COMPARTO DIFESA E SICUREZZA: UNA NUOVA STANGATA IN ARRIVO

Roma, 23 gen – Nuova stangata in arrivo per i lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa.
Dopo il ritocco dei coefficienti previsto per il 2010 dalla Legge Dini, le loro pensioni.
La scoperta è stata fatta dallo staff de Il Giornale dei Carabinieri che è andato a scovare una norma che penalizza ancora una volta gli operatori delle forze dell'ordine e delle forze armate costringendoli a lavorare di più per percepire, poi, un pensione sempre più bassa!
Con la legge 247 del 2007 si è stabilito che chi vuole andare in pensione deve avere 40 anni di contributi e almeno 53 anni di età e si sono ridotte le “finestre di uscita da quattro a due. Il Comparto Sicurezza e Difesa, doveva rimanere fuori da questo nuovo regime grazie ad una serie di “decreti attuativi” ad hoc che il Governo si era impegnato a
presentare e dei quali per il momento non c'è traccia!
A questo punto, dunque, chi ha maturato una contribuzione di 40 anni ma non ha 53 anni di età, andrà in pensione dal 1° gennaio dell'anno successivo (se la maturazione è avvenuta entro il terzo trimestre dell'anno precedente) e ad aprile se la maturazione è avvenuta nel quarto trimestre. Come si può vedere si ha uno slittamento che nella migliore delle ipotesi è di sei mesi o altrimenti si arriva fino ad un anno.
Con questa denuncia vogliamo sollecitare le forze politiche, i sindacati e le rappresentanze militari a porre rimedio a questo stato di cose affinché, tramite la presentazione dei decreti attuativi, si possa ritornare ad una uscita dal lavoro senza
“finestre” e, quindi, alla normativa precedente che indicava i soli 40 anni contributivi senza alcun limite di età.

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