Ministra Difesa PINOTTI, dire ad una donna militare con gravidanza a rischio “ è proprio necessario che resti a casa? hai gia 2 figli ! “ è mobbing ? è ignorare leggi ? è violenza psicologica, cos’è secondo lei ? Le donne militari hanno diritti o no ? i militari hanno diritti o devono pensare a gesti estremi come soluzione ?

A cura di Salvatore Rullo presidente Assodipro  s.rullo@tin.it

Carissima Ministro difesa Roberta PINOTTI, da giorni abbiamo scritto e ci stiamo occupando delle problematiche che ci segnalano molti dei nostri ragazzi di “ strade sicure “. Problematiche che sono evidenziate ed emerse con forza dopo il  caso del ragazzo di strade sicure che si è SUICIDATO mentre svolgeva il servizio stesso. Come scritto, ribadiamo che stiamo raccogliendo casi e segnalazioni con l’intenzione di presentarli alla prossima Commissione Difesa ed al prossimo Ministro Difesa, o a LEI se ci vorrà cortesemente ascoltare e incontrare. A lei DONNA MINISTRO sottoponiamo anche una parte della lettera che abbiamo ricevuto, dopo aver anche parlato con la signora donna in uniforme che, non è la sola ad averlo fatto, ci ha chiesto AIUTO. In realtà la militare in questione avrebbe anche voluto parlare con Lei, signora Ministro, ma non è “ riuscita “ (!) . Volendo, cara Ministro Difesa, potrebbe ascoltarla e “ affacciarsi “ in un mondo che appare oscuro , prevaricatore oltre la norma, insensibile a leggi e diritti di lavoratori, donne, famiglia. Altro che Esercito Europeo, a noi ci appare ancora un mondo medioevale ed arcaico dove il comandare è farlo solo con autoritarismo senza autorevolezza, il comandare appare solo gestire numeri per una carriera, appare il non applicare leggi, norme a tutela della famiglia e dei figli che, come altre, vengono “arrestate” fuori il portone delle caserme come se fossero zone extra territoriali dove si detta legge interpretando o comprimendo leggi . Cara Ministra, Politici che seguono la Difesa ed i temi della stessa, Donne che avete ruoli di responsabilità nella vita civile e nel sindacato, vi preghiamo di leggere la lettera che segue, con attenzione.

Come si sente una Donna, moglie ma soprattutto UN MILITARE DI TRUPPA

Mi sono arruolata nel settembre del 2002 con il … concorso straordinario, tralasciando le varie avversità e piccole ripicche (come se essere una donna dia fastidio a qualcuno); (ma soprattutto!)le varie “avance” indesiderate avute negli anni posso dire che ho iniziato la mia carriera militare con tanta voglia,dedizione e spirito di sfida verso chi credeva che le donne non ce l’avrebbero mai fatta … i primi anni anche se ero considerata una “scheggia” sono stati i più proficui per il mio attaccamento alla divisa e a questo paese che io AMO!al quale ho sempre voluto dare tutta me stessa per proteggerlo,volendo dare il mio piccolo contributo alla società ed al paese nella sua crescita … la mia lunga battaglia però inizia alla fine del 2004, quando mi fidanzo con mio marito quando nel 2005 sposo mio marito…  all’inizio non ci volevano dare la licenza matrimoniale ad entrambi (come se lui potesse andare in licenza ed io no!) quando poi (finalmente oserei dire) calano l’asso il pomeriggio prima del mio matrimonio mi chiamano dicendo che se entro il mattino dopo non rientro in sede non mi faranno partire la mia domanda per il concorso VSP ,naturalmente decido di sposarmi, e così perdo il mio primo concorso VSP…. rientrati dopo il matrimonio (era il settembre del 2005) spostano mio marito dalla compagnia a cui appartenevamo….ci inviano a fare l’operazione domino nel dicembre del 2005 in siti separati (quando altre coppie erano stati impiegati nello stesso sito) arrivati troviamo un sottufficiale che capendo che erano i primi mesi da sposati ci sposta su di un sito dove potevamo stare quantomeno insieme,tornati da li io resto incinta,con le varie problematiche inerenti al mio incarico,ero un operatore mezzi speciali del genio, resto a casa in maternità anticipata…lì le varie voci di superiori e non che mi sto facendo la pacchia ecc ecc….

