Sottosegreatario Difesa Pinotti risponde ad interrogazione – IL PERSONALE MILITARE SI TAGLIA SENZA DIRITTI E GARANZIE, LE BASI SI CHIUDONO E ACCORPANO A DECINE, MA ALTRE SPESE NON SI POSSONO TOCCARE

Il 6 Luglio vi avevamo scritto di spese militari riguardanti, tra l’altro, sigle come il MEC E OPSTAT 3000 leggi l’interessante articolo  
Oggi leggiamo dell’interrogazione citata in titolo e la risposta del Sottosegretario Difesa Roberta Pinotti (PD)
Il sottosegretario, tra l’altro, dichiara : “  , il programma interforze Forza NEC, avviato nel 2007 per realizzare uno strumento militare adatto ad operare in ambienti interforze e multinazionali e in grado di garantire la piena interoperabilità del nostro strumento militare con quello dei Paesi alleati e amici, mira alla progressiva messa in rete di tutte le Forze armate e tende ad un piano di ammodernamento, adeguamento e acquisizione progressiva di capacità;  In particolare, ad oggi risultano impegnati 324 milioni di euro a fronte di circa 800 milioni di euro inizialmente preventivati – tale cifra, peraltro, è ben al di sotto di quanto riportato da alcuni organi di stampa – e sono stati completati i lavori di adeguamento e predisposizione di 10 Integrated Test Bed. 
  Questi ultimi sono funzionali agli sviluppi di forza NEC e permettono un'ottimizzazione delle procedure di validazione e, ovviamente, delle risorse, mentre il programma Soldato Futuro tende alla realizzazione di un sistema integrato di dotazioni per il fante e alla produzione di una pre-serie di 558 esemplari per finalità di sperimentazione operativa. Onorevoli colleghi, il programma è oggi in fase avanzata (consegna di prototipi e pre-serie). La rimodulazione o riduzione dello stesso comprometterebbe i significativi investimenti sinora effettuati, privando, peraltro, l'industria nazionale dell'opportunità di valorizzare quanto realizzato nel settore. Sintetizzando, il programma Forza NEC è di fatto il programma con cui noi armiamo l'esercito nel suo complesso ed è – come dicevo – già in fase avanzata, quindi tornare indietro e rimodulare o rivedere, com’è stato proposto, comporta i problemi. 
Con riferimento, invece, al sistema satellitare militare ad alta risoluzione per l'osservazione della Terra, denominato 
Optsat 3000 … la dimensione spaziale di cui l'Italia è dotata costituisce un importante veicolo per accrescere la visibilità internazionale del Paese e un utile ausilio alla politica estera, sia nei fori multilaterali, sia nelle relazioni bilaterali con Paesi progrediti, ovvero a sostegno di quelli in via di sviluppo. 
  È, pertanto, innegabile la connotazione intrinsecamente duale e la natura cooperativa, civile e militare che le tecnologie e le iniziative della dimensione spaziale possiedono; il concetto nazionale di peculiarità duale dei servizi satellitari e degli assetti spaziali è stato condiviso anche dall'Unione europea nell'attuazione pratica della politica comunitaria di settore. Lo specifico programma acquisitivo del satellite di osservazione Optsat 3000 israeliano – il cui costo è pari a 270 milioni di euro (e non 350 milioni di euro, come riportato erroneamente da alcune testate giornalistiche) – è anch'esso, seppur in maniera indiretta, strettamente correlato al sistema produttivo nazionale e, quindi, al relativo livello occupazionale, essendo parte integrante di un Accordo internazionale di cooperazione con Israele.  In sintesi, si tratta di impegni operanti e non rimodulabili ! 
Leggi il testo completo della risposta del sottosegretario Pinotti. 
TESTO COMPLETO DELLA RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO PINOTTI “Signor Presidente, ringrazio anche l'interpellante e vorrei, innanzitutto, premettere che la difesa è un bene primario e fondamentale per la nostra collettività, è uno dei pilastri su cui poggia il sistema di sicurezza nazionale. I fondamenti di ciò che, a tutti gli effetti, è il nostro modello di difesa, sono contenuti nella nostra Costituzione: il ripudio della guerra e la partecipazione attiva alle organizzazioni internazionali che assicurano la pace e la giustizia fra le nazioni; il sacro dovere di difendere la patria; l'obbligo per tutti i cittadini di prestare il servizio militare, nei modi previsti dalla legge. Il Parlamento ha definito, nel corso degli anni, gli altri pilastri di quello che è il nostro quadro di riferimento, attraverso la ratifica dell'adesione alle organizzazioni internazionali di cui siamo parte. 
