Blocco Retribizioni Militari e Forze di Polizia . Domenico ROSSI , sottosegretario Difesa «Basta mortificazioni, II governo adesso deve trovare i fondi»

II sottosegretario alla Difesa (e generale): Domenico ROSSI il comparto sconta già gli interventi dell`esecutivo Berlusconi  «Basta mortificazioni II governo adesso deve trovare i fondi» Rossi: misure nella legge di Stabilità ROMA — «Capisco che le forze dell`ordine e le forze di polizia si sentano mortificate. Lo capisco benissimo. E so anche che questo sentimento deriva soprattutto da una norma approvata quattro anni fa che, non tenendo per nulla conto della loro specificità, li accomuna al resto del pubblico impiego». Quindi? «Il comparto Difesa e sicurezza non è più mortificabile. Non possiamo continuare a mortificarlo». Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa del governo Renzi, è il primo esponente dell`esecutivo che esce dai ranghi dopo lo sciopero annunciato dalle forze dell`ordine all`indomani del blocco degli stipendi annunciato dal ministro della Pubblica amministrazione e della Semplificazione Marianna Madia. Generale di corpo d`armata dell`Esercito italiano e già Sottocapo di Stato maggiore dell`Esercito, Rossi è stato eletto in Parlamento con Scelta civica, oggi è esponente del gruppo dei popolari «Per l`Italia» ed è un punto di riferimento parlamentare per i militari. Sottosegretario, sta dicendo che l`uscita del ministro Madia sul blocco degli stipendi è stata quantomeno improvvida? «Mettiamola così. L`uscita del ministro Madia ha messo in luce una situazione di difficoltà economica che senz`altro c`è. Adesso però toccherà al governo e al Parlamento, nella cornice della legge di Stabilità, riuscire a trovare delle risorse per rispondere a…». Sta dicendo che la maggioranza dovrà porre rimedio a questa situazione? «Sono sicuro che il governo valuterà con la dovuta attenzione queste giuste richieste che arrivano dalle forze dell`ordine». Ma come? «Vede, questa situazione di allarmismo è giustificata da un semplice motivo. Dalle notizie uscite dalla stampa…». E’ stato il Ministro  Madia a fare la dichiarazione sul blocco degli stipendi… «Le dicevo, dalle notizie uscite sulla stampa dopo quelle dichiarazioni è parso di capire che il blocco degli stipendi comporti anche il blocco degli interventi sul tetto salariale. Perché, vede, il comparto Difesa e sicurezza sta già pagando un prezzo molto caro, a seguito degli interventi fatti dal governo Berlusconi nel 2010. Mi riferisco sia allo stop dato agli assegni funzionali che alle progressioni di carriera». Sta dicendo che si potrebbero sbloccare intanto questi ultimi, che ovviamente incidono sul salario, prescindendo dal blocco degli stipendi? «Tutte le soluzioni per andare incontro a questo problema saranno individuate nella legge di Stabilità, non prima. Non dimentichi che parliamo di persone che quotidianamente orientano la loro azione alla garanzia della sicurezza dei cittadini e all`interesse generale. E che hanno più di altri a cuore la rinascita del Paese proprio perché sono vincolati al loro senso del dovere, al loro spirito di servizio, alla solidarietà verso gli altri». E se nella legge di Stabilità questa «riparazione» non ci fosse? «La specificità del comparto Difesa e sicurezza deve essere riconosciuta proprio per il lavoro che svolgono queste persone. Ed è un compito di cui devono farsi carico il governo, il Parlamento, le amministrazioni e le rappresentanze del personale. Non ci dimentichiamo che il sacrificio di queste persone va oltre. E raggiunge in alcuni casi anche l`anteporre la propria vita personale all`interesse generale». 
Tommaso Labate  per il Corriere della Sera

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