I MILITARI PENSANO DI SCENDERE IN PIAZZA CONTRO I PESANTISSIMI TAGLI E, ADDIRITTURA, SU Corriere della Sera E TG 5, invece di Tagli pesantissimi di personale, SI PARLA DI “ PRIVILEGI “!

A cura di Salvatore Rullo – Vice Presidente Assodipro –  s.rullo@tin.it   ;redazione Assodipro

Le definizioni “ tagli pesanti “ – “ tagli dolorosi e inevitabili “ – tagli con l’accetta sul personale militare “ sono solo alcune di quelle  fatte, negli ultimi anni, da vertici militari e politici a cominciare dal ministro Mario Mauro. 
Per noi di Assodipro, in prima linea per la tutela , conquista e miglioramenti, dei diritti ; in prima fila e critici dal primo giorno del Governo dei tecnici sui tagli al personale e su certe spese faraoniche a favore di Lobby, leggere l’articolo del Corriere della Sera di Goffredo Buccini con un titolo strumentale come : “lo scivolo d’oro dei militari italiani”    non ha destato molta sorpresa, è una conferma di come si tratta il settore pubblico – Comparto Difesa. Di come si fa informazione su provvedimenti sui Militari parlando solo con i “soliti noti di vertice” – i soliti anonimi  ufficiali del ministero Difesa“ o con veline che riportano  dati NON esatti, Manca solo una dichiarazione di un Rappresentante dei Militari della categoria Sindacato Giallo ed il quadro è completo – 
Nel complesso l’articolo, ripreso in un servizio del TG5 delle 13, è anche interessante ( clicca per leggerlo ) ma si basa e ripete , come troppi da anni,  DATI INESATTI !  in riferimento alla spesa per gli stipendi del personale – Premettendo che è un provvedimento IMPOSTO e senza nessuna concertazione, e, visto che è un provvedimento che si FONDA Sull’aspetto “ riduzione spesa per gli stipendi “ con pesantissimo taglio occupazionale  – solo questo lo renderebbe criticabile nel merito e nel metodo – L’articolo cita un “ufficiale anonimo” e parla anche di effettive rilevanti spese di armamenti che appaiono al di fuori della realtà economica e sociale del momento. Il presunto privilegio di pensione  è un ottimistica visione di una parte/articolo del provvedimento ; la percentuale dell’ 85%  è generica e non definita su voci stipendiali e con tabelle;   il personale è in blocco economico dal 2009 e già quest’anno in molti hanno rinunciato ad un uscita anticipata prevista e contingentata a meno 5 dal limite di età ; segno di sofferenza economica e del concreto problema di arrivare a fine mese con il reddito/stipendio attuale
Si introducono , nel Comparto Difesa i  – LICENZIAMENTI  –  soltanto che vengono coperti con la definizione “ applicazione della spending review “ e la – CASSA INTEGRAZIONE –  chiamata “ uscita anticipata “  eliminando il DIRITTO DI SCELTA su una decisione importante come quella di lasciare la vita lavorativa. Si tagliano posti di lavoro nella Difesa e per sempre solo per aver maggiore risorse per gli “ investimenti “ . Altro che privilegi ! meno lavoratori e posti di lavoro Militari e Civili nella Difesa a vantaggio di Lobby e Industria armamenti ( vedi dichiarazioni del gen. Mini nell’articolo) . 
Basterebbe scorrere gli articoli sul nostro sito, da quando i tagli sono stati presentati dal Ministro-Tecnico-Ammiraglio, tagliatore di teste Militari, Di Paola, per leggere le critiche nel merito e nel metodo che, come ASSODIPRO, abbiamo fatto e che ritroviamo, purtroppo abbastanza tardivamente e senza aver manifestato il dissenso netto, prima ed anche in piazza, nelle relazioni dei CoCeR  che in gran parte, purtroppo, sono dei dannosissimi ( per il personale ) Sindacati Gialli. 
Il Nostro Sito è testimone e le nostre manifestazioni sono agli atti; 
Oggi Citiamo quanto hanno detto i “ Rappresentanti “ dei Militari e, principalmente quelli che  si sentono, dignitosamente, Rappresentanti. Il T.C. Bottacchiari del CoCeR AM , in Commissione Difesa, nell’audizione farsa in Commissione Difesa Senato, alla presenza di , solo , 2 senatori ha dichiarato : “ bisogna fare verità sul riequilibrio del bilancio per la spesa del personale intorno al 70 %  , invito a verificare il dato che NON è esatto. Da tempo si RIPETE UN DATO NON ESATTO . Il totale del bilancio è, 16 miliardi circa , 57 %  va al personale-  8% funzionamento. 35 % investimento. Inascoltati, abbiamo chiesto di usare le risorse dei tagli al personale , allo stesso personale. Per incentivi, blocchi retributivi e giovani. Nel merito dei decreti e sugli esuberi che saranno  oltre 2.500 all’anno oltre gli esodi naturali. Una parte delle risorse sia destinato per agevolare questo processo di esodo.  La Difesa deve fare un sacrifico in quanto le risorse restano nell’ambito della Difesa. Forse qualcuno pensa di destinare le risorse non verso il personale ma verso altro. In Germania l’esodo  dei militari viene incentivato.  Chi resterà dopo i tagli, dovrà assolvere gli stessi impegni, con carriere compresse .  Nei decreti il Governo eccede la delega , sulla salute, sulla 104, questo è inaccettabile. Chiediamo che i CoCeR siano trattati come i sindacati civili dei dipendenti civili della Difesa che partecipano e concordano. Presentiamo 10 emendamenti irrinunciabili; Se non accolti ricordiamo che non siamo usi scendere in piazza … ma faccio presente  che si può manifestare liberi del servizio , è già successo e potrebbe succedere ancora.   ( CLICCA PER NOTIZIA SUL SIT-IN DI ASSODIPRO , un anno fà, CONTRO I TAGLI DELLA REVISIONE STRUMENTO MILITARE – a fronte di certi pseudo rappresentanti che probabilmente rappresentano solo i vertici, come dei Sindacati Gialli ) 
ALTRO CHE PRIVILEGI ! nel provvedimento c’è, tra l’altro : “FARE DI PIU’ CON MENO RISORSE E MENO UOMINI  –  DIRITTI FONDAMENTALI COMPRESSIPESANTI CONSEGUENZE DEL BLOCCO STIPENDIALE –  Giovani Militari senza FUTURO PENSIONISTICO   –  ESODI  FORZOSI –  CHI RIMANE IN SERVIZIO DOPO I TAGLI SARA’ ANCORA PIU’ PENALIZZATO  e  SI PENSA SOLO ALL’INDUSTRIA MILITARE A DANNO DEL PERSONALE .

