Gianandrea Gaiani su Il Sole 24 Ore tra l’altro scrive : “Il dimezzamento degli F-35 era stato proposto a inizio febbraio dal gruppo del PD ( tramite Scanu ) della Commissione Difesa della Camera per risparmiare un miliardo all’anno e finanziare il completamento del programma Eurofighter Typhoon, il cacciabombardiere europeo di cui l’Italia è produttrice decurtato degli ultimi 25 esemplari previsti per “fare posto” all’F-35. Il Ministero della Difesa non ha ancora reso nota la ripartizione delle spese per l’acquisizione dei nuovi equipaggiamenti (prevista per aprile con la presentazione del Documento di Programmazione Pluriennale) a cui il bilancio assicura quest’anno 3,2 miliardi di euro che salgono a 5,8 con i fondi aggiuntivi del Ministero per lo sviluppo economico. Fondi necessari anche ad acquisire e ammodernare blindati ed elicotteri dell’esercito, fregate, sottomarini e una portaelicotteri da assalto anfibio per la Marina (che può contare anche sui 6 miliardi in prestiti pluriennali previsti dalla Legge di Stabilità per rinnovare la flotta. Alcuni programmi di armamenti potrebbero venire cancellati o più probabilmente ridotti nei numeri, altri potrebbero subire rallentamenti per diluirne i costi in tempi più lunghi. A rischio slittamento (ulteriore) potrebbe essere il programma di digitalizzazione dell’esercito Forza Nec (costo previsto di 22 miliardi in 25 anni) mentre la Marina potrebbe vendere sul mercato dell’usato la portaerei Garibaldi che ha ormai 30 anni e affianca la più moderna e onerosa Cavour. – “ L’ipotesi di un taglio così radicale agli F-35 italiani ha già indotto Washington a esercitare forti pressioni sul governo italiano e non a caso ieri il Quirinale ha deciso di riunire il 19 marzo il Consiglio Supremo di Difesa dal quale potrebbe giungere uno stop ai tagli a cui sembra guardare il governo”.
F35, nessuna #SvoltaBuona: “Renzi ci ha preso in giro” Selene Cilluffo su today.it ; tra l’altro scrive : “Sembrava davvero la #SvoltaBuona. Persino dalla Rete Disarmo ci speravano: il governo potrebbe tagliare parte delle spese militari e risparmiare così 4 miliardi. “Un bene che Renzi abbia pensato a questa possibilità – aveva detto il portavoce della Rete, Francesco Vignarca – però vorremmo confermata e non solo lasciata al campo delle ipotesi”. Una conferma è arrivata: alla fine il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha votato sì ai caccia, anche se fino a pochi giorni fa aveva detto che non avrebbe escluso a priori di interrompere i 'grandi progetti avviati'. Le buone premesse per crederci c'erano: tempo fa Renzi aveva dedicato un tweet al denaro pubblico investito per gli F-35. “Si vociferava che ambienti governativi il premier avrebbe contattato il Dipartimento di Stato per spiegare i motivi della scelta e che Obama avrebbe compreso. Si parlava pure di un possibile taglio delle spese militari di 1,5 miliardi l’anno (per 10 anni) e addirittura della 'cessione di una portearei'. Dagli annunci circolati a mezzo stampa non c'è alcuna intenzione di procedere in quella direzione. Possiamo dire che è stata una presa in giro” ci dice Giulio Marcon, deputato di Sel. Rimarranno invece i 90 aerei militari e i 14 miliardi di spesa pubblica per l'acquisto.

