DDL Lavoro: Comellini (PDM), Rinvio a camere è occasione per cancellare specificità FF.AA., FF.PP. e VV.FF.

Il 31 marzo, il Presidente Napolitano ha esercitato con fermezza il suo ruolo di garante della Costituzione rinviando il ddl 1167-B alle Assemblee parlamentari. “L'azione del Presidente ci consentirà di mettere in evidenza anche la pericolosità dell'articolo 19 con il quale il governo ha tentato di mascherare, dietro il riconoscimento della specificità dei cittadini in divisa, un complotto per privarli di ogni conquista sociale e lavorativa ottenute negli ultimi 30 anni.”- Lo comunica Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) – “Siamo convinti che l'azione di tutela e di garanzia esercitata dal Presidente Napolitano avrà i suoi effetti su tutti i provvedimenti approvati o in corso di approvazione da parte delle Camere -prosegue Comellini- come ad esempio quelle “norme salva generali” proditoriamente infilate nei decreti di rinnovo delle missioni militari all'estero, oppure sulla proposta di legge nr. 3163 dell’On. Cirielli che, sostanzialmente, è finalizzata ad aumentare il novero dei reati militari e le competenza dei Tribunali militari. E' evidente che la decisione di non firmare il ddl 1167-B ha spiazzato la maggioranza di governo ma anche i vertici militari che già il 30 marzo scorso con la diffusione del “36esimo messaggio al personale” avevano trionfalmente annunciato che “le FF.AA. ricevono un significativo tributo: il riconoscimento della “specificità” del ruolo dei “lavoratori in uniforme”: FF.AA., FF.PP. e VV.FF.. Tale riconoscimento è destinato ad arricchirsi di ulteriori contenuti che ne chiariranno la portata.”. A prescindere dalla inopportunità di un simile messaggio, poi smentito dai fatti, c'è da riflettere sui contenuti preannunciati dai vertici militari per chiarire una norma completamente vuota -conclude Comellini- e se come al solito saranno solo quelli per tutelare i generali e togliere i diritti alla truppa noi continueremo a vigilare e a chiedere, come abbiamo già fatto, che il Presidente della Repubblica rimandi al mittente tutte quelle norme che sono espressione dell'arroganza di una maggiornaza parlamentare sempre più fine a se stessa e agli interessi di pochi.”.

Luca Marco Comellini – segretario Pdm

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