FERMATELO : Chiediamo al Parlamento e Governo di FERMARE il Ministro Di Paola e i suoi tagli pesantissimi ai Militari e alla Difesa .

IL Ministro Di Paola , dopo aver proposto e appoggiato la spending review che taglia 20mila posti di lavoro nelle Forze Armate di cui 12MILA per i Giovani , dopo aver avallato il prolungamento del blocco dei contratti e delle indennità per i Militari nella legge di stabilità, dopo aver concordato con il ministro Formero una Riforma delle pensioni penalizzante e senza tutele per i più giovani per il Comparto Difesa; Vuole continuare il massacro sociale per i lavoratori Militari insistendo per ulteriori tagli di 20Mila posti di lavoro nelle Forze Armate con accorpamento di enti e movimentazione di migliaia di Militari a costo zero.   
Roma – sabato, 13 ottobre 2012 Il Ministro della Difesa Di Paola torna nuovamente alle Camere per sollecitare l'approvazione della riforma dello strumento militare entro il termine della legislatura. Il disegno di legge è attualmente in discussione a Palazzo Madama, un iter spedito e, apparentemente, favorito dai partiti della maggioranza. Nonostante questo, l’ammiraglio si è sentito in dovere di richiamare le commissioni Difesa di Camera e Senato riunite per un’audizione sulle missioni internazionali e gli interveniti di cooperazione. Risparmi di spesa a cui si è però aggiunto un esborso non previsto. Nella legge di stabilità licenziata dal Consiglio dei Ministri è prevista l’autorizzazione a contribuire al restauro e all’ammodernamento della sede Nato. Un impegno pluriennale dal valore di diversi milioni di euro. Gian Piero Scanu, membro della Commissione Difesa in Senato, che punta il dito in questa direzione. “Il Ministero – scrive il senatore – coinvolto dalla spending review anche sotto il profilo di una significativa riduzione di personale (…), avrebbe deciso di affidare ad una società privata di consulenza, la Price Waterhouse Cooper, lo studio per realizzare la fusione tra le tre direzioni generali, ad un costo che si aggirerebbe intorno ai 400.000 euro“. Per intervenire non bastano le leggi e i conseguenti decreti ministeriali, non servono i dirigenti del ministero ma un esterno – lautamente pagato – che studi come razionalizzare il Dicastero. Nella sua interrogazione, Scanu chiede di sapere anche quali sono state le procedure adottate per la scelta di questo nuovo partner dell’Amministrazione. Una decisione incomprensibile che pone due ipotesi: o si è scelto di favorire una società esterna, oppure si sono riconosciuti i limiti del corpo amministrativo del Ministero della Difesa. Era meglio “aiutare” una società che fattura più di venti miliardi di dollari a far quadrare i propri conti anzichè risparmiare risorse investendo sui propri dirigenti. 
15 ottobre 2012  – Comunicato SAP:  L’assenza di risposte concrete in materia pensionistica e le misure contenute nella nuova legge di stabilità ci costringono, ancora una volta, a mobilitarci.
Il SAP, assieme alla Consulta Sicurezza, alle maggiori organizzazioni e rappresentanze dei Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, scenderà in piazza in tutta Italia il prossimo 23 ottobre con un sit-in di protesta davanti a tutte le Presidenze delle Regioni. 
A Roma la manifestazione si terrà anche davanti a Palazzo Chigi. 
L’avvio della mobilitazione si rende necessario soprattutto all’indomani delle annunciate misure previste nella legge di stabilità finanziaria, che aggravano un quadro di tagli e ridimensionamenti già posti in essere dai provvedimenti di spending review. 
Altri due anni – fino al 2014 – di compressione della dinamica retributiva, escludendo addirittura l’indennità di vacanza contrattuale, sono inaccettabili per le donne e gli uomini della Polizia di Stato che di sacrifici ne hanno fatti già parecchi. La Specificità della professione non può essere ulteriormente tradita, non possiamo tollerare altre penalizzazioni dal punto di vista contrattuale, incertezze sul nostro futuro pensionistico, tagli ulteriori sugli appostamenti previsti. Invitiamo i colleghi ad essere davvero uniti in questa delicata fase e chiediamo di dare forza al Sindacato perché stiamo combattendo per tutti voi, per tutti noi, una battaglia fondamentale per il presente e per il futuro del Comparto Sicurezza.

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