APPELLO AL MINISTRO DIFESA MARIO MAURO: Corregga il Decreto(FESI) che taglia il reddito ai militari puniti anche con una semplice Infrazione. Alla lotta di ASSODIPRO, oggi si uniscono anche i CoCeR.

Centinaia di Militari ci hanno contattato via mail e via FB, NOI di ASSODIPRO, per loro e per una Lotta democratica di ASSODIPRO per i DIRITTI e la DEMOCRAZIA , Aspettiamo le decisioni del Ministro Mauro sul punto denunciato che aumenta il già alto livello di malcontento e delusione nel personale militare.

ASSODIPRO, da 7 giorni, appena letto il Decreto sul FESI, ha denunciato una correzione del testo precedente che penalizza  molti militari. In 2  diversi articoliil 20 Giugno (MINISTRO DIFESA MAURO, INTERVENGA, CANCELLI L’ARTICOLO CHE CONSENTE DI TAGLIARE UNA FONTE DI REDDITO CONTRATTUALE AL PERSONALE PUNITO. E' una Norma che appare anche Illegittima.  DECRETO FESI – La Disciplina è anche rispetto e considerazione NON è un bene che si compra o si vende. E’ legittimo togliere al personale colpito da un provvedimento disciplinare minimo una parte di reddito derivante dalla concertazione?) LEGGI articolo  –   ed il 24 Giugno (Ministro Difesa Mauro favorevole all’amnistia per Berlusconi mentre taglia il reddito ai Militari puniti in modo lieve ?   Ministro Mauro le chiediamo di modificare il Decreto che colpisce economicamente il Militare colpito da un minimo provvedimento disciplinare).  LEGGI articolo.  
In sintesi, da giorni ed appena pubblicato il decreto, avevamo denunciato subito che :

  Anche quest’anno è stato emanato, firmato in data 13 maggio 2013 ,  il Decreto del Ministro Difesa  riguardante il pagamento del FESI ( fondo efficienza servizi Istituzionali ). In un momento particolarissimo e con le retribuzioni bloccate, ed i tagli che si stanno abbattendo sul personale, il decreto assume ancor più valore come integrazione di risorse economiche per migliaia di famiglie di militari mono reddito. La scoperta, tra il Clamoroso e vedremo quanto legittimo, è la seguente : L’articolo 1 del Decreto ( ambito di applicazione e destinatari ) nella versione dell’anno scorso era il seguente – ….. le risorse sono destinate al personale dell’ Esercito, Marina compreso Capitaneria di Porto e Aeronautica, dal grado di primo caporal maggiore e corrispondenti a quello di tenente colonnello o capitano di fregata, con esclusione dei dirigenti e dei volontari di truppa non in servizio permanente, che ha riportato come ultima valutazione caratteristica almeno la qualifica di superiore alla media. Nella versione firmata quest’anno dal Ministro Difesa, all’articolo 1 sono state aggiunte, dopo la parola media, le seguenti  e micidiali 20 parole : “ e non ha riportato nel corso dell’anno 2012 sanzioni disciplinari di corpo della consegna o della consegna di rigore “   Considerato che, per un caporal maggiore la cifra media annua da percepire è di circa 540 euro , per un sergente è di 600, per un maresciallo è di 650 , al personale colpito da una sanzione anche lieve come la consegna semplice di 1 giorno verrebbero tolte le cifre citate derivanti da una norma contrattuale. OGGI, IL CoCeR Comparto Difesa ( E.I. – A.M. – M.M. ) si associa alla denuncia ed alla richiesta fatta da ASSODIPRO ed ha emesso il seguente COMUNICATO STAMPA :

Co.Ce.R. Comparto Difesa : I diritti dei militari non hanno più democrazia!!
“Lo Stato Maggiore Difesa superando ogni legge o norma che regola gli atti da adottare, sottopone al Ministro della Difesa un decreto da firmare senza il previsto parere della rappresentanza militare. Lo dichiarano i delegati del Cocer Comparto Difesa dopo aver appreso della firma del decreto sul fondo di efficienza dei servizi istituzionali. Il Cocer Comparto Difesa chiede al Sig. Ministro della Difesa di ritirare il provvedimento al fine di riportarlo in un alveo democratico e di legittimità’. Tali comportamenti demotivano il personale ed incrinano il rapporto fiduciario fra i militari, i loro rappresentanti e l’istituzione militare. Vista la palese violazione dei diritti dei militari forte deve essere la risposta del Ministro della Difesa”.
  Roma, 26 giugno 2013  

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