A cura di Salvatore Rullo, Presidenza Assodipro
Come Assodipro avevamo già ascoltato,da parte del Prefetto Gabrielli, in occasione del convegno organizzato dal Coisp “ a 35 anni dalla Riforma della Polizia di Stato, quali diritti ancora da conquistare ?” il 1 Aprile 2016, parole molto incoraggianti e significative sulla legge 121/81 che ha riformato la Pubblica Sicurezza Italiana comprendendo la concessione dei Diritti Sindacali alla Polizia.
Nell’ occasione Gabrielli la definì un ottima legge che aveva migliorato la Democrazia complessiva del paese e la gestione della Sicurezza. Oggi, non possiamo che concordare con quanto ha affermato il capo della Polizia nel suo intervento alla scuola superiore interforze. Assodipro, dal primo momento in cui si affacciava, come proposta governativa, il progetto di accorpare il Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, ha dichiarato la propria contrarietà ad un progetto che viene imposto e non appare né una seria riorganizzazione, né approfonditamente valutato nei suoi molteplici aspetti.
Un accorpamento che lascia moltissimi dubbi e che appare fatto con una preoccupante superficialità limitata ad un calcolo ragionieristico come se uomini, competenze, professionalità, esperienza e diritti potessero essere “ cancellati o mescolati “ e venduti come uno spot sulle “ cose fatte “. Lasciamo agli amici dei Sindacati del Corpo Forestale evidenziare le tante lacune di questa militarizzazione forzata ed i vari aspetti e conseguenze. Come Associazione che lotta da 23 anni, e continuerà a farlo a testa alta, per i democratici diritti sindacali per tutti i militari, evidenziamo che il modo scolastico di affrontare il tema riorganizzazione delle forze di Polizia, con l’accorpamento del Corpo Forestale, non ha tenuto conto ( ed è grave ) anche della perdita dei Diritti Sindacali degli appartenenti al Corpo Forestale.
Una cancellazione / retrocessione e perdita di diritti che, non solo non ha precedenti in Italia ed in Europa, ma va in controtendenza assoluta sia verso le richieste che vengono dal mondo dei “ lavoratori militari “ per una concessione di DIRITTI SINDACALI “ sia verso sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo che sentenzia : “ ai militari non può essere negato il diritto di costituire sindacati e si può solo regolamentare l’uso di tale DIRITTO”.
Siamo e saremo vicini agli amici del Corpo Forestale e li accompagneremo, insieme a tutti i sindacati, sia quelli di polizia , sia della Forestale, sia i sindacati confederali come la CGIL già in campo, sia alle forze politiche che si oppongono a questo accorpamento o che hanno molti dubbi a riguardo, ed a coloro che ritengono di sostenere l’idea che “ PIU’ DIRITTI E PIU’ DIRITTI SINDACALI, ANCHE PER I LAVORATORI IN DIVISA = PIU’ DEMOCRAZIA “.
GABRIELLI : “ L’accorpamento è ragionieristicamente perfetto, ma rischia di dilapidare un patrimonio di storia, vissuti e saperi perché l’efficienza non si traduce attraverso una mera semplificazione. Questo è’ netto il parere di Franco Gabrielli sulla norma della legge Madia che prevede l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri. Il passaggio previsto dalla riforma riguarda funzioni e personale, ad eccezione delle competenze anti-incendio, da attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Si darebbe così vita a una nuova organizzazione, all’interno dei carabinieri. I forestali chiamati al passaggio nell’Arma sono circa 7mila, con piccoli contingenti riservati ai Vigili del fuoco, alla Polizia e alla Guardia di finanza. Prevista anche la possibilità di fare richiesta per passare alla Pubblica Amministrazione in senso lato. “Credo che non sia stata una scelta felice – ha detto il capo della Polizia nel suo intervento alla Scuola superiore interforze – la rispettiamo, ma credo che la forza del nostro sistema sia nella diversità che si fa sintesi, non nelle acritiche, ragionieristiche operazioni di fusione”. “Quando ero giovane anche io pensavo che fosse economicamente più redditizio fare semplificazioni – ha detto ancora l’ex prefetto di Roma –ragionieristicamente è perfetto, ma si perde di vista che dietro ogni organizzazione, ogni storia, ci sono dei vissuti e dei saperi”. E dunque, ha concluso il capo della Polizia, “nel nostro paese la pluralità delle forze di polizia non è un elemento di inciampo, una sottrazione di risorse o un appesantimento del sistema, ma semplicemente una risorsa“.
Le parole del capo della Polizia raccolgono un coro di CONSENSI DAI SINDACATI .
