Assodipro verso il Congresso. Continuerà la sua storia e fonderà il Sindacato dei Militari Italiani

Nei giorni del 9 e 10 maggio 2018, si è riunito a Rimini, il Consiglio Direttivo Nazionale di Assodipro, massimo organismo dirigenziale dell’associazione.

La maggioranza del Consiglio ha presentato una mozione necessaria al fine di predisporre gli atti per l’elezione del Nuovo Presidente e quindi prepararsi verso un periodo di grande impegno per definire lo scenario che si sta delineando a seguito della sentenza della Corte Costituzionale.

Una due giorni intensa, caratterizzata da una viva discussione in merito al suo DNA, che si conferma democratico, partecipativo e ancora più determinato a perseguire una reale tutela del personale militare.

L’Associazione ha voluto dare un colpo di reni alla situazione attuale, forte del consenso che ogni giorno cresce sia nell’autorevolezza conquistata in 26 lunghi anni di esistenza, sia nella responsabilità di proseguire un cammino, agevolato dalla recente sentenza della Corte Costituzionale del 11 Aprile, aprendo la strada alla sindacalizzazione delle forze armate e forze di polizia ad ordinamento militare e nella consapevolezza, che la strada per ottenere una vera legge per esercitare i diritti sindacali è tutt’altro che facile.

La storia ci insegna a guardare le cose con il giusto metro al fine di misurare la portata delle azioni individuali per scongiurare pericoli che si generano quando alcuni comportamenti oscillano tra un dovere di coesione e le fughe centrifughe di chi pensa di avere ricette personali senza avere una cultura sindacale.

* Emmanuel Jacob, Presidente di Euromil

Assodipro ha come fine statuario quello del raggiungimento del riconoscimento dei diritti costituzionali a tutti i militari italiani, quindi la sentenza va vissuta come un primo passo, fondamentale e importante, che da solo non può bastare a concretizzare il “senso” del diritto soggettivo e collettivo dei lavoratori in divisa; questa prima vittoria arrivata dopo un lungo iter giudiziario fatto di ricorsi alla CEDU e nei tribunali italiani, costata grandi sacrifici sia economici sia personali, deve necessariamente passare per una seria riflessione fatta di un ulteriore studio di tutti gli aspetti che tale sentenza potrebbe generare nell’Ordinamento Militare Italiano, quindi andare ad intervenire in alcuni meccanismi dove la tutela del militare è messa in discussione da regolamenti non in linea con il diritto del lavoro e della tutela individuale e collettiva.

Questo non vuol dire assolutamente mettere in discussione il dovere o la forma gerarchizzata dell’organizzazione militare, non vuol dire mettere in discussione il principio disciplinare, addestrativo, di impiego e sicuramente non si ambisce nè al diritto di sciopero nè tanto meno al diritto di contestare le decisioni sull’impiego delle forze armate.

Il militare italiano è e rimane fedele al compito che la Costituzione gli ha affidato e a quello si ispira con grande senso di responsabilità.

Per tali motivi, dovrebbe apparire chiaro a tutti, che le estemporaneità di vuole fondare un sindacato così detto “solitario” più che indipendente, è il modo per consegnare nelle mani di sprovveduti improvvisatori, un istituto come quello sindacale che non può fondarsi solo ed esclusivamente sulle invettive o le urla da mercato di chi vuole vendere un ipotetico prodotto migliore.

* Emilio Ammiraglia, Presidente di ASSODIPRO e promotore del ricorso alla CEDU

C’è bisogno di una preparazione tecnica e la profonda conoscenza delle dinamiche di concertazione e contrattazione, capacità che si conquistano con l’esperienza, di certo non quella dei COCER o della Rappresentanza Militare in genere.

La capacità sindacale è una condizione di norme molto complesse, che vanno utilizzate con cognizione di causa, ognuna ha una sua natura e si differenzia notevolmente tra una categoria e l’altra, a volte anche all’interno delle stesse categorie.

Quindi fare bene il primo passo, vuol dire garantirsi altri passi nella direzione giusta, conquistare credibilità, autorevolezza, serietà, non solo nei confronti di tutti i militari, ma soprattutto nei confronti dei cittadini che guardano questo mondo a volte con ammirazione a volte con preoccupazione, aiutandoli a comprendere in modo pacato e riflessivo, quali vantaggi può generare una sindacalizzazione del mondo delle forze armate.

E’ un percorso che non può nascere da un mal di pancia, da un rancore personale o di categoria, come non può nascere dalla pretesa di un singolo, che crede di poter gestire l’intera vicenda e creare gravi danni d’immagine e di credibilità nei confronti di un mondo fino ad ora governato dal pregiudizio del “mondo a se”, visto quasi come una missione religiosa.

