CONTRATTI DIPENDENTI PUBBLICI, UN FUTURO SENZA BUONE NOTIZIE. Protestano i Sindacati, i CoCeR rappresentanti dei Militari continuano il silenzio ?

Il 9.ottobre 2012 Su questo sito abbiamo scritto : PER FORZE ARMATE E POLIZIA SCOMPARE L'INDENNITA' DI TRASFERIMENTO per chi viene spostato in sedi limitrofe per la SOPPRESSIONE del Reparto dove presto servizio.  E' confermato , da una bozza sul provvedimento , il blocco dei contratti fino al 2014 e per il 2013-2014 non sarà erogata neanche l'indennità di vacanza contrattuale. Non Bastano spending review con tagli occupazionali di 20mila miltari – di cui 12 mila Giovani in 3 anni. L’indennità di vacanza contrattuale viene data ai dipendenti pubblici in situazione di blocco contratti. Ammonta a pochi euro ( 10 – 12 netti ) che vengono erogati ogni mese fino al rinnovo . Dal 2010 i dipendenti pubblici, logicamente Militari compresi, sono con i contratti bloccati . Il blocco viene Allungato fino al 2014 e dal 1° gennaio 2013 eliminano la vacanza contrattuale. 12 euro – dodici ! si sono attaccati anche a quelli ! una vera e propria CRESTA ( articolo intero e doc. allegati al link : http://www.militariassodipro.org/news.php?item.788.10 )
Oggi possiamo dire che Il  futuro si annuncia senza buone notizie per i 3 milioni di dipendenti pubblici.
A prevedere le «misure di blocco delle progressioni e degli scatti degli stipendi della pubblica amministrazione» era stato il decreto sulla spending review (quelle norme di contenimento della spesa pubblica varate dal governo di Mario Monti, ma ora sono stabilite da un decreto ministeriale (Economia e Funzione pubblica). Che deve essere discusso dal prossimo consiglio dei ministri.
«Nulla è ancora stato deciso», ha poi precisato il ministero dell'Economia, rimandando alla riunione del Cdm. In quella sede si prevede venga posa l'ultima parola per una decisione impopolare, e di cui va valutata anche l'opportunità in un momento in cui il dossier è in mano a un governo uscente.
LA PROTESTA DEI SINDACATI. Ad Oggi certifichiamo il silenzio dei CoCeR sull'argomento.  Intanto le indiscrezioni sulla possibilità di un imminente varo del provvedimento, hanno innescato lo scontro con i sindacati.
Per la leader della Funzione pubblica della Cgil, Rossana Dettori, sarebbe «davvero inopportuno un decreto approvato dal governo Monti, una forzatura ai danni dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni»: «Non credo», ha detto, «che l'esecutivo uscente possa permettersi di prendere scelte politiche così importanti proprio in questi giorni, non fin quando il quadro politico non sarà più chiaro».
«Il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi», si è chiesta la sindacalista, «dovrebbe smentire le voci che annunciano un decreto come imminente».
DECIDE UN GOVERNO BOCCIATO. Non è così, da Palazzo Vidoni è arrivato invece informalmente la conferma che «il nodo», non un provvedimento già definito, è destinato ad arrivare presto sul tavolo dell'esecutivo. «Un governo al termine del suo mandato e bocciato sonoramente dal voto popolare, non può continuare a colpire le condizioni di lavoro in tutti i comparti pubblici», ha avvertito il segretario generale Flc-Cgil, che rappresenta anche i lavoratori della scuola, Mimmo Pantaleo.
«Si pone una questione democratica», ha detto, «perché un atto di tale rilevanza per le condizioni dei lavoratori dovrebbe essere discusso con le organizzazioni sindacali e attraverso una piena assunzione di responsabilità da parte del parlamento».
«Un'altra proroga al blocco dei contratti pubblici sarebbe inaccettabile», hanno aggiunto i segretari generali Funzione pubblica e Scuola della Cisl, Giovanni Faverin e Francesco Scrima: sarebbe, hanno detto, «un atto sbagliato che colpirebbe il bersaglio sbagliato. Non è la spesa per il personale che zavorra le finanze pubbliche, ma gli sprechi e la cattiva organizzazione».

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