80 euro forze dell'ordine e polizia e militari. Per ASSODIPRO meglio sarebbe il Rinnovo del Contratto bloccato da 6 anni; tanti punti da chiarire. Sono un bonus, un malus o un Malus-Bonus?

Per noi Assodipro  meglio, molto meglio un rinnovo contrattuale dignitoso che il malus-bonus degli 80 euro a militari e forze di polizia ; dopo le forti proteste di associazioni , sindacati e tanti militari e poliziotti, anche tramite la rete, Renzi dichiara a porta a porta, nella serata del 15: “gli ottanta euro per le forze dell’ordine sono stati stanziati per il prossimo anno ma continueranno anche dopo, come gli altri”. 
Su questa dichiarazione possiamo dire che “ verba volant, scritta e contratto manent “. 
Evidenziamo che non è assolutamente accettabile un contratto con 10 euro lordi, praticamente sarebbe come tenere ancora, dopo 6 anni, i contratti bloccati, mentre danno un malus-bonus di 80 euro che non è pensionabile, penalizzando cosi’ tutti, e ancor piu' quelli con redditi più bassi ed i più giovani in servizio, che avranno pensioni da fame
Meglio un contratto sicuro con cifre dignitose invece di mance elargite. 
Subito un Rinnovo e Adeguamento Contrattuale che sarebbe pensionabile, invece di  un malus-bonus non pensionabile con il quale il Governo intende magari eludere o sottrarsi alla responsabilità di confrontarsi con i lavoratori in divisa per un urgente rinnovo contrattuale. Come Assodipro riteniamo che il contratto è diritti e garanzie. il contratto è la dignita’ di tutti i lavoratori. Meno malus bonus, fatti anche di verba volant, più diritti per tutti.

L’articolo seguente, sugli 80 Euro,  è tratto da www.businessonline.it  sezione economia: “   C'è il via libera al bonus di 80 euro per le forze dell'ordine a partire dal 2016. Le novità principali dell'ultim'ora sono due. La prima è il coinvolgimento del personale delle Capitanerie di porto e non solo di carabinieri, polizia, vigili del fuoco e militari. 
La seconda è la promessa, non contenuta nel cambiamento alla manovra che è stato approvato dalla commissione Bilancio di Montecitorio in attesa del voto dell'Aula, di rendere strutturale questa misura
Allo stato, infatti, il bonus di 960 euro annuali viene riconosciuto solo per i 12 mesi del 2016 “per il riconoscimento dell'impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”. L'esecutivo ha previsto una spesa di almeno 500 milioni di euro”. Nota Assodipro: LA PARTE SEGUENTE è scritta in modo fin troppo tecnico: “E allora, più precisamente qualora l'imposta lorda determinata sui redditi sia di importo superiore a quello della detrazione spettante, compete un credito rapportato al periodo di lavoro nell'anno, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a 960 euro se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro. Il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 2.000 euro
Come si legge nel testo, il bonus non ha natura retributiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dell'imposta regionale sulle attività produttive e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale.   

L.stabilita. Silp Cgil: persa occasione per affrontare nodi sicurezza

(DIRE) Roma, 17 dic. – “Siamo in presenza di una legge di stabilita' non all' altezza di affrontare il tema della sicurezza del Paese. Prendiamo anche atto che il necessario riordino delle forze di Polizia non avverra' in tempi rapidi e che siamo in presenza dell' ennesimo rinvio della questione, ormai da troppi anni attesa, che avrebbe conferito maggior professionalita' ed efficienza all' attuale modello di sicurezza del Paese”. 

Lo dice il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone. “Su questo punto- prosegue Tissone-, e' necessario riaprire, al piu' presto, una seria e vera discussione di merito. 
Sul bonus da 80€ continua Tissone ribadiamo le nostre critiche al bonus fiscale poiche' temporaneo per un solo anno, ma soprattutto per la mancanza di riflessi previdenziali e assistenziali, in pratica una vera e propria mancia elargita senza confronto dal governo che evita il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali violando la legge alla luce di un contratto scaduto da ormai sei anni. Anche la questione riguardante i 250 milioni di euro, diventati ora 245, destinati alla Difesa per il contrasto al terrorismo bypassa il ministero dell' Interno che non viene coinvolto, neanche nella fase di individuazione degli obiettivi”. Secondo Tissone “e' quantomeno assurdo il mancato coinvolgimento del viminale su di un tema cosi' importante che attiene a risorse che dovranno essere utilizzate per i droni e per apparecchiature similari che esclude la partecipazione dell' Interno, seppur di concerto, su questo versante; sarebbe stato quanto mai opportuno interessare anche tale dicastero sia per le competenze che per la responsabilita' politica in tema di sicurezza”. 

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