Assodipro : LA POLITICA ALLA PROVA DEI FATTI. Si ripensi la militarizzazione del CORPO FORESTALE nell’ Arma nei Carabinieri. Intanto aspettiamo la Corte Costituzionale su Diritti e Militarizzazione

A cura di Assodipro Nazionale

DOPO TUTTI I DISASTRI CAUSATI DAGLI INCENDI BOSCHIVI DELL’ESTATE APPENA TRASCORSA, TUTTI ORAMAI HANNO CAPITO L’IMPORTANZA CHE AVEVA IL CORPO FORESTALE DELLO STATO, che con esperienza e professionalità garantita da decenni di attività sul campo era l’unico soggetto in grado di gestire efficacemente la complessa materia dell’antincendio boschivo.

Ora, alcuni politici di poca lungimiranza e dalle “riforme” facili ma talvolta sbagliate nella forma e nella sostanza (a tal proposito, attendiamo con ansia le decisioni della Corte Costituzionale) – vedasi Marianna Madia e Maurizio Martina – nell’adoperarsi così alacremente per la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, oltre all’infischiarsene di 8000 lavoratrici e lavoratori militarizzati con prepotenza, nella ripartizione delle competenze hanno fatto addirittura peggio.

All’Arma dei Carabinieri (a cui pare non si debba negare nulla) sono state trasferite quasi tutte le competenze che erano del C.F.S., mentre l’intera materia incendi, con una semplice equivalenza ed in assenza di qualsivoglia analisi, è stata consegnata al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con gli effetti che tutti hanno visto in questi mesi.

Decisioni che ci appaiono prive  di logica, perché i grandi statisti dell’ultima ora dimenticarono che si trattava di incendi BOSCHIVI; difatti, se avessero dato la giusta importanza agli incendi nei boschi probabilmente sarebbero stati meno avventati nello smantellamento del Corpo Forestale dello Stato!

Il prossimo 5 ottobre si terrà la Conferenza unificata Stato-Regioni, dove si discuterà anche di proporre modifiche al fallimentare D.Lvo 177/2016 che ha decretato la fine del Corpo Forestale dello Stato e lo spezzettamento delle competenze.

Nessuna modifica o meglio nessuna “pezza” risolverà la questione, men che mai riattribuire le funzioni di coordinamento/spegnimento degli incendi boschivi ai neo Carainieri-Forestali, già fortemente disorientati da una manovra senza senso e gravemente penalizzati dall’attribuzione dello status militare, che subirebbero oltre al danno anche la beffa di essere considerati burattini di Stato!

La problematica può essere risolta solo con un grande gesto: AMMETTERE L’ERRORE E TORNARE INDIETRO, restituendo all’Italia il suo Corpo Forestale dello Stato – o al limite prevedere che ogni Regione d’Italia si doti di un proprio Corpo Forestale regionale – e ridare ai suoi lavoratori i sacrosanti diritti civili persi per un capriccio di qualche politicanto.

Confidiamo in un ravvedimento della politica, ancor prima che la Corte Costituzionale emetta la propria sentenza.

 

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