Correttivi di Riordino. Valorizzazione dirigenziale, chi più ha più vuole

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato una bozza di proposta per i prossimi “correttivi di riordino“. Le risorse inizialmente incardinate su un plafond di 5 Milioni di euro, sono state successivamente aumentate dal parlamento fino a 100 milioni per FF.AA. e FF.PP. In questo scenario ogni forza armata, ogni categoria si è fatta avanti con idee per aumentare i parametri, i gradi, le valorizzazioni e via cantando, il tutto per raggranellare più spiccioli. Oviamente, il problema è complesso gli stipendi dei militari italiani sono al disotto della media europea, però c’è modo e modo di innalzarsi lo stipendio e soprattutto ci deve essere omogenietà, equità e coerenza all’interno di tutto il corpus militare. Purtroppo, si ha l’impressione che ogni Categoria lavori per se, elabori la propria bozza, la presenti alla Funzione Pubblica e poi Dio vede e Dio provvede nell’ambito delle trattative.

Le trattative le conosciamo bene come vanno a finire, spesso e volentieri la categoria degli ufficiali fa il pienone a scapito delle altre. Così è stato nello scorso “Riordino delle Carriere”, nella recente Manovra di Bilancio, nell’adeguamento degli straordinari per colonnelli e ufficiali, si potrebbe fare un lungo elenco

La Delibera Cocer per incrementare la “valorizzazione dirigenziale”

La maggior parte dei siti che si occupano di militari hanno pubblicato una bozza del Cocer sui correttivi per il riordino dei Marescialli e Graduati, lasciando in secondo piano le richieste dei dirigenti, un modo come un altro per mantenere un profilo basso e non destare sospetti e malumori.  In Redazione è arrivata, con preghiera di un commento, la Delibera Cocer nella parte che interessa gli ufficiali. Ebbene, in sordina ma con lucidissima furbizia si chiede una ulteriore “Indennità di Valorizzazione Dirigenziale” in favore dei Tenenti Colonnelli con sette anni di servizio, una cosina da poco, una aggiunta di circa due mila euro annui. Mentre si cominciano a fare i conti delle risorse destinate al Contratto, con cifre risibili tra le 20/30 euro mensili di aumento, qualcuno chiede una valorizzazione correttiva dieci volte tanto. Tutto questo avviene alla vigilia dei nascendi Sindacati militari, il giorno dopo delle Audizioni in Commissione Difesa laddove il Cocer ha difeso la propria posizione meglio di Hiroo Honoda, l’ultimo giapponese sull’isola filippina di Lubang che dopo 30 anni dalla fine della guerra non si voleva arrendere, era convinto che il Giappone avesse vinto insieme alla Germania.

Non tutti i militari vogliono il sindacato

Prima che iniziasse l’iter parlamentare in Commissione Difesa sui due disegni di legge AC 875 e 1060 – “Norme sull’esercizio della libertà sindacale del personale delle FF.AA.” – avevamo scritto che non tutti i militari vogliono il sindacato, specificando che la Categoria degli Ufficiali in questi 30anni, grazie alla politica del “doppio cappello”, come Stati Maggiori  e Presidenti Cocer, è riuscita a concertare le proprie aspettative meglio di qualunque altro dirigente del Pubblico Impiego. Grazie ad un profilo basso, ad emendamenti e richieste che vanno dritti al cuore a dsipetto dello spirito di corpo e di quella militarità che accomuna tutti. E’ proprio vero, gli antichi proverbi non sbagliano mai, “..chi più ha più vuole”.

3 Aprile 2019

La Redazione

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