Il Tar annulla la consegna di rigore inflitta ai delegati Cobar

Roma, 18 gen – Con le sentenze n. 183 e 184 del 2010, la Sezione I Bis del TAR Lazio ha annullato le consegne di rigore inflitte a due dei tre Delegati COBAR (rappresentanza militare) del Lazio che, per aver segnalato superiormente alcune irregolarità amministrative, erano stati sanzionati disciplinarmente dall’allora Comandante regionale Generale Baldassarre Favara.Il terzo dei delegati sanzionati aveva scelto di non adire il TAR ed ora resta, suo malgrado, l’unico militare punito nell’ambito dell’incresciosa vicenda.
I fatti risalgono al 2007 quando i tre delegati del COBAR Lazio intesero segnalare al Comandante regionale una prassi amministrativa che asserivano illegittima. Per tutta risposta, il Comandante regionale li sanzionò disciplinarmente per essersi questi rivolti a lui direttamente, senza previamente osservare il principio gerarchico.
Non servì a niente dimostrare che i tre delegati erano stati indirizzati in tal senso dal proprio Comitato di Presidenza del COBAR di appartenenza. Non solo, i tre militari sono stati sanzionati anche per il fatto stesso di essersi fatti coadiuvare da un legale nella stesura della memoria difensiva relativa al primo addebito.
Il relativo procedimento disciplinare era stato caratterizzato da macroscopiche violazioni procedurali: ai tre incolpati era stato negato l’accesso ai documenti utili alla propria difesa; i quesiti interpretativi inoltrati dai militari non erano mai pervenuti alle autorità cui erano rivolti e quindi non avevano ricevuto risposta; la commissione di disciplina aveva visto l’abnorme presenza di un quarto membro, il Colonnello Angelo Cuneo (invece dei tre previsti dalla legge); tutti i testimoni indicati dagli incolpati erano stati ritenuti superflui ed estromessi dal procedimento.
Sulla vicenda erano state presentate due interrogazioni parlamentari e Radio Radicale aveva chiesto di riprendere l’udienza pubblica del 18 dicembre scorso ma il Presidente della Sezione I bis del TAR Elia Orciuolo aveva negato l’autorizzazione alle riprese adducendo l’insussistenza di un interesse pubblico alla conoscenza della vicenda.
A dimostrazione del contrario, avevano partecipato all’udienza pubblica una trentina tra Carabinieri e militari solidali, nonché il Deputato radicale Maurizio Turco, autore di una delle due interrogazioni parlamentari presentate sui fatti.
«Le due sentenze del TAR Lazio sono doppiamente importanti – riferisce l’Avvocato Giorgio Carta che ha difeso i due militari -. Esse, infatti, non solo annullano due provvedimenti disciplinari a dir poco indegni di un paese civile, ma dimostrano l’importanza dell’attenzione mediatica e della solidarietà reciproca tra i militari, nel momento del bisogno. A differenza, di altri casi, infatti, nei quali le ingiustizie sono state inflitte e subite nel più assoluto isolamento, gli interessati sono stati capaci di attrarre l’attenzione mediatica, politica e, quel che più conta, di categoria sulla loro vicenda. Tutto ciò, secondo me, ha impedito la consumazione dell’ennesimo spregio delle regole di convivenza civile, a danno di militari che nulla avevano fatto se non adempiere al loro dovere». L’avvocato Carta si dichiara rammaricato, tuttavia del fatto che le sentenze in questione non abbiano tuttavia stigmatizzato tutti gli aspetti abnormi della vicenda: «con un ulteriore atto di scrupolosità, infatti, si sarebbe dovuto evidenziare come l’intera vicenda fosse stata caratterizzata da un arbitrario esercizio della potestà gerarchica e disciplinare. Resta, però, il bellissimo ricordo di quei trenta militari venuti all’udienza a reclamare silenziosamente giustizia per i colleghi. Speriamo che tale civile atto ti protesta non rimanga un caso isolato».

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.