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CASSAZIONE: SÌ AL RISARCIMENTO PER IL MILITARE MORTO PER L'URANIO IMPOVERITO Per le sezioni unite, sono vittime del dovere i militari morti per le malattie contratte dopo la missione in Bosnia. – AS.SO.DI.PRO.

CASSAZIONE: SÌ AL RISARCIMENTO PER IL MILITARE MORTO PER L'URANIO IMPOVERITO Per le sezioni unite, sono vittime del dovere i militari morti per le malattie contratte dopo la missione in Bosnia.

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Assodipro Nazionale : prendiamo atto con soddisfazione della sentenza. Bene cosi. 
Ma diciamo  basta ad un sistema dove il militare ottiene giustizia solo dopo lunghi e costosi percorsi giudiziari o dopo la morte. 
Basta ad un sistema che non concede ai militari organismi di tutela sindacale ( i cocer sono sindacati gialli di fatto e nel caso dei militari malati o morti hanno dimostato la totale inadeguatezza e subordinazione del sistema rappresentativo detto Rappresentanza Militare) per tutelare effettivamente lavoro e salute. 
Basta a militari che dal momento della malattia vengono abbandonati senza aiuti per costossime cure che portano gravi conseguenze familiari ed economiche. Se i militari avevano strumenti sindacali di tutela, certe cose accadute, come da dichiarazioni in Commissione Inchiesta Parlamentare sui militari morti a causa di malattie contratte per esposizione a uranio o amianto, non le avrebbero neanche pensate ( mancanza di protezioni , prevenzione , tutela ecc) e molti malati o morti non ci sarebbero stati.
Comunque il fenomeno non avrebbe avuto la portata che ha per i malati / morti a causa di uranio, amianto ecc. 
Con diritti sindacali e veri strumenti di tutela su lavoro e salute non avremmo pagato con tanti morti o malati ! qualcuno può smentire questa affermazione ? e ci sarà qualcuno che sarà chiamato a rispondere oltre il risarcimento economico ?
Chiediamo che si faccia giustizia in tempi rapidi e lo stato rispetti il “patto” di tutelare i suoi uomini e donne malati e morti per malattie contratte in servizio. E che i militari, come tutti i cittadini, abbiano degni strumenti di tutela sindacale per la tutela del loro lavoro e della loro salute. 

Tratto dal sito studiocataldi.it di Gioia Fragiotta – Le sezioni unite della Cassazione hanno disposto con la sentenza n. 23300/2016, depositata ieri (e qui sotto allegata), che il militare colpito da patologia fatale causata dal contatto con l'uranio impoverito (sostanza notoriamente cancerogena), fa parte della categoria delle “vittime del dovere”.  La vicenda vede protagonista un militare ventisettenne che, in seguito a missioni in Somalia e Bosnia nell'anno 2000, muore a causa di un tumore. I giudici di secondo grado hanno riconosciuto la richiesta di risarcimento addotta dagli eredi del giovane militare ai sensi della legge 266/2005. 

Il ministero della Difesa contesta tale decisione e propone ricorso sostenendo che nella fattispecie si esclude il diritto soggettivo in ragione di ciò che si evince dalle valutazioni del comitato di verifica per le cause di servizio.
La Corte precisa, invece, che nel caso in specie i benefici accordati in favore alle vittime del terrorismo e della criminalità si estendono alle cd. “vittime del dovere”; detta estensione è dovuta alla disciplina dell'articolo 1 nei commi 562-565 della legge 266/2005. 

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