Corpo Forestale addio, 7 mila agenti trasferiti ai Carabinieri: pioggia di ricorsi

Dopo centonovantaquattro anni di storia, il Corpo forestale dello Stato non esiste più: per effetto della legge Madia di riforma della pubblica amministrazione, dal primo gennaio le sue funzioni sono state quasi per intero trasferite all’Arma dei Carabinieri. Una pioggia di ricorsi, però, sarebbe pronta a invadere i Tribunali amministrativi. I documenti sono già pronti, devono solo essere inoltrati: agenti di vario ordine e grado stanno pensando di opporsi in massa ai trasferimenti e, soprattutto, all’incorporamento “forzato” in un’istituzione militare. In prima linea il Sapaf, il maggior sindacato del Corpo guidato da Marco Moroni, che non intende mollare la presa nonostante sia ufficialmente sciolto.

Prima della riforma, infatti, la Forestale era un’istituzione civile. Non è tutto. A quanto sembra, in queste ore di assetto nell’Arma reggerebbero caos e apprensione per lungaggini amministrative e problematiche organizzative.
Solo per fare un esempio: il giorno del trasferimento ufficiale, all’inizio del mese, le nuove divise degli ex forestali non erano ancora arrivate. C’è chi si è dovuto presentare al lavoro in abiti civili. Il rischio è che i ricorsi vengano depositati in tempi record, cavalcando i ritardi dei decreti attuativi della legge. I settemila ex agenti del Corpo andranno per la maggior parte a confluire nell’Arma dei Carabinieri, e assumeranno un nuovo ruolo militare: componenti del “Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri”. Non sarà però solo l’Arma ad accogliere gli ex forestali. In 30 si arruoleranno nella Guardia di Finanza. Circa 120 andranno a fare parte del Corpo dei Vigili del Fuoco. In 123 finiranno tra le fila della Polizia di Stato. Qui, 117 di loro si occuperanno della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Sono stati selezionati tenendo conto della «frequenza dello specifico corso di formazione di attività di ordine pubblico in assetto e della minore età anagrafica», si legge nella circolare del Viminale che comunica il loro trasferimento nel «Reparto Mobile più vicino alla attuale sede di servizio».

La maggio parte di loro verrà trasferita lontano da casa, anche a 200 km di distanza, per raggiungere i reparti mobili situati nei capoluoghi. L’accorpamento della Forestale nei Carabinieri è stato voluto dalla riforma Madia soprattutto per un contenimento della spesa pubblica. La trasformazione promette di assicurare una maggiore efficienza dei costi di gestione e risparmi fino a 100 milioni di euro in tre anni.

di Michela Alllegri – ilmessagero.it

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