ASSODIPRO. Rullo revocata la Presidenza e richiesta l’espulsione

COMUNICATO STAMPA

Premesso che ASSODIPRO sta elaborano uno statuto per la costituzione di un sindacato dei militari, in collaborazione con altre associazioni che hanno lottato in questi 26 anni al fine di riconoscere il diritto di costituire i sindacati per i militari italiani, tra cui la CGIL con il quale collaboriamo da oltre 20 anni, pur mantenendo ognuno la propria autonomia ma condividendo i principi e i valori del sacrosanto diritto per ogni lavoratore di essere tutelato nel proprio ambiente di lavoro.

Prendiamo atto, che Rullo Salvatore per sua iniziativa personale con il deposito di costituzione di un sindacato per i militari, si è di fatto posizionato fuori da ASSODIPRO.

La decisione presa dal nominato, è completamente autonoma e non approvata e mai ratificata dagli organi statuari di ASSODIPRO.

La notizia di un suo sindacato l’abbiamo appresa la mattina del 15 luglio 2018 dagli organi di stampa, quindi va considerata una sua volontà che nulla ha a che vedere con la storia e la cultura di ASSODIPRO, che ha sempre operato collegialmente, condividendo sempre con i soci ogni decisione.

In data 16 Luglio lo stesso ex Presidente, con una email dai toni irriverenti nei confronti di Assodipro, si autosospende da Presidente; ha voluto ancora una volta dimostrare, che la sua appartenenza ad ASSODIPRO era strumentale ad una sua personale nonchè autoreferente visione, facendo finta di non sapere, che la autosospensione è una condizione che non esiste, in quanto o sei dentro o sei fuori; diciamo una mossa per tamponare una notizia che da un momento all’altro sarebbe stata pubblica, quella della sua sfiducia

Lo stesso Rullo era già stato sfiduciato con una delibera del CDN il 9 maggio 2018, ma ha continuato a far finta di avere ancora la carica di Presidente, come dimostra il documento pubblicato di seguito.

 

Come si evince dalla delibera approvata dal CDN il 9 maggio a Rimini, lo stesso era stato revocato dalla carica di presidente e demandato al Collegio dei probiviri per comportamento contrario allo statuto e ai regolamenti di Assodipro.

Condanniamo fermamente questo comportamento al di fuori da ogni regola, che vige all’interno di Assodipro.

Insomma, che dire, avevamo il sospetto che stesse lavorando senza coinvolgere l’associazione nei suoi personali progetti, certo è che la visibilità e l’autorità di potersi fregiare quale Presidente di Assodipro, gli hanno aperto molte porte e fatto percorrere molta strada con le fatiche di migliaia di soci che si sono tassati per 26 anni al fine di raggiungere la tanto agognata sentenza della Corte Costituzionale sulla libertà sindacale delle Forze Armate.

Senza contare che nella fretta di partorire un sindacato a tutti i costi e con la sua firma, forse non ha valutato attentamente quali potrebbero essere i risvolti della sua impazienza.

Certo è, che un sindacato è cosa seria e l’ambizione personale non basta a garantire un buon servizio e la tutela del personale militare, specie quando i risultati si ottengono in questo modo.

17/07/2018

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