Statali Pa: Cgil e Uil, governo smentisca il blocco dei contratti

Rischia di diventare un ” TORMENTONE ” LA QUESTIONE dell' ESTENSIONE DEL BLOCCO CONTRATTI  anche per gli anni 2013-2014 dopo il BLOCCO dell'ultimo triennio REGALO di una delle ultime MANOVRE ECONOMICHE DEL GOVERNO BERLUSCONI; Mentre si aspetta da tempo che la CISL ritorni ad essere un sindacato “ attivo “ i vertici sindacali di CGIL e UIL ritornano sul “ tormentone “ dell’estensione del Blocco Contrattuale per i Dipendenti Pubblici ff.aa. e forze di polizia comprese. 
Roma 13 marzo 2013 . “Troviamo incomprensibile questo tergiversare del ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi e del sottosegretario Antonio Catricalà sulla ventilata ipotesi di prolungamento del blocco della contrattazione per i lavoratori della Pubblica amministrazione. Il governo uscente non può assumersi tali responsabilità su un tema così delicato, le cui sorti sono evidentemente legate alle scelte del nuovo Parlamento e del prossimo esecutivo”.
Lo affermano in una nota congiunta Rossana Dettori (Fp Cgil), Giovanni Torluccio (Uil Fpl) e Benedetto Attili (Uil Pa), commentando le notizie circolate in queste settimane sulla possibile approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto che prolungherebbe il blocco della contrattazione, delle retribuzioni e della indennità di vacanza contrattuale per il lavoro pubblico. “Certe dichiarazioni – affermano i tre sindacalisti – rischiano di apparire paradossali, proprio oggi che il nucleo ppeciale Pa della Guardia di finanza ha divulgato i risultati degli accertamenti del 2012 dai quali si evince un abuso di incarichi e consulenze, una zona grigia di spesa spesso clientelare di oltre 1,5 miliardi di euro che, fatte le poche dovute differenze per il personale che offre servizi, potrebbe essere ridotta con la valorizzazione delle competenze interne”. 
Conclude la nota: “I temi, a nostro avviso centralissimi, della riforma della Pa, del suo efficientamento, della lotta alle clientele e della valorizzazione del personale, non possono continuare a essere trattati con frettolosi provvedimenti punitivi. Va affrontato un percorso condiviso che responsabilizzi e coinvolga i lavoratori, un percorso equo che metta al centro la loro capacità di innovare, senza dimenticare di affrontare il cuore del problema, le responsabilità di una politica troppo ingombrante e di una dirigenza non sempre all'altezza della situazione”.

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