Computo del servizio utile per il conteggio con il sistema Retributivo anzichè Contributivo. Arrotondamento

Avv. Francesco Paolo Mastrovito

Gentilissimi Utenti del Sito,

Sia l’ Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, sia i Ministeri competenti, non provvedono, nell’elaborazione del trattamento pensionistico, all’operazione di arrotondamento dei periodi di cui all’art. 3 della Legge n. 274/1991, che stabilisce “ 1. Per le cessazioni dal servizio a decorrere dalla data  di  entrata in vigore della presente legge, ai fini  della  determinazione  della quota del trattamento di quiescenza di cui al  primo  comma,  lettera a),  dell’articolo  3  della  legge  26  luglio  1965,  n.  965,   il complessivo  servizio  utile  viene  arrotondato   a   mese   intero, trascurando la frazione del mese non superiore a  quindici  giorni  e computando per un mese quella superiore.”  In pratica, così come accade in molti casi, qualora il lavoratore abbia, alla data del 31/12/1995, un’anzianità contributiva che va dai 17 anni 11 mesi e 16 giorni fino a 17 anni 11 mesi e 29 giorni, non viene applicato alcun arrotondamento tale da poter determinare – invece – un’anzianità pari a 18 anni “interi”. Va da sé che in questi specifici casi non viene – quindi – applicato il cosiddetto sistema “retributivo” fino alla data del 31 dicembre 2011, ma bensì quello “contributivo”, determinandosi così un grave nocumento economico a carico del pensionato. Infatti, l’art. 1, comma 13 della Legge 335/1995 prevede che “per i lavoratori già iscritti alle forme di previdenza di cui al comma 6 che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva di almeno diciotto anni, la pensione è interamente liquidata secondo la normativa vigente in base al sistema retributivo”. Ora, in ragione di quanto sinteticamente illustrato, la questione è stata posta al Giudice Unico delle Pensioni della Corte dei Conti il quale (ex multis  Corte dei Conti – Sez. Piemonte n. 89/2018 – Sez. Lombardia n. 16/2018) ha ritenuto – viceversa – corretto applicare l’arrotondamento di cui alla citata norma, riconoscendo – coerentemente –  il diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico in base al sistema retributivo, e non quello “contributivo” così come applicato dall’Istituto Previdenziale.

Pertanto, gli interessati che si trovano nelle condizioni esposte (cioè in possesso di un’anzianità contributiva alla data del 31/12/1995 fra i 17 anni 11 mesi e 16 giorni e 17 anni 11 mesi e 29 giorni) dovranno diffidare l’I.N.P.S. con formale richiesta inoltrata con Raccomandata A/R, al fine di chiedere l’arrotondamento in questione ed il ricalcolo conseguenziale del trattamento pensionistico.

In caso di diniego presentare eventuale ricorso alla competente Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale Regionale.

Si rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito.

Cordiali saluti.

Avv. Francesco Paolo MASTROVITO

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