La Marina Militare dà la sua versione sugli spari dalla Nave Aliseo.

Lo Stato maggiore della Marina, interviene sulla vicenda ( nave Aliseo )  con una nota: «Il 9 Novembre u.s., nell’ambito dell’Operazione Mare Nostrum – si legge -, il dispositivo aeronavale ha localizzato e monitorato in forma occulta, per circa 48 ore, un’unità madre intenta al rimorchio di una imbarcazione con a bordo stipati, in condizioni disumane, 176 migranti. Dopo aver constatato l’abbandono del barcone rimorchiato in precarie condizioni di galleggiabilità, Nave Stromboli si è diretta a soccorrere i migranti, mentre Nave Aliseo, in acque internazionali, ha iniziato l’inseguimento della nave madre che tentava la fuga con pericolose manovre evasive rifiutando di farsi ispezionare nonostante ripetute ingiunzioni via radio, anche in lingua araba». «Acquisita l’assoluta certezza di non colpire l’equipaggio della nave fuggitiva – spiega la Marina – , come ultima ratio, ricorreva all’uso delle armi in maniera progressiva per costringere ad interrompere la fuga e portare a termine l’arresto degli scafisti. Soltanto dopo circa due ore d’inseguimento la nave madre interrompeva la fuga e consentiva l’ispezione da parte di un team di Fucilieri di Marina. L’operazione condotta in stretto coordinamento con l’autorità giudiziaria ha consentito di assicurare alla giustizia 16 trafficanti di esseri umani».

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