Dibattito su diritti e temi interesse di Forze Polizia e Militari. CHIARAMONTE FPCGIL: La Madia è un fallimento rispetto ai principi enunciati,80Euro sono solo un elargizione, regalo elettorale.

Roma, 27 Giugno 2016 
A cura di Salvatore Rullo presidente Nazionale Assodipro 
Si è svolto a Roma un dibattito presso la sede CGIL Nazionale avente come titolo: Per una sicurezza civile – Legge Madia, utile riforma o occasione mancata ? Contratto Subito
Come Assodipro, così come in altre occasioni dove si trattano temi, provvedimenti e problemi delle Forze di Polizia e Forze Armate, abbiamo partecipato insieme a Ficiesse, Sindacati di Polizia, Sindacati del Corpo Forestale e della Polizia Penitenziaria. Come presidente Assodipro ho portato un breve saluto della nostra associazione, in prima linea sul campo dei diritti e della tutela di tutti i militari da 23 anni. E’ stato confortante e interessante constatare che su temi importanti come Contratto, Riforme penalizzanti che tagliano i diritti, mancanza di diritti sindacali, 80 euro, contratto e previdenza integrativa, Riordino, le posizioni espresse da Assodipro, nei primissimi giorni dalla comparsa di determinati provvedimenti o proposte di riforma, riportate nel nostro sito con articoli e commenti informativi, rispecchiano quelle  espresse dal Segretario Generale della FP CGIL e di tutti gli interventi che si sono succeduti
Con una breve dichiarazione, come presidente Assodipro, ho espresso e ribadito le posizioni su contratto e 80 euro, ho ripetuto la contrarietà al provvedimento sulla militarizzazione forzata del Corpo Forestale con un provvedimento con non ha uguali in Italia e Europa, ho confermato la solidarietà a tutti i lavoratori del Corpo Forestale e l’appoggio alle prossime iniziative che faranno. Ho ricordato il nostro ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo contro il divieto dei Militari a costituire sindacati. Al confronto erano invitati anche i CoCeR che erano assenti nei fatti e non partecipi al dibattito su temi di grande interesse per il personale. Una parte delle assenze erano dovute ai soliti “ motivi ostativi / divieti “ che si mettono in atto quando ci sono occasioni di confronto. Un confronto democratico che è vitale per il Comparto Difesa, ingabbiato nel Medioevo dei diritti con un sistema di Rappresentanza che non tutela, gerarchizzato e interno che viene tenuto in vita in quanto è “molto comodo” per i vertici non avere interlocutori e confronto democratico su temi fondamentali come lavoro e salute. Pur di mantenere in vita un sistema senza diritti sindacali si spendono 4 milioni di euro anno per la Rappresentanza Militare (! ) e pensare che oggi, a riguardo del risparmio ( risparmio venduto come uno spot )  per l’accorpamento della Forestale, si è parlato di 19 milioni di euro anno !     
Come Assodipro vi proponiamo la Sintesi di alcuni degli interventi effettuati
Salvatore CHIARAMONTE Segretario FP CGIL : “ ad un anno dalla legge Madia appare evidente che è un iniziativa di legge da rimodulare riguardo all’articolo 8 ( n.d.r. dove, tra l’altro si legge, in riferimento al Corpo Forestale :” riordino delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, conseguente alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia – ) all’epoca NON si chiariva  dove sarebbe confluito. Anche il caso dell’ accorpamento del Corpo Forestale che diventa una militarizzazione forzata, in quanto si discute del transito nei Carabinieri, dimostra quanta strada da fare ancora c’è per quanto riguarda i diritti anche per i lavoratori militari. La legge 121 ed i suoi principi sono minacciati. Si sperava in una moderna forma civile della Sicurezza ma i processi auspicati non si sono realizzati. Assistiamo ad un involuzione dei diritti, invece che un evoluzione e lo stesso pensiero lo troviamo nelle parole del Prefetto GABRIELLI. Le Riorganizzazioni proposte dal governo si riducono in impoverimento delle forze di Polizia e dei diritti. Il riordino è un provvedimento necessario ma con 119 milioni di euro si farebbero solo inutili aggiustamenti di vertice. Gli 80 euro sono stati solo un elargizione del capo del Governo ed hanno rimandato il rinnovo dei contratti. Gli 80 Euro sono solo una  politica paternalistica con il coro di – poi faremo e poi vedremo.  Vedremo nei prossimi giorni cosa ci sarà sul tavolo annunciato sul rinnovo contratti. La Madia è un fallimento rispetto ai principi enunciati all’origine e riduzione non può essere accorpare e militarizzare. La riforma Madia è un occasione perduta di una vera riorganizzazione. Bisogna difendere ed ampliare i diritti dei lavoratori in divisa delle forze di Polizia e delle Forze Armate.  Il Contratto deve essere centrale e le risorse economiche devono rientrare tutte nell’ambito contrattuale, basta elargizioni stile 80 Euro regalo elettorale; urge una previdenza complementare per garantire le giovani generazioni. I diritti dei lavoratori del Corpo Forestale vanno difesi e per la prima volta il Corpo Forestale farà lo sciopero generale contro la militarizzazione forzata nei Carabinieri. Faremo manifestazioni per i diritti del Comparto a partire dal 5 Luglio. 
