I CoCeR Chiedono Diritti SINDACALI Ma la Stampa Nazionale Non lo dice! Delibera dei CoCeR: NO al Riordino,Superare blocco Stipendiale, DIRITTI SINDACALI E Revisione dei Decreti sui Tagli al Personale

A cura di Assodipro
Mentre i CoCeR , finalmente e con uno scatto d’orgoglio chiedono DIRITTI SINDACALI e criticano pesantemente, chiedendone la revisione-modifica, gli ultimi provvedimenti presi per il comparto Difesa negli ultimi anni, dai precedenti e dall’attuale Governo,in un Intevista al Sole 24 Ore Il Ministro Mauro pare ignorare o non valutare attentamente le richieste dei CoCeR e “ decanta “ il provvedimento dei tagli sul quotidiano nazionale di Confindustria.
 Nello stesso quotidiano ( articoli di Marco Ludovico ) si parla di “ turbolenza  trattenuta a stento tra i militari e le forze di polizia “ DIMENTICANDOSI E NON CITANDO LE RICHIESTE FATTE DAI CoCeR sui DIRITTI SINDACALI.
Nell’intervista intitolata – La Difesa risparmierà un Miliardo in 10 anni – tra l’altro si legge : “Una rivoluzione che necessita di moltissimi atti e provvedimenti mentre punta a riequilibrare strategie e obiettivi. «In realtà abbiamo inciso nella carne viva» ammette il ministro Mario Mauro, fresco di approvazione definitiva di due decreti legislativi a Palazzo Chigi del riordino dello strumento militare, la legge 31 dicembre 2012 n. 244 voluta dal suo predecessore, Giampaolo Di Paola. La sfida degli investimenti sulla ricerca, la formazione, l`innovazione e il rilancio dell`industria della Difesa si condensa in tré numeri magici: 50-25-25. Sono le percentuali di ripartizione delle risorse a bilancio del ministero destinate a regime, nel 2024, al personale, all`esercizio e agli investimenti, secondo la riforma. Oggi, invece, sono ripartite in ben altro modo: 70-12-18. –Nota di assodipro: In realtà e da tempo le percentuali citate dal Ministro e dai suoi predecessori sono ritenute NON esatte dai CoCeR; più o meno numeri ad “ effetto propaganda “.
La seguente frase del Ministro sicuramente è musica per le orecchie del quotidiano di Confindustria e dell’Industria degli armamenti e relative Lobby : “ Ma già con l`applicazione della legge n. 244 del governo di Mario Monti ( tagli al personale e chiusure )  le imprese del settore Difesa possono scommettere in un rilancio: se davvero, anche grazie alle «minori esigenze di spesa» nei prossimi anni, circoleranno più risorse sugli investimenti . Non è uno scherzo, per esempio, stabilire la soppressione del 31,52% delle strutture di Esercito, Marina e Aeronautica: implica 368 provvedimenti collegati, di cui 166 sono soppressioni e 202 riconfigurazioni. Le cifre della riduzione del personale sono note: tra il 2016 e fino al 2024 i militari si riducono di 20mila unità per arrivare a regime a 150mila; i civili di 30mila a 20 mila unità”.Nota di assodipro: Ricordiamo che con la spending review se ne tagliano altri 15mila.
Probabilmente mentre suonavano violini e si decantava la bellezza e l’utilità di tagli pesantissimi che creeranno pesanti conseguenze sociali, familiari, lavorative ed economiche a MIGLIAIA DI MILITARI, il CoCeR Interforze era Riunito e produceva un documento sotto certi aspetti e sicuramente storico nel campo della richiesta dei diritti nel quale di dice : NO AL RIORDINO, RISPEDITO AL MITTENTE IL TESTO PROPOSTO. ELIMINARE IL BLOCCO STIPENDIALE. Rappresentanza SINDACALE.  Integrazioni e correzioni dei Decreti sui tagli al personale.   Ecco il testo della delibera del CoCeR Interforze approvata all’unanimità da 48 presenti sui 63 componenti del CoCeR Interforze che comprende le Rappresentanze di Esercito, Aeronautica, Marina, Guardia di Finanza  e Carabinieri :
STATO MAGGIORE DELLA DIFESA Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Militari OGGETTO: Incontro con il Ministro della Difesa On. Mario Mauro. VISTO il testo della bozza di Legge delega di riordino dei ruoli del personale del comparto sicurezza e difesa pervenuto a questo Consiglio con nota n. 2669, in data 10/01/2014, di Stato Maggiore Difesa ; TENUTO CONTO che in ordine al testo in oggetto è stato richiesto a questo Consiglio di esprimere un parere entro 20 giorni per effetto di una tempistica estremamente veloce dettate da esigenze del Ministero degli Interni; CONSIDERATO che gli effetti economici delle promozioni e gli incrementi stipendiali del personale del comparto sono congelati dal 01.01.2011 e rimarranno congelati sino al prossimo 31.12.2014 per effetto dell’art. 9 del d.l. n. 78/2010; PRESO ATTO che il blocco, in ragione della specificità degli ordinamenti e l’assenza di effettivi strumenti di contrattazione, ha prodotto una penalizzazione economica per il personale del comparto sicurezza e difesa ben maggiore di quella patita dal resto del pubblico impiego, creando disparità di trattamento stipendiale, anche tra il personale del comparto stesso, nel presente, ed ulteriori e ingiustificate diversificazioni sul piano pensionistico, nel futuro;
CONTINUA IN LEGGI TUTTO.
