Perché le gerarchie militari si oppongono all’evoluzione dei Sindacati Militari in Italia

Da poco più di due anni e mezzo, un muro di gomma è stato prontamente eretto dalle massime cariche delle Forze Armate, per ostacolare, bloccare e/o ridicolizzare l’evoluzione dei Sindacati Militari in Italia, che, con gravissimi ritardi e solo dopo lunghe lotte legali ai massimi livelli (TAR, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale, Corte di Giustizia Europea), la Corte Costituzionale Italiana ha decretato illegittima quella legge che vieta un  Sindacato per i Militari.

Come il silenzioeretto dopo il disastro aereo di Ustica, di cui ancora oggi non è possibile conoscere le dinamiche ed i colpevoli, allo stesso modo dopo oltre due anni e mezzo le Commissioni Difesa, presumibilmente soggette a pressioni più o meno lecite, ancora esitano a licenziare una buona o coerente legge di applicazione riguardo ai Sindacati Militari. Eppure, mai come questa volta il compito era di una facilità estrema. Bastava fare copia e incolla, come da linguaggio informatico della legge sui sindacati di Polizia inserendo le dovute ed opportune modifiche. La legge che le Commissioni Difesa vorrebbero portare alle Camere, è talmente scorretta che ha trovato l’opposizione di tutti i Sindacati riconosciuti fino ad adesso.

In due testimonianze e avvenimenti storici attuali cercheremo di far capire quanto sia inutile e dannosa l’attuale bozza di legge. Solo per far comprendere meglio questo episodio ritorneremo nel secolo che ci ha appena lasciato e parleremo del generale Cadorna, delle sue malefatte, descritte con dovizia di particolari da Stefano Gambarotto nel libro “Caporetto, una tragedia italiana”.

Leggere questo libro e pensare ai giorni nostri con tutte le similitudini è quasi angosciante. L’autore condensa in poche righe finali, la levatura di Cadorna e degli Alti Ufficiali che lo circondavano, in questo modo. <<Caporetto non è soltanto la storia di una sconfitta ma un gigantesco esperimento di antropologia sociale dal quale emergono gli immutabili difetti di una nazione e del suo modo di essere. Nelle settimane che precedettero la battaglia, i massimi responsabili della guerra italiana negarono risolutamente l’evidenza di ciò che stava per accadere. Cadorna  fu il primo a rifiutare l’idea stessa di una grande offensiva austro-tedesca, anche se le prove delle intenzioni nemiche erano davanti ai suoi occhi. Tutti gli altri lo seguirono: chi per piaggeria, chi per interesse, chi per timore di vedere pregiudicata la propria carriera. >>

Ecco, le attuali Gerarchie militari si rifiutano come Cadorna ed i pochi che ne comprendono la possibile spinta innovativa, morale, sociale e operativa, non si esprimono per lo stesso motivo per cui gli altri seguivano Cadorna.

Si potrebbe obiettare, che si era agli inizi del 1900.

Tenendo conto che ancora oggi due grandi e conservatrici istituzioni sociali italiane sono quella militare e quella religiosa possiamo notare passi innovativi giganteschi nella Chiesa grazie al grande Papa Francesco, mentre rimangono fermi su posizioni rigide i vertici militari.

Basta leggere un quotidiano di circa tre mesi (lunedì 2 novembre 2020) e non del 1900, dove a pagina 11, del Fatto Quotidiano nelle prime sette righe di un articolo di Carlo Di Foggia, che scrive: << Agli storici che vorranno studiare l’inadeguatezza della classe dirigente italiana consigliamo di ripercorrere il dibattito alla Giornata Mondiale del Risparmio 2020 tenutasi qualche giorno fa. >>.

Ecco, da Cadorna ai tempi odierni purtroppo questa è la classe dirigente italiana e la stesura attuale di questa legge sui sindacati militari sarà una delle peggiori emanate dal Parlamento Italiano.

Confidiamo che, alla luce delle varie proteste e disquisizioni, gli onorevoli parlamentari riescano a correggerla e far fare a questa meravigliosa Italia un passo avanti verso la modernità e la civiltà. Questo prima degli ultimi accadimenti politici di fine gennaio 2021, perché con tutti i problemi che ha questa nostra bellissima Italia, i diritti dei Militari come cittadini uguali a tutti gli altri mentre non si sa più quando potranno entrare ad essere paragonati agli altri, superandole tenebre e l’oscurità in cui versa ancora e purtroppo l’ambiente militare, sia  nelle caserme, che negli aeroporti o nelle  navi.

                                                        il Segretario Nazionale Assodipro

Commissario Straordinario della Sezione di TREVISO

                                                                   Vinciguerra Salvatore

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