DIFESA – TANTI TIFOSI PER I TAGLI DI DIPENDENTI PUBBLICI SEMPRE PENALIZZATI PER COPRIRE I FALLIMENTI DELLA POLITICA. Sindacati della P.A. pronti a scendere in piazza contro gli ulteriori tagli.

A cura di salvatore rullo ; s.rullo@tin.it
E’ storia purtroppo nota che, per  le voragini nei conti dello stato, create anche da politiche inette e sbagliate, da sprechi e ruberie miliardarie dai tempi di tangentopoli, dai costi della politica e da inespugnabili  fasce di elevatissimi redditi da lavoro o pensionistici totalmente assurdi, di fronte a blocchi contrattuali  disoccupazione  e deficit di stato a livelli record, i primi a pagare siano di Dipendenti Pubblici , Comparto Sicurezza e Difesa in Primis. 
Ieri, ne abbiamo dato notizia anche noi, il Messaggero ha scritto di un “ piano “ del Governo, stile Grecia almeno a livelli di numeri, per il taglio di altri 200 mila dipendenti pubblici.
Oggi, in approfondimento, alla notizia del piano di tagli stile Grecia, Il Messaggero in un articolo di Luciano Costantini  dal titolo “Tagli agli statali ora nel mirino del governo 20 mila militari”  parla dei tagli MILITARI noti da tempo e se ne parla in modo non totalmente esatto.  Nell’articolo, tra l’altro ed in riferimento ai tagli del personale militare si legge :”

ROMA Potrebbe scattare dal ministero della Difesa il piano del governo per produrre i duecentomila tagli nell`organico dell`amministrazione pubblica. Però mai, come in questo caso, il condizionale è rigorosamente d`obbligo perché le organizzazioni sindacali di categoria stanno già alzando un muro preventivo ( logicamente per organizzazioni sindacali il riferimento è alle organizzazioni dei lavoratori del pubblico impiego, i Militari hanno, per ora e soltanto un sistema di rappresentanza interno, non autonomo economicamente e gerarchicamente organizzato dalle caratteristiche di un sindacato giallo e dove non si alza, purtroppo e neanche nessun muro preventivo, al massimo si fa un comunicato dichiarando “ sconcerto e preoccupazione ! “).
Nell’articolo si legge ancora : “Nel mirino dei tecnici del Lavoro e delle Finanze è comunque la Difesa. Più esattamente  20.000 militari e 10.000 civili che avrebbero i requisiti per essere prepensionati. Per quanto riguarda il comparto militare, verrebbero presi in considerazione i dipendenti «non di punta», cioè coloro che svolgono mansioni non squisitamente operative. Oltre tutto c`è da considerare che gli alti gradi già oggi possono usufruire della cosiddetta «aspettativa quadri». Che vuoi dire poter andare in pensione, percependo lo stipendio e magari svolgere un secondo lavoro senza limite di cumulo. La norma – si dice – dovrebbe essere allargata anche ai sottufficiali. Un passaggio che, in concreto, produrrebbe migliaia di fuoriuscite, pure se nell`arco di qualche anno. E avrebbe tuttavia un costo per l`erario. «Sòldi – sottolinea un sindacalista – che potrebbero invece essere spesi sul fronte degli esodati»”     La scorsa settimana la decisione del governo di prorogare il blocco delle retribuzioni dei pubblici dipendenti”.  
Nelle poche righe che parlano dei tagli al personale militare ci sono delle imprecisioni :Intanto il Comparto è sotto tiro e “ nel mirino “ sin dall’approvazione della Revisione dello strumento militare, approvata all’ultimo minuto utile del Governo dei tecnici e che proprio in questi giorni vede completare i decreti attuativi. Nella revisione erano e sono previsti, da un anno, i numeri citati dal Messaggero e le modalità di uscita. NON è completamente esatto scrivere che verranno presi   in considerazione i “ dipendenti non di punta “ ( già di per sé questa frase non è felicissima ); Certo ci sarà un aumento delle risorse e mezzi per la componente operativa  ma i criteri di uscita per i prepensionamenti sono esclusivamente improntati sull’anzianità di servizio, quindi generali e senza distinzioni tra “ dipendenti di punta e non di punta “ Osserviamo anche che senza i “ secondi “, i primi non potrebbero operare; è elementare osservare che un “ operativo “ senza un “ logistico “ non esiste o dura poco; NON è completamente esatto scrivere, come fa Luciano Costantini sul messaggero  “Oltre tutto c`è da considerare che gli alti gradi già oggi possono usufruire della cosiddetta «aspettativa quadri». Che vuol dire poter andare in pensione, percependo lo stipendio e magari svolgere un secondo lavoro senza limite di cumulo. La norma – si dice – dovrebbe essere allargata anche ai sottufficiali”…  NON “ si dice “ ma è già scritto che la aspettativa riduzione quadri spetta anche al personale non dirigente, con una significativa differenza : è subordinata o viene dopo il transito ad altra pubblica amministrazione e / o a due anni dal limite di età.  
Domenica il Messaggero ha rivelato l`esistenza di un piano dell`esecutivo per tagliare di 200 mila unità il numero degli statali, scrivendo, tra l’altro: “Attenzione, nelle ipotesi allo studio non è previsto nessun licenziamento, ma esodi (non agevolati) per i dipendenti over 57” .
Ieri la reazione durissima dei sindacati, pronti-assicurano – a scendere in piazza contro il piano ! 

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