Nel periodo durissimo per il personale delle Forze Armate, tra blocchi stipendiali, spending e tagli di 50 mila posti di lavoro nella difesa, scopriamo il caso Pantelleria

A cura di Salvatore Rullo Vice presidente ASSODIPRO
Pantelleria  è un comune italiano di 7852 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.   Isola di Pantelleria  si trova a 110 km a sud della Sicilia e a 70 dall'Africa, una parte di territorio italiano più vicino all’africa che all’Italia  sta per essere abbandonata dalle forze armate del ministro Di Paola in nome della sua revisione/riorganizzazione che guarda prevalentemente ad interessi industriali/commerciali  facendo macelleria sociale del personale e del territorio che presidiava da anni. Entro il 2013 l’Aeronautica Militare  lascerà l’isola ed i 20 militari che operano li da anni , saranno spediti (!) , se va bene, a Trapani. Certo la sera non potranno tornare alle loro famiglie , se vivono  perfettamente integrati e da anni in un ambiente isolano, questo poco importa alle superiori autorità addette ad eseguire scrupolosamente gli ordini di “ tagli riorganizzanti “ di un governo tecnico prossimo, finalmente, al termine.  Non è servita la lettera scritta dalle mogli dei colleghi ed inviata al sindaco di Pantelleria il 2 aprile 2012 anche se in seguito alla lettera si riuniva il consiglio comunale che elaborava un documento inviato alle varie autorità militari e civili.  Nel mese di giugno 2012 il vescovo di Mazara del vallo , insieme al VICE sindaco di Pantelleria ( il sindaco nel frattempo era stato arrestato per corruzione ) si sono incontrati con il Gen. Corsini sottocapo di SM che , comunque , confermava la chiusura. CHIUSURA nonostante l’Aeronautica sia presente a Pantelleria dal 1939 per l’importanza strategica e di frontiera ad essa riconosciuta fino a pochi giorni fa con la crisi Libica ed i focolai di disordini civili nei paesi del nord africa che hanno portato al dramma degli sbarchi . I colleghi di Pantelleria, con senso del dovere, hanno supportato, negli anni, molte operazioni di protezione civile garantendo la dovuta continuità territoriale spesso messa in crisi da numerosi fattori. Di tutto questo NON c’è più bisogno ? Ci penserà un robot di ultima generazione finanziato con i tagli di 40 mila militari e lautamente pagato a Finmeccanica ? L’esercito ha già abbandonato l’isola lasciando a testimonianza della sua presenza la  caserma barone ora simbolo di degrado. Ci chiediamo che scelta possa essere quella di abbandonare un territorio di confine , quali positivi riflessi economici e sociali possa portare, quali risparmi, quali interessi economici o speculativi  possa liberare l’abbandono di un utile e significativo presidio militare aeronautico in una parte del nostro paese che si trova più vicina all’africa che all’Italia. Quando le mogli dei nostri colleghi scrivono che NON sono numeri da trascrivere da un posto ad un altro, quando difendono  le loro radici isolane meritano, NON solo  la massima solidarietà , MA il massimo interesse verso una chiusura che non appare comprensibile e meriterebbe di essere rivista  e/o spiegata dettagliatamente a livello strategico/economico. Quale stratega ha deciso che per presidiare una parte di territorio italiano abitato da circa 8000 persone bastano solo 15 marinai ? chi potrà svolgere compiti di difesa, emergenza , protezione civile , e difesa di un territorio di confine ? basta il maresciallo dei CC con qualche carabiniere e 15 marinai ?   Nei Grandi numeri dei TAGLI del Ministro Di Paola ci sono pesanti conseguenze economiche, sociali , familiari, pensionistiche per MIGLIAIA di militari, lo diciamo e lo combattiamo da mesi. Sembra che si ascolti solo la legge unica e dominante, la legge dell’economia, dei tagli, delle banche e delle Lobby . Pantelleria ed i colleghi che dovrebbero essere sradicati dalla loro realtà è uno dei casi emblematici, questo fenomeno si ripeterà per tutto il territorio nazionale se passano le riforme del Governo Monti – Di Paola e di tutti coloro che li stanno appoggiando incondizionatamente. Il personale ridondante è stato stimato in migliaia di unità, a decine enti e caserme saranno chiuse per concentrarle, nel caso dell’ EI in 11 macro aeree. CONTINUEREMO A LOTTARE per fermare leggi penalizzanti e lo faremo anche dopo che , malauguratamente, siano approvate.  Continueremo a chiedere diritti associativi e sindacali per far avere ai lavoratori militari ed alle loro famiglie la tutela che meritano in quanto da troppo tempo sono considerati cittadini-lavoratori di una serie inferiore.
s.rullo@tin.it     
 
          
 
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