Crisi Siriana. Tricarico : “ fermarsi o prepariamoci al peggio “ – Fabio MINI : “ Gli Americani non ci hanno capito niente”. Le opinioni di due Generali Italiani.

ROMA, 30 AGO – Ansa – Un attacco Usa alla Siria limitato a pochi giorni di lancio di missili verso obiettivi strategici potrebbe essere come il sasso che rotola e poi diventa valanga. A mettere in guardia dagli scenari “imprevedibili” che potrebbero determinarsi dal via libera di Barack Obama all`intervento e` il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell`Aeronautica e consigliere militare di tre diversi presidenti del Consiglio (D`Alema, Amato e Berlusconi). “Mi auguro – premette il generale, ora presidente della Fondazione lCSA – che si fermino tutti e ci si metta attorno ad un tavolo per capire se si può` costruire qualcosa da queste macerie. Se invece le cose andranno in un`altra maniera avverte – prepariamoci al peggio”. Dopo il no del Parlamento britannico, il blitz potrebbe essere targato solamente Stati Uniti, con l`appoggio della Francia. “Il fatto che ci sia la Francia – osserva Tricarico – e` tecnicamente ininfluente.  Tutto fa pensare ad un attacco senza un`architettura complessa, che si possa iniziare ed ultimare che con una campagna missilistica limitata su una lista di 30-50 obiettivi precisi che il Pentagono ha già` fornito con fotografie e coordinate gps”. I missili già` caricati e pronti a colpire ad un segnale di Obama – partirebbero dai cinque incrociatori che la Marina americana ha portato in zona. Si tratta, sottolinea il generale, “di missili ad alta precisione invisibili ai radar e dai quali non c`è` alcuna difesa possibile per il regime siriano. Colpiranno rampe di lancio, aeroporti, centri di comando e controllo”. Ma quello che viene presentato come un intervento limitato potrebbe avere conseguenze imprevedibili. “Assad – evidenzia il generale – rimarrebbe in sella, pur con qualche ammaccatura ed un animale ferito e` molto pericoloso. Potrebbe esserci una ritorsione anche con il ricorso al terrorismo e tutto il Medio Oriente potrebbe infiammarsi. Anche l`Italia, a quel punto, ne subirebbe le conseguenze e potrebbe essere trascinata”. 
Fabio Mini , in un intervista a LEFT di Cecilia Tosi, tra l’altro dichiara : Pechino tiene un basso profilo, perché ha meno interessi in Siria  ma conduce comunque una campagna mediatica contro l’opposizione siriana  In questi giorni ha mostrato in televisione che le vittime delle armi chimiche sono i soldati   regolari e non i ribelli e che le sostanze chimiche  sono state utilizzate tramite ordigni fatti in casa non con armi dell`esercito. Intervenire adesso in Siria?   Se davvero le prove fossero fabbricate, chi sarebbe stato? Le frange più moderate o quelle più radicali tra i ribelli? Non c`è una distinzione così netta all`interno  della galassia ribelle. Sicuramente i jihadisti stranieri hanno interesse ad attirare gli americani Nell’ area perché, come in Afghanistan, al Al Qeda si nutre  delle missioni occidentali per legittimare la propria presenza e per drenare le risorse che si portano dietro le operazioni armate. E attualmente i radicali sono anche i più forti, perché sono loro ad aver conseguito le principali vittorie militari. Gli americani hanno una strategia? Gli americani ancora non ci hanno capito niente. È dimostrato dal loro enorme Fallimento diplomatico o e dal bisogno di una “bomba umanitaria” per giustificare l`intervento. Da tempo, ormai, l`aggressione da sola non giustifica un intervento internazionale. Adesso si cerca un elemento scatenante. Qual è il ruolo della Russia? Negli ultimi anni Mosca ha ripreso un molto attivo sullo scacchiere internazionale e difende a spada tratta Iran e Siria. Con l`intervento occidentale   i russi potrebbero in sicurezza i porti e di convincere Assad  a passare il potere a qualcuno del suo entourage. Ma la Russia potrebbe fare anche molto di più. Insieme all’ Iran potrebbe mettere in discussione i confini di tutto il Medio Oriente. Dall’ Iraq al Kurdistan e perfino a Israele.  

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