Corte dei conti: La Brambilla usò voli blu per motivi personali. La procura se la prende con un ex ufficiale:Danno erariale, deve rimborsare le spese. Camera nega l’autorizzazione a procedere

Tratto da articolo di Valeria Di Corrado per  iltempo.it : “Dovrà rispondere di danno erariale per aver dato all’ex ministro al Turismo Michela Vittoria Brambilla l’autorizzazione a usufruire di due «voli blu» senza che che ne fosse la necessità. 
Raffaele Di Lorenzo, per oltre 25 anni dirigente dell’Ufficio per i voli di Stato della presidenza del Consiglio dei ministri, è stato citato in giudizio davanti alla Corte dei conti del Lazio. 
La Procura chiede all’ex colonnello dell’Aeronautica militare in pensione di restituire i soldi corrispondenti alle spese sostenute da Palazzo Chigi per far volare la Brambilla
I viaggi contestati sono quelli del 9 dicembre 2009 e del 13 marzo del 2010. L’allora ministro del governo Berlusconi utilizzò un elicottero dei Carabinieri per spostarsi da Calolziocorte, in provincia di Lecco, dove viveva, a Piazzola sul Brenta, nel padovano, per una conferenza regionale sul turismo. 
A fine giornata si fece riportare nel suo paesino di residenza, sempre in elicottero, adducendo impegni istituzionali. Lo stesso accadde tre mesi dopo, per un incontro con alcuni operatori turistici a Rimini. La Brambilla nel novembre 2010 è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Milano con l'accusa di peculato e abuso d’ufficio. Per entrambi gli spostamenti (costati 7 mila euro ciascuno, esclusi il servizio antincendio e l'ambulanza) sarebbe stata violata la direttiva sui voli di Stato varata il 25 luglio 2008 dallo stesso governo Berlusconi. L’ex ministro «si procurava un ingiusto vantaggio – si legge nel capo d’imputazione – consistito nell’utilizzo dell’elicottero dell’Arma dei Carabinieri, anziché dell’autovettura di servizio con autista», con cui poteva raggiungere le stesse destinazioni a costi decisamente inferiori. Tuttavia, il 4 dicembre 2013 il pm ha chiesto l’archiviazione. Il collegio per i reati ministeriali della Corte d’appello di Milano si è opposto, chiedendo alla Procura l’immediata trasmissione degli atti al presidente della Camera di appartenenza. «Le indagini preliminari – spiegano i giudici – hanno provato che non ricorreva alcun impegno istituzionale del ministro Brambilla presso Calolziocorte». 
La Giunta di Montecitorio ha approvato la proposta del relatore di negare l’autorizzazione a procedere nei confronti della deputata di Forza Italia, basandosi su due elementi: la richiesta di archiviazione della Procura e la correttezza formale delle richieste fatte pervenire all’ufficio di Palazzo Chigi per i voli di Stato. Il 26 marzo 2014, con voto segreto, è arrivato anche il diniego della Camera
Dalle indagini della Procura della Corte dei conti è emerso che la Brambilla in un anno e mezzo avrebbe utilizzato per ben 110 volte «voli blu», quasi uno ogni 5 giorni. L’istruttoria che ha dato il via libera all’ex ministro al Turismo, firmata da Raffaele Di Loreto, non avrebbe correttamente verificato la sussistenza dei requisiti previsti dalla direttiva in materia.
L’ex colonnello, approdato a Palazzo Chigi nel 1985 dopo aver pilotato il Dc9 presidenziale di Bettino Craxi e ora presidente della Cai (Compagnia aerea italiana per i Servizi segreti) dovrà rispondere dell’accusa di danno erariale davanti ai giudici contabili nell’udienza del prossimo 10 marzo.

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.