Difesa-Tagli al Personale- Guido BOTTACCHIARI, vice pres. CoCeR A.M.:“ fortissimo malcontento”–“contro i Decreti sui Tagli al personale”–“Riforma della R.M. con norme Europee.

Poco tempo fa Mauro ha affermato, in un incontro con i CoCeR  : “ L 'Istituto del sindacato è incompatibile con la specificità del mondo militare. Se cercavate un Ministro disponibile su questo piano, io non sono quel Ministro ! “. 
Bottacchiari , VICE PRESIDENTE del CoCeR Aeronautica, tra l’altro, afferma: “  è  deludente constatare che il Ministro della Difesa Mauro non abbia fatto tesoro della sua esperienza di europarlamentare ! Chissà cosa ne pensano di questa esternazione i suoi ex colleghi olandesi, tedeschi o belgi, rappresentanti di Paesi in cui vige il DIRITTO SINDACALE NELLE FF.AA. DA MOLTI ANNI.   –  sui TAGLI : “ A titolo di esempio la Germania per irdurre circa 16.000 unità ha stanziato ben un miliardo di euro per PRE-PENSIONARE 6.000 uomini.  Da noi invece si pensa di raggiungere gli obiettivi di riduzione degli organici e di risparmi di spesa senza prevedere forme di esodo agevolato od incentivi. Come si può pensare che  oltre  18.000 persone se ne andranno volontariamente accettando forme di esodo più o meno penalizzanti e talora frustranti ?   
Da interviste come questa, con giuste domande NON precotte o preconfezionate, vengono elementi di chiarezza di opinioni , elementi di testimonianza,  progettuali e di relazione, che mancano nella grandissima parte degli attuali rappresentanti militari . In altri ruoli, ad esempio e principalmente, quello Marescialli , ( il ruolo nei fatti più colpito dalla macelleria sociale dei tagli) , latitano opinioni e testimonianze, latita qualsiasi forma di comunicazione, coinvolgimento o relazioni  concrete, anche per incapacità totale di rappresentare di troppi attuali rappresentanti che stanno facendo passare TAGLI STORICI, con, e tra la loro  inqualificabile passività e incapacità, unite in un miscuglio micidiale.  Si leggono solo  e troppo spesso insignificanti ed evidentemente  condizionati  comunicati stampa modello polpettone dove non si usano neanche parole vere o termini attuali.  
Intervista di Antonella Manotti pubblicata sul  nuovogiornaledeimilitari.it    29 agosto, più di due ore di incontro tra il Ministro della Difesa ed il Cocer interforze per verificare se esistono  concrete possibilità che si riesca ad invertire il percorso finora seguito dal governo sulle riforme che riguardano il Comparto Difesa.  Abbiamo chiesto al V. Presidente del Cocer Aeronautica T. Col. Guido Bottachiari, se si sente “rassicurato” dalle risposte fornite dal Ministro Mauro…   “Riconosco che il Ministro della Difesa  ha ascoltato con attenzione il documento del Cocer che certamente non ha fatto mistero del profondo disagio e fortissimo malcontento del personale militare in ordine ai provvedimenti varati; ricordo il   prolungamento del blocco stipendiale anche  per  il  2014 e la nostra  totale contrarietà sia per come è stata gestita l’emanazione dei decreti legislativi discendenti dalla Legge n. 244 del 31 dicembre 2012., ma soprattutto per i loro contenuti….”.
