LA GUARDIA DI FINANZA SI E’ DATA UN NUOVO CODICE DEONTOLOGICO AI FINANZIERI E’ CONSENTITO “GRACCHIARE ”? – di Cleto Iafrate

Riceviamo e pubblichiamo da Cleto Iafrate.
 
La Guardia di Finanza, allo scopo di recepire la vigente normativa anticorruzione, a distanza di 20 anni dal precedente, si è data un nuovo Codice deontologico. Il documento è stato presentato come uno “strumento idoneo a prevenire e contrastare fenomeni di illegalità, nonché a garantire ulteriormente la trasparenza nelle azioni compiute dai militari”. La sua presentazione è avvenuta alla presenza del Prof. Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze,  e con la benedizione di Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Tante sono le novità. Per la prima volta si fa espresso riferimento alle “differenze di genere”, che chi esercita funzioni di comando deve includere e valorizzare (art. 12, lettera d)
Una importante novità è contenuta nell’art. 10, secondo comma, di cui di seguito riporto il testo:   Art.10 (Prevenzione della corruzione e scritti anonimi) 2. Fermo restando l’obbligo di denuncia all’Autorità Giudiziaria, l’appartenente al Corpo segnala al proprio superiore gerarchico, anche ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, eventuali situazioni di illecito all’interno della Guardia di finanza di cui sia venuto a conoscenza.   Nella relazione illustrativa si afferma che questo articolo “esplicita formalmente il collegamento fra il Codice deontologico e il Piano triennale di prevenzione della corruzione”;  e che “nell’ambito della disposizione in esame assume particolare rilievo la previsione contenuta nel secondo comma, relativa alla disciplina del c.d. “whistleblower, introdotta coerentemente con le previsioni dell’art. 54-bis del D.Lgs. 165/2001 e con le indicazioni contenute nella determinazione A.N.AC. n. 6/2015[.
A me pare che il collegamento con le norme anticorruzione sia più formale che sostanziale.
Leggendo il codice deontologico, invece, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad “un fischietto che non fischia”; o meglio, un’amministrazione tutta trincerata su posizioni corporativistiche e autoreferenziali; un’amministrazione concentrata più sulla blindatura che sulla trasparenza; insomma, un’amministrazione all’interno della quale “non cade foglia che il superiore non voglia”.

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