Processo Marina2 a Padova, imputati di diversi reati alti ufficiali della Marina Militare. Marina Militare acquistò kit emergenza amianto nel 1999. Il problema Amianto era noto alla Marina dal 70

Assodipro Nazionale  Comunicato stampa
Taranto, 01/02/2016   Comunicato Stampa  
Il giorno 21 GENNAIO 2016 si è tenuta presso il Tribunale di Padova – Giudice Monocratico Dott.ssa Bitozzi –  l’ennesima udienza del processo c.d. “MARINA 2“ che vede alla sbarra alti ufficiali della Marina Militare imputati di diversi reati tutti attinenti alla questione amianto nonché il Ministero della Difesa in qualità di responsabile civile. Nel processo si sono costituiti parte civile, oltre a diverse persone fisiche, anche molte Associazioni che operano nel settore dedicato alla tutela dei diritti degli esposti all’amianto, tra le quali anche l’Assodipro di Taranto in persona del Presidente pro tempore Sig. Longo Sergio.
Nel corso dell’udienza del 21 gennaio 2016
è stato nuovamente ascoltato il Dott. Omero Negrisolo, teste del Pubblico Ministero, il quale sta illustrando al Tribunale, dall’inizio del processo, ogni risultato della sua indagine e, precisamente: la presenza dell’amianto a bordo delle navi italiane nonché in ogni sito a terra ( tra i quali l’Arsenale di Taranto); ogni utile riferimento in ordine alle operazioni di smaltimento del citato amianto;  le dotazioni in uso al personale civile e militare per preservare lo stato di salute dal rischio di esposizione;
Nella seduta del 21 gennaio 2016, l’UPG Dott. Negrisolo, a domanda del PM, ha descritto nuovamente le tipologie di DPI a disposizione del mercato, e che questi, per quanto riguarda le navi, furono acquistati dalla Marina Militare unitamente ad altro materiale previsto dal “kit di emergenza amianto” solo sul finire del 1999, a seguito dell'emanazione di un decreto Ministro della Sanità (DM 20/08/1999), utilizzabili SOLO dal personale tecnico formato per espletare tali compiti e, quindi, non da tutto il personale di bordo che poteva entrare a contatto con l’amianto in qualsiasi momento e in qualsiasi modo. –         
E' emerso dunque che di questi DPI non è stata MAI trovata traccia d’acquisto risalente al periodo antecedente al ’99 e, per giunta, come visto, la scelta di utilizzare questo materiale, non fu presa dalla Marina Militare, bensì imposta da una legge governativa.
Per quanto riguarda l'Arsenale di Taranto, il dott. Negrisolo ha, seppur sommariamente, fatto presente che esiste un carteggio, classificato “Riservatissimo”, intercorso tra il 1968 e il 1970, tra la Clinica di Medicina del Lavoro di Bari, la Direzione Generale di Sanità del Dipartimento di Taranto e la Direzione dell’Arsenale MM di Taranto, dal quale emerge che il problema dell'esposizione ad amianto e le gravissime ripercussioni sulla salute del personale civile erano già note, ai vertici della Marina Militare, almeno dal 1970.
La seduta si è conclusa con il lungo e triste elenco delle persone, Vittime dell'Amianto, ed i relativi imbarchi svolti da queste sulle navi armate dalla Patria.
All’udienza del 8 febbraio 2016 lo stesso teste riferirà in ordine alla normativa già vigente e attualmente in vigore per tutte le problematiche attinenti il rischio amianto e, per la successiva udienza del 22 febbraio 2016, è previsto l’esame di ciascuna parte offesa costituita parte civile nel predetto procedimento.
Le risultanze processuali a tutt’oggi emerse portano ad affermare che il Ministro della Difesa poco, se non nulla, ha fatto per informare e prevenire il rischio dell’asbestosi in capo ai suoi dipendenti
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E’, e sarà sempre, interesse dell’Assodipro sostenere tutti i suoi iscritti anche nei procedimenti penali che la Procura di Padova Vorrà promuovere per il “problema amianto”; a tal proposito si rende noto che questa Associazione e numerosi suoi iscritti intendono sin da questo momento esercitare ogni azione utile a difesa dei diritti degli associati nel procedimento penale c.d. “MARINA TRE” per il quale, a breve, dovrebbe essere dichiarata la chiusura delle indagini da parte del competente Pubblico Ministro
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Per ogni altra utile informazione in merito, si prega di contattare: La Sezione di Taranto di ASSODIPRO in Via Genova n° 44 – Taranto Tel./Fax.: 099/2217828 o Cell.: 338/4930829
Posta elettronica: assodiprotaranto@gmail.com Firmato Il Presidente della Sezione di Taranto Sergio Longo  

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