CARABINERI e ESERCITO : PERSONALE transitato nei ruoli civili DISCRIMINATO sulle somme versate alla Cassa di Previdenza chiedono quanto a loro dovuto. Avranno Giustizia con l’ennesima azione legale o da doverosi atti politico legislativi ?

A cura di Assodipro Nazionale : Ennesimo caso di discriminazione e mancanza di tutela dei DIRITTI SUL LAVORO NEL MONDO MILITARE che è SENZA RAPPRESENZA E TUTELA, senza organi di rappresentanza sindacale a tutela di tutto il personale e paga quotidianamente questa grave mancanza di DIRITTI su LAVORO e SALUTE.

Per risolvere tematiche di lavoro e diritti dei militari, anche se ora transitati, senza diritti di rappresentanza sindacale Ci sarà materia per prossime interrogazioni parlamentari ed un RICORSO AL TAR che ci risulta sia in fase di predisposizione.   

Speriamo che la Corte Costituzionale , tra qualche mese, quando dovrà esprimere il suo giudizio sui DIRITTI SINDACALI dei militari, equiparandoli finalmente a tutti i lavoratori con diritti sindacali su lavoro e salute, faccia fare un decisivo passo in avanti di democrazia e diritti, riconosciuti in Europa e in sentenze Corte Europea nonché in trattati internazionali, ai CITTADINI LAVORATORI IN UNIFORME.  

     Liquidazione cassa Sottufficiali al Personale riformato e transitato nell’ impiego civile   

La legge di  stabilità  Decreto legislativo 15 .marzo 2010, n.66 codice dell’ ordinamento   militare  non   riconosce  al  personale  dell’ Arma   dei Carabinieri riformato  e  transitato  nell’   impiego  civile,   il  beneficio  della cassa sottufficiali perché non espressamente  contemplata   per la Forza Armata  di appartenenza    quale presupposto   per il riconoscimento   del dovuto beneficio,  versato dai Militari, cosi come riportato   all’art.   1919. della medesima  legge

 Dal 2010  lo  Stato  Maggiore   della  Difesa,  rigetta   le istanze   dei  Militari appartenenti all’ Arma dei Carabinieri,  adducendo  le sottonotate  motivazioni”    LA  FORZA ARMATA   DI APPARTENENZA   NON  E’  CONTEMPLATA   NELLA   LEGGE    QUALE PRESUPPOSTO   PER  IL RICONOSCIMENTO    DEL  BENEFICIO  

VA RICORDATO E CONSIDERATO che i  militari  di carriera sono iscritti  d’Ufficio   al ” Fondo  di previdenza   sottufficiali   del  regio esercito”    istituto  con Regio  decreto-Legge   22 giugno  1933, nr. 930 (in Gazzetta  Ufficiale   l agosto nr. 177).

L’iscrizione obbligatoria comporta l’onere  di assicurare agli Iscritti garanzie fondamentali che non sembrano  potersi sottrarre alla legislazione primaria che attribuisce agli  organi statuari  solo  la facoltà  di  adottare provvedimenti  riguardanti  i  tempi  e  le  modalità  di erogazione della prestazione. 

Come si evince dall art. 7 del citato R.D. ” Il premio  di previdenza  è corrisposto  ai Sottufficiali di  carriera  del  regio  esercito,  compresi   quelli  dell Arma  dei(  Carabinieri   reali,  che  siano iscritti  da  almeno  sei  anni  al  Fondo  previdenza  sottu{ficiali  del  regio  esercito  secondo   le norme  che  saranno   stabilite   con  decreto   reale  su  proposta  del  ministro  per  la  guerra,   di concerto col ministro  delle finanze. Il premio  

di previdenza  è pagato dall atto del collocamentoa riposo ..omiss.”   ai sottu{ficiali  cessanti  dal servizio  prima  del compimento   dei  sei  anni  di appartenza  al  “Fondo previdenza  sottu[fìciali del regio esercito  ” saranno  restituite  le  somme versate,  insieme  con gli  interessi  maturati. purchè  non si tratti  di dimissionari  o di eliminati comunque al servizio  con la perdita del diritto a pensione o indennità…

