La Spending Rewiew, i Rappresentanti del Cocer Esercito e la linea Comando.

Sinceramente non avremmo preferito scrivere nulla, ovvero vedere che le parole dei Rappresentanti (Cocer in particolare) diventassero concretezza; mi pare che la direzione è quanto mai dubbia, ovvero incerta e poco concreta. Parliamo di Spending Rewiew. Non è facile capire, questo credo lo ammettiamo tutti, ma se almeno avessimo quel minimo d’informazioni utili per cercare di ragionare sulle possibili conseguenze che eventuali provvedimenti di legge potrebbero avere sul personale, sarebbe il minimo sindacale dovuto. Da Luglio 2012 ad oggi, il nuovo Cocer Esercito che nuovo non è in quanto ha adottato la stessa linea d’azione politica dello scorso mandato, non ha approvato nessuna delibera tesa ad informare né i Coir né i Cobar delle intenzioni, non dico del Governo, ma nemmeno del Cocer stesso e della gerarchia militare. 
Allora, se la Rappresentanza è (lo dice la legge, non noi) l’Autorità affiancata della linea Comando e a capo della Rappresentanza c’è un Generale che fa parte della linea Comando ai massimi livelli, due sono le cose, o la linea Comando non vuole far sapere alla Rappresentanza quali sono le intenzioni che ha deciso, oppure pensa che la Rappresentanza non è vista come uno strumento per il benessere del personale ma, bensì, uno strumento da controllare attraverso la linea Comando (mettendone a capo, appunto, un Generale della linea Comando) in modo tale che le decisioni della linea Comando sono identiche a  quelle della Rappresentanza. 
E no! Cari signori, così non va, non è corretto, non è politicamente, moralmente ed eticamente corretto e se ci permettete nemmeno sotto il profilo tipicamente militare non c’è coerenza con quelli che sono i regolamenti dell’Ordinamento Militare che vorrebbe la Gerarchia impegnata in un costante monitoraggio al fine di verificare quali sono i problemi, percependoli direttamente dal personale attraverso la rappresentanza stessa. Stare al gioco del potere è facile, stare dalla parte del personale è difficile; mi spiace vedere che persone per bene decidono di stare al gioco del potere al quale appartengono, umiliando la propria intelligenza, mortificando la propria etica e buttando alle ortiche la propria autorevolezza. 
Credo che se il Cocer Esercito ha trascorso tre mesi a discutere del proprio trattamento di missione  mentre tutto il personale militare aspetta invece di sapere a quali risultati sono arrivati con ben 8 gruppi di lavoro istituiti presso lo SME e di cui tutti i delegati Cocer ne fanno parte, nessuno escluso (vogliono la forfettaria, ma evidentemente non sanno che tutto il personale militare dell’Esercito si reca in missione con basse di aggregazione e accasermamento, garantendo comunque la funzionalità della Forza Armata pur subendo anche umiliazioni, ma con grande dignità). Non è una critica distruttiva, non prendete queste righe come un attacco, non lo è anche perché in questo momento al personale non interessano le diaspore tra delegati, le posizioni partitiche, le ambizioni politiche di qualcuno o la necessità di un albergo a 3 o 4 stelle o meglio 130 euro al giorno di forfettaria che per 4 anni fanno la bellezza di 189.000,00 euro a testa (il costo di un appartamento), a noi serve che se ce n’è bisogno, per difendere i diritti del personale, sareste disposti anche ad incatenarvi sotto l’Altare della Patria,  al freddo e al gelo o a pane e acqua come fanno gli operai dell’Alcoa, altrimenti non servite a nulla, neanche a smuovere l’aria quando camminate e questo lo capite da soli. 
Su quest’ultimo aspetto vorrei inoltre sottolineare in confidenza, che il Presidente del Cocer mai e poi mai farebbe una cosa del genere e men che mai permetterebbe a nessuno di voi di farla, poiché verreste immediatamente denunciati alla Procura Militare per aver contravvenuto alla norma che vieta ai militari (tutti, Cocer compreso) di protestare o di poter diffondere comunicati stampa, notizie inerenti l’operatività, la sicurezza, la dislocazione dei Reparti, l’umore dei militari, la mortificazione, le discriminazioni stipendiali, di carriera, di impiego e di piccoli favori che alla fine fanno le differenze anche economiche tra persone con la stessa anzianità di grado perché il nuovo Ordinamento Militare non lo prevede. Ordinamento militare che è stato approvato nel 2010, in pieno mandato Cocer dell’attuale Sottocapo di SME che ha lasciato in consegna al nuovo Presidente del Cocer Esercito il proseguo della sua missione e che l’attuale Cocer (all’unanimità), ha approvato previo delibera e, quindi, fatta propria. Grazie quindi al Cocer precedente per questa bellissima dimostrazione di ossequio al potere, ovvero il Presidente parla e sparla impunito, mentre tutti gli altri hanno il cappio al collo pronto a stringersi se i discorsi vanno nella direzione opposta alla linea di Comando. 