  Da tali fondamenti discende, evidentemente, la necessità di disporre di uno strumento militare con capacità operativa, in grado di consentire al Paese di continuare a svolgere il proprio ruolo di membro responsabile all'interno del sistema di alleanze, impegnato per la pace e la giustizia tra le nazioni. Tale prospettiva è peraltro conforme allo spirito e al disposto della legge 31 dicembre 2012, n. 244, per quanto attiene alla revisione dello strumento militare e anche per quel che riguarda il rapporto tra Governo e Parlamento, un rapporto più consapevole, più responsabile. È dentro tale quadro che si colloca la necessità di un costante ammodernamento dello strumento militare, per corrispondere alle esigenze derivanti dai compiti istituzionali di difesa del territorio e di partecipazione alle missioni internazionali. 
  In tale prospettiva, il programma interforze Forza NEC, avviato nel 2007 per realizzare uno strumento militare adatto ad operare in ambienti interforze e multinazionali e in grado di garantire la piena interoperabilità del nostro strumento militare con quello dei Paesi alleati e amici, mira alla progressiva messa in rete di tutte le Forze armate e tende ad un piano di ammodernamento, adeguamento e acquisizione progressiva di capacità, nonché, soprattutto, all'incremento della protezione dei nostri soldati. 
  Al momento è operante la fase di sviluppo e sperimentazione per la preventiva valutazione e validazione degli aspetti concettuali e progettuali dell'impresa, oltre che per la realizzazione di prototipi e di elementi di pre-serie (quali il Soldato Futuro) e l'attuazione di predisposizioni infrastrutturali. 
  In particolare, ad oggi risultano impegnati 324 milioni di euro a fronte di circa 800 milioni di euro inizialmente preventivati – tale cifra, peraltro, è ben al di sotto di quanto riportato da alcuni organi di stampa – e sono stati completati i lavori di adeguamento e predisposizione di 10 Integrated Test Bed. 
  Questi ultimi sono funzionali agli sviluppi di forza NEC e permettono un'ottimizzazione delle procedure di validazione e, ovviamente, delle risorse, mentre il programma Soldato Futuro tende alla realizzazione di un sistema integrato di dotazioni per il fante e alla produzione di una pre-serie di 558 esemplari per finalità di sperimentazione operativa. 
  Si fa presente che, dopo il completamento della fase di sviluppo concettuale e di sperimentazione, l'integrazione net-centrica delle Forze armate sarà perseguita nell'ambito della normale programmazione di ammodernamento e rinnovamento dello strumento militare, al cui interno saranno recepite le esigenze e gli standardNEC definiti per l'appunto con la suddetta fase. 
  Il programma Forza NEC è stato già oggetto di estensione temporale del piano di sviluppo, ovvero, il termine della fase di sviluppo e sperimentazione è stato già posticipato dal 2012 al 2016 con conseguente diluizione delle assegnazioni finanziarie annuali. 
  Onorevoli colleghi, il programma è oggi in fase avanzata (consegna di prototipi e pre-serie). La rimodulazione o riduzione dello stesso comprometterebbe i significativi investimenti sinora effettuati, privando, peraltro, l'industria nazionale dell'opportunità di valorizzare quanto realizzato nel settore. Forza NEC prevede, oltretutto, il coinvolgimento di 19 aziende nazionali distribuite sul 60 per cento del territorio nazionale. 
  Quanto alle attività per la realizzazione degli Integrated Test Bed presso i vari siti, le stesse sono state già contrattualizzate e risultano in uno stadio di avanzata realizzazione; inoltre, prevedendo l'impiego di modelli e repliche di sistemi reali nell'ambito di scenari simulati, si ottengono significativi risparmi economici sia nella fase di sviluppo che in quella di messa in servizio e mantenimento dei nuovi sistemi. 
  Il programma costituisce, dunque, un miglioramento sostanziale della sicurezza e della protezione del soldato, nonché della sua efficacia sul campo. 
  Sintetizzando, il programma Forza NEC è di fatto il programma con cui noi armiamo l'esercito nel suo complesso ed è – come dicevo – già in fase avanzata, quindi tornare indietro e rimodulare o rivedere, com’è stato proposto, comporta i problemi che ho appena evidenziato. 