 D NGM  – Sembra che il Ministro si sia mosso  abilmente su tutti  i fronti prendendo tempo per approfondire questioni a lui poco note come quella degli alloggi e aprendosi  al confronto anche  in sede parlamentare, sui decreti discendenti alla legge.244/12….sia sul blocco stipendiale.  R – “Si, ma ora per il ministro arriva  la parte più difficile, ovvero passare dalle  parole ai fatti. Già, perché finora mi sembra  che alle tante promesse ed impegni formali, non sia corrisposta  la “sostanza” degli interventi e soprattutto si sia  proceduto sulle varie materie, senza che il Cocer abbia potuto esprimere un ruolo attivo, privato com’è  di agibilità politica e compresso da vincoli non comprensibili ne più accettabili. Sono ormai troppe le azioni di velata compressione e condizionamento, messe in atto nei confronti dei delegati. E mi consenta di sottolineare come questo problema sia stato inserito al primo punto del nostro documento a conferma, contrariamente a quanto taluni pensano e scrivono, di come molti delegati ritengano  ormai insopportabile il peso delle restrizioni, della  scarsa considerazione del ruolo della rappresentanza e delle modalità con cui devono esercitare il loro mandato… Questo è quanto abbiamo scritto chiaramente nel documento, ma nel mio intervento  ho voluto ulteriormente rafforzare questo aspetto, ribadendo la necessità che vi siano ora e subito precise  indicazioni politiche e indirizzi  innovativi  circa l' esercizio dell' azione rappresentativa.  Rimuovendo gli attuali vincoli borbonici e aprendo contestualmente un vero confronto con il Cocer,  per una riforma più organica del sistema di rappresentanza. Come e con quale strumento, si valuterà insieme,  alla luce di un rigoroso rispetto dei principi costituzionali,  di un attento esame delle norme giuridiche nazionali ed europee ed un adeguato confronto con le altre realtà europee….. Su questo  tema ci aspettiamo molto e rapidamente….. 
D. NGM – Veniamo ora al tema dei decreti legislativi che applicano la riforma dello strumento militare (legge delega) voluta dall’ex ministro Di Paola ed approvata dal parlamento nel dicembre 2012…Lei, anche in questo caso, non ha risparmiato forti critiche sia durante l’iter per l’emanazione della legge delega sia in questa seconda fase attuativa..  R – Si, L’ho già detto in una precedente intervista al suo giornale; questa è una riforma che avrebbe richiesto maggiore approfondimento e soprattutto più lealtà nell’esplicitare i concreti vantaggi che essa porterà  in termini di risparmi e di efficienza dell’organizzazione militare e, soprattutto consapevolezza sui “costi” che il personale sarà chiamato a sostenere… Qualunque ristrutturazione aziendale e la gestione di eventuali esuberi di personale è una questione che deve essere affrontata con delicatezza e accompagnata da misure che garantiscano i lavoratori e assicurino che gli obiettivi vengano rispettati. Questo vale anche per il personale militare oggi al centro di quella che è stata definita da più parti come  una “riforma epocale””.  Ebbene, al fine di evitare ciò che è accaduto con la legge delega, approvata come si ricorderà, in fretta e furia dalla maggioranza PD – PDL gli ultimi giorni del 2012 dopo le dimissioni del governo Berlusconi e l’avvento del governo Monti, sarebbe stato quanto mai opportuno riservare a questa fase applicativa della Riforma, un serio e approfondito confronto con sindacati e rappresentanze. Mi sembra invece che alle tante promesse, nei fatti si sia proceduto senza tenere in grande considerazione le nostre proposte. Ma andiamo in ordine. 
