CONTRO l’accorpamento Corpo Forestale nei Carabinieri. GRANDE e partecipata Manifestazione. Fischi al Comandante Patrone e all’On. Carbone. Le Riforme non si impongono, i diritti non si cancellano

a cura di Salvatore Rullo presidente Assodipro 
5 Luglio 2016 piazza Montecitorio, Manifestazione contro l’accorpamento- militarizzazione forzata del Corpo Forestale nei Carabinieri, una bellissima, e molto partecipata giornata, per i diritti e per la democrazia
E’ stato un onore ed una piacevole emozione portare, dal palco, ai tantissimi intervenuti a manifestare, la solidarietà e vicinanza di Assodipro che da 24 anni lotta, opera e si impegna per i militari e la conquista di diritti sindacali per tutti.
Ad una Piazza Montecitorio gremita hanno portato la loro solidarietà e vicinanza, per una dura battaglia in corso, i maggiori sindacati di Polizia, sindacati della penitenziaria, sindacati dei vigili del fuoco, associazioni, politici e la FP CGIL.
La piazza gremita è la dimostrazione di quanto sia sentito e forte il sentimento di opposizione alla militarizzazione, con perdita di diritti, di appartenenti ad un corpo che svolge il suo lavoro con competenza, passione e amore verso la natura, l’ambiente e la tutela dello stesso, compito fondamentale per i cittadini e l’economia del nostro paese. 
Per numero di partecipanti, rispetto agli appartenenti al corpo Forestale distribuiti su tutto il territorio in presidi non grandi, è come se 1 dipende su tre del Corpo Forestale abbia manifestato venendo a Roma mentre sul territorio si garantiva il servizio. E’ un dato effettivamente clamoroso
La politica ne prenda atto fermando il provvedimento e rivedendo una scelta che ha diverse criticità, tra queste quella della perdita di DIRITTI SINDACALI, autonomia, competenze, professionalità e qualità. E’ un dato che dimostra quanto abbia sbagliato il Capo della Forestale, il dott. Patrone, che ha servito su un piatto d’argento i suoi uomini millantando un consenso che, nei fatti e nella realtà, non ha. Tanto più grave è stato non parlare – non incontrare e spiegare ai rappresentanti sindacali del Corpo Forestale, ai suoi uomini e donne che svolgo il loro lavoro con competenza e professionalità,  del discutibilissimo progetto di militarizzazione. 
Questo è dimostrato anche dai numeri e dai sonori fischi e cori di disapprovazione, con la richiesta di DIMISSIONI, urlata dalla piazza all’indirizzo del dott. Patrone. 
A proposito di fischi e disapprovazione, una buona razione ed un “ ciaone “ sono stati mandati, dalla piazza, all’On. Carbone del PD ( relatore del provvedimento ) anche perché ha ironizzato sulla perdita dei diritti affermando che comunque non c’è perdita di diritti civili in quanto, bontà sua, gli appartenenti al Corpo Forestale potranno esercitare il diritto di voto (!) ed i Militari non sono, sui diritti, cittadini di serie B in quanto hanno la rappresentanza militare ! Niente di più errato On. Carbone.
I Militari, nel campo dei diritti e delle tutele sindacali sono cittadini di serie B, con la tendenza politica di farli retrocedere in lega Pro, insieme a milioni di lavoratori, visti certi orientamenti politici che vanno contro o sono sordi sul tema dei diritti. 
In democrazia le riforme non si impongono ma si condividono, i diritti non si cancellano ma si estendono a tutti. 
Questi concetti base sono apparsi chiarissimi a tutti gli intervenuti alla manifestazione. Molti gli interventi, anche di politici ( applauditissimi quelli del M5S Bernini e Terzoni ). 
Appassionati e solidali quelli dei Sindacati ed Associazioni fino all’intervento del Segr. Gen. Della Funzione Pubblica CGIL , Salvatore Chiaramonte, che, in un lungo, completo e molto sentito intervento, ha spiegato la varie criticità del provvedimento annunciando un prossimo sciopero generale del Corpo Forestale, il primo della sua storia ! 
Nei vari interventi, il mio compreso, sono stati sottolineati alcuni passaggi di vertici militari e politici effettuati nelle varie commissioni nei giorni scorsi. Non secondario, come qualcuno vorrebbe far credere o addirittura rimuovere dalla discussione, ma tra i principali, il tema dei DIRITTI Sindacali che sarebbero cancellati con un comportamento politico che non ha precedenti e che farebbe indietreggiare il mondo dei lavoratori in divisa e la società di 40 anni
E’ chiaro che, per mero opportunismo di vertice o cinico pensare a meschini interessi personali mortificando interessi collettivi, il TEMA DEI DIRITTI SINDACALI è rifiutato da certi settori già noti e subisce un attacco da anni mentre dovrebbe essere, è , una colonna portante della democrazia ed un diritto concesso a tutti i lavoratori. 
Le affermazioni del Comandante Generale dei carabinieri,di alcuni rappresentativamente orrendi, e dannosi per i rappresentati, delegati del CoCeR Carabinieri, ( evidenziate anche nel nostro precedente articolo ) che arrivano ad affermare, tra l’altro,  che è meglio la rappresentanza militare che il sindacato (!) occultando la forte richiesta di diritti sindacali che arriva anche da organi intermedi e di base dei Carabinieri, nonché da altre Forze Armate, e le affermazioni del Generale presidente del CoCeR carabinieri, quando affermano che la rappresentanza militare tutela il personale e non ha nulla da invidiare ai sindacati, sono CLA – MO – RO – SE  ed al tempo stesso errate. La piazza ha fischiato all'indirizzo di questi “nemici di Diritti ” ed ha applaudito quando sono stati fatti i complimenti al CoCeR Finanza per le posizioni espresse da tutti i suoi componenti in commissione. 
I Sindacati gialli sono vietati per legge. La Rappresentanza Militare è un Sindacato Giallo di fatto che fa comodo solo a chi lo usa e pilota ( vertice ) ed a chi lo interpreta ( delegati). Tra i requisiti che NON deve avere un sindacato, che altrimenti diventa un sindacato giallo, c’ è il fatto che deve essere autonomo e la rappresentanza non lo è in quanto è interna all’amministrazione ed è gerarchizzata. Deve avere capacità giuridica e concertativa a tutti i livelli, per rappresentare completamente ed effettivamente il personale, e  la rappresentanza militare NON le ha. NON deve essere pagato dal datore di lavoro ed invece la rappresentanza militare è pagata dall’amministrazione, con soldi pubblici e con l’enorme e scandaloso costo di 4 MILIONI di euro anno. 4 Milioni di Euro anno pur di non concedere diritti ! Di fronte anche a questo dato fa riflettere, quando i favorevoli alla militarizzazione del Corpo Forestale parlano di “ risparmio “. Un risparmio molto dubbio e discutibile anche per altri numerosi motivi ben rappresentati in vari interventi.       
Il messaggio dalla bella piazza di democrazia è forte e chiaro : FERMATE QUESTA NON RIFORMA, NON IMPONETE, DISCUTIAMONE INSIEME. La bella lotta democratica continua.

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