Bisogna far comprendere le forze armate come un’estensione della pubblica amministrazione con compiti gravosi ed importanti, oltre che inderogabili quali quello della difesa delle libere istituzioni.

Una parte vitale (direi viva) dello Stato, necessaria nella sua essenza di organizzazione utile al mantenimento della sovranità nazionale, utile al mantenimento del carattere democratico della nostra Carta Costituzionale.

Dobbiamo generare nel popolo Italiano e nella classe politica del Paese, l’idea che i militari sono a presidio della possibilità di tutti i cittadini di continuare a vivere la propria vita, così come hanno deciso quando hanno scelto la forma Repubblicana attraverso il referendum tra Monarchia o Repubblica.

I militari devono rappresentare una garanzia del diritto di tutti e pertanto quanto più trasparenti e democratiche sono le forze armate, tanto più grande è la garanzia che queste operino nel rispetto della Costituzione Italiana.

Con l’avvento delle forze armate professionali e la fine del soldato di leva, l’Italia ha stabilito che il mondo militare deve essere gestito da cittadini con una elevata capacità di operare in ambienti sempre più complessi, spesso non prevedibili e pertanto la preparazione del personale militare non può più rimanere ancorata ad un’anacronistica condizione di isolamento dalla società di riferimento, è chiaro che c’è bisogno di un’evoluzione che abbracci diversi aspetti, del giusto equilibrio di considerare l’uomo che veste una divisa, quale soggetto che ha delle necessità al pari di ogni altro cittadino, quindi una famiglia, una vita propria, una piena aderenza al vincolo costituzionale dei doveri ma anche dei diritti.

Per queste ragioni, il processo di sindacalizzazione delle forze armate, non può prescindere da un coinvolgimento di tutta la società e in tutte le sue espressioni politiche e sociali.

Assodipro ha fatto un percorso difficile tenendo sempre bene in mente, che la rivendicazione sindacale delle forze armate non è una pretesa espressa da una frustrazione, ma una aderenza al principio sancito dalla nostra Costituzione, ovvero l’Art. 3 che recita testualmente:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Rimuovere gli ostacoli della piena integrazione tra un mondo relegato in una sorta di limbo giuridico, portandolo dopo 70 anni, lì dove lo spirito democratico della Repubblica lo aveva concepito.

Lo sviluppo della persona umana per il militare equivale a condividere con tutti gli altri cittadini pari condizioni di tutela nello svolgimento del proprio lavoro, da qui riparte il nostro cammino.

Le Forze Armate al servizio del Paese Italia vuol dire, che i militari sono cittadini investiti di una grande responsabilità al quale vanno riconosciuti diritti al pari degli altri.

Per questo motivo Assodipro crede fermamente, che la sindacalizzazione delle forze armate è un atto di giustizia sociale e la legge che riconoscerà questo diritto, altro non può essere che un contratto sociale tra gli appartenenti delle forze armate e l’intera società italiana.

Assodipro vuole essere al fianco (e affiancarsi) a chi crede nel percorso di formulare una proposta di legge popolare, che nasca dal popolo, dalla partecipazione e la condivisione di questo grande ed importante principio affermato dalla Suprema Corte.

Assodipro nei giorni del 9 e 10 Maggio ha stabilito la data del suo Congresso che si terrà il 27, 28 e 29 Giugno 2018; verranno eletti i nuovi organi statuari e il nuovo Presidente, al quale si darà l’onere di lavorare verso la nascita di un Sindacato e nell’archiviazione dell’esperienza della Rappresentanza Militare.

Giuseppe Pesciaioli

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.
+
“Unicuique Suum” Consiglio di Stato. La Rappresentanza non deve fare sindacato!
No Preview
Lettera aperta al Ministro Trenta e al Parlamento Italiano. Quale futuro per i Militari Italiani?
Congresso Assodipro. Eletti i nuovi organi statutari. – Risultati del Congresso di Assodipro del 26, 27  Ottobre 2018, Rimini
LA CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza n. 120 Anno 2018 deposito del 13 giugno 2018 «I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali». Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale.
Diritto di costituire associazioni professionali a carattere sindacale tra militari. Sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2018.
No Preview
Lettera aperta al Ministro Trenta e al Parlamento Italiano. Quale futuro per i Militari Italiani?
No Preview
Andiamo avanti per la nostra strada e costituiamo un sindacato forte e autorevole
Occhio, arriva l’Esercito. Militari sulle strade apuane – Lo prevede una mozione approvata dalla commissione consiliare del Comune di Massa

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.