Con l’avvento  del D.lgs 66/2010,  la restituzione  dei contributi  versati è stata legata anche  per i sottufficiali  dell’esercito  e dei Carabinieri alla maturazione  del diritto  a pensione  o vitalizio   creando una    reale   differenziazione  discriminatoria fra coloro   i   quali    erano   transitati  prima dell’introduzione   di tale  dlgs, (come ad esempio  avviene per  effetto  dell art.  7, primo   comma della  L.  894/1939   istitutiva  della  cassa  sottufficiali   dell’  Aeronautica   Militare,  così   come sostituito per effetto dell art. 2 della L. 88 DEL 1990) che prevede  che ai sottufficiali  con  meno di sei anni di iscrizione  che cessano  dal servizio con diritto a pensione  vitalizia  o che  vengano trasferiti   nei  ruoli   degli   impiegati   civili  dell’ Amministrazione    dello  Stato,  è’   restituito    l ammontare  della somma versata, così come avviene per i sottufficiali  della Marina Militare.

L’art.    1919 del citato  dlgs 66/2010 inoltre  dispone  che: L’indennità     di cui  all’articolo   1914 è dovuta  ai sottufficiali   della Marina  Militare   e dell’ Aeronautica   Militare   iscritti  da almeno  sei anni al pertinente  fondo,  i quali sono: a)  trasferiti nei ruoli  dipendenti  civili  dell’    amministrazione   dello  Stato,  con  decorrenza  dalla nomina   a dipendente  civile  di ruolo;  b) nominati  ufficiali  o sottufficiali  in servizio  permanente  effettivo, con decorrenza  dalla nomina  a ufficiale  o sottufficiale  in servizio  permanente effettivo   salvo espressa rinuncia  limitatamente  ai soggetti di cui al comma 3.

  1. La disposizione   di  cui  all  art.  1917 (art.  1917 restituzione   dei  contribuiti  obbligatori   ai sottufficiali,  agli appuntati  e ai carabinieri  che cassano dal servizio  con diritto a pensione  prima del compimento  di sei anni di iscrizione  al fondo, sono restituiti  i contributi  obbligatori  versati ai fondi previdenziali  di cui all’ art. 1913 maggiorati  degli interessi.

Le predette  somme  sono  reversibili  e  si applicano  al personale: l) trasferito nei ruoli del personale civile dell’ amministrazione  dello stato; 2) nominato  ufficiale  o sottufficiale  in servizio  permanente   effettivo,  salvo espressa  rinuncia limitatamente  ai soggetti  di cui al comma 3.

QUINDI   Il  decreto    legislativo     de   quo,      ha   evidenziato     una    disparità     tra   le  forze armate prevedendo     la restituzione   delle  somme  solo  ed esclusivamente   per  i militari  della  Marina Militare   e  dell’ Aeronautica    che   transitano   nei   ruoli   civili,   “dimenticando”    il  personale dell’ Arma dei Carabinieri , discriminandola.

PER RISOLVERE QUESTA PALESE DISCRIMINAZIONE serve un iniziativa  politico legislativa  che preveda  la reintroduzione nell’ordinamento dell’ Arma dei Carabinieri, al fine di equiparare tutte le forze Armate, con contestuale restituzione delle somme versate   al   Fondo  di Previdenza al  personale all’ atto   del  transito    nei   ruoli   civili,   così   come   previsto   per la Marina   e Aeronautica M. – OCCORRE una modifica dell’ordinamento militare con l’inserimento dell’ Arma dei Carabinieri e Esercito per consentire la RISCOSSIONE DELLE SOMME VERSATE DAL PERSONALE con effetto retroattivo dal 2010.

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