I DIRITTI NON SI BARATTANO né si SCAMBIANO E tanto meno NON SI VENDONO. Assurdo Comunicato del CoCeR Marina storicamente nel limbo e nello stile di Sindacato Giallo

Assodipro Roma 
Letto il comunicato del CoCeR Marina ci viene da fare una breve e secca osservazione : E' assurdo !
I DIRITTI non si chiedono come un RICATTO nel caso continui il blocco di Contratti e Retribuzioni.  I DIRITTI si chiedono in quanto tali. Si chiedono perchè non abbiamo, come militari, diritti di rappresentanza associativa e sindacale. La richiesta di DIRITTI non è, non può essere, un arma di ricatto ! i DIRITTI si chiedono per tutelare tutto il personale su blocchi e su tutte le conseguenze di tagli di personale e chiusure, si chiedono per tutelare la salute, il lavoro, la retribuzione, la previdenza.
I diritti non si vendono per un aumento di 50 euro in busta paga ! ed è rappresentativamente vergognoso porre il tema dei diritti come un BARATTO/RICATTO.  Lo stile Sindacato giallo subalterno ai vertici traspare anche dall’appello che i delegati fanno al Capo di Stato Maggiore Marina; Invece di promuovere democratiche inizative si chiede una inutile, visto i blocchi ed i tagli di personale a favore di lobby industriali appoggiati dai vertici, tutela al vertice.

MARINA MILITARE: COCER, GRAVE SITUAZIONE ECONOMICA DEL PERSONALE Roma, 18 giù. (Adnkronos) – II Cocer della Marina militare ha incontrato oggi i delegati dei Consigli Intermedi “per discutere della gravissima situazione economica del personale rappresentato dopo quattro anni di blocco retributivo”. I delegati intervenuti “non possono non aver notato che il Ministro Pinotti, che in occasione dell`incontro con il Cocer dello scorso aprile aveva dichiarato la sua disponibilità` a ricevere i rappresentanti che lo avrebbero richiesto (come fatto per i sindacati ed i rappresentanti di altra sezione), non ha accettato un invito del Cocer Marina ad essere presente alla riunione Cocer – Coir odierna e tantomeno ha delegato altra autorita` politica. Questa mancata opportunità` si somma ad alcuni momenti in cui il ministro non ha mostrato nei confronti della Rappresentanza Marina quella stessa capacita` di ascolto e sensibilità` invece rivolta ad altri”. I delegati del Cocer si dicono “preoccupati da questo atteggiamento e dalle voci di un ulteriore anno di blocco o di un solo parziale riawio delle dinamiche salariali” e hanno chiesto al Capo di stato maggiore della Marina “un intervento deciso presso le autorita` politiche e militari competenti per far valere la dignità` e le necessita` del personale e dare significato al termine `specificità” troppo spesso usato soltanto per evidenziarne i doveri”. In caso di proroga del blocco “con la conseguente grave e insostenibile criticità` economica” le rappresentanze della Marina chiederanno “l`abolizione della norma sulla specificità` ed il riconoscimento dei diritti sindacali e di associazione per poter esprimere con maggior forza tutto il disagio dei colleghi in divisa

  

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