REFERENDUM IN SVIZZERA: NO nuovi AEREI MILITARI; I cittadini svizzeri BOCCIANO l’acquisto di nuovi caccia (Gripen). Con il 53,4% di «no» respinto l’acquisto.

A cura di Assodipro
I Grandi mezzi di comunicazione ci hanno informato sul referendum tenutosi in Svizzera domenica ed hanno parlato esclusivamente del referendum che ha bocciato l’aumento del salario minimo. Nei titoli e nelle notizie dei grandi tg o giornali NON abbiamo trovato che si votava anche per l’acquisto di 22 nuovi caccia ! Cercando le notizie e gli approfondimenti per i nostri cortesi lettori del sito abbiamo trovato questa, attinente alla Difesa e ve la proponiamo. Osserviamo che in altri paesi i Referendum si FANNO – VOTANO E L’ESITO SI RISPETTA ! Forse, divulgare la notizia della BOCCIATURA di una spesa per NUOVI CACCIA , in un momento dove il dibattito sugli F 35 è acceso e sentito dall’opinione pubblica, avrebbe dato fastidio alle potenti Lobby che operano in Italia pro F 35. 
(Tratto da swissinfo.ch)  Con il 53,4% di «no», i cittadini svizzeri hanno respinto domenica l’acquisto di 22 cacciabombardieri Gripen ( in foto ) . È una delle rare volte che governo e parlamento sono sconfessati dal popolo su una proposta che riguarda l’esercito. L’aggettivo «storico» è forse un po’ abusato, ma probabilmente è giustificato per il risultato della votazione di domenica. Per la prima volta, infatti, i votanti hanno respinto una proposta d’acquisto di materiale bellico. E più in generale, è una delle rare volte in cui hanno espresso un parere contrario a un progetto avallato da governo e parlamento che concerneva l’esercito (nel 1987 fu respinta la creazione di una piazza d’armi e nel 1987 la partecipazione di truppe svizzere ai caschi blu dell’ONU). Il risultato rappresenta una netta svolta rispetto a quello registrato nel 1993 per l’acquisto degli F/A-18: allora il 57,2% dei votanti aveva infatti accettato la proposta di comperare 34 aerei da combattimento americani.  
Questa volta, però, gli argomenti dei sostenitori dell’acquisto, che in alcuni casi ricalcavano quelli sentiti vent’anni fa, ad esempio quelli secondo cui essere contro gli aerei equivaleva ad essere contro l’esercito o il paragone fatto dal ministro della difesa Ueli Maurer, che ha più volte comparato la tutela dello spazio aereo al tetto di una casa che bisogna di tanto in tanto rinnovare, questa volta non hanno fatto breccia.
 Per il comitato contrario all’acquisto dei Gripen, il risultato della votazione di domenica rappresenta «la vittoria del buon senso».  I 22 Gripen avrebbero dovuto sostituire i 54 Tiger F-5, che saranno progressivamente messi fuori servizio a partire dal 2016. Secondo Ueli Maurer, i nuovi cacciabombardieri erano indispensabili per garantire in modo duraturo le capacità d’intervento delle forze aeree svizzere e garantire la protezione dei cieli svizzeri. I 32 F/A-18 in dotazione alle Forze aeree arriveranno a fine corsa verso il 2025. Per Hugues Hiltpold, parlamentare liberale radicale ginevrino e vice-presidente del comitato interpartitico favorevole all’acquisto, il parlamento ha davanti a sé diverse opzioni: lanciare una nuova procedura per un acquisto di caccia, che durerà una decina d’anni, attendere il 2025 quando dovranno essere sostituti gli F/A-18 per operare un acquisto unico, oppure noleggiare aerei nell’intervallo. Quest’ultima opzione significherebbe però aggirare la volontà popolare, ha precisato.
 Il Partito popolare democratico ha insistito sulla necessità di rispettare la volontà popolare e ha perciò sottolineato che si potrà riproporre il tema solo quando dovranno essere sostituti gli F/A-18. Di altro avviso il Partito liberale radicale: il «no» di domenica è da interpretare come un rifiuto del modo in cui è stato gestito il progetto d’acquisto. Va quindi avviata al più presto una nuova valutazione dei jet.
 Secondo l’Unione democratica di centro, alla luce anche dei conflitti in corso bisogna investire di più nella difesa nazionale. Per il Partito borghese democratico, infine, il voto non va assolutamente interpretato come un mandato per una ulteriore riduzione delle forze armate. 
Forze aeree svizzere : Le Forze aeree svizzere dispongono attualmente di 32 F/A 18 Hornet e di 54 F-5 Tiger.  I Tiger, che saranno messi fuori servizio nel 2016, avrebbero dovuti essere sostituiti dai 22 Gripen venduti dal costruttore svedese Saab. Il prezzo della transazione ammontava a 3,1 miliardi di franchi. Il Gripen era in concorrenza con la Rafale del francese Dassault e con l’Eurofighter del consorzio europeo EADS. Le Forze aeree svizzere possiedono anche una sessantina di aerei elvetici Pilatus per l’addestramento e il trasporto leggero, una trentina di elicotteri Eurocopter, 15 elicotteri da trasporto Super Puma e una cinquantina di droni.  

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