Francesca Fabrizi, coordinatrice nazionale FP CGIL Corpo Forestale dello Stato : il prefetto Gabrielli ha affermato che -“l’Accorpamento della Forestale con i Carabinieri è una scelta infelice e che la vera forza del nostro sistema Sicurezza sta nelle diversità e pluralità delle Forze di Polizia”. Fabrizi dichiara: “ La vera riforma è da proseguire sul solco tracciato dalla legge 121 / 81 . Accorpare il Corpo Forestale è come fare un passo indietro disconoscendo l’attuale e funzionante comparto sicurezza . Le parole di “ un figlio della 121 “, come si è definito, legge che, va ricordato in questo buio momento per i diritti dei lavoratori, ha portato alla smilitarizzazione e democratizzazione della Polizia di Stato partendo dalla battaglia della CGIL e del Sindacato Confederale . CGIL e FP CGIL oggi come allora sono a fianco dei lavoratori del Corpo Forestale dello Stato per la difesa dei Diritti e contro la deriva antidemocratica del controllo ambientale.
Salvatore Chiaramonte FP CGIL Forestale: bene Gabrielli, il paese ha bisogno della Forestale Roma, 17 giugno
Siamo assolutamente d'accordo con il capo della Polizia Gabrielli che dimostra, nel suo pensiero sul Corpo, più lungimiranza rispetto al capo stesso della Forestale.
Il nostro paese ha bisogno di un corpo di polizia ambientale, con il portato di qualità, competenza e valore che la Forestale sa esprimere. Un giudizio, per altro, confermato dalle procure impegnate nel contrasto alle ecomafie, con il supporto unico e insostituibile del Corpo Forstale. Per questo riteniamo che le autorevoli affermazioni di Gabrielli siano tenute in debito conto e si interrompa questo scellerato processo di forzato accorpamento. Il Paese, come le cronache quotidiane dimostrano, ha bisogno di una polizia a tutela dell'ambiente e del patrimonio forestale e agro-alimentare, diffusa nel territorio e attenta ai bisogni e ai diritti dei cittadini.
Siamo assolutamente d'accordo con il capo della Polizia Gabrielli che dimostra, nel suo pensiero sul Corpo, più lungimiranza rispetto al capo stesso della Forestale.
Il nostro paese ha bisogno di un corpo di polizia ambientale, con il portato di qualità, competenza e valore che la Forestale sa esprimere. Un giudizio, per altro, confermato dalle procure impegnate nel contrasto alle ecomafie, con il supporto unico e insostituibile del Corpo Forstale. Per questo riteniamo che le autorevoli affermazioni di Gabrielli siano tenute in debito conto e si interrompa questo scellerato processo di forzato accorpamento. Il Paese, come le cronache quotidiane dimostrano, ha bisogno di una polizia a tutela dell'ambiente e del patrimonio forestale e agro-alimentare, diffusa nel territorio e attenta ai bisogni e ai diritti dei cittadini.
Il primo problema è la trasformazione dei forestali in militari. “ In primo luogo, noi siamo dipendenti civili – spiega Maurizio Cattoi dirigente del Corpo Forestale e segretario nazionale del Dirfor – ci troviamo a subire una militarizzazione forzata. Ma essere militari è una scelta che può essere fatta solo volontariamente. Per questo, se si arrivasse all’accorpamento, scatterebbero migliaia di ricorsi. In secondo luogo, il controllo ambientale non può essere militarizzato, il guardaboschi non può rispondere alla Pinotti. L’aspetto penale della salvaguardia del territorio è solo la punta dell’iceberg di una serie infinita di controlli di carattere amministrativo“.
“Le parole di Gabrielli non solo sono totalmente condivisibili – afferma Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il maggior sindacato del Corpo forestale – ma rappresentano meravigliosamente i concetti e le battaglie che i Forestali portano avanti da tempo per impedire questa scellerata operazione di militarizzazione del Corpo”. “Nei prossimi giorni verremo auditi alla Camera dei deputati sull’ipotesi di decreto di accorpamento – conclude Moroni – e chiederemo a tutti i parlamentari di ascoltare e fare proprie le parole del Capo della Polizia di Stato”.
Una presa di posizione, quella di Gabrielli, che guadagna il plauso anche di Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil: “Le parole del capo della polizia sono di buon senso. Soprattutto, ricordano a tutti noi e a chi ha responsabilità politiche e di governo la grandezza di una legge, la 121, che ha disegnato il sistema della sicurezza così come lo conosciamo. Una riforma è certamente necessaria, ma non nel segno di una nuova militarizzazione. E’ ovvio che possiamo e dobbiamo intervenire per riformare il sistema della sicurezza – conclude Tissone – ma non certo militarizzando le forze di polizia esistenti, togliendo diritti al personale e diminuendo l’efficienza del sistema”.
Scipio, UGL Corpo Forestale : “Il Prefetto Gabrielli, un Capo vero, a differenza di chi non è mai riuscito a parlare al cuore dei “Forestali” ma ha solo tentato di rendere appetibile l’amaro calice della militarizzazione coatta con affermazioni che non trovano riscontro negli atti scritti, sa benissimo che anche la migliore delle riforme, per essere funzionale ed efficace, non può calpestare la dignità dei dipendenti che la subiscono”.

