Carabinieri e Suicidi, ora basta!! Che si indaghi più spesso per istigazione!

Gli ultimi 2 casi : Il 25 Marzo il M.llo Braj  a Vigevano e il primo Aprile il M.llo Aurelio Mangiafico 33 anni comandante la stazione CC di Narcao (Carbonia)  http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/310011 
di Michele Rinelli  26 Aprile. 
Vi è una retorica ridondanza nelle tematiche che sempre di più mi colpiscono, sarà forse per la mia estrazione culturale, sarà per quella sociale o più semplicemente una spiccata e innata sensibilità ma non riesco a voltarmi facendo spallucce quando leggo che un uomo che indossa un’ uniforme si lascia colpire dal malo oscuro. Non è passata una settimana dal duplice suicidio, in luoghi e realtà differenti, di un Carabiniere e un Poliziotto che a distanza di poche ore hanno scelto di dire basta a questa vita. Infatti oggi l’ennesimo tragico epilogo, la vittima che indossa una divisa è il Maresciallo dei Carabinieri Romeo Braj che a Vigevano ha deciso di togliersi la vita. Il Maresciallo Braj, sposato, 37 anni ha usato il migliore e più comune sistema per annientare se stesso, il famoso colpo di pistola …in fondo chi appartiene alle forze dell’ordine la porta al fianco ogni giorno. (http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2013/03/26/news/vigevano-maresciallo-dei-carabinieri-si-uccide-1.6770893 ) Mi ripeto sempre più spesso che certi terribili accadimenti sono parte endemica di qualsiasi realtà ma l’ escalation di suicidi che da troppo tempo coinvolge tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine è un fenomeno di cui troppo pochi si interessano davvero. Della maggioranza di essi infatti rimangono pochi lanci di cronaca locale  confinati spesso in poche righe a cui più o meno volutamente non viene data successiva risposta, sempre più di rado infatti percepisco nelle nostre istituzioni la voglia di capire ma soprattutto di prevenire. L’Arma Benemerita, poi, è maestra nel chiudersi a riccio, senza mai aprirsi a disquisizioni che potrebbero far emergere realtà lavorative complicate fatte magari anche di vessazioni inconfessabili e che potrebbero prestare il fianco anche a responsabilità se non penali quanto meno morali che nessuna “grande famiglia”, come spesso certe istituzioni si definiscono, potrebbe mai accettare.  Del resto l’immagine è tutto!! Nel recente passato in certe caserme dei Carabinieri si è anche ucciso per poi successivamente annientare se stessi. Ricordiamo ad esempio il caso in provincia di Rovigo, Porto Viro dove un Appuntato ha sparato al proprio comandante e ancora, di poco più lontano nel tempo, nel casertano, a Mignano Monte, dove Comandante e Vice Comandate muoiono in analoga circostanza. Quattro morti in divisa nel giro di pochi mesi del 2012 (e sono solo due casi eclatanti ma molti altri ve ne sono), persone che hanno scelto di annientare e di annientarsi e nessuno ci ha mai detto perché ma soprattutto nessuna istituzione è stata in grado di fornire ad amici e parenti i motivi per tragedie così immani. Infatti si fa sempre più fatica ad aprire fascicoli d’inchiesta  per un reato odioso e spesso indimostrabile come l’istigazione al suicidio ma l’unico che forse, in determinati contesti, come quello delle caserme, dovrebbe essere tenacemente perseguito da giudici e magistrati per creare uno squarcio e inchiodare i possibili responsabili, perché di fronte a tali numeri con cadenza quasi settimanale non può essere sempre colpa della “moglie”!!! Siamo stanchi di piangere quei colleghi che soccombono al male oscuro, siamo stanchi di tutto questo disinteresse per i nostri Poliziotti e i nostri Carabinieri che sono nostri solo nelle commemorazioni ufficiali o in quelle di giubilo; è ora di restituire a questi uomini la dignità di individui, di lavoratori, di persone al servizio del cittadino e delle istituzioni che da esse devono essere tutelati anche da quelle gerarchiche vessazioni che possono essere causa di quel male oscuro. Non dimentichiamoci anche che un corpo come l’Arma dei Carabinieri non può avvalersi delle organizzazioni sindacali per inchiodare i suoi dirigenti (scusate Ufficiali!!) a più miti comportamenti così come certe regole imporrebbero … e per questo, purtroppo, ancora tanta strada devono fare. Un pensiero quindi alla famiglia del Maresciallo Braj che deve avere delle risposte; a chi rimane invece la voglia di squarciare quel velo di ipocrisia che ci rende tutti troppo esposti a quella voglia di farla finita  che nessuno ha il coraggio di combattere veramente. 
Michele Rinelli   http://paroleingiaccablu.wordpress.com/ 
 n.d.r. : DALLA “Relazione sullo stato della Disciplina militare e dell’organizzazione delle Forze Armate”, presentata al Parlamento l’11 dicembre 2012, Prendiamo i dati sui suicidi: nel 2007, 18 suicidi, di cui 11 nell’Arma; nel 2008, 18 suicidi, di cui 14 nell’Arma; nel 2009, 22 suicidi, di cui 12 nell’Arma; nel 2010, 29 suicidi di cui 22 nell’Arma; nel 2011, 23 suicidi, di cui 15 nell’Arma. Nel quinquennio 2008-2012, 110 suicidi, di cui 74 nell’Arma (circa il 67%). Un dato impressionante. Dati sul mobbing e sullo stalking : Dal 2008 solo due casi di mobbing e 34 di stalking, per lo più molestie sessuali. Possiamo definirli dati irreali, surreali, quasi inaccettabili ? Dal 1996 al 2011, in 15 anni, nelle Forze Armate si sono verificati 349 suicidi. Il dato è impressionante perché le Forze armate dovrebbero avere personale selezionato e sulla carta meno esposto a tendenze suicide. Un altro dato che fa pensare è che il più alto numero di suicidi si verifica fra i gradi più bassi della gerarchia. 
Anche su questo drammatico e purtroppo attuale tema è evidente il fallimento dello strumento attuale di rappresentanza militare.  

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