Chi presta servizio fuori sede, vivendo in affitto o nelle caserme, non dovrà più considerare l`unico immobile di proprietà come seconda casa. E quanto prevede la BOZZA di DL varata dal consiglio dei ministri mercoledì scorso. L`intervento porrebbe fine a una problematica già da tempo portata all`attenzione del governo dai sindacati E dai vari corpi militari.
Alla luce della disciplina Imu prevista dal di n. 201/2011, infatti, gli appartenenti alle forze armate trasferiti presso nuova sede di servizio risultano privi dei requisiti di dimora abituale e residenza anagrafica presso la loro unica abitazione di proprietà. Pertanto quest`ultima, rientrando nella categoria «altri fabbricati», ha scontato finora un`imposizione maggiore: sia perché molti comuni hanno elevato al massimo (1,06%) l`aliquota sugli immobili a disposizione, sia a causa dell`inutìlizzabilità delle detrazioni d`imposta per abitazione principale (200 euro) e per i figli a carico (50 euro per ciascun figlio under 26). Un`anomalia, hanno evidenziato alcune sigle sindacali, che nel 2012 è costata in media a ogni militare fuori sede circa 800-1.000 euro di maggiore imposta.
Ora la situazione è destinata a cambiare.
Il provvedimento licenziato da palazzo Chigi prevede che per l`applicazione dell`IMU prima casa sull`unico immobile posseduto dal personale in servizio permanente presso le forze armate e le forze di polizia «non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica». Ovviamente per fruire del beneficio la casa non deve essere concessa in locazione.
La disposizione prevede che potranno beneficiare della misura forze armate (esercito, marina, aeronautìca), forze di polizia a ordinamento militare (carabinieri, Gdf) e civile (polizia di stato, polizia penitenziaria, forestale).
Tratto da articolo di Italia Oggi di Valerio Stroppa ( militari e forze dell’ordine esentati sulla prima casa)

