TROPPI PINOCCHIO PER L’ F 35 – Rete Disarmo, già spesi 3,4 mld per sviluppo e acquisti, Ogni aereo costerà 135 milioni. Per la Lockheed benefici per l’Italia.

A cura di Assodipro  
Ieri a Roma Rete Italiana per il Disarmo, in un rapporto presentato alla stampa, ha criticato pesantemente il progetto F 35 chiedendo di fermarlo; Sulla rassegna stampa di oggi leggiamo, quasi per bilanciare mediaticamente-politicamente l'ennesimo  NO all’F 35, e, non a caso sul Sole 24 Ore, un articolo dove si dà spazio ad un rapporto “ commissionato “ dalla Lockheed, capofila del programma militare americano, dove si sventolano ritorni occupazionali a migliaia e ritorni economici affermando, tra l’altro, che in caso di riduzione ulteriore dell’investimento italiano sull’ F 35, non si avranno i presunti benefici economici (!).  
F-35: Rete Disarmo, già spesi 3,4 mld per sviluppo e acquisti Ancora possibile fermare programma    (ANSA) – ROMA, 18 FEB – Tre miliardi e 400 milioni: a tanto ammonta la spesa sostenuta dall`Italia finora per la partecipazione al programma internazionale per gli aerei militari F35, secondo quanto ricostruito dalla Rete Italiana per il Disarmo, che dal 2009 porta avanti la campagna “Taglia le ali alle armi”. Ogni aereo F-35A costerà` alla fine del programma – e` la stima del rapporto “La verità` oltre l`opacità`” – 135 milioni di euro: “una cifra che potrebbe essere impiegata in scuola e lavoro”. Ottocento milioni sono stati stanziati per l`impianto di Cameri (Novara), dove il velivolo viene prodotto, ma senza “il favoleggiato ritorno occupazionale dei 10 mila posti di lavoro”. Nel rapporto vengono ricostruiti i contratti stipulati dalla Difesa, ed esce fuori una spesa complessiva già` sostenuta per il “Lotto VI” di circa 501 milioni di dollari (quindi circa 126,5 milioni di euro a velivolo) e per il Lotto VII, in fase meno avanzata, di 382 milioni di dollari (cioè` 96,5 milioni di euro a velivolo). “Tutte cifre – evidenziano i portavoce della campagna – decisamente superiori alle indicazioni fornite in questi anni dal nostro Ministero della Difesa per quanto riguarda il costo unitario di un F-35 e nelle quali non dovrebbe essere compreso il costo del motore (che si concretizza il 4 anno) e in cui sicuramente non viene conteggiato il costo di sviluppo (circa 30 milioni ad aereo) per l`Italia”. Fino alla fine del programma, nel 2026, si prevede una spesa complessiva di 14 miliardi. Nel solo triennio 2014-2016, il Governo italiano impegnerà` quasi 2 miliardi di euro per l`acquisto di 8 F35, in media 650 milioni l`anno. Si può` ancora tornare indietro? L`Olanda – spiega Francesco Vignarca, che ha curato lo studio – ha ridotto gli acquisti a 37 esemplari rispetto agli 85 iniziali. L`Italia e` passata da una previsione di 131 a 90 aerei, ma non basta “il programma può` ancora essere fermato”. Seconda Grazia Naietto, portavoce di Sbilanciamoci, con “la spesa indirizzata all`acquisto di un F-35A si potrebbero pagare gli stipendi 5.400 ricercatori per un anno, mettere in sicurezza 135 scuole, o acquistare 21 treni per pendolari”.
Di contro sul Sole 24 Ore , in un articolo intitolato «F-35, per l`Italia benefìci da 15 miliardi» a firma di G.D. tra l’altro si legge : ROMA » Per il programma di produzione del cacciabombardiere F-35 Lockheed Martin ha assegnato finora contratti a 27 aziende italiane per un valore di 667 milioni di dollari. La cifra è stata comunicata da Lockheed in un incontro con II Sole 24 Ore nel quale è stato presentato un rapporto di PricewaterhouseCoopers (PwC) sull`impatto economico del programma F-35 in Italia. Il rapporto stima in 15,756 miliardi di dollari il beneficio economico per l`Italia, in termini di valore aggiunto, nel periodo dal 2007 al 2035 (in media 543 milioni di dollari all`anno). L`occupazione potenziale generata in Italia è stimata da PwC in una media di 5.450 posti di lavoro all`anno dal 2017 al 2026. Il rapporto è stato commissionato a PwC da Lockheed, capofila del programma militare americano che in Italia suscita critiche, per l`opportunità di spendere tra i 12 e i 14 miliardi di euro (oneri stimati) per l`acquisto di 90 cacciabombardieri. Lo studio di PwC per Lockheed parte dall`assunto che l`Italia mantenga l`ordine di 90 F-35 totali. «Se l`Italia riduce l`impegno si riducono le opportunità di produzione per l`industria italiana», ha osservato Robert Dooley, direttore di Lockheed per lo «sviluppo business F-35» in Italia. Come dire: se l`Italia vuole avere i benefici previsti non deve tagliare il programma.  

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