ITALIA paese dei diritti sindacali negati ai militari e di diritti compressi o cancellati a chi li ha. Gianni TONELLI, segr. gen. SAP, Sindacato Aut. di Polizia, tra sciopero della fame, e denunce

Assodipro Roma. Un quadro italiano nel campo dei DIRITTI è quello di cui parliamo . 
Per i militari si negano diritti sindacali nonostante la sentenza della Corte Europea dei Diritti che afferma : “ Ai militari non può essere negato il diritto di costituire associazioni sindacali ma si può solo regolamentare l’uso di tale diritto”; mentre siamo in attesa di ulteriori sentenze della Corte Europea per i DIRITTI dei militari , accade che  vengono “compressi” i diritti a chi già li ha e cancellati a chi ha scelto di fare servizio ed appartenere, con le tutele sindacali previste,  al CORPO FORESTALE DELLO STATO, corpo NON militare,  I cui 7000 appartenenti stanno per essere “transitati/deportati” per decreto nei Carabinieri e che stanno mettendo in atto, democraticamente, tutte le inziative per opporsi a tale provvedimento  

Nel caso la compressione riguarda un sindacalista della polizia.   

*Gianni Tonelli ha una carriera di tutto rispetto sia come Ispettore Capo di Polizia a Ferrara e Bologna, sia come sindacalista del SAP (sindacato autonomo di polizia), di cui attualmente è Segretario Generale in distacco a Bologna. Da ben 34 giorni sta facendo lo sciopero della fame nella speranza che lo stesso presidente Mattarella ascolti le sue ragioni che abbiamo voluto seguire personalmente. 
I suoi guai hanno inizio con la trasmissione di Rai Tre “In Mezz’ora” del 22 novembre quando indossava una polo che secondo la Questura farebbe parte del vestiario in dotazione alla PS, violando così le norme vigenti. Una maglia, secondo Tonelli, a «prova di cretino, in quanto non solo il tessuto era diverso, ma riportava stampigliata la scritta I LOVE Polizia, certamente non istituzionale». 
La sua verità è che si tratta di un attacco al Sap perché lui ed il sindacato stanno da tempo denunciando il grave stato di “debilitazione” dell’apparato della sicurezza
LE DENUNCE DI GIANNI TONELLI Le sue dettagliate denunce sono ormai in rete per contestare i tagli tagli alla sicurezza. Una “debilitazione” che lui imputa ai vertici della PS e del Governo perché «si lavora molto sulla sicurezza virtuale non su quella reale». I dati ne sarebbero la prova. 
«Nella logistica – ci dice Gianni Tonelli – nel 1992 per le divise furono stanziati l’equivalente di 90 milioni di euro contro i 15 del 2014. Mancano 18mila posti nella polizia di stato. Hanno tagliato sui concorsi al fine di risparmiare su corsi, concorsi e stipendi». Altra nota dolente i giubbetti anti proiettile ormai desueti. «Il dipartimento dice di averne testato alcuni asserendo che sono validi; è come andare dal farmacista e comprare medicine scadute. Prendere un giubbotto conservato in un magazzino in modo ottimale può mantenere parte delle caratteristiche, ma le fibre aramidiche di cui sono composti si usurano per una serie di fattori quali sollecitazioni termiche o la luce o vapori acidi come il sudore per cui non sono più adeguati. Oltre al fatto che resistono ad armi corte ma non ai kalashnikov». 
Arma frequentemente usata dalla malavita ed in particolare da quella organizzata. A proposito delle auto «è inutile dire che ne sono state acquistate un tot senza dire che di contro ne hanno rottamate la metà». E ancora «hanno assunto 2500 uomini in via straordinaria per il Giubileo ma quando usciranno dal corso il Giubileo sarà finito. Di contro ne sono andati in pensione 5000 per cui il saldo è negativo». Si parla anche di corsi anti terrorismo «come dire che in 3 ore si diventa avvocati, chirurghi etc. Se la tecnica operativa è una disciplina pratica, come si fa a farla solo a livello teorico?». E ancora, ci sono «agenti messi in strada che da 4 anni non fanno pratica di tiro al poligono – ci dice Gianni Tonelli – mentre dopo 2 anni che non si spara è impossibile mantenere l’abilità. 
Inoltre invito il vice ministro Bubbico a fermare una qualsiasi volante per constatarne le condizioni e verificare lo stato delle dotazioni. Sono pronto a dimettermi il giorno dopo se ne trova una con tutti i requisiti previsti». Anche la recente blindatura di Roma sarebbe virtuale perché «è importante sentirsi sicuri, quindi prima ti metto in sicurezza poi ti tranquillizzo, oggi succede il contrario, perchè non ci sono i mezzi». 
a quando durerà la protesta del segretario del SAP? «Mi interessa far conoscere ciò che sta succedendo e sto ottenendo dei risultati come dimostrano i milioni di visualizzazioni e condivisioni su internet che la mia protesta ed i miei argomenti hanno avuto. Inoltre vengo sostenuto da moltissimi colleghi che vengono da tutta Italia. Quindi continuerò per mesi se necessario». SCIOPERO DELLA FAME Per ora rifiuta qualsiasi intervento medico e ogni farmaco eccetto gli elettroliti. E lo fa «per i cittadini di questo paese che hanno il diritto ad un apparato di sicurezza efficiente alla trasparenza delle istituzioni disinteressate con il senso ero dello Stato». Quindi «sono disposto a mostrare il mio conto corrente e il mio percorso patrimoniale degli ultimi 30 anni e poi vediamo chi è il parassita della situazione come qualcuno mi ha accusato di essere».
 
*Tratto da cinque quotidiano.it  articolo di Gilda Tucci

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.