MARO’ – MILITARI ITALIANI ALLA DERIVA SULL’OCEANO INDIANO

Oltre due anni sono già trascorsi e i due Marò della nostra Marina Militare sono ancora “prigionieri” in un paese lontano, la loro colpa: “aver compiuto il loro dovere su preciso mandato del Ministero della Difesa e del Governo Italiano”. In quaranta anni di servizio militare credevo di aver capito quasi tutto di come funzionava l’apparato statale, ero convinto che un ordine giustificasse l’operato del soldato a cui fosse impartito un “ordine di servizio”, mi sbagliavo. Alla luce di quanto sta succedendo ai nostri due militari, mi sono chiesto cosa posso fare io nel mio piccolo e tutti noi, per contribuire e dare una mano ai colleghi della Marina Militare.
Mi duole non avere sentito in questi due anni la voce dei vertici della Marina Militare nella persona del Capo di Stato Maggiore di quell’arma. Mi duole non aver visto né sentito l’autorevole intervento del Presidente della Repubblica Italiana nei confronti delle Autorità della Nazione Indiana., solo ultimamente si è sentito il Ministro degli Esteri prendere posizione decisa con richiamo in Patria del nostro Ambasciatore, poca cosa fino adesso, meglio tardi che mai. Visto i fatti e i comportamenti tenuti dal Governo e dall’Autorità Giudiziaria dell’India, l’Italia è considerata una Nazione terroristica che manda in giro militari terroristi ad uccidere cittadini di altre Nazioni. INACCETTABILE. Non riesco ancora a capire del perché il Governo Italiano, il Ministero della Difesa e i vertici delle Forze Armate Italiane, non abbiano preso decise posizioni con le conseguenti azioni atte a far capire che l’Italia e i suoi cittadini, hanno pari dignità della stessa India e che la Nazione Italiana non è un Paese di terroristi e quindi deve essere rispettata. Fuori da queste posizioni politiche, il militare, quando è comandato per un particolare mandato di servizio, deve essere tutelato senza se e senza ma, ad eccezione di precise norme di comportamento che riguardano i doveri propri del giuramento prestato – del grado posseduto e della tutela del segreto militare.  Certo è che l’azione promossa dall’autorità Indiana, mostra connotati diretti a condizionare e limitare la responsabilità e le libertà individuali mondiali, ponendosi in contrasto non solo con le leggi dello suo Stato ma anche con l’Ordinamento Internazionale, cui i due Marò Italiani erano esclusivamente soggetti. Segnalo che non solo le Autorità Italiane, ma anche tutti i cittadini devono far sentire forte la loro voce a favore dei nostri due militari affinché possono essere restituiti alle loro famiglie. Come Italiano sono molto amareggiato e deluso per le umiliazioni che i colleghi della Marina Militare da due anni subiscono, senza alcuna colpa o responsabilità, ma solo per aver obbedito ad un mandato Internazionale impartitogli dalle Autorità del proprio Governo e dall’Autorità Militare Italiane. Per capire meglio, questa Associazione Solidarietà Diritto e Progresso – Sezione di Piacenza, ha contattato uno studio legale al fine di conoscere se possono esserci responsabilità delle autorità Italiane sia di quelle politiche che  militari e, qualora ci fossero, poter presentare un esposto alla nostra autorità Giudiziaria, per responsabilità oggettiva e soggettiva nei loro confronti, a tutela dei due Marinai e di tutti quei militari che ricevono ordini e mandato simile a quello dei due Marò.   

 Il Presidente della Sezione  Assodipro di Piacenza Carmelo Cav. Biondo       

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