PENSIONI. Blocco Rivalutazioni , Assodipro valuta e studia un RICORSO per ottenere l’integrale od una migliore applicazione di quanto derivante da decisione della Consulta.

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BLOCCO DELLA RIVALUTAZIONE AUTOMATICA DEL TRATTAMENTO PENSIONISTICO: SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N.70/2015 E ART.1 DEL D.L. n.65/2015     
Come reso ampiamente noto dagli organi d’informazione, la Corte Costituzionale, con la sentenza n.70/2015, depositata il 30 aprile 2015, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma del Decreto c.d. “Salva Italia (art.24, comma 25, del D.L. 06.12.2011, n.201, convertito con modificazioni dalla Legge 22.12.2011, n.214), “nella parte in cui prevede che (pari ad €.1.400,00 circa, n.d.r.), nella misura del 100 per cento>”.   
Con D.L. 21.05.2015, n.65, pubblicato sulla G.U. del 21.05.2015, n.116, il Governo ha  adottato le disposizioni con le quali ritiene di aver dato “attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015”.     
Più in particolare, l’art.1 ( recante “Misure in materia di rivalutazione automatica delle pensioni”) del suddetto D.L. n.65/2015 prevede quanto segue: “La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall'articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.448, relativa agli anni 2012 e 2013, è riconosciuta
a)     nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS (pari ad €.1.400,00 circa, n.d.r.)
Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato
b)    nella misura del 40 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS (da €.1.400,00 ad €.1.900,00 circa, n.d.r.)con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
 c)    nella misura del 20 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS (da €.1.900,00 ad €.2.400,00 circa, n.d.r.) con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato
d)     nella misura del 10 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS (da €.2.400,00 ad €.2.900,00 circa, n.d.r.) con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato
e)     non è riconosciuta per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS (oltre €.2.900,00 circa, n.d.r.) con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi.”     
Precisano, poi, i commi 2 e 3 dell’art.1, rispettivamente, che: “La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall'articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.448, relativa agli anni 2012 e 2013”, come sopra determinata, “con riguardo ai trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS è riconosciuta: a) negli anni 2014 e 2015 nella misura del 20 per cento; b) a decorrere dall'anno 2016 nella misura del 50 per cento”; “Le somme arretrate dovute ai sensi del presente articolo sono corrisposte con effetto dal 1° agosto 2015”.     
Poiché, le sopra riportate disposizioni confermano l’intenzione del Governo, ampiamente preannunziata nei giorni scorsi, di non procedere al rimborso integrale di quanto sarebbe stato dovuto a tutti i pensionati a seguito e per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n.70/2015
As.So.Di.Pro. ha dato incarico allo Studio legale di riferimento di valutare la possibilità di esperire, in tutte le sedi opportune, azioni giudiziarie volte a ottenere l’integrale od una migliore applicazione di quanto derivante dalla indicata decisione della Consulta.     
Al più presto, As.So.Di.Pro. fornirà tutte le informazioni e le indicazioni utili per gli associati, ai quali si suggerisce, pertanto, di attendere prima di dar corso a qualunque iniziativa finalizzata a tutelare la propria posizione.   
 
Il Presidente Nazionale     Emilio Ammiraglia

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