TISSONE , Segr. SILP CGIL Polizia : “ La riforma Madia è una grande sfida ma le bozze dei decreti sono deludenti e penalizzanti, così come è deludente la scelta di militarizzare il Corpo Forestale. Non ci sono riforme senza Contratto e dialogo. Gli 80 euro riconoscono la specificità ma non guardano al domani, sono un beneficio precario che va sostituito dal contratto. E’ necessaria la previdenza complementare mentre il Riordino è una proposta irricevibile nel merito e per le esigue risorse”. 
Francesca FABRIZI, coordinatrice CFS CGIL : “ Un anno fa, nella legge Madia, si ipotizzava la chiusura del Corpo Forestale senza specificare dove sarebbe confluito ! Poi è apparsa la militarizzazione mentre noi avevamo proposto, inascoltati, una vera riorganizzazione. Temiamo che la militarizzazione del Corpo Forestale sia un pericoloso primo passo verso successive militarizzazioni e perdita di diritti. In tema ambientale c’è una grandissima differenza tra prevenzione e repressione. Lotteremo con tutti gli strumenti democratici e giudiziari, nazionali ed Europei, per contrastare una militarizzazione forzata con perdita di diritti. Andiamo verso lo sciopero generale a Settembre, è il primo che facciamo, vi chiedo di stare con noi. 
TACCALOZZI ( Ficiesse ) : “La riforma Madia è un provvedimento che rappresenta l’abbandono del comparto, non serve neanche a risparmiare. Nella politica, dove trionfa l’assenza di dibattito e confronto, si è costruita un idea di riforma, superficiale, associata solo all’idea di accorpare e risparmiare. La vicenda dell’ accorpamento del Corpo Forestale con i Carabinieri è una vicenda preoccupante ed il risparmio derivante sarebbe di 19 ml di euro. La legge Madia tende a sconfessare la legge 121 e Ficiesse appoggia le iniziative di mobilitazione contro la militarizzazione. Ie risorse del Riordino sono totalmente insufficienti ed oggi apprendiamo che 50 milioni del riordino sono stati destinati a finanziare le missioni internazionali”
Gianna FRACASSI ( CGIL ) : “ Rispetto ai temi in discussione oggi dobbiamo elaborare una posizione comune su provvedimenti solo mediatici che non risolvono problemi. Assistiamo ad una banalizzazione politica sui temi della sicurezza. Con il massimo rispetto affermiamo che Il parere del Consiglio di Stato, sull’accorpamento del Corpo Forestale con i Carabinieri, ci ha rammaricato. L’accorpamento non dà risposte su sicurezza, tutela del territorio e diritti di lavoratori e dei cittadini, risponde solo ad un messaggio mediatico del tipo – comunque si è fatto qualcosa – parlare di Sicurezza e tutela dei territori vuol dire parlare di sviluppo economico. Si fanno interventi senza guardare la situazione dei Comparti sui quali si interviene. Il Decreto sull’accorpamento, curiosamente, è un decreto senza nome e senza paternità e dove si è millantato il consenso dei lavoratori. Faremo questa difficile battaglia fino in fondo anche per avviare un auspicabile confronto vero. Nel confronto intendiamo anche il rinnovo dei contratti. Gli 80 euro furono messi in campo in una fase di emergenza terrorismo, devono confluire all’interno di una discussione contrattuale fatta non solo di risorse. Fermo è il nostro impegno, anche con mobilitazione, per difendere i diritti sindacali ed estenderli anche ai militari. 

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