Ci dovremmo stupire, infatti, di come un autorevole Generale Presidente del Cocer Esercito, coadiuvato da un “eccezionale” consigliere giuridico anch’egli delegato Cocer categoria “A”, non abbia preso provvedimenti nei confronti di alcuni delegati che hanno diffuso un comunicato stampa a titolo personale senza la necessaria autorizzazione dello stesso Consiglio e come alcuni Delegati continuano impunemente ad usare mezzi non autorizzati dalla linea Comando e da quella della Rappresentanza, promuovendo attività politica e partitica. Non vi stupite e non ci stupiamo, è una strategia fatta e concepita a tavolino quella di essere “buoni” con i “cattivi”, specie se non sono pericolosi e ignoranti (nel senso di ignorare le norme). Ebbene signori, queste cose non si fanno direttamente e personalmente ma utilizzando vecchie strategie sempre buone a determinare l’effetto che si vuole ottenere; basta diramare una lettera a tutti gli Enti e Comandi dell’Esercito dove si richiamano i rispettivi Comandanti ad esercitare il potere sanzionatorio nei confronti dei propri dipendenti, ovvero di accertarsi delle mancanze disciplinari o penali del personale, compresi e soprattutto quelli che sono parte del Cocer e dei Coir. Così facendo si arriva al raggiungimento dell’obiettivo,  la defezione dello scontro allontanandolo dal Cocer  o dai Coir, portandolo direttamente presso il comando di appartenenza del militare che avrebbe commesso l’illecito. E infatti secondo la norma tutti dovrebbero parlare solo ed esclusivamente se autorizzati da una delibera del Consiglio; anche il Presidente dovrebbe essere soggetto a tale principio ma è evidente che si fa fare a delegati delle Categorie subordinate la prima mossa, facendoli sbagliare per poi essere nelle condizioni di non poter attaccare il Presidente quando porta i discorsi dove vuole lui, avendo messo i delegati nella posizione di non contestare sul piano regolamentare, (e quindi disciplinare) una colpa che, in considerazione del grado e del ruolo del Presidente stesso, sarebbe ben più grave e con responsabilità decisamente maggiori di un qualsiasi delegato. 
Praticamente al Cocer serve anche chi per ritagliarsi un proprio ruolo politico e finalità di visibilità personale, diffonde comunicati stampa o appelli al voto o adesioni a partiti o movimenti politici, inutili e dannosi per l’autorevolezza della Rappresentanza stessa ma vantaggiosi per la linea Comando che diventa l’unica credibile a livello politico in quanto ha idee chiare, possibilmente una e senza conflittualità interne. Insomma il gioco è chiaro e bisognerebbe dire a chi inonda il web e le email di molti di noi con posizioni personali, che l’unico strumento che si ha a disposizione è la Rappresentanza stessa solo ed esclusivamente se richiamiamo “all’ordine” anche i Presidenti che in tal modo non possono andare oltre a quanto i Cobar e i Coir deliberano al fine di coinvolgere il Cocer su quello che vuole o sente la base. Ovvero attuare la strategia che vede il Presidente costretto a stare in margini strettissimi, senza nessuna autonomia, dicendo pari pari quello che vuole la base che, purtroppo, ancora nessuno ha avuto la compiacenza e l’umiltà di ascoltare. Se nel frattempo, tra una posizione personale di qualche delegato e quella del Presidente ci fate sapere di che morte moriremo, ve ne saremo grati; ovvero se sono stati costituiti i gruppi di lavoro sulla spending rewiew , questi avranno pur prodotto qualcosa su cui discutere e a noi poveri militari della base piacerebbe conoscere. Poi sappiamo che vi sono stati assegnati degli alloggi di servizio per la vostra permanenza a Roma, con tanto di arredamento e tutto completamente gratuito. 
Crediamo che sia una sistemazione più che dignitosa e consona che permette a tutti voi di stare a Roma ad ogni convocazione, anche se leggendo le delibere si evince che siete sempre poco più della metà e mai tutti. Anche questo è mancanza di rispetto verso le categorie; chi si è candidato ed è stato eletto ha il dovere di partecipare, altrimenti ognuno di noi conosce la strada per tornare a casa.   
Buon lavoro.   
Assodipro Umbria

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