  
Con riferimento, invece, al sistema satellitare militare ad alta risoluzione per l'osservazione della Terra, denominato Optsat 3000, premesso che l'ambiente spaziale è irrinunciabile non solo per le operazioni militari, ma soprattutto per le normali attività della società moderna, lo spazio in Italia possiede un rilevante riflesso anche sul tessuto industriale della grande, media e piccola impresa, sia dal punto di vista occupazionale che da quello economico, dando risalto alla capacità produttiva nazionale di assoluta eccellenza. I programmi spaziali, cui concorre la Difesa, forniscono, infatti, un notevole impulso alla ricerca scientifica e al progresso tecnologico che rappresentano, da sempre, due importanti fattori trainanti dello sviluppo economico, industriale e sociale del Paese, specialmente in un momento come quello contingente. 
  Al di là, quindi, dello specifico risvolto operativo e militare essenziale per le funzioni di sicurezza e difesa della nazione, dell'Europa e della NATO, gli assetti e le infrastrutture spaziali sono validi strumenti per trovare soluzioni a problematiche sensibili e di assoluta attualità quali l'ambiente, il clima, il controllo del territorio e degli spazi aeromarittimi. 
  Altresì, la dimensione spaziale di cui l'Italia è dotata costituisce un importante veicolo per accrescere la visibilità internazionale del Paese e un utile ausilio alla politica estera, sia nei fori multilaterali, sia nelle relazioni bilaterali con Paesi progrediti, ovvero a sostegno di quelli in via di sviluppo. 
  È, pertanto, innegabile la connotazione intrinsecamente duale e la natura cooperativa, civile e militare che le tecnologie e le iniziative della dimensione spaziale possiedono; il concetto nazionale di peculiarità duale dei servizi satellitari e degli assetti spaziali è stato condiviso anche dall'Unione europea nell'attuazione pratica della politica comunitaria di settore. 
  Le numerose cooperazioni internazionali nel settore spaziale, al di là del programma di volo umano nello spazio, dimostrano la credibilità e la fiducia chepartner come Francia e Israele conferiscono all'Italia e alla difesa per la comprovata competenza ed expertise posseduta sia nel settore dell'osservazione della Terra (rispettivamente per i programmi Cosmo Skymed e Optsat 3000), sia delle telecomunicazioni satellitari (Sicral 2 e Athena Fidus). 
  Da un punto di vista prettamente militare è opportuno ricordare che, così come per la società civile, anche le operazioni richiedono di avere accesso a servizi sempre più efficienti, veloci, moderni e senza soluzione di continuità. Le missioni militari in teatro operativo necessitano di una crescente disponibilità di banda per le comunicazioni e per le imprescindibili funzioni di comando e controllo, di sempre più accurate informazioni sul territorio, di una migliore e tempestiva evidenza della situazione tattica, soprattutto per ciò che concerne la potenziale presenza di minacce, per garantire sempre maggiore sicurezza al personale italiano e alleato che opera sul terreno spesso in condizioni di alto rischio. Il sistema Cosmo Skymed rappresenta solo una parte della capacità di osservazione della Terra, che deve essere completata dal segmento ottico Optsat 3000 per poter assicurare la completezza del panorama informativo. 
  Lo specifico programma acquisitivo del satellite di osservazione Optsat 3000 israeliano – il cui costo è pari a 270 milioni di euro (e non 350 milioni di euro, come riportato erroneamente da alcune testate giornalistiche) – è anch'esso, seppur in maniera indiretta, strettamente correlato al sistema produttivo nazionale e, quindi, al relativo livello occupazionale, essendo parte integrante di un Accordo internazionale di cooperazione con Israele. 
  Una profonda valutazione delle effettive esigenze operative ha portato alla definizione di un complesso e austero piano di ripianamento, piuttosto che di effettivo potenziamento delle capacità, degli assetti e delle infrastrutture spaziali nel medio e lungo termine. È stato fatto, infatti, ogni sforzo possibile per assicurare la compatibilità degli assetti capacitivi spaziali con il quadro finanziario di riferimento e la terribile crisi economica e occupazionale. In tale ottica, sono state operate importanti e dolorose scelte in altri settori, per salvaguardare una fondamentale componente dello strumento militare, quale quella spaziale, che dimostra innegabili e tangibili riflessi sul comparto industriale nazionale dell'alta tecnologia e dell'innovazione. 
  Il settore spaziale, oltre ad essere fondamentale per le operazioni militari, rappresenta un importante fattore di modernizzazione del Paese e competitività non solo industriale, ma anche per il variegato panorama dei fruitori dei sistemi, delle infrastrutture e dei servizi derivanti in larga misura duali. 
  In sintesi, si tratta di impegni operanti e non rimodulabili”.

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