la mia bambina nasce ed io al 4°mese rientro in servizio e da subito vengo impiegata, senza dar conto al DPR 151 e quant’altro….mi abbassano le note ( senza un reale motivo) dicendomi che visto che sono stata assente non posso che aspettarmi questo! quando faccio presente che stava partendo la mia seconda domanda per il concorso VSP loro la inviano con quelle note sbagliate, per poi dopo cambiarle, morale di tutto non passo ancora una volta il concorso VSP,mi cambiano di compagnia per motivi misteriosi o forse per paura di una denuncia visto che mi hanno NEGATO LA PARENTALE per il periodo in cui potevo usufruirne,vado in questa nuova compagnia mi impiegano in un ufficio e li cerco di dare il meglio di me,visto che da tutta questa situazione non ne ho ricavato altro che una depressione post-partum che sembrerà una stupidaggine ma che credetemi NON LO E’!!!! nella nuova compagnia sembra andare tutto bene …. addirittura mi impiegano prima che la mia bambina abbia compiuto 1 anno di vita,ma per non creare quello che loro chiamano “un disservizio” non creo problemi e lo faccio …. Il tempo passa e sembra tutto andare per il meglio..(tant’è che ricevo un Elogio per il lavoro svolto) …fino al novembre del 2008 quando a mio marito gli comunicano che deve partire in missione, bene io sarei rimasta con la bambina lui via, sarebbe andato tutto bene se non che 2 gg dopo che mio marito parte, mi comunicano che mi hanno impiegata nell’operazione strade pulite sita giù a Caserta, qualcuno mi ha anche detto che dovevo considerarmi fortunata visto che sono originaria di quelle parti, ma quando mi sono PERMESSA di chiedere come avrei fatto con la bambina (dati gli orari assurdi a cui si sottoponeva il sito) mi è stato risposto dal mio Comandante di allora “Ti organizzi!”, è inutile dire che dopo 50gg ho dovuto chiedere di allontanarmi, perché la bambina non si alimentava più perché si sentiva ABBANDONATA dalla mamma e dal papà… mio marito ha richiesto la fine missione dopo 80gg per lo stesso motivo, sempre grazie al buonsenso dei nostri comandanti oserei dire … passa il tempo ed io resto incinta della mia seconda bambina …. Torno in servizio al 4°mese (fortunatamente sia con la prima che con la seconda ho avuto la massima disponibilità dei miei genitori nell’accudire i primi mesi le bambine) senza  una motivazione mi tolgono dall’ufficio della compagnia(nel quale ero impiegata prima della maternità) e mi impiegano nell’ufficio Logistico del Reggimento, mi distinguo a tal punto che dal 2011(anno in cui vengo impiegata li) al 2013 mi occupo e gestisco vari magazzini da sola!nel 2013 mi viene proposto, viste le mie capacità e senso del dovere(o almeno così mi viene detto dal capo ufficio maggiorità), di andare a lavorare nella segreteria del Comandante di Reggimento, lo prendo come un grande ONORE  sia per gratificazione personale, sia per una crescita culturale (militarmente parlando) mi trovo molto bene, anche li cerco di dare il massimo di me! ed anche quando devo subire un operazione alla gamba decido di usufruire della mia licenza e non della convalescenza che mi spetterebbe … …