STATO MAGGIORE DELLA DIFESA Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Militari OGGETTO: Incontro con il Ministro della Difesa On. Mario Mauro. VISTO il testo della bozza di Legge delega di riordino dei ruoli del personale del comparto sicurezza e difesa pervenuto a questo Consiglio con nota n. 2669, in data 10/01/2014, di Stato Maggiore Difesa ; TENUTO CONTO che in ordine al testo in oggetto è stato richiesto a questo Consiglio di esprimere un parere entro 20 giorni per effetto di una tempistica estremamente veloce dettate da esigenze del Ministero degli Interni; CONSIDERATO che gli effetti economici delle promozioni e gli incrementi stipendiali del personale del comparto sono congelati dal 01.01.2011 e rimarranno congelati sino al prossimo 31.12.2014 per effetto dell’art. 9 del d.l. n. 78/2010; PRESO ATTO che il blocco, in ragione della specificità degli ordinamenti e l’assenza di effettivi strumenti di contrattazione, ha prodotto una penalizzazione economica per il personale del comparto sicurezza e difesa ben maggiore di quella patita dal resto del pubblico impiego, creando disparità di trattamento stipendiale, anche tra il personale del comparto stesso, nel presente, ed ulteriori e ingiustificate diversificazioni sul piano pensionistico, nel futuro; TENUTO CONTO che altre categorie del pubblico impiego hanno trovato il modo di attenuare/eliminare la problematica attraverso interpretazioni della normativa (magistrati, dirigenti di altri comparti) e/o attraverso lo strumento della contrattazione integrativa, preclusa al comparto; CONSIDERATO che anche il personale della scuola, altra categoria di personale pubblico particolarmente colpita da blocco stipendiale, per effetto della particolare dinamica salariale, è riuscito a superare gli effetti del blocco stipendiale attraverso lo strumento della contrattazione, utilizzando risorse provenienti dal turn-over e dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa; TENUTO CONTO che un periodo di congelamento stipendiale, per essere considerato transitorio, anche alla luce delle recenti pronunce della Corte Costituzionale, deve avere un inizio e una fine in un tempo contenuto e che un blocco che si protraesse per un quinquennio (2011-2015) e di cui non fossero indicate le modalità di rimozione non potrebbe essere considerato più un provvedimento eccezionale e temporaneo; TENUTO CONTO che la legge n. 244/2013 di Revisione dello strumento Militare recentemente attuata attraverso due decreti, c.d. discendenti, fortemente voluti dall’attuale Ministro della Difesa e dai suoi predecessori, produrrà nei prossimi anni un notevole decremento della spesa dedicata al personale delle FF.AA. (attraverso un importante ridimensionamento degli effettivi) a vantaggio della spesa per investimenti, senza che nemmeno un euro sia stato destinato al personale che rimarrà in servizio; CONSIDERATO che nelle Forze di Polizia le norme sul blocco del turn-over hanno provocato negli ultimi anni carenze organiche dell’ordine di migliaia di unità, mentre i compiti sono rimasti immutati e gli impegni sono addirittura aumentati; PRESO ATTO che l’attuale obsoleto modello di rappresentanza militare non permette di tutelare il personale in modo concreto ed effettivo, soprattutto nel confronto con le Autorità di Governo (e comunque, nemmeno adeguatamente bilanciato rispetto al personale delle forze di polizie ad ordinamento civile), come, d’altronde, ammesso anche dallo stesso Ministro della Difesa Mario Mauro nel corso dei recentissimi confronti in ordine ai decreti discendenti della Legge n. 244/2013; RITENUTO che un riordino dei ruoli nel contesto sopra descritto, in cui l’attuale struttura delle carriere è sconvolta dai provvedimenti in materia di contenimento della spesa pubblica, potrebbe risultare intempestivo e ulteriormente distorsivo; VISTA la mancanza di attenzione alla tematica della tutela del personale militare, riscontrata nel corso dell’audizione presso le Commissioni riunite di Camera e Senato, relativa al varo dei provvedimenti di riorganizzazione dello strumento militare. Tutto ciò premesso, il CoCeR ritiene: 1. irricevibile il testo del riordino delle carriere così come pervenuto e di chiedere al Ministro della Difesa di rinviare e subordinare ogni tipo di discussione in merito al predetto provvedimento alla risoluzione delle seguenti più urgenti problematiche: Ø finanziamento delle misure una tantum ex art. 8 comma 11bis del d.l. n. 78/2010 al fine di reintegrare completamente gli effetti del blocco stipendiale per l’anno 2013; Ø abrogazione della proroga degli effetti del blocco stipendiale per l’anno 2014; 2. di chiedere al Ministro l’immediata rivisitazione del modello di rappresentanza militare, dando piena attuazione al ruolo di parte sociale degli organi di rappresentanza e dotando gli stessi di: autonomia finanziaria e giuridica, reali ed effettivi poteri di contrattazione di primo e secondo livello (contrattazione integrativa), reali ed effettivi poteri di controllo delle norme contrattuali, reali ed effettivi poteri di tutela collettiva ed individuale. 3. di chiedere al Ministro di concordare con il CoCeR le modalità di partecipazione della rappresentanza militare alle procedure di emanazione dei provvedimenti attuativi e delle integrazioni/correzioni della riforma dello strumento militare.

Documento approvato all’unanimità in data 21 gennaio 2014. Da 48 delegati presenti sui 63 che compongono il CoCeR Interforze.

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.