La politica riveda la scelta sul Corpo Forestale dello Stato militarizzato per decreto. Migliaia di operatori dell’ex Corpo Forestale stanno subendo una scelta traumatica che non sembra migliori tutela del territorio.

A cura di Assodipro  cittadinanza, territorio e ambiente

NECESSARIO E URGENTE RIPRISTINARE IL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Il fallimento della riforma Madia-Renzi in tema di sicurezza e di eliminazione dell’unico corpo specializzato nella gestione degli incendi boschivi, in nome di un fantomatico risparmio di spesa (del tutto inesistente se si contano i costi elevati per il passaggio di 7000 persone nell’Arma dei Carabinieri ed i danni al patrimonio boschivo causati dagli incendi incontrollati di queste settimane) è talmente evidente che molti di quelli che si erano dimostrati in un primo tempo favorevoli alla riforma si sono ricreduti. Tranne coloro che l’hanno scritta e pensata, ovviamente!

Sarebbe sintomo di grande intelligenza politica  ammettere l’errore ed indicare una soluzione al problema di come ripristinare una seria attività di prevenzione antincendio sul territorio, di coordinamento delle operazioni di spegnimento e di repertazione ed indagine investigativa sulle cause dei roghi.

Il personale dell’ex Corpo Forestale dello Stato faceva tutto questo di mestiere, da sempre. E lo faceva molto bene perché era professionalmente preparato, aveva mezzi e attrezzature idonee, e soprattutto era presente capillarmente nelle zone rurali, quelle a maggior rischio e che alcune delle quali, oggi, sono ridotte in cenere.

Si è invece pensato, con molta arroganza  politica, di eliminare un meccanismo funzionante e rodato senza pensare alle conseguenze, infischiandosene delle proteste e degli avvertimenti degli addetti ai lavori, e la devastazione di questi giorni ne è la conseguenza.

Non servono rimedi inutili e tardivi annunciati dalle menti “finissime” che ci governano, come l’intervento dell’esercito nelle zone colpite dagli incendi, perché la natura dell’emergenza da gestire è particolare e deve essere affrontata in modo diverso e professionale.

E’ sicuramente importante un rafforzamento degli organici dei Vigili del Fuoco, indispensabili su vari fronti, ma è soprattutto necessario ed urgente ripristinare il disciolto Corpo Forestale dello Stato, al quale riaffidare la gestione esclusiva delle attività antincendio nei boschi e nelle zone protette del nostro Paese, oggi minacciate di essere annientate.

Basta continuare a mettere pezze per nascondere l’insuccesso della riforma Madia-Renzi, si ripensi al Corpo Forestale dello Stato, come era in precedenza e con le su competenze e professionalità, perché funzionava, era utile e faceva un mestiere unico. Se si vuole riformare il comparto sicurezza si pensi e programmi una riorganizzazione o accorpando delle polizie generaliste che fanno identico lavoro, cioè Polizia e Carabinieri e rafforzando ancor più quello che era il Corpo Forestale. In questo caso certamente si eviterebbero le attuali sovrapposizioni e si ridurrebbero veramente i costi di servizio.

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