Altre nubi sul progetto F-35 . La Norvegia divorzia dall’Italia ? notizie non positive per i fautori del progetto F – 35

Tratto da articolo  Silvio Lora Lamia su  analisidifesa.it   
“L’ultima notizia, una notizia non buona per l’Italia, arriva dalla Norvegia. Secondo quanto riportato da Defense News, la settimana prima delle elezioni per il nuovo Parlamento il responsabile del procurement militare del Governo di Oslo si è incontrato con l’omologo britannico per gettare le basi di una collaborazione bilaterale fra la Gran Bretagna e il paese scandinavo per la manutenzione e il sustainment delle loro flotte di F-35, da estendere poi all’addestramento di piloti e specialisti. Due dei cinque partner europei del programma JSF decidono insomma di mettere a fattor comune le loro risorse in una logica “pooling and sharing” ispirata al contenimento dei costi di esercizio di questi aeroplani, anche attraverso un coinvolgimento diretto delle rispettive industrie.
La nota di Defense News non cita però un particolare importante, e cioè che la Norvegia s’era già accordata a suo tempo con l’Italia. Il nostro paese ha investito circa 800 milioni di euro in una catena di montaggio (gli ultimi pagamenti sono attesi per fine 2014) con la dichiarata volontà di trasformarla poi – non senza ulteriori opportuni oneri finanziari – in un grande hub europeo per il ben più cospicuo business della manutenzione, del sostegno tecnico-logistico e dei progressivi upgrade delle flotte continentali e addirittura “mediterranee” di F-35.  I futuri impianti Repair, Overhaul and Upgrade (MRO&U) di Cameri sono lo snodo cruciale della nostra partecipazione al programma statunitense, e la girata di spalle dei norvegesi non è certo il viatico migliore. Le attività MRO&U avranno una valenza economica maggiore di quelle manifatturiere, ma soprattutto dovrebbero portare più o meno direttamente ai ritorni di know-how tecnologico negati alle industrie che partecipano alla produzione con la mera fornitura di parti dell’aereo. 
Oltre a Gran Bretagna e Norvegia restano solo altri due “soci” F-35 come possibili fruitori delle nostre facilities MRO&U, la già ricordata Olanda e la Danimarca. La seconda deciderà solamente nel 2015 se acquistare l’aereo americano o in alternativa il Super Hornet, il Typhoon o il Gripen New Generation; in ogni caso Copenhagen ha già deciso che sceglierà tout court la soluzione che le avrà garantito il maggior ritorno occupazionale. Posto che decida per il JSF, dovrà comunque occuparsi del suo sustainment solo a partire dalla fine del decennio”.  

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