Il Caporale degli Alpini Matteo Miotto assassinato da un cecchino in Afghanistan.

Mentre il pianeta si apprestava alle rituali celebrazioni di fine anno, un ragazzo, un alpino italiano di Thiene (VI) di soli 24 anni, restava ucciso in Afghanistan durante lo svolgimento del suo servizio di vigilanza per mano di un vile e criminale esecutore.
Il caporale Matteo Miotto è la 13^ vittima del 2010 fra i militari italiani impegnati nelle missioni internazionali; è la 35^ vittima dall’inizio della missione in Afghanistan. Per le scarne notizie di cui si dispone al momento, sembra che il caporale Matteo Miotto avesse lasciato indicazioni circa la eventuale sepoltura nel caso di decesso; voleva essere sepolto nel cimitero della sua città vicino agli eroi di guerra.
Mentre ci auguriamo che le sue volontà siano accolte dalle autorità competenti, insieme al padre di Matteo Miotto chiediamo che sulle circostanze dell’attentato sia fatta piena luce; è inspiegabile infatti che nell’esercizio di un servizio come quello che Matteo Miotto stava svolgendo potessero essere presenti criticità tali da metterne in pericolo la propria incolumità.
Per le circostanze che il tempo si incarica di mettere in relazione , il Caporale Matteo Miotto è accomunato oggi alla stessa sorte dell’alpino Nicolò Fontana, suo conterraneo deceduto ugualmente per cecchinaggio a Tonezza del Cimone (VI) il 23 luglio 1916 per mano di un sicario imperiale mentre sporgendosi dalla postazione di difesa cercava di portare lo sguardo verso casa sua.
Ai familiari di Matteo Miotto e alla sua giovane fidanzata le condoglianze e la vicinanza commossa di AS.SO.DI.PRO.

Il Presidente Emilio Ammiraglia

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