Domenica 24 ottobre 2021 – Il Vangelo Secondo Marco – Disatteso per il popolo con le stellette

Domenica 24 ottobre 2021 è una bella giornata nel nostro bel Paese, chiamato Italia, ed in particolare a Treviso, che si è svegliata sotto un piacevole e tiepido sole autunnale. Una simile bella giornata, nonostante tutte le precauzioni anti Covid, riempie le Chiese per la consueta Messa domenicale frequentata dai “cristiani” di ogni età ed ogni ordine sociale. Trovo nella chiesa frequentata alcuni amici, colleghi ed ex colleghi con moglie e figli casualmente seduti vicini. Il prete che officia è Don Paolo, un giovane prete, molto alla mano e molto preparato. Infatti le messe officiate da lui sono molto partecipate perchè è molto chiaro e profondo nelle spiegazioni dei vari passi biblici. In questa bella domenica viene letto un pezzo del Vangelo secondo Marco (10,46-52). Si narra di: << Gesù che partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla. Sulla strada sedeva a mendicare il figlio di Timeò, Bartimèo, che era cieco. >>  E fin qui niente di particolare. Ad un certo punto : << Questo cieco, sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, Gesù abbi pietà di me” >> E qui, già due di questi amici (uno in servizio ed uno in pensione) si voltano verso di me e “sorridicchiando” mi borbottano, almeno lui (il cieco) poteva urlare e chiedere pietà a Gesù, noi in caserma non possiamo chiedere ed urlare a nessuno e neppure a parlamentari amici, a cui interessa meno che agli ufficiali. Il brano biblico prosegue : << Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte : “Figlio di Davide, abbi pietà di me! >> Ed ecco che gli amici sgomitano, mormorando e mugugnando su varie ingiustizie, di cui il punto più in basso è il caso di quel Luogotenente (mai punito né condannato) che a pochi mesi dalla pensione il suo comandante aveva cercato di punirlo. L’altro amico soggiunge, ma quel civile della Difesa che era nella stessa caserma, solo per aver fatto scrivere all’avvocato del suo sindacato, lo stesso comandante ha avuto un diverso atteggiamento. Comunque, meno male che questo povero cieco era stato solo rimproverato. Invece,  << Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo!”. Chiamarono il cieco dicendogli: “Coraggio! Alzati, ti chiama! >>.  Ormai, questa Messa stava diventando un rimarcare ogni incongruenza fra la dottrina cristiana e la vita normale ed in particolare militare. Quando un soldato fa un’istanza lo chiamano dopo trenta (30) giorni, a meno che non venga loro consigliato di desistere. E’ successo che venivano addirittura inviati in Servizio isolato o malattia pur di non farli arrivare alla meta. Il bello però del passo viene negli ultimi due paragrafi, infatti prosegue: << Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: “Che cosa vuoi che io faccia per te?” >> La Messa nei nostri sguardi e sussurri diventa ancor più rumorosa, al punto di essere (giustamente) redarguiti dalle mogli. Ci veniva in mente di quel collega del Nord, che chiamato a poter rappresentare le proprie istanze al comandante di un Alto Comando, appena arrivatogli di fronte gli venne chiesto se corrispondeva il suo nome, cognome e data di nascita, sulla sua richiesta di conferire con l’Alto Ufficiale. Di fronte all’assenso gli fu detto: “Può andare, io sono costretto per legge solo a convocarla nei termini previsti, ma non sono obbligato né ad ascoltarla e men che mai ad accontentarla. Vada via.”. Altro che Gesù che dice al povero cieco, che cosa vuoi che faccia. Oppure, coloro (comandanti od ufficiali) che si atteggiano a dei padri, ma solo se ti devono punire e redarguire e non come dei veri Padri, che chiedono persino ai figli cosa vogliono mangiare o che scuole vogliono frequentare. Il brano biblico infine termina con: << E il cieco gli rispose: “Rabbunì, che io veda di nuovo!”. E Gesù gli disse: “Và, la tua fede ti ha salvato”. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. >> Praticamente, accade proprio l’opposto di ciò che aveva fatto l’Alto Ufficiale precedentemente menzionato. Sorge anche un dilemma, ovvero, visto che il passo biblico specifica che subito vide e lo seguì lungo la strada, ci si chiede se quelli che invece non sono ascoltati e neppure soddisfatti, magari in un momento di debolezza non decidono di fare un passo estremo. La colpa di chi è? Loro o di chi non ha voluto ascoltare o venire incontro alle loro aspettative?   

Quando tanti Italiani anche militari, generalmente vanno a Messa alla domenica, di fronte a questi ed altri passi biblici, ci si chiede se le Alte Gerarchie militari e la classe politica, con che spirito vadano a Messa.

Treviso lì 24/10/2021                                 il Consigliere Nazionale

                                                              Presidente Sezione di Treviso

                                                                          As. So. Di. Pro.

                                                                    Salvatore Vinciguerra

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