è un periodo per me BELLO sia militarmente sia culturalmente parlando, ma Aimè! ho la presunzione di pensare che quelli che fino a quel momento mi hanno supportato,possano capire il mio desiderio di un’ ulteriore gravidanza, no … anzi quando all’ottava settimana di gestazione vengo ricoverata e dopo 7 giorni di ricovero  il ginecologo mi pone in Gravidanza a rischio, è l’inizio della mia discesa nell’inferno che sto vivendo!  Si perché già da quando porto al reparto il certificato che mi pone a riposo  mi viene “richiesto” se fosse proprio necessario questo riposo (tanto di bambini già ne avevo 2, non riuscivano a capire la motivazione nel ricercare un’ulteriore gravidanza nata fin da subito male) lì resto MOLTO male della risposta e me ne sto a casa, a curarmi di quel bambino che già da subito viene discriminato, senza neanche essere nato!  Quando sono alla 21^ settimana di gestazione vengo di nuovo ricoverata per problematiche varie (mi viene detto che la gravidanza difficilmente sarebbe andata avanti se non per un riposo forzato a letto) a mio marito non vengono dati i giorni per assistermi e viene costretto dalla situazione a porsi in convalescenza, per poter assistere me e le bambine. Dopo 2 settimane mi rimandano a casa con riposo ASSOLUTO, mio marito ritorna a lavoro ma deve farsi carico sia di me che delle bambine (purtroppo i miei genitori per motivi di salute,mio padre ha il diabete e mia madre soffre di cuore, non sono potuti venire ad aiutarci, come avevano fatto precedentemente) ma proprio per venirci incontro(sarcasticamente parlando) i nostri superiori comunicano a mio marito che era stato impiegato a strade sicure…. Nel luglio del 2015 nasce il mio terzo bambino sembra tutto andare per il meglio, se non che dopo poco tempo mi dicono che purtroppo per un problema fisico non posso avere più figli, capirete bene che il colpo è duro per chi ha sempre sognato una famiglia numerosa,comunque arrivata al 4° mese del bambino non posso tornare in servizio, ho ancora le mie ferie dell’anno in corso ( che purtroppo perderei se non usufruissi) in più ho i genitori che non possono salire ad aiutarmi (anzi ci vorrebbe qualcuno che aiuti loro) quindi richiedo la mia licenza e sto a casa, quando è il momento di staccarmi dal bambino, è lui che non vuole, a sei mesi si alimenta solo con il seno così mi ritrovo a richiedere (per la prima volta) la mia licenza parentale avevo un po’ di giorni della seconda bambina e ne usufruisco per poi iniziare con quelli del 3 bambino, ma visto che questi giorni( soprattutto quelli della seconda ) erano pagati al 30% e dato che viviamo a 1000 km dai nostri genitori abbiamo dovuto fare 2 conti in tasca e dovuti organizzare di conseguenza, ho scelto di stare io a casa da lunedì a giovedì (visto che ho la tassazione irpef più bassa) così da ridurre le ulteriori decurtazioni .… già da subito questa cosa non è piaciuta ai miei superiori (anche se già altre coppie avevano usufruito di tale beneficio e con tale modalità) così mi hanno messo di fronte ad una scelta, o rientro a pieno servizio  o verrò allontanata dall’ufficio, naturalmente scelgo di stare con il mio bambino, che in quel momento aveva bisogno di me!!! Da li la mia odissea, vengo allontanata dal mio ufficio e dalla sala,alle mie richieste di delucidazione in merito, mi viene detto che non è dato sapere (anche se si va contro ad un articolo preciso del DPR151  in cui si citano proprio questi casi di non discriminazione per le donne che usufruiscono della maternità) e che devo andare a fare il mio incarico che nel frattempo (quando sono stata operata ) è stato tramutato in conduttore di automezzi …..faccio il mio ecco, in tutto questo però il mio bambino non sta bene, non si regge sulla schiena, lo portiamo da un fisiatra ma ci dice di aspettare per vedere come vanno le cose questo a novembre 2016 e per non dare (quello che loro chiamano) un disservizio, siamo costretti ad affidarci a qualcuno che lo possa seguire nella crescita, un’infermiera (meglio se non dico quanto è costata) mio marito ( continua a pag.2 )

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