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Il ministro Mauro convoca il cocer il 19 luglio per un confronto sulle bozze dei decreti sulle quali il Cocer ha avviato una prima ricognizione però, il giorno dell’incontro vengono consegnati nuovi testi e questa mi sembra già una prima scorrettezza aggravata dal fatto che gli stessi venivano ulteriormente emendati e ritrasmessi al cocer. Poi afferma di voler presentare i provvedimenti entro fine luglio in CDM, precisando al tempo stesso che l’accelerazione dell’iter relativo ai provvedimenti non avrebbe comportato in alcun modo una compressione nel confronto da dispiegarsi attraverso tavoli tecnici per temi, con l’impegno che i risultati  dei tavoli sarebbero stati  poi recepiti nei testi dei decreti delegati adottati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri per la successiva trasmissione alle Commissioni Parlamentari.  Tutto ciò …..è avvenuto nell’arco  di pochi giorni;  questo in realtà  è il tempo entro cui il Cocer ha  concertato con l’amministrazione il contenuto dei provvedimenti sui quali non vi è stata nei fatti alcun coinvolgimento nella fase di costruzione dei decreti stessi.  Vorrei ricordare che la legge delega prevede che il cocer possa esprimere il proprio parere entro trenta giorni. Invece, pensi un po’….al confronto sono stati riservati ben tre giorni di tavoli tecnici!!! Con il risultato che  oggi abbiamo sotto gli occhi. Con qualche modesta risorsa in più per il personale e aggiustamenti marginali, i testi elaborati dagli uffici dello SMD sono stati adottati dal CDM lo scorso 8 agosto.   D. NGM – Nel corso del recente incontro il Ministro ha assicurato che il confronto con la Rappresentanza non si concluderà  con la mera acquisizione di un parere ma che proseguirà  durante tutto l’iter che porterà alla emanazione dei decreti. Decreti che verranno presentati in Parlamento il 9 settembre. Ci sarà spazio per i correttivi che avete suggerito?  R – Beh, me lo auguro proprio! Anche perché le  nostre proposte, che riteniamo di buon senso e fattibili, sono  volte a riequilibrare i limiti della legge delega troppo sbilanciata a garantire il settore industriale e degli investimenti e poco incline a dare le giuste risposte occupazionali e sociali al personale.  Non dimentichiamo che le misure di ristrutturazione dello strumento militare, traslando a regime  significative risorse ( oltre un miliardo di euro ) dal settore Personale a  quello dei settori Investimento e Funzionamento, riduce drasticamente il numero di personale, con conseguenti problemi di esodo, di aspettative di carriera, di reclutamenti e le possibilità di stabilizzazione dei giovani lavoratori a tempo determinato. Pur condividendo la necessità di intervenire sullo strumento militare per adeguarlo a standard di efficienza ed economicità e mantenere il passo con il progresso tecnologico e un ammodernamento delle strutture utilizzate anche dal personale, non ritengo accettabile che i costi della trasformazione siano caricati quasi esclusivamente sul personale,  con delle modalità non chiare e anche di difficile attuazione. Non può esserci uno strumento moderno con il personale terrorizzato dal futuro e mortificato nelle proprie speranze. Le altre nazioni che stanno procedendo  o hanno recentemente  proceduto ad una revisione in senso riduttivo  del loro strumento, hanno stanziato ingenti  risorse per finanziare  la trasformazione  soprattutto per individuare  idonei strumenti  di esodo per il personale  in esubero senza penalizzarlo. A titolo di esempio la Germania per ridurre circa 16.000 unità ha stanziato ben un miliardo  di euro per prepensionare 6.000 uomini. Da noi invece si pensa di raggiungere gli obiettivi di riduzione degli organici e di risparmi di spesa senza prevedere forme di esodo agevolato od incentivi. Come si può pensare che  oltre  18.000 persone se ne andranno volontariamente accettando forme di esodo più o meno penalizzanti e talora frustranti?  A mio avviso  senza misure economiche agevolative ( rifinanziamento l. 168/2005) per l' esodo del personale, il rischio è che alla fine del processo ci si ritrovi ancora  con il modello a 170.000!  Non  dimentichiamo  poi che  il personale da  anni non vede un euro in più nelle buste paga; è costretto ad accettare il blocco degli stipendi per tutto il 2014; dovrà attendere chissà quanto ancora  per ottenere i rinnovi contrattuali…. Restare in servizio – quindi – lascia aperta la possibilità di recuperare qualche aumento in busta paga. Allora è lecito nutrire dubbi sulla buona fede di chi oggi sponsorizza queste misure.
Non vorrei che, davanti al fallimento dei numeri ,  qualcuno  decidesse di costringere il personale a fuoriuscire forzosamente con gravi danni economici e fortissime tensioni sociali.