continua in leggi tutto con l'analisi di alcune parti del provvedimento sopra scritti per titoli. 



I Rappresentanti dei Militari SUI TAGLI DELLA REVISIONE STRUMENTO MILITARE , in un documento comune del CoCeR Interforze, tra l’altro scrivono : “ FARE DI PIU’ CON MENO RISORSE E MENO UOMINI – (….)”Tale provvedimento non è altro che l’ultimo atto di un processo di riforma più che ventennale e segue a distanza di pochi anni la rivoluzione  attuata con il passaggio dalla leva al servizio militare professionale, iniziative che nel tentativo di migliorare lo strumento militare hanno avuto come motivo di sottofondo il “fare di più” con “meno risorse finanziarie e meno uomini”. DIRITTI FONDAMENTALI COMPRESSI (…) “il criterio  di rispetto dei principi generali dell’ordinamento, quali la continuità tra la retribuzione ed il trattamento di quiescenza,  diritto al lavoro e sua conservazione,  diritto alla salute ed alla famiglia , rispetto dei patti contrattuali assunti al momento dell’arruolamento quali il mantenimento dello status, etc. non può essere eluso con la mera giustificazione che per i militari tali diritti sono compressi e subordinati al superiore interesse collettivo, in quanto tale compressione deve essere motivata e giustificata in concreto”. PESANTI CONSEGUENZE DEL BLOCCO STIPENDIALE (…) “Al riguardo corre anche l’obbligo di segnalare che nella predisposizione del blocco non si sia tenuto alcun conto della diversità delle dinamiche retributive specifiche del comparto Difesa e sicurezza che collegano i miglioramenti economici all’avanzamento di Grado ed alla maggiore responsabilità. Tutto ciò si è tradotto in una penalizzazione pressochè tripla per il personale militare rispetto a quello civile in cui il blocco opera solo sugli aumenti contrattuali”. Giovani Militari senza FUTURO PENSIONISTICO  (…) “Rimane però  ancora senza risposta, in modo inaccettabile, la richiesta più volte reiterata di attivazione della previdenza complementare, senza la quale non si potrà/dovrà  procedere ad alcuna armonizzazione  previdenziale nel Comparto”. ESODI  FORZOSI ( … ) “riducendo il numero del personale alle armi di oltre 40.000 unità  (Spending + Legge 244/2012) nell’arco di pochi anni con istituti penalizzanti ed anche attraverso esodi forzosi”. CHI RIMANE IN SERVIZIO DOPO I TAGLI SARA’ ANCORA PIU’ PENALIZZATO ( …) “A riguardo, non ultimo,.va sottolineato che con la presente riforma si avranno riflessi penalizzanti nell’avanzamento e nelle prospettive di carriera per ogni categoria e ruolo con l’ulteriore aggravamento rispetto alla già critica situazione attuale di raggiungere i gradi apicali previsti dall’ordinamento e di eccessiva stagnazione di talune categorie”. SI PENSA SOLO ALL’INDUSTRIA MILITARE A DANNO DEL PERSONALE (…) “gli obiettivi di efficientamento risultano penalizzanti per il personale ed oltremodo sbilanciati sul fronte degli investimenti, il Co.Ce.R. non ritiene accettabile che i costi della trasformazione siano caricati esclusivamente sul personale, anche perché i costi del personale paragonati ai budget medi europei non sono né così abnormi né sbilanciati; paesi europei, che peraltro hanno stanziato ingenti  risorse per finanziare  la trasformazione  soprattutto per individuare  idonei strumenti  di esodo per il personale  in esubero senza penalizzarlo. A titolo di esempio la Germania per ridurre circa 16.000 unità ha stanziato ben un miliardo  di euro per pre-pensionare 6.000 uomini”.
 s.rullo@tin.it  

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