Bilancio Difesa 2014: 206 Milioni in meno per il Personale – Militari Lavoratori di serie B, senza i benefici di legge previsti per chi ha operato in settori esposti ad Amianto

Difesa: nel 2014 risorse per 20.226 min euro. Bilancio in calo del 2,3% (ASCA) – Roma, 3 dic – Le risorse finanziarie disponibili nel bilancio della Difesa per il 2014 ammontano complessivamente a 20.226,6 min di euro, in calo del 2,3% (pari a 475,6 min) rispetto al bilancio 2013 approvato dal Parlamento. A risentire maggiormente della contrazione delle risorse e` la Funzione difesa – voce che comprende tutte le spese necessario all`assolvimento dei compiti militari specifici di Esercito, Marina e Aeronautica nonché` della componente interforze – che il prossimo anno potrà` contare su 14.042,1 min di euro, circa 370 min in meno rispetto al 2013. E` quanto si legge nella “Nota aggiuntiva allo stato di previsione della Difesa per l`anno 2014” appena trasmessa dal ministro della Difesa Mario Mauro al Parlamento e che Asca ha potuto visionare. Il documento illustra lo stato di previsione della spesa del dicastero e da` conto dell`evoluzione del quadro strategico e delle alleanze; dell`evoluzione degli impegni operativi interforze (capacita`operativa, preparazione delle forze armate e loro ammodernamento); della ripartizione delle risorse finanziarie per impegni operativi, amministrativi e per settori di spesa e dello stato di attuazione dei programmi di investimento. La Nota si sofferma soprattutto sull`analisi della Funzione difesa, che nel 2014 vedrà` un calo delle risorse disponibili, in tutto circa 14.042 min di euro suddivisi tra spese per il personale (9.477 min, 206 min meno del 2013), spese per l`esercizio destinate a garantire la funzionalità` e l`efficienza dello strumento militare (1.342,3 min, circa 7 min in più`) e spese per l`investimento destinate all`ammodernamento quantitativo e tecnologico dello strumento militare, al suo rinnovamento e alla ricerca (3.222,7 min di euro, circa 172 min in meno rispetto al 2013). 
(ANSA) – ROMA – “In Italia per tutti gli anni `90 si e` continuato a costruire navi e sommergibili da guerra impiegando notevoli quantità` di amianto, nonostante la pericolosita` fosse conosciuta da decenni, e – a oggi – soltanto il 20% delle 155 unita` operative e` stato completamente bonificato”. Lo denuncia il deputato di Sel Michele Piras, componente della Commissione Difesa. “La correlazione fra amianto e tumori nel nostro Paese aggiunge – e` questione accertata e si stima che oltre 4.000 persone all`anno muoiono di malattie derivanti dall`esposizione a questo materiale. Ciò` nonostante lo Stato non riconosce ai lavoratori delle Forze Armate i benefici di legge previsti per chi ha operato in settori esposti a tale rischio professionale e la cosiddetta spending review ha addirittura fatto calare una mannaia sugli accertamenti dell`Inail sulle malattie correlate. Sinistra Ecologia Libertà` ha depositato un`interpellanza affinchè` il Governo rimedi a questa grave ingiustizia che determina lavoratori di serie A e di serie B. Non e` possibile, conclude l`on. Piras, accettare questa discriminazione: se sei militare, e hai operato in settori esposti a tale rischio professionale, la legge italiana non vale“.

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