 D NGM – In effetti  basta vedere quello che si prospetta per tutto il pubblico impiego con annunci di licenziamenti e smentite…Nei fatti però  c’è chi nello staff del dicastero della Funzione Pubblica  sta già  procedendo ad una dettagliata revisione delle piante organiche prima di dare gambe ad un possibile piano per la riduzione del personale.  R – Appunto…..Vorrei inoltre ricordare, a chi sembra avere oggi la memoria corta,  che nel giugno 2008 in vigenza del Modello di Difesa a 190.000,  l’allora  Capo di SMD riteneva “strategico” rifinanziare la legge 168/ 2005 e prevedere una ulteriore aliquota di esodo agevolato per ben 11.000 persone nel decennio 2010/2020…con un costo pari a circa 1,3 miliardi di euro…( documento disponibile per chi vuole leggerlo….). Con un modello a 150.000, questo “accorgimento” non serve più???? Oggi   le risorse risparmiate, o meglio ipotizzate come risparmio dal personale (quantificate in circa 1,2 miliardi euro nella fase  transitoria e 1,1 miliardi a regime per ogni anno) non sono in nessuna maniera destinate al personale. Infine, è assolutamente necessario espungere dai provvedimenti, le questioni relative a materie di concertazione e relative ai diritti alla salute, famiglia e studio. Ho espresso  queste mie valutazioni  al Ministro Mauro, ribadendo quanto già detto in altre occasioni, ovvero che da un adeguato ristoro delle risorse risparmiate annualmente dal processo di taglio del personale, dovranno essere adottati interventi  bilanciati sia per il personale che deve lasciare le FF.AA. che per quello che rimarra' in servizio affinchè vengano migliorate la qualità di vita e di lavoro del personale, prevedendo  una vera negoziazione con il cocer che non può essere chiamato a prendere atto di decisioni già assunte in altre sedi. Ai parlamentari che si accingono ad esprimere un parere sui decreti vorrei invece ricordare la nutrita serie di ordini del giorno con i quali  hanno “impegnato” il governo nella fase di approvazione della legge delega… Purtroppo sappiamo bene che la storia legislativa è lastricata  di tante buone intenzioni rimaste tali…ma confido ancora che il  Parlamento possa e voglia esprimere una funzione di controllo che personalmente reputo imprescindibile in un processo riformatore che riguarda uno dei settori nevralgici del Paese.  D NGM  – veniamo ora ad un altro tema “caldo” Il blocco contrattuale prorogato con decreto a tutto il 2014..  R – Sulla questione si è levato, nel corso dell’incontro con il Ministro,  un coro a più voci di aperto e colorito dissenso rispetto alle decisione governativa. Nel mio intervento ho spiegato  perchè ci sentiamo “mazzolati” oltremodo rispetto al pubblico impiego verso cui  il blocco opera sostanzialmente solo per il rinnovo contrattuale e spesso parzialmente (vedi l’esclusione per legge del  personale della scuola e dei magistrati con una sentenza amministrativa)… ma anche della iniquità dovuta al fatto che le progressioni economiche di anzianità altro non sono che una diversa allocazione di risorse contrattuali e non regali….
Il ministro nel suo intervento ha esordito con  un accenno alla proposta che lo Stato  Maggiore della Difesa aveva in animo per risolvere parzialmente la questione, cioè sbloccare le sole promozioni con un provvedimento ad hoc già a settembre
Nel replicare ho fatto presente  che tale ipotesi non si poteva accettare per vari motivi.
Intanto perchè  sull' argomento sarà la Corte Costituzionale il prossimo novembre  ad esprimersi ed è  quasi scontato che proprio il blocco degli avanzamenti di grado sarà dichiarato incostituzionale. Quindi, perchè sprecare risorse per una cosa che sarà risolta positivamente, visti i precedenti giuridici? Inoltre, la scelta  di intervenire  solo sulle promozioni, sarebbe motivo di forte conflitto sociale perché si tratterebbe di  una misura parziale che non riguarderebbe tutto lo sblocco delle dinamiche  salariali, ed  il  grosso dei benefici andrebbe in particolare alla dirigenza ( parlo sia in termini di soddisfazione finanziaria individuale sia  complessiva), a cui  verrebbe destinato circa il 40% delle risorse!
Comunque, di tale questione se ne potrà riparlare all’atto della  pronuncia della Corte Costituzionale.
Ho proposto quindi un cambio di prospettiva, Cosi' come  ho sempre detto e scritto, ovvero che l' intervento dovrebbe andare verso i contenuti economici della carriera amministrativa ( assegno funzione, parziale omogenizzazione, classi e scatti) che impattano di meno in termini assoluti e costituiscono una base  comune per tutto il personale militare.

D NGM  – Sembra che Il Ministro, dopo essersi consultato con lo staff del 1° Reparto di SMD, abbia recepito questa proposta…. R – Il ministro ha preso atto  e ha chiamato a sè i tecnici chiedendo lumi nel corso della riunione e credo abbia deciso di desistere dalla linea dello SMD…. 
In chiusura ha detto che parlerà con gli altri Ministri della nostra proposta e ci farà sapere a strettissimo giro….
