RONDE, IN PUGLIA PRONTI 12.000 MILITARI IN PENSIONE

BARI – Loro sono già pronti. D’altra parte, carabinieri si nasce, non si diventa. Così se dovesse arrivare il disco verde, i 9mila ex appartenenti pugliesi alla Benemerita – oggi in congedo e riuniti nelle 112 sezioni regionali – indosserebbero l’uniforme sociale, con tanto di copricapo con granata e gradi, e scenderebbero per le strade. 

«Per noi sarebbe una specie di ritorno al passato – spiega Giacomo Pellegrino, cinque anni da tenente nell’Arma, 33 anni da responsabile pugliese dei 10 nuclei di protezione civile, la parte più operativa dell’Anc – che, in pratica, non abbiamo mai abbandonato. Dalla nostra parte ci sono l’esperienza del servizio svolto e l’età: lo zoccolo duro dei soci ha 50 anni, ma è da poco arrivata linfa nuova, una ventata di trentenni». Pellegrino si dichiara «favorevole all’idea delle ronde», perché «consente al cittadino di poter contare su un surplus di sicurezza sul territorio: ci sentiremmo tutti più protetti». 

Il riferimento dell’ufficiale in congedo è la sezione di Carbonara, una delle ex frazioni del capoluogo, punto caldo sul versante della criminalità, tra spacciatori, scippatori e rapinatori. Pellegrino continua. «La storia delle ronde, chiamiamole così, non è nuovissima. In passato le abbiamo fatte e le facciamo da soli, sul territorio della Circoscrizione. Siamo in gruppo davanti alle scuole e nelle manifestazioni pubbliche più importanti. Un lavoro particolarmente apprezzato, se devo giudicare dai commenti istituzionali. Individuarci, non rappresenta un problema, grazie alla divisa sociale che riprende i colori dell’Arma». 

L’importante è esserci. Farsi vedere. Offrire sicurezza con la presenza. Una ricetta vincente, ad ascoltare Antonio Fiore, responsabile dei 3mila finanzieri pugliesi iscritti all’Anfi, l’associazione degli ex appartenenti alle Fiamme gialle. Il suo biglietto da visita è il servizio svolto davanti alle scuole dal capoluogo al Salento: «A Bari ci occupiamo di 7 istituti scolastici. Non si tratta solo di far attraversare la strada agli alunni. Ci guardiamo intorno, l’esperienza ci aiuta ad individuare subito se c’è qualche viso strano, qualcuno che non ha nulla a che vedere con la scuola». Fiore tempo fa ha scritto una lettera ufficiale al Prefetto, offrendo la massima collaborazione sul fronte della sicurezza: «La riproporrò negli stessi termini. Siamo sempre pronti. Anche se in caso di impiego non bisogna sottovalutare la parte legata alle assicurazioni e ai rimborsi spese: penso ad un eventuale telefonino con cui comunicare». Poco felice, per l’Anfi, invece, l’esperienza al porto: «Avremmo dovuto garantire supporto alla sicurezza. In realtà il servizio non è mai partito. Da una parte i sindacati, dall’altra i conflitti di competenze tra Autorità portuale e Bari porto Mediterraneo, hanno reso nulla l’iniziativa».
GAETANO CAMPIONE 

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/

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