spettera' piu' allo Stato di occuparsi degli incidenti stradali senza feriti e che, al posto di polizia stradale, vigili e carabinieri arriveranno a breve nuovi ausiliari del traffico specificamente abilitati alla delicata funzione come pubblici ufficiali fa emergere 
nel Silp-Cgil, una serie di preoccupazioni a cominciare dal 'ruolo super partes' finora esercitato dalle forze dell'ordine in relazione all'accertamento di responsabilita' personali e patrimoniali dei cittadini''.
Per il segretario generale del Silp-Cgil, Daniele Tissone, ''le novita' contenute nella bozza del ddl sottoposto al vaglio del governo il 26 agosto scorso con cui si 'privatizzera'' l'incidente stradale senza feriti attraverso ausiliari dei rilievi a pagamento non porteranno, come nel caso della privatizzazione delle scorte, alcun beneficio alla collettivita' (come, per esempio, un recupero di personale) ma costituiscono un pericoloso quanto ulteriore arretramento dell'attuale sistema sicurezza del paese dove, la sola 
polizia stradale, e' carente di oltre 2.000 unita'''.
''Invece di dotare le forze dell'ordine di nuovo personale, mezzi e strumenti tecnologicamente all'avanguardia -conclude Tissone- si preferisce privatizzarne i servizi con la conseguenza di far pesare tali scelte sui cittadini in termini di costi e di qualita' nelle  prestazioni''.

* Non spetterà più alla polizia municipale occuparsi degli incidenti stradali senza feriti. Al posto di vigili, polizia e carabinieri arriveranno a breve i nuovi ausiliari del traffico specificamente abilitati alla delicata funzione come pubblici ufficiali. E sarà possibile utilizzare i privati per regolare il traffico anche in occasione di fiere, lavori e altre manifestazioni. Sono queste le più importanti novità contenute nella bozza del ddl sottoposte al vaglio del governo lunedì 26 agosto.
Ddl sul pubblico impiego vagliato dal CdM lunedi 26 agosto 2013


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sabato 31 agosto 2013

ago

31

2013

Crisi Siriana - Damasco: ''Ci aspettiamo attacco in ogni momento ma siamo pronti a rappresaglia'' - Putin: ''Accuse Usa sciocchezze assolute''.  

Secondo Mario Mauro “ un attacco non sarebbe una guerra ma un segnale (!)”. E le conseguenze di un “ segnale “ cosa sarebbero ? cosa diventerebbero ?


(Adnkronos/Dpa/Ign) - Sesta nave da guerra Usa nel Mediterraneo orientale. Putin: ''Accuse Usa sciocchezze assolute'' Ispettori Onu lasciano la Siria e arrivano in Libano. Ribelli: ''Ucciso responsabile del massacro con armi chimiche''. Obama: "Non ho ancora deciso, valutiamo azione limitata". Bonino ''Rischio di deflagrazione mondiale''. Il team di ispettori Onu incaricati di investigare sul presunto uso di armi chimiche in Siria ha lasciato Damasco ed è arrivato in Libano. Alla tv di Stato siriana è stato letto un comunicato del ministero degli Esteri di Damasco in cui si sostiene che le prove diffuse dall'intelligence Usa non sono altro che "falsità". "Ciò che l'amministrazione Usa definisce come prove inconfutabili altro non sono che leggende trite che i terroristi (i ribelli ) stanno diffondendo da più di una settimana: sono falsità assolutamente inventate", ha sottolineato il regime. Inoltre una fonte della sicurezza di Damasco, citata dall'emittente 'al-Arabiya', ha detto che il regime siriano si aspetta un attacco "in qualsiasi momento". ''Ma siamo pronti alla rappresaglia", ha precisato la fonte. 
La San Antonio, una delle navi da trasporto anfibio della Marina Militare Usa, si è unita alla flottadi cinque cacciatorpedinieri Usa armati di missili da crociera Tomahawk e quattro sottomarini nucleari già presente nelle acque del Mediterraneo Orientale. I cacciatorpedinieri sono la Gravely, la Mahan, la Barry, la Stout e la Ramage. La San Antonio può trasportare fino a 800 marines ed è dotata di mezzi da sbarco ed elicotteri. Il presidente russo Vladimir Putin ha bollato le accuse statunitensi al regime siriano riguardo l'uso di armi chimiche come "sciocchezze assolute", secondo quanto riporta la Bbc. Mentre per il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, un eventuale intervento militare in Siria dovrebbe avere l'obiettivo di far cadere il regime di Bashar al-Assad. L'azione militare, ha affermato Erdogan incontrando i giornalisti ad Ankara, "non può durare 24 ore", sul modello "colpisci e scappa". "Ciò che importa - ha sottolineato - è fermare il bagno di sangue in Siria e indebolire il regime fino al punto di farlo cadere". Per il ministro della Difesa, Mario Mauro, un'eventuale intervento degli Stati Uniti o della Francia in Siria prima di un pronunciamento delle Nazioni Unite sarebbe come un segnale ad Assad e non una vera e propria guerra. "L'eventuale intervento - ha spiegato - andrebbe collocato nell'ambito e nei limiti di ciò che questi stessi Paesi hanno detto, e cioè di un intervento che sia una sorta di segnale alla dittatura di Assad che non si intende tollerare l'uso delle armi chimiche. Di questo bisogna parlare e non piuttosto di una guerra vera e propria".


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mar 23 ottobre 2012 - 15:32:20
NO alla Riforma Pensioni - NO ai Tagli di personale nelle FFAA - NO alla Revisione dello strumento Militare . MONTI Incontra una delegazione dei partecipanti - GIORNATA STORICA e risultati concreti
sab 06 ottobre 2012 - 10:03:16
Fonte: lasottilelinearossa.over-blog.it
ven 28 settembre 2012 - 12:57:07
Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

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