Vedremo.  D. NGM –  In conclusione, l’agenda autunnale si presenta molto ricca e decisamente impegnativa per una rappresentanza che ha armi spuntate..  R – E, aggiungo,  opera praticamente a “mani nude” . La nostra specificità finora è stata solo occasione per limitare i nostri diritti. Tra MANOVRA SALVA ITALIA – SPENDING REVIEW – ARMONIZZAZIONE PREVIDENZIALE E RIFORMA DELLO STRUMENTO MILITARE, BLOCCHI DELLE RETRIBUZIONI ED ALTRO, il nostro Comparto è stato bersaglio indifeso di una crisi da noi non creata e non voluta, con interventi governativi adottati in spregio ad ogni principio democratico di partecipazione e di confronto con la categoria. Solo incontri di facciata in cui al Cocer non è stato riconosciuto alcun ruolo di parte sociale. In una fase così delicata in cui sarebbe stato fondamentale il coinvolgimento della rappresentanze,  l’amministrazione, dal canto suo, ha accentuato  comportamenti di chiusura incomprensibili nei confronti dei delegati. Delegati ai quali non viene autorizzata in veste ufficiale, la partecipazione ad iniziative istituzionali, a convegni su tematiche sociali e  che possono esprimersi solo a titolo personale…come se non fossero in grado di esplicitare il proprio  pensiero consapevoli del ruolo che rivestono!  Sono sinceramente preoccupato del clima che si sta coagulando intorno ad alcuni di noi. E sono ancor più preoccupato guardando alla situazione politica, con un esecutivo che opera in condizioni di estrema fragilità e sotto costante ricatto, con  partiti che lo sostengono  navigando  a vista, per cui un giorno difendono il governo e il giorno dopo ne prendono le distanze…In questo scenario  è legittimo chiedersi quale priorità avranno le nostre richieste….Se vi sarà cioè la giusta attenzione, oppure se accordi o compromessi per tenere in piedi questa traballante maggioranza,  sacrificheranno ancora una volta l’autonomia parlamentare e la possibilità di mettere a punto serie riforme per il Comparto. Ivi compresa una improcrastinabile riforma del sistema rappresentativo.  D NGM – Questo è un terreno sul quale il Ministro della difesa non sembra si voglia  distinguere dai suoi predecessori. Infatti in un precedente  incontro con voi  delegati ha affermato  che << L 'Istituto del sindacato è incompatibile con la specificità del mondo militare. Se cercavate un Ministro disponibile su questo piano, io non sono quel Ministro ! >>. R – Si, in effetti è  deludente constatare che il Ministro della Difesa Mauro non abbia fatto tesoro della sua esperienza di europarlamentare…Chissà cosa ne pensano di questa esternazione i suoi ex colleghi olandesi, tedeschi o belgi, rappresentanti di Paesi in cui vige il diritto sindacale nelle forze armate da molti anni ? In occasione della riunione del 29 agosto egli  si è detto disponibile ad avviare un confronto su questo tema: vedremo, ma certamente questa volta non potrà esserci una gara al ribasso sui diritti dei cittadini militari… D NGM – Anche perché non possono essere continuamente richiesti sacrifici al personale senza riconoscere ad essi i diritti costituzionali e senza  fare nessun passo avanti per dotare i cittadini militari  di una moderna forma di tutela, tra l’altro a costo zero!!! Non crede?  R – Una cosa è certa: questa volta, come non mai, lo sforzo, il sacrificio per uscire da questa crisi – non soltanto economica – deve essere veramente di tutti. E mi  auguro  che concetti come equità, dignità, bene comune, che tanto sembrano “andare di moda” in questo momento, non rimangano sulla carta o nel vento. Perché adesso più che mai a pagare non possono essere i soliti noti… E mi consenta qui di concludere citando quanto Papa Francesco ha detto incontrando il  presidente Giorgio Napolitano: “Dobbiamo essere protagonisti e guide di una limpida collaborazione sulla promozione dell’uomo e per il bene del Paese,…È tempo di cambiamento, riflessione, solidarietà, giustizia e pace, il popolo cresca giusto e nella pace”. Quindi, al Ministro cattolico  della Difesa, dico che il  prezzo del cambiamento non può essere pagato solo dal personale! Riflessione, solidarietà e giustizia sono termini che vanno coniugati anche quando si tratta di dare risposte ai cittadini con le stellette!

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